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Full text of "Guida di amministrazione e di contabilità per le opere pie del regno secondo il nuovo regolamento generale di contabilità, approvato con regio decreto 5 febbraio 1891 [microform]"

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The Columbia University Libraries reserve the right to refuse to accept a 
copying order if, in its judgement, fulfillment of the order wouid involve 
violation of the copyright law. 



Author: 



Donati, Giuseppe 



Title: 



Guida di amministrazione 
e di contabilità per le... 

Place: 

Perugia 

Date: 

1891 



lASTER NEGATIVE # 



COLUMBIA UNIVERSITY LIBRARIES 
PRESERVATION DIVISION 

BIBLIOGRAPHIC MICROFORM TARGET 



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usiness 



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430.393 

;D71 Donati» Giuseppe 

Guida di anininis trazione e di contabilità per le 
opere pie del regno secondo il nuovo re {colamento 
generale di contabilità, approvato con re^io de- 
creto 5 febbraio 1^91, compilata per cura a dei 
ragionieri, Giuseppe Donati e Carlo Rosati... 
Perugia, Tipografia Roncompagni, 1891 • 

xii, 488 p. illus., piate, tables (part.fold.) 
25 cm. 



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MAIN ENTRY: Donati. Giusepp e 

Guida di amministrazione e di 



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before that time a fine of five cents a day wilLbe incurred. 







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OPERE PIE DEL REGNO 



SECONDO 



IL NUOVO REGOLAMENTO GENERALE DI CONTABILITÀ 

approvato con regio decreto 5 febbraio 1891 



COMPILATA PER CORA DEI RAGIONIERI 



GIUSEPPE DONATI E CARLO ROSATI 



Administratores mundas 
debent servare manus. 

Justin. Nov. 17. 



I 




PERUGIA 

TIPOGRAFIA BONCOMPAGNI 

1891 




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Gli autori, avendo adempiuto alle formalità di legge, 
intendono godere di tutti i diritti sanciti per la proprietà letteraria. 



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Onorevolissimo Signor Commendatore 

GIOVANNI BENTIVEGNA 

Direttore capo divisioBe delle Opere pie al Ministero dell' Interno 



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Nel pubblicare questa Guida, intesa a commentare ed esemplificare lo 
dispostziom dei recenti regolamenti, emanati dal Goverm in eseeuziom della 
nuova legge 17 luglio 1890 sulle Opere pie, profondamente convinti come 
marno della intrinseca bontà e della utilità grandissima delle norme fon- 
damentali ivi dettate, malgrado le criticJie e le opposizioni, non molte né 
gravi invero, che sogliono del resto ad ogn' innovazione o riforma tener die- 
tro, ci sentiamo naturalmente indotti a dedicare la modesta opera nostra a 
V. S. Onorevolissima. Ed il perchè ne è evidentissimo, essendo stati 
t progetti dei suddetti regolamenti compilati dalla prefata S V la 
quale con calda fede e ferma convinzione li informò, in armonia 'alia 
legge, ai più salutari principi ed alle più moderne e razionali norme 
ammmistratwo-contabili, già in gran parte applicate alle altre pubbliche 
amministrazioni, accogliendo cosi anche i voti dei congressi di raqionieri 
nonché i pratici risultati dell' esperienza. Che se qualche lieve menda o 
discordanza, sorta forse nel corso dell' approvazione, si è dovuta rilevare 
in poche e secondarie prescrizioni, ciò m>n taglie affatto pregio al tutt' in- 
sieme delle nuove disposizioni, le quali segnano indubbiamente, per chi le 
esamini con mente serena ed imparziale, un notevole progresso nel determi- 
nare i fini di siffatte contabilità, pur lasciando piena libertà di metodo 
a conseguirli; e che porteranno, ne siam certi, un vantaggio rilevante 
netl amministrazione del patrimonio della beneficenza. 

Voglia compiacersi adunque la S. V. Onorevolissima di accogliere ed 
aggradire benevolmente il sincero omaggio, che di questo, benché povero. 
lavoro noi Le sfacciamo, in attcstato dell'alta stima e del profondo ossequio 
«"* cui CI pregiamo rassegnarci 
Di V. S. Onorevolissima 
Perugia, 24 agosto 1891. 

Devotissimi 

Giuseppe Donati 
Carlo Rosati. 



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PREFAZIONE 



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Se si volesse riandare lontanamente la storia della legislazione della 
carità o beneficenza pubblica, e sarebbe studio bello ed utile, si vedrebbe 
come fino dai tempi più remoti le disposizioni dei legislatori mirarono mai 
sempre a favorire la classe dei poveri, largheggiando in loro prò in tutte 
le disposizioni e provvedimenti che li riguardavano. Rimontando anche al- 
l' antico diritto romano, che fu ed è sempre tenuto in grande onore dai 
giuristi, quale base granitica del giure civile di tutto il mondo, si trova 
sull'argomento una prima e fondamentale disposizione, per la quale, mentre 
in tesi generale non avevano aUora alcun valore i lasciti a favore di non 
ben determinate od incerte persone, un precetto degl'imperatori Valentiniano 
e Marziano vi faceva speciale eccezione a favore dei poveri, ordinando a 
Palladio, prefetto pretorio, che: 

« Quello che per testamento, ovvero codicilli è lasciato ai poveri, non 
isvanisca, come lasciato ad incerte persone, ma in tutti i modi resti 
valido e férmo >. 

* (Id, quod pauperibus testamento, ved codiciUis relinquitur, non ut 
tncertis personis relictum evanescat, sed omnibus modis ratum firmumaue 
consistat) ». (Cod. I, tit. VI, 24). 

Anche la legislazione contemporanea della beneficenza in Italia, se- 
guendo l'opinione pubblica illuminata e i progressi de' tempi, si è sapien- 
temente affermata con tre leggi successive, non senz'aver dato prima luogo 
ai severi studi dei dotti, alle pazienti ricerche di più Commissioni parla- 
mentari, ed a diversi progetti notevoli di vari Ministri. È cioè: la prima 
legge sulle Opere pie del 20 novembre 1859, che vigeva negli stati Sardi, 
giudicata, rispetto ai tempi, « un vero documento di sapienza civile » • là 
successiva del 3 agosto 1862, che migliorava in molti punti queUa del 
1859, e « conteneva disposizioni la cui bontà è anche tuttodì riconosciuta, 
tanto da essere copiata da altre nazioni, tra cui il Belgio » (')• l'ultima' 
infine del 17 luglio 1890, che sull'indirizzo e sull'ordinamento d'ella pub- 
blica beneficenza porta le più ardite riforme. 



(') Vedi aiornale demi Economisti, anno 188», pag. 28«. 



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Precedettero però T approvazione di quest'ultima legge gli studi di 
due Commissioni d'inchiesta, che durarono parecchi anni, e vari pro- 
getti di legge, il primo de' quali presentato dal Ministro Nicotera, che 
preoccupato degli abusi ed irregolarità che la stampa quotidianamente 
denunciava nello andamento delle istituzioni pubbliche di beneficenza, pro- 
gettò la revisione della legge del 1862, affidando però innanzi, nel 1876, ad 
una Commissione 1* incarico di fare un'inchiesta sulle condizioni delle isti- 
tuzioni suddette, e di proporre riforme atte ad assicurare al patrimonio 
della classe indigente un'amministrazione migliore. In base ai risultati di 
tale inchiesta il Ministro medesimo formulò il progetto di legge che pre- 
sentò alla Camera il 1^ decembre 1877; ma le vicende parlamentari di 
quell'epoca non gli permisero di condurlo in porto. 

Successivamente, il Depretis puranco presentò un progetto di parziali 
modificazioni alla legge del 1862 ; ma veggendo il bisogno di più seria e 
radicale riforma, ordinò un'altra inchiesta, che fu attuata dalla Commis- 
sione nominata col regio decreto 3 giugno 1880, « coli' incarico di eseguire 
€ un'ampia e particolareggiata inchiesta morale, economica ed amministra- 
« tiva e di studiare e proporre quindi un piano generale di riordinamento 
« che risponda allo spirito dei tempi ed alle mutate condizioni sociali ». 

Quest' ultima inchiesta, che durò più anni, e raccolse preziosa messe 
di notizie e dati sulle Opere pie, mise al nudo, in talune, numerose e gravi 
irregolarità; in altre, la mancanza di garanzie e di controlli amministrativi; 
in moltissime, l'arbitrio e la confusione. 

Non poche delle savie proposte di riforma che concretarono il dotto 
e poderoso lavoro della suddetta reale Commissione servirono poi di base 
all'ultimo progetto Crispi, tradotto nella vigente legge sulle Opere pie del 
17 luglio 1890. 

Le riforme portate da questa, si riassumono nei tre seguenti princi- 
pali concetti: 

€ Regolare zare V amministrazione delle Opere pie, riordinarle con 
« un prudente indirizzo di concentrazione, e trasformare quelle che più 
« non corrispondessero alla civiltà moderna, era ciò che generalmente 

< reclamavasi e che la Camera dei deputati aveva domandato al Governo 

< nella tornata 15 luglio 1880 .... 

« La maggior parte delle disposizioni che vi sono proposte tendono 
€ a regolarizzare l'amministrazione degli istituti di beneficenza, di guisa 
€ che si abbia una gestione ordinata, onesta ed economica » (»). 



(1) Relazione Crispi al Senato nella tornata 23 decembre 1889. (Vedi atti interni Senato, v« l. 1 
pag. e seguenti). 



La più notevole ed efficace delle quali nuove disposizioni, intese a 
regolarizzare l'amministrazione, è indubbiamente quella che riguarda l'ao- 
provasione del preveniioo. 

* La riforma più importante in questa parte, è l'obbligo di presentare 
« ali approvazione dell' autorità tutoria anche i biUind preoenUvi delle 
« Opere pie. I bilanci preventivi sono il terreno sul quale è propriamente 
« chianiata a svolgersi l'azione dell'autorità tutoria; la proposta di sot- 
« toporh ad approvazione è uno dei cardini deUa riforma. All' infuori di 
« questa cautela non v'ha tutela possibile, inquantochè si potranno sco- 
« pnre verificare e condannare gli errori, gli abusi e i danni, ma non 
€ impedire che accadano. Ed è manifestamente ciò a cui dobbiamo mirare > 

Siffatta approvazione del preventivo era stata pure unanimemente 
chiesta dalle predette Commissioni del 1876 e del 1880 ed il loro parere 
era stato accolto nei surriferiti progetti di legge degli onorevoli Ministri 
Nicotera e Depretis, il quale ultimo così si esprimeva sul proposito pre- 
sentando alla Camera il suo disegno di legge : r > i- 

« La necessità che, oltre ai conti, anche i bilanci delle Opere pie 
« siano muniti di approvazione fu tante volte proclamata che io mi ritengo 
« dispensato dal dimostrarlo ». E concludeva : 

« Si renderà quindi un vero omaggio alla pubblica opinione, se sarà 
* sancito con legge, che i bilanci preventivi delle Opere pie siano sotto- 
« posti ali approvazione » ('). 

L'onorevole Crispi poi, nel presentare alla Camera il 18 febbraio 1889 
Il suo progetto di legge, commentava la mancanza di tale approvazione 
nella precedente legge del 1862, dicendo che questa era una ♦ ommis- 
« sione graMssima, poiché in sostanza nel bilancio è tracciata l'opera 
« complessa, è delineata tutta l'azione delle amministrazioni » (") 

Colle quali parole è pure indubbiamente chiarito il concetto del legi- 
slatore, nelle vigenti disposizioni, circa la forma, il contenuto di esso pre- 
ventivo, da sottoporre alla tutoria approvazione, il quale, dovendo tracciare 
opera complessa, e delineare tutta l'azione amministrativa, non può al- 
trimenti essere che generale e completo, comprendere cioè la previsione 
pc^ibile di tutte le operazioni, di tutti i fatti amministrativi, di qualsiasi 
modihcativa o permutativa essi sieno. 

È. indubitato poi che fedele "specchio e validissimo aiuto della buona 
amministrazione è una razionale contabilità, e dov'essa fu trascurata e 



(*) Vedi raccolta degli atti della Camera voi 2 n a«ì a »-i«» 
* '.m presenUf nella Luta 13 mgZ2,Zg^: ~ "' Commissione suiaisegno 

(«) Vedi detta raccolta - Relazione Crispi, voi. 8, n. 63, pag. 5. 



negletta, poterono verificarsi i maggiori abusi, i lamentati guai, il disor- 
dine e le malversazioni, che tanto danno arrecano alle sostanze del povero. 

Nella relazione del commendatore Caravaggio, allegata al surriferito 
progetto di riforme del Ministro Nicotera, si leggevano infatti queste sco- 
raggianti parole sullo stato deplorevole di tali istituzioni : 

€ Nel 1874 (dopo dodici anni dall' attivazione della legge del 1862) noi 
^ troviamo ancora 3,218 Opere pie senza inventario, 5,038 prive di bilancio, 

< 2,226 che mancano affatto di tesoriere, ed altre 5,018 i cui tesorieri non 

< hanno dato cauzione. A tutto ciò poi si devono aggiungere 28,000 conti 
« non presentati e 13,700 non approvati dalle Deputazioni provinciali. Ma 
€ anche queste cifre sono ben lungi dal rappresentare la situazione vera 
^ delle Opere pie; poiché i prefetti, salve onorevoli eccezioni, o non cono- 
€ scevano quanto il male era profondo, o, credendo ripararlo in non lon- 
« tano avvenire, lo tenevano celato al Ministro ». 

A recar però sollievo all'animo, dopo un quadro così sconfortante, giov!l 
contrapporre i non rari esempì di regolare e prospero andamento di talune 
principali amministrazioni di beneficenza in Italia, esemplarmente condotte 
per saviezza di propositi e razionalità di ordinamenti, sebbene tra loro 
spesso difformi ; nonché vale ricordare gli studi e sforzi incessanti di non 
pochi egregi cultori delle discipline amministrative e contabili, che dedi- 
carono, con intelletto d'amore, le più assidue cure al miglioramento di 
siffatti ordinamenti per le Opere pie. 

Air Esposizione nazionale di Torino del 1884 molti di essi ordinamenti 
vi facevano bella mostra, attirando l'attenzione del pubblico; ed il copioso 
numero di essi fece dire, non ha guari, all' illustre commendatore Gerboni, 
che stava « quasi a dimostrazione di un bisogno grandemente sentito da 
« tutti, che quelle contabilità le si debbano meglio ordinare, affinchè colla 
€ necessaria chiarezza tutelisi e dimostrisi l'impiego del danaro che la 
« carità cittadina ha offerto e offre a lenire le angoscie del povero » (»). 

Il pregio poi di quei lavori fece sì che i professori Massa e Sangui- 
netti ne raccogliessero i concetti e le forme più notevoli, e con amorosa 
e dotta cura li commentassero in due preziosi volumi dopo la Esposizione 
Torinese pubblicati (*). 

In tale stato di cose si comprende di leggieri il posto elevato, l'im- 
portanza precipua che, nella nuova legislazione sulla beneficenza, doves- 



(i) Gerboni - per la Commemorai ione Sacchi -. (Vedi Bollettino Collegio ragionieri, Milano 
n. 12, anno III, pag. 44). 

(«) Massa Giovanni. - La ragioneria aW Esposizione nazionale di Torino, Novara 1884 - Saa- 
guinetti Achille. - Divagazioni critiche sulla mostra di ragioneria a Torino, Parma L. Battei 1886. 



XI 

sero prendere le redole e norme amministrati vo-contabi li, a garanzia di 
questo migliore ordinamento tanto reclamato, come giustamente ricordava 
il Gerboni. 

Gli attuali regolamenti di amministrazione e contabilità per le Opere 
pie furono ispirati, infatti, a concetti nuovi e rispondenti principalmente 
al canone fondamentale di conservare gelosamente il patrimonio della be- 
neficenza e rinvestirne rigorosamente, in determinati modi, ogni benché 
mmima parte che addivenga disponibile; e ciò, mediante la separazione 
dei conti degli elementi attici e passivi che lo compongono dai conti del- 
1 esercizio di ordinaria amministrazione. 

L'adozione nei vigenti regolamenti delle Opere pie di siffatta massima 
cardinale, da noi in varie occasioni strenuamente sostenuta; nonché di al- 
tri molti importanti principi amministrativo-contabili, che pure propugna- 
vamo, ed 1 quali tutti avevano già avuta una diuturna applicazione nella 
nostra Congregazione di Carità; ed in ultimo il lusinghiero invito perve- 
nutoci dal Ministero dell'Interno di recarci in Roma per conferire in or- 
dine al progetto di regolamento di contabilità, nel quale con la massima 
soddisfazione trovammo già introdotti cotali concetti; tutto ciò fu causa 
ed origine che noi ci assumessimo, con troppo ardire senza dubbio il 
diffìcile ed esteso compito di dimostrare e sviluppare le principali prescri- 
zioni del regolamento stesso, chiarendole con pratiche esemplificazioni 

Tuttavia, dobbiamo confessarlo, nell' accingerci ascrivere la presente 
Guida, e vieppiù nel corso dell'opera, ci siamo trovati in molta perples- 
sità, anzi in grave imbarazzo, specialmente nell' esposizione del metodo di 
scrittura, che doveva servire ad esemplificare le prescrizioni regolamen- 
tari. Imperocché, mentre da una parte il nostro libro, che mira, e princi- 
palmente, ad essere di scorta alla maggior parte delle Opere pie minori 
presso CUI si trovano addette il più sovente persone profane alle disci-^ 
pline dei conti, deve contenere talvolta esempi e spiegazioni molto elemen- 
tari ed avere un'esposizione facile e piana, schivando i casi più intricati 
e diffìcili, d altra parte siffatta elementare e pratica esposizione, ci avrebbe 
esposto, pensavamo, alla critica dei ragionieri e delle persone più esperte 
m materia, che ci a^Tebbero forse rimproverato di empirismo, d' imprevi- 
denza o peggio. ^ 

Senonché, dovendoci pure ad un partito appigliare, e nella conside- 
razione rilevantissima che nelle amministrazioni più importanti, dove ma^- 
gioumente cioè si espHcano le difficoltà e le comphcazioni amministra- 
tive esistono sempre provetti ragionieri ed abili amministratori, abbiamo 
preterito di esporre senz' alcuna pretesa il meccanismo delle nostre scrit- 
ture colla maggiore chiarezza per noi possibile. Nonostante però negli 



I -' 



XII 

esercizi pratici, abbiamo tenuta una linea di divisione fra gì* istituti di 
minore importanza e le amministrazioni di beneficenza maggiori, dando 
per le une e per le altre separatamente i modelli e gli esempì adatti alla 
loro minore o maggiore rilevanza e complessità, e sempre rispondenti, nel 
modo che ci parve il più semplice, ai concetti ed alle mire del legislatore. 

Quanto però al metodo di scritture da noi adottato per tali esempli- 
ficazioni, dobbiamo esplicitamente dichiarare: che, convinti fautori della 
libertà dei metodi e delle forme nell' arte dei conti, purché rispondano ai 
razionali principi voluti dalla buona amministrazione e dalle leggi, noi 
non abbiamo affatto inteso di suggerire o raccomandare uno od altro or- 
dinamento qualsiasi di conti, di consigliare o preferire un sistema piut- 
tostochè un altro di scritture. E saremo anzi ben lieti se l'esposizione 
completa, che di questo nostro metodo di scritture ora facciamo, oltre al 
sollevare la critica serena, competente ed imparziale, sempre utile e fe- 
conda al progresso degli studi, desterà eziandio la nobile emulazione in 
altri più esperti ed abili di noi, per farci conoscere ed apprezzare dei 
migliori e più adatti ordinamenti contabili, i quali, in consonanza alle 
nuove norme dettate per le Opere pie, raggiungano gli stessi fini voluti 
dal legislatore. 

E non dobbiamo ommettere infine di dichiarare che noi per primi 
riconosciamo essere la presente Guida riuscita al certo manchevole e di- 
fettosa, principalmente per la nostra insufficienza, di poi per la vastità della 
materia, che in alcuni punti si sarebbe pur dovuta svolgere a seconda 
della varietà delle istituzioni di beneficenza, ed infine anche, per la ristret- 
tezza del tempo, entro cui dovevamo pubblicare la Guida stessa per ra- 
gioni di opportunità e per mantenere la promessa fatta ai nostri cortesi 
associati. 



CAPITOLO PRIMO 



DEL PATRIMONIO 



/ 



1 . Considerazioni preliminari. 



1. — Le questioni sociali, il malcontento delle classi diseredate, sono an- 
tiche quanto è antica la civiltà, e finché durerà il civile consorzio non avranno 
mai termine. E noi vediamo che i tempi moderni segnano un costante aggra- 
vamento, un pericoloso progresso in siffatta agitazione sociale, e tale, da dover 
preoccupare seriamente Io statista preveggente ed illuminato, il legislatore prov- 
vido e sagace, i quali reputano loro primo dovere e prima necessità di buon 
governo il rimuovere per quanto è possibile le complesse cause del disagio e 
del malcontento delle classi più bisognose. 

Fra le cause che contribuiscono a quietare o ad inasprire siffatte questioni, 
non è ultima sicuramente la buona o mala amministrazione delle pubbliche ric- 
chezze; poiché una prudente, avveduta e giusta applicazione di esse, non so- 
lamente giunge, nell'ambito del respeltivo fine, a rimunerare utili servigi ed a 
soddisfare legittimi bisogni di un maggior numero di persone; ma, quel che più 
monta, spezza le armi dalle mani di coloro che hanno interesse di toglier ra- 
gione dal mal governo delle cose pubbliche per aizzare le facili passioni delle 
masse incolte e per servirsene ai loro biechi propositi. E poi la buona ammini- 
strazione pubblica ottiene vantaggi materiali e morali incalcolabili, e produce 
direttamente un incremento alle pubbliche risorse, slanteché contribuenti e bene- 
fattori, quando ne vedono il buon uso, concorrono di buon grado ad accrescerle. 
Un comune, a mò d'esempio, che ha cura saggia e scrupolosa degli interessi 
de' suoi amministrati, che è ^mmamente parco e rigido in tutte le spese d'am- 
ministrazione, che in una parola è un severo ed oculato gestore del danaro 
de' suoi contribuenti, molto più facilmente di un altro che abbia opposte ten- 
denze larghe e spendereccie, troverà presso gli stessi suoi contribuenti un pronto 
e volonteroso concorso in una circostanza eccezionale, in uno straordinario bi- 
sogno di riconosciuta utilità pubblica. E potrà, se non altro, sovvenirlo il cre- 
dito a più miti e favorevoli condizioni, che ridondano a minor carico dei 



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contribuenti, in merito appunto del buon nome, che si è acquistalo la sua sag- 
gia amministrazione. 

Non è dunque soltanto Tadempimento di un dovere, ma è pure una neces- 
sità di supremo e generale interesse, il curare che i beni pubblici siano sag- 
giamente custoditi ed amministrati, nò è d'uopo spendere più oltre parole per 
dimostrare questa semplice ed ovvia verità. 

Ora fra i beni pubblici hanno certamente una principale importanza, e per 
la loro entità, e per lo scopo sacrosanto di lenire le miserie dell'umanità sof- 
ferente, quelli assegnati alla beneficenza dalla filantropia ammirabile dei nostri 
antenati. 

« La pubblica beneficenza, afferma un chiaro scrittore (*), esercita, o è 
« chiamata ad esercitare grandissima influenza su lutti gli ordinamenti civili e 
« politici di un popolo e nella sua vita materiale e morale. Essa è stata perciò 
« studiata dal punto di vista sociale e considerata quale un anello di quella 
« grande catena che ò il problema sociale, alla cui migliore e pacifica soluzione 
« può efficacemente contribuire e dare valido impulso. K perciò che i più emi- 
« nenti uomini di Stato, non meno dei più chiari filosofi e scrittori di scienze 
« sociali, si sono interessati ad essa con cuore, ed intelletto d'amore, facen- 
« dola oggetto di studi imporlanli ». 

E dobbiamo esser ben lieti che l' Italia noslra, sebbene travagliata sin da 
lontani secoli da tante angustie, e benché passata sotto numerose e tristi vicis- 
situdini politiche, possa conservare tuttora un sì ingente patrimonio destinato 
al sollievo delle classi bisognose. 

Secondo la statistica del 1880, pubblicata dalla benemerita Commissione reale 
d'inchiesta, il patrimonio netto della beneficenza in Italia ascendeva infatti ad 
oltre un miliardo e mezzo, ed è a ritenersi che anteriormente a questa statistica, 
che è la prima compilata generalmente per lutto il regno, le istituzioni pubbliche 
di beneficenza possedessero capitali anche più cospicui, falcidiati e consumati 
di poi, per le suindicate politiche vicende e per effetto dei lamentali abusi e 
sperperi del mal governo di esse. 

Oltre r importanza del patrimonio, anche il numero delle Opere pie che, 
supera in Italia le 21,000, indica che moltissimi furono i benefattori che ebbero 
a cuore di sollevare le miserie pubbliche, ed è ^splendida conferma della gene- 
rosità e filantropia dei nostri padri, i quali resero il nostro paese, come ben 
disse Minghetti, il più largo, il più ricco di opere di beneficenza di tutl'Europa. 

La saggia, illuminata distribuzione adunque del prodotto di sì cospicua 
ricchezza, deve arrecare indubbiamente un gran sollievo, un beneficio conside- 
revole nella estesa classe degli umili e dei sofferenti, e deve attenuare, raddol- 
cire gli screzi, gli urti, gli odi fra le varie sfere sociali. / 

E quindi maggiormente obbligo di chi è chiamato ad amministrare la for- 



tuna dei poveri, V ispirarsi sempre al concetto filantropico che informò le pie 
intenzioni del fondatore di tali istituzioni, ed il richiamarsi costantemente a 
quelle pm savie e adatte norme di amministrazione rigida, oculata, imparziale 
tutta ed esclusivamente dedita al maggior conseguimento possibile del fine spe- 
ciale dell'Opera pia. 

Carattere e pregio essenziale di siffatte istituzioni, è senza dubbio la con- 
tinuità del loro scopo, la sicurezza cioè, che esse possano esercitare la loro 
azione benefica e salutare perennemente, con l'istessa ed anche maggiore effi- 
cacia, come e quanto, se non più, hanno potuto conservarla, attraverso i secoli e le 
patite vicende, sino a noi. Poiché fu nella mente e nel cuore dei generosi fonda- 
tori di soccorrere e beneficare non solo i poveri presenti, ma anche i futuri e 
di legare il loro nome e l'opera loro perpetuamente alla gratitudine imperitura 
delle generazioni venture. Sta al prudente e provvido legislatore di vedere sol- 
tanto se e quando possa occorrere, in eccezionali circostanze e rispettando fin 
dove è possibile le intenzioni e le mire particolari del fondatore, di cambiare il 
fine di tali opere, ove, per i mutati tempi, esso non corrisponda altrimenti ai 
bisogni attuali, alla civiltà presente. 

Ma per ottenere la suddetta continuità dell'oggetto benefico dell' istituzione 
è ind.spehsabile assicurare e garantire la perpetuità del patrimonio, d'onde ha 
vita e sostegno l'istituzione stessa. Dunque il primo ed imprescindibile dovere 
dell amministratore delle Opere pie è di conservare gelosamente il patrimonio 
loro affinchè coli' andar del tempo non si scemino e non inaridiscan mai le 
vivide e salutari sorgenti della beneficenza. 



Articolo L 
L' INVENTARIO 



(1) Prof. Paolo Donati — Vedi Giornale degli Economisti, anno 1880. Rivista Opere pie, pag. 280-281. 



§ 1.° 

Avvertenze generali. 

2. Necessità di prender cognizione esatta del patrimonio, mediante V inventario. 

Requisiti e vane specie del medesimo. 

3. Prescrizioni analoghe di legge per le Opere pie. 

4. Stretta connessione fra le scritture e lo stato dei capitali colle risultanze 

dell inventario. 

5. Disposizioni riguardanti la comunicazione dell' inventario. 

^. - Per conservare e bene amministrare un patrimonio qualsiasi, è ne- 
cessario anzitutto di ben conoscerlo nel complesso ed in tutte le sue parti; quindi 



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occorre valuU.rlo, per averne un'idea più concrela ed acquistare un'esatta no- 
zione della sua forza economica. 

Il prinfio intento si raggiunge pienamente colla esatta ed accurata ricogni- 
zione e descrizione di tutti i singoli elementi che costituiscono il patrimonio, ciò 
che più semplicemente dicesi descrizione dei beni patrimoniali; il secondo si 
ottiene con la razionale valutazione dei medesimi beni. 

Questa preliminare funzione delP amministratore, indispensabile, colla quale 
esso ricerca, apprende, enumera ed ordina tutti i componenti positivi e negativi 
del patrimonio, che dovrà poi formare oggetto di ogni sua cura ed attenzione, 
è la prima parte dell'atto essenzialissimo in amministrazione e ragioneria che 
SI chiama inventario, dal latino invenio, invenire, trovare, e che significa ap- 
punto nel senso etimologico, come nell' uso contabile, la materiale ricognizione 
o constatazione, la particolareggiata descrizione e la valutazione di tutti gli ele- 
menti di un patrimonio. 

Perchè l'inventario sia chiaro ed evidente è indispensabile che sia ordinato 
e classificato secondo la varia specie o natura dei beni, suddividendolo oppor- 
tunamente in titoli o sezioni, in categorie ed articoli, e sia quindi riepilogato in 
un prospetto sommario da cui si rilevino e si pongano a confronto gli elementi 
attivi distintamente da quelli passivi, per poterne evidentemente desumere il 
compendio patrimoniale, ossia la sostanza netta dell'azienda. 

L'inventario che comprende tutta quanta la sostanza attiva e passiva di 
un'azienda è detto inventario generale, e se la dpcrive minutamente in tutti i 
SUOI singoli elementi dicesi anche analitico; ma siccome talune categorie di 
beni, come ad esempio il mobilio, richiederebbero una prolissa e minuziosa 
enumerazione, che ingombrerebbe inutilmente, e toglierebbe anzi chiarezza e 
pregio allo inventario generale, così è opportuno, per siffatte categorie, molto 
dettagliate e meno importanti, di ricorrere ad inventari speciali o subalterni, il 
di CUI importo complessivo verrà ripreso nell'inventario generale alla respettiva 
categoria. 

La compilazione di un primo e regolare inventario non è la più facile e sem- 
phce cosa; anzi talvolta può presentarsi come la più grave e difficoltosa, allor- 
quando, cioè, non si fosse tenuto fin' allora nell'azienda un regolare sistema d» 
contabihtà, o si fosse trascuralo affatto il conto patrimoniale e non si fosse mai 
e da molli anni redatto uno stato, un elenco qualsiasi, dei capitali stessi. 

In tal caso occorrerà rintracciare siffatti elementi con tutti i mezzi che sono 
a disposizione del nuovo amministratore,, ricorrendo cioè, secondo i casi pei 
beni stabili, diritti ed oneri fondiari, oltreché alle notizie ed informazioni' che 
potranno fornirgli i suoi predecessori e gli addetti dell'amministrazione ed i do- 
cumenti del proprio archivio, agli uffici pubblici del catasto e delle ipoteche; e 
per gh altri valori, crediti e debiti, desumendo principalmente dai registri' e 
dagli atti dell'Opera pia, tutte le indicazioni di contratti e tutte le notizie di fatto 
che VI SI potranno rinvenire. Riordinati e completati come meglio è possibile 
siffatti elementi, si affretterà l'amministratore suddetto a compilare un primo 



stato della consistenza patrimoniale attiva e passiva, il quale stato, non monta 
se a bella prima non riuscirà, come non potrà subito riuscire, completo e per- 
fetto, ciò che invece si otterrà nel corso della sua gestione, prendendo nota 
man mano delle varianti e modificazioni che esso verrà accertando. 

E però assolutamente indispensabile, lo ripetiamo, che l'amministratore che 
vuol dare un buon governo alla sua azienda, adempia subilo a questo primo ed 
importante atto del suo ufficio, la ricognizione cioè e descrizione dei beni costi- 
tuenti Il patrimonio, che dovrà poi amministrare; inquantochè sia noto « che 
l'amministrazione non è che l'assieme delle cure e degli sforzi tendenti alla con- 
servazione e possibilmente al miglioramento di questo patrimonio, e ad ottenere 
dal medesimo i mezzi per sopperire allo scopo cui esso è destinato, nonché ad 
usare nel miglior modo di tali mezzi. L'amministrazione deve avere una guida 
nei dettatr della scienza della ricchezza, di cui essa in sostanza non è che una 
pratica applicazione; ond'è che Giuseppe Gerboni definì l'amministrazione lo 
sforzo e lo studio incessanti di tradurre infatti le leggi economiche in quella 
sfera di atione in cui ai esercita • ('). 

La ricognizione e la descrizione mimila ed esalta del palrimonio rende più 
liev, e faci, di poi le cure dell' amminislrazione; infatti si custodiscono assai 
meglio . beni che perfettamente si conoscono, si allontanano o si compongono 
prontamente litigi riguardanti la proprietà, si evitano e s'impediscono abusi 
usurpazioni, servitù, ecc. ; nei casi di vendite o permute si hanno pronti i titoli 
di provenienza e le necessarie indicazioni catastali; si controlla l'esalta appli- 
cazione delle tasse, secondo le leggi e la vera e giusta imponibilità dell'ente 
amministrato, ecc. 

3. - La nuova legge sulle Opere pie, ha perciò saviamente imposto ai 
loro amministratori di tenere l'inventario patrimoniale col seguente articolo 18 

. Le amministrazioni delle istituzioni pubbliche di beneficenza devono le- 
. nere in corrente un esatto inventario di tutti i beni mobili ed immobili ed uno 
« stato dei diritti, crediti, pesi ed obbligazioni coi titoli relativi .. 

Ed ha fissato nelle disposizioni finali e transitorie, coli' articolo 95, il ter- 
mine di un anno alle amministrazioni stesse che non avessero avuto mLi r in- 
ventano, per uniformarsi al suddetto precetto. 

Di fronte però al concello razionale ed al significato lato e generale che in 
ragioneria ed amminislrazione ha la voce inceniario patrimoniale, per cui, o ana- 
iticainente descritta, o riassunta in parte da speciali inventari di date categorie 
tutta la consistenza patrimoniale, sia dessa costituita da mobili e da immobili' 
o da diruti e da crediti, da debiti e da obbligazioni, debb' essere uniformemente 
raccolta, compresa e valutala in un unico e completo atto o registro chiamalo 



(') Trattato completo di Kagioneria di Gilti e Massa, parte prima, pag. 5. 



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6 

inventario, di fronte a ciò ci sembra alquanto impropria la dizione del surriferito 
articolo 18 della legge. 

Esso infatti prescrive di tenere in corrente un esatto inventario di tutti i 
beni mobili ed immobili, ed uno stato dei diritti, crediti, pesi ed obbligazioni, 
da CUI apparirebbe quasi che due atti diversi e distinti occorressero per le une 
e le altre qualità di elementi patrimoniali ivi enumerate, in luogo di un solo e 
generale inventario che tutti li abbracci e li comprenda; e siffatta improprietà 
di linguaggio tecnico è resa anche più manifesta dall' articolo 24 del regolamento 
ammmistralivo che, ripetendo la stessa disposizione, così si esprime: . Sia 
V elenco dei titoli, sia V inventario dei beni devono essere tenuti in corrente .. 

Siffatta separazione, nell'articolo 18 della legge, dei beni mobili ed immobili, 
dai diritti, crediti ed obbligazioni, ha certo fondamento nel concetto giuridico 
della distinzione dei beni reali, dai diritti ed obblighi personali, che in «ragioneria 
corrisponde alla diversa e distinta personalità dei consegnatari da quella dei 
corrispondenti; ma non può aver voluto intendere di scindere in due atti diversi 
l'inventano, che deve essere sempre unico e generale. 

Si potrà tenere per comodo dell'ufficio un registro di consistenza speciale 
pei beni immobili (1' opportunità del quale anzi avremo occasione di vedere in 
seguito) separatamente da uno o più registri per la particolareggiata descrizione 
degli altri valori mobili, de' crediti, debiti, ecc.; ma l'atto che prescrive la legge 
col citato articolo 18, che dev'essere comunicato all'autorità colle relative aggiunte 
e varianti ulteriori (articolo 19) non può e non dev'essere altro che l'inventario 
unico e generale nel senso suddetto. Diversamente, stando alla letterale dizione 
ed ammettendo l'esistenza dei due atti, V inventario pei beni, e lo stato od elenco 
pei titoli, come si esprime impropriamente il legislatore, ne verrebbe l'assurda 
conseguenza che tutte le prescrizioni da esso date successivamente e nella legge 
e nei regolamenti per la comunicazione, trasmissione in copia, variazioni, ecc., 
non SI potrebbero riferire che ai. soli beni mobili ed immobili, non avendo par- 
lato in tal. disposizioni che d' mre/i^ario; e quindi sfuggirebbe l'amministrazione 
dall obbligo di rendere egual conto dell'altra parte di valori, crediti, ecc. che 
dovrebbero risultare dal separato stato od elenco, il quale non vien più nomi- 
nato dal legislatore stesso. Più semplicemente e razionalmente, l'articolo 1 del 
regolamento di contabilità, détta l'obbligo di un inventario, nel quale siano de- 
scritti tutti i beni che costituiscono il patrimonio dell'Opera pia. 

4. - L'inventario, come dianzi abbiamo accennato, dev'essere riassunto 
ne le singole categorie di cui si compone, sommando distintamente quelle attive 
dalle passive, per vederne chiaramente la situazione sommaria ed il patrimonio 
netto. Iniziato l'esercizio dell'amministrazione con un nuovo e formale inventario 
è chiaro che detto riassunto dell'inventario stesso, rappresentando ordinatamente 
classificato lo stato originario dei capitali, darà vita alla conlabilità relativa, ser- 
virà cioè ad aprire, coi valori delle singole categorie od articoli, altrettanti conti 
degli elementi patrimoniali nel Mastro. Ne scende per naturai conseguenza, che 



tutte le variazioni in essi conti avvenute durante l'esercizio amministrativo do- 
vranno modificare in egual modo e valore le categorie ed articoli corrispondenti 
nell'inventario, dove dovranno infatti annotarsi, a senso dell'articolo 10 del rego- 
lamento di contabilità, e quindi le nuove risultanze del riassunto di tale inven- 
tario alla fine dell'esercizio, dovranno esattamente corrispondere collo stato finale 
dei capitali, col quale si liquida e si chiude alla stessa epoca la relativa conta- 
tabilità. Dunque il prospetto riassuntivo dell'inventario non può differire meno- 
mamente nei risultati, anzi è la istessissima cosa dello stato dei capitali, al prin- 
cipio ed al termine di un esercizio, risultante dai conti e dall'analogo consuntivo; 
e cosi del pari le variazioni annuali all'inventario, che a senso dell'articolo 11 
del regolamento di contabilità devono comunicarsi all' autorità tutoria, dovranno 
essere sempre in perfetta relazione col movimento del consuntivo stesso, essen- 
doché il consuntivo, come ha base e principio nell' inventario, in esso ha pur fine. 
Pur troppo però da molti non s'intende questa stretta relazione e dipendenza 
delle risultanze dell'inventario con quelle del consuntivo, ed empiricamente da 
non pochi si ritengono cotesti, quali due atti scollegati ed indipendenti, che pos- 
sono anche dare estremi e risultati non corrispondenti fra loro. Lo stesso re- 
golamento amministrativo all'articolo 24 autorizza questo erroneo concetto, col 
prescrivere che le variazioni annuali dell' inventario si debbono comunicare al 
prefetto nel mese di febbraio, ossia, prima che sia deliberato il consuntivo ed il 
relativo stato dei capitali, il che ha luogo nel maggio (articolo 72 del regola- 
mento di contabilità). 

ff . — Relativamente alle comunicazioni dell'inventario primitivo, e delle 
successive aggiunte e variazioni, alla giunta provinciale amministrativa ed al 
sindaco, come prescrive T articolo 19 della legge, ci piace di ricordare che nel 
progetto ministeriafe era stato proposto di dare anche eguale comunicazione al- 
l' autorità politica, e l'aftnullamento di tale disposizione fu chiesta dal Senato, 
che giustamente osservò la inutilità di tale notificazione al prefetto, dal momento 
ch'egli deve già riceverla come presidente della giunta provinciale, e 1' archivio 
di questa e della prefettura sono tutt'uno. Raccomandò anzi la Commissione 
senatoriale sul proposito, con senso d'opportunità pratica lodevolissimo, che 
tenendo calcolo della forma di quest'articolo 19, che non parla di copia, ma 
di semplice comunicazione dell' inventario, siffatta comunicazione sia disciplinata 
nel modo più semplice e meno dispendioso possibile, considerando che molte 
istituzioni di beneficenza non avranno impiegati e per molte sarebbe grave la 
duplice, e peggio la triplice copia, che prima era imposta. 

Ed i regolamenti amministrativo e di contabilità, non solo sono stati dettati 
m consonanza a questi concetti, ma hanno semplificato vieppiù l' esecuzione 
dell'articolo 19 della \e^^e, inquantochè hanno soppresso la copia dell'inventario 
per uso del sindaco, limitandosi a porre a sua disposizione quella copia d'in- 
ventario, nonché delle note di successive variazioni, che devono tenersi nell'ar- 
chivio delle singole Opere pie, lasciandogli facoltà di procurarsene copia, però 



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a spese e cura del comune. Ecco infalli le relalive disposizioni dei citati rego- 
lamenti. 

Art. 24 del regolamento amministrativo: 

« L' inventario è redatto in due esemplari : uno da conservare nell'archivio 
« della congregazione od istituzione, 1' altro da comunicare al prefetto per la 
« giunta provinciale amministrativa, al quale debbono pure essere comunicale 
« nel mese di febbraio le variazioni annuali dell' inventario, giusta l'articolo 19 
« della legge. 

« Gl'inventari e le note di variazione sono autenticati e soltoscritli dal 
« presidente e dal segretario od impiegalo incaricato della loro compilazione e 
« vengono riscontrati, in contraddittorio, in occasione di ogni mutamenìo totale 
« di amministrazione o di mutamento del presidente di essa. 

« Tanto l'inventario che le variazioni annuali, conservali nell'archivio 
« dell'amministrazione, rimangono a disposizione del sindaco, il quale ha fa- 
« colta di procurarsene copia a propria cura e spese del comune ». 

Art. 11 del regolamento di contabilità: 

• La comunicazione dell'inventario al prefetto per la giunta provinciale 
« amministrativa a termini dell' articolo 19 della legge, ha luogo, quanto al 
« primo inventario, mediante trasmissione di una copia di esso; ed in seguito, 
« con l'invio di una copia delle note annuali delle aggiunte e variazioni, con 
« l'indicazione del valore rispettivo ed un richiamo al numero corrispondente 
« dell' inventario. 

« Dei mobili però basta una indicazione sommaria ». 

Tra queste disposizioni ci sembra opportuna quella che ha limitato ad una 
volta all'anno, e da farsi con nota unico, la comunicazione delle variazioni alla 
giunta provinciale, piutlostochè a periodi diversi e con note parziali, come prima 
prescrivevano i precedenti regolamenti. La quale cosa è particolarmente utile, 
non solo per la semplicità tanto raccomandata, ma piif specialmente per assi- 
curare che tali comunicazioni raggiungano il loro scopo, di modificare, cioè, ef- 
fettivamente gl'inventari primitivi esistenti presso la suddetta autorità. Lo che 
si otterrà molto più facilmente mediante una denunzia annuale completa, piut- 
lostochè con note isolate e saltuarie, che potevano venire dimenticate o disperse. 

Ci pare però, che, per non moltiplicare siffatte comunicazioni, sarebbe stato 
opportuno di stabilire, che, con quella delle variazioni all'inventario, avesse po- 
tuto contemporaneamente effettuarsi l'altra, che vi ha stretto rapporto, delle 
iscrizioni ipotecarie assunte nell'anno scadalo, e di quelle che vanno a scadere 
nell'anno incominciato. La quale comunicazione è invece prescritta dall'articolo 
74 del regolamento amministrativo, che debba farsi separatamente al 1° gen- 
naio di ogni anno. 



§ 2.0 



Classificazione e descrizione dei beni. 

6. Classificazione secondo l'articolo 2 del regolamento di contabilità. 

A) BENI PROPRI. 

7. Ambiguità nelle categorie 1 ed m di detto articolo, che parrebbe richiedes- 
sero due distinti conti di cassa. 

8. Descrizione dei beni immobili (art. 3 reg.) - registri di consistenza - 
fabbricati - scorte rurali. 

9. Descrizione di altre atticità e passività (art. 4 reg.) - interpetrazione 
logica della lettera e di detto articolo - mobilio. 

10. Pensioni vitalizie - tanto le testamentarie che le amministrative sono con- 
siderate dal regolamento oneri patrimoniali - convenienza d' istituire le 
casse-pensioni per gl'impiegati 

11. Distinzione nelV inventario dei beni fruttiferi dagli infruttiferi (art. 5 reg.) 
- modalità pratiche. 

B) VALORI DEI TERZI. 

12. Natura di questi valori - ragione di tenerli separati dai beni propri. 

13. Modo di registrarli nell'inventario e nei conti. 

a. — Detto sinora genericamente dell'inventario, passiamo ad osservare 
le norme dettate specialmente dal regolamento di contabilità per le Opere pie, 
ed anzitutto osserviamo la classificazione degli elementi patrimoniali dettata 
dall'artìcolo 2. Questi elementi sono principalmente suddivisi in due parti, pel 
patrimonio proprio, distintamente dai valori altrui, affidati all'Opera pia a titolo 
di cauzione o custodia. La prima parte dell'inventario, che comprende tutti i 
bem costituenti la dotazione propria dell'istituzione, si divide nelle seguenti 
catégorie : 

in Attivo 

a) Fondi rustici ; 

b) Scorte rurali vive o morte; 

e) Fabbricati, coli' indicazione e la descrizione degli oggetti d'arte che ne 
fanno parte; 

d) Censi, livelli, canoni e legati perpetui; 

e) Titoli di debito pubblico emessi e garantiti dallo Stato; 

f) Altri valori pubblici od industriali; 

g) Crediti ipotecari e chirografari ; 

h) Oggetti d'arte che non fanno parte degli immobili ed oggetti preziosi; 

i) Altri oggetti mobili; 

k) Attività diverse patrimoniali; 



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l) Capitali esistenti in cassa o in deposito per effetto di trasformazione 
di patrimonio; 

m) [Rimanenza netta di cassa proveniente da sopravanzi di rendite. 

in Passivo 

a) Debili ipotecari e chirografari; 

b) Censi, livelli, canoni, legati ed altre annualità perpetue; 
e) Pensioni vitalizie; 

d) Passività diverse patrimoniali; 

E la parte seconda dell'inventario, che comprende le cose dei terzi, è cosiì- 
tuita dalla sola categoria : 

Depositi a cauzione o custodia. 



A) BENI PROPRI. 

T. — Incominciamo dall'esaminare le sìngole categorie costituenti i beni 
propri. Dalla semplice enumerazione di tali categorie dei beni propri dell'isti- 
tuzione, ci si affaccia subito una principale e grave ambiguità nel significato 
apparente delle ultime due categorie / ed m, che designano cioè: 

l) I capitali esistenti in cassa o in deposito per effetto di trasformazione 
di patrimonio; 

m) La rimanenza netta di cassa proveniente da sopravanzi di rendite. 
Con questa distinzione, che ha certo il suo fondamento nella opportunissima 
ed essenziale separazione dei valori appartenenti alla dotazione permanente da 
quelli derivanti dagli avanzi della gestione di rendite e spese, si farebbe però 
supporre, a prima vista, che si dovessero tenere due conti di cassa, l'uno per 
la gestione delle rendile e spese, l'altro pel movimento patrimoniale. Ma questa 
soluzione sarebbe abbastanza illogica ed irrazionale e ci riporterebbe ad un 
concetto troppo elementare e primitivo, quale è quello di volere che un cassiere 
tenga più conti separati di cassa pei vari servizi : patrimoniale, di beneficenza, 
per conto terzi, ecc., per tutte quelle distinzioni e divisioni cioè, che è ufficio 
della contabilità e non della cassa tenere in evidenza. Nemmeno tale soluzione 
può darsi riguardo alle altre correlative disposizioni del regolamento slesso, in- 
quantochè essa sarebbe in aperta contraddizione colla pianta della conlabilità 
finanziaria tracciala nel modello del preventivo, che deve essere seguita fedel- 
mente anche nel resoconto del tesoriere (articoli 19 e 65 di esso regolamento), 
in cui le riscossioni ed i pagamenti per rendite e spese sono amalgamali con 
quelli relativi al movimento dei capitali, così da risultarne un unico avanzo o 
disavanzo di cassa, conforme ai modelli relativi. L'esser poi slato aggiunto 
nella lettera l del suddetto articolo ai capitali esistenti in cassa anche quelli in 
deposito, (s'intende presso qualche cassa od istituto estraneo all'Opera pia), serve 



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maggiormente a far ritenere non giusta né esatta la interpetrazione delle due 
casse, dappoiché ne verrebbe per naturai conseguenza il fallo che dallo stato 
dei capitali, da quel prospetto finale cioè del rendiconto, che deve presentare 
la situazione giuridica dei vari agenti-consegnatari dell'Opera pia, non appari- 
rebbe più affatto il vero e completo debito del tesoriere pel fondo di cassa, es- 
sendone amalgamata una parie di esso coi capitali in deposito presso altri' isti- 
tuti di credito o risparmio. 

Si deve poi osservare che l'articolo 73 del regolamento — ultimo capoverso 
— accenna, e non potrebbe esser diversamente, alla correlazione che deve sus- 
sistere tra l'inventario di cui all'articolo 2 e lo stalo dei capitali nel consuntivo. 
Ora, siccome nell'articolo 2 troviamo la categoria m, rimanenza netta di cassa 
proveniente da sopravanzi di rendita, e non vi troviamo affatto la situazione 
amministrativa che è nello stato dei capitali, dobbiamo vedere se quella equi- 
valga a questa. 

Infatti, ove si consideri che la situazione amministrativa è il risultato di 
una contabilità di cassa, perchè per conlabilità di cassa non s'intende sempre 
il solo conteggio del danaro, ma vi si comprende altresì in senso più lato tutto 
quello che si è acquistalo diritto ad incassare (residui attivi), e si ha obbligo 
di pagare (residui passivi), come è inteso e considerato anche nel sistema della 
scrittura camerale: ove si consideri che in questa contabilità di cassa, dopo le 
rendile e le spese, se vi entrano capitali in riscossione, vi si iscrive a paregggio 
di questi un corrispondente residuo passivo (articolo 66 del regolamento), egli 
è evidente che il risultato amministrativo è un avanzo (o disavanzo) di rendila. 
Onde se la rimanenza amministrativa è una rimanenza di cassa, nel senso lato 
sopra accennato, e se ad un tempo è un avanzo di rendila, non cade dubbio 
che debba inlerpetrarsi, esser dessa precisamente quella rimanenza netta 
di cassa proveniente da sopravanzi di rendita, indicala nell'articolo 2 alla lei- 
tera m. Ed anche la parola netta avvalora maggiormente siffatta interpetrazione- 
dappoiché fa intendere che debba essere, com'è, la differenza tra elementi attivi 
e passivi, circostanza questa che non si avrebbe, se volessimo riferirci al con- 
teggio puro e semplice del danaro. 

E con ciò rimane ancor meglio spiegalo il significato dell'altra categoria, 
lettera /, capitali esistenti in cassa o in deposito per effetto di trasformazione 
di patrimonio ; la quale altro non vuol dire nella situazione patrimoniale se 
non il credito verso il suddetto ente cassa, rappresentalo da un corrispondente 
residuo passivo nella situazione amministrativa. Intorno a questo havvi sicura- 
mente da lamentare che non sia slata preveduta la corrispondente categoria in 
passivo pel caso inverso, se non frequente però possibile, cioè di maggiori rin- 
veslimenti di capitali, falli momentaneamente dalla cassa a scapito dell'avanzo 
di rendita. Forse chi ha sancito il regolamento ha creduto che in questo caso 
SI debba operare come suggerisce frate Angelo Pietra (vedi seguente numero 
34); ma non ha poi pensato che l'articolo 66 del regolamento permette in tal 
caso la iscrizione di un residuo attivo nella parte amministrativa; onde nei rari 






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12 

casi, in cui ciò si verificasse, la logica vuole che in anlilesi alla categoria / 
dell'attivo patrimoniale sia aggiunta una categoria e nel passivo. Come nel caso 
che sussistesse un disavanzo di rendita, occorrerebbe aggiungere in antitesi alla 
categoria m dell'attivo una categoria / nel passivo dell'inventario di cui all'ar- 
ticolo 2 del regolamento. 

8. ~ L'articolo 3 del regolamento di colabilità indica come debbano de- 
scriversi i beni immobili nell'inventario o in appositi registri di consistenza al- 
legati al medesimo, prescrivendo le seguenti sostanziali indicazioni, le quali non 
escludono certamente anche quegli altri maggiori dati, che si ritenesse utile di 
aggiungere nella specialità dei casi: 

a) il luogo, la denominazione, l'estensione, la qualità e la descrizione 
risultante dal catasto ; 

b) la provenienza: se da eredità, legato, acquisto, permuta, ecc.; i titoli 
di proprietà, atto o rogito, o le prove del possesso quando manchi il titolo ; 

e) il valore capitale, o la rendita attuale effettiva o presunta; 

d) le servitù, i pesi, gli oneri diversi dei quali sono gravati,' con desi- 
gnazione del possessore o creditore rispettivo; 

e) l'uso speciale a cui sono destinati; 

Prescrive inoltre nell'ultimo capoverso di questo articolo, che i diritti le 
servitù e le azioni, che per l'articolo 415 del codice civile, si considerano come 
beni iramoBili, siano descritti insieme al fondo al quale appartengono; e se non 
costituiscono una pertinenza di un immobile dell' istituzione, sono descritti a parte 

Il suddetto articolo 3 accenna adunque che la descrizione dei beni immo- 
bili possa anche risultare, invece che direttamente dall'inventario generale da 
appositi registri di consistenza allegati al medesimo; e qui è da notare che è 
opportunissimo tale metodo, specialmente per le grandi istituzioni, fornite di co- 
spicuo patrimonio immobiliare, allo scopo di dare il maggiore sviluppo neces- 
sario alla descrizione ed alle indicazioni riguardanti ciascuno stabile. Si usa 
infatti da talune rilevanti amministrazioni di tenere siffatti speciali registri di 
consistenza, in cui viene assegnata una o più pagine per ciascuno slabile, re- 
gistrandosi a sinistra il valore di esso colla minuta descrizione, e di seguito i 
successivi aumenti di valore, nonché i lavori straordinari di miglioramenti, 
abbellimenti, ecc., benché non capitalizzali; ed alla destra le diminuzioni ana- 
loghe. Gotah registri di consistenza si possono estendere colle varie adatte di- 
sposizioni anche ad inventariare altre più rilevanti categorie dell'attivo o passivo 
patrimoniale dell'istituzione, ed a seguirne le successive variazioni relative- ma 
è sempre necessario però di riepilogare le singole partite, e variazioni, portan- 
dole riassuntivamente, come abbiamo detto, nell'inventario generale. 

Perle Opere pie minori sarà peraltro sufficiente il solo registro d'inventari 
portante più colonne verticali, per iscrivervi di nuovo annualmente il valore di 
ciascun elemento, almeno per un quinquennio, avvertendo però sempre di la- 
sciare uno spazio fra una categoria e l'altra di beni, bastevole ad aggiungervi 



13 

i successivi aumenti degli anni futuri. Le diminuzioni all'incontro appariranno 
dallo scemato valore, nella colonna suddetta nell'anno rispettivo, con annotazione 
della causa di tale variazione nell'ultima colonna delle note. 

Specialmente in riguardo ai fabbricati, oltre le indicazioni ad essi relative, 
di cui al citalo articolo 3, sarà opportuno d'indicare nell'inventario, col luogo,' 
via e numero civico, anche il numero dei piani e dei vuoti onde è formato cia- 
scuno stabile. 

Per le scorte rurali pure s'indicheranno distintamente i bestiami, ì semi- 
morti, strami, ecc., per qualità, quantità e valore, i rispettivi vocaboli dei fondi, 
ove si trovano, e presso chi in consegna. 

O. — Il successivo articolo 4, relativo alla descrizione dei beni patrimo- 
niali, é del seguente tenore: 

Le attività e passività, compresi i diritti e le azioni di cui all'articolo 418 
del codice civile, si descrivono nel detto inventario con le indicazioni seguenti : 

aj la denominazione ; 

6J l'ammontare in capitale ed in annualità od interesse; 

e) gli alti, ossiano titoli, dai quali risultano costituite od accertate le iscri- 
zioni ipotecarie relative; 

d) la scadenza del capitale dovuto o la cessazione dell'annualità tem- 
poranea. 

La mobilia e gli altri oggetti mobili si descrivono con le notizie seguenti : 

a) la indicazione degli stabilimenti e dei locali in cui si trovano; 

b) la designazione secondo la natura e la specie; 

e) la quantità ed il numero per ciascuna specie; 
d) lo stalo ed il valore attuale. 

Alla lettera e del suddetto articolo deve darsi per ragionevole e logica spie- 
gazione il significato che alla indicazione degli atti, ossiano titoli dai quali ri^ 
sultano costituite od accertate (le attività o passività dette in antecedenza) sia 
aggiunta quella delle iscrizioni ipotecarie relative, poiché diversamente non 
avrebbe senso la disposizione stessa, in cui evidentemente è stala ommessa nella 
stampa la- congiunzione e fra le parole accertate e le iscrizioni. 

Per la descrizione della mobilia e degli altri oggetti mobili, cosliluiti sovente 
da un rilevante frazionamento, é opportuno di tenere, come già dicemmo al n. 2, 
degli adatti inventari speciali, quali allegati dell'inventario generale, suddivisi 
a seconda della varia natura, e dei diversi consegnatari degli oggetti stessi. 
Cosiffatti inventari speciali della mobilia e di altri oggetti mobili, dovendosi rin- 
novare integralmente ogni decennio, a termini dell'ultimo capoverso dell'arti- 
colo 10, è opportuno disporli nel modo sovra indicato con delle colonne verticali, 
che servano possibilmente a seguirne le variazioni in aumento o diminuzione 
per l'intero decennio. Noi riteniamo che la detta disposizione della rinnovazione 
decennale dell'inventario riguardi solamente gl'inventari speciali dei mobili, e 
che per rinnovare l'inventario generale non sia prescritto alcun termine. 



Nll'l 






' 



14 

IO. _ La categoria e. pensioni vitalizie, raeriìa soliamo, fra le altre ca- 
tegone del passivo patrimoniale, delle speciali considerazioni 

Il regolamento di contabilità, tanto al suddetto articolo 2, lettera e quanto 
al art-colo 7 ha parlato sempre di pensioni vitalizie in gene^ per indLrrta^ 
categona d, passività patrimoniali. - Dunque si deve inlndere'ch visde ! 
bano comprendere non solo le pea,.W.- testamentarie, lasciate dai benefattori 
de .st.tuz,one, le quali hanno un carattere non dubbio di passività patrimo 

atv'orTrr """""' "''''"'-'"'' "'''' ''^"''"'' d-H'amministrazire 

a favore degl .mp.egat. suoi. Resta cosi risoluto per le Opere pie un dubbio 

che .ntorno alle pensioni si agitava, se dovessero cioè quelle degl' impiegai 

delle loro vedove e figli, considerarsi invece separatamente, quale un sZtó 

degi, sfpen r, ed essere quindi attribuite a quel capitolo di spesa d amS ! 

etrir: :t:jr '- ^"' ^' --^ '^ ^"--' -'- ■•--«- 

Ma tale metodo di ripartizione delle pensioni, secondo la provenienza è ora 
escluso, po.chè .nfalli, oltre ai suddetti richiami del regolamento anche nel a 
P.anta normale dei capitoli del bilancio passivo, modello^, tro Lo beL t 
le spese patnmoniali al capitolo 4» ,a solita denominazione generica di Z.W 
..««., senza alcuna distinzione, mentre nei capitoli dell! spese d'Z ni 
straz,one esterna e d. personale interno non si nominano più le pensionr lo 
che s,g„.fica e 6 che dicemmo, che di qualunque origine queste sie^r dev'ono 
.0 ogn, caso r.guardarsi quale un obbligo generale della istituzione e nonT 
mentale la spesa dei servizi correnti. La qual cosa, conforme pure al nostro 
d,ntlo pubblico ed a quello di altri Stati, nei cui bilanci il debito vitalizio dtue 
pens.on, cost.tu.sce un ramo particolare e collettivo di spesa e non è s^dd^viso 

tviStentr •^^"' • 'h-^'"'"'"'"'^^'°"^' '■" -' ' P«-onati presta Z 
WeTer le rgZi Z^T" °^''°"""° ' "'«'""^^"'^ ^«"«""^'^ ^^ '« «P- 

slrazionir''' "" "^''^"° '"' """ ^'""'"'" '"■''"" '" """ '""'' dell'ammini- 
perchè le pensioni dipendono da circostanze fortuite di longevità di prole 

non; e, se applicate alle spese categoriche correnti, toglierebbero pe'r quel 

1 gmst. cnter. d, apprezzamento o di confronto- ^ 

perchè di un- istituzione di beneficenza potrebbe eventualmente, per un 

2°peTsio°ne""° '"' '""" '' """■''"' ' """ ''' ''"^«'^ — «'^^ '-«- 
Ma intorno alle pensioni degli impiegati e salariati si deve raccomandare 
che le Congregaz,on, di carità, e le Opere pie in genere, ove già non .bbZZ 
provveduto, studmo il modo, o da sé sole, o associandosi con altri enti di af 
francarle, med.nte la costituzione graduale di un corrispondente caple s'a 
per toghere s.ffatto peso all'erogazione della beneficenza, sia per eliminare I 

j ;: r:":' ^'^ '"'^^"^ "^' ^^^^"«"" ^-' ^^ «•-- penina „ j 

p.egato che abb.a servito a più Opere pie, sia infine per chiamare a contribuirvi 



15 

anche l' impiegato, che volontieri vi concorrerà, sapendo che nell' età avanzata 
avrà diritto alla pensione, e resterà maggiormente affezionato all' amministra- 
zione, prestandole più premuroso servizio. 

A tale scopo, e per quelle norme a cui può servire, pubblichiamo in fine 
di questa Guida le regole della cassa-pensioni istituita nel 1887 presso questa 
Congregazione di carità. 

I 1. - L'articolo 5 del regolamento di contabilità molto opportunamente 
prescrive che . nella classificazione del patrimonio degli istituti di beneficenza, 
nelle diverse categorie sopra indicate, debbono distinguersi i beni fruttiferi 
dagli infruttiferi .. ■> j 

In tal modo si può trarre norma sicura della produttività del patrimonio e 
provvedere colle saggio cure dell'amministrazione a che non rimanga infruttifera 
che la parte strettamente necessaria o non diversamente convertibile di esso 
patrimonio La maniera più semplice per attuare nell'inventario un tale concetto 
sarà di suddividere il valore dei beni che si descrivono, in due colonne, una 
destinata per I importo di quelli fruttiferi e l'altra per l'importo degl' infrutti- 
feri, susseguile da una terza colonna pel valore totale. Sarà anche opportuno 
per avere in evidenza il reddito netto dei beni fruttiferi, assegnargli appo- 
sita colonna interna, che servirà pure alla capitalizzazione dei valori cui il 
regolamento slesso dèlta apposite norme generali, delle quali ci occuperemo al 
è 3-, e come meglio vedremo nell'esercizio pratico di applicazione. Siffatta 
suddivisione d. colonne dovrà pure aver luogo nel riassunto dell' inventario, 
da cui risulterà più evidente e completa la somma generale del patrimonio 
fruttifero e di quello infruttifero, e vi si desumeranno facilmente le utili norme 
d. amministrazione sopra accennate; e sarebbe slato forse ben fallo che in 
colai guisa fosse pur anche disposto il modello C - stato dei capitali - an- 
nesso a detto regolamento. 

B) VALORI DEI TERZL 

1 «. _ Nelle aziende delle Opere pie possono venir fatti dai terzi dei deposili 
o in numerario od in altri valori, a scopo di garanzia o di semplice custodia li 
pm comune oggetto di tali deposili è la cauzione prescritta al tesoriere, la quale 
può venir data o con ipoteca su fondi slabili, od anche, non raramente, con 
deposito di valori, di titoli riconosciuti del pari idonei ed efficaci, ecc., in con- 
formila anche al disposto dell'articolo 39 del regolamento di contabilità. Anche 
gì' economi od altri agenti responsabili possono dare cauzione in tal forma della 
propria gestione e dei valori loro affidati dall'amministrazione, a norma degli 

daTondT ?'"^' '"'"■"'• '" ""'''•' •=°"^'""" P"-^ ?•"■« ^«""' data cauzione 
as te si«T«' • •" '"""' "' ?'•«<=«'•'■-"''"'« a garanzia delle offerte nelle 

ase sia definitivamente a sicurezza dei contratti, pel puntuale pagamento cioè 
delle corrisposte, e della conservazione delle scorte e mobili in essi stabili esi- 



16 • 

stenti, ecc.; nonché da altri conlpnAni; nr.wn • . 

paUi; co^e infine possono Is^Tu s^ 'r^sr: T"'^ '"' -"''""'' 

d. sernplice custodia nelle casse-forti 6elV su^^ZlLs "'""' ^ "°''° 

e norLi:rp::ri'' mv:. r; r-r^'^ ■-- -- --- 

per evidenti ragioni di diritto, di co„v" iel ';"'.<'' P*-"""-- de"'-'i'u.o 
dovendosi sempre conservare e r«nn!! . .. «h.arezza ; inquantocbè, 

spettivi depositanti, o a eh di d i IT" " """• '"''"'""' '°''° ^P^'^ «'• "- 
Che non permettono di ..^,1:^^ eorcVv^: • Ti;. Tdal "''Z '"''' 

=;- :ri;.: c:r::;.t r° ^^^■•-~ «---:. 

dell'amministrazione quanT„o„\ ' '" T'"'" "«""■""^ ^■■« ' ««-editori 
servare anche l'iste s «eie eVueU^Tr •'°"^--- '•«»>'^'i«o di con- 
anora avre..ro j. cara.te^re Z^Z^Z, T^s ^ r,] j, "^ ^ 

ziendairrj,rf r .i-^r". t:T r-''-- '- " "^■'™-'° - 

proprio è distinto da quelb de terzi nZ T "■"' '°""''*'"'' " •"^•"'«""•o 
r«a/men/e. ^ '"' """ ""'^ ^'«''«'"•«men/e, ma anche ma/e- 

aUer;ri:T„Tarai;^tt:Zr ct'^ -"T- " "- - «' 
quantità differenti, la differenza non calia ^utno'''^ """""'* "«"^" " 
quantità differenti, muta quindi il totTlTri; ^ ' ^<"»/'°''«"" delle 

sione fra i due to ali . . -Se' 1" r"""^ '""" " '*''^^'"*"' ''' '''■'"■- 
fra quelli passivi .... idepost a uTi a '" «" ^'^"'*"" ""-'' ««"-'o 

che siano elementi patrimonia' e "alnd "'''::' r^'°''^' ''''■ " ^' ^'^l- 
mento del totale attivo e di auelln L» . ° concorrere all'olteni- 

in conclusione dunque l '^^17;^:". Ventar ' T ' '''"'^°- 

sanazione patrimoniale, il /-./n.o„,oVo^: o'^JJ ;,„''7."; '"^.""«-- "«"a 

per es., una prima parte a quello, ed una seconda afiu ' destinando, 

Il nuovo regolamento di contabilità a per 1 ^ril^r"''' " """'"' '^ 

: -rr;r d:iroTe;e^;:i'^:;rt '^ ^' -- --l-rs:!^^^^ 
depositi dei terzi, che^r:,::.": :r::rurrnt r'" r"-'' 

complete le situazioni contabili di o„p<..» 'rascurati, rendendo in tal modo 

quillità ai depositanti, e rpeinand??''? ''"'""'' ''"'" '"''«8-- ""- 
consegnatari tanto pe valor prò" „1.' responsabilità dei suoi agenti 

-, *^ vajuu propii quanto per aueli «Iiph; «r«j .• 

essi ugualmente. ^ ^ ®'^'^"'' affidati però ad 



17 
giore o minore loro entità e quantità, nelle varie amministrazioni di beneficenza, 
potranno all' occorrenza suddividersi e raggrupparsi in più articoli, a seconda 
delle diverse cause per cui sono stati fatti tali depositi, e cioè, se per cauzione 
di uffici, per garanzia di contratti, a custodia, ecc. Dovendo naturalmente per 
r amministrazione costituire una partita di mero pareggio il valore di tali de- 
positi, segnato nel suo attivo, col corrispondente credito dei depositanti, iscritto 
nel suo passivo, si ritiene da noi inutile di ripetere due volte nel registro de- 
scrittivo dell' inventario, nell'attivo e nel passivo, la enumerazione di siffatti 
depositi, e crediamo sia sufficiente di registrarli una sola volta nella seconda 
parte dell'inventario, che aa essi si riferisce, colle indicazioni seguenti: 

a) nome dei depositanti; 

b) natura o specie del deposito; 
cJ oggetto, vincolo, o condizione ; 

d) durata del deposito ; 

e) valore. 
Consigliamo poi sempre, per utile norma d'amministrazione, di riferire in 

ogni caso nell' inventario ed in ispeciale evidenza, fra i depositi a cauzione 
d'uffici, la cauzione prestata dal tesoriere dell'Opera pia, anche se essa con- 
sista semplicemente in ipoteca su beni stabili, richiamandone in tal caso, senza 
valore, i soli estremi legali per opportuna memoria. 

Nella contabilità però, e nelle situazioni patrimoniali che da essa derivano, 
essendo necessario di far figurare separatamente all'attivo ed al passivo il va- 
lore ed il credilo dipendente da consimili depositi, troviamo preferibile, per non 
ripetere inutilmente le stesse cifre nell'una e nell'altra parte dei conti, di svol- 
I gere i depositi stessi sotto due differenti aspetti, e cioè nell'attivo secondo la 
specie dei valori depositati, e nel passivo secondo le persone o lo scopo per 
cui i depositi furono fatti. E così avremo in attivo i conti dei valori depositali 
dai terzi, suddivisi per: fondi pubblici, effetti preziosi, titoli diversi, ecc.; e 
nel passivo il corrispondente credilo dei depositanti ripartitamente, giusta la 
causa, di : cauzione d' ufficio, garanzia di contratti, custodia, ecc. 

Questo è pure il parere del citalo prof. D'Alvise intorno alla registrazione 
dei suddetti beni altrui (•). 

§ 3.0 

f 

Valutazione dei beni. 

14. Idee generali sul valore e sul prezzo dei beni. 

15. Necessità delle valutazioni - varietà dei metodi relativi. 

16. Disposizioni analoghe del regolamento (art. 6 e 7). 

17. Osservazioni speciali sulla valutazione dei valori pubblici e delle pensioni. 



(1) Vedi BoUettino dei RagiorUeri dell' Umbria, 



anno 1887, pag. 128. 



(1) Vedi Rivista di Como, anno XI, n. 6. 






I 



18 

1 4. — Come per poter bene amministrare bisogna prima ben conoscere ciò 
che si amministra^ così, anche dopo conosciuti i beni che compongono tale pa- 
trimonio, è necessario di saperli ben valutare per stimare la vera forza economica 
dell'azienda, la quantità dei suoi mezzi, la sua produttività, devoluta al soddi- 
sfacimento degli speciali scopi che essa si prefìgge. 

Colla valutazione ci formiamo un concetto relativo più esatto delle ricchezze 
possedute. « Il valore denota sempre un giudizio, un'opinione dell' intelligenza 
dell^uomo, rispetto al pregio dei beni economici » (*). 

Questo valore, espresso col denominatore comune che è la moneta, quale 
misura fissa degli scambi, addiviene il prezzo^ che serve unicamente e gene- 
ralmente ad enunciare e registrare in ragioneria il valore dei beni economici, 
mediante una somma sempìre riferita b\V unità monetaria adottata (*). 

Di due sorta possono essere, come è ben noto, gli elementi che costituiscono 
lo slato patrimoniale di ogni azienda; gli attivi cioè, sui quali essa esercita il 
diritto di proprietà o che ha diritto di possedere; ed i /)a88irt che rappresentano 
i valori che l'azienda stessa è obbligata di dare ad altri; od in più brevi ter- 
mini, i primi che rappresentano la serie dei diritti posseduti dall'azienda, ed i 
secondi che denotano la serie degli obblighi di essa. ., 

La differenza fra i valori dell'attivo e quelli del passivo, che dà il compendio 
patrimoniale o capitale netto, stabilisce il vero criterio per determinare la po- 
tenzialità economica dell'ente. Onde l'opportunità già accennata al n. 11 per 
stabilire esattamente la produttività di siffatto patrimonio, di tenere distinti i 
beni fruttiferi da quelli infruttiferi, nel riassumere le valutazioni dei componenti 
il patrimonio stesso. 

1 5. — La valutazione quindi è necessario complemento alla ricognizione e 
descrizione del patrimonio per formare l' inventario, la quale valutazione, esatta- 
mente e razionalmente eseguita, è di efficacissima norma e sussidio all'ammini- 
strazione ed alla statistica in tutte le loro applicazioni. 

In linea contabile è poi indispensabile per l'impianto razionale delle scritture 
patrimoniali, e per seguirne esattamente tutte le successive variazioni e trasfor- 
mazioni. La valutazione dei beni di varia natura formanti un patrimonio non è 
però l'operazione più semplice, nò facile, per la varietà degli elementi stessi e 



(1) Beata prof. Fabio — Corso di Ragioneria — pag. 237. 

(8) L'esimio professore suddetto non é d' accordo colla generalità degli economisti, i quali defini- 
scono il prezzo, quale valore delle cose espresso in moneta; poiché, esso dice, se il prezzo realmente 
non fosse che il valore delle cose espresso in moneta, in ragioneria non si potrebbe parlare che di prezzi» 
mai di valori; giacché tutti i valori, in ogni determinazione che di essi si fa e in ogni ricordo loro per 
via delle scritture, si enunciano costantemente in moneta. Ciò che non é, perché nel comune linguaggio, 
quando vogliamo accennare al pregio che noi attribuiamo ad una cosa nostra, cui ci proponiamo di 
conservare, tutto che in seguito alla stima fatta, si esprima da noi la misura di quel pregio in una 
somma di monete, non diciamo già che quella tal cosa ha i[ prezzo, sihbene che ha il valore di quella 
tal somma. Invece se ci proponessimo di vendere quella cosa per una data somma di denaro, diremmo 
che chiediamo per essa non già il valore, ma il prezzo di questa somma. — (l*ag. 243 detto Corso). 



19 
per la diversità dei criteri e delle regole che i vari scrittori adottano ed inse- 
gnano. Per citare i più recenti trattatisti di ragioneria su questo argomento, 
dopo il classico Villa, noteremo il Besta che nel suo magistrale Corso di ragio- 
neria, già ricordato, tratta estesamente e dottamente della valutazione delle ric- 
chezze ; ed il Gitti Massa che riportano nel loro utilissimo Trattato completo di 
ragioneria, alla parte prima, cap. II, le norme più adatte per la stima dei fondi 
stabili, de* diritti ed obblighi e degli altri elementi che possono formar parte 
di un patrimonio. Alcune norme speciali per la valutazione del patrimonio delle 
Opere pie, dettò pure la benemerita Commissione reale d'inchiesta del 1880^ che 
trovansi riportate nell'opera del prof. Riva (*). 

IO. — Era dunque opportunissimo che il recente regolamento di contabilità 
per le istituzioni di beneficenza dettasse poche e chiare disposizioni, come ha fatto 
con gli articoli fi e 7, nell'intento di dar?, specialmente alle amministrazioni di 
minore importanza, le norme per valutare il patrimonio, scegliendo tali norme 
Ira le più semplici ed usitate, in relazione anche ai criteri adottati dalla suddetta 
Commissione d'inchiesta sulle Opere pie; la quale cosa servirà^ oltreché a 
facilitare a tutte le amministrazioni siffatta valutazione, a rendere anche più 
uniformi e vantaggiosi i dati statistici che il Governo e le Giunte provinciali 
credessero di raccogliere, in qualunque tempo, sull'entità del patrimonio della 
beneficenza. 

Esaminiamo ora queste norme regolamentari sulla valutazione, come appresso 
dal regolamento determinate. 

« Art. 6. — La valutazione de' fondi rustici e de' fabbricati, in mancanza 
« di recenti perizie, si desume dal prezzo di affitto o dalla rendita conseguita, 
« in media annuale, nell' ultimo quinquennio, capitalizzata al cento per cinque, 
« previa deduzione delle imposte e sovrimposte e delle spese di amministrazione 
« ad essi relative. 

« Art. 7. — La rendita del debito pubblico e gli altri titoli garantiti dallo 
« Stato si registrano nello inventario pel valore nominale. 

« Gli altri valori pubblici ed industriali, al prezzo di borsa del giorno pre- 
« cedente a quello in cui si forma l'inventario o se ne compilano le note di 
« variazione annuali. 

« Le pensioni vitalizie si capitalizzano in ragione di cinque o dieci annua- 
« lità, secondo che il pensionato abbia o no sorpassata l'età di 50 anni. 

« Il valore capitale delle altre attività e passività fruttifere, quando non ri- 
« sultino dal titolo costitutivo, si determina sulla base del cento per cinque 
« dell'annualità relativa. 

« I beni mobili infruttiferi si iscrivono pel loro valore venale noto o pre- 
« sunto. 



(^) Le Opere pie — Torino, Loescher 1887, pag. 669 e seguenti. 



ii 



20 

« Per le rendite in natura il valore si determina in base al prezzo medio 
« delle mercuriali dei vicini mercati, e le derrate si indicano per qualità e 
• quantità ». 

IT. — Nulla occorre dire sulle norme regolamentari per la valutazione 
de' fondi rustici e de' fabbricati, abbastanza esplicite ; né sulla capitalizzazione 
della rendita sul debito pubblico ed altri titoli garantiti dallo Stato, che devono 
registrarsi nell'inventario al loro valore nominale. 

Rispetto soltanto alla rendita 3 7© ^ da osservare che sarebbe contrario, a 
nostro avviso, allo spirito del regolamento, il valutare questa rendita in ragione 
di lire 100 per ogni 3 ; perocché è evidente che il capitale di tutte le attività e 
passività, non risultante dal respettivo titolo, o da dati più precisi, è nel rego- 
lamento stesso generalmente determinato alla misura del cento per cinque, e quindi 
noi crediamo che anche la rendita 3 7o debba con questa norma capitalizzarsi. 

Un'eccezione soltanto fa il regolamento, forse per la loro troppo svariata 
natura e diversità di capitalizzazione, a riguardo degli altri valori pubblici ed 
industriali, i quali devono valutarsi al prezzo di borsa del giorno precedente a 
quello in cui si forma l'inventario o se ne compilano le note di variazione an- 
nuali. Quest'ultima disposizione, che porta la conseguenza di rinnovare la va- 
lutazione dei valori pubblici ed industriali preesistenti alla fine di ciascun anno, 
giusta il prezzo di borsa allora corrente, crea però un'inutile registrazione, a 
sopravvenienze attive o passive, degli aumenti o diminuzioni di corso derivanti 
dalle oscillazioni continue di borsa; onde sarebbe stato preferibile, secondo noi, 
per semplicità e stante il carattere di stabilità che ha il patrimonio delle Opere 
pie, di non variare continuamente ed inutilmente la valutazione annuale di questa 
sola categoria dei fondi pubblici ed industriali, che del resto non può e non 
deve avere mai grande importanza, attesoché tali valori, come nuova forma 
d'impiego, non sono consentiti dalla legge. 

Le pensioni vitalizie in genere, ossia tanto le testamentarie che quelle di- 
pendenti dall' amministrazione, come già vedemmo al n. 10, debbono tutte ca- 
pitalizzarsi in ragione di cinque o dieci annualità, secondo che il pensionato 
abbia o no sorpassata l'età di anni 50. Dicasi altrettanto degli usufrutti, vita 
naturale durante, che possono considerarsi quali pensioni vitalizie assegnate agli 
usufruttuari in misura della rendita netta, certa o presumibile, di determinati 
beni. E questa norma, che potrebbe considerarsi empirica a raffronto delle ra- 
zionali regole di valutazione di siffatti oneri vitaliziar!, è però consigliata dalla 
semplicità e facilità del calcolo, specialmente per le Opere pie minori, come fu 
pure seguita dalla reale Commissione d'inchiesta del 1880. 

11 valore capitale delle altre attività e passività fruttifere, quando non ri- 
sulti dal titolo costitutivo, si determina, dice il regolamento, sulla base del cento 
per cinque dell'annualità relativa. Si dovranno comprendere naturalmente fra 
le passività da capitalizzare anche gli oneri di beneficenza estranei allo scopo 
principale dell'istituzione. 



21 



Articolo II. 
CONSERVAZIONE DEL PATRIMONIO. 

18. Garanzie di sicuro possesso - consegne regolari di beni stabili (art, 8 ali- 
nea 1 reg. cont.). 

19. Cautele di conservazione degli stabili anche pei casi fortuiti. 

20. Garanzie pei crediti, pegli effetti pubblici e mobili. 

21. Garanzie per la custodia e pel maneggio del danaro - cauzione dei teso- 
rieri, ecc. 

22. Non ultima cautela perchè il patrimonio sia conservato è una buona con 
tabilità, 

23. Per patrimonio da conservare s' intende la dotazione d' origine. 

18. — Descritto e valutato esattamente un patrimonio, chi ne ha l'am- 
ministrazione, deve garantirne necessariamente il possesso e la buona conser- 
vazione, affidandone i beni reali o materiali, con le debite cautele, ad agenti o 
contraenti responsabili, ed assicurando nel miglior modo anche i diritti perso- 
nali, cioè i crediti, le obbligazioni, ecc. 

Norme efficaci per garantire il possesso dei beni stabili saranno, la chiara 
conoscenza dei titoli di provenienza (islromenti di acquisto, inventari ereditari, ecc.) 
la regolare e verificata intestazione catastale dei beni propri, e la precisa deter- 
minazione dei confini, la constatata libertà dei propri fondi da vincoli od ipoteche 
servitù, che non abbiano legale ragione di sussistervi. 

E per la conservazione quindi di essi beni stabili, converrà affidarne la 
custodia, come si è detto, ad agenti o conduttori seriamente responsabili, me- 
diante regolari inventari di consegna che descrivano esattamente, oltre lo sta- 
bile e gl'infissi, con l'indicazione del loro stato, anche le scorte, i mobili, le 
masserizie ed altri accessori che in essi sono compresi. 

Opportunamente quindi, l'articolo 8 del regolamento di contabilità per le 
Opere pie, stabilisce nel 1» alinea che: 

« La consegna dei beni immobili ai conduttori od agenti responsabili, deve 
risultare dal relativo contratto o da apposito inventario, con descrizione dello 
stabile, degl' infissi, delle scorte, degli attrezzi ed altri accessori ». 

E quindi cade in acconcio di raccomandare che queste spese di consegna, 
specialmente nelle locazioni di stabili, sieno contenute nei limiti più stretti e 
ragionevoli possibili, affinché non aggravino le condizioni del conduttore, allon- 
tanandone la proficua concorrenza, in guisa da ridondare in ultimo a danno 
della stessa amministrazione col diminuirle il canone di affìtto giustamente 
sperabile. Onde sarà conveniente di procurare ed ottenere, con speciali accordi, 
dai periti od ingegneri incaricati, delle tariffe ridotte per tali atti di consegna! 




Mi 



22 

* ®- — f **« J© norme e cautele di buona conservazione del patrimonio stabile, 
non bisogna mai trascurare la più elementare regola, che ha però in progresso di 
tempo la maggiore efficacia ed importanza, consistente nella continua e diligente 
manutenzione ordinaria degli stabili stessi, la quale con lieve aggravio annuale 
evita i gravi deterioramenti e risparmia le forti e straordinarie spese di risar- 
cimento conseguenti, dopo un più o meno lungo periodo d'abbandono. 

Ma le guarentigie finora accennale che riguardano il fatto dell'uomo, la di- 
ligenza dell'amministratore, non bastano; bisogna pur' anche premunirsi contro 
i casi di forza maggiore, che purtroppo possono giungere inaspettati, più rari, 
ma più formidabili, ad attentare contro la proprietà. 

Le alluvioni, gl'incendi, per citare i più comuni e tremendi di tali malanni, 
possono colpire gravemente ed inattesamente i propri beni, e quindi saranno 
necessarie in una saggia amministrazione tutte le opportune cautele preventive 
in quanto sono possibili, per scongiurare gl'immensi danni che possono produrre; 
promuovendo cioè, nel primo caso, a tempo debito la costituzione di adatti con- 
sorzi idraulici, o provvedendo in tempo ai ripari occorrenti agli argini, alle 
chiuse, ecc., e nel secondo caso, premunendosi mediante assicurazione dagli in- 
cendi presso solide compagnie. E su tale proposito di assicurazioni, non sono 
mai abbastanza raccomandate, sebbene non influiscano che in modo indiretto, e 
più moralmente che materialmente a vantaggio dell'ente proprietario, le asso- 
ciasionl mutue fra coloni, dove sono possibili nei vasti tenimenti o fra più Opere 
pie della stessa amministrazione, per garantirli reciprocamente, dai danni della 
mortalità jiei bestiami, degli incendi di foraggi ed altri infortuni, che colpendoli 
isolatamente li riducono in miseria. 

SO. — Né può trascurarsi di ricordare anche la necessità di estendere ai 
crediti, censi, ed altre annualità attive le opportune cautele proprie alla specie 
e natura di ciascun d'essi. 

I crediti dovranno sempre garantirsi mediante valide ipoteche, e saranno 
ad escludersi affatto i chirografari, saviamente impediti dal legislatore alle Opere 
pie. E benché esista questo titolo fra le categorie attive dei capitali di esse, è 
da aversi presente che tal voce non può avere che un carattere affatto transi- 
torio, per quei crediti cioè che le Opere pie già possedessero all'attuazione della 
nuova legge, o per quelli che loro sopraggiungessero per effetto di nuovi lasciti 
od eredità, i quali tutti però dovranno alla respettiva scadenza, od in tempo 
più o meno prossimo, venire convertili nelle altre forme d'impiego ammesse 
dalla legge stessa. 

Ed in quanto ai crediti ipotecari, sebbene ugualmente non si possano rite- 
nere fra le nuove forme d'investimento consentile dall'articolo 28 della legge, 
tuttavia la loro presenza nello stato dei capitali delle Opere pie, può pure veri- 
ficarsi, oltreché per le cause suddette di preesistenza o sopravvenienza, anche 
per effetto di vendite di beni stabili con dilazione al pagamento e conseguente 
garanzia ipotecaria. 



23 

Gli effetti pubblici, per essere sicuro e legale impiego, non potranno uscire 
dal novero dei titoli di debito pubblico dello Stato, od altri da esso garantiti, e 
dovranno essere sempre nominativi. Quando non lo fossero dovranno a senso 
del 2» comma dell'articolo 28 della legge, venire depositati, nel modo che sarà 
determinato, caso per caso, dalla Giunta provinciale amministrativa. 

Degli oggetti mobili, come già si disse per gl'immobili, dovrà darsene sem- 
pre regolare consegna ad agenti consegnatari (custodi, economi, conduttori, ecc.) 
mediante esatti inventari speciali da essi firmati e nei quali dovrà essere pure 
indicata ogni innovazione successiva, sia in aumento che in diminuzione, a senso 
dell'articolo 8, 2° alinea, del più volte citato regolamento. 

«1. — Il danaro infine, sebbene nello stato patrimoniale figuri ordinaria- 
mente nella cifra di minor rilievo, fra gli altri valori che lo formano, rappre- 
senta però invece negli effetti della gestione l'elemento di principale importanza 
e di maggiore responsabilità, ed è quello che ha mai sempre esercitato la più 
forte e pericolosa attrattiva sull'animo degli agenti malfidi; onde la legge e le 
savie regole d'amministrazione hanno studiato ognora le più efficaci norme e 
cautele, ed i più adatti controlli, per garantire la custodia ed il regolare ma- 
neggio di questo importante elemento. 

I mezzi dalla legge sulle Opere pie stabiliti per siffatta necessaria garanzia 
sono di due ^^qcìq: preventivi, cioè eseguibili prima che il tesoriere assuma 
servizio; e consecutivi, durante cioè l'esercizio di questi. 

I primi riguardano la cauzione da prestarsi dai tesorieri, riscuotilori, ecc., 
per potere assumere ed esercitare il servizio di cassa delle Opere pie, e sono 
determinati dagli articoli 22 e 36 ^ della legge, e dagli articoli 34, 35, 36 e 37 
del regolamento amministrativo; nonché dagli articoli 38 al 46 del regolamento 
di contabilità, che qui in appresso riportiamo per opportuna norma. 

I secondi riguardanti V esercizio e la regolarità del servizio di cassa, del 
quale parliamo nel capitolo quarto, articolo II, abbracciano generalmente 
tutte le norme di contabilità riferibili al controllo di cassa, ma più specialmente 
le ispezioni e verifiche ordinarie e straordinarie stabilite dall'articolo 61 del 
regolamento di contabilità, nonché la disposizione contenuta nell'articolo 23 della 
legge, che limita la giacenza de' fondi presso i tesorieri, oltre i bisogni ordinari, 
determinati più esplicitamente dall'articolo 59 del detto regolamento del seguente 
tenore : 

« Art. 59. — Le somme che, eccedendo i bisogni ordinari devono essere 
depositale ad interesse a senso dell'articolo 23 della legge, sono quelle per le 
quali si attende l'occasione onde impiegarle stabilmente, o che, se destinate 
alla spesa, superino il bisogno di due o più mesi, secondo l'indole e l'importanza 
dell'istituto, e la possibilità di ritirarle prontamente dalla cassa dell' istituto di 
credito che le tiene in deposito. 

« Apposite istruzioni saranno date per regolare il deposilo delle somme me- 
desime nelle casse postali di risparmio ». 



24 



Articoli relativi alle cauzioni dei tesorieri, nsouotiton, ecc. 



Legge: « Art. 22. - Le congregazioni di carità e le altre istituzioni pubbliche 
di beneficenza potranno, con F autorizzazione della giunta amministrativa, tenuto 
conto dell' mdole e rilevanza delle loro entrate, avere uno o più riscuotitori speciali 
ed uno speciale tesoriere o cassiere. In caso diverso la riscossione delle entrate 
è affidata all' esattore comunale, e quesU di regola funge anche da tesoriere. 

« I tesorieri debbono prestare cauzione nei modi che saranno stabiliti dal 
regolamento ». 

« Art. 3G. - Sono soggetti all'approvazione della giunta provinciale arami- 
nistrativa : j 

^J Le deliberazioni relative al servizio di esazione o di tesoreria, ed alle cau- 
zioni degli esattori o dei tesorieri ». 

Regolamento amministrativo: . Art, 34. - La deliberazione per la nomina 
del cassiere o tesoriere o per il conferimento del servizio di cassa ad un istituto 

ad una persona che assuma contrattualmente il servizio di cassa e di riscos- 
sione, a termine dell'articolo 22 della legge, deve contenere T indicazione del- 

1 ammontare e qualità della cauzione che sarà da esso prestata, secondo le 
norme del regolamento generale di conlabilità. 

« Quando il servizio di riscossione e di cassa sia affidato all'esattore co- 
munale, questi deve prestare, ove sia necessario, un supplemento di cauzione 
ragguagliato alle maggiori somme delle quali gli viene affidato il maneggio per 
conto dell' istituto pubblico di beneficenza. 

t Tali norme si applicano anche ai riscuotitori retribuiti ». 
« Art. 35. - Il tesoriere, assuntore ed esattore, non possono esercitare 
i ufficio prima che la nomina sia stata approvata dalla giunta provinciale e fin- 
ché non abbiano prestata la cauzione. 

« Qualora sia richiesto supplemento di cauzione ai termini deir articolo 38 
del regolamento di contabilità, il tesoriere assuntore od esattore che non Io pre- 
sti nel termine prefissogli decade dall'ufficio. Ove trattisi di esattore comunale 
provvede il prefetto a norma di legge. 

« Tali norme di applicano anche ai riscuotitori retribuiti, ai quali però la 
giunta provinciale amministrativa potrà accordare un termine prorogabile fino 
a sei mesi per prestare la cauzione ». 

« Art 36. - Le deliberazioni di nomina o surrogazioni dei tesorieri e riscuo- 
titori retribuiti e quelle relative alla prestazione ed allo svincolo della cauzione 
devono essere tosto comunicate al prefetto per l'approvazione tutoria di cui al- 
1 articolo 36 lettera g della legge ». 

. Art. 37. - Tutte le spese relative alla prestazione, alla surrogazione e 
allo svincolo delle cauzioni sono a carico di chi le ha prestate, salvo l'eccezione 
prescritta dall articolo 45 del regolamento di contabilità » 

Regolamento di contabilità: . Art. 38. « La cauzione, che i tesorieri e 
riscuotitori speciali retribuiti devono prestare, sarà proporzionata alle riscossioni 



dell' istituzione al momento in cui essi vengono assunti in servizio. Però deve 
nel contratto stipularsi l'obbligo di aumentare la cauzione in proporzione al pos- 
sibile aumento delle entrate, delle riscossioni e dei versamenti ». 
« Art. 39. — Le cauzioni possono essere prestate mediante : 
a) vincolo su certificati nominativi di r«idita dello Stato, ragguagliala al 
prezzo medio di borsa del semestre precedente; 

^ b) deposito in numerario, cartelle dello Stato od altri fondi pubblici ga- 
rantiti, valutati colle norme indicale nella lettera a, da farsi presso la cassa di 
depositi e prestiti od altro istituto di credito o risparmio designato come all'ar- 
ticolo 23 della legge; 

cj obbligazioni formali rilasciate a favore dell'istituzione da istituti di 
credilo di notoria solvenza; 

d) ipoteca sopra determinati beni stabili, il cui valore libero superi almeno 
d'un terzo la somma fissata per cauzione; 

e) ovvero, in parte coli' uno ed in parte coli' altro, degli indicati mezzi 
cumulativamente. 

Quando si tratti di riscossioni di piccola entità, la cauzione dei riscuotitori 
retribuiti potrà, coli' autorizzazione della giunta provinciale amministrativa, essere 
versata in contanti presso il cassiere dell'istituzione, od essere gradatamente 
formata colle ritenute sull'aggio ». 

« Art. 40. — Le amministrazioni nel deliberare il conferimento del servizio 
di cassa o la nomina del tesoriere o dei riscuotitori speciali retribuiti, e nel 
proporla all'approvazione della giunta amministrativa devono indicare: 

a) la natura e l'ammontare della cauzione da prestare; 

b) l'aggio o compenso che sia da attribuire al tesoriere o riscuotitore; 
e) l'ammontare annuo e la speciale natura delle entrate ordinarie del- 
l' istituzione e sue dipendenze; 

d) la somma che normalmente può trovarsi in cassa, tenuta presente la 
disposizione dell'articolo 23 della legge; 

e) infine, la natura e l'entità delle riscossioni ad essi affidate ed il tempo 
entro il quale sono obbligati a versare in cassa le somme riscosse. 

Le disposizioni contenute nelle lettere d) ed e) di questo articolo si appli- 
cano anche alla nomina dei riscuotitori e collettori gratuiti; quella contenuta 
nella lettera e) non è applicabile ai tesorieri retribuiti ». 

4 Art. 41. — Qualora la cauzione sia da prestare in lutto od in parte me- 
diante ipoteca su beni stabili, insieme alla proposta, come sopra motivata, 
devono essere comunicati alla giunta amministrativa: 

a) i titoli comprovanti la proprietà di beni in chi presta la cauzione o ne 
consente il vincolo in favore di esso; 

b) una stima giurata del valore attuale dei beni; 

c)ì documenti che comprovino la libertà dei beni stessi, o dai quali 
nsull, che hanno ancora una parte libera di valore superiore all'ammontare 
della cauzione, in relazione all'articolo 39, lettera d) ». 





26 

. Art. 42. _ Fn base ai predetti elementi, ad agli altri che può chiederne 
a g.unta prov.nciale amministrativa emette le determinazioni, ourLo nelTn 
te^sse dell. .stagione, di rendere agevole e meno dispendios'a l^per: di d^tì 

. Questi non possono esse.* assunti in servizio prima che la giunta siasi 
pro„u„z.ata favorevolmente, e finché la cauzione non sia effettivamente'prelr 

. Art. 43. - Qualora ,1 servizio di esazione e di cassa sia da affidare 
a I e attore comunale, questi, ove sia necessario, deve prestare un congruo 
supplemento di cauzione a termini di legge .. congruo 

. Art. 44. - I tesorieri ed i riscuotitori che cessano dalle rispettive fnn 
zion, per ottenere lo svincolo della cauzione, devono giustificare e .ulUmo 
conto finanziario è stato approvato e che hanno eseguito il versamento a saldo 
d ogni loro debito. La relativa deliberazione di svincolo deve essere appronta 
dalla giunta provinciale amministrativa ». approvata 

...• ' '!.'"'■ ^', ~ ^* ^P^^* P^"" P""^^^""^ " P^"" '"'«•■are la cauzione sono a 

ICO d. chi la presta, e possono essere sostenute dalla istituzione qualora 

s Itento II tesoriere o riscuotitore presti gratuitamente l'opera sua. con obbZ 

d. continuarla per non meno di due anni .. f , ^n oooiigo 

. Art. 46. - Nel caso che gli esattori comunali del quinquennio attual- 
mente in corso si rifiutassero di prestare o di aumentare la cauzione pel serSo 
di tesoreria o di riscossione delle istituzioni di beneficenza, si provvederl 1 
servizio medesimo con tesorieri o riscuotitori interinali .. "vvederè al 

. ^^' ~J^^ """ "'"""' '='»"'«'« Pe"" lo conservazione del patrimonio è senza 
dubbio una buona contabilità. 

. La contabilità è necessaria alla vita amministrativa, come la luce e l'aria 
sono necessarie alla vita animale. Ministra d'ordine, e sentinella avanzata de la 

. mah e ne sollecita i rimedi, è desse che tutelando gì' interessi dei singoli 
vene ad essere la migliore tutrice degi' interessi economici della societl . o' 
. La contabilità è la base fondamentale di ogni amministrazione, e la re- 
golare contabilità fa il buon amministratore . (•) 

.,J i" '■"r""''"' nell'amministrazione ha quella stessa importanza che la 
stona ha sulla vita; additando quel fu il passato, ella c'insegna quale stJa 
dovremo battere nell'avvenire . (»). 

Fra l' amministrauone e la coniabiìità è tale uno stesso legame che, pure 
avendo ciascuna il proprio fine ed i propri limiti, l' una non pu6 ragionevol- 
mente disgiungersi né considerarsi in modo astratto ed indipendente dall'altra • 
e come . buon, o cattivi effetti della prima si rendono noti e manifesti nella 



m Paolin. Lmgi - studio di Ragioneria, pagina 8*5, Bologna, - 18». 
P) Oitti Massa - Trattato d( Ragioneria, parte I, pagina 8. 



— 1880. 



27 

seconda, cosi del pari il disordine o la mala tenuta di quest'ultima riverbera 
sinistramente sull'andamento di quella. 

• Imperocché ben riconoscendosi ormai ciò che pertiene alla contabilità, e 
ciò che all'amministrazione, alla prima non si domandano, come è giusto non 
domandare, che queste due cose: le migliori norme pel riscontro dei servizi 
amministratici affinchè le teoriche sulle responsabilità riescano più efficaci, e 
i metodi più sicuri, affinchè i molteplici e disparali fatti dell'azienda sieno com- 
putisticamente descritti e concatenati come altrettanti membri di una sola equa- 
zione, che ha per risultante un più o un meno nella sostanza amministrativa ; 
dove che la lode o il biasimo dei risultati spettano all'azione amministrativa, 
della quale la contabilità, se razionalmente ordinata, non può essere altro che 
specchio e testimone » ('). 

Laonde, essendo indubbia la importanza della contabilità, è necessario 
che desse sia organizzata razionalmente in modo da servire di facile e spedito 
mezzo al conseguimento dek fini dell' amministrazione, tra cui il principale, come 
abbiamo visto, è la conservazione del patrimonio. 

«3. — E ormai d'uopo di definire che cosa debba intendersi rispetto alla 
Opera pia per patrimonio, dappoiché se è vero che per patrimonio generalmente 
s* intende la somma delle cose o delle ricchezze posseduti da una persona o da 
un ente, non è men vero che a comporre queste cose e queste ricchezze con- 
corrono anche le rendite, le quali, come in seguito vedremo, non vogliono essere 
accumulate al patrimonio, ma anzi, nel caso nostro, devono essere erogate nella 
beneficenza. A differenza dunque dei patrimoni dei privati, i quali in qualunque 
momento vogliano considerare le loro ricchezze, queste collettivamente formano 
la sostanza patrimoniale, è d* uopo per le Opere pie di ricercare, e di conoscere 
quali di tali ricchezze siano quelle che si ha il sacro obbligo di non dissipare. 

La prima idea del patrimonio per gì' istituti di beneficenza si presenta 
chiara, in quanto si connette alla sua dotazione d'origine, e si apprende intuiti- 
vamente da ognuno che se un milione, p. es. fu il compendio ereditario lasciato 
dall'istitutore dell'Opera pia, è appunto quel milione che si vuole gelosamente 
ed in perpetuo conservare. Ma può facilmente darsi che all'apertura della suc- 
cessione non sia stato determinato l'ammontare della sostanza ereditaria, o, 
comunque, sia trascorso un tempo più o meno lungo e mediante la successiva 
gestione cumulativa del patrimonio e delle rendite, non sia più possibile di rin- 
tracciare la dote originaria dell' Opera pia, e le cause che possono averla mo- 
dificala. Di fronte a tale impossibilità da una parte, e alla imprescindibile ne- 
cessità dall'altra, di rendersi conto per l'avvenire della conservazione del pa- 
trimonio d'origine, non può farsi altro che determinare questo patrimonio nella 
somma e negli elementi che si trovano al momento in cui si vuole adottare il 
controllo della sostanza originaria. Vogliamo dire con questo che quelle ammini- 



(1) Mti parlamentari - Camera Deputati - Legislaz. XVI - Disegno di legge, num. 



107, pag. 35. 



k > 



28 

strazioni le quali non hanno, e sono nella impossibilità di avere oggi esalta 
contezza della dotazione originaria, e delle cause ond'essa è stata alterala, do- 
vranno considerare, come fanno i privali, per dotazione dell' Opera pia, tutte 
quelle ncchezze che oggi possiedono, qualunque possa" essere la loro prove- 
nienza, e così determinare una volta quel patrimonio che vuole essere rigoro- 
samente conservato e sottoposte a quelle speciali garanzie e controlli, che per 
te pubbliche amministrazioni sono dalle leggi prescritte 

In tal modo, o che per una nuova Opera pia si abbia il vero inventario 
della successione, o che per le altre già esistenti, che quello non possono avere, 
s. consideri come patrimonio di origine tutte quante oggi possiedono, nell'uno 
o ne 1 al ro caso avremo .1 punto di partenza, e sapremo precisamente quale 
sia 11 patrimonio da considerarsi come permanente. 

.inni^" '""^°'' .'"°",''° '' "■"'''''■'"'' ' '' '"*^"''='"' « '« '■dea della conserva- 
zione non può naturalmente concepirsi in senso assoluto, ma relativo 

. ni.'*''" "''" " P''""''"^"'» delle Opere pie, componendosi il più delle volte 

ubii ; r"" P^^^t''^"' ^""""' di -editi ipotecari, di titoli di debito 

pubblico, ecc assume intrinsecamente un carattere di stabilità, e non è sok- 

me cialiTd" fnT'TT' ' "''"'"" ''«"« --"de private, specialmente com- 

e mo ;«; " r ' r '""° '' '""°^'- ^"'- '"""''" «•<=""« trasformazioni 
e modificazioni anche nel patrimonio delle Opere pie sono inevitabili, ed è op- 
portuno di esaminarne parlitomente le cagioni. 



Articolo III. 
VARIAZIONI AL PATRIMONIO 



§ 1.» 
Trasformazioni dei beni patrimoniali. 

24. Ritiri inevitabili di valori mobili. 

25. Alienazione di beni stabili. 

26. Rinvestimenti: 

27. . In affrancazione od estinzione di passività. 

. In acquisto di titoli emessi o garantiti dallo Stato 

. In miglioramenti del patrimonio : a) per acquisto di stabili; b) per co- 

Btruztone di fabbricati, bonificazioni, acquisto di mobili; e) oa.er- 
tazioni e riserve in proposito. 



28. 
29. 



t. - Ciascuno intende che la trasformazione consiste nello scambio di 
un valore patrimoniale, con altro od altri valori di eguale entità, in lira 



29 
che, se vi è mutazione in una o più parte degli elementi, l'assieme però del 
patrimonio non resta punto alterate. Che se nello scambio non sussistesse pe- 
nta di valore, ma la cosa date valesse più o meno di quella ricevute, in tal 
caso quella parte, che costituisce la differenza, si deve riguardare come apparte- 
nente alle cause che modificano il patrimonio netto, perchè l'as-sieme del patri- 
monio verrebbe per quella parte ad essere realmente aumentato o diminuito 
Quindi sono da distinguersi gli effetti derivanti da tali cause in semplicemente 
permutativi nel primo caso, ed in modificativi della sostanza netta nel secondo 
caso. E anche da por mente che, mentre le trasformazioni, ossia i fatti per- 
mutativi avvengono sempre per opera dell'amministrazione, le modificazioni 
invece derivano il più spesso da cause avventizie, indipendenti da essa e ra- 
ramente vi è anche implicata l'opera dell'amministrazione. Noi però ci occu- 
piamo in questo paragrafo soltanto delle trasformazioni. 

Dato e fissato il patrimonio di origine, sia che ci trovassimo in presenza 
dell'asse ereditario di fondazione, sia che necessariamente, agli effetti della futura 
conservazione, dovessimo considerare come tale le cose tutte oggi possedute 
non è men vero che nell'uno o nell'altro caso avremmo sempre molto probabil- 
mente inclusi in tale patrimonio alcuni di quei valori facilmente consumabili e 
disperdibili, come sono il denaro, i generi alimentari, ed i crediti scaduti i quali 
e per essere infruttiferi e per essere, come diciamo, facili a disperdersi, bisogna 
convertire in altri valori fruttiferi e più sicuri. É questo un primo caso che 
obbliga r amministrazione a trasformare quegli elementi del patrimonio di ori- 
gine, perchè altrimenti i generi, in breve tempo guastati, perderebbero ogni 
valore, e perchè in generale il denaro, ed i crediti esigibili appartenenti al pa- 
trimonio d'origine, se non possono essere consumati nelle spese, non possono 
nemmeno lasciarsi improduttivi. 

Anche gli oggetti mobili provenienti da un'eredità, nel caso che l'Opera pia 
non abbia bisogno di farne uso, vogliono essere prontamente venduti e trasfor- 
mati in altro elemento patrimoniale fruttifero. 

Né staremo ad enumerare le altre e molte circostanze che vengono anche 
senza la volonta dell'amministrazione, a trasformare gli elementi patrimoniali 
poiché è facile di immaginare che i mutuatari alla scadenza della sorte sono in 
diritto di pagarla, le obbligazioni di credito estratte si devono necessariamente 
riscuotere, ecc. Si può anche prevedere il caso di diminuzioni, a causa di con- 
sumo, nelle scorte delta industrie, nei mobili e nelle biancherie degl'istituti 

Ma la opportunitò può talvolta consigliare di dar luogo eziandio alta alie- 
nazione di tutti o di una parte dei beni stabili e delle scorte relative. 

««.-Competenti cultori delle economiche discipline hanno largamente trat- 
tata la questione se alle Opere pie convenga meglio di possedere beni immobili 
ovvero di convertirli in redditi mobiliari. É una quistione delicate e difficile a 
risolversi, che ha preoccupato più volte anche il legislatore, senza alcun risultato. 

L onorevole Crispi, nella relazione che precede la legge attuale, ha detto • 




I 






.tmif V 



30 

. A togliere l' eccesso delle spese di amministrazione gioverebbe sicuramente 
. la conversione delle proprietà slabili delle Opere pie; ma, intieramente d'ac- 
. cordo con la reale Commissione d' inchiesta, io credo che per ragioni di varia 
. mdole e particolarmente d'ordine economico, convenga lasciare che le conver- 
. s.on. opermo da sé un po' alla volta e secondo le opporlunilà del momento .. 
E cosi nella legge attuale niun precetto si fa per la conversione dei beni 
immobili, lasciando alla prudenza degli amministratori, a seconda delle circo- 
stanze, d, deliberarne la vendita, con approvazione della giunta provinciale am- 
ministrativa (art. 36 leti, e della legge). 

A tale riguardo noi crediamo di riassumere sommariamente le principali 
ragioni, d'ordine generale, affacciate prò e contra la suddetta conversione af- 
finchè, oltre le considerazioni d'indole speciale e locale, possano anche quelle 
essere di guida alle amministrazioni delle Opere pie. 
Coloro che per la conversione propendono, dicono: 
1." Che i beni immobili, posseduti dalle Opere pie, ed in generale dagli 
enti morali, non sono convenientemente mantenuti e migliorati, perdendosi cosi 
quella maggiore produttività che verrebbe dalla induslre iniziativa privata; 

2.0 Che essi beni sono per loro natura di difficile amministrazione, e 
danno facilmente causa a sospetti e malversazioni, che nell'interesse delle Opere 
pie e della pubblica moralità converrebbe evitare; 

3.0 Che ad ogni modo producono maggiori brighe e quindi maggiori spese 
di amministrazione, essendo anche causa di litigi, e distogliendo gli amministra- 
tori dalle cure della beneficenza; 

4.0 Che la rendita dei beni immobili per essere incerta e variabile male 
s. addice alle Opere pie, che devono, per il loro normale andamento, fare cal- 
colo sicuro nelle proprie entrate ; 

5.° Che impiegando i capitali ritratti dalla vendila degl' immobili in ren- 
dila pubblica, si viene ad assicurare una rendila fissa e sicura, non dovendosi 
temere che lo Stato possa mai defraudare i poveri, una volta che dovrebbe sem- 
pre pensare a provvederli. 

D'altronde non meno polenti ragioni si propongono a sostegno del possesso 
dei beni immobili, in questo senso: 

l.o Che la vendita essendo spesso opposta alla intenzione dei testatori che 
lasciarono , beni, allontanerebbe altri lasciti ed inaridirebbe cosi la prima sor- 
gente della beneficenza; 

2.0 Che la vendita stessa, gettando sul mercato i tanti fondi delle Opere 
pie, non potrebbe aver luogo che a vile prezzo; 

3.0 Che facilmente darebbe occasione a sperperare qualche parte del prò- 
dotto relativo in spese, lasciando l'istituto senza stabili e con minore rendita- 

4.0 Che la rendita fissa dei titoli di credito, se pare utile da un lato, pu'ò 
essere dannosa dall'altro, perchè non segue le vicissitudini commerciali dei 
tempi Ad esempio un fondo stabile, che un secolo fa fruttava 100, oggi invece 
frutta 300, solo in causa del depreziamento della moneta; mentre la rendita 
fissa sarebbe rimasta a 100; 



31 
5.0 Che infine, per quanto lo Stato non dovrebbe mai mancare ai suoi 
limpegni, nondimeno la storia ricorda casi contrari, e consiglia a preferire il 
possesso degl'immobili. 

In questa gravissima questione, che si è agitata e si agita da antico tempo, 

jnon osiamo esprimere alcun parere e solo ci piace richiamare l'importantissimo 

libro : Bella conversione dei beni immobili delle Opere pie — Milano — dell'esi- 

mio comm. avv. G. Scotti ; ma ci limitiamo qui a constatare intanto la possibi- 

jlitè che benanco i beni immobili possono essere in altri valori convertiti. 

Onde, dopo aver veduto le varie cause e circostanze, volontarie o no, che 
[ordinariamente possono dar luogo a trasformazione degli elementi attivi della 
sostanza patrimoniale, una prima osservazione importantissima si presenta, ed 
è che qualunque di quelle cause si tolga ad esaminare, si vede quasi costante- 
mente che la trasformazione si estrinseca, da una parte perdendo un elemento 
attivo che prima si avea, e dall'altra ricevendo in cambio u'na corrispondente 
quantità di danaro. Ma il danaro, come abbiamo visto, non può restare lunga- 
mente tra gli elementi del patrimonio di origine e dev'essere impiegato frutti- 
feramente; ecco dunque la necessità che per opera dell'amministrazione si 
proceda ad una seconda trasformazione, ad impiegare cioè quel danaro nell'ac- 
quisto di altri valori, che siano fruttiferi, e non soggetti a dispersione. 

RINVESTIMENTI. 



^ — Le intenzioni degli uomini e le leggi sono state in ogni tempo d'ac- 
cordo nel volere il rimpiego dei capitali. È cosa questa di riconosciuta e tale im- 
portanza che mai non è stata né poteva essere messa in dubbio, e sfugge quindi 
da qualsiasi discussione. Ma se il precetto è sacrosanto, se tutti intendono che 
debba andar così, noi domandiamo quali istruzioni e cautele furono fin qui ema- 
nate per la sicura attuazione. Possiamo essere persuasi che i fatti abbiano 
corrisposto ai precetti, e che i capitali ritirati, generalmente parlando, siano 
stati tutti rinvestiti? non potremo piuttosto meglio pensare, che in questi 
ultimi trent' anni, col desiderio eccessivo delle grandi e straordinarie spese di 
ogni specie, cui si è voluto e si vu(jj far luogo per secondare in tutto il progre- 
dire della scienza e della civiltà, si siano invece assottigliati i patrimoni di tutti 
gli enti pubblici, compresi quelli delle Opere pie? 

La nuova legge 17 luglio 1890 ha anche additato i modi di reimpiegare i 
capitali ritirati. 

^'^- — Primo tra questi, a nostro avviso, è quello dipendente dalla disposi- 
zione dell'articolo 46, per la quale è fatto obbligo alle istituzioni pubbliche di 
beneficenza di procedere alla affrancazione dei legati, censi, livelli, oneri ed altre 
prestazioni perpetue passive, e crediamo che per analogia questa disposizione 
Si debba estendere eziandio alla dimissione dei debiti ipotecari o chirografari, 
di cui fosse gravata l'istituzione. É chiaro che il legislatore ha avuto in mente 
di liberare il patrimonio dei pesi passivi per renderne più netta la rendita e più 



1 




kM 



32 

semplice la amministrazione, e che perciò primo pensiero degli amministratori 
delle Opere pie deve essere di togliersi d'attorno ogni passività di qualunque 
natura essa sia, dappoiché, non meno che per i privati, è sotto ogni riguardo 
preferibile anche per gli enti pubblici di possedere il proprio patrimonio possi- 
bilmente libero da ogni onere. 



— Dopo tolte le passività, le somme da investirsi (lo dice l'articolo 28 
della legge) debbono essere impiegate in titoli del debito pubblico dello Stato o 
in altri titoli emessi o garantiti dallo Stato, quali sarebbero alcune specie di 
obbligazioni ferroviarie, di prestiti comunali, ecc. 

Fra le forme d'impiego delle somme disponibili a rinvestimento, volevansi 
pure aggiungere le cartelle fondiarie come dall'emendamento proposto a detto 
articolo dall'on. Carmine, nella tornata !• luglio 1890 della Camera dei deputati, 
ed accettato anche dalla Commissione, ma poi ritirato, per le obiezioni mossegli 
dal presidente del consiglio e da vari deputati, fra cui l'on. Luzzatti, il quale 
dichiarò di non votare tale proposta, non per poca fiducia nella maggior parte 
degl'istituti di credito fondiario, ma « perchè non vogliamo che gli amministratori 
degl'istituti di beneficenza sieno giudici del valore diverso delle cartelle fon- 
diarie; ed è fuor di dubbio che un valore diverso c'è, dipendente dalle cautele 
con cui si fanno i mutui e con cui si determina il valore di queste cartelle 
fondiarie » (*). 

La suddetta disposizione nel progetto di legge era sola e tassativa per i 
titoli dello Slato, e sarebbe riuscita in verità troppo restrittiva ed avrebbe in- 
ceppato soverchiamente l'azione delle amministrazioni e della tutela delle Opere 
pie, rispetto a quei tanti altri modi di movimenti patrimoniali, cui per circo- 
stanze di tempo e di luogo convenga eccezionalmente di presciegliere. Ed è a 
ritenersi pertanto mollo opportuno che la legge dopo aver prescritto in massima 
l'acquisto di titoli non solo emessi, ma anche garantiti dallo Stalo, abbia ag- 
giunto al suddetto articolo 28 una disposizione eccettuativa nel senso che « le 
« somme da investirsi possono tuttavia, con l'autorizzazione della giunta am- 
« ministrativa, essere impiegate nel miglioramento del patrimonio esistente, nei 
« casi nei quali sia evidente la maggiore utilità di tale impiego ». 

Per l'acquisto di titoli emessi o garantiti dallo Stato, deve ritenersi che, 
derivando da un precetto della legge, non sia necessaria alcuna speciale auto- 
rizzazione. 

SO. — Ed ora, passando al detto modo eccezionale di impiego, osserviamo 
che la espressione « miglioramento del patrimonio » ha un significato così 
esteso, che quando buone ragioni lo consiglino, sembra che si presti a poter 
effettuare varie altre forme di rinvestimento. Lasciamo a parte se potrà o non 
acquistarsi un mutuo ipotecario attivo, sebbene in qualche caso anche qui po- 

(1) Atti parlamentari — Camera Deputati — Discussioni, voi. IV, pag. 4750. 



33 

Irebbe esservi un miglioramento ed una maggiore utilità, come quando l'acquisto 
del mutuo avesse luogo per cessione fattane da altro debitore meno solvibile e 
che pagasse minore interesse; ed intorno a ciò comunque è da por mente che 
anche la contrattazione dei mutui attivi è stata contemplata all'artìcolo 76 del 
regolamento amministrativo tra le possibili operazioni patrimoniali che sono 
soggette all'autorizzazione tutoria (*). 

E fuori di dubbio però che ogni innovazione sui beni materiali dell'Opera 
pia si potrà ottenere quando ne siano giustificati i vantaggi. 

220 a). — Così l'acquisto di terreni, che sono in mezzo o limitrofi ad altri 
già posseduti, l'acquisto di nuove scorte rurali per ottenere maggior produttività 
dei fondi cui sono destinate, la compra di uno stabile per ampliare i locali ad 
uso della istituzione, nonché la costruzione di nuovi fabbricati, i grandi lavori 
di bonificazioni, e le stesse provviste di macchine, utensili^ mobili, biancherie, ecc. 
sono altrettanti miglioramenti del* patrimonio esistente, sono altrettanti modi di 
rinvestimento, che possono avere attuazione in forza dell'ultimo alinea dell'arti- 
colo 28 della legge. 

Ed è qui, su queste diverse forme di reimpiego di capitali, che le ammini- 
strazioni delle Opere pie e le giunte provinciali devono assai cautamente pro- 
cedere, le une prima di proporre e di deliberare, e le altre prima di approvare. 
Posto che in questi casi devono riscontrarsi maggiori vantaggi in confronto al- 
l'acquisto della rendita pubblica, rimane superfluo di ricordare che i rinvestimenti 
tutti devono essere chiaramente produttivi, perchè il primo requisito, che ad una 
operazione amministrativa imprima il carattere di impiego di capitale, è la pro- 
duttività, e bisogna anche avvertire che questa sia immediata o prossima od al- 
meno poco lontana. Per noi adunque dove non c'è manifesta produttività non 
c'è vero rinvestimento, ma c'è soltanto una spesa ulile, doverosa ed anche ne- 
cessaria quanto si voglia, ma sempre una spesa improduttiva. 

Un criterio poi di distinzione, che ci pare opportuno in questa specie di 
rinvestimenti, è, rispetto agli stabili, di considerare se si faccia acquisto di ter- 
reni, di fabbricati da terze persone, ovvero se si proceda a costruzioni o migliorìe 
direttamente per parte dell'Opera pia. Nel caso di acquisto, dopo esaminati gli 
atti che garantiscono la sicurezza e la rendita adequata dello stabile, è evidente 
che debba essere considerato e compreso tra i rinvestimenti di capitali. Anzi 
non solamente il prezzo dello stabile acquistato, ma eziandio la tassa di registro 
e le altre spese del relativo contralto, che sono un accessorio indispensabile 
dello acquisto possono a parer nostro esser portate a capitale; ed è mestieri di 
non dimenticare tali spese, che sono pure di qualche entità, quando si fanno i 
calcoli sulla rendita dello stabile che va ad acquistarsi. 



(») Il Consiglio di Stato, con parere 8 maggio 1891 (adottato), opinò che le somme disponibili delle 
Opere pie non possono impiegarsi in mutui ipotecari, ancorché il reddito di questi fosse maggiore di 
quello che si trae dai titoli emessi o garantiti dallo Stato. (Congregazione di carità di Correggio). 



I 



34 

ao ò). — Ma quando è l'Opera pia che costruisce una fabbrica, quando 
è l'Opera pia che procede a lavori di sistemazione e di bonifici, ò allora che 
nasce la perplessità, è allora che trovano campo di manifestarsi, entrambe con 
buone ragioni, due correnti di opinioni contrarie. 

Infatti non può disconoscersi che la costruzione di un nuovo fabbricalo equi- 
valga spesso ad una compra, perchè, nell'uno e nell'altro caso, l'Opera pia 
viene a possedere uno stabile di più. Anche l'ampliamento, la sistemazione e 
lo stesso abbellimento di un fabbricato esistente viene il più delle volte ad ac- 
crescerne il valore; come la formazione di una vigna, il dissodamento di un ter- 
reno, la piantagione di alberi, aumentano il prezzo del podere o del lenimento. 
Ma allora perchè dubitare che questi valori portati dall'amministrazione in aumento 
al patrimonio, possano essere considerati come un reimpiego di capitali? 

Sappia il lettore che qui è il punto della più diffìcile soluzione, che qui, e 
pei patrimoni privati e per quelli pubblici, sta il filo che divide la buona dalla 
cattiva amministrazione, che qui la severa e positiva arte dei conti trova l'unico 
caso di elasticità nella sua applicazione, ed è tale da rendere perfino possibile 
di presentare con diversità di risultati uno stesso rendiconto. 

Prendasi ad esaminare l'esempio di una nuova fabbrica costruita. Se questa 
fosse in campagna per uso dei ccllivatori dei terreni, potrebbe essere una so- 
stituzione di altre comodità che si erano rese poco servibili, e comunque non 
produrrebbe una nuova rendita. Se la fabbrica è costruita in cillà, potrebbe es- 
sere destinata a qualche servizio della istituzione, e quindi per il luogo e per la 
forma non suscettibile di alienazione e di rendita. In ogni caso la spesa di co- 
struzione sarà 10, ed il valore venale forse 2. Ora questa fabbrica si dovrà 
portare in conto capitale per 10, per 2, o per nulla? Nei bonifici ai terreni non 
bisogna dimenticare che spesse volte invece di essere nuovi aumenti di patri- 
monio, sono sostituzioni di altre cose deperite. Questa frequente circostanza, e 
la incerta o almeno lontana produttività di tali bonifici, non rende facilmente la 
persuasione che si tratti sempre di un acquisto di capitale nuovamente fruttifero. 
Ci par superfluo di proseguire ad indicare altri casi siffatti, per dimostrare 
le dubbiezze che si affacciano nelle grandi e nelle piccole amministrazioni, 
quando si tratti di voler valutare, come reimpiego di capitale, in tutto od in 
parte, una spesa di nuove costruzioni o di bonificazioni. Fortunatamente però 
in mezzo a simili dubbiezze, una via benché indiretta, ma certa e sicura, ci 
viene additata dalla esperienza. 

Fra i proprietari vi sono quelli che rifuggono e che hanno una naturale avver- 
sione dal portare a capitale quelle spese, od almeno ve le portano in poca parie ed 
a ragione molto veduta; ebbene cotesti proprietari si mantengono sempre ricchi. 

Altri invece vanno sofisticando per sfrondare dalle vere spese quanto più 
si crede di poter considerare come un rinvestimento. Costoro danno sicuro in- 
dizio di disastrosa prodigalità, ed entrano tosto nel periodo discendentale della 
loro fortuna. 

E dunque necessario di usare molta circospezione nel procedere a capitaliz- 



35 

zare le spese di fabbriche e di bonificazioni, non dimenticando mai di osservare 
se realmente producano una nuova e pronta rendita e duratura, e non lascian- 
dosi allucinare dalle facili illusioni create da smodati desideri e da fallaci pro- 
positi. 

E se in massima deve ritenersi buona regola di non portare al conto capi- 
tale le spese di lavori che si fanno nei beni stabili, molto più evidentemente è 
applicabile, quando si tratti di provviste di mobili, di biancheria, ecc., poiché 
queste si fanno quasi sempre per uso e consumo dell'istituzione e non sono 
produttive di alcuna rendita. 

Onde si deve concludere, che salvo rare e giustificate eccezioni, non si 
debbano in via generale dalle buone amministrazioni considerare come rinve- 
stimenti di capitale le spese di lavori negli stabili, e di provviste di mobilio. 



K e) — A questo punto è però necessario di spiegarci un poco più chia- 
ramente, dappoiché, dato che una fabbrica sia stata fatta, e che una provvista 
di mobili abbia avuto luogo, non può negarsi che un nuovo valore qualunque 
spesso sussista. Ma, appurata l'entità reale di quest'aumento di valore, come 
potrà esso farsi entrare nel patrimonio? 

Noi nutriamo la ferma opinione che questa specie di nuovi valori, salvo 
rare e ben ponderate circostanze, anziché riguardarla siccome una trasforma- 
zione, nel senso cioè di un rinvestimento dei capitali ritirati, debba gravare 
ordinariamente i fondi delle rendite e considerarsi essenzialmente quale una 
sopravvenienza attiva pel patrimonio. E ne vedremo più opportunamente il modo 
pratico di soluzione trattando dei fatti modificativi, ossia degli aumenti e dimi- 
nuzioni del patrimonio netto, nel paragrafo seguente al numero 32. 

Del resto non vogliamo omettere dal notare che la soluzione delle quistioni 
che possono concernere l'impiego delle somme da rinvestirsi è riservata alle 
deliberazioni collegiali dell'amministrazione ed all'autorità tutoria, che deve ap- 
provarle. Ed assai opportunamente è tolto all' arbitrio del capo dell' amministra- 
zione o del ragioniere ogni apprezzamento su questa delicata materia, che era 
l'unica, come abbiamo accennato, che poteva con una certa elasticità ed anche 
con pericolo influire nei risultati dei rendiconti. 

Il compito degli uffici esecutivi, rispetto alle trasformazioni patrimoniali per 
le Opere pie, è chiaro e semplice: tener memoria dei capitali ritirati e contrap- 
porre a questi, per farne il parallelo, i nuovi acquisti effettuati o per precetto 
di legge per deliberazione approvata. 

» 

§2.o 

Aumenti e diminuzioni del patrimonio. 

30. Eredità e legati, 

31. Rettificazioni di stime. 

32. Distrazione di capitali in spese, e passaggio di rendite al patrimonio. 



I 



36 

30. — Gli aumenti e le diminuzioni patrimoniali sogliono prendere il nome 

di sopravvenienze od insussistenze attive e passive, e meritano forse una ulteriore 

e più distinta classificazione per indicare separatamente le eredità ed i legati, 

e per distinguere le altre sopravvenienze accidentali da quelle che dipendono dal^ 

gl'opera dell'amministrazione. 

La prima causa, come della origine cosi dei successivi aumenti del patri- 
monio delle Opere pie, consiste ordinariamente nelle eredità e nei legati. Ogni 
cura ed ogni sollecitudine, diretta ad ottenere che questa causa si ripeta dì 
sovente, sarà provvida e salutare più di ogni altra. L'uomo ricco, quando non 
ha discendenti, è per sua natura proclive a fare lasciti a prò della pubblica 
beneficenza. Né deve dirsi che siane trattenuto dalla ingerenza, che nella stessa 
beneficenza pubblica assume il governo, dappoiché una savia e moderata inge- 
renza di esso giova anzi ed offre maggior garanzia all'adempimento della vo- 
lontà dei benefattori, e la storia e' insegna che, anche quando è slata più spic- 
cata tale ingerenza governativa, sempre però con retti intendimenti, non per 
questo vennero meno ed anzi si accrebbero le eredità ed i lasciti. Ma quello 
appunto che deve in modo assoluto raggiungersi, e che deve entrare nella ge- 
nerale convinzione, si è che le amministrazioni delle Opere pie non distraggano 
mai, ed anzi sieno poste nella impossibilità di distrarre i capitali, avvegnaché 
Il solo sospetto che un lascito, invece di accrescere la ricchezza permanente 
dell'Opera pia, possa in tutto od in parte, in un tempo più o meno breve an- 
dare confuso e disperso tra le spese, distoglierà sempre la più buona volontà 
dei testatori. 

Né deve dimenticarsi di onorare con lapidi, iscrizioni od altri modi la me- 
moria di questi pii benefattori e soprattutto si deve aver cura di lasciare du- 
raturo ricordo della entità del lascito, essendo ciò anche collegato all'obbligo di 
bene appurarlo e conservarlo. 

31 . - Altri aumenti, e talvolta diminuzioni, del patrimonio dipendono da una 
nuova e più esatta valutazione di tutti o di una parte degli elementi preesistenti in 
confronto alle cifre dell'ultimo inventario. Uno stabile, per esempio, che figurava 
per lire 25,000, si viene a rilevare, in seguito a regolare perizia, che vale invece 
lire 30,000; ed ecco un aumento di lire 5,000; ma queste modificazioni che pren- 
dono Il nome di rettificazioni di stima, sono più apparenti che reali, inquanto- 
ché in sostanza nulla di nuovo con esse é sopraggiunto al patrimonio; onde 
non va perduta di vista la loro natura eterogenea, e non devono tali modifica- 
zioni confondersi con i veri aumenti e diminuzioni. 

3s^. - Un aumento reale alla dotazione patrimoniale si avrebbe invece 
quando si deliberasse di assegnare alla medesima un avanzo di rendita Seb- 
bene per regola generale le Opere pie non debbano tesorizzare, come diremo 
nel prossimo capitolo, pur nondimeno per eccezionali circostanze può verificarsi 
li caso di aver cumulato un forte avanzo di rendita, e che prudentemente si 



37 
creda opportuno di destinarlo in parte, od anche interamente, ad accrescimento 
del patrimonio. Non vogliamo parlare del caso opposto, di quello cioè in cui, 
verificandosi una eccedenza nella spesa, la si volesse riparare con una distra- 
zione di capitale, avvegnaché si dovrebbe a questa sempre rimediare con eco- 
nomie degli anni successivi, ed ove ciò non fosse possibile, col fare appello 
all'erario pubblico, o alla carità privata, appello che non dovrebbe riuscire in- 
fruttuoso quando le spese fossero giustificate; ed in caso diverso resterebbe 
anche a sperimentarsi il rimedio della responsabilità degli amministratori. In- 
somma sul patrimonio non devono esservi perdite reali, e non vi saranno quando 
tutte le garanzie di ipoteche, di assicurazioni contro gl'incendi, di consegne, di 
cauzioni e di verifiche, cui abbiamo accennato all'articolo II, saranno state adot- 
tate; e quando verrà osservata una giusta misura nelle spese, perché é troppo 
essenziale alla vita ed all'incremento dell'Opere pie la rigorosa conservazione 
del patrimonio. 

Tornando invece al caso sopra accennato della possibile destinazione di 
qualche parte di rendita ad aumento del patrimonio d'origine, dobbiamo osser- 
vare che ciò può accadere in due diverse maniere, o applicando a vantaggio del 
patrimonio un valore concreto, e di natura patrimoniale, già esistente e creato 
con le rendite, ovvero deliberando astrattamente di aggiungere al patrimonio 
stesso una parte qualsiasi degli avanzi di rendita, senza determinare ancora 
quale valore specifico andrà a rappresentare tra gli elementi patrimoniali sif- 
fatta assegnazione. 

La prima maniera riguarda principalmente le nuoce costruzioni, i bonifici, 
e le provviste pagate coi fondi delle rendite. Quando si creda che esse costru- 
zioni o provviste abbiano realmente portato un aumento di valori, quando sugli 
inventari di dettaglio dei mobili si trovi veramente accresciuta la somma per 
effetto degli acquisti fatti con i detti fondi delle rendite, allora si registrerà il 
relativo aumento patrimoniale, come una sopravvenienza derivante dalle rendite. 
In questo caso non può consigliarsi mai di prendere tutto l'importo della spesa 
sostenuta, ma bensì quella minor cifra che la prudenza ed il parere di persone 
tecniche potrà all'uopo suggerire. Anche altri casi possono in questo senso ve- 
rificarsi. Ci cade in mente, per esempio, che un cessato conduttore di fondi ru- 
stici rimasto arretrato di una data somma per corrisposta di affitto, abbia do- 
mandato ed ottenuto una dilazione di più anni al pagamento di quella somma, 
offrendo garanzia ipotecaria e corrispondendo un adeguato interesse. L'ammi- 
nistrazione, quando non abbia bisogno di quella somma, che é una rendita, per 
far fronte alle spese, delibera di passarla in aumento del patrimonio. Anche qui 
SI vede che tale deliberazione riguarda un valore concreto, ossia un credito ipo- 
tecario verso un determinato debitore; perciò, trattandosi di un fatto compiuto, 
dopo praticate le occorrenti registrazioni per il passaggio di quel valore al pa- 
trimonio, nessuna altra successiva operazione si attende. 

Ma non é così quando la deliberazione é astratta, quando genericamente 
amministrazione dicesse di assegnare a favore del patrimonio una parte di 



i 



38 

rendita, senza determinare contemporaneamente la specie del valore, con cui 
intende di dare effetto alla sua deliberazione. 

Sembrerà che una deliberazione di tal fatta sia intempestiva e quasi fuori 
di proposito, poiché più ragionevolmente dovrebbe rimettersi al momento del- 
l'acquisto del corrispondente capitale. E sia pure, ma facciamo osservare che 
non sarebbe opportuno di impedire un simile atto di prudenza ad una ammi- 
nistrazione cui piacesse di prendere in quel senso una preventiva deliberazione 
o nell'atto della revisione dei conti, o dei bilanci, o al sopraggiungere di nuove 
entrate, colla mira anche di estendere stabilmente in avvenire la beneficenza 
colle maggiori rendite prodotte da tali capitali aggiunti. 

§3.0 

ParaUelo tra i capitaU aUenati e queUi acquistati. 

33. Istituzione di un conto speciale all'uopo. 

34. Regola conforme già dettata da Angelo Pietra nel 1586, 

35. Insufficienza di altre regole. 

36. Necessità di separare gli elementi patrimoniali da quelli delle rendite. 



X. — Intanto, non solamente pel caso contemplato nel numero precedente 
ma per adempiere generalmente all'obbligo di seguire esattamente il movimento' 
patrimoniale e di curare i conseguenti rinvestimenti, fa mestieri di trovare il 
mezzo più semplice e sicuro per tenere in evidenza nelle scritture siffatte ope- 
razioni. Sembra a noi il più semplice ed adatto quello di segnare in apposito e 
speciale conto da una parte tutti i capitali riscossi o passati in riscossione 
nonché quegli avanzi di rendita che per espressa deliberazione venissero desti^ 
nati ad aumento del patrimonio di origine; e dall'altra parte di registrarvi gli 
acquisti dei nuovi capitali, e quelle somme (quod Deus avertat) che per con- 
tingenze veramente eccezionali e con deliberazione approvata dovessero intac- 
care il capitale. Lo sbilancio poi che risultasse in questo conto, alla fine del- 
l'anno, specialmente nel caso che i capitali ritirati superino quelli acquistati 
deve portarsi a conto nuovo, affinché i rinvestimenti mancati in quell'anno ab- 
biano effetto nell'anno successivo. 

Questo é il modo sicuro di conservare seriamente il patrimonio di origine 
secondo la mente dei fondatori e secondo le prescrizioni della legge, e di sot- 
trarlo da ogni confusione e pericolo dipendenti dalla amministrazione. 

a4. — Una regola conforme, tratta fuori opportunamente dal prof Alfieri 
havvi nell'opera di ragioneria di don Angelo Pietra, genovese, monaco bene^ 
dettino, del monastero d'Oriana su quel di Mantova, pubblicata nel 1580' in 
Mantova, col titolo: Indirizzo degli economi, ossia ordinalissima instruttione 
da regolatamente formare libro doppio, ecc. In essa opera, che in ragioneria 



«9 

è forse la più importante del secolo decimosesto, il Pietra dimostra, con ammi- 
rabile chiarezza ed in una lingua purissima, come possa applicarsi la partita 
doppia alle scritture dei doviziosi cenobi di quei tempi, che avevano non poch' 
punti di contatto colle nostre Opere pie, vuoi per la loro organizzazione ammi- 
nistrativa, vuoi eziandio per le stesse funzioni del controllo economico. — Al 
capitolo I, del suo libro, il Pietra tratta degli acquisti e delle alienazioni, e 
dice in proposito quanto segue: 

* Tutti li conti del libro maestro servano in ciò una stessa regola che inta- 
volandosi a debito il nome proprio, dirimpetto sempre vi si comincia : Dee 
avere, eccettuatane la spesa generale e gli acquisti, sul credito dei quali, non 
solamente non si comincia Dee avere (cioè controscritto Dee avere) ; ma se 
gli scrive nome affatto diverso ; poiché a credito della spesa generale si dice : 
Entrata generale dee avere, ed a credito degli acquisti si scrive: Alienazioni 

deono avere E di questo degli acquisti dico, che essendo conto che in 

sé riceve due capi, ed ove si tratta di alienazioni dei beni ecclesiastici, materia 
assai scrupolosa, bisogna procedere con molta chiarezza e non minore cautela, 
perché, dove i secolari vendendo o comprando alcuni stabili, de' quali essi 
sono al tutto padroni, ne daranno credito o debito al loro capitale, noi che ne 
siamo ministri e saggi custodi, alienando con le dovute licenze cosa di mo- 
mento per modo di permutanza in evidentem ecclesiae utilitatem, ne dobbiamo 
fare perpetua parallela ossia equipollenza, se tanto fu il compro quanto fu 
il venduto. E perché alle volte suole avvenire, che in quell'anno, nel quale 
si vende, per qualche legittimo impedimento o degno rispetto non si può 
investire il danaro imborsato, o il credito per tal vendita, in tal caso, oltre 
che non si ha da spendere quel danaro o da esigere quel credito senza peri- 
colo di censura e d'altre pene ecclesiastiche, si ha da tirare il conto delle 
alienazioni in credito, come si fa degli altri creditori sin tanto che si estingua 

con la compra equivalente Ma quando, per avventura, la 

compra sia maggiore della vendita fatta, cioè gli acquisti avanzino le aliena- 
zioni, gli estinguerai alla spesa generale sotto lo stesso nome di acquisti 

fatti, poiché essendo la chiesa pupilla degli occhi del Signor 

nostro, siccome non si può fare a suo danno, cosi dobbiamo sempre procu- 
rarle utilità ed accrescimento ». 
Giuseppe Reina, che nel 1844 in Milano fece ristampare, con illustrazioni 
ed aggiunte sue, V opera del Pietra, riguardo al procedimento suggerito dal mo- 
naco di Oriana, dice, che l' istituzione del conto acquisti, alienazioni, « proprio 
soltanto di quelli che conoscono perfettamente i giri di scritture, e che sanno 
dedurre le più giuste conseguenze, non ammette, a dir vero, osservazione al- 
cuna». Se non che egli non sa poi « convenire nel saldo di questo conto colle 
spese generali » (*). 



m Estratto dal Bollettino del Collegio dei Ragionieri dell* Umbria, voi. 4» pag. 5. 



I 



♦* 




40 

355. - Né si creda che basterebbe, come da alcuno si sostiene, a dimo- 
strare che il patrimonio è conservato nella sua integrità, di porre a confronto 
la cifra complessiva di esso patrimonio al principio dell'anno con quella risul- 
tante alla fine, dappoiché, come abbiamo detto, le rettificazioni di stime, i nuovi 
lasciti, le spese capitalizzate, sono altrettante cause che aumentano e diminui- 
scono in apparenza od in realtà il patrimonio, e fanno perdere ogni traccia dei 
veri rinvestimenti che ha obbligo di fare l'amministrazione in dipendenza dei 
capitali ritirati. 

Né si può ritenere efficace e sufficiente nemmeno che V autorità tutoria 
prescrivesse a caso per caso il reimpiego dei capitali ritirali, ciò che, nel mentre 
creerebbe una grande complicazione burocratica, di rado riuscirebbe a raggiun- 
gere interamente lo scopo, perchè le amministrazioni, avendo in vista o un'af- 
francazione od un complessivo e più utile rinvestimento, si opporrebbero spesso 
e ragionevolmente. E tale sistema sarebbe poi anche pericoloso, inquantochè 
le amministrazioni delle Opere pie hanno 1' obbligo generale di non distrarre i 
capitali, e se si imponesse, ora sì ed ora nò, l' obbligo speciale del tale e tale 
altro investimento, si verrebbe implicitamente ad ammettere che, quando non 
e' è stato r ordine espresso, il capitale si può dissipare. Può ritenersi per certo 
che all'autorità tutoria si denunziano nel corso dell'anno, per mezzo di delibe- 
razioni, solamente quelle alienazioni e ritiri di capitali, che senza la sua 'ap- 
provazione non si potrebbero effettuare per opposizione di terzi. 

Così, senza l'autorizzazione tutoria, non si troverebbe chi comprasse uno 
stabile che si vuol vendere ; senza la stessa approvazione non si otterrebbe la 
cancellazione di una ipoteca impressa a garanzia di un credito che si vuole 
estinguere; né dalla direzione del debito pubblico si consentirebbe di convertire 
al portatore o pagare il capitale di un certificato nominativo di rendita spettante 
ad un'Opera pia. Ma bisogna pensare che, eziandio all' infuori di questi casi, 
noolti movimenti di capitali in entrata avvengono e possono avvenire, senza che 
l'autorità tutoria e talvolta nemmeno l'amministratore lo sappia. Per esempio le 
scorte rurali, i crediti chirografari scaduti, gli effetti pubblici non nominativi,' le 
obbligazioni estratte, i legati nuovi, si riscuotono alle volte liberamente senza 
deliberazioni od approvazioni, e senza quindi alcuna tassativa prescrizione di 
speciale investimento. Ma che forse questi capitali così ritirati, potranno essere 
consumati, o non dovranno al pari degli altri essere fruttiferamente investiti a 
reintegro del patrimonio ? 

Con ciò non vogliamo dire che gli uffici di tutela non abbiano mai ad in- 
dicare prescrivere il modo di rinvestimento; ma vogliamo accennare alla ne- 
cessità che ciò sia fatto non isolatamente, ma con conoscenza completa dell'in- 
tero movimento patrimoniale, affinché nulla sfugga e nulla sia inopportunamente 
deliberato o prescritto. 

3e. — Del resto la conservazione del patrimonio, oltreché voluta da tutti 
è prescritta espressamente dalla legge che vuole soggette ad approvazione le 



41 

deliberazioni che importino trasformazione o diminuzione di patrimonio (arti- 
colo 36), e che indica pure in quale modo debbano essere impiegate le somme 
da rinvestirsi (art. 28). 

Queste giuste prescrizioni obbligano a distinguere e separare gli elementi 
del patrimonio propriamente detto, da quelli delle rendite e delle operazioni 
precarie; altrimenti non potrà mai sapersi con precisione e chiaramente quali 
siano le somme da investirsi. 

Finché parlasi di fondi stabili, di crediti ipotecari, ecc., senza esaminarne 
la provenienza, tutti sanno che si parla di capitali appartenenti al patrimonio; 
ma quando siamo al danaro in cassa, ai depositi nelle banche, ai crediti pre- 
cari, ai generi in magazzino, non si sa più se provengano dalle rendite o dal 
patrimonio. Da ciò apparisce non potersi fare confusione, ed essere necessario 
che i conti del patrimonio indichino distintamente tutti gli elementi, onde il pa- 
trimonio stesso si compone. 

Un esempio di siffatto bisogno ci è dato dallo stesso regolamento di con- 
tabilità delle Opere pie, che dispone giustamente di registrare separatamente 
i valori depositati dai terzi. È proprio l'identico caso, poiché i valori dei terzi, 
come abbiamo visto al n. 12 dell'articolo I, dovendosi rappresentare nella loro 
specie ed identità, non si possono confondere cogli altri. Ed egualmente non 
possono confondersi con altri gli elementi del patrimonio, che si devono rap- 
presentare separatamente per gli effetti della tutela e del rinvestimento. 

Se per il patrimonio non si facesse tale utilissima ed opportuna distinzione, 
se vi si amalgamasse ogni sorta di valori^ qualunque fosse la provenienza, tutto 
diventerebbe elemento patrimoniale, e nulla si potrebbe trasformare senza ap- 
provazione e tutto si dovrebbe investire. 

Supponiamo che l'amministrazione di un'Opera pia, obbediente alla legge 
(articolo 23) per promuovere un nuovo utile ed a prevenire possibili pericoli, 
invece di lasciare in cassa una somma di danaro, che sul momento non occorre' 
la faccia depositare precariamente alla cassa di risparmio. Facciamo l'ipotesi 
che l'Opera pia stessa abbia anticipata la spesa di trasporto di detenuti al ma- 
nicomio, rimborsabile dal governo; che, atteso il buon mercato di oggi, abbia 
creduto prudente, anche autorizzatavi dal bilancio, di acquistare alcuni generi da 
consumarsi nel futuro anno nell'istituto; che abbia, senza saperlo, fatto credito 
al coltivatore di un fondo condotto in economia (abbiamo detto senza saperlo, 
perchè purtroppo tali crediti, risultanti da conti correnti, dipendono talvolta da 
cause imprevedibili); ed ecco che ci troveremmo ad avere un credito verso la 
cassa di risparmio, un credilo verso il governo, un credito verso un colono, ed 
un valore nel magazzino dei generi, elementi lutti che, se si volessero conside- 
rare patrimoniali, resterebbero soggetti ai vincoli della tutela e del rinvestimento. 
E mai ciò possibile? 

Ma tiriamo innanzi, perché non é solamente per determinare quali siano 
le somme da investire che necessita di tenere nettamente separati dai veri ca- 
pitali queste valori spiccioli e di natura precaria, ma eziandio per evitare peri- 



I i 



42 

coli alla sostanza palrimoniale. Invero se tulli questi valori spiccioli, che ordina- 
riamente traggono origine dalle rendile, se gli stessi crediti dipendenti da 
corrisposte di affitto arretrate, da interessi, dozzine, ecc., non si tenessero sepa- 
rati dal vero patrimonio, e non se ne facesse un cumulo distinto e specificato 
dipendente dal conto delle rendite, ne verrebbe questa conseguenza, che verifi- 
candosi qualche perdita in tali valori, andrebbe a colpire il patrimonio. Onde 
concludiamo come sia di supremo interesse di tener separali i conti del patri- 
monio propriamente detto, da quelli delle rendite e delle operazioni precarie 



43 



CAPITOLO SECONDO 
DELLE RENDITE E SPESE 



Articolo I. 



NORME GENERALI 



I 



' »■< 



37. Necessità di procurare V incremento delle rendite e la limitazione delle 
spese. 

38. Precetto conforme del legislatore. 

39. Le Opere pie, come non devono intaccare il capitale, cosi non devono cu- 
mulare avanzi di rendita. 

40. Erogazione delle rendite secondo il proprio scopo. 

41. Per tutto ciò occorre un' avveduta e severa amministrazione - inconvenienti 
e di/etti delle amministrazioni gratuite. 

42. Regolarità dei contratti -formalità d'asta od incanti. 

43. Ordinamento delle scadenze nei contratti in relazione ai periodi dell* anno 
solare. 

44. Le spese si devono liquidare entro l'esercizio a cui sono relative. 

45. Alcune regole generali di controllo sulle spese. 



'. — Dopo aver parlato dei beni che costituiscono il patrimonio di un'Opera 
pia e delle cure e cautele che si debbono avere per conservarlo e migliorarlo, 
è necessario che trattiamo dei mezzi permanenti che da esso principalmente 
scaturiscono e delle altre risorse eventuali che servono ad attivare e mantener 
viva la sorgente della beneficenza, nonché del modo di erogarla. 

Non minor cura e diligenza si richiede per quest'importantissimo oggetto, 
inteso a studiare la speciale natura dei cespiti di rendita, per promuoverne la 
maggiore produttività ed assicurarne il regolare ed opportuno conseguimento; 
ed a curare d'altro canto che ciò si ottenga col minor dispendio possibile, 
mediante ordinamenti semplici e razionali, personale intelligente e premuroso, 
controlli giusti ed efficaci ; per raggiungere infine lo scopo supremo della buo- 
f^' amministrazione di siffatti enti, che consiste essenzialmente nell' ottenere la 




p-ì 



44 

più larga, possibile ed avveduta erogazione di tali rendite negli speciali rami di 
beneficenza dell'ente stesso. 

• La buon amministrasione sussiste veramente là dove si è ottenuto tutto 
' queW aumento di vendita di cui gli enti patrimoniali sono suscettibili, e tutto 
« quel risparmio di dispendio, che una ben' intesa economia può dare; di modo 
« che risulti la certezza che viene compartita tutta quella beneficenza di cui 
« è capace una saggia gestione » ('). 

Questo scopo della saggia erogazione della massima rendita netta non è 
meno necessario ed importante dell'altro, che abbiamo precedentemente esaminato 
della conservazione del patrimonio, e l'uno e l'altro debbono andare di pari 
passo ed essere inseparabili, come lo sono la causa e gli effetti, la sorgente ed 
1 SUOI emissari; inquantochò non gioverebbe a nulla di custodire gelosamente 
ed anche migliorare il patrimonio, se in pari tempo se ne disperdessero le risorse 
in spese eccessive od improduttive, o si erogassero le rendite stesse in male 
intesi o mal distribuiti soccorsi. 

Ed è anzi da questo lato deW erogazione della beneficenza, che è quello che 
Si trova m maggior' evidenza, che cade più facilmente sotto i sensi del pubblico 
e tocca Più davvicino gl'interessi, le mire, le aspirazioni, i diritti di coloro cui 
dovrebb'esser rivolto il beneficio, è da questo lato principalmente, che si mostra 
il più grande malcontento, che si muovono le più sentite lagnanze e si ripetono 
da gran tempo le maggiori accuse sul malo modo e sulla scarsa efficacia di tale 
distribuzione della beneficenza. 

Nella relazione Nicotera presentata alla Camera nella sessione 187G-77 si 
leggeva: « che era generale il lamento dall'una all'altra estremità d'Italia 
« intorno all'amministrazione delle Opere pie ed aW arbitraria e non abba^ 
« stanza illuminata erogazione delle loro rendite cospicue •. 

É quindi del massimo interesse esaminare accuratamente le principali fonti 
di reddito ed analizzare le varie cause di spesa per studiare il modo migliore 
di dare incremento alle prime e di contenere nei più stretti e ragionevoli limiti 
le seconde, escogitando gli ordinamenti più semplici ed adatti per rappresentare 
e controllare in un razionale sistema di conti le funzioni dell'amministrazione 



- Il legislatore nelle ultime disposizioni che ha emanate per regolare 
1 amministrazione delle Opere pie, in molti punti ha espresso, come vedremo 
il suo predominante pensiero di voler indirizzare le amministrazioni stesse sii 
questa retta via della parsimonia nelle spese e della maggiore efficacia benefica 
che per esse si possa conseguire; concetto che è stato anche compendiato nel- 
1 articolo 43 del regolamento amministrativo, che esplica sommariamente ciò che 
deve contenere l'annuale conto morale, prescritto dall'articolo 20 della legge 
colle seguenti parole: ' 

« Nella relazione suddetta 1' amministrazione deve : 



(1) Gallarati - Pensieri sopra i consigli e la tutela delle Opere pie - Milano. Civelli, 1883. 



45 

« i.o Far constare del modo onde sono avvenute le riscossioni e le spese; 

« 2.0 Esporre la condizione finanziaria e morale dell' istituzione ed enti 
f dalla medesima amministrati, le difficoltà superate, i criteri seguili, i miglio- 
c ramenti creduti opportuni. Al qual effetto saranno passati in esame la qua- 
« lità delle rendite, i mezzi ed i modi di aumentarne la produttività e di sem- 
« plificarneV amministrazione y nonché la possibilità e la convenienza di mantenere, 
« ridurre o sopprimere alcune spese ». 

3Q, — Se però le amministrazioni hanno da un lato il dovere di non in- 
taccare il capitale e di serbare economia nelle singole spese, devono curare 
dall'altro la completa erogazione della rendita netta nella beneficenza. 

Per la natura intrinseca delle Opere pie, avuta considerazione dei bisogni 
presenti, sempre grandi, dell'umanità sofferente, non ci sembra discutibile, in 
lesi generale, l'obbligo che incombe all'amministratore di erogare tutta la ren- 
dita a sollievo dei poveri attuali, non essendogli lecito, quando le rendite ci sono, 
di privare di soccorso chi oggi ne abbisogna; dal che deriva per logica conse- 
guenza, che un'Opera pia, a differenza degli altri enti e dei privati, non può, 
per massima, destinare avanzi di rendita ad aumento del patrimonio, ma deve 
bensì erogarli tutti a sollievo delle presenti miserie. E siccome non è possibile 
nel corso dell'anno di regolare le cose in maniera che alla fine dell'anno stesso 
le spese risultino uguali alle rendite, così, facendo l'ipotesi che si verifichi un avanzo 
di queste rendite, è necessario che esso resti in evidenza nei conti per erogarlo 
nell'anno successivo. Né vuoisi ritenere con ciò che ad un'Opera pia sia assoluta- 
mente impedito di attribuire al patrimonio, in tutto o in parie, gli avanzi della 
rendita, perocché il proposilo di acquistare uno stabile per meglio raggiungere 
il fine dell'istituzione, od altre circostanze, possono consigliare di aumentare il 
capitale cogli avanzi delle rendile. Riteniamo però che quest'aumento, naturale 
e commendevole in ogni altra amministrazione, può per le Opere pie avere esecu- 
zione soltanto quando sia tassativamente conosciuto e deliberalo a caso per caso, 
dal corpo amministrativo, e non già per opera tacita della contabilità. 

-40. — Non si deve poi permettere che nella erogazione della rendita entri 
mai alcun concetto diverso od estraneo alla beneficenza propria e speciale del- 
l'ente, né vi penetri alcuna considerazione particolare, che al suo vero scopo 
intimamente non si colleghi. Ogni pubblica amministrazione, sia lo Stalo, sieno 
Provincie e comuni, sia Opera pia, ha il suo carattere proprio, il suo fine spe- 
ciale. Come lo Stato ha le sue generali funzioni, quali di garantire la conser- 
vazione dell'ordine giuridico, la sicurezza interna ed esterna, di proteggere i 
deboli ed attendere allo sviluppo morale, intellettuale ed economico della società, 
né può e non deve ingerirsi in ciò eh' è d'interesse locale; come i comuni e le 
Provincie hanno il loro naturale fondamento nella cura e tutela di alcuni deter- 
minati interessi collettivi della respettiva cerchia territoriale, ed a tali respettivi 
scopi Stato e comuni devono rivolgere le entrate che si procurano colle pubbliche 
imposizioni; così del pari le Opere pie, che hanno il fine di soccorrere in una 



*l 



46 

data maniera una qualche classe di bisognosi, hanno il sacrosanto dovere di 
non distoghere la benché minima parte delle loro risorse dallo scopo preciso 
per cu> furono .sftu.te, m ossequio alla volontà dei fondatori. Male si avvise- 
rebbe perciò chi, amministrando un'Opera pia qualsiasi, credesse di trovarsi 
sempre sul terreno della beneficenza, distogliendone le rendite per scopo diverso 
sebben fosse utilissimo, o peggio ancora, largheggiando nelle operazioni ammi- 
mstral.ve a favore di contraenti o di interessati, sotto il riflesso, o meglio sotto 
.1 pregiudizio perniciosissimo, che trattandosi di opere di beneficenza sia lecito 
essere un pò generosi con tutti. 

Chi amministra un'Opera pia deve mantenersi invece sempre cauto e guar- 
dingo contro tutti quegl' insistenti, che non mancano mai, i quali mirano unica- 
mente al loro particolare interesse. Esso pensi e si domandi sempre, prima di 
deliberare, se la sua decisione sarà veramente utile e vantaggiosa all'Opera pia 
e, p.u che ali approvazione legale, se verrà ben giudicata dall'immensa maggio- 
ranza del popolo fra cui stanno i veri padroni ed aventi diritto, che non si agi- 
tano e non reclamano ogni volta, ma che osservano, meditano e biasimano se- 
veramente se si spende od amministra male; e nel cui giudizio sta la verità 
La qual cosa è tanto più da raccomandarsi, in quanto che certe concessioni e 
compiacenze agli amici, ai parenti, ai tormentatori, che si dovrebbero riservare 
sul patrimonio privato, si usano fare talvolta più facilmente coi mezzi del pub- 
blico; e accade pure, fatte s'intende le debite eccezioni, che quanto l'uomo è 
ordinariamente rigido e severo nel dare il suo, altrettanto è facile e largo nel 
maneggio delle pubbliche ricchezze. 

Dal che il doppio danno dell'avarizia in privalo, e della malversazione delle 
sostanze del pubblico! 

4 1 . - Non si potrebbe mai abbastanza raccomandare che nelle pubbliche 
aziende, e specialmente in quelle delle Opere pie, le amministrazioni procedano 
ovunque con avvedutezza e severità. 

Ma per avere amministratori, che si possano efficacemente interessare del 
buon andamento delle istituzioni di beneficenza, si dovrebbe forse bandire 
Il concetto della gratuità di tale ufficio ed abbandonare il sistema delle ammi- 
ntstra^wnt collegiali gratuite, le quali generalmente, anche con tutto il buon 
volere, non possono rispondere appieno a tale intento. Chi su quest'argomento 
scrisse un incisivo e sapiente opuscolo fu il rag. Giuseppe Gallarati di Milano (') 
.1 quale nei suoi Pensieri sopra i consigli e la tutela delle Opere pie con strin- 
gente e vibrata dimostrazione, posto in evidenza che le amministrazioni colle- 
giali gratuite non avevano in generale fatto buona prova nel Piemonte e nella 
Lombardia nel lungo periodo dal 1859 ad oggi, (sotto l'impero delle leggi sulle 
Opere pie del i859 e del 1862), ne ricerca le ragioni del fallito esperimento dalle 
seguenti cause: . l'attuale soverchio numero d'impieghi gratuiti che nelle rap- 

(i) Vedi Gallarati, citato opuscolo. 



47 

« presenlanze di maggiore o uguale importanza assorbe le migliori intelligenze — 
« il campo ristretto in cui gli amministratori vengon scelti per esclusivismo di 
« partito — il vizioso organamento delle amministrazioni collegiali — la poca 
« o nessuna pratica di affari che in generale predomina nei consigli quali si 
fl possono costituire — la deplorevole tendenza dei consigli ad un improvvido 
« accentramento delle funzioni tutte, anche delle direttive, le quali il legislatore 
« stesso riconobbe più efficace fossero esercitate da un solo. 

« Osserviamo infatti che, massime nelle grandi città, ove esistono i più im- 
c portanti istituti di beneficenza, i consigli comunali non sanno dove rivolgersi, 
« quando devono provvedere a nomine o sostituzioni dei consiglieri delle Opere 
« pie. I due rami del parlamento, i consigli provinciali, i consigli comunali, le 
« innumerevoli commissioni speciali addette a queste locali rappresentanze, i 
« consigli degli istituti d'istruzione pubblica, degl'istituti industriali, degl'istituti 
« di credito e di previdenza e di altri corpi morali hanno ormai occupato gli 
« uomini che per scienza e pratica amministrativa, e per largo censo possono 
« dedicarsi gratuitamente, seriamente ed utilmente alle gestioni pubbliche. 

« La gratuità nelle amministrazioni è germana della irresponsabilità, ed è 
« poi madre dell'arbitrio, per cui i metodi di amministrare, anche nelle prin- 
« cipali Opere pie volgono alla peggio ». 

E qui continua il chiaro ragioniere capo degl' istituti ospitalieri di Milano 
a fare un quadro degl'inconvenienti spesso derivanti dalle amministrazioni gra- 
tuite, per concludere sulla necessità di convertire gli attuali consigli d'ammini- 
strazione delle Opere pie o le congregazioni di carità in consigli di vigilanza, 
e facendo dirigere essenzialmente le amministrazioni stesse da direttori od am- 
ministratori stipendiati e responsabili. 

Riportiamo anche sul proposito dei consigli di amministrazione l' illuminato 
e severo giudizio che ne dà l' illustre prof. Verga senatore del regno : 

« Tutti comprendono come uno stabilimento possa essere più facilmente ben 
« governato per opera d' un individuo di provata capacità, vincolato a continuo, 
« regolare e zelante servizio dai medesimi suoi interessi. — Un collegio è im- 
« personale e perciò essenzialmente irresponsabile. I suoi membri sono per lo 
« più mal disposti a lavori tediosi e faticosi; s'irritano delle appuntature; in- 
« clinano alle larghezze ed ai favori, che loro fruttano lodi, simpatie e popola- 
« rità; né si fanno troppo scrupolo di portare incagli e indugi negli affari colle 
« loro negligenze, che rimangono sempre impunite. 

« Da qui l'imprevidenza negli atti, lo smarrimento dei diritti, gli arbitri, la 
« confusione, il dissesto. Se fra questi amministratori improvvisati hawi alcuno 
• singolarmente adatto ed operoso egli potrà intraprendere molte riforme, ma 
« il primo giorno che si vede contrariato nei suoi disegni si dimetterà lasciando 
«. tutto a rifare » (*). 

(l) Intorno all'Ospitale maggiore di Milano, - Cenni storici del prof. Andrea Verga, pag. 148. 
- Milano, Rechiedei, 1871. 



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48 

A questa giustissima e necessaria soluzione, per rendere unitaria, energica, 
efficace e responsabile l'amministrazione delle Opere pie non si opponevano le 
leggi anteriori del 1859 e del i862 (la prima che ammetteva di affidare T am- 
ministrazione delle Opere pie anche a direzioni ed individui istituiti dalle ta- 
vole di fondazione e dai regolamenti in vigore; e la seconda che alle parole 
direzioni ed individui sostituiva all'articolo 4 quelle di direzioni collegiali o 
singolari). Ma più esplicita e chiara la nuova legge che impera, sebbene all'ar- 
ticolo 4 non abbia conservato che la parola direzioni, ha però manifestamente 
ammesso coU'articolo 32 n. 5 che a capo delle istituzioni di beneficenza pos- 
sano trovarsi uno o più amministratori stipendiati, ed avendo determinato in 
vari punti la responsabilità assoluta degli amministratori, ha anche estesa in 
quest' articolo la responsabilità slessa agi' impiegati capi d' ufficio, designati dallo 
statuto, laddove manchino siffatti amministratori stipendiati. 

Sarà adunque da consigliarsi e raccomandarsi nell'interesse del buon anda- 
mento delle Opere pie e dove l'importanza del pio istituto lo consenta, che i 
consigli d' amministrazione, valendosi del permesso della legge sieno assistiti e 
rilevati nella loro responsabilità da uno o più direttori o capi di servizio sti- 
pendiati e responsabili, colle necessarie cauzioni. 

4Q. — Per la sicura e garantita percezione delle entrate, come per il con- 
veniente e giustificato pagamento delle spese occorre generalmente premettere 
l'osservanza di norme e formalità estrinseche determinate dalla legge riguar- 
danti la regolarità dei contralti e le opportune cautele. 

L'articolo 26 dell'attuale legge sulle Opere pie stabilisce che 'le alienazioni 
locazioni ed altri simili contratti, e gli appalti delle cose ed opere per un va- 
lore complessivo di oltre 500 lire si fanno, sotto pena di nullità, all'asta pub- 
bhca colle forme stabilite per i contratti e per le opere dello Stato («). 

La giunta provinciale amministrativa può consentire la licitazione o tratta- 
tiva privata. 

L'obbligo di procedere per via di appalto, a norma dell'articolo di legge 
surriferito, comprende anche le provviste occorrenti ai bisogni periodici o gior- 
nalieri, secondo l'articolo 55 del regolamento amministrativo. 

Però per evidente utilità, la giunta provinciale può autorizzare annualmente 
le provviste suddette presso società cooperative; e in caso di necessità, può 
anche autorizzare temporaneamente il servizio in economia. 

Lo stesso regolamento stabilisce poi all'articolo 57 le seguenti norme per 
l'esecuzione del surriferito articolo 26 della legge: 

t.° Quando si tratti di spese continuative, l'ammontare del contratto si 
desume dalla ragione composta del prezzo e della durata di esso. 



(i) Pel procedimanto per -1' incanti, e per le licitazioni e trattative private, vedi il regolamento 
generale di contabilità dello Stato, approvato con regio decreto 1 maggio 1885, n. 3074, tit II can III 
articoli 73 al 101. ' ' *^' ' 



49 

2.0 Le opere, le forniture, i lavori di eguale natura debbono formare og- 
getto di un unico appalto, esclusa ogni artificiale separazione. Quando per ef- 
fetto di tale separazione l'ammontare complessivo degli appalti che vengono 
disgiunti sia superiore a lire 500, essa deve essere preventivamente consentita 
dalla giunta provinciale. 

Se eccezionalmente l'amministrazione di un istituto di beneficenza volesse 
ottenere dalla autorità tutoria la facoltà di procedere per licitazione o trattativa 
privata, deve, a sensi dell'articolo 59 di detto regolamento, dimostrarne il bi- 
sogno, la convenienza e la opportunità. L'autorità tutoria provvede con deci- 
sione motivata. 

Pure per eccezione, stabilita dairorlicolo 56, l'affitto delle case, nei luoghi 
dove non suole darsi in appalto, può venire autorizzato dall'autorità tutoria, in 
via di massima, col procedimento della trattativa privala, stabilendo la misura 
minima della pigione per la quale può essere stipulato l'affitto. 

Nell'articolo 58 poi sono contenute altre norme relative ai contralti per forniture 
lavori, nei quali non si può pattuire l'obbligo di anticipazioni o di pagamenti 
in acconto che non sieno in ragione della prestazione eseguila o della materia 
fornita. Sono eccettuati i contratti con case o stabilimenti commerciali od indu- 
striali di notoria solidità, i quali non abbiano usanza di assumere l'incarico di 
lavori o provviste senza l'anticipazione di parte del prezzo. Non possono stipu- 
larsi interessi o provvigioni di banca a fornitori o intraprenditori sulle somme 
di danaro che fossero obbligali ad anticipare per l'esecuzione dei contratti. 

Detto articolo stabilisce pure che le spese di asta e di stipulazione di con- 
tratto, compreso il registro, salvo il patto contrario che dev'essere autorizzato 
dalla giunta amministrativa, sono a carico dell'appaltatore. 

L'efficacia legale de' contratti, pe' quali è prescritta l'approvazione tutoria, è 
stabilito infine dall'articolo 60, che s'intende subordinala all'approvazione me- 
desima. I capitolali d'appalto dovranno per conseguenza contenere la clausola 
che, finché non sono approvali, non vincolano V istituzione nel cui interesse sono 
stipolati, ma hanno frattanto effetto giuridico rispetto all'altra parte contraente. 
Per non lasciare però illimitatamente questo vincolo della parte, potrà aggiun- 
gersi al capitolato, per consenso di detto articolo, che laddove l'approvazione 
non intervenga entro un determinato tempo, anche 1' altro contraente debba ri- 
tenersi liberato. 

L'articolo 61 in ultimo dispone che qualora il contratto sia illegalmente 
deliberato e stipulato e se ne chieda la risoluzione nel caso previsto dall' arti- 
colo 17 della legge, e riguardi lavori, forniture e simili, in pendenza delle de- 
cisioni del tribunale, le amministrazioni interessate possono provvedere, senza 
formalità d' incanto, agli acquisti o somministrazioni che formarono oggetto del 
contratto impugnato e che non ammettono dilazione. Il quale articolo 17 della 
^gge, oltre allo stabilire delle penalità pecuniarie, decadenza d' ufficio, ecc. 
contro quegli amministratori che sieno concorsi direttamente od indiretta- 
mente a contratti di compra, vendita, locazione, ecc. verso l' istituzione da loro 



^•«^ 



■11*3! 



50 

slessi amministrala, dà a questa il diritto anche alla risoluzione del relativo 
contralto. 

* 

43. — Per la regolarità dei contratti sarà anche opportuno di far coincidere 
le scadenze relative a riscossioni di rendite o pagamenti di spese coi periodi 
naturali dell'anno solare, in modo che le competenze, che per essi contratti 
derivano, vengano a maturarsi in relazione all'esercizio normale dal 1° gennaio 
al 31 decembre. 

É di molto pratica utilità, apportando regolarità, chiarezza e semplicità nel- 
l'amministrazione e nella contabilità, siffatto riordinamento di scadenze nelle 
transazioni che hanno luogo coi terzi, riferibilmente alle rendite e spese del- 
l'istituzione, procurando cioè che le rale trimestrali, semestrali od annuali che 
si ha diritto od obbligo di corrispondere cadano respettivamente in coincidenza 
coi trimestri o semestri regolari dell' anno. E così nello stipolare contratti di 
affitto di fondi stabili, d'interessi di crediti aitivi o mutui passivi, di rette e si- 
mili si dovrà aver cura che le rale convenule a Irimeslri od a semestri antici- 
pali posticipati vengano respettivamente a maturarsi od a scadere il 31 marzo, 
30 giugno, 30 settembre e 31 decembre. Poiché accade diversamente che por- 
zioni di corrisposte d'affitto, d'interessi e simili, in causa di scadenze irrego- 
lari, si portino nei conti di un anno, mentre si riferiscono in parte all'anno an- 
teriore o successivo, lo che altera evidentemente la integrità della competenza 
annuale, e può anche essere cagione di peggiori inconvenienti. 

Ad esempio, un affitto slipolato con decorrenza dal lo marzo, a rate di cor- 
risposte semestrali anticipate, porta la conseguenza di riscuotere nell'anno stesso 
i due semestri scadenti il 1° marzo detto e 1° settembre successivo, l' ultimo 
dei quali però andrà a maturarsi alla fine di febbraio dell'anno prossimo, in 
guisa che nella competenza dell'esercizio decorso vengono indebitamente com- 
presi due mesi appartenenti all'esercizio successivo. 

La retta di un ricoverato a pagamento, entrato nell'istituto il 1° decembre, 
coir obbligo di corrisponderla a rate semestrali anticipate, verrebbe riscossa pel 
1° semestre a tutto maggio dell'anno venturo, e per tal modo, sebbene si esi- 
gano cinque mesi di retta che spetterebbero al nuovo anno, non si fa general- 
mente questa distinzione e si imputa tutto il semestre di retta riscossa nelle 
competenze dell'anno cadente. 

Un terzo esempio, considerando il caso di scadenza posticipata, si può 
ideare con un contratto di credito ipotecario stipolalo in data 1° agosto i cui 
frutti debbano air Opera pia pagarsi a semestri posticipati. La scadenza del 
primo semestre avverrà il 1^ di febbraio dell'anno successivo, e quindi nulla 
figurerà di frutti pei primi 5 mesi nell'esercizio in cui il credito ebbe origine, 
ed all'incontro questi figureranno in più, mercè un nuovo impiego, nell'ultimo 
anno d'estinzione. 

Havvi bensì un noto espediente contabile per rimediare ai suddetti incon- 
venienti e riportare le competenze a quello che effettivamente e razionalmente 



51 

devon'essere, che consiste, nei due primi casi di scadenze anticipate, nello stor- 
nare dal conto rendite la rata riferibile al nuovo esercizio, portandola invece fra 
le partite di girOy in entrata, come riscossione fatta per conto del venturo eser- 
cizio, e creando in uscita un corrispondente residuo passivo, o debito verso il 
nuovo esercizio stesso; e nel terzo caso surriferito^ di scadenza posticipata, 
completando il conto rendite coli' iscrivervi quale residuo attivo la rata di frutti 
da esigere pei 5 mesi dal l» agosto a tutto decembre dell'anno volgente. Ma 
siffatto rimedio, del resto logico e razionale, seguito anche dal Riva (') e dallo 
Schrotl ('), ed inevitabile in taluni casi in cui non può 1' amministrazione creare 
diversamente o variare le condizioni del contratto, arreca, come facilmente si 
comprende, complicazioni ed oscurità non poche nelle scritture e nelle risultanze 
dei conti, creando una quantità di giri di partile e di residui attivi e passivi 
poco chiari e persuasivi, che annualmente si debbono ripetere, fin quando du- 
rano le condizioni dell'alto o contralto da* cui derivano. 

E perciò a raccomandarsi vivamente che, per raggiungere l'intento suddetto 
colla massima semplicità e chiarezza, si predispongano, per quanto è possibile, 
sin da quando si concludono e compilano simili contratti di locazione, di crediti 
fruttiferi, di rette, ecc., le necessarie convenzioni per far sì che le scadenze delle 
periodiche corrisposte coincidano, come sopra si disse, coi regolari periodi del- 
l'anno solare, e per tal modo verranno naturalmente a maturarsi e realizzarsi 
in ogni anno le competenze proprie ed effettive che gli spettano. Che qualora la 
decorrenza di taluno d'essi contralti non potesse coincidere coi periodi naturali 
dell'anno e portasse necessariamente a far scadere le respeltive rate fuori di 
tali periodi regolari, si dovrebbe nel contralto stipolare la clausola, che la prima 
rata deve eccezionalmente comprendere quel maggiore o minor tempo necessa- 
rio a farla coincidere col più prossimo e corrispondente di tali periodi naturali 
dell'anno stesso, salvo a riportare poi l'ultimo periodo in relazione alla decor- 
renza primitiva del contralto, laddove occorra, come, in particolar modo, nei 
fitti di fondi rustici ed urbani, secondo gli usi locali, mentre gli altri contratti 
di frutti, rette, ecc. si possono sempre riportare e finire ad epoche regolari 
coiranno. E cosi che si riesce, meglio che col giro di scritture surriferito, ad otte- 
nere la esatta competenza dell'anno nelle rendite, e si rende la contabilità piana 
e spedita, perchè non può credersi quanto ciò faciliti e risparmi tempo e dia 
chiarezza in tutte le registrazioni nelle partile e nella redazione dei ruoli, bi- 
lanci, rendiconti, ecc. 

Da tutte le premesse dimostrazioni riesce evidente l'utilità e r opportunità 
della disposizione contenuta nel regolamento di conlabilità che esaminiamo, al- 
1 articolo 26 capoverso, nei seguenti termini : 



(M Riva — opere pie, più volte citato, pag. 663. 

(*) Schrott — Trattato di ragioneria — Traduzione Sperotti — Novara, 1S83, pag. 130. 

Questi dice che, per essere precisi nelle competenze, conviene procederea siffatto regolamento di 
scadenze ; ma se si deve ottenere con questo lungo e periodico lavoro contabile, egli pure trova più 
opportuno di prescindervi. 




52 

« L'amminislpazione dovrà capare che la scadenza delle entrate ordinarie 
come fitti, interessi, rette di ricoverati e simili coincidano coi periodi dell'anno 
solare, ma quanto ai fitti dei fondi urbani e rustici potrà attenersi alle con- 
suetudini locali ». 

4^. - Quanto sì è dello rapporto alle entrate giova ugualmente di osser- 
vare per le spese, nelle quali è non meno necessario di verificare che esse si 
riferiscano effettivamente all'esercizio in cui si registrano e che non si confon- 
dano mai le spese di un anno con quelle di un altro. 

Anche per questo il regolamento di conlabilità prescrive all'articolo 52 che 
prima d. rilasciare un mandato di pogamenlo, oltre ad essere, principalmente! 
verificata e giustificata la causa legale della spesa e liquidato il conto, si debba 
fare 1 imputazione della spesa nel relativo capitolo del bilancio alla competenza 
dell esercizio, o separatamente ai residui, e vieta col successivo articolo di con- 
fondere in niun modo il conto dei residui con quello della competenza, di maniera 
che nessuna spesa relativa a quelli può essere imputata a questa, o viceversa. 

Ma accade alle volle, quando sono esauriti i fondi disponibili, che o per 
malintesa regolarità di bilancio, o per tentare di sottrarsi alle conseguenti re- 
sponsabilità, .1 tenga in sospeso la liquidazione ed il pagamento di spese fatte 
nell anno corrente per pagarle coi fondi del bilancio futuro. La quel cosa è as- 
solutamente irregolare e pericolosa e quindi inammissibile. 

Se il bilancio non consente di fare altre spese, bisogna bensì astenersene, 
ma, fatte che sono, le spese stesse devono essere comprese ed apparire nelle 
competenze dell'anno a cui sono relative. Non diremo che non è lecito all' am- 
ministratore d, oggi di nascondere spese da lui stesso ordinate, per tramandarne 
Il pagamento a quando l'amministrazione può essere anche cambiala, ma os- 
serveremo che con quel sistema si altererebbe la verità dei falli e dei risultati 
amministrativi, e che si aprirebbe la via ad inconvenienti ed abusi, perchè uno 
stesso conto di spesa, quando la sua data non ha più valore, potrebbe essere 
presentato duplicatamente in più esercizi. 

415. - Un'altra utilissima norma da aversi presente per controllo delle 
spese sta nell'esigere che i conti delle provviste di generi, biancheria, mobili, ecc 
nonché 1 conti dei lavori eseguiti a manutenzione di stabili e mobili, abbiano 
sempre la ricevuta della provvista, od il visto di esecuzione del lavoro, del di- 
rettore, o magazziniere od impiegato, che ha verificato o preso in consegna l'og- 
getto mobile, o nel cui stabilimento è stato eseguilo il lavoro; e ciò, oltre la 
liquidazione del maestro di casa od economo generale, dell'ingegnere od assi- 
stente ai lavori slessi, secondo il caso. Per tal modo il concorso legittimo ed 
obbligatorio di due diversi addetti all'amministrazione garantisce meglio in ogni 
caso la sincerità della spesa e l'interesse dell'amministrazione stessa. 

Quando trattasi poi di provviste di mobili nuovi, biancheria, ecc. si richieda 
che siavi inoltre nel conto la dichiarazione del respettivo consegnatario di aver 



53 

ricevuto tale provvista e di averla iscritta nell'inventario analogo, al numero 
d'ordine respettivo, come abbiamo già accennato al n. 20 del primo capitolo, se- 
condo le prescrizioni del regolamento di contabilità articoli 8 e 10 (capoversi) 
e giusta le speciali norme che ogni amministrazione dovrà fissare nel proprio 
regolamento interno prescritto dal secondo capoverso di detto articolo 8. 

Si avverta pure che le spese di restauri, bonifici, ecc. sieno sempre fatte 
dagli agenti propri dell'amministrazione, non mai dai conduttori dei relativi fondi, 
come talvolta si usa, credendo di poter risparmiare maggiori spese di amministra- 
zione, poiché effettivamente l'amministrazione pagherà più e sarà peggio servita, 
per l'evidente opposizione di interessi che esiste fra il conduttore ed il locatore.' 



Articolo IL 



NORME SPECIALI PER ALCUNE RENDITE 



46. A/Jitti degl'immobili - motivi delle eccezioni alla regola delVaffìtto. 

47. Prodotti di poderi condotti in economia. 

48. Altri prodotti in natura. 

49. Rette dei ricoverati a pagamento. 



l. — Il prodotto degli immobili dà sovente il maggior contingente alle 
risorse ordiparie delle istituzioni di beneficenza. La legge vuole che di regola 
gl'immobili sieno dati in affitto, e, riferendoci naturalmente ai fondi rustici, que- 
sto è tale un concetto di savia amministrazione che non ha bisogno di essere 
a lungo dimostrato, in quanto sono troppo evidenti i vantaggi per l'Opera pia, 
di poter fare sicuro assegnamento, per far fronte ai suoi impegni che non am- 
mettono remora, sopra rendile certe, riscuotibili a determinate scadenze, e di 
poter eliminare d'altro canto i facili abusi, cui danno orndinariamente luogo sif- 
falle gestioni di fondi- in economia, sempre pericolose, ma molto più per gli enti 
morali, dove manca il proprietario che possa personalmente ed efficacemente 
sorvegliarli. Che se anche gli amministratori vi si dedicassero coli' impegno che 
sarebbe necessario, ciò li distoglierebbe improvvidamente dalle cure più" utili e 
loro proprie nell'avveduto esercizio della beneficenza. 

Infatti l'articolo 27 della legge dice: 

« I beni immobili delle istituzioni pubbliche dì beneficenza devono di regola 
essere dati in affilio colle forme fissate dal regolamento. 

« Pei beni rustici devesi aver riguardo, secondo la natura della coltivazione, 
alle consuetudini locali «. 

Per comprender bene il significato del secondo alinea che nel primitivo prò- 




54 

getto di legge (articolo 24) non esisteva affatto, bisogna riandare alla discussione 
che ebbe luogo alla Camera dei deputati nella tornata 4 decembre 1889. 
L'onorevole Luigi Ferrari in detta seduta osservò quanto appresso: 
« Dico la verità, mi sembra un poco troppo rigido, un poco troppo assoluto 
il principio dell'affitto. Molte volle il criterio amministrativo può essere subor- 
dinato a delle quistioni d'indole agronomica ed anche d'indole sociale. Per esempio 
là dove vige il contratto di mezzadria la regola dell'affitto può essere dannosa 
alla conservazione del patrimonio. E sotto l'aspetto sociale parimenti, dove vige 
il contratto di mezzadria, e anche dove vige il contratto misto come in Lom- 
bardia, l'introduzione di un intermediario, nei rapporti fra il capitalista e il 
lavoratore, può essere fonte d'inasprimento e di peggioramento nelle condizioni 
economiche dei contadini, a meno che l'affitto non sia dato direttamente al 
contadino ». 

Ed il relatore onorevole Liichini notava, che essendovi nell'articolo in di- 
scussione l'espressione di regola, non si escludeva V eccezione. 

« Quindi, per eccezione potrà ammettersi la mezzadria, benché io, soggiun- 
geva, non consiglierei mai alle istituzioni di beneficenza di dare i loro beni a 
mezzadria, giacché questa forma di contratto esige una continua vigilanza da 
parte del proprietario. In ogni modo la possibilità della mezzadria non é esclusa, 
come non è esclusa quella del contratto di enfiteusi, che può riuscire utilissimo 
dove vi sono dei beni incolti, e che ha fatto la prosperità della Toscana » (*). 

In seguito ai quali schiarimenti non avendo insistito l'onorevole Ferrari 
nell'emendamento, l'articolo fu votato nello stesso modo com'era proposto dal 
ministero; senonchè l'ufficio centrale del Senato, nel suo progetto presentato 
nella tornata 23 decembre 1889, vi portava esplicitamente la suddetta aggiunta : 
« pei beni rustici devesi avere riguardo, secondo la natura della .coltivazione, 
alle consuetudini locali », spiegandola nella relazione con queste parole : 
« Che i beni immobili debbono essere, di regola, dati in affitto é savio pre- 
cetto di buona amministrazione. Ma é d'uopo tener conto delle esigenze di par- 
ticolari coltivazioni e delle consuetudini locali che talora possono imporre diverso 
sistema. É chiaro però che trattasi di eccezione, della quale dovrà essere dimo- 
strala la necessità; e che nell'esame dei bilanci l'autorità tutoria avrà mezzo 
di sorvegliare, perché non degeneri in abuso » (*). 

Il regolamento amministrativo negli articoli 52 e 53 esplica ancora siffatto 
precetto dell'articolo 27 della legge, aggiungendo inoltre, il primo, che i beni 
immobili sono di regola dati in affilio mediante annuo determinato correspettivo 
in denaro; escludendo in tal modo, sembra, le corrisposte in natura, pure in 
determinali casi usitate e convenienti (come negli affitti dei molini a grano, ecc.) 
e che possono essere anche utili per gli istituti-convitti, nei limiti del loro con- 



fi) Vedi pa;?. Ii9 — Atti parlamentari — Camera dei deputati — Discussioni, voi. I. 
(2j Senato del Regno, 4» sessione lS89-yO — Atti interni, voi. I, pag. ti. 



55 

sumo dei respetlivi generi corrisposti. Ed il secondo di essi articoli, esplicando 
l'anzidetta eccezione alla regola dell'affitto, dichiara: 

« Nei luoghi in cui siano in uso forme speciali di coltivazione dei fondi ru- 
stici e speciali rapporti fra proprietario e coltivatore (mezzadria, colonia, sistema 
misto, soccida, enfiteusi), l'autorità tutoria potrà regolarne la concessione secondo 
le consuetudini locali, pel maggior vantaggio della istituzione proprietaria, sen- 
tita l'amministrazione interessata ». 

In seguito l'articolo 54 détta le norme generali che di regola devono essere 
pattuite nei contralti di locazione come appresso: 

« Art. 54. Di regola, nei contratti di locazione si pattuisce espressamente: 
che il conduttore rinunzia a qualunque riduzione di fitto per tutti i casi fortuiti 
previsti ed imprevisti a norma delle leggi civili vigenti; che lo stabile si con- 
cede in locazione nello stato in che trovasi, senza che le servitù continue o di- 
scontinue, apparenti o no, possano dar luogo a risarcimento di danni. Si aggiun- 
gono inoltre le garanzie necessarie, consentile dalle consuetudini locali, per 
assicurare la buona conservazione dello stabile, l'integrità delle scorte, il pun- 
tuale pagamento del fitto, l'adempimento integrale delle condizioni pattuite ». 

A garantire meglio il puntuale pagamento del fitto di cui sopra, gioverà 
eziandio fissare nei contratti l'obbligo ai conduttori di corrispondere il frutto di 
mora ad un saggio determinato sulle corrisposte di affilio non pagate alla sca- 
denza respetti va. 

L'articolo 56 del regolamento stesso si riferisce specialmente alle case, deter- 
minando (come abbiamo già visto parlando degli appalti) che « nei luoghi, dove 
non sia nelle abitudini l'affitto delle case per appalto, l'autorità tutoria può dare, 
in via di massima, l'autorizzazione di procedere a trattativa privata, stabilendo la 
misura minima della pigione per cui può essere slipolato l'affitto ». Però di 
questa facoltà dovrà sempre usarsi dalle amministrazioni di beneficenza colla 
maggior circospezione, stabilendo la base degli affitti colle più adatte cautele ed 
in base agli opportuni confronti coi fabbricati attigui, o posti in identiche condi- 
zioni, pel maggior interesse possibile dell' istituzione. 

Delle norme relative ai contratti di locazione d'immobili, da seguire all'asta 
pubblica quando superino le 500 lire secondo il precetto dell'articolo 26 della 
legge, non torniamo qui a parlare riportandoci al n. 42, dove si è trattato in 
generale degl'incanti. 

Aggiungeremo soltanto che, secondo l'articolo 36 lettera d della legge, sono 
soggette all'approvazione della giunta amministrativa le locazioni e conduzioni 
per un termine maggiore di nove anni. 



— Le medesime molteplici ragioni che per un verso devono sconsi- 
gliare gli enti morali a tenere i poderi in amministrazione diretta, obbligano 
maggiormente per un altro le loro amministrazioni a raddoppiare le cure e le 
cautele nei casi eccezionali, in cui dovessero a quel parlilo appigliarsi. Né noi 
staremo qui ad enumerare i vari provvedimenti da adottarsi per il regolare 



'^^^^ 



56 



procedere d. siffalle aziende agricole, sia perchè più innanzi diamo all' uopo un 
esempio d, scritture speciali, con analoghe avvertenze, sia, e maggiormente 
perche le diverse condizioni e consuetudini locali possono differenti norme sugi 
gerire. Tuttavia non vogliamo pretermettere di raccomandare tre cose essenzia- 
lissime: I una, che per simili aziende siano sempre assunti fattori od agenti 
responsabili, di provata capacità ed illibatezza; l'altra, che sia organizzata una 
regolare contabilità; ed infine che, ove il prodotto netto non risulti dopo qualche 
anno adeguato e corrispondente al canone, che o prima si ricavava, o che sa- 
rebbe sperabile di ricavare dall'affitto, non si tardi ad abbandonare l'incerto ed 
eccezionale sistema della conduzione in economia, per riprendere quello più si- 
curo e normale dell'affitto. E nel calcolare il detto prodotto netto non bisogna 
dimenticare le probabili perdite sui crediti verso i coloni, gl'interessi sui capi- 
tal, delle scorte vive e morte, sull'ammontare dei bonifici, e sulle anticipazioni 
m generale, a cui le amministrazioni per simili aziende si trovano esposte 



». - Oltre poi la rendita dei beni eccezionalmente condotti in economia 
devono sempre tra i prodoiii in natura venire a figurare quei proventi, che 
sono riservati nei contratti di affitti all'Opera pia localrice, i quali ordinariamente 
consistono nell appendice od obblighi cotonici, nel prodotto di boschi, di legna 
d, piante deperite, di piantate novelle, vivai, fieno di argini e simili ; e Tutti 
questi prodotti riservati, anche se di poca importanza, bisogna aver cura che 
non vadano dispersi o non conteggiati, con tacile compensazioni che talvolta 
cuoprono delle concessioni arbitrarie, o dei piccoli abusi a prò degli addetti del- 
1 amministrazione. 

4Q. - Per le dozzine dei ricoverati negli ospedali, orfanotrofi ed altri 
ricoveri è opportuno nell'interesse delle rispettive amministrazioni di stabilire 
delle rette normali in base al vero e completo costo verificatosi in parecchi anni 
tenendo conto cioè non solamente delle spese di consumo individuale, ma anche 
di tutte le spese interne, come pigione e manutenzione del locale, assegni al 
personale interno, consumo di mobilia ed altre diverse interne, nonché di una 
quota adeguala delle spese generali di amministrazione esterna. Ciò è necessario 
per far pagare ai non poveri la retta in giusta misura, senza nessun danno dei 
veri poveri, che hanno unicamente diritto al ricovero gratuito. Una retta bassa 
o inferiore al costo vero ed integrale dei ricoverati, mentre richiamerebbe mag- 
gior numero di ricoverati a pagamento, danneggerebbe quelli poveri in maggior 
misura. ^® 

Una volta, negli ospedali specialmente, erano ricoverati soltanto gl'indigenti • 
ma oggi è cessato ogni pregiudizio, e per le cresciute e dispendiose esigenze 
terapeutiche, che difficilmente si possono soddisfare nelle private abitazioni ve- 
diamo accorrervi persone di agiata condizione, anche richiamatevi dalla fama di 
distinti professori sanitari; onde è mestieri che l'interesse del luogo pio sia 
maggiormente garantito. Che se, per eccezionali e giustificale circostanze oc- 



57 
corresse talvolta accettare una retta minore della normale, questa verrà specialmente 
deliberata e modificata dall'amministrazione quando se ne presenterà il caso. 

Negli stabilimenti poi, dove sono frequenti le ammissioni di ricoverati a 
pagamento, dovrà disciplinarsi bene il servizio di comunicazione dell'entrata ed 
uscita di essi fra lo stabilimento e l'amministrazione centrale, al fine di garan- 
tire il pagamento delle rette e seguire esattamente il movimento dei ricoverati stessi. 



Articolo III. 



NORME SPECIALI A VARIE SPESE 



Imposte. 

50. Imposte sui terreni e sui fabbricati. 

51. Imposta di ricchezza mobile^ anche a carico degV impiegati. 

52. Tassa di mano morta. 

SO. — Uno degli oneri patrimoniali comune e dei più gravi per le isti- 
tuzioni di beneficenza, le quali una volta godevano invece di privilegi e di tasse 
a loro favore, è certamente quello delle pubbliche imposte, onde è necessario 
conoscere almeno le norme ad ognuna d'esse proprie e verificarne esattamente 
l'applicazione, affinchè tal'onere non venga indebitamente aggravato per effetto 
di erronee o false imputazioni all'ente amministrato. 

I principali tributi diretti, che le Opere pie corrispondono, colpiscono i loro 
terreni, fabbricati, redditi mobiliari e la mano morta. 

Per le tasse sui terreni e fabbricati occorrerà tenere in esatta evidenza in 
appositi prontuari l'elenco sommario degli stabili di proprietà dell'ente, con in- 
dicazione dell'estimo o reddito imponibile, e dell'aliquota annualmente fissata 
dall'erario, dalla provincia e dal comune, col relativo importo dovuto. Sarà op- 
portuno servirsi di questi stessi prontuari per annotarvi le quote bimestralmente 
pagate nell'anno, a riscontro della somma annuale dovuta. In essi dovranno ese- 
guirsi accuratamente le variazioni in aumento o diminuzione avvenute durante 
ogni esercizio, per verificare l'esatta liquidazione della tassa competente e pro- 
cedere, nel caso di errori o di omissioni commesse dall'agenzia delle imposte, 
ai necessari reclami, nei modi e termini di legge, ed ottenere le opportune ret- 
tificazioni e gli sgravi conseguenti. 

»1. — Anche per la tassa di ricchezza mobile converrà tenere speciale 




58 

prontuario, classificando i redditi propri da quelli per conto cT altri, dei quali 
per legge si ha diritto alla rivalsa, come sugli stipenjlì degl'impiegati, sui red- 
diti colonici, ecc. 

Nel conto della tassa mobile a carico degli impiegati, che presenta nelle 
ammmislrazioni importanti il maggior movimento, in conseguenza di nuove no- 
rame, aumento o cessazione di onorari, non è possibile di ottenere facilmente 
che quanto si paga all'erario corrisponda perfettamente alle ritenute effettuate 
nella misura legale sugli stipendi. Né sarebbe possibile di ottenere nemmeno 
una tale coincidenza mediante parziali denuncie di rettificazione nel corso del- 
ranno per ogni caso di variazione suddetta, le quali comunque creerebbero nu- 
merose e fastidiose complicazioni e agli uffici delle imposte e all'amministrazione 
interessala. 

Parrebbe pertanto che dovess'essere consentito, ed anzi dal governo favorito, 
un sistema più complesso ed esatto, corrispondente perfettamente anche allo' 
scopo fiscale, nel senso, di fare al principio d'anno una denuncia generale degli 
stipendi in via preventiva od approssimativa, da aver effetto nel ruolo principale 
delle imposte dell'anno slesso, salvo a procedere ad anno compiuto ad una sola 
e complessiva denuncia di rettificazione e liquidazione dimostrativa ed individuale 
della tassa effettivamente dovuta e trattenuta agl'impiegati per tutto l'anno, 
saldandosi reciprocamente la finale differenza annuale all'erario o dall'erario in 
ruolo suppletivo o mediante rimborso. 11 che sarà preferibile avvenga general- 
mente mediante un supplemento di tassa da pagarsi in saldo all'erario, de- 
nunciando cioè, pel ruolo principale, una cifra piuttosto al disotto del total'e im- 
porto presuntivo degli stipendi, per evitare le maggiori e più lunghe pratiche 
occorrenti per avere dall'erario stesso il rimborso del di più che fosse slato 
allora pagato. E noi crediamo che tale sistema, il quale, se mira alla regolarità 
dell'amministrazione pia, raggiunge d'altra parte per l'erario l'intento che nes- 
suna quota di reddito sfugga all'imposta, non sia affatto in opposizione o con- 
traddizione allo spirito della legge sulla tassa mobile, e che perciò gli agenti 
delle imposte possano e debbano ritenersi autorizzali ad accogliere siffatto siste- 
ma di denuncia e liquidazione. 

Il prontuario suddetto per la tassa di ricchezza mobile dovrà comunque essere 
in guisa tale modellato, da dimostrare da un lato la esatta liquidazione della 
lassa dovuta e ritenuta per ciascun impiegalo, e dall'altro le somme pagate 
in conto ed in saldo all'erario. 

C5Q. — Per la lassa di mano morta, in fine, ci sembra non meno necessario 
di conoscerne la vera natura per apprezzarne la esatta applicazione, inquantochè 
l'esperienza ci ha addimostralo, in parecchi casi, che essa imposta non è sempre 
bene intesa e legalmente attribuita, sia dagli enti morali, che dagli offici del re- 
gistro. 

Si sa che la mano morta tiene luogo della tassa di successione che non 
pagano i corpi morali per loro natura indefettibili, e chiamati appunto per ciò 



59 

mani-morte. Dal qual concetto generale ne discende che sono soggetti alla tassa 
relativa soltanto quei redditi de' beni patrimoniali deW Opera pia, i quali sareb- 
bero colpiti dalla tassa di successione se fossero goduti da privati; e non lo 
sono invece tutti quegli altri redditi non patrimoniali, o speciali di essa, come 
sussidi e concorsi di altri enti, rette, prodotto di manifatture e simili. 

È bene di ricordare in proposito che nelle denunzie per la tassa di mano 
morta, oltreché le imposte e le spese di manutenzione degli stabili, sono ammessi 
in deduzione delle rendite anche gì' interessi e le annualità passive patrimoniali, 
di cui fossero gravate le istituzioni. 

§ 2.0 

Spese di amministrazione. 

53. Necessità di bene organizzare i servizi con pochi impiegati, ma buoni e 
bene retribuiti. 

54. Accuse di soverchio dispendio - provvedimenti della legge. 

55. Mancanza di criteri direttivi per fissare le spese di amministrazione, 

56. Proposte subordinate in proposito. 

S3. — Se le aziende privale, anche ricche, vogliono la maggiore economia 
nelle spese d* amministrazione, molto più debbono volerla le aziende degl' istituti 
pei poveri, sulle quali veglia costante e sospettoso 1' occhio del pubblico. 

La teoria economica delle industrie — ottenere il maggior prodotto colla mi- 
nore spesa possibile — é applicabile ovunque, e quindi anche all'amministra- 
zione economica. 

Le spese di amministrazione consistono principalmente negli stipendi agli 
impiegati. L'impiegato per sé stesso apparisce una pianta parassita, che nulla 
produce direttamente; però nel vivere sociale é necessario non meno del colti- 
vatore, deir operaio, dello scienziato. Nondimeno ai servizi degli uffici pubblici 
si deve provvedere col minor numero possibile d'impiegali. 

Ad ottener questo occorre una buona organizzazione dei servizi e la scelta 
d'impiegati idonei. L' una cosa é sempre collegata coli' altra. 

Quanti impiegati intelligenti, volonterosi, istruiti, che potrebbero prestare 
opera utilissima, restano svogliati e neghittosi, in presenza di ordinamenti vi- 
ziati, di istruzioni sconnesse, contraddittorie, di complicazioni inesplicabili, di 
controlli superflui, di disposizioni esautoranti, di mancanza di direzione? 

Questo pur troppo, almeno in molla parie, é il grande guaio dell'ammini- 
strazione pubblica nella nostra Italia, che si estende per riverbero naturale nelle 
amministrazioni secondarie. 

D'altro canto è pur vero che per ragioni talvolta politiche, talvolta di pa- 
rentela, od altre d' interesse particolare, si faccia posto negli uffici pubblici ad 
impiegati incapaci od inetti. 




»: 



fio 

Gli amministratori delle Opere pie, come quelli dei comuni e delle provincie 
sono a preferenza soggetti a raccomandazioni ed influenze locali, delle quali è 
necessario che si guardino con molto accorgimento nello interesse delle loro 
ammmistrazioni, che è interesse pubblico, vale a dire di tutti. 

Che.se gl'impiegati devon' esser pochi, essendo però necessario che sieno 
buoni e che lavorino seriamente, ne viene di conseguenza che debbano essere 
equamente retribuiti ; dovendosi anche riflettere che la vita dell' impiegato è ge- 
neralmente molto sedentaria e di sacrificio, e lutf altro che giovevole a conser- 
vargli lungamente quel supremo tesoro dell'uomo che è la buona salute a cui 
invece riescono utili le occupazioni manuali e tutte quelle che portano séco al- 
lività fisica e moto. 

^4. - Intanto il giornalismo da una parte e il governo dall'altra (qua- 
siche ,1 governo desse sinora l'esempio di provvida e poco costosa amministra- 
zione) sono andati gridando lungamente che le istituzioni di beneficenza spen- 
dono eccessivamente nella loro amministrazione. É vero che si è detto ciò di- 
pendere dall' essere rappresentata la parte maggiore del patrimonio delle Opere 
pie da beni immobili, nonché da altre complicazioni amministrative derivanti 
da un ammasso di passività, di legali e di prestazioni perpetue d'ogni natura 
che pesano sul patrimonio della beneficenza;" ma si è pur soggiunto che le am- 
mmistraz.oni delle Opere pie procedono con larghezza all'assunzione del per^o- 
sonale, alla nomina degi' impiegati, al conferimento delle pensioni 

E così la legge all'articolo 31, mentre per le piccole Opere pie ha disposto 
che non debba sostenersi alcuna spesa di personale, dando facoltà di valersi 
dell opera degl'impiegati del comune, ovvero degl'impiegati di altre istituzioni 
di beneficenza, per quelle più importanti ha prescritto che esse debbano stabi- 
ire la pianta organica del personale stipendiato, fissandone con speciale rei?o- 
lamento le attribuzioni ed i diritti, e sottoponendo le deliberazioni relative al- 
1 approvazione della giunla provinciale amministrativa (articolo 36 lettera /) 
Inoltre all'articolo 39 ha stabilito che le giunte provinciali amministrative, in 
occasione della revisione dei bilanci preventivi devono curare che le istituzioni 
pubbliche di beneficenza riducano al necessario le spese di amministrazione e 
d. personale. Si vede proprio che in qualche luogo, o in molti luoghi, è notevo- 
lissimo questo eccesso di spese, imperocché il legislatore ne è tanto preoccupato 
da- non essere nemmeno rimasto pago dei due articoli citati, che sono anche 
espressamente richiamati all'articolo 27 del regolamento di contabilità per le ««pese 
di amministrazione, avendo eziandio soggiunto all'articolo 45 della legge che 
qualora la giunta provinciale o le amministrazioni non ottemperino alla dispo- 
sizione del suddetto articolo 39, ossia a ridurre al necessario le spese di ammi- 
nistrazione e di personale, spetta al prefetto di fare al ministero le proposte 
che crederà necessarie. Le quali proposte infine si risolveranno, né più né 

meno, che a promuovere lo scioglimento dell'amministrazione, secondo l'articolo 
46 della legge stessa. 



61 
^^- — Intanto però, mentre così accanitamente si grida contro le spese 
d'amministrazione, e mentre si prescrive di porvi riparo, non si pensa poi a 
fissare in proposito alcun criterio direttivo. 

Noi comprendiamo la difficoltà di poter stabilire con norme uniformi le spese 
d'amministrazione e del personale, attesa la varietà delle istituzioni di benefi- 
cenza e le diverse esrgenze locali, in rapporto alle città grandi ed ai piccoli 
paesi. 

Inoltre, in quanto al personale, è pur da notarsi che esso va diviso in due 
categorie, in quello cioè, come direttori, medici, istitutori, infermieri, serventi, 
che sono addetti internamente agl'istituti, per l'esercizio diretto ed immediato 
della beneficenza, e quello, come segretari, contabili, cassieri, scrivani, ecc., 
i quali prestano spesso un servizio cumulativo, così per l'amministrazione pa- 
trimoniale come per l'erogazione della beneficenza. 

Né deve dimenticarsi che in molte amministrazioni si trovano anche inge- 
gneri, periti, agenti di campagna, ecc., quasi esclusivamente addetti alla sor- 
•veglianza ed alla conservazione e miglioramento dei beni patrimoniali. 

In mezzo a tanta varietà di condizioni e di attribuzioni, quale guida po- 
tranno avere gli amministratori e poi le giunte amministrative ed i prefetti per 
giudicare della giusta misura del numero e delle spese del personale? 

Noi crediamo che i lamenti siano rivolti in principal modo contro il perso- 
nale amministrativo e tecnico, dappoiché è ad esso che direttamente riguardano 
le disposizioni degli articoli 31, 39 e 45 della legge. 

Ma non per questo gli amministratori delle Opere pie devono arrestarsi a 
non esaminare se anche il personale interno degli stabilimenti sia o no ecces- 
sivo, se sia poco o troppo retribuito. La qual cosa crediamo tanto più neces- 
saria, inquantochè le moderne esigenze igieniche ed educative tendono progres- 
sivamente a portare negli ospedali, negli orfanotrofi, e negli altri convitti dei 
poveri, una montatura dispendiosissima, tanto rispetto al materiale trattamento, 
quanto rapporto al numero dei sanitari, degl'insegnanti, assistenti, ecc. 

SO. — Ma a poter determinare con giusto e coscienzioso giudizio la misura 
delle spese di amministrazione a noi pare che non possa in altra maniera pro- 
cedersi se non per via di confronto, prendendo norma dalle istituzioni che no- 
toriamente sono meglio governate. Al quale fine sarebbe desiderabile che il go- 
verno raccogliesse, a mezzo degli uffici dipendenti, le notizie necessarie, le quali 
notizie dovrebbero essere cercate analiticamente : 

l.« rispetto alla spesa di stipendi degli impiegati e salariali amministrativi 
con le seguenti distinzioni : 

a) impiegati di segreteria; 

h) impiegati di contabilità; 

e) impiegati di cassa ; 

d) impiegati tecnici e sorveglianti rurali. 







62 

2.0 Rispetto agr impiegati interni e separatamente per gli ospedali ed altre 
diverse specie d' istituzioni : 

a) direttori ed economi ; 

b) sanitari; 

e) maestri, istitutori; 

d) inservienti. , 

In tali spese dovrebbe comprendersi anche il villo e l'alloggio. 
Ma esse non avrebbero alcun significato, se non si mettessero in confronto 
alla importanza delle singole istituzioni. E tale importanza si farà presto nota 
• quando alle cifre delle spese suddette si accoppieranno quelle relative alla ren- 
dita ordinaria dell'Opera pia, nonché alla spesa complessiva di beneficenza, che 
1 Opera pia medesima suole in media annuale sostenere. In quanto alla rendita 
ordinaria, dovrebbe essere richiesta distintamente per la parte che proviene dai 
fondi rustici ed urbani, e per la parte derivante dagli altri capitali e proventi 
dell'Opera pia. 

Con tali cifre e con altre che fossero all'uopo più adatte si potranno fare - 
studi e confronti opportunissimi. E sebbene vari criteri possono aggirarsi in- 
torno a questi studi, a noi pare che il più rispondente dal lato pratico sia quello 
di commisurare : 

a) la spesa degl'impiegati amministrativi (esclusi gl'impiegati tecnici) 
sullo ammontare complessivo della rendita ordinaria annuale di qualunque specie^ 

bj la spesa degl'impiegati tecnici, e sorveglianti rurali, sull'importo della' 
rendita proveniente dai fondi rustici ed urbani; e 

e) la spesa degli assegni agl'impiegati interni, sull'ammontare della 
spesa complessiva di beneficenza. 

Stabilita in tal modo un'aliquota percentuale per le varie categorie di spesa 
SI avrebbe una norma utilissima e per le amministrazioni e per le giunte pro- 
vinciali, che tali spese debbono deliberare ed approvare. 

Noi facciamo voti che il governo voglia dettare all'uopo qualche utile norma- 
e da parte nostra, mentre non siamo in grado, per mancanza di opportuni con- 
fronti, di additarne alcuna riguardo alla spesa degl'impiegati interni, ossia di 
quelli direttamente addetti alla erogazione della beneficenza, possiamo dire pe- 
raltro che quella per gli stipendi degl' impiegali amministrativi e tecnici non do- 
vrebbe in generale essere superiore: 

pel servizio di segreteria a 1.30 per ^/^ \ 

id. di contabilità a 1.55 per 7, / della rendita lorda ordinaria 

id. di cassa a 0.65 per 7. ^ ^ , 

^ fo \ complessiva di ogni specie, 

In tutto 3.50 / 

e per gl'impiegati tecnici e sorveglianti rurali a 3.65 per 7, della rendita lorda 
dei fondi rustici ed urbani. 

Queste aliquote sono desunte dalla media delle spese che abbiamo potuto 



63 

conoscere di alcune importanti amministrazioni, ma le indichiamo con le mag- 
giori riserve; inquanlochè sia necessario non solo di estendere maggiormente 
le indagini, ma eziandio di tener conto delle varie condizioni e consuetudini lo- 
cali. E vogliamo ricordare alcune eccezioni che ci cadono in mente. Ad esempio, 
i monti di pietà ed i brefotrofi sono istituzioni che per i numerosi e complicati 
dettagli dei loro servizi amministrativi non possono paragonarsi alle altre^ e 
non si potrebbe perciò pretendere di applicare ad essi quelle aliquote di spesa, 
che noi abbiamo rilevato per ospedali, istituti educativi, elemosinieri, ecc. 

Come pure^ rispetto agli impiegati tecnici e sorveglianti rurali, l'aliquota 
suddetta vuole essere subordinata alla condizione che i fondi rustici siano dati 
in affitto, dappoiché se questi fossero condotti in economia, egli è certo che l'ali- 
quota stessa dovrebbe essere forse raddoppiata, come in tal caso occorre ezian- 
dio una maggiore spesa per la contabilità. 

Riconosciamo pertanto di essere stati troppo arditi ad indicare quelle cifre 
le quali non potranno essere che di norma assai relativa, e che andranno sog- 
gette a molte obbiezioni ed eccezioni. Nondimeno saremo lieti se con ciò avremo 
contribuito ad ottenere che l' ardua quistione sia largamente e profondamente 
studiata. 

Né si deve dimenticare che non solamente sugli stipendi degl'impiegati, ma 
altresì sui salari degl'inservienti e sulle spese d'ufficio si devono usare le mag- 
giori possibili economie. 

§ 3.0 
Spese di vitto. 

57. Controlli necessari. 

58. Riparto fra le varie classi di consumatori. 

sr. — Il mantenimento dei ricoverati é una delle categorie più rilevanti 
e dettagliate negl' istituti-convitti, onde va assai curato il servizio amministrativo 
e contabile che vi si riferisce, affinché proceda con tutta regolarità e sicurezza. 
I mezzi di controllo devon' essere semplicissimi, come gli speciali organismi 
del servizio, ma chiari e rispondenti. Le ordinazioni dei generi, sia che si fac- 
ciano in appalto, a norma delle disposizioni di legge precedentemente ricordate, 
sia che si facciano per provviste dirette, dovranno sempre risultare da buoni di 
richiesta rilasciali dal direttore dello stabilimento, o economo od altro incaricato, 
•quali buoni correderanno il conto che il fornitore periodicamente presenta al- 
l'amministrazione. 

Anche le minute spese o provviste di piazza, autorizzate dall' amministrazione 
smo a un dato limite, si potranno giustificare e controllare coli' unire le liste 
giornaliere dello spenditore in appoggio alla nota mensile che dal direttore od 
economo si presenta all'amministrazione pel relativo rimborso. 



64 




Mollo altro si potrebbe dire intorno air ordinamento di queslMraportante 
serv.z.0 del vitto e combustibile; si dovrebbe parlare delle tabelle dietetiche, delle 
ordmaz.on. ai fornitori, degli stati di consumo, ecc., ma si andrebbe troppo per 
le lunghe, e si ripeterebbero forse cose già abbastanza note. 

Ciò che però non sarà inutile è di accennare alla necessità ed al modo di 
desumere da questi conti le medie del costo dei ricoverati e più specialmente 
d indicare il metodo più semplice e razionale per la ripartizione delle spese di 
vitto fra le varie classi di consumatori. 



L - Comune com'è il desiderio di sapere quanto in un ospedale, orfa- 
notrofio od altro stabilimento costi il vitto di un malato, di un orfano o di altro 
ricoverato, lo che d'altronde è utilissimo per stabilire confronti che possono con- 
durre a migliorare l'andamento economico degli istituti, sembra opportuno che 
tale notizia risulti dai rendiconti annuali. A prima vista parrebbe facilissimo di 
averla, poiché conosciuta la spesa complessiva del vitto, ed il numero dei con- 
sumatori, una semplice divisione sembra dovesse dare il risultato. Ove si con- 
sideri però che i consumatori per ragione di età, o di malattia, o di classe 
ricevono un trattamento diverso tra loro, si comprende che non è più tanto fa' 
Cile di indicare quanta sia stata la spesa per ciascuno di essi. Presso qualche 
ospedale si pratica il faticoso sistema di fare tanti quadri diversi riepilogativi 
giorno per giorno, delle varie qualità e quantità dei generi, per quante sono le 
vane classi di consumatori : e così si viene distintamente a segnare il pane, il vino 
la carne e gli altri generi provvisti per i malati di 1-, 2-, 3- ... . dieta e per le per' 
sone di servizio, in maniera da riunire gli elementi necessari a determinare il con- 
sumo e quindi il costo delle varie classi. Ma dopo aver dato mano giornalmente 
a questi laboriosi riepiloghi non si raggiunge completamente lo scopo, inquan- 
lochè alcuni generi ed alcune spese, come il combustibile, i condimenti, gli er- 
baggi e simili, non hanno una base sicura per la ripartizione. E quindi doven- 
dosi necessariamente ricorrere a criteri non del tutto positivi per giungere al fine 
di questa ricerca, noi siamo di parere che possa interamente risparmiarsi il 
lavoro di dettaglio sopra enunciato, e che si possa in egual modo, e forse più 
razionalmente, conseguire l'intento, col mezzo semplicissimo di stabilire un rap- 
porto fisso tra l'una e l'altra classe di consumatori, desumendo questo rapporto 
dalla entità della rispettiva razione dei principali generi assegnata dal regola- 
mento dell'istituto (*). 



(1) Ad opportuno schiarimento del metodo di riparto suindicato valga V esempio che appresso: 



65 

suppongasi che in un manicomio abbiano diverso trattamento di vitto i dementi di la retta da 
quelU di 2-, e gli uni e gli altri dalle persone di servizio, e che questo diverso trattamento risulti dalla 
assegnazione giornaliera come appresso : 




Valutando questi generi ad un prezzo medio, si otterrà il seguente risultato: 



Pane di 1* qualità a cent. 50 il chil. 
» <• » » 40 » 

Vino » 40 il litro 

Carne L. 1.80 il chil. 

Minestra .... a cent. 60 » 
Uova » 6 l'uno 



L. 

» 
» 



CO «- 



Totale costo individuale . . . L. 1 



» 
» 
» 
» 
» 
» 



25 

» 

24 
45 
06 
12 



I ^ 

9 « 



12 



» 
» 



» 

20 

20 

36 

06 

06 






0^ 



co 



88 



» 
» 



» 
23 
16 
27 

06 

» 



72 



Queste cifre Anali si prendono quale base di rapporto del costo del vitto tra l'una e l'altra classe 
di consumatori, e così si stabilisce che se un demente di U retta costa 112, un demente di 2» deve aver 
costato 88, ed una persona di servizio 72; e ridotte tali cifre ai minimi termini si ha in rapporto eguale: 

per il demente di 1» retta 14 

» » 2a » 11 

per la persona di servizio 9 

Fissato questo rapporto e conosciuta la somma della spesa annuale complessiva di vitto, verifica- 
tasi per esempio in lire 42,315, nonché il numero medio delle varie specie di consumatori (suppongansi 
dementi di U retta, 65 di 2a, e 10 persone di servizio), per trovare il costo individuale resta evidente 
»a seguente soluzione: 

Chiamando x la spewi di vitto per un demente di prima retta, si' ha in ji- a; la spesa per un de- 
mente di 2a retta, ed in — a? quella per una persona di servizio. 
Quindi l'equazione: 

40 a? + 65 Zìa x\ +10 fi. ar) = L. 42,315 

la quale, moltiplicati i suoi termini per 14, si trasforma nella equivalente: 

560j7+7l5a?-i-90a7 = 592,410 e per conseguenza; 
502,410 



X = 



1,365 



-, ossia a L. 434. 



u 



t 



66 



conosciuto co,-, che il costo annuale del vitto di un demente di 1. retta é risultato di lire 4M, 



«a egualmenle.^prende„do-;;;- di quesU cifra, che 1. spesa di un demente di ». é stata di lire 3«, e 

prendendone - si trovano per una persona di servizio lire 279; e la esattezza dell' operazione reità 
provata dal seguente riepilogo: 



Dementi di la retta N. iO a L. 43i 

» 2a » » 65 » 3il 

Persone di servizio » 10 » 279 



L. 17,360 
» 22,165 
» 2,790 



Torna la spesa complessiva in L. 42,315 



67 



CAPITOLO TERZO 
DEL BILANCIO PREVENTIVO 



CONSIDERAZIONI GENERALI 



••»•— 



M 



59. Definùione. - // bilancio dece comprendere anche il movimento dei capitali 
ed altri fatti permutatici. 

60. Molti di questi si possono e si decono precedere, e talcolta influiscono 
anche nei risultati economici. 



- A raggiungere i fini supremi che abbiamo superiormente accennato 
d. conservare cioè nella sua integrità il patrimonio, di procurare che le rendite 
non vadano disperse, e che le spese siano su quelle commisurate, la legge sa- 
viamente prescrive che le amministrazioni pubbliche di beneficenza debbano 
formare ogni anno j7 bilancio preventivo (articolo 20). 

Per quanto varie possano essere le interpetrazioni date, dai tempi più re- 
moti fino all'epoca del nostro risorgimento nazionale, alla parola bilancio, egli 
è certo che noi non siamo autorizzati a dare ad essa altro significato, se non 
quello che deriva dalle leggi e dalle consuetudini dei tempi moderni. Onde, se 
prendiamo ad esaminare le disposizioni che regolano la contabilità dello Stato 
quella delle provinole e dei comuni, troviamo che il bilancio di previsione è quel- 
I atto, mediante il quale il potere deliberativo prevede le entrate e le uscite che 
possono verificarsi durante un dato anno, ed in pari tempo autorizza il potere 
esecutivo ad effettuare le dette entrate ed uscite. 

Il congresso nazionale dei ragionieri italiani tenuto a Firenze nel 1881 oc- 
cupandosi della contabilità di Stato, ebbe a dichiarare . che nel bilancio devonsi 

• distinguere colla maggiore possibile evidenza le entrate e le uscite che segnano 

• vere rendite e vere spese, dalle altre la cui effettuazione non vale ad aggiun- 

• gere o a scemare la ricchezza dello Stato, ma soltanto a determinare mutamenti 

• di opposta natura e di pari grandezza in alcuni elementi aitivi e passivi del 

• suo patrimonio, e le quali perciò accennano a meri mocimenti di capitali . 

t Io stesso congresso dichiarò inoltre che il bilancio di previsione ha da 
servire ad un tempo di guida e di freno al potere esecutivo; la quale parola 






68 

freno parve impropria al prof. Tonzig, il quale disse: . il freno mi pare che 
s.a quello ce si usa coi cavalli „ e proponeva di dire invece: pT 'le'^ 
potere esecuuco entro i limiti delle somme stanziate. AI che rispose il presi- 

tsctr:rTr:;''"'v'^"''"-^ ""'"'■ • "^ ^^^"^ ^ vent^d ^ ilr ; 

mascherarla 1 bilanc, d, previsione si approvano per limitare le facoltà del- 

pia . b.Ianc. d, prev.s.one sono un limite, un freno alla sue altribuzionf . 
E adunque generalmente inteso che i bilanci abbiano il doppio scopo di 

le faco Uà de ammm.slratore. La previsione, sebbene sia una parola di un si- 
gn Acato molto lato, potrebbe per avventura intendersi limitai ad anaLza e 

feU>ve che concorrono ad aumentare o diminuire la sostanza patrimoniale con- 
. erata complessivamente. Ma quando si aggiunge che col bilancio danno 
al amm,n,stratore le facoltà, le autorizzazioni, si segnano i limiti delle s e allrt 
bu .on,, può ma. credersi con tutto questo che l'amministratore stesso atb a 
soltanto un vmcolo per le rendite e le spese, e che sia libero di fare d disfa 
come megho gì. aggrada, i crediti, i debiti, i depositi, le scorte e gì ImZ'. 
menti del patrimonio? * ® 

Nelle Slesse generiche espressioni di entrata e di uscita, che si usano nei 
b-lanc. sono ev.dentemente comprese non solamente le rendite e le sp se effel 

ve. n^a ez.and.o . crediti ed i debiti scaduti, le anticipazioni, i rimbo.^ ed og 
altra operazione permutativa di valori che nell'anno stesso dovesse o si potess 
venficare. Il fatto poi che i bilanci dello Stato, delle provincie e de" comun 
abb accano g.à, così le vere rendite e le vere spese, come il movimenTode 
cap.tal>, e gì. stessi precedenti regolamenti sulle Opere pie dell 8 ago ToSeo e 
del 2. novembre 1862. che appunto prescrivevano' di portare nei' bnct^l 
movimento d.cap.tali danno piena ragione a ritenere che la nuova legge d 
1. lugl.0 1890 nuli' altro per la materia del bilancio abbia voluto intendere se 
non quanto era precedentemente prescritto, e già in uso presso le pubbl eh" 

p;e ( ). Dappo.chè se alcuna di esse Opere pie, disobbedendo alle già vigent 
d>spos.zK>n., ha potuto da queste, non sappiamo quanto legittimamente ed utM 
n^nte, d.scostars. fino ad oggi, ci6 costituisce una eccezione, anzi una v o azio 
che non pu6 dar diritto ad interpe.rare diversamente le disposizioni della legge ' 

OO. - Né deve dirsi che il movimento dei capitali ed altre operazioni permu- 

r°" Tn "° ''"^''""' "^' '"^"•='°' '='"' ^' "''' f"™»- -'-•'he mese innanzi 
al principio dell anno, „è che non abbiano importanza, attesa la loro eguaglia":^ 



69 
nell'entrata e nell'uscita, imperocché, se è vero che per massima generale il 
movimento dei capitali si deve pareggiare, ciò non toglie che eccezionalmente 
possa sussistervi uno sbilancio, il quale si avrebbe appunto, o nel caso che fosse 
deliberato d. destinare una qualche parte di rendita ad aumento del patrimonio 
ovvero quando per straordinaria e giustificala contingenza fosse malaugurata- 
mente indispensabile di attaccare il patrimonio stesso, per far fronte a qualche 
spesa urgentissima, cui non si potesse assolutamente provvedere con le risorse 
ordinane o straordinarie della istituzione. In quanto poi alle partite permutative 
precarie, o di giro, per quanto in esse il pareggio sia una vera caratteristica 
nondimeno è da riflettere che non sempre ciò che si anticipa, o direttamente ad 
una persona, o per conto di un terzo, viene completamente rimborsato, non 
sempre le provviste che si fanno per i magazzini e per le industrie riescono 
utili: onde anche queste medesime partite, o tosto o tardi, possono influire nei 
risultati economici. 

E nelle amministrazioni specialmente cospicue molte e rilevanti possono 
essere coleste partite presumibili di movimento di capitali e partite di «irò Ad 
esempio, i crediti che vanno a scadere nell'anno, massime se dipendenti da 
contralti di mutuo con annuale ammortamento, le estinzioni od affrancazioni 
deliberate di passivila patrimoniali, l'aumento di scorte rurali in occasione di 
rinnovazione d. affitti o di ripresa di poderi in economia, le autorizzazioni per 
grandi provviste di generi di consumo, anche per altri istituti consorziati, le 
anticipazion. necessarie per le agenzie rurali, per l'economato, per le farmacie 
e per le industrie di lavori; tulle queste occorrenze e tante altre sono prevedi- 
lHl.ss.me. e non si devono obliare nella formazione del bilancio preventivo, per- 

tljTTvf '''?'"'°'? "*" '''° dispensano ulteriormente dal promuovere 
special, deliberazioni od autorizzazioni, che sono sempre necessarie; poiché lo 
r.petiamo, n.uno vorrà ritenere che esse restino senza alcun limile, e che siano 
compleumenle lasciate all'arbitrio dell'amministratore o degli agenti subalterni. 
Tuttavia s. deve ammettere che il bilancio tutto non possa prevedere, e che 

elleT .? '^T^ ""'"'' '""'''""'= "^«^ •='*' «'^'^«^^ ""<=•'« »e"« previsione 
delle rendite e delle spese, e quindi non fa meraviglia che avvenga, e forse in 

maggior misura, nelle partite del movimento dei capitali ed in altre permutative 
td una volta ammesso, come non cade in dubbio, che queste ultime partite, an- 
dando di mano m mano a prevedersi nel corso dell'anno, non possano avere 
sirn! '' "°". '""'° P''«°«''"'« «<« ^Pecia'i deliberazioni, egli è evidente che que- 

ztzion r. i r"°" ""''' "°" """^ "''" ""«■•'«■•' «<* «"^' pi" «°'enni autoriz- 
«zmni date dal potere deliberativo in addizione al primitivo bilancio, ée\ quale 

n con^guenza vengono per ogni effetto ad essere una parte o meglio un' appen- 
dice esaenzialissima, come in seguito vedremo. 



anche 



* ' ^ ^""^ ^^ operazioni di cassa di qualunnue natnr* ««-^„^^.,a «..„ 



da. principio di c,„est. secolo furono «mpreVn uir^LT:;;;;;»""'"'"" ""'""' """"""^ """ 



70 



il 




Articolo I. 
AVANZO (0 DISAVANZO) DEGLI ANNI PRECEDENTI 



61 . // cero avanzo (o disavanzo) non si conosce quando si fa il bilancio 

63. Esempio e norme per la ricerea di detto avanzo. 

Ol. _ Intanto, dovendosi comprendere nel bilancio tutto quanto ootr* n 
dovr avere movi.„ento nell'anno, a cui il bilancio é relativo. ^TresCan 
pnma d. ogn. altro quei crediti e quei debili finanziari, che dipendono da movi 

t logico mfatt, che, pnma d. pensare a riscuotere, per esempio una ren 
d.ta, od a curare il rimborso di un'anticipazione dell'anno corZte si ali 
cura d. effettuare la riscossione di una rendita arretrata od un ri^rs" ma^ 

dTa;: trrx":''.'': "^ ""^-^'^^ "^' '^'"'"•='° "-" debiti « ^r^i e « 

d.t. arreirat , che ogg.d, hanno assunto comunemente il nome di residui attivi 

prmcp.o dell anno, ali evidente scopo che non manchi il tempo necessario ner- 
ch possa essere con la necessaria ponderazione discusso, deliberato ed appro- 
vato, e soprattutto perchè non arrivi il nuovo anno senza che sia desilta a" 

erTn'"rn:r„;;:tt t,,'^^^ ^^«-"^^ •=°^' --- '- in^possibiiSi Lì' 

vere m bilancio nell atto della sua prima formazione, i veri residui attivi e 
passivi che risulteranno alla chiusura dei conti 

Di fronte a questa impossibilità lo Stato forma il suo bilancio in due epoche 
facendo cioè, qualche mese prima che cominci l'esercizio, il illi 1 S 

fliZV •' '""■' '''" ^"^'""" ' •■«^"'"'' '•' *''-.orf.MV.„o dove Tre! 
sidui stessi SI aggiungono. 

Tere pi arTj ''" ,' P'"^' ^^™""'' ^ ^"-^' maggiormente per moltissim 
Upere pie, sarebbe quella una complicazione raramente giustificata e da evitarsi 
complicazione tanto pia grande in quanto, oltre alla necessità di convocarn^^^^ 



. 71 

volte, pel bilancio, i corpi deliberanti, egualmente due volle si dovrebbe il bilancio 
stesso inviare per l'approvazione all'autorità tutoria. 

Onde è stato ritenuto che i suddetti residui attivi e passivi, senza bisogno 
di speciale successiva deliberazione, vadano, tostochò sono accertati alla chiu- 
sura dei conti, a far parte di pieno diritto del bilancio dell'anno immediatamente 
successivo, restando virtualmente confermate all'amministrazione le autorizza- 
zioni per procedere allo adempimento di quei residui, autorizzazioni che, come 
si vede, non restano mai interrotte, perchè prima si aveano nel bilancio prece- 
dente, ed alla chiusura dei conti vengono ad aggiungersi nel bilancio suc- 
cessivo. 

Ma se con ciò resta provveduto in riguardo alle autorizzazioni o facoltà 
dell'amministrazione, non può dirsi altrettanto quando la iscrizione dei residui 
voglia riguardarsi in rapporto agli effetti economici che produce. Invero se non 
si tenesse alcun conto nell'atto della formazione del bilancio di questi residui, 
che in sostanza rappresentano l'avanzo o disavanzo di rendita degli anni pre- 
cedenti, come dimostreremo al capitolo IV, n. 89, si verrebbe a sottrarre dal 
bilancio stesso un dato, che sovente può essere della massima importanza per 
regolare le spese dell'anno successivo. 

^^- — Secondo i regolamenti e le norme precedenti si soleva portare l'a- 
vanzo o disavanzo risultante dal conto di un anno nel bilancio di due anni dopo; 
ma ciò costituiva una irregolarità ed un inconveniente, perchè nell' anno di mezzo, 
quantunque si sapesse che vi fosse, supponiamo, un forte disavanzo da appianare, 
si proseguiva a spendere improvvidamente, ma legalmente, dovendosi aspettare 
l'anno futuro per provvedere al disavanzo. Senza dire che nel detto anno di 
mezzo, amministrandosi naturalmente i residui dell'anno avanti, si vedeva che 
alcuni non corrispondevano alla realtà ed anche si annullavano; ma ciò non 
ostante si doveva aspettare un altro anno prima che questi annullamanti portassero 
influenza negli effetti economici dei bilanci preventivi. 

Questo sistema poco razionale è andato di mano in mano modificandosi nel 
senso di iscrivere nel bilancio, non già i veri residui, che quando si fa il bi- 
lancio non si conoscono, ma una somma approssimativa che rappresenti il ri- 
sultato presunto di questi residui, ossia l'avanzo o disavanzo che si può presu- 
mere che l'esercizio in corso sarà per lasciare alla sua chiusura. Ed il 
regolamento generale di contabilità all'articolo 18 dispone: « L'avanzo o disa- 
vanzo (degli esercizi precedenti da iscriversi in bilancio) si desume dal risultato 
del consuntivo precedente, colle variazioni dericanti dal risultato presumibile 

Tilt 

deU esercizio in corso ». In questa guisa, non tenendosi inceppato l'avanzo o 
disavanzo accertato nell'ultimo conto, per trasportarlo integralmente, come prima 
SI faceva, nel bilancio di due anni dopo, si ha il vantaggio di potere anche su- 
i»to, o al più tardi nel bilancio prossimo, tener conto di quelle modificazioni a 
CUI l'avanzo stesso può essere andato soggetto. E cosi la previdenza diventa, 
come dev'essere, sollecita ed efficace. 



-, 



fi 



I 



72 

sono'Lelir'chéT"'" "T"'"' " '''*'"°'* ^'^ *=''''"•« «^''^ «'^''''""o "-ova.o 
sono quelle che 1 onorevole senatore conte Carabrav lìianv «Kh» • 

nel citato congresso nazionale dei ragionieri d"l li, 'Lt ' fr"""'"'*' 

sta, che fu approvata di iscrivere i^l „ ' ^°^'««n° ^ella propo- 

corso. EkU dUse- . Lu ? ° ^'at-an^o prwun/o dell'anno in 

so. tgi. disse. . Nella proposta nostra non c'è detto che si facciano i H„« 

lanci successivi questa previsione, e allora questo dispensa dal fare due volle il 
. bilancio. Ora voleva dire che questo era il sistema che era in pena attuta 
. n tutti .comuni della Toscana avanti il 1859, e andava benissim da molU 

esemtif 7iS.?"'""'^"! '"°'^' '"''"^"°' «P'^^heremo meglio questo concetto con un 
Tanno S„T' VTir^' """"^"'° *" dover fare il bilancio preventivo 

resercizioTsoi tL '• "'" " "'"'""'''' '=''' ^' P'-««"™« «"à Per lasciare 

rendiconto 1890, oltreché fino da un anno prima avevamo il preventivo 1891 
Poniamo che questo rendiconto e questo preventivo siansi chius' Ile segufnt'i 



Rendiconto 1890 chiuso nel febbraio 1891. 

^"'■'«'« L. go'óoò 

^^'"' 85,000 



Residui 
10,000 

9,000 



Avanzo accertalo del 1890. L. 5,000 1,000 

Preventioo 1891 fatto nel settembre 1890. 

Entrata-avanzo presunto del 1890 L. 2 000 
Entrate previste pel 1891 . . » lOl'oOO 



Totale 
100,000 

94,000 

r- 

6,000 



Uscita prevista pel 1891 



L. 103,000 
• 103,000 



Pareggio L. > > 



73 

Ora, per ricercare presuntivamente quale avanzo sarà per lasciare l'anno 
1891, da iscriversi nel bilancio 1892, bisogna esaminare se per deliberazioni re- 
golarmente prese, o per fatti legittimi, abbiano o no avuto luogo modificazioni 
nei residui del 1890, e nelle entrale ed uscite previste di competenza del 1891. 

Se non si conoscono modificazioni, egli è evidente doversi presumere che 
l'esercizio 1891 alla sua chiusura presenterà un avanzo di lire 4,000, inquanto- 
chè 11 bilancio preventivo 1891 fu aperto con un avanzo presunto pel 1890 di 
lire 2,000, laddove il rendiconto 1890 si chiuse invece con lire 6.000. E le dette 
lire 4,000, sarebbero in questo caso la somma da iscriversi nel bilancio 1892 a 
titolo di avanzo presunto dell'anno 1891. 

Che se modificazioni ci sono stale, bisogna naturalmente tenerne conto 
Così, se dei residui attivi del 1890 in lire 10,000 fosse venuto a risultare, dopo 
sperimentati tutti gli atti necessari, che una parte in lire 4,500 è assolutamente 
inesigibile, ne deriverebbe che l'avanzo vero del 1890 da lire 6,000 si ridurrebbe 
a sole lire 1,500, e l'esercizio 1891 che ne aspettava invece 2,000, andrebbe a 
finire con un disavanzo di lire 500, ed in questo caso il bilancio 1892 aprirebbe 
1 uscita con un disavanzo presunto dell'anno precedente di lire 500. 

Viceversa i residui passivi dell'esercizio 1890 risultati dal rendiconto in 
ire 9,000 potrebbero prima del settembre 1891 essere slati rettificali e ridotti a 
lire 8,000, ed ecco un utile di lire 1,000 che verrebbe ad accrescere l'avanzo 
reale del 1890 elevandolo a lire 7,000, in maniera che, essendone state valutate 
sul bilancio 1891 sole lire 2,000, porterebbero ad accrescere fino a lire 5 000 
1 avanzo sperabile dal rendiconto 1891, e che si cerca per iscriverlo in via di 
presunzione nel bilancio del 1892. 

Ma le modificazioni, oltreché sui residui del 1890, potrebbero a settembre 
essere state deliberate e conosciute anche sulle cifre iscritte nel bilancio 1891 
della entrata e dell'uscita di competenza dell'anno medesimo. Di queste parle- 
remo più avanti (n. 81 all' 85), bastando qui di accennare che esse pure vanno 
tenute a calcolo, quando si ricerca l'avanzo presumibile per la fine dell'anno in 
corso, da iscriversi sul bilancio dell' anno successivo. 

Questo modo di ricercare siffatto avanzo sembra logico e tale da condurre 
molo vicino alla verità, togliendo lo sconcio, l'intralcio, l'oscurità, e talvolta 
«I danno che derivava dall' iscrivervi fondi di avanzo o disavanzo, o peggio 
ancora 1 singoli residui attivi e passivi accertati ad un anno di distanza dal- 
esercizio di cui si faceva la previsione, e suscettibili perciò nel frattempo di 
molle variazioni. Né l' essere quella cifra di avanzo ricercala in via preventiva 
d.sdice al carattere appunto di previsione, onde tutto il bilancio è informalo 
stimiamo solamente opportuno di fare una raccomandazione, ed é che nel cal- 
colare la cifra medesima si mettano in disparte le partite dubbie come se non 
fossero esigibili, all'effetto di non far conto su ciò che é incerto. Vi sono al- 
cuni che non vorrebbero vedere affatto nei bilanci preventivi gli avanzi degli 
anni precedenti, lo che non ci sembra ragionevole, ma sarebbe più irragione- 
oie e pericoloso di impinguarli con partite di incerta realizzazione. 



74 



Articolo II. 






t'HB! 



DEI TRE TITOLI IN CUI È DIVISO IL BILANCIO 



§1.0 

Titolo primo - Entrate e spese eflfettive, 

04. Devono essere nere rendite e vere spese. 

C5. Prima classificazione in ordinarie e straordinarie 

ZToU. '"'"''^"'"'"'' '■" P-^-i^^oniali e non patrimoniali, e pianta dei 

''■ TaLT'^''''""' '"' regolamento, inopportuna, per le spese di ammini- 

69. Conclusione. 

04, - Dopo aver segnato in bilancio l'avanzo o disavanzo dell' eserci^in 
p ecedente s, passa ad iscrivervi le entrate e le spese effettic ulZl 
d.hgenza s> deve avere nel compilare questa parie del preventivo iaJo più 
ohe le d,spos,z.oni regolamentari precedenti, i modelli e fé istruzioni date nel 
passato avev^no su ci6 recata la più grande confusione, amalgam ndo I sid„ 
competenze d. rendite o spese, capitali, rimborsi, ecc ' 

,, . ."' ,!"'"° ,'" "">"° P^--^ riconosciuti dagli studiosi e dai pratici i dannosi 
effetf d, quelle disposizioni, si sono andate facendo strada in proposi o le ide 
P.u razionai, ,„ maniera che generalmente oggi s'intende come " i bil ne 
d bbano essere , scritte separatamente, sotto i titoli di .„/r«/« e di *nere/S"r 

orte':: Itti titoT'""" rr''' ^ -"" *^^-- ^-' «' ^^^^'^^z 

portare in detti titoli, non solo l'avanzo o disavanzo degli anni precedenti di 

:;: i';';: rror"""' '"- ^"^"^'° ' -""«"' '^ - '^'p-'"-' ^^^^^^ 

Vedremo '"'°"""' '''" '•««P«"'-"«"'« «eparala nel bilancio, come 

i..,^?'- ~ ^"" '" '■'"'"" ^ P"" '" 'P"'* «f^«"'^e poi. ""« prima ed impor- 

«at sirrTarTeTen '""' '" "''''""''' '='°* * «"-.rf,„„.e! per diWaTe 
quale sia la parte delle competenze dell'annata che ha carattere ordinario sta- 
bile, he SI riproduce normalmente ogni anno, distintamente da quant'a It^ 1 

rrdTiirresT'or""^"' :'' "°" ' -""^ ^"'^'-«■•- ^^^ pa-'-e-oVeii v - 

e delle spese ordinane soltanto si acquista un giusto criterio per giudicare 



75 
dell'andamento normale della amministrazione, ed ogni tranquillità per l'avve- 
nire dovrebbe perdersi se si vedesse che le spese ordinarie fossero maggiori 
delle risorse parimenti ordinarie o periodiche. Ma bisogna andar cauti nel "de- 
terminare quali siano veramente spese ordinarie, e quali straordinarie, dappoi- 
ché giustamente osserva il prof. Michele Riva (') . un grosso restauro, una 
. nuova piantagione o sistemazione agricola, una rifornitura anche parziale del 
. mobiliare domestico, che per chi possiede una sola casa, un podere, una mo- 
. desta sostanza, possono essere oggetti di spesa molto straordinaria, sarà 
. invece ordinarissima per chi possiede cento case, cento poderi, una fortuna 
. colossale. Spese siffatte varieranno benissimo di anno in anno in quantità. 
. Ciò. più che dal bisogno, tante volte può dipendere dal volerle o meno in- 
. contrare; ma per un'azienda rilevante i titoli non mancheranno mai, e sa- 
. ranno cosi necessari, continuativi, inevitabili, da far riflettere se non sia uno 
. sbaglio economico gravissimo il collocare siffatte spese nel novero delle 
. straordinarie. Questo per dire che nel concetto di distinzione delle spese in 
. ordinane e straordinarie e' è poco o nulla di assoluto. Tutto è relativo al- 
• l'importanza economica dell'azienda che le deve incontrare ». 

OO. _ Un' altra speciale distinzione, propria in particolar modo delle 
istituzioni di beneficenza, è quella pure interessantissima per cui si suddividono 
le rendite e le spese, tanto ordinarie che straordinarie, nel senso di conoscere 
se esse hanno attinenza al patrimonio dell'Opera pia, ovvero al solo esercizio 
della beneficenza; se cioè tali rendite e spese derivano dall'amministrazione 
del patrimonio, o se si hanno semplicemente redditi speciali e spese proprie della 
pia istituzione. Siffatto concetto di separazione mira al principale scopo di ve- 
dere quale rendita netta, in confronto al capitale fruttifero, si ritragga dal pa- 
trimonio, e quanta rendita cosi sia disponibile per la erogazione della beneficenza 
daloquesto talune volle indispensabile, quando alle spese della beneficenza concor- 
rano governo, provincie. comuni od altri enti. Esso concetto, che del resto è ..ià 
attuato dalle amministrazioni più importanti e meglio disciplinale, ha trovato 
posto nell'articolo 20 del nuovo regolamento di contabilità, ma non è stalo troppo 
chiaramente esplicato nei capitoli indicali sul modello di bilancio preventivo 

Riproduciamo il detto articolo 20 ed i capitoli delle entrale e spese effettive 
risultanti dal modello di bilancio. 

Articolo 20. . Le entrale e le spese effettive si ripartiscono in ordinarie 
e straordinarie. 

. Sono ordinarie le entrate e le spese che hanno carattere permanente e so- 
gliono riprodursi ogni anno; sono straordinarie tutte le altre. 

«Fra le entrale ordinarie, non possono essere annoverati i sussidi e le obla- 
zioni di mera liberalità, se non quando sono garantiti da una azione creditoria. 

(') .M. Riva _ Opere pie ed Mllutt pubblici minori - gii. citato - pag. lOS. 







76 



carattere di sta- 



ovvero, tenuto conio della carità pubblica, hanno altrimenti 

. Si nelle spese ordinarie che nelle straordinarie si distinguono quelle dioen 
t::.t:r: " ^^^"°"« '^'"---^^' "-« '^^ a..inistrfzione T'il 



beneficenza » 



Titolo primo dell' ENTRATA - Entrate effettive. 
Sezione prima — Entrate ordinarie. 
Capit. 1. Fitti di fondi rustici. 

2. Prodotti in natura di fondi rustici (oltre gli affitti) 

3. Fitti dei fabbricati. 

4. Rendite dei fondi pubblici. 

5. Interessi di crediti, canoni ed altre annualità uttive perpetue. 
b. Concorsi a titolo corrispettivo. 

7. Rette di ricoverati. 

8. Sussidi ed oblazioni periodiche 

9. Prodotto di manifatture interne. 
10. Entrate diverse ordinarie. 

Sezione seconda - Entrate straordinarie. 

Capit. 11. Taglio straordinario di boschi. 

l lì wi " K." • '"'"'"'' '"'■"^" '' •"'"^^-^^ erogazione. 
» là. bussidi, oblazioni eventuali. 

» 14. Entrate straordinarie diverse non patrimoniali. 

Titolo primo dell' USCITA - Spese effettive. 
Sezione prima — Spese ordinarie. 
Capit. 1. Imposte e sovrimposte. 
. 2. Manutenzione di fondi slabili e di mobili inerenti ai medesimi. 

3. Interessi pass.v, canoni, legati ed altre annualità passive perpetue 

4. Pensioni vitalizie. ^ ^ 

5. Assegni al personale d'amministrazione esterno. 

6. Spese diverse ordinarie patrimoniali. 

7. Fitto e manutenzione di locali ad uso dell'istituzione 
beXn::^^^^^""^ ^"^^'^^ '-' ^amministrazione e l'esercizio della 

9. Spese di vitto e combustibile. 

10. Vestiario e manutenzione del mobilio e della biancheria. 

11. Medicinali e presidi chirurgici. 

12. Mantenimento degli esposti. 

13. Sussidi per l'istruzione e posti di studi. 



Capit. 14. Sussidi dotali. 
• 15. Sussidi e soccorsi diversi. 
» 16. Spese diverse ordinarie di beneficenza. 



Sezione seconda — Spese straordinarie. 

17. Lavori straordinari pei fondi stabili. 

18. Spese straordinarie diverse relative al patrimonio. 

19. Spese straordinarie diverse relative all'amministrazione. 

20. Lavori e provviste straordinarie per la beneficenza. 

21. Spese diverse straordinarie relative alla beneficenza. 



77 






La d.stmzione dei redditi e delle spese patrimoniali dai redditi e dalle spese 
di beneficenza è così importante, anche sotto l'aspetto di determinare il costo 
e le dozzine dei ricoverati, che meritava, come già accennammo, di essere più 
nettamente dehneata nei suddetti capitoli, sebbene, osservando attentamente si 
avverte che l'agglomeramento dei capitoli è più apparente che reale, essendoché 
nell entrata . capitoli 1 al 5 della sezione prima, e 11 della sezione seconda sono 
attinenti ai redditi patrimoniali, e gli altri no; mentre nella uscita sono patri- 
moniali I capitoli 1 al 6 della sezione prima, e 17 al 19 della sezione seconda 
e gli altri sono relativi alla beneficenza. 

or. - Ma, secondo noi, una causa che viene veramente a confondere tale 
necessaria distinzione è di aver prescritto per l'uscita, col suddetto articolo 20 
e col capitolo 19, una terza classificazione per le spese di amministrazione, 
quasiché queste non fossero già o patrimoniali o di beneficenza, a seconda 
che al patrimonio od alla beneficenza siano relative. Evidentemente la ra- 
gione che ha consigliata tale ulteriore distinzione per le spese di amministra- 
zmne, più che nella diversa loro natura, sta nel fatto che esse si pagano col- 
ettivaraente, come è reclamato dalla necessità, perchè gli stipendi degl'impiegati 
le spese d'ufficio ed altre simili non si possono volta per volta dividere fra le 
spese di amministrazione patrimoniale e tra le spese di amministrazione della 
beneficenza, ed è necessario di ripartirle complessivamente. Ma tale riparto 
che nelle aziende importanti e bene ordinale dovrà sempre farsi, potrebbe 
essere nello stesso bilancio additato e previsto in base ai criteri che fossero 
stabiliti, o da istruzioni generali, o particolari della stessa amministrazione la- 
sciando nella prima sezione dell' uscita al capitolo 5 la quota inerente al patri- 
monio ed iscrivendo al capitolo 8, o ad altro da aggiungere, la quota attribui- 
«e al servizio della beneficenza; e cosi per la sezione seconda, non valendosi 
aei sovra citato generico capitolo 19, distribuendo fra i capitoli 18 e 20, le spese 
straordinarie secondochè si riferiscano al patrimonio od alla beneficenza. 

o,M ■ ''T^' °''^ "^^ ®®'"'""'' '"'«'•«ssante di osservare, è, che il regolamento 
articolo 23, e meglio con l'avvertenza fatta sui modelli, ha detto che . I« 



PI 



78 

! IIT^'aTI ^n '''"°" ' '°"'"'° '"•*''=«"^«' P»'^"'!»^'' « ««<=o"da della di- 
V sa .ndole delle .siauzioni, sostituirne ed aggiungerne altri con approvazione 
« della giunta provinciale amministrativa .. 



79 



If 



.„,!. A Z r ?T "" *'"■* P^'"'" ^^^''^"'° " «'■■^^ relativamente all'appli- 
caz.one dell articolo '26 ohe dispone . le entrate doversi iscrivere in bilancio nel 
. loro importo integrale, senza diffalco di spesa di riscossione od altra riduzione 
. qualsiasi; e le spese senza riguardo all'entrata che ne possa derivare .. Nulla 
d. p.u razionale, inquantochè, se diversamente si facesse, potrebbero restare fuori 

lnle".nt; r\""""" '°""'°"° ' "«"''"•''"'•'° dell'amministrazione, chi sa 
quante entrate e eh. sa quante spese. Pochissime infatti sono le entrale che non 
abbiano qualche spesa relativa, ed egualmente poche le spese a cui non si possa 
contrapporre una qualche corrispondente entrata; e se in più o meno di questi 
frequenti cas. s. volesse operare per via di sottrazione, e si portassero in bi- 
lancio solamente gl'importi netti, si perderebbe il modo di sindacare molte e 
rilevanti operazioni. 

Senonchè sebbene sia lungi da noi il pensiero che abbia alcunché da occul- 
tarsi mai nel bilancio, esponiamo soltanto il nostro avviso nel senso che in qual- 
che caso, rarissimo del resto, possano certe entrate e certe spese, pur figurando 
ne. bilancio essere perù incluse tra le partite permutatice, o di giro, piutLtochù 
tra e entrate e le spese effettive. E vogliamo riferirci principalmente al caso in 
cu. le Op3re pie conducano direttamente in economia i fondi rustici. Di fronte 
alla esplicita disposizione dell'articolo 27 della legge, che prescrive dovere i 
ben, immobili di regola essere dati in affitto, apparisce chiaramente che tale 
diretta conduzione deve riguardarsi come una eccezione di breve durata. Ora in 
via ordinaria siamo soliti ad avere tra le entrale effettive la corrisposta di af- 
fitto, e e. pare che sia interessante, anche nel caso che eccezionalmente si ri- 
prenda qualche fondo in amministrazione, di conservarvi una cifra che possa 
paragonar-si al detto affitto, ossia il prodotto netto, poiché facendo diversamente 
ponendovi cioè il prodotto lordo, e nell'uscita la spesa di conduzione, perdereb- 
bero di efficac^, o richiederebbero difficili esami analitici, i confronti statistici 
tra le vere rendite e le vere spese di più anni. Onde in tal caso, ed altri consimili 
noi siamo di parere che debba preferirsi di registrare le suddette spese di con- 
duzione de. fondi in economia tra le partite di giro, portando il solo prodotto 
netto tra le entrate effettive. ^ 

0&. _ Ma anche questo non crediamo sia talmente necessario ed impor- 
tante, quanto 11 badare attentamente per tutte le ragioni esposte in questo paragrafo • 
1.» Che 11 titolo delle entrate e delle spese effettive comprenda cere ren- 
dite e cere spese; 

2.0 Che siano divise in ordinarie e straordinarie; 

3.0 Che le une e le altre abbiano la ulteriore distinzione dì patrimoniali. 
e non patrimoniali o di beneficenza. 



§2.' 



Titolo secondo. — Movimento dei capitali 

70. Le partite da iscriversi nel movimento dei capitali devono avere attinenza 
con la dote permanente dell' Opera pia. 

71. Si deve schivare diportarci le spese per lavori 

72. Pareggio normale tra l'entrata e l'uscita, e caso eccezionale di capilaliz- 
zazione di rendite. t-apiiauz- 

ro. _ Il movimento dei capitali, da iscriversi in bilancio, non parrebbe 
eh abbisognasse d. troppe spiegazioni, dopo quanto è stato ripetutamente accen 
nato ";■ precedenti paragrafi, e dopo la chiara dizione, almeno della prima 
part^ dell articolo 21 del regolamento, con cui si dispone che il movimento dei 
cap.ta I. debba comprendere le operazioni che importano aumento, diminuzione 
trasformaz.one de. vari beni costituenti la dotazione permanane dell'istmo 
comprese le oblazioni, i lasciti o doni destinali ad essere capitalizzati. Ed anche 
meno occorrono schiarimenti, dopoché il modello dello stato dei capitali; alleg. D 

uddet o regolamento, essendo diviso in due parti, ha specificato ne a pr!ma 
parte quali s.ano gì. elementi che costituiscono il patrimonio permanente on"e 
ogni qualvolU. alcuno di questi elementi si muova, mercé una operazion di cas 
sa, s. avrà .1 movimento dei capitali da portarsi al titolo secondo del bilancb 

Tuttavia per evitare qualche facile confusione con le partite di giro le quali 
hanno, come ,1 movimento dei capitali, carattere permuta'vo, si do^rà Xe 

selz::': T^'T" '^^ ^'^-•'^^^ ^'^'"«"" '^ -'-- permanente n 
aspetto di stabilità, che inoltre esso ordinariamente dipende da deliberazioni speciali 

soggette ali approvazione dell'autorità auloria. Infatti l'articolo 76 del r go la 
mento amministrativo dice: ^egoia- 

. sfltf- ''^^"' ^.^"'«'•":=«'« 36 lettera e delia legge sono considerati come tra- 

(tori "" " f r"'"""" '^'^""----^ « <)"-di vanno sottoposti alla previa 
autorizzazione del a giunta provinciale, non solo gli acquisti e le vendile di 
ben. slab.l. o l.toli di rendita e le costituzioni di servitù passive, ma ezialt 

e permutazion. le contrattazioni di prestiti e mutui altivro pas ivT. "o" 

ctf T ''!'^°."'*'"'.'« ••'■---■>• '•i -P''«'i e le operazioni congi; ^ 
tale d! P','■°'^""^'*^° ''' «""""^ rf'«/.om-6« é ribadilo il concetto fondamen- 
ale da no. più volte espresso, che non sempre la qualità, ma talvolta anche la 

g-. stessi generi d, consumo, se facessero parte del compendio di una eredità 

Snirr"'" t 'l'"';" "'" --bbero dementi patrimoniali, da entrale „e7m ! 

b "o mob ,rch .^°"^^8"^"f •»-'« P--^'-"-» a ritenere che i valori, o sta- 

mobil, che s,ano, quando fanno parte della dotazione permanente, si 



^1 



PI 




80 

devono sempre considerare come patrimonl«li «H ;i i 

turalmente a far parte de. titolo seCnr del bilie '"°^"""''' "'" ""- 

ri. - Ma l'ultima parte dell'articolo 28 della legge permette che . 1« 

: sTe:e^•tie:r;yr"°"°" -•autori.azionedel^un^ al^inLtra v 
essere impiegate nel miglioramento del patrimonio esistente, nei casi nei au«I 
. s.a evidente la maggiore utilità di tale impiego .. Qui è da rifleU ' « .h! 
arti" '"^^"''--'"''' ^elpatrimonio ,1 fstende.i a m tis .^ i tm 

menti tT"""-""' ^'>' "" *"""' ^' '"« '-«" «^ «bidenti e rea nnve 
stiment Tuttavia, siccome tra i casi possibili havvi pur quello delle boZo! 

:r;tiir nTrmtir;::; -to" " -"-»'" ^' ---^' ' -- -- ir 

r^r^.coto 64 regolamento amministrativo). . La mawiore utilllA .ho v 
. dell'articolo 28 della legge é condizione per consensi a somma "' 
. sponibile sia impiegata in miglioramenti del patrimonio attuale Severità e" 
. da documenti e da calcoli tecnici esatti che accertino l'aumento del a renS 

: moZ:" ^""^"'° '' ^•"°" ° •"' '"'«"~'° -"" condizione de. pat!^; 

(Articolo 2!) regolamento contabilità). . Le spese di nuove costruzioni o di 
. grandi riparazioni agli stabili devono, di regola essere stanZ» Ti 
. nel titolo I, spese effettive straor^inU Q.Ld;Z v^a ^itZ 
. siano per produrre un reale aumento immedialo «prossimo di oaltl 
. sempreché siasene precedentemente ottenuta <<peciairZZl:::Z22 
. amministrativa, ai termini dell'articolo 28 della legge la parte de « 
. corrispondente a tale aumento verr. iscritta al titolo s^ldo. CLlt JcT 

Nel regolamento di contabilità generale dello Stato è detto a.l' articolo 138 

IreZrreZtr '"^S;""'"' 'T"' '' '"'"-'"'^"^ «^''w./:;'! S 

aare una rendita . - Dall insieme d. queste disposizioni si apprende che l« 
spese di costruzioni, per essere considerate come acquisti di capital ni H» 
rappresentare sostituzione di cose preesistenti „ A . ^ °"° 

bensì un cero aumento di cose e di Taire a '"''""''• """ •'«^°"° P^'^^o 
essere evidentemente ..o..^.: e^ee^ 1^^ ^^ c^l^^z^ slt: 
a preventive e speciali deliberazioni ed approvazioni. ^ 

contai:^.,v:::t;r.ri:ii:::r^^^^^ 

,_«^^^ tra l'entrata e I' uscita. Senonch. lolTalot Jl rcIlTcr; 

(1) Vedi capitolo I, al numero 89. 



81 

• j- ««"Oli ueji upera pia, può benissimo del berarp il nnc 

none degli avanzi di rfniìlin a «,„„., •• "'"' <>"« tapjfa<u«a- 

H.li' -nnf I '•«'«'"a. è forse più opportuno che siano prese nel cor«o 

§ 3.0 
Titolo terzo. - Partite di giro. 

«na etuagliC;! l'arni; '7°' ''"^' "^' ""^'^ «•'"^'•'■- ''^ '"'''-- 
pare inuti^eTl '"'e"d'«>ento e con applicazione diversa, onde non 

:i;i;r:htdtra:;ib:^irj.r"rr ^r"^'^^^-- -i,-; 

del bilancio. ^^^ partite di giro, che costituiscono il titolo terzo 

spess'o';;e:tro'Lr'l;v? ::"''''''''' """'"■■'* ' r«eoe..a.e;..o di un fatto 

:::::j:~^^^^=> --rei—::: ::-2^ 
ip- r;;:L;:rrrd '^ "f ^"^'°"' ^"°^^^^'^^ di'estinzion;odf:L 

«i determina cZr«!?, . m '° ' " '""'P''" '*''-'"'^° «"« <^«-*«- Così quando 

P- tassai ricchrSile a '"1^^ P'« ''«^ '- 

-«borsaro aj O eTpra s e TcS i:f 7'^^ --e grimpiegati devono 

finanziaria è «ià nata ed h» « . T L '" ^'"•"'« '^^ ^"■'' nella conlabilità 

g.à nata ed ha avuto .. suo battesimo, indipendentemente dal sue- 



l'I 




82 

cessivo pagamento e rimborso. Il pagamento dell' imposta si fa dal cassiere 
ma supponiamo poi che il rimborso dovuto dogli impiegati, come d'ordinario 
avviene, abbia luogo mediante rilascio sugli stipendi, ed ecco una compensa- 
tone od un giro di scrittura, come vogliamo dire, sempre estraneo alla cassa 
che verrebbe ad estinguere da una parte il debito degli impiegati per ricchezza 
mobile, e dall'altra il loro credito per stipendio. In conclusione adunque deve 
ritenersi che la partita di giro indica V accertaménto di un credilo e debito 
uguale, non importa se soddisfatto o no, mentre le compensazioni ed i giri di 
scrittura sono sempre operazioni di adempimento estraneo alla cassa. 

r4. — Inoltre le partite di giro, che, in conseguenza di quanto abbiamo 
detto, potrebbero chiamarsi in entrala - nuovi crediti permutatici - e relativa- 
mente in uscita - nuovi debiti permutatici - possono qualche volta, appunto 
pel loro carattere permulativo, confondersi col movimento dei veri capitali di cui 
al titolo secondo. Ad evitare in proposito ogni dubbiezza bisogna por mente che 
le partite d. giro, a differenza dei veri capitali che sono permanenti, devono 
essere precarie, di breve durata, e che diano insomma diritto alla riscossione 
od obbligo al pagamento corrispondente nell'anno stesso o poco dopo Inoltre 
quando le partite di giro sono previste in bilancio, non richiedono come le alie- 
nazioni e gli acquisti dei vari capitali, ulteriori, speciali e dimostrative delibera- 
zioni. Anche in ciò si ha un altro distintivo che in molti casi caratterizza la 
partita di giro. 

La definizione -datane dall'articolo 22 del regolamento di contabilità pare 
abbastanza esatta, ed è espressa in questi termini : 

. Le partite di giro sono costituite da anticipazioni e relativi rimborsi da 
. depositi e relative restituzioni, che non alterano i proventi effettivi e le spese 
della istituzione ». . 

Alla parola anticipazione è già connessa l'idea del pronto rimborso- allri- 
menl. s. direbbe - acquisto di un credito; - ed anche il deposito che rice- 
viarao, deve intendersi precario, perchè se fosse fatto per lungo tempo dovrebbe 
considerarsi come creazione di una passività, da far parte del patrimonio per- 
manente. 

Schrott ci avverte che . i fatti permutativi vennero distinti in fatti pei 
. quali fu emesso un titolo, ed in fatti pei quali non fu emesso alcun titolo • i 
. primi furono nomati capitali attivi e passivi, i secondi introiti e pagameli 
. interinali .. Dunque anche la esistenza o non del titolo, se non in tutti i casi 
può alcuna volta servire di norma per distinguere i movimenti di capitali dalle 
partite di giro. 



■>. — Non è facile di prevedere i casi che possono dar luogo a queste 
partile di giro, poiché la diversità delle condizioni amministrative, delle esigenze 
degli amministratori e delle autorità tutorie rendono talvolta necessario ed op- 
portuno m un luogo, ciò che altrove si reputa superfluo ed anche irregolare. 



83 
Nondimeno le più frequenti circostanze che, secondo il nostro avviso, danno vita 
alle partile di giro vogliono essere enumerale. E nel fare questa enumerazione 
dichiariamo che nel concetto nostro le partite di giro hanno anche l'ufficio di 
epurare i più che si possa le entrate e le spese effettive, affinchè queste con- 
servino Il vero aspetto economico che devono avere, come è slato ed è ripe- 
lutamenle raccomandalo; essendo certo che, più si è andati innanzi nello studio 
de a contabilità finanziaria, e più si è giudicato conveniente ed utile di trovare 
nella medesima, isolate dalle partite permutalive, le vere rendile e le vere spese 
Le principali partite di giro adunque potranno essere : 

1.» V imposta di ricchezza mobile che già abbiamo indicata, non solo a 
carico degl impiegati, ma anche dei coloni - da pagarsi all' esattore - e da 
rimborsarsi dagl' impiegali slessi, mediante ritenute sugli stipendi, e dai coloni 
anche col mezzo degli affittuari. 

2." Le spese d'amministrazione per la parte che fosse a carico di altri 
enti consorziali, come prescrive l'articolo 28 del regolamento di contabilità 

3.0 Z acquisto di generi di consumo per i magazzini, quando questi ser- 
vissero alla fornitura di più istituti. E ad ogni modo anche quando i generi si 
provvedessero per un solo istituto, una parte di essi riuscirà spesso esuberante 
al consumo dell'anno e rimarrà per l'anno successivo. Onde questa parte, non 
polendosi ragionevolmente applicare tra le spese effettive dell'anno, costituisce 
una partila di giro - creala in uscita - che ha il suo equivalente in entrata, 
in un residuo attivo rappresentante i generi rimasti. 

4^0 / depositi di denari, fatti alle casse di risparmio postali o presso altri 
islituti di credilo o risparmio. La legge all'articolo 23 prescrive il deposito delle 
somme eccedenti i bisogni ordinari, e queste somme possono essere anche pro- 
venienti dalle rendite. Ora tali deposili tengono spesso luogo del numerario in 
cassa che è disponibile, e non possono riguardarsi come veri movimenti di ca- 
pitali, anche perchè in questo caso non si potrebbero ritirare senza deliberazione 
approvata. Per lo meno bisognerebbe volta per volta distinguere la provenienza 
del denaro; e se questa fosse di capitali ritirati, occorrerebbe ad ogni modo un 
deposito vincolalo, come si faceva una volta dagli enti ecclesiastici nei monti 

isii^H M T'/' ^*.°^^' '''''° ""* •=''"'' ''"' '^«P»^"' « ?'■««'"'. o presso altri 
■SI luti. Ma ali infuori di questi deposili vincolati, sembra logico che il movimento 

dei depositi liberi abbia sempre a figurare per tutti gli effetti fra le partile di giro 
,„. ^ ^"X^ossioni ed i pagamenti per le eredità, nel primo periodo della 

successione, fino a che non siansi ottenute le autorizzazioni volute dalla legge - 
e hno a che i beni ereditari non siano stati incorporati al patrimonio dell'Opera 
P a. Durante quel periodo il servizio di cassa, che indispensabilmente l'Opera 
Pm deve fare per la nuova eredità, non può certamente considerarsi nel movi- 
menio pain^oniale sia per la qualità ed il dettaglio delle operazioni, sia per il 
arattere precario delle operazioni medesime, le quali possono anche pareggiarsi 
dlb» T"^^"""'. "•* ' Pagamenti. Onde pare opportuno che il servizio stesso 
ebba dare origine ad una partita di giro, salvo a trasportare a suo tempo 




'49^i 



84 

il, relativo sbilancio di cassa nel movimenlo patrimoniale. Secondo noi, in via 
ordinaria, e seraprechè eccezionali circostanze non obblighino o non consiglino 
a fare diversamente, il trasporto del compendio ereditario nello stato patrimoniale 
dell' Opera pia dovrebbe aver luogo dopo un anno e mezzo, o due al più, quando 
presumibilmente, con le rendile della sosUnza ereditaria, si è arrivati a coprire 
la tassa di successione ed altre spese straordinarie della nuova eredità. 

6.0 Le anticipazioni per le aziende annesse di poderi in amministrazione 
d. farmacie, d. laboratori, ecc. _ Indipendentemente dai valori di scorta perma- 
nente, occorrono, per l'esercizio annuale di queste aziende, provviste o pagamenti 
che devono essere rimborsati prontamente, e che trovano perciò sede naturale 
tra le partite di giro. Vero è che l'esercizio annuale di queste aziende può in- 
fluire a portare un aumento od una diminuzione sui valori della scorta perma- 
nente; ed in tal caso questo aumento e questa diminuzione soltanto si trasporta 
nel titolo secondo al movimento patrimoniale. Se non che, prima di fare tale 
trasporto, bisognerebbe esaminare se quel movimento di capitali è, o no, nei li- 
miti autorizzati dalla amministrazione. Dappoiché noi riteniamo che per' queste 
aziende industriali debba essere determinato lo ammontare massimo delle scorte 
e che non sia lecito ai direttori od agli agenti, talvolta cointeressati negli utili' 
di aumentarlo a loro talento. Per esempio, in un'azienda rurale condotta in eco- 
nomia havvi m origine una scorta di bestiame di lire 20,000 che fa parte del 
patrimonio permanente dell'Opera pia. Al chiudere dei conti si trova che questa 
scorta è salita a lire 25.000. Noi crediamo che questo aumento di lire 5,000 
finché non sia stato approvalo, e per non tardare il rendiconto annuale, debba 
rimanere tra le parlile di giro. 

7.0 / crediti verso i coloni debitori e viceversa. — È vero che i crediti 
verso i coloni, per la ordinaria difficoltà della riscossione, acquistano pur troppo 
Il dispiacevole aspetto di una lunga permanenza, e da questo lato parrebbe che 
dovessero aver posto nel movimento patrimoniale; ma ove si pensi che tali cre- 
diti, per quanto di difficile esigibilità, sono sempre scaduti e di pieno diritto 
esigibili, ove si consideri ch'essi sono comunemente infruttiferi, ed ove si ri- 
fletta che sono spesso veri residui di rendita perchè creati colla somministra- 
zione dei generi di porte padronale prodotti nei poderi, si vedrà che la loro sede 
è precisamente tra le partite di giro e conseguentemente Ira i residui attivi de- 
rivanti dalla conlabilità del bilancio. Su ciò è da raccomandare alle amministra- 
zioni la maggiore oculatezza per non creare un soverchio cumulo di questi credili, 
epurandoli di anno in anno con quote di ammortamento a perdita, da gravare 
sul prodotto dei poderi. 

8.0 In fine, ogni anticipazione, che sarà prossimamente rimborsata o ri- 
partita, come una spesa giudiziale refattibile, una specifica di ingegnere rimbor- 
sabile, un lavoro fallo in consorzio con terzi proprietari, le imposte pagale in 
pendenza di voltura catastale sopra fondi recentemente venduti, le anticipazioni 
per distribuzioni di elemosine (articolo 12 regolamento amministrativo) • e vi- 
ceversa, una indennità, un sussidio, ecc. che il governo, il comune od al'lri deb- 



85 
bano o vogliono col mezzo dell'Opera pia, pagare a terze persone, e simili. In 
molli casi dipenderà dall'enlità delle somme di comprendere o no siffatte opera- 
zioni tra le partile di giro, piuttoslochè tra le entrate e le spese effettive 

Bisogna procurare nel bilancio di prevedere queste partite di giro nel mag- 
gior numero possibile, prendendo consiglio dall' esperienza del passato. In tal 
modo, .scritte ed approvale nella formazione del bilancio, non occorre di pro- 
muovere in proposito altre speciali deliberazioni od autorizzazioni 



Articolo III. 



CHIUSURA DEL BILANCIO 



ki:t 



Fondo di riserva. 

76. Disposizioni e norme relatice - ragioni per limitare a piccola somma il 
fondo di riserva. 

■ ''**.', ~! ^'.'"'"•=°''' ^* <!«' "-egolamento di contabilità dispone: . Per soppe- 
. nre alle deficienze possibili nelle assegnazioni passive del bilancio, si iscrive 
. m apposito capitolo della parte straordinaria un adeguato fondo di riserva. 
Le p elevazioni di somme da questo fondo e la loro iscrizione al capitolo de- 
. ficiente è falla per dodicesimi in ciascun mese o frazione di mese prevL 
. regolare deliberazione dell'amministrazione. Copia di tale deliberazio'ne deve 

re..?'"! disposizione è buona per sé slessa, ed é tratta dall' articolo 142 del 

ego^mento sulla conlabililà di Stato. Non si comprende però per quale ragion 

.1 do di riserva debba servire soltanto ad appianare le deficienze nelle asse- 

anchTr''"'' T" "^ ''•""""'■' '" "'^-"8'°''' ^P^^«' « "«"' all'occorrenza, 

nanzi . "" T' *^"'''" '""""'■""^^ ^' '^'"''^ "»<=''« "«' '««dello del conto 

zTonil • '°"" '"'°' ^°'^ "«"•«"''•«'a non ««no stale contemplate le diminu- 

^ on. che SI possono accertare nel corso dell' esercizio sulle cifre ammesse nel bilan- 

cizllT- V '"''"'' '""""'' ^^"^« '"'d'"-''' fi"" «' termine dell'eser- 
.zio medesimo. Ma a ciò supplirà la oculata prudenza delle amministrazioni. 

di rt'Tn 'r"'-'"": """'" '"""' ■'^ disposizione che crea questo fondo 

<^^^Z2rt " '" ''""'"' '"" '■"'='^^^^^^ ""^"^«'« «^«"^ previsioni, e per. 

"mmt isi 1 .P «■"^';"'«"'« -"--« da qualche imbarazzo e responsabilità le 

mministrazioni quando per cause impreviste si affaccino imperiose necessità. 



.. 



\ 

^ 
i 

I 




86 

Resta chiaramente stabilito che sul fondo di riserva non si applica direttamente 
alcun pagamento, dovendosi soltanto dal medesimo fare prelevazioni a vantaggio 
di altri capitoli. 

Per la regola generale degli storni da capitolo a capitolo sancita dalF arti- 
colo 38 della legge, sarebbe forse occorsa anche per tali prelevazioni la auto- 
rizzazione della giunta provinciale amministrativa, ma T articolo 31 del regola- 
mento ha ritenuto bastevole una deliberazione dell'amministrazione da comu- 
nicarsi semplicemente alla giunta provinciale. Questa facilitazione accordata dal 
regolamento dimostra maggiormente che le prelevazioni dal fondo di riserva 
devono farsi unicamente per circostanze nuove imprevedibili ; dappoiché se fosse 
lecito di aumentare con esso gli assegni ordinari e prevedibili delle spese, si 
andrebbe incontro all' inconveniente che la somma di un capitolo non incerto 
del bilancio, riconosciuta sufficiente, ed anche ridotta dalla giunta provinciale 
neir atto dell' approvazione, potrebbe essere accresciuta o ripristinata interamente 
dall'amministrazione mediante il fondo di riserva. 

La disposizione di non potersi fare le prelevazioni, se non a rate mensili, 
mira evidentemente ad evitare il caso che il fondo di riserva possa essere con- 
sumato tutto in una volta o poco meno; essendo accaduto in qualche comune, 
anche in occasione di cambiamento di amministratori, che il fondo per le spese 
casuali ed impreviste stanziato nel bilancio sia stato interamente erogato nel 
primo o secondo mese dell'anno, lasciando nei mesi successivi la nuova am- 
ministrazione totalmente sprovvista di questa risorsa. Malgrado questa disposi- 
zione restrittiva, che di fronte ad un vero e nuovo bisogno, non avrebbe se- 
condo noi ragione di essere, dobbiamo ritenere e raccomandare che nelle am- 
ministrazioni bene ordinate, raramente si ricorra al fondo di riserva, e sempre 
per legittimo e giustificato motivo. Che se il bilancio sarà compilato con la 
necessaria accuratezza e le amministrazioni saranno severe verso le facili insi- 
stenze di coloro che vogliono sempre trovar da attingere nei bilanci delle pub- 
bliche aziende, si verificherà spesso il caso di non dover deliberare alcuna pre- 
levazióne dal fondo di riserva. 

E poiché male si può concretare in una somma qualunque la entità di un 
bisogno nuovo ed impreveduto, il quale del resto, in rapporto alla sua imperiosa 
realtà troverà sempre giustificato modo con che essere soddisfatto, noi repute- 
remmo pericoloso che un tale fondo di riserva fosse iscritto nel bilancio in una 
somma elevala, e crederemmo che dovesse essere limitato in una proporzione 
oscillante ira l'uno, e l'uno e mezzo per cento, della rendita annuale. 

Ma siccome le Opere pie non si trovano, che raramente, in faccia a con- 
tribuenti, ai quali si domanda quanto occorre per saldare il bilancio passivo, 
così può accadere che avendosi il pareggio tra le rendite e le spese, nemmeno 
quell'uno e mezzo, o uno per cento, resti disponibile. Ed in tal caso é una ne- 
cessità di rimandare a tempo migliore la iscrizione del fondo di riserva. 

Se non che può verificarsi che il bilancio presenti un avanzo o un disa- 
vanzo; ed è ciò che esaminiamo nel seguente paragrafo. 



87 
§2.0 
Avanzo o disavanzo finale del bilancio, 

77. Il disacanto dece ad ogni modo essere eliminato. 

78. L'avanzo può costituire un fondo di precidenza (indipendente da quello di 
riserca) soggetto ai vincoli della tutela. 

rr. - É vero che la parola bilancio nello stretto suo significalo vuol dire 
pareggio, ma è vero altresì che applicata in origine, e tuttora mantenuta presso 
le aziende mercantili, ad indicare lo stato finale attivo e passivo, ossia l' inven- 
tano delle attività e delle passività, non porta e non può portare la necessità 
che le une siano eguali alle altre. É dessa la naturale espressione derivante dal 
sistema delle scritture bilancianti per le quali, quando si vogliono chiudere, si 
dice : ragguagliare le scritture, saldare le ragioni, ridurre tutto a pareggio • 
tantoché per avere questo pareggio vediamo nelle situazioni economiche delle' 
aziende sommare le spese con gli elementi attivi, e sommare le rendite e l' at- 
tività netta cogli elementi passivi, ciò che non garba troppo a coloro che di 
conti poco conoscono. E dunque evidente che trattasi di forma e non di sostanza 
e che il pareggio o bilancio è ordinariamente soltanto apparente 

Tuttavia quando la parola bilancio è venuta più tardi ad esprimere anche 
Il conto preventivo delle entrate e delle spese delle pubbliche amministrazioni 
pareva che dovesse riprendere il suo vero significato, rispetto allo Stalo alle 
Provincie ed ai comuni ; perocché dovendo questi enti trovare il pareggio tra 
le entrate e tra le spese mediante le imposte da applicarsi a carico dei contri- 
buenti, non potrebbero chiedere ai contribuenti medesimi più di quanto occorre 
ad ottenere il detto pareggio. Ma oggi anche questo è fuori della regola Gli 
enti suddetti, almeno la maggior parte, non hanno serbalo giusta misura nello 
spendere, ed in generale sono talmente carichi di debiti e di impegni passivi 
che non osano più di gravare ulteriormente la mano sui conlribuenli • onde 
spesso hanno i loro bilanci in disavanzo. E per andare innanzi ricorrono al 
pernicioso espediente di alienare i capitali attivi che a loro ancora rimangono 
e più sovente di creare nuove passività. Auguriamoci che essi abbiano e che 
possano avere liete speranze nell'avvenire, ma per le Opere pie non li seguia- 
mo, per carità, in quel disastroso sentiero dello sperpero del patrimonio. 

Egli é pertanto da riguardarsi come cosa di supremo interesse che i bi- 
anci delle Opere pie non si chiudano mai col disavanzo, fatta eccezione s' in- 
tende per 1 brefotrofi e per quegli ospedali ed altre istituzioni, che dovessero 
essere da altri enti sovvenuti e pei quali tale disavanzo rappresenla il concorso 
cne debbono prestare gli enti slessi. A rimuovere il disavanzo, se si affaccia 
ognuno vede che due opposte vie si possono seguire, o aumentando le entrale,' 
sminuendo le spese. Aumentare le entrate, e specialmente le rendile ordi- 



w 




88 

narie, non è al certo né facile né pronto ; tuttavia le amministrazioni d« bene- 
ficenza, come abbiamo già detto al capitolo secondo, non ometteranno su ci6 
alcuna cura ; ma devono eziandio in modo particolare esaminare certe proposte 
d. entrate slraordmarie che spesso si fanno da chi non vuol arrestarsi nelle 

T21 1" u" r '"'"." '^''"«"«'"«"'^ ■•°'1°»° '■ capitali ; quali lo atterramento 
d. p,ant d, alto fusto, le concessioni di servitù passive e la vendita di mobili 
ed oggett, fuor, uso, e simili, le quali è evidente che devono trovar posto, non 

Zi T '"' '"' "'' ■"°^™^""' '' '='^P''«"- '"--. «J «"enereil pa- 

reggio, s, dovrà pensare ad alleggerire la parte passiva del bilancio. E qui se 

bisolT-''"°' IT'"'" '" ''""""^ '" '^ entrate e le spese effettive orrfL;,-,, 

eZ '"Tu """'" '""'""'""' *"'=''^' "^"« P«««'°'-« 'P°'«-. «-'dicendo la 
erogazione della beneficenza. Che se lo sbilancio deriva da proposte di spese 

rTuziot'r;' " T'' "^'^ "— -™ente si devono portare le occorrenti 
nduzion.. Tal, proposte saranno spesso relative a lavori di restauri straordinari 
e d, bon.ficaz,one a. beni stabili, diguisaché l'amministrazione si troverà nel- 
1 mcer^ezza d. dec.dere se sia preferibile di fare o non fare quei lavori la cui 

ZZ . "" ■!'?' °°" '"'"''°'' '■'"'^"' ^'^Ponibili, parrebbe che venisse ad in- 
accare ,1 cap.tale, e dall'altro lato invece si presenterebbe come necessaria ed 

ut.le per conservare, ed anche migliorare il patrimonio. Ecco un bivio perico- 
oso, m cu. la scelta non può avere altro consiglio, se non quello che le pecu- 

l.ar> c.rcostanze e la prudenza possono nei singoli casi suggerire. Certo egli è 

che al d.savanzo è mestieri in qualunque modo di sopperire 



che é ' ~i T " ''"'"''° P"'^ presentare un avanzo. E questo caso, 

oLÌ !f r' " '"' '""•'' '""'"'' " P'" P'-°''»''"«; P«'-o<=chè sebbene 1 

ficZ'" r '"" '■'^°'' «'""■"'•' ^'■"«^■•^ '""« '« '°'-° "-«"dite nella bene- 

ficenza, come abb.amo avvertito, non per tanto, e la oculata e prudente ammi- 
n.straz.one degl. anni passati, e il diminuito numero di persone da suLidTaT 
secondo la spec.ale designazione delle tavole di fondazione, può aver f2 cu^ 
mulare un avanzo più o meno considerevole di rendite 

veJél^t""" ''' "" "'"'° '"''''" ""''"•' *"' '"P'"8"'"-« " f°"''o di riserva 
tato. Ma vene fac.le d. domandare, se la amministrazione nella formazione del 
b.la„c.o annuale debba decidersi sul modo di impiegare il detto avanzo, oero 
fnmoto.'" '" ''"'' '" '^^'^'•'"'"'"•^'■' ° destinandoto ad aumento del pa- 

A nostro avviso crediamo preferibile che siffatta destinazione degli avanzi 
d. rend.ta abb.a luogo di anno in anno, perchè le amministrazioni prese ti so to 
le quah l'avanzo si è formato, hanno il diritto e ad un tempo il dovere di dl- 
7Z"": A- , compieranno sempre un alto lodevole, dando prova di una 

solle .tud.ne, che non è troppo comune nella trattazione dei pubblici inte essT 
Pur luttav.a potrebbe darsi che non si potesse ogni anno prendere in propl to 
una matura deliberazione, e che la prospettiva di lavori straordina . da fars^ 



89 
la mancanza di perizie all' uopo, la incertezza della scelta, ed anche il presen- 
timento d. un pubblico bisogno non ancora avveratosi, od altre circostanze, con- 
sigliassero d. rimandare ogni decisione ad epoca più opportuna, e che ad ogni 
modo s. volesse attendere il risultato del rendiconto dell'anno in corso. In questi 
cas. no. nteniamo che nulla si opponga a che il fondo di avanzo sia aggiunto 
a pareggu,, nell'uscita del bilancio, sotto il suo proprio nome di fondo di acan/o 
o fondo dv previdenza. E ciò sembra tanto più lecito e prudente di fare, quanto 
è meno vero che il pareggio del bilancio possa essere effettivamente reale. In- 
fatt. prescndendo dalle modificazioni che di mano in mano possono verificarsi 
in alcune partito dell'entrata e dell'uscita, è certo che il pareggio viene ad es- 
sere, se non da altro, alterato dai resti dell'anno in corso che ancora non si 
conoscono. Ed un fondo di avanzo del bilancio potrà essere sempre opportuno 
sia per riparare all'eventuale deficienza derivante da detti resti, sia per far 
fronte a nuove o maggiori spese. 

Data però l'approvazione del bilancio per parto dell'autorità tutoria, e dato 
che le nuove e maggiori spese, a cui non si possa provvedere col fondo di ri- 
serva, debbano, a termini dell'articolo 3G del regolamento di contobilità, essere 
panmen . approvate, ne consegue che il fondo di avanzo o previdenza rimane 
sottoposto a. v.ncol. della tutela. Lo che, secondo il concello nostro, è logico e 
necessario, dappoiché se le amministrazioni potessero, al pari che del fondo di 
riserva deporre liberamento anche del fondo di previdenza, non ci sarebbe ra- 
gione di distinguere questi due fondi, e si potrebbe ogni avanzo cumulare al 
tondo di riserva. 



Articolo IV. 
FORMA E APPROVAZIONE DEL BILANCIO. 



79. Forma del bilancio - semplicità che dovrebbe avere - allegati. 

avveZZ7 '; "^^" ' "T '"■''^-"-- ''«"« ^^99^ - che l'approvazione 
avvenga sollecita e prima che cominci l'esercizio. 

mode!ir«„~ ^"- ^T^^'T- ' "•'''"■' disposizioni del regolamento di contabilità, i 

It piravTn't- • T °' r"'° "'""^'"^ «""^o detto, e l'esempio L 

ZIIZT' " '"r"«-°dal parlare lungamente della forma che si deve 
'jaie ai oilancio preventivo. 

neces'l^HoTV"^""""' "''"""'' ''' '"''"''' °P^''^ P'« P'^ ""PO'-'-" ««rà 

V « del b'r "''""■"'"° i'' """P''^" '" ^"P"^'" «"^«^'' '■ dentagli dei 
capitoli del b.lanc.0, per molto Opere pie minori, all'incontro, sarà perfino 



. 





\\ 




90 

superfluo di dividere l'entrala e l'uscita in due fogli o fascicoli separali. E sic- 
come la stampa dei modelli si dovrebbe limitare alle sole colonne verticali, una 
voila che queste hanno la medesima intestazione, tanto per l'entrala quanto per 
1 uscua cosi sembra che un solo modello e forse un solo foglio potrebbe bastare 
per tutto ,1 bilancio, almeno per le 12,000 e più Opere pie che hanno una ren- 
dila mferiore a lire 500. 

Anche superflua e di complicazione ci è sembrala nel modello governativo 
la colonna destinata ad accogliere le somme approvate dall' autorità tutoria 
nonché 1 altra per le osservazioni della slessa autorità, o per lo meno segnano 
una mcoerenza di fronte al rendiconto, che pur è soggetto alla slessa approva- 
zione e che non ha tali colonne. Imperocché, mentre il ripetere tutte le cifre 
proposte sarà lavoro lungo per gli uffici di tutela, già sopraccaricati della revi- 
sione di lanli bilanci, si s*ebbe egualmente ed anzi meglio raggiunto l'intento 
delle possibili modificazioni, come si dovrà fare pei rendiconti, motivandole e 
concretandole nel decreto di approvazione. Non diremo poi quale autenticità 
possano avere le osservazioni falle salluariamente nel corpo del bilancio 

Avvertiranno quelle amrainislraziotii, che non hanno regolari e completi 
irapianli di scritture e di libri maestri, di trascrivere nei bilanci, specialmente 
per gì, articoli di entrata, le notizie principali dei contralti di affitti, crediti ecc 
laddove le altre, richiamando nel bilancio, di fianco a ciascuna partita, la' pa- 
gina del libro maestro dove il contralto è registrato, potranno più brevemente, e 
con poco più della denominazione indicare nel bilancio gli articoli rispettivi 

Per rendere ragione di molte cifre, massime dell'uscita, sarà opportuno di 
presentare allegate al bilancio le perizie e note di proposte che sogliono fare gli 
uffici tecnici, gli agenti di campagna, i direttori e gli economi degli istituti e 
queste noie dovrebbero, quando trattasi di spese ordinarie, essere corredale per 
ciascun articolo della media di spese effettivamente incontrate nell' ultimo triennio 
o quinquennio. Né si dovrà omettere di indicare nei bilanci i motivi degli au- 
menti e delle diminuzioni proposte tanto all'entrata che all'uscita comparativa- 
mente ai bilanci del precedente esercizio, dando pure ragione delle entrate e 
delle spese nuove, come prescrive l' articolo 27 del regolamento amministrativo. 
Cosi accuratamente formato il progetto di bilancio, dovrà essere dall' ammi- 
nistrazione discusso ed appronto entro il mese di settembre dell'anno prece- 
dente a quello cui si riferisce, come dispongono l' articolo 26 del regolamento 
amministrativo e l'arlicolo 33 del regolamento di contabilità. 

SO, - Deliberalo che sia il bilancio preventivo, secondo gli accennati cri- 
teri, vuole essere subito spedilo e sottoposto all'esame ed approvazione dell'au- 
torità tutoria, approvazione coleste che imprime al bilancio un carattere di assai 
maggiore importanza, che in passalo non aveva, e che costituisce, dal lalo am- 
ministrativo, una delle riforme più rilevanti della nuova legge. Siffatta saggis- 
sima disposizione, basala sul prevenire, anziché reprimere, costituisce la più 
efficace garanzia dell'autorità tutoria per sorvegliare l'indirizzo morale ed eco- 



91 
nemico, l'osservanza della legge ed ottenere la buon'amministrazione delle Opere 
pie ad essa affidala. Anche la legge antica del 1859 sulle Opere pie slesse sta- 
biliva che i bilanci preventivi dovessero essere approvali dalla deputazione 
provinciale, ma si sa che non ebbe applicazione che in alcune provincie del re- 
gno. Quella del 18G2 invece sottrasse inconsultamente il preventivo all'appro- 
vazione della deputazione provinciale; ma tanto parve inesplicabile tale soppres- 
sione che alla discussione in senato del progetto di legge stesso sembrò 
all'illustre senatore Coppi si trattasse piuttosto di una svista . poiché, avere 
. l'approvazione del consuntivo, senza avere anche il diritto di approvare' il pre- 
. venlivo, era come avere il diritto di chiudere la stalla solo dopo che i buoi 
. sono scappati. E questa sottrazione dei preventivi all'approvazione dell' auto- 
. rilà tutoria portò infatti la cuccagna dei cattivi amministratori ad un punto 

. che la commissione d'inchiesta ha sufficientemente rilevalo nelle sue rela- 
• zioni » ('). 

Concordi su questo punto sono pure molti scrittori in materia di beneficenza 
che richiedevano questa necessaria riforma, nonché i voti delle accademie e dei 
collegi dei ragionieri che si occuparono dello stesso argomento. 

Ad ogni modo oggi é dalla legge consacralo siffatto utilissimo principio e 
non c'è che da far voli per la sua illuminala ed efficace applicazione. Come c'è 
da augurarsi che non si debba mai, per rilardala approvazione del preventivo 
ricorrere all'esercizio provvisorio, in base al preventivo precedente, secondo che 
sarebbe previsto dall'articolo 37 della legge e 34 del regolamento di contabilità; 
ma che anzi l'approvazione avvenga sollecita e qualche tempo prima che inco- 
minci .1 nuovo esercizio, per dar luogo alla compilazione dei ruoli di riscossione 
ed ali impianto degli altri registri basali sul bilancio preventivo 



Articolo V. 
VARIAZIONI AL BILANCIO 



81. Necessità di seguire accuratamente le variazioni al bilancio. 
8-2. Variaxioni per le quali non occorrono speciali autorizzazioni: 

a) residui precedenti - fondi per lavori straordinari non fatti; 

b) storni da articolo ad articolo. 
Variazioni per le quali è richiesta la semplice comunicazione: 

a) nuove e maggiori entrale - pretevazioni dalla riserva; 

b) si deve anche tener conto delle minori entrate. 



83 



W Rcla.tone Luchtnt. nella tornata della camera dei deputati. 5 decemb.e 1889. 



I M 



92 

84. Variazioni al bilancio soggette ad approvazione (nuove e maggiori spese - 
storni da capitolo a capitolo, ecc.). ^ 

85. Tabella delle variazioni al bilancio. 

®»- - " bilancio di un'Opera pia, specialmente delle maggiori, se fosse 

prima che commcasse l'esercizio, non sarebbe certamente una guida sicura per 
le ammm.straz.oni, poiché varie e frequenti cause possono sopraggiungere a 
modificare le primitive previsioni ed a rendere necessarie nuove opeLZ 

t.n.f T '""^°^«^^•' •'"«»'='° ««■•Vre efficacemente a commisurare e con- 

tenere I azione amministrativa entro i limiti dei mezzi disponibili e delle auto- 

cLTsIaYT, '\' """"' "' "«""""^ '^ ""'•'■'"''"»■' '■' P'" -curatamente 
che .a possibile, t quanto più, e con maggiore diligenza, si terrà conto di 

siffatte variazioni, anto meglio l'amministrazione procederà tranquilla nelle sue 
unzioni avendo allora nel bilancio un alto, in cui, quasi trasformandosi gra- 
datamente le previsioni in accertamenti, troverà al corrente i dati ed i risuitati 
a CUI SI avvierà il rendiconto. La quale cosa poi non solo deve riguardarsi come 
una savia norma d. amministrazione, ma eziandio come un obbligo derivante 
dalle nuove disposizioni legislative, essendoché più di una di tali disposizio^ 
allegaT '""°'°'"° '' riscontrano nella legge, nei regolamenti e nei modelli 

Ed è anche logico che, dopo stabilito il precetto dell'approvazione del bi- 
lancio per parte della giunta provinciale amministrativa, le variazioni al mede- 

ir„rr "TT "^ '^""'^ «PP— o-. Non tutte perù richiedono di essere 
approvate esplicitamente e nella medesima forma; e noi vedremo partitamento 
qual, SI deb ano intendere implicitamente già autorizzate, quali siano amm s 
con la semplice comunicazione all'autorità tutoria, e quali infine vogliono essere 
espressamente approvate. "ìì»^uo essere 

/n.-®'^* ~ ''* "«'•'■««■<">'■ "l bilancio, per le quali non occorrono speciali au- 
tortzzaziom, sembra a noi che possano determinarsi nelle sole due specie se- 
guenti : O per residui e lavori già approvati e derivanti dall'esercizio precedente • 
o pegli storni da articolo ad articolo dello stesso capitolo. 
Esaminiamoli separatamente. 



a). _ Chiuso che sia il rendiconto dell'esercizio immediatamente pre- 
edente, 1 avanzo o disavanzo di cassa ed i residui attivi e passivi laschi da - 
1 esercizio medesimo, vengono trasportati di pieno diritto nel preventivo in corso 
n sostituzione a quell'avanzo presunto, che vi era stato iscritto all'epoca de a' 
formazione di esso preventivo. Ciò è naturalmente richiesto dalla le ssa L 
immediata concatenazione dei conti, ed é chiaramente voluto dall'artico oTd 

secondo l ordine del bilancio, deve dimostrare il fondo di cassa risultante alla 



93 

chiusura dell' esercizio precedente, e le riscossioni avvenute sui residui attivi ed 
1 pagamenti effettuati sui residui passivi antecedenti. 

Inoltre può darsi il caso che qualche fondo stanziato nel bilancio precedente 
per lavori o provviste straordinarie non abbia avuto esaurimento, e che non 
possa essere conservato tra i residui passivi, perchè non presenta i requisiti 
indicati dall articolo 69 del regolamento. 

Pur tuttavia, mentre troviamo opportunissimo di escludere tali fondi dai 
residui passivi, perchè i residui passivi devono rappresentare veri debiti, crediamo 
però, che, se la situazione economica dell'Opera pia tuttora lo permetta, i lavori 
di CUI trattasi s. possano eseguire senza bisogno di invocare nuove autorizza- 
zioni, trasportando all' uopo ed aggiungendo d' ufficio i fondi relativi nel bilancio 
dell anno corrente. E colesta una questione di massima, forse più di forma che 
di sostanza, ma a nostro avviso molto interessante, che va risoluta col consenso 
delle rispettive giunte provinciali, e che noi trattiamo più diffusamente nel ca- 
pitolo quinlo, articolo III", ove si parla della determinazione nel rendiconto dei 
residui attivi e passivi da tramandarsi all'esercizio successivo 



b). - Storni - Oltre tali modificazioni, vi hanno, non soggetti al- 
1 approvazione dell'autorità tutoria, gli storni e trasporti di somme da un arti- 
colo ali altro del medesimo capitolo. 

La legge all'articolo 38 ha voluto che tale approvazione fosse limitata agli 
storni da capitolo a capitolo, affinchè le amministrazioni non siano indotte ai 
facile ripiego delle impostazioni complesse, che nuocerebbe gravemente alla 
chiarezza e sincerità dei bilanci ed all'efficacia del controllo. Restano pertanto 
consentiti e liberi gli storni da un articolo all'altro dello stesso capitolo. Senon- 
chè, non apparisce evidente se questi storni, nelle amministrazioni collegiali 
possano essere operati dal solo presidente, o debbano essere deliberati dalla 
intera amministrazione. Osservando quanto si pratica dallo Stato, troviamo al- 
articolo 86 del suo regolamento di contabilità che i trasporti di somme da un 
artico o ali altro di un medesimo capitolo sono nelle facoltà dei ministri 

Nelle province e nei comuni sono le deputazioni provinciali e le giunte 
comunali che deliberano tali storni (articolo 117 n. 3, e 210 n. 7, legge 10 feb- 
braio 1889). Parrebbe dunque da questo lato che nelle amministrazioni di bene- 
ncenza potessero per analogia entrare nelle attribuzioni dei presidenti, i quali 
come , ministri nello Stato, e le deputazioni e le giunte municipali nelle provinole 
e nei comuni, rappresentano qui il potere esecutivo. 

Ma d'altronde c'è da considerare che tale disposizione per le provinole e 
per I comuni parte forse dal riflesso che i consigli provinciali e comunali si 

noUnr H ,; '1 ' " Z '" '''' " P"^""" ^^^'=""^° ' ""^P'>'^ di più membri. 

m f^ '" '^SS« «"" Ope'-e pie è prescritto che i mandati di pagamento, ol- 
rechè della firma del presidente, devono essere muniti di quella di un altro 
nembpo (articolo 32 n. 4), dal che appare manifesto che eziandio nella parte 

esecutiva la legge vuole il concorso di più persone. Ed il regolamento di con- 



t .. 



m. 




94 

labilità poi all'articolo 31 ha disposto che le prelevazioni dal fondo di riserva 
(cosa questa che ha molta analogia agli storni di cui ci occupiamo) devono es- 
sere regolarmente deliberate dall'intera amministrazione. 

Su questo proposito osserviamo che un vincolo soverchio condurrebbe na- 
turalmente a diminuire il numero degli articoli, ciò che non si deve desiderare, 
perchè il dettaglio e l'analisi, specialmente nelle spese, sono utilissimi; e d'altra 
parte la troppa libertà potrebbe dar causa ad illegittimi e pericolosi arbitri. 
Necessita a parer nostro di fare distinzione tra capitoli e capitoli, poiché per 
alcuni, come quelli della manutenzione ordinaria degli stabili, delle spese di 
vitto, ecc., la classificazione degli articoli deve considerarsi puramente illustrativa, 
e per questi sarebbe superfluo e fastidioso di stabilire controlli; mentre altri, 
come i sussidi secondo i diversi fini, i lavori straodinari, ecc., lo richiedono. Onde, 
atteso il dubbio che su tale riguardo deriva dalla legge e dai regolamenti, noi 
riterremmo opportuno che le singole amministrazioni con deliberazioni di mas- 
sima stabilissero quali siano i capitoli su cui gli storni dalFuno all'altro arti- 
colo possano effettuarsi dal solò presidente, e quali gli altri che non possano 
modificarsi senza deliberazione dell'amministrazione. 

83 a). — Le variazioni al bilancio, per le quali è richiesta la semplice co- 
municasionCf sono : 

l.o le nuove o maggiori entrale che si accertano durante l'anno, di cui però 
gli amministratori non possono valersi per accrescere le assegnazioni passive del 
bilancio, senza autorizzazione della giunta (articolo 35 del regolamento di con- 
tabilità) ; 

2.0 e le prelevazioni di somme dal fondo di riserva (articolo 31). 
Tra le nuove entrate però sono comprese le oblazioni di cose mobili o da- 
naro con la condizione o consenso, espresso o tacito, che siano da distribuirsi 
integralmente ai poveri durante V esercizio del bilancio, e quindi senza obbligo 
di destinarle ad aumento del patrimonio. Di queste è evidente che l'ammini- 
strazione possa, anzi debba curarne l'erogazione secondo la mente del donatore, 
quando è espressa, senza d'uopo di autorizzazione (articolo 68 del regolamento 
amministrativo). 



b), — Una lacuna che ci pare di riscontrare nelle disposizioni regolamen- 
tari, e cui già alludemmo al n. 76, è questa: che mentre si parla di nuove o 
maggiori entrale, si trascurano le diminuzioni che possono avverarsi nelle entrale 
medesime. Ora, in quanto alle diminuzioni, se non occorre tenerne conto nelle 
spese, indicando allora un vantaggio economico, non si comprende però come po- 
trebbero non essere contemplale nelle entrate in cui segnano un pericolo. Invero, 
diminuendosi una corrisposta di affitto, perdendosi un diritto attivo, cessando 
un sussidio, che erano previsti in bilancio, se non si avranno altre nuove risorse, 
o se di altrettanto non verranno diminuite le spese, l'istituzione s'avvierà diret- 
tamente al disavanzo. Onde risulta necessario, che lasciando pure a parte la 



95 
comunicazione alla giunta, le amministrazioni, oltreché delle maggiori entrate ab- 
biano anzi a tenere maggior conto di quelle minori, che si vengono accertando 
durante l'anno, segnatamente se sono di qualche entità, allo scopo di rimediarvi 
in tempo con opportuni provvedimenti. 



U — r approvazione poi della giunta provinciale è sempre prescritta 
fuori dei casi sopra menzionati, quando trattasi di altre variazioni ai bilanci. 
Esse principalmente sono: 
1.° le nuove o maggiori spese a cui non si possa far fronte col fondo di 
riserva, di cui all'articolo 31, e per le quali si devono indicare i mezzi per sop- 
perire al nuovo o maggiore impegno (articolo 30 regolamento di contabilità); 
2.0 gli storni di fondi da capitolo a capitolo (articolo 37); 
3.- i lasciti o doni da capitalizzarsi, salvo per questi, ove del caso, l'au- 
torizzazione sovrana prescritta dalla legge 5 giugno 1850 (articolo 36 le^ge 
lettera e); °° 

4.0 le trasformazioni e diminuzioni di patrimonio (articolo 36 legge lettera e) ; 

5.0 le maggiori anticipazioni, oltre i limiti assegnati nel bilancio primitivo' 
per grandi provviste di generi di consumo, per fondi di scorta alle industrie 
annesse e simili. 

Tra queste operazioni talune si connettono al movimento e trasformazione 
dei capitali. Intorno a che la legge é molto restrittiva, facendo obbligo all'ar- 
ticolo 28 di impiegare le somme da investirsi in titoli del debito pubblico dello 
Stato o in altri titoli emessi o garantiti dallo Stato, come abbiamo già visto al 
n. 28 nel capitolo primo, in seguito al quale obbligo espressa pare fondata 
1 opinione che per tale impiego solamente non occorra l'autorizzazione del- 
l autorità tutoria. Come siffatta autorizzazione, rispetto agli stanziamenti e va- 
riazioni del bilancio, non occorre per depositare le somme eccedenti i bisogni 
ordinari presso le casse di risparmio postali, ovvero presso altro istituto, pur- 
ché questo istituto sia preventivamente designato dalla rappresentanza del- 
l Opera pia coli' approvazione della giunta provinciale (articolo 23 della legge) 

Ma all' infuori di questi casi, per l'impiego in qualsiasi modo di somma di- 
sponibile, occorre evidentemente l'autorizzazione, anche a termine dell'articolo 76 
del regolamento amministrativo, poiché se è permesso e diremmo quasi obbli- 
gatorio di depositare le somme esuberanti di danaro in un istituto di credilo 
non può essere lecito di impiegarle nell'acquisto di generi eccedenti il consumo 
annuale, né di metterle in mani degli agenti delle aziende industriali annesse 
od altrimenti erogarle al di là dei limili segnati dal bilancio. Cosicché, mentre 
«pparisce necessario ed importantissimo che nella formazione del bilancio pre- 
ventivo siano indicati i limiti di siffatte anticipazioni e trasformazioni di valori 
risulla indubitato che ogni eccedenza sulle medesime costituisce una variazione 
cne deve essere sottoposta alla sanzione della giunta provinciale. 

. - E tulle le variazioni ai bilanci, delle quali abbiamo sinora parlalo, si 






96 

dovranno fare risultare a Opera pia per Opera pia da un' apposita tabella, in cui si 
nport^ranno le somme generali dell'entrata e dell'uscita risultanti dal bilancio 
pnmiUvo, V. s. toglierà l'avan.o o disavanzo dell'anno precedente che era slato 
.scruto in c.fra presunta nel dello bilancio primitivo, sostituendovi il fondo di 
cassa ed . ver. residui attivi e passivi risultanti dal rendiconto, e vi si note- 
ranno tutte le altre aggiunte e gli storni in precedenza accennati, che si verifi- 
cheranno nel corso dell'anno. La ^n^Xe tabella sarà di utile norma per l'ammi- 
n.straz,one, perchè recherà sempre l'avanzo o disavanzo che si prevede potrà 
presum,b,lmente trovarsi alla fine dell'esercizio in corso, in maniera che da 
es a nel mese d, settembre si prende la cifra da impostarsi nel nuovo bilancio 
pel futuro esercizio, secondo l'articolo 18 del regolamento di conlabilità. 

Deliberalo che sia il dello nuovo bilancio, bisogna avvertire che in questa 
tabe la, relativa al bilancio precedente, non potrebbero entrare negli ultimi mei 
de anno a tre variazioni, all' infuori degli storni: e si dovrà specialmente evt 

;o::isXr """^^^ ^ '"^^^'"^' -'-'' ^^"^^ -- --- ° -««<- --- 



97 



CAPITOLO QUARTO 
DELLE SCRITTURE 

Articolo I. 
AVVERTENZE GENERALI 



86. Concetti fondamentali - piena libertà di metodo, 

87. Scritture della congregazione di carità di Perugia. 

88. Divisione delle scritture in due parti: 

a) pianta sommaria con divisione dei conti patrimoniali da quelli ammi^ 

b) materia della contabilità patrimoniale; 
e) materia della contabilità amministrativa 

89. Il rùultato della contabilità amministrativa è anche risultato finanziaria. 



«l™.„„ "i,.^""*""* ^^^' «"»« «««''O abbiamo potuto, i principi direttivi, 
almeno quelli che a nostro avviso sono i più interessanti e che derivano da 
nuovo regolamento di contabilità, per ben regolare l'amministrazione delle isti- 
meZli ''*"*"*''''^" ^'"' P"°<='P^ «' '-'■«-««'ono nei due seguenti capi fonda- 

cend. Ir ^""f^*;'."»* ^«' patrimonio d'origine o della dote permanente, fa- 
cendo ,1 parallelo de. capitali che si alienano, e di quelli che si acquistano per 
portarne a fin d'anno lo sbilancio a conto nuovo; ^ 

tatto iì^'" ^"'""!° P""'^*""'" •=°«'P'«"'. accuratamente redatto, che contempli 
tatto .1 mov.mento amministrativo, cioè: 
a) rendile e spese ; 

h) movimento dei capitali; 

e) operazioni permutative, precarie, ecc. (partile di giro)- 
per PO. redigere il rendiconto egualmente completo, col m'edesimo ordine, 
con la medes.ma class.ficazione ed in confronto del bilancio preventivo e che 
comprenda eziandio il conto di cassa. ' 

raJ'n jr'"T •!'""'""'* '""'''' ^"''^ " ™*'°<''' *" ^<'"""'-« da preferirsi per 
ragg ngere più facilmente quel doppio intento. Senonchè in presenza dei pro- 

rosciuu "^"'*""'"° '" ^'"^"'° ''^'■'^ •**' •=«""' «d «-«"do Stata sempre ri- 
conoscuta come opportuna ed utile la più grande libertà nella applicazione 



. 



J 




Si 




98 

dell' uno piuttostochè dell'altro metodo, noi, che ci sentiamo troppo deboli su 
questa materia, non oseremo certamente di fare in proposito alcun confronto e 
facemmo voti che gli studiosi, dopo avere apprezzato quei due fondamentali 
principi, suggeriscano la via migliore per la loro attuazione. 

A questo riguardo è da aver presente che il regolamento di contabilità non 
ha dettata alcuna prescrizione, e secondo noi ha fatto benissimo, dappoiché, po- 
lendosi in diversi modi raggiungere lo stesso scopo, non è opportuno né utile 
di inceppare le abitudini e le iniziative individuali. 



'. - Nondimeno, poiché dobbiamo venire ad esemplificare i modelli del 
nuovo regolamenlo, additeremo in quale forma si tengano da noi presso la con- 
gregazione di carità di Perugia le scritture che già rispondono a quei due con- 
cetti. Non abbiamo alcuna pretesa che le scritture stesse possano andare esenti 
da critiche; anzi sappiamo che ne incontreranno moltissime. Avemmo in mira 
la maggiore semplicità, ma saltando ed eliminando ciò che ci pareva duplicalo 
e superfluo, saremo facilmente caduti in applicazioni, che dai criteri' scientifici 
della ragioneria si discostano. Non possiamo tacere però che il buon risultato 
ottenutone, anche rispetto alla speditezza ed alla economia, è convalidato da una 
lunga esperienza. 

La congregazione di carità di Perugia, che, se non è tra le più importanti 
non è nemmeno delle ultime, amministra ben 30 Opere pie di svarialissima na- 
tura, quali ospedali, manicomio, brefotrofio, conservatori maschili e femminili 
mon e di pietà, ecc., ed ha una rendita annuale ordinaria di oltre lire ottocen- 
tomila. Ha una cassa pensioni a favore degli impiegati e salariati, ha una cassa 
di sovvenzione mutua fra le Opere pie, conduce in amministrazione diretta di- 
versi lenimenti di fondi rustici, e con tutto ciò ha avuto costantemente in ogni 
anno ultimali . suoi rendiconti nel mese successivo alla chiusura dell'esercizio 
mentre incontra una spesa pel personale dell'ufficio di ragioneria, che, commi- 
surala interamente sull'ammontare della rendita ordinaria annuale, arriva ap- 
pena alla proporzione dell' 1 .20 per cento, e quindi è anche inferiore alla media 
dell 1.55 % desunta al numero 56. 

Né possiamo tacere i benigni giudizi che le nostre scritture incontrarono 
alla mostra d. ragioneria di Torino nel 1884, dove ottennero la distinzione della 
medaglia d argento. 

La giuria per la delta mostra così si espresse: . Questo ordinamento è spe- 
. cmlmente lodevole, e per la semplicità della scrittura, e per la sicurezza dei 
. controll, e per la sollecitudine con cui si possono ottenere i rendiconti . 

Il prof. Giovanni Massa nel suo prezioso volume - £a ra^.onmV, a«'e.po- 
su^one nazionale di Torino nel 1884 - (■) ebbe a riassumere con tanta 
diligenza e chiarezza il nostro ordinamento di scritture, che noi slessi non sa- 
premmo fare ugualmente. E non si sarebbe certo dato al faticoso lavoro di 

(>) -Novara, Tip. - RM»ta di ContabUità, 1884, - pag. «1». 



99 
spoglio che ebbe a fare, anche del giornale, se qualche concetto nuovo ed utile 
non VI avesse intravvedulo. 

ul« Urt^a'^.^''''""? f "«"'■"^"'' »«"« -« brillanti dioagazioni crUiohe su 
tal mostra (•) concludeva uno dei suoi articoli, dedicato appunto all'esame di 
metodo di scritture, esposto da questa congregazione, colle seguenti parole- 

. L impianto conlabile della congregazione di carità di Perugia é, nel con- 
. cello e nella struttura sua, una novità di mollo pregio, meritevole di essere 
. ponderatamente studialo da ragionieri e da amministratori, e che onora cosi 
. Il collega CUI ne è venula l'idea, come l'ente che ne ha ordinata l'applica- 
« zione ». *^^ 

di ^Z^IT "■'" "f' '""■"" '"■'"'^'°" ' '•''«'''"'■^'•'■' •^''^ ebbero occasione 
di conoscere da vicino le nostre scritture, ne fecero materia delle loro lezioni 

e le attuarono con soddisfacenti risultati in diverse amministrazioni di benefi- 
cenza della provincia. "^i^^n 

Ricordare tulio questo assume per noi l'aspetto di una certa vanità che 
assolutamente non sentJamo. non abbiamo e non possiamo avere. In primo 'luogo 

delle scrtture, m quanto crediamo che per molle circostanze occorra spesso d 

bihtà che non s. muova, segni, più che stazionarietà, regresso 

Secondariamente, occupali soverchiamente nell'esercizio professionale, oltreché 
a capacità, e. manca altresì il tempo per studiare quanto occorrerebbe/ed impa 
rare a conoscere quanto fanno gli altri, e discernere dove sia il megho 

In conseguenza, non solo ci sentiamo alieni dal menar vanto dell'opera no- 

a tùi ^Ed r sl'"V "T r "-P^^^' '^' "'^««'°- -P^"" — 'e opere 
allrm. Ed è solamente perché da taluno sono state mosse le più acerbe e sprez- 

;:;:':';:: ^^^^-^^^-^^^ ^«' --vo regolamene, che sonoluo 
conformi a quelle già vigenti in questa congregazione, che noi abbiamo creduto 
quasi nostro dovere di far rilevare che le suddette disposizioni non sono sta 
da ahri competenti giudicate così disprezzabili, come si crede 

Ed ora, senza dilungarci in altri ragionamenti, indicheremo, nella maniera 
P semplice e più chiara che ci sarà possibile, l' ordinamento de le stessTscri - 
iure e procureremo di far conoscere quali di esse siano da ritenersi assoda 
mente in .spensabili, e quali si possano omettere dalle Opere pie mi IrT a cui 
certamente alcune di esse scritture riuscirebbero difficili e superflue 



parti I . ~ " "*"* '" ^«P''™^^'»"^ divide la nostra contabilità in due 

nZ: \ ^ \ P"'' '' '=*'''""'' '^'"''«*'«''* patrimoniale o della dote perla 
nenie; la seconda contabilità amministratica e finanziaria. ^ 

«ella con'Stà'~" ''' "'"'' '""" '' ^""^ ''^'^'^ ^' ""-'« "uè parti 



(i) Parma, Tip. Battei, 1886, pag. 189. 



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à.U.^T' " r^ " """^° "' '"■"""■' ' bilanciarne, avendosi in ciascuna 
delle due part. ,1 conto dell'Opera pia proprietaria, in antitesi agli altri con i 
dei consegnatari, debitori, ecc. » "■ coni. 



6). - La contabilità patrimoniale, escludendo ogni partita di rendita 
e d. spesa, comprende solamente i valori che concorrono a formare la dotazione 
permanente dell'Opera pia, la quale dotazione si fa consistere nell'ammoZ 

1 ammontare delle ered.tà e dei legati successivi, salve le sopravvenienze, che 
possono essers, venficate intrinsecamente in siffatti valori. Non conoscendosi 
con prec.s.one la dotazione originaria, si considera essere questa costituita di 
quegi, element. che si possiedono al momento della formazione dell' inventario 

con t'hT^r . '" ''" ' " ''^"'"^''' ""'"'''''' '' «P^^o - P-tano in questa 

conUb.l.tà ad aumento o diminuzione di patrimonio soltanto se havvi espress 

del.beraz,one della congregazione, munita, a seconda dei casi, di superiore ap! 

provaz.one, ed .n quella misura che viene stabilita in ciascuna deliberazione il 

tutto com è stato già dimostrato al capitolo primo e specialmente ai n. 23 e seguenti 



P.M ■- ~; ^°"'"*'^"<* amministrativa è basata sul bilancio preventivo. 

Porta prmcpalmente le rendite e le spese dell'esercizio corrente, nonché gli 
avanz. o d.savanz, di rendita degli esercizi passati, e dà per risultato, sulla .^f- 
erenza tra . res.du. att.vi e passivi e tenuto conto del resto di cassa, la somma 
che nmane d.spon.b,le per gli esercizi successivi, la quale somma altro non 
è se non l amn.o de rendita dell'anno di cui si rende conto, cumulato 
con gh aoan,t dt rendita degli anni precedenti. Oltre poi le rendite e le 

«''nllvi''"' i'.' '°'"' °^"""° '"' '°"° '""'' '*'^« '•'"•'^«™« «««e^'on!. esigibili 
e pagab,!. nell esercz.o corrente, questa parte di contabilità che può chiamarsi 

anche finanziaria, come meglio ora vedremo, abbraccia ogni altra operazione 

d. ca sa negh appos.l. titoli di - movimento di capitali e dipartite di giro - 

ed offre COSI ad un tempo i dati economici e finanziari dell' amministfazione. 

Non è forse inopportuno, m quanto al movimento dei capitali, di osservare 

che esso in questa contabilità, a norma di quanto dicemmo al n. 72 figura 

quasi sempre come una partita di giro, imperocché se cade in entrata una 

^mma riscossa, a cagione di esempio, per alienazione di uno slabile, deve 

trovarsi in uscita una eguale somma pagata o da pagarsi per acquisto di un 

corrispondente capitale (art. 66 del regolamento di conlabililà) 



>. - Questa seconda parie di contabilità, adunque, chiamata amministra- 
tiva, svolge interamente il conto economico delle rendite e delle spese, ed ab- 

L'ITv v°"'r"""""T" '""" " """^'■" ••«' ''"«"'='° P'-eventivo, ossia della 
contabdUa finanziaria, diguisachè il risultato finale amministrativo rappresenta 

rSeii! sTritU: " '"""^^'"'^ '-' '^ "''^''''^ ''' "'-"«"' « p- '« --P"- 



103 
In quelle amministrazioni infatti, come dello Slato, delle provincie e dei 
comuni, nelle quali non si verifica siffatta eguaglianza tra l'avanzo finanziario 
e l'avanzo di rendite, oltreché si usa di tenere un altro corpo separato ed indi- 
pendente di scritture per la contabilità finanziaria, si è sempre lamentato e si 
lamenta, da taluni, dì non arrivare a capire perchè non debba sussistere la 
suddetta eguaglianza; da altri, di non intendere il significato e lo scopo dell'a- 
vanzo finanziario, che non è avanzo di rendita, perchè deriva anche da movi- 
mento di capitali, non è avanzo di cassa, perchè vi sono connesse le somme 
rimaste da esigere e da pagare. 

Vero è che V avanzo finanziario ha importanza nei rapporti costituzionali 
m quanto viene a indicare il risultato di ciò che ha fatto il potere esecutivo di 
fronte alle autorizzazioni che avea ricevute col bilancio di previsione dal potere 
deliberativo, ma è altrettanto vero che nei rapporti economici non ha ancora 
avuto una uniforme interpetrazione, e si può asserire con fondamento che ha 
dato causa in non poche amministrazioni ad un più o meno lento e talvolta 
involontario consumo delle sostanze patrimoniali (»). Perocché se la contabilità 
finanziaria, dove non esiste eguaglianza nel movimento di capitali, si limitasse 
a seguire la storia delle previsioni ed a mostrare a fin d' anno, in confronto alle 
medesime, le somme degli accertamenti, e li si fermasse, porgerebbe il mezzo 
di sindacare l'operato del potere esecutivo, e niun danno recherebbe al patri- 
monio. Ma poiché di quella contabilità si riprendono i resti attivi e passivi e 
si concatenano alla gestione degli anni successivi, regolando anche su di essi 
le spese e le erogazioni dell'amministrazione, egli é evidente che se i resti at- 
tivi derivano in tutto o in parte da capitali alienati, si viene per effetto di tale 
contabilità finanziaria ad esercitare un' azione deleteria sul patrimonio. 

Fortunatamente per le Opere pie queste cause di complicazioni, di ambi- 
guità e di pericoli non sussistono, perchè, come abbiamo detto, l'avanzo finan- 
ziano è per esse anche l'avanzo di rendita. E lo dimostriamo brevemente. 

La nostra contabilità amministrativa, che in sé stessa ha Io scopo di deter- 
minare l'avanzo o disavanzo di rendita, indipendentemente dal patrimonio netto 
d origine, comprende : 

a) le rendite e le spese effettive; 

b) il movimento dei capitali; 
e) le partite di giro ; 

ossia comprende tutto ciò che fa parte di una contabilità finanziaria. 

Le partite di giro, tutti sanno, che non alterano il risultato finale, perché for- 
mano una naturale eguaglianza. E siccome anche il movimento dei capitali, nella 
categoria di entrata, dev'essere per le Opere pie, come abbiamo detto, eguale a 
quello della corrispondente categoria in uscita (articoli 21 e 66 del regolamento 

^^lvllot!LZ !™'"^''*'*""' '!'' «««"^P»^' ^he il rendiconto finanziario di un Comune - quando 

unavanzodZ . n ''''''" " ""'''' ''"'"' '''''' ''''''''' rinvestimento - si possa chiudere con 

<lei <Lbiu ir; ^'T'"' '' ^""'^ ^^^"^^ ^* ''''*' P^'^^^^"^^' '' "'i- di ^-Pi^ii o la creazione 

aebiU sarebbero suti deliberati per una somma minore. 



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104 

di contabilità) così, non restando che le rendite e le tpese effettive, ne deriva 
che il risultato finale di tale contabilità amministrativa è fatanxo (o disavanzo) 
rf» rendita, e ad un tempo l'avanzo (o disavanzo) finamiario 

E questa unapartioolare circostanza delle Opere pie, alle quali saviamente si 
è fatto obbligo di conservare intatto il patrimonio, che è l'essenza della loro vita. 
V msigne coram. Rossi, quando ebbe a dimostrare in generale che un avanzo 
finanziano non può essere eguale ad un avanzo di rendita, dovè fare una ecce- 
zione, forse pensando alle Opere pie, e disse: . In un caso solo i due avanzi 
. (finanziano e di rendita) possono essere eguali, vale a dire quando fossero 
« eguali le due categorie dei movimenti de' capitali » ('). 

Tuttavia a questo punto e' è da prevedere qualche obbiezione poiché si va 
dicendo: non tutte le entrate e le spese portate, benché col nome di effettive, 
in un conto finanziario, sono poi vere rendite e vere spese. 

Primieramente rispondiamo che un' accurata redazione dei bilanci, oggi che 
la loro classificazione è stata assai migliorata anche per le Opere pie, potrà ge- 
neralmente ben rispondere al concetto della parola effettive, ma pure ammettiamo 
qualche eccezione; e lasciando a parte le entrate, le quali quando il bilancio sia 
ben fatto saranno sempre corrispondenti alle rendite, vediamo cosa possa esservi 
di vero nel caso nostro in quella obbiezione, relativamente alle spese. In ordine 
alle quali la quislione si aggira sempre intorno al capitalizzare o no i lavori 
negli stabili e le provviste di nuovi oggetti mobili; antica quistione, che secondo 
noi, come abbiamo già detto, divide la buona dalla mala amministrazione. Si 
osserva che la spesa, per esempio, di miglioramento di un fabbricato e la prov- 
vista di nuovi mobili, sebbene figurino spesso tra le spese effettive finanziarie 
non sono interamente vere spese o consumi nel eenso patrimoniale, avendosi 
un aumento di valore nel fabbricalo, e restando una maggiore scorta di mobili- 
e noi diciamo che i prudenti amministratori non portano ordinariamente a capi- 
tale queste spese, registrando intanto nell'inventario, per memoria e senza va- 
lore, gli oggetti acquistati ed i lavori fatti, ed aspettando che l'aumento estima- 
tivo venga fuori nella occasione della revisione generale dell'inventario. (Vedi 
sul proposito n. 29 b) e 32). 

Rispetto alle Opere pie poi, anche volendo aggiungere rigorosamente al 
capitale una parte dell'ammontare di tali lavori e provviste, si deve ricordare 
che lo stato dei capitali (situazione patrimoniale) è nettamente separato e diviso 
dai fondi delle rendite e delle spese (situazione amministrativa) nella stessa guisa 
che sarebbe divisa la situazione del proprietario di un patrimonio, da quella 
dell usufruttuario del patrimonio medesimo. Onde se l'amministrazione di una 
Opera pia ha deliberato e voluto, iscrivendoli nel bilancio tra le spese effettive 
che . suddetti lavori o le suddette provviste debbano gravare il fondo delle ren- 
dite, egli è chiaro che questo fondo deve essere di altrettanto diminuito, senza 
badare se tale spesa segni un vero e completo consumo, ovvero se qualche 

(i) Il Logismografo, voi. IX, pag. 117. 



105 

nuovo valore ne rimanga, il quale ad ogni modo dovrebbe passare come una 
sopravvenienza a benefìcio dell' altra situazione, ossia di quella patrimoniale. 
Onde le spese effettive finanziarie sono sempre vere spese nel senso ammini- 
stratioo; come spesa nel senso amministrativo è quando si delibera di destinare 
una parte di rendita ad aumento del patrimonio. 

Ma il caso inverso, quantunque rarissimo, bisogna prevedere, che sarebbe 
quando la spesa effettiva finanziaria, per esempio per manutenzione dei mobili, 
risultasse inferiore al vero consumo. Ed allora, anche per quel rispètto che si 
deve avere a non diminuire mai, perfetto dell'amministrazione, gli elementi pa- 
trimoniali, conviene far figurare nel conto finanziario e nei titoli rispettivi la 
diminuzione di capitale in entrata, ed il consumo in uscita. E ciò porta a con- 
cludere che le spese nel senso amministrativo sono sempre comprese tra le spese 
effettive del conto finanziario; con che resta provato che V avanzo finanziario è 
uguale all'avanzo amministrativo, ossia all'avanzo di rendita disponibile (o vi- 
ceversa disavanzo). 

Ma se pure non ci verrà contraddetto che l' avanzo amministrativo è anche 
avanzo finanziario, non ci si concederà sicuramente che la nostra contabilità 
amministrativa possa chiamarsi contabilità finanziaria, per la ragione che nei 
libri della contabilità amministrativa non registriamo le cifre del bilancio pre- 
ventivo. Al che ci è facile di replicare che noi potremmo sempre farlo, ma 
soltanto per brevità e speditezza preferiamo tenere egualmente nota delle previ- 
sioni in appositi succinti prontuari (di cui al seguente articolo, §§ 1*> e 2°), e 
non ripetiamo la registrazione nei libri delle cifre del preventivo, aspettando 
l'epoca della chiusura per segnarvi definitivamente gli accertamenti. Mentre, ben si 
comprende, ed una volta anzi noi pure lo facevamo, volendo, si possono benissimo 
trascrivere nei libri slessi le previsioni, le quali, facendole seguire dalle modi- 
ficazioni e dalle differenze finali, si andrebbero a convertire negli accertamenti. 

Ciò del resto è una quistione di forma. La sostanza si è, lo ripetiamo, che 
la contabilità amministrativa contiene tutta, né più né meno, tutta la materia 
della contabilità finanziaria, conduce al medesimo risultato ed a compilare il 
rendiconto finanziario in raffronto al preventivo; onde non vediamo alcuna ra- 
gione di pratica utilità, che consigli ad impiantare due distinte contabilità, le 
quali parallelamente funzionerebbero all'identico fine. 



Articolo II. 



SCRITTURE ED ATTI DEL SERVIZIO DI CASSA 



90. Quali principalmente siano. 

# 

OO. — Ed ora dovressimo indicare in quale maniera noi diamo svolgi- 
mento ai conti delle due parti in cui è divisa la contabilità, secondo la pianta 



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tamente forniscono gì eTemen i 'e I ."" "!""'"' *=*""« ""*'" •="« -«"- 
'amo più opportuno d pariae "1" "''''° •'"' ""'^'•""*- '^-^ «=' '«- 
minori possono essere da' oUne^ Tuffi 'ienTa'; '" ""T- ""^ ^^^-^ ""^ 
redazione del conto finanziario « H J ' . """ " ^'"'""•« ' dati necessarf per la 

Pleto rendiconto. Ed al ora L„do .^"'V""^"""^» «-"<""'•-'. "«-a del com- 

litó, si comprende di iL^r. co,^ ■■*". "°"'° ''' ""'" """»« "«"« ««n'abi- 

superflua. ^* '" '"'"* "«"' "'"•« «>mplicazione di scritture sarebbe 

sere i.t::lV;tLÌ^lr:at^";" ''' """' «^""«^^ « variabi.epu.es. 
.-portanza e dettagldei t v f,, '^r '" "*"*" •^'■''' ^^ " --"« ^«"« 
ed esattori, e di molte al e" rlsta„ " T ." "°" ''' '■'■'•="°"'«" «P^-"»' 
e comprensivo, che Tinte o sTv zt J ri "'' ^ ^'"■"'''"' " "^° P'" ««"*■•«'« 
da un solo tesoriere, ci li:ir:r ^n^' Zh TT "'■ ''"'' '"^^™'""' 
che a parer nostro sono questi- 1 o PrlT fj « de. registri principali, 

sione: 2.0 Prontuario deZ l'ita ■ Zo 0^7 J '""""" ° ''''°'° ''' ■•-- 
mento definitici; 5.» PaaamZi'lnf . ' '"'*''' "^ ^«'«''"' rf'>a^a- 

/-a^ame^/, ,„ conto pendente; 6.» G,or«a/e rfe/ tesoriere 

§ 1.» 
Prontuario deU'entrata, o ruolo dì riaoossione. 

93. i?wo/, specm/i ed avvertenze varie. 

deirelVio" ai'TesoHeVLalS^^^^^^^ " T"'""'^ '"•^^'="-' <=''« " --o 
scossione annuali o parzi ne TuaH '- " ' " '"'""""'' "' ""'"''' '' '•'- 
bilancio, sono registrati t'Jl ; 'v/"" •="'^^'«---e -«"ita nel 
9ere e le respetL .ea. J^ of „„ t "r^; T^ '"'■ "^''" " ""' '" '''- 
esatta la data ed il „„.../,ella .^ J;f ;^^J "' '' "^ '^'"'•" '^ ~« 

Vizio'- li't'prr^iotird'r""'-'- "' '''''"' ^-^---^ p^- - 

degli obblighi effettivi de It! r e^e r por'aT"""""' '''''' '''""' '« "-- 



107 
il tesoriere stesso air infuori di essi ruoli o che dai medesimi non derivi, il che 
implica il mandalo e l'autorizzazione espressa ad esigere dell'amministrazione. 
Un'eccezione però fa lo stesso regolamento col successivo articolo 48, nel quale 
dispone che i tesorieri debbono accettare, anche senza l'autorizzazione preven- 
tiva dell* amministrazione y le somme che i terzi intendono versare a qualsiasi 
titolo in prò dell'istituzione, ciò che deve interpetrarsi quale alto di liberalità, 
sussidio od elargizione volontaria e non condizionata ad alcun onere; mentre, 
quando non si trattasse di dono od elargizione incondizionala, il tesoriere rila- 
sciandone ricevuta con la clausola, salvo i diritti dell'istituto, indicherà il titolo 
pel quale si asserisce di voler fare il versamento, oltrecchè, in ogni caso, dovrà 
comunicare per iscritto, nel termine di 24 ore, all'amministrazione, il fatto di 
tali esazioni che avvengono indipendentemente dal ruolo di riscossione. 

Questa eccezione alla regola di far derivare da un atto dell'amministrazione 
ogni partita di riscossione, ha l'evidente e giusta ragione di facilitare, esclu- 
dendo ogni preventiva formalità, siffatti doni ed elargizioni che potrebbero anche 
venir fatti in modo segreto da persone che non vogliono palesarsi e che, man- 
dando direttamente al tesoriere la somma, intendono sfuggire dall'ordinario tra- 
mite dell'amministrazione. Tali doni ed elargizioni devono però essere pubbli- 
cati in modo visibile nel luogo e tempo determinati dall'amministrazione stessa, 
secondo l'ultimo capoverso di detto articolo 48, sia per controllo del tesoriere, 
sia per mantener viva la generosità dei benefattori. 

Il regolamento stesso lascia nel citato articolo 47 una certa libertà circa il 
metodo e forma dell'atto che deve determinare il carico di esazione, dandogli 
genericamente il nome di prontuario o ruolo od ordini di esigenza, annuali o 
parziali, il che dà libera scelta alla forma rispondente a ciascuno di essi titoli, 
la quale sembrasse migliore o più adatta. Nel passato si usava molto largamente, 
in ispecie nelle Opere pie minori, di consegnare per l'esigenza al tesoriere una 
copia autentica del bilancio preventivo, ma questo se era un mezzo mollo sem- 
plice e spedito, non poteva sempre e bene rispondere allo scopo, inquantochè, 
trovandosi spesso in esso bilancio frammiste le entrate certe e liquide, con quelle 
incerte ed illiquide, mancandovi le necessarie indicazioni delle somme parziali 
e delle scadenze di ciascuna rata, ecc., non poteva servire di sicura e chiara 
norma per la riscossione. 

Spiegheremo adunque la forma che a noi sembra più propria ed adatta, 
tanto alle grandi che alle piccole amministrazioni, la quale consiste in un appo- 
sito e generale ruolo d'esigenza annuale, ordinato nel modo che diremo, che 
deve contenere tutte le entrate, non solo di una data Opera pia, ma di tutte le 
Opere pie dipendenti dalla stessa amministrazione, poiché questo ci sembra 
preferibile ad un prontuario qualsiasi, che non sia sommato, vidimato ed ordi- 
nato nel modo che indicheremo pel ruolo; nonché al sistema delle ordinanze 
reversali, che, isolatamente per ciascuna riscossione, si sogliono da taluni prin- 
cipali istituti spedire di mano in mano al tesoriere. 

11 principale difetto di quest'ultimo sistema, a parte l'incomodo ed il perdi- 



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108 

.. P... «glia la ArLrraX": zc^jtrr "r^ 

«.a» nau... .„„ „„calla,.,a, «alla^ J^ Jla, ' "1 •''•™ "''"'"■ 

Numero d'ordine. «guenu essenziali indicazioni: 

Opera pia a cui appartiene T entrala 

Scadenza. 

Somma dovuta f P^'^^iale per ogni rata 

( totale annuale. 

( data 
Annotazione dei pagamenti fatti numero della ricevuta 

( somma pagata. 

dal ItTTll r," "IT"' •«''"«'"'• »"" ■' "■*•"» «l-.rW. 



109 
sario di avere un apposito bollettario di ordini a matrice per comunicare al 
tesoriere le modificazioni al ruolo di riscossione. 

Le quali modificazioni, se invece di riguardare entrate nuove, fossero 
rettificazioni di articoli già iscritti nel ruolo, dovranno farsi in maniera da 
annullare, mediante sottrazione dalla somma generale del ruolo, o interamente 
o m parte, l'articolo che si rettifica, aggiungendovi poi il nuovo articolo di ret- 
tificazione e sommandolo con lutti gli altri. E se invece di farie direttamente 
nel ruolo, si dovessero tali variazioni comunicare al tesoriere col suddetto bol- 
lettario, questo potrebbe avere la forma seguente, avvertendo in tal caso che di 
questi ordini di variazione al ruolo, il tesoriere deve staccare e rimettere all'am- 
mmistrazione la ricevuta riportala in fine del modeUo che appresso • 




* 



Tt: le Z 7 '" '"' ""^''- "" '' "•"«'""'«'•^ "P^^'-de il ruolo dal teSre e 

PU6 adol'ta'rsi quan'd no v si opin .TT' t " """'' ™"'°' "^"^ ' '" ^«'"P'-' 

nelfostessolocaledeTuffiddl'^ .'■''' ' •""'"'^° '"'«^"' ''''''^' 

degli uffici dell amministrazione. Neil' altro caso, sarà neces- 




li 



M 




HO 

CoDgregazioDe di Carità di 



-•-♦-*- 



Gn«Ui|tcoMom ed aoqtunte 

Ordine N, 



Riporlo della somma precedente dei rodo L. 



Tit Gap. Art. 



Il Tesoriere riscuoterà dal 

Sig. 

Lire 

dovute air Opera pia 
per 

nelle seguenti rate e scadenze: 
L. 



aggiungendo nel ruolo per la 
presente partita un nuovo ar- 
ticolo al N, 

Somma del ruolo L. 



-EW annullerà dal preesi- 
stente art. N, la somma 

iscrittavi di , . , i 

a carico di N. N. per 

non essendo altrimenti dovuta. 

Residua il ruolo a L. 



Li 



i89., 

|1 Residente 



II Segretario [o 



Coogregaziooe di Carità di 



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CHettiti 



tcaiiom ed a 



al tuoio <1« 



tt«)oo««»totie cUK' et>eici»io 18?) 



p A^^^^ ^^^\^^^^^^^^ 



Ordine N, 



Riporto della somma precedente del ruolo L. 



Tit. Cap. Art. 







// Tesoriere riscuoterà dal 

Sig. 

Lire 

dovute ali* Opera pia 

per 

nelle seguenti rate e scadenze: 
L, 






aggiungendo nel ruolo per la 
presente partita un nuovo ar- 
ticolo al iV. 

Somma del ruolo L. 



Ed annullerà dal preesi- 
stente art, N. la somma II 

iscrittavi di , , i 

a carico di N. N. per 

non essendo altrimenti dovuta. 



Residua il ruolo a L. 



Li 



i89... 

|1 {residente 



Il Segretario (o Ragioniere) 



Ricevuta del Tesoriere. 



Li 



111 

03. — E superfluo di avvertire che, sebbene sia consigliabile e preferibile, 
sin dov'è possibile, un ruolo unico e generale, nulla impedisca e possa anzi 
essere talvolta opportuno nelle importanti amministrazioni di compilare speciali 
ruoli di riscossione per dati rami di entrata, come elemosine periodiche, rette 
di ricoverati, ecc., i quali ruoli speciali si considerano nel caso come allegati 
del ruolo principale. 

Così del ruolo principale, come di quelli speciali o subalterni è poi molto 
utile, per non dire necessario, che l' ufficio di ragioneria conservi una copia per 
proprio uso, sia per verificare gli ordini di riscossione passati al tesoriere e se- 
guire meglio le aggiunte e variazioni da farvisi, sia anche per registrarvi le 
riscossioni, man mano che vengono dal tesoriere medesimo denunziale. 

Com'è pure indispensabile che dell'uno e degli altri il tesoriere tenga in 
corrente una ruhricella alfabetica, nella quale siano richiamati, a lato del nome 
di ciascun debitore, tutti i numeri dei vari articoli, che riguardano i singoli de- 
bitori. 

Le riscossioni figurative, o compensazioni di entrate con uscite, di cui al- 
l'articolo 58 del regolamento, si possono, ove occorra, registrare nel ruolo con 
inchiostro rosso, per non confonderle con le riscossioni effettive. 

// ruolo di esigenza, in tal modo compilato, si è provato infine coli' esperienza 
che è sufficiente a svolgere l'entrata, senza bisogno di altri registri e rispar- 
miando anche il mastro per le amministrazioni di beneficenza di non grande 
importanza; ma se, per avere le partite più ordinatamente disposte in corrispon- 
denza agli articoli del bilancio di entrata, si volesse aprire altro registro o par- 
litario, sebbene a nostro avviso cosa superflua, non sarà certamente dannoso 
perchè superflua non vitiant, e potrà nel caso darsi ad esso registro la forma 
slessa del prontuario delV uscita che andremo a spiegare nel paragrafo seguente, 
od altra che sembrasse più adatta. 

§2.0 

Prontuario dell' uscita. 

94. Scopo, forma e impianto. 

95. Registrazione - utilità, ecc. 

^•^* — Diamo il nome di prontuario dell' uscita ad un registro della forma 
seguente, che ha lo scopo principale di mettere a confronto i pagamenti con le 
cifre previste: , 



i 



^^.•. Il Tesobucbi 



112 



Opera jpi 




TU, Cap, Art. 
Oggetto 



Tit, Cap, Art. 
Oggetto 



Stalliate in bMo L 



Staiziate in Djiaiicjo L 



Tit, Cap. Art, 
Oggetto 



PI 



PAGAMENTI 



PAGAMENTI 



totali 




1^ 






113 

La forma di questo prontuario, come si vede, è molto concisa; gli spazi 
sono molto ristretti. Vi si comprendono in un solo registro tutte le Opere pie 
dipendenti dalla stessa amministrazione. Si rinnova ogni anno. 

Si apre come il ruolo di riscossione, prima che cominci l'esercizio, indican- 
do con poche parole nella parte superiore di ciascuno spazio la intestazione de- 
gli articoli, uno di seguito all'altro, con l'ordine del bilancio, e registrandovi 
le somme stanziale. Gli articoli relativi agli stipendi, che si sogliono pagare con 
ruoli o mandati collettivi, si riuniscono in un solo spazio. Vi si aggiungono in 
seguito (nel mese di marzo) i residui passivi lasciati dal precedente esercizio, 
nonché qualche altro articolo di uscita nuova, che venisse nel corso dell'anno 
deliberata. I detti residui derivanti dall'esercizio precedente si riportano in fine 
del prontuario. Gli articoli nuovi si mettono possibilmente al loro posto di or- 
dine nel capitolo rispettivo della competenza annuale, al quale uopo conviene 
nell'impianto lasciare qualche spazio in bianco tra l'uno e l'altro capitolo. Sotto 
alle somme stanziale si registrano poi gli storni e le altre modificazioni che 
occorrono e che si deliberano sui bilanci. 

Vi si prende memoria eziandio di qualche impegno di spesa, da pagarsi più 
tardi, che venisse a conoscersi in seguito a deliberazione^ collaudo di lavori, ecc. 
La tabella di variazioni ai bilanci di cui abbiamo parlato al numero 85, addita la 
via per effettuare la maggior parte di tali modificazioni in questo prontuario. 

0«. — La registrazione dei mandati di pagamento nel prontuario è brevis- 
sima. Noi vi indichiamo solamente il numero e la somma del mandalo, facen- 
done subito nell'ultima colonna l'addizione coi mandali precedentemente emessi 
per ogni articolo; e tale registrazione facciamo nell'atto stesso della firma, ossia 
della spedizione del mandato. Altri usano mettervi anche la data ed il nome del 
creditore. 1 pagamenti figurativi o compensazioni di uscite con entrale, vi si 
segnano con inchiostro rosso. 

Questo prontuario viene in parte ad essere quasi un duplicato dei conti 
d'uscita del libro mastro; ma è un duplicalo, che per la sua forma succinta 
porla pochissimo lavoro, mentre produce molti vantaggi. 

1.° Fa risparmiare di trascrivere nei libri mastri le somme stanziate in pre- 
ventivo, le quali essendo />res«n^e, sono soggette a modificazioni ed annullamenti, 
e quindi figurerebbero male nei mastri, che, per la lunga durala e per il loro 
aspello storico, è meglio che comprendano soltanto i falli compiuti. 

2.0 Col prontuario si ha la certezza di avere la registrazione dei mandati 
perfettamente in corrente, laddove nei mastri, per quanto si possa essere solle- 
citi, qualche ritardo può spesso verificarsi, specialmente nei due mesi del pe- 
nodo suppletivo, in cui sono aperti due esercizi, dovendosi allora aspettare la 
chiusura dell'esercizio vecchio prima di poter fare le registrazioni pel nuovo. 
E così il prontuario tra l'essere sempre in corrente, e tra l'avere sempre fatta 
l'addizione dei mandati emessi per ciascun articolo del Bilancio, indica a colpo 
d occhio se si proceda nei limiti delle previsioni. 



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^'<ni!j 



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114 

f„.-i ^■.° ^'""«^«ndo^i i' prontuario ogni anno, ed essendo, anche per ciò più 

Hni-r: ;:/dTr:r;iir Lranr ^ ^- -- -- -= 

libri n.tstri"e""rLd/'"°""°"'"r" '"" " '•'■^•'''""■° ""« registrazioni dei 
Non dobbiamo però tralasciare di avvertire che !« Onara ,.•.•• 

§3.0 

Eiscossioni e quietanze, 

96. Modo di riscossione - bollettario unico. 

97. Forma e modo di compilazione delle quietanze. 

98. Aorme per la esigenza arretrala. 

. Panir; dMnÌrT''"°- "!'"'• '' '"' ••«««''"««"lo di contabilità, che . ogni 
ZT.. ' " """"' '"^ "" bollettario possibilmente un co a madrf 

.^^olta cTe T hXr""""";'^"' '^ '''•"^^«"•"•^ «^ •=--" t-rierer V t 
in volta Che il bollettario precedente è esaurito » 



115 

^'^' " ^^^ o^«> ® sino a quando non sarà accordata tale facoltà, conviene 
di tenere perciò distinti bollettari in riguardo alla diversità dei bolli, come avanti 
si disse, e degli esercizi. Tali bollettari però sono sempre collettivi per tutte le 
Opere pie dipendenti dalla stessa congregazione, e contengono, per ogni quie- 
tanza, due matrici, la prima delle quali, che porta molto brevi indicazioni, resta 
nel bollettario presso il tesoriere, e la seconda, che è la copia fedele della ri- 
cevuta rilasciata al debitore viene trasmessa alla ragioneria a corredo delle de- 
nunzie o rendiconto giornaliero del movimento di cassa, di cui diremo in ap- 
presso (numero 107). 

Ecco il modello in uso presso la congregazione di carità di Perugia : 



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Come si vede nel modello, la quietanza contiene: il numero d'ordine (gene- 
rale e speciale) il cognome e nome del debitore colla qualifica, se l'ha, di erede, am- 
ministratore, ecc. (evitare sempre le indicazioni generiche di eredi, o i nomi di per- 
sone più non esistenti, segnando sempre nella bolletta il nome della persona che 
realmente paga e la qualifica sua, se non paga per proprio conto), l'Opera pia 
cui appartiene, la somma riscossa in tutte lettere e in cifre, il titolo del debito, 
la scadenza, la data della riscossione, la firma del tesoriere, il bollo prescritto 
dalla legge, che il tesoriere vi appone sotto la propria responsabilitàj in caso 
di contravvenzione. 

Per disposizione del regolamento interno della suddetta congregazione, la 
quietanza si registra immediatamente ed alla presenza del debitore nel ruolo 
d' esigenza. 

Prima di staccare la bolletta di ricevuta il tesoriere verifica se il debitore 
presentatosi abbia più partite di debito scadute (servendosi della rubricella alfa- 
betica del ruolo di esigenza), e se alcuna di esse sia soggetta agl'interessi di 
mora; in quest'ultimo caso, liquida gl'interessi in base ad un facile prontuario, 
e li esige indicandoli espressamente nella bolletta. Se dai debitori si fanno 
pagamenti parziali, questi s'imputano dal tesoriere prima in conto o saldo di 
spese giudiziali, se vi sono, poi in conto o saldo di frutti, se sono dovuti, final- 
mente in conto della sorte. La imputazione si fa in conto del debito più antico 
quando concorra col debito più recente, salvo che non sia per ragioni speciali 
disposto diversamente dall'amministrazione. 

I bollettari delle ricevute o quietanze devono essere tenuti dal tesoriere colla 
più scrupolosa esattezza. 11 regolamento di contabilità di Stato dà, sul proposito, 
all'amministrazione, nei casi di qualunque alterazione o distrazione dei fogli 
anche non adoperati, o in alcuna parte di essi, facoltà di sottoporre l'agente ad 
una multa, a titolo di pena disciplinare, nella misura da lire 10 a 100; e ciò, 
salvo i provvedimenti e le procedure a cui si debba far luogo nei casi in cui 
l'alterazione derivi da frode (articolo 270 reg. cont. Stato), 

I bollettari delle ricevute sono forniti ai tesorieri ed ai riscuoti lori speciali 
dagli uffici di economato odi ragioneria dell'amministrazione, numerati e contati, e 
riforniti di volta in volta che i precedenti bollettari siano esauriti, mediante ver- 
bale o nota di consegna. Quanto ai riscuotitori speciali, ove esistano, questi, a 
forma del 2*» alinea dell'articolo 49 del regolamento di contabilità, sono obbligati a 
ripresentare all'amministrazione il loro bollettario in corso in un periodo che 
non può eccedere i cinque giorni, insieme alla prova del versamento effettuato 
presso il tesoriere. Quando un tesoriere o riscuotitore cessi dalle proprie funzioni 
Tamministrazione si fa restituire la parte dei bollettari, che non è stata adope- 
rata, e la riconsegna si fa pure risultare da verbale o nota scritta e firmata. 

Nelle quietanze non devono farsi cancellature od abrasioni, né sostituzioni 
di parole o di cifre, né alterazioni di sorta. Accadendo un piccolo errore, la 
correzione potrà farsi interlineando le parole o cifre da cancellare in maniera 
visibile e riscrivendole di seguito; diversamente, se l'errore non é così facil- 



1 





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118 

mente correggibile, si annullerà la bollella slessa, lasciandola attaccala alia ma- 
trice, e SI rinnoverà al numero successivo. 

Una quietanza, la cui somma in lettere non corrisponda a quella in numero 
e valida per la somma minore, sino a che non sia provalo che il versamento 
ebbe realmente luogo per la somma maggiore (articolo 276 reg. coni. Slato) 

Le bollette di quietanze hanno il numero generale continuativo per ogni 
eserc.z.0 e si possono rilasciare per più articoli del bilancio riferibili allo 

Opere ie'^"'^' "" "°" """' """'"''° "'"*' ^'^''* ''°"""' '^ '^''^P^'^»^* ^i pi„ 
Quando il tesoriere riceve somme sopra mandati traili da altri corpi morali 
non deve quietanzare i mandati, ma bensì rilasciare, come per le altre entrale 
la relativa bolletta di ricevuta, da allegarsi al mandato, richiamandone il numero 
e la data nel luogo di quietanza del mandato slesso. Nel caso però, in cui non 
SI volesse dai detti corpi morali accettare la ricevuta separata, e si esigesse 
invece la quietanza nel mandato, e nei casi in cui la quietanza si dovesse 
emettere in atti notarili, o che altrimenti, per trattarsi di pagamenti tra le 
stesse Opere pie, o per qualsiasi motivo, non occorresse di rilasciare la quie- 
tanza A^/,a al debitore, si dovrà egualmente fare nel bollettario la matrice la- 
sciando ad essa unita la figlia in bianco, e notando soltanto su questa la' ra- 
gKine per cui non fu distaccala. E ci6 per avere completamente nelle matrici 
del bollettario gl'incassi eseguiti. 

^" "'''"" ^«^« è P«^«^esso ai tesorieri di dar copia delle quietanze farti- 
colo 280 reg. cont. Stato). Qualora per smarrimento o distruzione di una quie- 
tanza o per qualsiasi altra causa, venga richiesta una copia o duplicato di 
essa, 1 amministrazione rilascerà un certificato desunto dalla relativa matrice 
previo 1 adempimento delle garanzie e formalità che 1' amministrazione credesse 
imporre al richiedente, a tutela del proprio interesse. (Vedi articoli 282 al 285 
citato reg. cont. Stato). 

OS. _ L'art. 50 del regolamento di contabilità in esame prescrive che i 
tesorieri e r.scuotitori devono a brevi periodi, che saranno determinati nel re- 
golamento interno, rendere conto all'amministrazione delle somme non riscosse 
alle rispettive scadenze, sia in lutto che in parte. 

Sarà quindi opportuno che noi qui riferiamo le norme che sul proposito 
vigono presso la nostra congregazione di carità, fissate agli articoli 5 al 9 del 
suo regolamento interno, approvato nell'adunanza 23 maggio 1883 e sanzionato 
dall autorità tutoria con decreto 18 giugno successivo. 

Art^ 5. . Trascorsi cinque giorni, e dentro gli otto dalla scadenza di ciascuna 
parti a d. entrata, senza che la riscossione siasi effettuata, il tesoriere spedisce 
le lettere di sollecitazione ai debitori morosi. 

« Per i debitori residenti in città, le sollecitazioni si fanno dal tesoriere an- 
che personalmente ». 

Art. 6. . Trascorsi altri otto giorni dall'ultimo termine indicato nell'articolo 



119 

precedente, il tesoriere presenta entro tre giorni al presidente la lista dei debi- 
tori morosi, colla indicazione delle pratiche fatte per ottenere la riscossione. 

« Egli eseguisce colla massima prontezza gli ordini che in proposilo vengono 
impartili dalla presidenza ». 

Art. 7. « Se ordini in contrario non sono stali dati dalla presidenza per la 
spedizione della mano-regia (*), il tesoriere appresta prontamente il ruolo dei 
debitori che devono costringersi giuridicamente, e cura che se ne faccia la pro- 
duzione nella cancelleria del tribunale, per ottenere l'ordinanza esecutiva; fa 
eseguire senza rilardo gli alti esecutivi, in dipendenza dell'ottenuta ordinanza, 
per mezzo di un usciere da lui incaricato, del fatto del quale è egli responsabile 
verso l'amministrazione ». 

Art. 8. « Appena scorso un mese dal giorno in cui è stata falla la presen- 
tazione, di cui all'articolo 6, o anche prima se la presidenza abbia così disposto, 
ovvero dallo slesso tesoriere se ne riconosca la opportunità, questi dà conto 
alla presidenza medesima della esecuzione degli ordini ricevuti, degli alti o al- 
tre pratiche fatte per affrettare la riscossione, del risultato ottenutone, e ne pro- 
muove gli ordini ulteriori che prontamente eseguisce ». 

Art. 9. « La Irascuranza, anche per semplice ritardo, delle pratiche pre- 
scritte agli articoli 5 e seguenti, oltre al rendere il tesoriere soggetto a puni- 
zioni disciplinari, lo rende materialmente responsabile di qualunque danno, che 
per la sua negligenza fosse per derivare all'amministrazione ». 

§4.0 

Mandati di pagamento. 

99. Verìfica della legalità e regolarità dei conti di spesa - ruoli di stipendi^ ecc. 

100. Emissione dei mandati - intestazione - compilazione - firma. 

101. Modello di mandato - avvisi ai creditori - quietanze dei mandati. 

102. Annullamento di mandati insoddisfatti. 

OO. — L'articolo 51 del regolamento di contabilità prescrive che « lutti i 
pagamenti sono ordinali ed eseguiti per mezzo di mandati tratti con numero d'or- 
dine progressivo ed indicanti: l'istituto in conto del quale si emettono, l'eser- 
cizio, il capitolo od articolo del bilancio cui la spesa è imputala, l'oggetto 
della spesa, la somma da pagare in tutte lettere ed in cifre, il creditore o cre- 
ditori, la data della emissione ». 

Vediamo adunque tulle le regole, norme e formalità che precedono e susse- 
guono alla emissione dei mandati, mediante i quali soltanto, di regola, possono i 




(l) Nelle Provincie ex pontificie sono ancora vigenti, per la riscossione coattiva, le disposizioni 
tiella mano-rei/ia risultanti dal § 1655 e seguenti del regolamento legislativo e giudiziario pontificio 
del 10 noTembre 1834 e sono applicabili ancbe per le Opere pie in forza dell'articolo 24 della legge 
17 luglio 1890. 






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tesorieri fare i pagamenti che loro vengono ordinati, a norma delle disposizioni 
d' legge e regolamentari che verremo esaminando "'«posizion. 

ramminTs'iti;:; fl't"" '" """ '^^"'^^ ^^^''^ principalmente al capo del- 

ti va ordinan.a'^per il rilascio derZdl^T:' l^or^n'^rù r^ II' T 
non occorre che sia eslesa in foglio seoarMo n!! T '^' "' P'" ''«"« ^""e. 

visto nel conto o documento denl spesa p' 7 "• «""""' "" ^'-"P"^^ 
sullanli d«l hil.n-- . "^ * 'inpegni fissi e determinali, ri- 

dispensano l'ufficio dr;;t:er f da Sfl'lS" ^'='=' "- 

regolarilà amminislraliva In la e r visi!^e di" ." '" ""■ •=""'?""«"- « d' 
la ragioneria verifiche. accuraLl^^rlT i:;rr;'art 'Ì tt"^' 
riferiscano effettivamente a vera spesa ner rOn»n„ . *' 

•ncb, „.| precedono ,„ie<,il 53 j If,? , 7 '"'''" ~t«""''"i». «!■• 

poni. . .=.*n,. » rL "t^L t ,;r:*' '""•''»' :- •"■■• "«" -■'«■- 

eu accertate, le quali a norma anche dell'articolo 54 dei 



121 
regolamento suddetto, possono pagarsi cumulativamente in base a ruoli, o pro- 
spetti, allegati allo stesso mandato, o separati, avendo però sempre cura di non 
riunire che più articoli di un solo capitolo, e non confondere insieme capitoli 
diversi, per facilitare poi la documentazione delle cifre del resoconto. È anche 
necessario ricordare il disposto dell'ultimo capoverso di questo articolo che vieta 
la irregolare e dannosa abitudine di emettere, per questa specie di pagamenti 
su ruoli, dei mandati annuali, dovendo sempre rilasciarsi invece alla scadenza 
del debito. Al quale scopo per evitare facili errori, sarà opportuno di adottare il 
sistema di farsi mandare ogni volta, dalle singole direzioni degli stabilimenti 
amministrati, le note od elenchi del personale stipendiato in ciascuna scadenza, 
cioè mensile, trimestrale od altra, con la precisa indicazione del tempo di ser- 
vizio di ciascuno, in base alle quali note, dopo praticati i necessari confronti nei 
registri dell'ufficio, si emette dalla ragioneria il relativo mandato di pagamento. 

lOO. — Per non distogliere troppo dalle altre ordinarie occupazioni, o 
frastornare continuamente l'ufficio di ragioneria, è opportuno di fissare nel re- 
golamento interno, un giorno determinato della settimana, per l'emissione dei 
mandati, stabilendo, per esempio, il sabato per la presentazione dei conti e docu- 
menti, e lasciato il tempo necessario alle surriferite verifiche ed approvazioni, 
fissare il martedì per la consegna dei mandati, regolarmente emessi e firmati 
al tesoriere. 

Il mandalo dev* essere intestato in modo chiaro e preciso al creditore. Ac- 
cade talvolta che si presentano conti di spese per parte di società, di enti morali 

giuridici, o di ditte al nome di persone defonte; ora, fare i mandati senza 
specificare chi effettivamente rappresenta tali società, enti o ditte, è un creare 
imbarazzi e dar motivo ad intralci e sofisticherie, con danno e perdita di tempo 
reciproco, agli uffici di cassa, dove talvolta non si ha conoscenza di siffatte ditte 
e delle persone che legalmente le rappresentano. Dunque gli economi, direttori 
ed agenti dell'amministrazione, che con esse ditte hanno trattato nel presentare 

1 conti, indichino da parte loro esattamente a chi si devono pagare. E nei casi 
di assenza, minore età, interdizione^ inabilitazione o morte del creditore, si ri- 
lascino gli ordini di pagamento esclusivamente al nome del legale rappresentante, 
del tutore o curatore o degli eredi. Questa qualità, seguendo l'articolo 337 del 
regolamento di contabilità generale dello Stato, si prova: 

Pel rappresentante, tutore o curatore, con la copia autentica dell'atto di 
nomina. 

Per gli eredi testamentari: 
l.o colla copia autentica o con l'estratto autentico dell'atto di ultima volontà ; 
2.0 con un'attestazione giudiziaria di notorietà, da cui risulti quale testa- 
mento sia ritenuto valido e senza opposizioni, chi di conseguenza sia riconosciuto 
erede, e se vi abbiano eredi legittimi o necessari, oltre quelli contemplati nel 
testamento; 

3.0 coil'atto di morte del creditore rilasciato dall'ufficiale dello stato civile; 



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E per gli eredi intestati: 

cu. è devoluta per legge la successione; «na.caz.one d, tuli, coloro 

2.'' coir allo di morte come sopra. 
A facilitare però siffatte formalità, a riguardo decli Pr^^; lo v 

mento, quanto ah intestato. '*' *'^®''' P^"" '««'«- 

Nel caso di dover fare pagamenti a case commerciali o Hl.f» /• • • 
per somministrazioni di ocrcetli n H«ii ;..•. ■ ^°"""^'^*=""' ° ditte /«orj p,a«a, 

speditezza di pratica e ma^ ' ' - ''j '' ^ ^°-V" '''■°" "''^"■^'"^' "'"' 
approvata dalla superiorit^rreZ l^a 7^31'°''° '^"^ "" ^""^ 
del direttore od economo speciale di esso is iluió ! , . " "''''° 

presentanti, gli usi della casa con cu ha r 2 ' ;^'^'"^««"° — « ' «-ap- 
di riscrivere anche per schiariment d o 'v Jo u "a' 1"""'' "■"'"" 



123 

zione che sopraintende al servizio, cui si riferisce il mandato, od, in difetto, del 
membro anziano »; e l'articolo 56 del regolamento di contabilità, aggiunge alla 
tassativa disposizione suddetta delle occorrenti firme, cioè: a) del presidente e del 
membro soprintendente al seroizio o dell' anziano, quella pure del ragioniere 
dove esiste; e richiede eziandio per la validità di tal titolo di scarico: h) che il 
mandato sia entro il limite del fondo stanziato nel relativo capitolo del bilancio; 
e) che sia munito di regolare quietanza del titolare del mandato o di suo legale 
procuratore. 

Soggiunge inoltre detto articolo che la disposizione della lettera a) non è 
applicabile alle amministrazioni rappresentate da un solo amministrdtore, nel 
qual caso basta la sua firma e quella del ragioniere dove esiste. 

L* introduzione però nella legge, nella citata disposizione della sottoscrizione 
dei mandati, della nuova firma di nn membro dell' amministrazione che soprain- 
tende al servizio cui riferisce il mandato, non sembra abbia alcuna seria im- 
portanza ed utilità, né par fatta per semplificare l'andamento amministrativo 
delle Opere pie; perchè, in quelle di minore importanza, difficilmente si trova chi, 
oltre il presidente ed il segretario o ragioniere, periodicamente firmi i mandati; 
e nelle grandi amministrazioni non è abbastanza pratica e chiara, sollevando 
già dei dubbi sulla sua applicazione. 

Infatti nelle congregazioni di carità, che hanno molti istituti, ciascuno dei 
quali ha nella congregazione il proprio deputalo o rappresentante, si dovrà se- 
guire questa naturale divisione per istituti, ed affidare a ciascun deputato la 
firma dei mandati relativi al proprio istituto, o non piuttosto dividere e delegare 
le attribuzioni e le firme agli amministratori, più logicamente, secondo la natura 
dei vari servizi a qualunque delle Opere pie essi servizi si riferiscano? Nell'uno 
e nell'altro di tali sistemi di delega si riscontrano degli inconvenienti, e s'im- 
barazza sempre l'amministrazione, per ricercare la firma ora dell' uno ora del- 
l' altro membro; per cui la soluzione più semplice e pratica che pare possa 
darsi a questa nuova formalità, che riteniamo del resto sfornita di reale efficacia^ 
si è che l'amministrazione deleghi espressamente ad uno soltanto dei suoi 
membri, che più sia in grado di trovarsi presente, o a turno a più d'essi, la 
firma aggiunta al mandato, colla qualifica di membro soprintendente al servi- 
zio finanziario. 

lOl. — In relazione alle premesse avvertenze ecco la forma generalmente 
adottata pei mandati di pagamento : 



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Come si rileva dal suddetto modello, il mandato* ha, come le ricevute, il numero 
generale, o continuativo d'emissione per tutte le istituzioni dipendenti dalla stessa 
congregazione od amministrazione, ed il numero speciale di ciascun' Opera pia. 

Collo specchietto di riferimento al bilancio, che si riempie quando si regi- 
stra il mandato emesso nel prontuario dell'uscita di cui al § 2«, si segue la 
esatta imputazione e la disponibilità dei fondi assegnati in esso per ogni arti- 
colo o capitolo della competenza. Se si riferisce il pagamento ai residui ante- 
riori vi s'indica ugualmente il fondo relativo dei residui. Le altre indicazioni 
del modello non hanno bisogno di spiegazione. 

Lo stesso modello servirà pei mandati collettivi, a favore cioè di più per- 
•sone per un titolo comune od analogo di credito, delle quali si darà elenco no- 
minativo colle rispettive somme e posto per le singole quietanze, a tergo del 
mandato stesso, ovvero mediante prospetto o ruolo nominativo allegato ad esso 
mandato. 

Per regolarità di amministrazione e per reciproca comodità dei creditori e 
degli uffici di ragioneria è opportuno, nelle grandi amministrazioni, di spedire a 
quelli gli avvisi dei mandati emessi a loro favore, risparmiando così perditempi 
ed inutili richieste negli uffici stessi. 

Il modulo semplicissimo di detti avvisi potrà essere quale appresso: 



CONGREGAZIONE DI CARITÀ 



DI 



Li 



189 



Si partecipa a V. S. che che oggi sono stati emessi i seguenti man- 
dati di pagamento a suo favore, esigibili nella tesoreria di questa congre- 
gazione di carità nei giorni feriali durante U orario d'ufficio: 




Numero, oggetto e somma dei mandati 



Sig. 



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Il Ragioniere 



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126 

i mandati ai creditori in essi nnmin.r ' ^' ""^""^ ''^^* P^S^""» 

cuiioii in essi nominati, persona mente presentatisi b h« i.,: 

nosciuti, e, se non Io fossero, devono provargli r .M«nnlTM , *^°' 

dianle attestazione di chi sia nnm !? T ^ ^ ^ '^"'* '°'"° P"''«°"« ">«- 

sottoscrizioni devono essere autenl,V»i» i . ^ ^"° P'""'*'"' '« 

dei codice suddetto (art SVreg Setto).""'""' '" ""^°^"'^* ^^"'-'- '''' 
Se la quietanza di un mandato a favore di un» Hi.fo o^ 

lO'^. — Riferendoci a quanto abbiamo già dello HaIIo r.. • . 
mandati nel prontuario delV uscita al § 2o ed a pulrch '1 '"^''^^r^.'^"^ ^^^ 
al giornale del cassiere nel se^uentP S fio ' ^ "^ '^' ^"'"^^ relativamente 

un espediente di con labili eh. ^ ' '"' "'" ''^'■'"" ^*^^ «^^^""«''^ «^ 

contabilità che la esperienza ci ha consigliato preferibile, e 



127 

adottalo del resto da moltissime amministrazioni per brevità e speditezza nella 
registrazione di essi, al sistema più razionale e completo che la teoria giusta- 
mente insegna, colFaprire cioè un conto ai mandati emessi, per discaricarlo man 
mano che si pagano. 

Noi invece, per gli effetti soltanto della registrazione nel prontuario del- 
l'uscita, e nel libro mastro, consideriamo sempre come pagati tutti i mandali 
emessi; mentre è naturale che per gli effetti della cassa il tesoriere non li re- 
gistra nel suo giornale se non quando effettivamente li paga. In questa guisa, 
però, si risparmia alla ragioneria di tenere per i mandati due registri, uno per 
quelli emessi, l'altro per quelli pagati. Questo sistema, che certamente abbrevia 
le scritture, non produce alcun inconveniente ed è suggerito, come dicemmo, dalla 
lunga esperienza, inquantochè la emissione dei mandati è ordinariamente se- 
guita a brevissima distanza dal pagamento, e comunque non accade mai che i 
mandati emessi non sieno pagati prima della chiusura dell'esercizio. In venti- 
quattro anni d'esperienza, e con la emissione annuale di 2,500 mandali compresi 
i non pochi collettivi, solo due volte è accaduto nella nostra congregazione di dover 
annullare due mandali che erano rimasti non pagali alla chiusura dell'esercizio. 

Del resto ciò non altera affatto, lo ripetiamo, il risultalo vero di cassa, la 
cognizione reale della situazione del tesoriere, perchè essa si forma, indipen- 
dentemente da dette registrazioni, coi mandati effettivamente pagati e con un 
conto reale di cassa nel giornale generale della congregazione, di cui in seguito. 

In questi casi eccezionalissimi di ma/irfa^i a/inM//a^i conviene sottrarne l'im- 
porto dai rispettivi conti in cui erano stati registrali. 

L'articolo 57 del regolamento di contabilità dice che « chiuso l'esercizio del 
bilancb, i mandati non pagati s'intendono annullati e il loro ammontare passa 
nei residui; salvo il diritto al creditore di chiederne la rinnovazione se ed in 
quanto il suo credito non sia prescritto ». 

Perciò, dedotto dal respetti vo conto dell'articolo di uscita l' imporlo di tali man- 
dati, nel caso rarissimo che alla fine di febbraio non fossero slati ancor saldati, 
i mandati stessi debbono annullarsi riunendoli alle matrici relative; e, conside- 
rato il loro importo come somma rimasta a pagarsi, (da tramandarsi quale residuo 
passivo al nuovo esercizio), si trarrà, allorché sarà richiesto dal creditore, un 
nuovo mandato sul residuo stesso. 

§5.0 

Pendenze di cassa e ordini provvisori. 

103. Alcune partite pendenti sono inevitabili. 

104. Sul divieto degli ordini provvisori. 

1 03. — É indubitato che in tutte le amministrazioni, ma in particolare nelle 
più complesse ed importanti, con tutta la regolarità e speditezza, con cui possano 
procedere i servizi, il conto del cassiere avrà inevitabilmente qualche partita 



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pendente, sospesa o provvisoria, che dir sì voglia, derivante non tanto dal fatto 
od arbitrio suo, il che deve sempre impedirsi, quanto per effetto di eccezionali 
contingenze, di speciali o minuti servizi, che la stessa amministrazione trova 
più comodo e spedito di predisporre, e regolare, momentaneamente, con ordini 
provvisori. Ciò non costituisce una irregolarità in via assoluta e pericolosa e 
s. può anzi dire, che talvolta questi ordini provvisori, questi conti pendenti, ser- 
vono a rendere, oltreché più spediti, anche più ordinati e regolari stabilmente i 
servizi dell'amministrazione stessa. 

Infatti possono essere di tale natura, per citare alcuni esempi: 
1.- La paga delle mercedi agli operai che nella nostra congregazione di 
carità usa farsi dal tesoriere in ogni sabato, direttamente agli operai stessi in 
base a note settimanali redatte dagli assistenti ai lavori, cosa che dà maggiori 
garanzie di quello che se tali operai fossero pagati, come generalmente si usa, dai 
medesimi assistenti. Ma l'urgenza dell'immediato pagamento non dà tempo a 
fare i mandati, ed ecco un conto pendente del tesoriere, che si regolarizza con 
mandati generali di rimborso per le singole Opere pie e per i diversi lavori a 
periodi determinati. Gli operai fanno la quietanza nelle note settimanali 11 
giorno dopo .1 tesoriere invia tali note, insieme allo stalo giornaliero del mo- 
vimento di cassa, all'amministrazione per le verifiche e pratiche ulteriori. 

2." Il pagamento delle imposte non si potrebbe far precedere dai mandati 
attesa la variabilità delle cifre, se non altro per le frazioni, per le tasse di bollo' 
ecc. E poi si dovrebbe ogni bimestre, per le amministrazioni che hanno molle 
Opere pie, fare per le imposte tanti mandati bimestrali di rimborso. Non è ri- 
sparmio di tempo e di spesa il fare tali mandati a semestri od anche ad anno? 
3." Certi sercizi di dettaglio, come pagamento di elemosine sopra 'ruoli 
di salari agli allevatori degli esposti, che per il gran.Ie numero e per la picco- 
lezza della cifra non possono essere ordinati coi mandati (i quali oggi richiedono 
anche qualche firma più di prima), costituiscono altrettante inevitabili pendenze 
di cassa, seraprechè tali pagamenti non si facciano, anziché dal tesoriere a 
mezzo di terze persone, lo che sarebbe una vera e maggiore irregolarità 'da 
evitarsi. 

E si potrebbe continuare con molti altri esempi. Anche gPistituti ospitalieri 
di Milano credono opportuno tenere eziandio in sospeso i pagamenti per gli 
stipendi m base a ruoli mensili, che l'amministrazione passa al tesoriere con 
ordme di pagarli, e che poscia regolarizza con mandati di rimborso quando tali 
pagamenti sono stati effettivamente eseguiti. 

Nemmeno il regolamento di contabilità esclude questa necessità di fatto 
delle pendenze di cassa, perchè infatti coir articolo GO prescrive che nel suo gior- 
naie generale il tesoriere debba registrare ogni riscossione ed ogni pagamento, 
sia definitivo, che momentaneamente pendente, ecc. E nel modello lettera i? allegalo 
a detto regolamento, contenente il verbale di verifica di cassa. Irovasi notalo nel 
conto deir uscita, dopo i pagamenti fatti dal cassiere con regolari mandati l'altro 
articolo : « carte contabili per partite pendenti, come da nota allegala .. • 



129 
104. — Di fronte però alla necessità di fatto ed alla convenienza di la- 
sciare tali partite pendenti, o provvisorie, che debbono essere naturalmente con- 
tenute dall'amministrazione nei limiti della più ragionevole e giustificata misura, 
il regolamento di conlabilità medesimo, pure ammettendole, come abbiam visto, 
ha anche la disposizione dell'articolo 55 che stabilisce: 

« L'emissione ed il pagamento di mandati provvisori sono vietati ». 
Bisogna perciò esaminare e porre in relazione questa disposizione colle pre- 
cedenti, ossia entrare nello spirito dell'assoluto divieto in essa contenuto pei 
mandati provvisori, in analogia a quanto abbiamo osservato per le altre partite 
pendenti o carte contabili del tesoriere. 

Noi rileniamo per fermo, lo diciamo subito, che tale divieto non possa rife- 
rirsi e non debba interpelrarsi ad escludere quei conti pendenti, di cui abbiamo 
poc'anzi parlalo, e quelle altre inevitabili anticipazioni che dovunque occorre 
fare agli economi, agenti e fornitori per spese relative all'esercizio in corso, nei 
limiti de' fondi del bilancio, perchè non può pretendersi che essi economi ed 
agenti, per certe spese minute che non v'è convenienza di fare diversamente, 
debbano anticipare del proprio e stare in disborso. Né possono negarsi ai for- 
nitori alcune anticipazioni od acconti, che talvolta sono giustamente pattuiti nei 
relativi contratti, e sono anche ammessi dalla vigente legislazione delle Opere 
pie (vedi articolo 58, alinea 2 del regolamento amministrativo). 

In questi casi, potrebbero trarsi alcune volte dei mandali definitivi di ac- 
conti, da imputarsi al respettivo articolo del bilancio. Ma vi sarebbe pericolo 
di qualche facile dimenticanza di tali acconti e quindi di possibili duplicati nei 
pagamenti finali, cosa che non può accadere col meccanismo del giornale unico 
o generale del cassiere, che spiegheremo nel prossimo paragrafo, mediante il quale 
si tengono in costante evidenza, in apposite colonne, le carte contabili pendenti 
del tesoriere stesso, che stanno in continuo movimento. 

Per le congregazioni di carità poi, e per le amministrazioni in genere che 
hanno più Opere pie, riesce spesso impossibile di imputare tali pagamenti 
al loro posto definitivo, fino a che non siasi definitivamente liquidato il credito 
dell'economo, agente, o fornitore, avvegnaché il credito stesso possa essere re- 
lativo a diverse Opere pie, o riferibile a diversi articoli del bilancio. Né sarebbe 
utile e regolare di comprendere tali anticipazioni con mandati definitivi tra le 
partite di giro di una sola Opera pia, perchè, attesa la incertezza e variabilità 
di tali anticipazioni, non vi si troverebbero mai adeguati fondi nel bilancio, e 
più, perchè si complicherebbe inutilmente il lavoro di scritturazione contabile, 
in quanto i mandati definitivi devono essere registrati in molti luoghi, e per 
annullarli occorrerebbero altrettante regolari quietanze di rimborso. 

Onde è a concludere che fino a che trattisi di anticipazioni per spese auto- 
rizzate e di sollecita liquidazione e sempre nei limiti del bilancio in corso, non 
possa essere ragionevolmente impedito di fare qualche pagamento in conto so- 
speso in quella forma di ordini provvisori, od altra, che meglio garantisca la 
regolarità e sempre sotto la responsabilità dell'amministrazione, dalla quale 



j, ' 



.|,.<:|: 




130 

niuno vorrà rifuggire in quei necessari e giustificali casi. Sarà però mai sempre 
prudente di provocare in proposito una deliberazione di massima dalla congre- 
gazione od amministrazione, per determinare fino a qual somma, per ciascuno 
mdividuo, SI possano giudiziosamente estendere tali anticipazioni all'economo 
o ad altri agenti di essa, procurando che sieno limilale in rapporto alle ri- 
spettive garanzie morali e materiali, che ciascuno d'essi presenta. 

Ma allora, si obbietlerò, a che si riferisce il divieto esplicitamente dato col 
citato articolo 55 del regolamento di contabilità? Noi siamo d'avviso che siffatto 
divieto, giustamente imposto dal regolamento, messo in relazione coli' ammissione 
delle surriferite pendenze o pagamenti provvisori indispensabili, si debba essen- 
zialmente riferire ai mandati provvisori, che pur troppo per inveterata abitudine 
da talune amministrazioni sogliono emettersi, non per dare un acconto ad un 
agente o fornilore in pendenza d,,l conto di prossima liquidazione, ma per pa- 
gare apese che eccedono le somme del bilancio, rimandandone la regolarizzazione 
agli anni successivi. Con ciò davvero si altera sostanzialmente la verità dei 
conti e delle situazioni dei singoli esercizi, s'impegnano illegalmente i venturi 
a vantaggio dell'esercizio in corso, si manomette ogni buona norma di ammini- 
strazione e di controllo. E I' esperienza e' insegna come si ricorra nelle ammini- 
strazioni dissestate a tali artifizi, per nascondere la falsa situazione, e come 
con tali Illegittimi e deplorevoli mezzi, si cagioni la rovina di alcuni enti pub- 
blici, creando i più forti dissidi, nel rinnuovarsi delle amministrazioni, fra i 
vecchi amministratori ed i nuovi, i quali ultimi non possono ragionevolmente 
assumere l'azienda in tali tristi e dissimulate condizioni, senza il beneficio d' in- 
ventano della pubblicità, né coprire le irregolarità dei cessanti amministratori 
coJla propria inconscia responsabilità I 

§6.0 

Giornale del tesoriere. 

!^" ?ÌT,f ' "'"'"'' ' ^'''^''^^'■^'^^ ^'^^' operazioni definitive da quelle procoiaorie, 
lUt). Modello del giornale - come funzioni. 

107. Comunicazione del giornale all' amministrazione. 

108. Svolgimento del giornale per ogni Opera pia, 

109. Verifica di causa e del giornale, ecc. 

lOS - . Gli assuntori del servizio di tesoreria, i tesorieri ed i riscuo- 
. titon speciali, (dice l'articolo 6i^ del regolamento), hanno obbligo ^\ tenere un 
« giornale d, cassa nel quale con istretto ordino cronologico, senza lacune od 
« abrasioni, registrano ogni riscossione ed ogni pagamento, sia definitivo o mo- 
. mentaneamente pendente, sia di uno o di altro esercizio aperto, sia di qua- 
« lunque istituzione alla stessa amministrazione soggetta ». 

Dev'essere adunque un giornale unico e completo, che tutto deve abbracciare 
senza alcuna distinzione, e che deve seguire materialmente la contazione del 



131 

danaro, qualunque sia la causa del suo movimento. É questa una disposizione 
utilissima, ma che facendo generalmente contrasta con opposte inveterate abitu- 
dini, non sarà da taluni cassieri così facilmente attuata; e le amministrazioni 
dovranno invigilare ed ottenere che abbia completa applicazione. 

Perocché da un Iato è troppo comune la usanza in chi maneggia il danaro, 
ed è la idea più spontanea che si affaccia per prima alla mente, di sparpagliare 
le registrazioni delle operazioni di cassa in tanti libri o note separate, quanti 
sono i diversi enti,, gli esercizi, le pendenze ed anche taluni speciali servizi, a 
cui esse operazioni sono relative, nell'intento di predisporre gli elementi che oc- 
corrono alla compilazione o sistemazione dei diversi rendiconti. 

Ma d'altronde, lasciando stare come in tal guisa si renda facile di disper- 
dere talvolta qualcuna delle tante note scollegate, dove si registrano le opera- 
zioni, è poi indubitato che non si può prontamente verificare la situazione ma- 
teriale di cassa dagli stessi tesorieri e molto meno dagli amministratori, essendo 
d'uopo di raccoglier prima e riunire le cifre sparse sulle note e registri suddetti, 
mentre è del massimo interesse per tanti riguardi di avere in ogni istante esatta 
contezza del numerario esistente in cassa. 

E se ciò si ottiene mediante V unico giornale ora prescrìtto, se con questo 
giornale si ha sempre in corrente il conto generale della cassa, non può per 
altro disconoscersi come sia necessario di dividere e classificare il conto stesso 
in altrettanti conti parziali a seconda dei diversi interessi che vi sono collegati. 

Da alcuni cassieri questi conti parziali si formavano prima, per comporre 
poi con essi il tutto quando occorreva ; oggi invece, come prescrive il regola- 
mento, bisogna muovere dal tutto per devenire poi alle parti. Questa è la dif- 
ferenza. 

La prima partizione consiste nel dividere le operazioni definitive dalle 
operazioni pendenti, le une, perchè devono trovare luogo e riscontro nei ren- 
diconti, le altre, per seguirne e curarne con maggiore facilità il sollecito annul- 
lamento. Viene poi la divisione dell esercizio, la quale ò necessaria per le 
sole operazioni definitive e per i due mesi di gennaio e di febbraio, in cui sono 
contemporaneamente aperti due esercizi. Le operazioni pendenti si possono sud- 
dividere in attive e passive per non confondere i debitori con i creditori. 

100. — Questa prima ripartizione noi crediamo che, destinandovi apposite 
colonne, possa farsi nello stesso giornale di cassa, del quale diamo qui ap- 
presso un modello esemplificato: 



U 



132 



li 




\ 



o 

Li 






300 



301 1890 



302 
303 
304 
305 
306 

307 I 1891 
3081 Id. 
309 - 



Id. 

Id. 

Id. 

1891 



310 
311 
312 
313 
314 
315 
316 
317 



OPERA 
PIA 



1891 
Id. 

1890 
Id. 
Id. 

1891 



Orfanotr. 
Detto 
Asilo 
Detto 

Orfanotp. 

Asilo 
Orfanotp. 



Orfanotr. 
Detto 
Asilo 

Orfanotr. 

Asilo 

Detto 



GIORNALE DeAbSOBIERE. 



DATA E DESCRIZIONE 

delle 

OPERAZIONI 



Numero 



TESORIERE (a) 
conto materiale del danaro 



Situazione di cassa al 10 febbraio 1891 



Riscossioni fatte a tutt'oggi: 
Resto di cassa dell' esercizio 
1889 



esercizio 
L. 
Quietanze dell' eserc. 1890. » 

Id. id. 1891. 
Deposito di Tizio per spese 
d'asta » 



Pagamenti fatti a tutt'oggi: 

Mandati pacati dell'e- 
sercizio 1890 . . L. 

Mandati pagati del- 
l'esercizio 1891 . » 

Anticipazione al/or- 
nitore del pane . » 



Resto di cassa . . L. 
il febbraio 1891 



Da N. N. per affitto 



Da 



per pigione 



Al muratore per un conto di restauri. 
Al libraio per oggetti di scuola . . . 
Al fornaio per il pane di gennaio L. 400) 
scomputando l'anticipazione di » 250 
Da .... per interessi 
Da ... . per dozzina 
A m conto deposito di Tizio 

12 febbraio 1891 



A per stipendio 

Da ... . per retta . 

A per mobili. 

Dall'asilo per pigione 
All'orfanotrofio per detta 
Da ... . per oblazione. . 
Agli operai per giornate di 
All'esattore 1* rata imposte 



Situazione di cassa alla sera del 12 
febbraio 




133 



(a) Conto integrale 

e continuativo 

del Tesoriere che può 

sostituirsi a quello ' 
delle colonne 7. 8, 9 



Dare 
18 



Avere 
19 



27,580 



200 
100 



250 

300 

60 



120 

200 

50 



28,860 
26,585 



2,275 



24,950 



107 

13 

400 



80 



90 
70 

200 

75 
600 



26,585 



I 



134 

Il modello di giornale, che abbiamo dato, ha T aspetto di un giornale -mo- 
stro a scrittura doppia, in cui ogni operazione si registra una volta in dare e 
una volta in avere. Il conto del tesoriere, ossia il conto generale di cassa, può 
essere o differenziale come alle colonne 7, 8 e 9 o integrale come alle colonne 
18 e 19. I^: differenziale quando in qualsiasi tempo si chiude e si riapre col solo 
resto netto di cassa (art. 300 ivi), e quando non vi si comprendono i giri di 
cassa tra le varie Opere pie aggregate (art. 313 e 314) né i giri di annulla- 
mento delle partite pendenti, se l'annullamento avviene con quietanze e mandati 
definitivi (art. 305 e 306), i quali giri però si registrano in dare ed in avere 
negli altri conti del giornale. Ha il vantaggio di presentare nelle suddette colonne 
7 e 8 le sole somme effettivamente riscosse e pagate, e di rendere perciò più 
semplice e più chiaro il conto materiale del danaro, il quale si può chiudere e 
riaprire anche ogni giorno col resto effettivo. Questa forma di giornale è da rac- 
comandarsi ai tesorieri che fanno molte operazioni, i quali troveranno il ri- 
scontro della esattezza delle registrazioni verificando che la differenza tra Pad- 
dizione delle colonne 10, 12, 14 e 16 e tra quella delle colonne 11, 13, 15 e 17 
è corrispondente al resto di cassa, come, nel suddetto modello, sarebbe: 
Colonna 10 L. 23,590 Colonna 11 L. 25,500 
» 12 » 1,990 » 13 » 2,930 

» 14 » 925 » 15 » 250 

» 16 » 80 » 17 . 180 



Somme pagate L. 26,585 
Resto di cassa » 2,275 



L. 28,860 Somme riscosse L. 28,860 



Il conto integrale invece si apre, non con la rimanenza netta, ma riprodu- 
cendo rispettivamente in dare e in avere del conto del tesoriere, le somme 
di tutte le riscossioni e di tutti i pagamenti definitivi degli esercizi, che sono 
ancora aperti, e delle altre partite rimaste pendenti, ed in seguito, oltre che le 
operazioni a contanti, abbraccia eziandio i giri di cassa tra le Opere pie ed i 
giri di annullamento di dette partite pendenti, come noi abbiamo aggiunto, per 
esempio nel modello, alle colonne 18 e 19. In questa guisa il conto del teso- 
riere in tali due colonne comprende tutte le cifre che sono negli altri conti, 
onde riunendo, come sopra, le somme di quésti si devono ritrovare, come si 
ritrovano, le due somme di quello, che sono appunto lire 28,860 nel dare del 
tesoriere, e lire 26,585 nell'avere, col resto quindi di cassa di lire 2,275. 

Siffatto modo è forse più facile, ma essendo per sé stesso più pesante, non 
può suggerirsi che a quei tesorieri i quali facciano poche operazioni. Anzi 
volendo adottare questo secondo metodo, per renderlo ancor più facile e com- 
prendibile, si può togliere al giornale di cassa ogni regola di scrittura doppia; 
e si può dare alle colonne 10 al 17 l'aspetto di una semplice classificazione o 
svolgimento delle due principali colonne del conto generale di cassa, come noi 



135 

abbiamo fatto più innanzi nelT esempio di registrazione per le istituzioni minori 
di beneficenza (Opera pia Giusti). 

È superfluo di avvertire che in qualunque forma sia tenuto il giornale di 
cassa, vi si devono costantemente e con la massima regolarità registrare le 
operazioni di qualunque natura, appena eseguite, né prima né dopo, una di se- 
guito ^l^ altra, senza interruzione Non vi si potrà segnare in conseguenza alcun 
mandato di pagamento finché il pagamento non abbia effettivamente avuto luogo; 
e se alle volte accadesse di aver pagata una somma in conto di un mandato, si 
registrerà soltanto tale somma parziale tra i conti pendenti, e non mai l' importo 
complessivo del mandato. Se qualche debitore all'incontro avesse versata una parte 
del suo debito, si dovrà questa egualmente portare subito a giornale, senza aspet- 
tare il saldo, dovendosi assolutamente ritenere proibita ogni registrazione anticipata 
o ritardata, e dovendo il giornale del tesoriere essere in ogni momento lo specchio 
sicuro e fedele del danaro materialmente esistente nella cassa. 

Se nelle grandi amministrazioni, e come sempre nei monti di pietà per i 
pegni, e nei brefotrofi per i salari agli allevatori degli esposti, occorressero 
speciali giornali di dettaglio per determinate uniformi operazioni, si dovrà l'am- 
montare di queste riportare riassuntivamente giorno per giorno nel registro ge- 
nerale di cassa. 

In quanto alla parte descrittiva di questo giornale generale, riteniamo che 
debba essere più estesa nelle piccole amministrazioni, dove la contabilità per 
lo più si arresta ai soli registri del tesoriere; mentre nelle altre crediamo suf- 
ficiente che nella colonna quarta si scriva semplicemente per memoria il nome 
del debitore o creditore col quale è stata fatta l'operazione, allo scopo di assi- 
curare meglio, rendendola più breve, che la registrazione non sia ritardata, e 
che proceda sempre contemporaneamente alle riscossioni ed ai pagamenti. 

lOy. — « Il giornale di cassa — secondochè prescrive successivamente 
« il citato articolo 60 — dev'essere comunicato per estratto a brevi periodi, o 
« giornalmente per le aziende importanti, alle respettive amministrazioni : per 
« le altre basterà prescrivere che il giornale di cassa sia presentato giornal- 
« mente o a brevi periodi al presidente o ad altro membro dell'amministrazione 
« da esso delegalo per il visto di chiusura ». 

Evidentemente questo duplice modo di rendere conto, o con la comunica- 
zione per estratto, o con la presentazione del giornale, dipende dall' esservi o 
non un altro ufficio (di ragioneria o di segreteria) oltre quello del cassiere, che 
debba esercitare il controllo e dar luogo alle successive registrazioni dei fatti 
amministrativi; dappoiché in questo caso non basta la semplice presentazione 
momentanea del giornale, a scopo di pura verifica, da esplicarsi col visto di chiu- 
sura, ma è necessario che le operazioni tutte di cassa sieno comunicate sepa- 
ratamente in iscritto. Siffatta comunicazione o denunzia, per parte del tesoriere, 
ha luogo nel nostro ufficio, giorno per giorno, in un modello della forma se- 
guente, in cui riproduciamo le operazioni indicate nel precedente esempio di 
giornale sotto la data 11 febbraio : 



l 



<M 



m 



136 



Denunzia delle operazioni di assa del giorno H febbraio 1891. 




2S' 



11 

13 



ENTRATA 
Operazioni definitive 



Riscossioni fatte oggi 
con le ricevute di \ N. 131 al 132 Es. 1890 L. 



15 



/ 



17 



cui si allegano le 

matrici. . . . [ » 20» 21 » 18i)1 » 

Partite pendenti. 
Rimborso di anticipazioni 
dal fornitore del pane . L. f 25o' » 



300 
360 






Distinta dei mandati pagati 
di cui ai n. 10 e 12 Uscita 



Depositi precari ricevuti 



SOMMA ^ ^'^"^^ '" ^^'^^^ . . l. 660 ) , 
( compensata io uscita . . > 250 i ^* 



USCITA 
Operazioni definitive 



10 Mandati pagati ) dell' Eserc. 1890 L. 
12 come dicontro ) » 1891 :^ 

Partite pendenti 
14 Anticipazioni 

Li, 



250 



N. I Esercizio li 

146 I Muratore 
145 Libraio 



» 



910 



16 Restituzione di depositi 
in conto deposito di 
lizio . . . . L. 



120 
400 



80 



32 




Esercizio 1891. 

Fornaio . L. 



400 » 



80 



SOMMA ] P^^**^ '" ^^^^ ^' ^'^^ i 
) eoiDjMiDs. JD entr. > 250 f 

Risultato della giornata ! "^^S&iore entrata L. 

» uscita ^ 
Resto di cassa del giorno precedente . . » 

M^m d'oggi L. 

Il Tesoriere 




400 » 



137 

Questo modello, sebbene non abbia la stessa forma del giornale e non sia 
perciò una copia precisa del medesimo, ne contiene nondimeno tutti gli elementi, 
nessuno eccettuato. Infatti le riscossioni definitive, riportatevi dalle colonne 11 
e 13 complessivamente per la intera giornata, con la distinzione soltanto dei due 
esercizi, hanno il completo dettaglio nelle matrici delle singole quietanze'emesse, 
che vengono allegate alla denunzia. E i pagamenti definitici, fatti sopra rego- 
lari mandali, e ripresi complessivamente dalle colonne 10 e 12 del giornale, 
sono indicali in dettaglio nell'apposito spazio della denunzia a destra del mo- 
dello, dove si segna semplicemente il numero del mandato, il nome del credi- 
tore e la somma pagata. Si potrebbero forse anche i mandali, pagali nella gior- 
nata, allegare alla denunzia, come vi si allegano le matrici delle quietanze, nel 
qual caso si risparmierebbe la della descrizione di dettaglio; ma poiché tra i 
mandali ve ne sono non pochi collettivi, i quali non si estinguono in una sola 
volta, cosi si suole lasciarli tutti in tesoreria, per ritirarli, dietro regolare veri- 
fica, a determinali periodi. In quanto alle partite pendenti, di cui ai numeri 15, 
17, 14 e 16 del modello, si avverte che vengono esse registrate deltagliata- 
menle nella denunzia, e che poco spazio è all'uopo sufficiente, atteso il poco 
numero e sviluppo che devono avere tali parlile. Intorno alle quali, non sembra 
inutile di riferire che i documenti relativi, come ad esempio le ricevute delle im- 
poste, sono trasmessi alla ragioneria, insieme alla denunzia giornaliera, quando 
devono dar luogo alla emissione di mandali; e diversamente restano presso il 
tesoriere. 

1 OS. — Nel caso frequente che il servizio di tesoreria sia collettivo per 
più Opere pie, non basta, rispetto alle operazioni definitive, di sapere dalle co- 
lonne 10 alla 13 del giornale, e dalle comunicazioni o denunzie del tesoriere, a 
quale dei due esercizi aperti si riferiscano tali operazioni definitive, ma è d'uopo 
inoltre di ricercare distintamente, e sempre per ciascun esercizio, quali siano 
le somme definitivamente riscosse e pagate per conto di ciascun' Opera pia. 

In quanto alle partile pendenti, di cui alle colonne 14 alla 17, atteso il ca- 
rattere generale che spesso hanno^ ed attesa la loro breve durala, non risulla 
né possibile, né necessario di ripartirle a Opera pia per Opera pia. A seconda 
del maggiore o minore sviluppo di esse, potrà al più occorrere un quaderno di 
conti di svolgimento intestali alle varie persone, colle quali si hanno pendenze, 
ovvero, e il più delle volle, saranno sufficienti le slesse indicazioni del giornale. 

Per dividere le operazioni definitive tra le varie Opere pie, si comprende di 
leggieri, che, se queste fossero soltanto due o tre, si possono all' uopo diret- 
tamente aggiungere altre colonne al giornale, come noi abbiamo indicato neU 
l'esempio, più avanti, dell' Opera /)ia Giusti; che se invece fossero molle, bi- 
sogna ricorrere a svolgimenti separati o con altri registri sinottici a più colonne 
o con tanti conti descrittivi quante sono le Opere pie, per ciascun esercizio. E tale 
svolgimento nelle piccole amministrazioni si dovrà fare dagli slessi tesorieri, i 
quali ivi ordinariamente compilano anche i rendiconti. E nelle grandi ammini- 



138 

ragioni definitive d caJsa ci at 7 , "°'^""'"'° ''' ""'''' P'" ''«"« «P- 

utile e spedita, che T:^^:: ''""' '' """ ^°"""' ^"'-"'° -'-«'«. - 

nella apposita colonna in dette .natrici esistente, n" fonn re i 17" 

;sTer; r";rZdT': '-'- '-''--" - --erZdir s : :;:: 

s.°ne^'che ci Ieri Iccr" T " ""'""° ^""'^'^ «"° ''""^ '»- — 

seJdo,ede:teT„:;i•^^erLeT'^^^^^^^^^^ 

uscita nel libro .astro, risultano all'uopo ptd t. e e Ti aZ";- ' 
giornale, perchè contengono e per la loro f.L« . * '^' "" 

copiose e più esatte. ' ' ^'"' '" °'''8""'' "°"'^'« ?"> 

. di ZZ',~ t'es^le?: rlcuttZ'^'"""':- f ^""'^"'"''^ '^'^P''-^ " ^"^ ^'-° 

. oltre quelle straor i a ie per X't. """""I" '■ """'" '""^"''"«' 
. politica. ^ 'nizmtiva dell annra.n.strazione e dell'autorità 

. so:.': init:ii?:.,rt;r t""^ ^"""^^ "^^'^^'^'^ ••'■^''«"'•=-« "^"^ 

. che do rebbe tr V rsi al dr : ,'" "'"' "«""' '" -certan.ento di quello 

. aerale di cui T^^l J ^r; Zt:T T"^" ''^' «'""'"'^ «- 
. entrala ed alla uscita "^ """'" ' '''^' '^"«'«^■•' ° documenti relativi alla 

« lamento Metler.. 7?^ o^ coniormilà del modello allegalo a questo rego- 



139 

posto della preposizione raddoppiativa bi o bis e dell' addiettivo mensile o men- 
suale; e pare certo che il bis debba riferirsi al sostantivo che lo precede, nel 
nostro caso alla parola verìfica. Senza dire poi che sono ormai di uso comune 
gli addiettivi: — blgiornaliero — bisettimanale — e bimensile — per significare 
due volte al giorno, alla settimana od al mese. 

Non è men vero però che abbiamo visto anche usato il vocabolo bimensile 
nello stesso significato di bimestrale ; ed anche così inleso nella disposizione 
surriferita riguardante la verifica di cassa, ci sembra possa ritenersi ugualmente 
sufficiente garanzia, purché la verifica stessa sia eseguita ogni due mesi con 
lutto rigore e regolarità. 

Un'allra osservazione vogliamo aggiungere intorno a questo articolo, es- 
sendoché il procedimento più comune, nelle verifiche di cassa, era quello di pre- 
mettere, mediante V esame dei relativi registri, la determinazione del resto di 
cassa e la situazione dei valori affidati al tesoriere, per passare di poi alla con- 
statazione materiale della effettiva rimanenza di numerario e di delti valori. Ma 
in tal modo il confronto era poco spontaneo, e il differimento della materiale 
constatazione non era scevro del pericolo di qualche dissimulazione. Onde ci sem- 
bra migliore il metodo prescritto dal suddetto articolo, e confermato nel modello 
di verbale allegato, che consiste nel dare la precedenza alla materiale conta- 
zione del danaro e degli altri valori esistenti effettivamente presso il tesoriere, 
ossia all'accertamento dello stato di fatto per procedere poi al riscontro del 
conto di diritto j in base ai relativi registri. 

A complemento in fine delle disposizioni che riguardano i registri del ser- 
vizio di cassa, riportiamo qui appresso gli articoli G2 e 63 del regolamento. 

Articolo 62. « Quando il servizio di cassa è fallo dagli esattori comunali, 
« essi devono tenere separali da quelli del comune i conti ed i fondi relativi 
« alle istituzioni di beneficenza ». 

Articolo 63. « Quando il servizio di tesoreria venga affidalo ad un istituto 
« di credito o di risparmio, non saranno applicabili le disposizioni degli articoli 
« 61 e 62, ma dovranno essere determinale nel contratto le norme per eserci- 
« tare il controllo sui versamenti, per riconoscere a non lunghi intervalli la 
« situazione del conto corrente e per assicurare il pagamento dei mandati ». 



Articolo III. 



SCRITTURE GENERALI 



HO. Premessa. 

1 IO. — Dopo aver esaminati gli atti e registri del servizio di cassa, uopo 
è alla fine di farci a parlare del modo, onde si sogliono da noi tenere e svilup- 



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tX^Tlflfi 



Ili 



140 

pare le scritture generali. Le nostre scritture hanno base nella teoria della 
scratura doppu., sebbene in pratica se ne discostino ora più ed ora Zo ni 
ma. per offendere i sani principi di quella teoria, ma per brevità auLobe^ 
nteso non ne abb.ano scapito la chiarezza ed il control. Esse, dire „l cutr 
che . moltephc. .nleressi delle Opere pie siano distintamente tenuti in e idenz 

«eslion?d'llleTT;°" ''"' '"'' ^'"""'"'"'^ (coniabiUté patrimoniale) dalla 
^1!/ A, V ' ' 'P''" " "'"" «"""'P^^ioni o partite permutative precarie 

(conabauaamrmmstratioa), si ha la necessità di fare due rendiconti deriv^n 

semp^rdr::!:": tT'^'^'^'''''"^^ '' --'-■•-nti, r ;«; ber 

sempre d, natura egualmente patrimoniale, tutte le scritture benché divis« In 
IL- . . ° 55iessi risultati che la contabilità finanziarin rn«ì 

di^r r; :t; '' '"i"'^^""•' '^^^^ -ntabintà, « dobbia^rsoZ:; r 

uva, perchè e. port. facilmente alla redazione del suo rendiconto il anale 

§2.o 

Oiornale-mastro generale. 
111. Giornale generale di una congregazione di carità. 

conJel!inn"^ ?"' '.!""'' ^'"' '"""""' ^'' '""' '^ OP*"-* P'« amministrate dalli 
Uca chT in r ' """"° "" «'-"«"--astro generale in forma sinot- 
l.ca, che e ■„ parte msp.rato dai chiari concelli logismografie!, 
li della forma seguente: 



141 



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EBITORI 

del 
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visoriamente nei dun m«; ,^ '^'^^' f '' "' '^ "' ^esimalo a raccogliere prov- 

sono aper due eser iz^i ^trT r"*^'^'"" ^«"""^'^ « ^^'"'-"»' '" -' 
per l-entrala e in Te 'i Ini r ' " " "^" " "^•*''° ''«' "«Nitori 

scita del nuo'vo serdz o a o ' t "''"""'" '°''"'^'" "' '"•«''"°'-' P^ '' - 

2.- Elenco gonml. J,||, ,i„,„„ ,„„„„ ^ 

§ 2.» 
Giornale speciale di ogni Opera pia. 



112. Parie patrimoniale. 

113. Parte amministrativa. 



114. 
115. 
116. 



- teoria delle competenze e degli adempimenti. 

- compensazioni di adempimento. 

- come funzioni il giornale. 



143 

I IQ. — Giornale della contabilità patrimoniale. 

Ciascuna Opera pia ha il suo giornale-mastro nella slessa forma di quello 
già tracciato, limitatamente ai primi sette conti, avendo gli ultimi due uno scopo 
soltanto generale rÌ!«petto al servizio di cassa. 

Di tale giornale dobbiamo occuparci in modo speciale, non tanto perchè 
possa reputarsi un atto assolutamente indispensabile, quanto perchè in quei po- 
chi conti generali riassume ed indica, meglio che non i mastri, i concetti che 
informano l'impianto delle scritture. 

Ivi adunque osserviamo che le due contabilità, la patrimoniale e la ammi- 
nistrativa formano ciascuna una bilancia separata, e sono perciò indipendenti 
l'una dall'altra. 

Le abbiamo riunite in un solo registro perchè la contabilità patrimoniale ha 
poco sviluppo, e per non moltiplicare tanti registri. Ma ognuna potrebbe stare 
da sé e noi ne parliamo distintamente, anche perchè è in parte diverso il modo 
delle registrazioni. 

Per quanto riguarda la parte patrimoniale adunque il giornale ha tre conti 
distinti ai numeri I, li e IH. 

II n. I, intestato q\V Opera pia, è destinato ad indicare il patrimonio netto 
al principio dell'esercizio, e tutte le successive sopravvenienze patrimoniali at- 
tive e passive, per dimostrare a quanto deve ascendere il patrimonio netto alla 
fine dell'esercizio. Qui non entrano di regola le rendite e le spese, che spettano 
alla gestione amministrativa nell'altra contabilità al conto n. IV. Tuttavia è 
opportuno di ricordare in relazione a quanto abbiamo già accennalo al numero 
32, cap. primo, che cioè, in via di eccezione, vi possono trovar luogo in somma 
previamente determinata, quando l'amministrazione ^deliberasse di passare al 
patrimonio permanente o un elemento concreto attivo derivante dalle rendite, o 
una parte astratta degli avanzi di rendita; o viceversa di distrarre qualche por- 
zione di capitale in spese, nel quale ultimo caso è necessaria l' autorizzazione 
tutoria. Questo conto patrimoniale dell'Opera pia risulta ordinariamente molto 
semplice, da rendere superfluo qualunque svolgimento del medesimo, e serve 
per compilare in parte il conto consuntivo economico. 

I! n. il è il conto generale dei consegnatari e dei corrispondenti, tanto 
per le attività, quanto per le passività patrimoniali. I suoi conti di svolgimento 
sono ora determinati dal nuovo regolamento di contabilità, allegato D, catego- 
ria 1» alla 10« attivo, e categoria 1« alla 4» passivo, dello stato dei capitali. 
Noi vi comprendiamo per semplicità anche i valori depositati dai terzi a cau- 
zione e custodia, sebbene a rigore dovrebbero costituire una bilancia separata. 

Abbiamo infine il n. Ili, intestato all' amministrazione, per il movimento dei 
capitali mediante la cassa. Siccome già accennammo al capitolo primo, n. 7, non 
crediamo di dividere materialmente in due parti il conto effettivo del tesoriere per 
segnare nell'una il movimento dei capitali e nella seconda ogni altra riscossione 
e pagamento, nel qual caso il conto suddetto sarebbe una sezione della cassa e 
si potrebbe addirittura intitolare al tesoriere. 



1 1 



ì 



\ 



144 

Teniamo per la cassa un conto unico nelta contabilità amministrativa, lo 
che ci sembra più razionale e prescritto dal regolamento, come già dimostrammo 
nel detto primo capitolo. Ma nel suddetto n. Ili prendiamo nota nello stesso 
modo di tutti i valori patrimoniali che passano per la contabilità di cassa. Ed 
esso conto, che non ha bisogno di svolgimento, se non addita direttamente il 
danaro, indica però egualmente il credito del patrimonio verso l'amministra- 
zione, ossia verso la gestione amministrativa, che sulla cassa s'impernia. 

Questa prima parte di contabilità, tenuta distinta dal grande movimento 
delle rendite e delle spese e dei fatti permutativi precari, i quali trovano posto 
nella seconda parte, è sommamente utile anche per acquistare esatta conoscenza 
del vero patrimonio da conservare intatto, per determinare quali siano le somme 
da investirsi secondo l'articolo 28 della legge e per seguire insomma con pre- 
cisione quel movimento di capitali che è soggetto a speciali deliberazioni e ad 
approvazione, del quale abbiamo estesamente tenuto parola nel primo capitolo. 
Essa si compone di pochissimi conti per qualsiasi importante Opera pia, e non 
produce pertanto complicazione, essendo anche ordinariamente poche \e ope- 
razioni che vi hanno attinenza. 

Per ragione appunto della sua intrinseca brevità non occorrono libri od atti 
ausiliari di dettagWo; ed i fatti di movimento patrimoniale, quando vengono 
compiuti, si registrano tutti di mano in mano direttamente nel giornale, adde- 
bitando sempre un conto, contro credito di un altro, secondo le regole più co- 
muni della scrittura doppia, sebbene, in quanto alla locuzione, ci discostiamo un 
poco dai modi convenzionali, che se fanno comodo a chi registra riescono spesso 
oscuri agli altri e sono ora quasi generalmente esclusi nella forma a giornale - 
mastro della scrittura doppia. A maggiore schiarimento presentiamo il seguente 
esempio : 



145 



Giornale-mastro per la parte patrimoniale. 









I. 




II 




II] 


[. 


iV"' 






Opera pia 

pel 


Consegna- | l.^mmini- | 


t5 






TARI, ecc. 


STRAZIONE 


s 




Somme 


patrimonio 








DESCRIZIONE 




netto 
e 


Stabili, ' 


pel 
movimento 


£ 




generali 


per le 


mobili, i dei | 


s 


- 




sopravve- 


1 
ecc. 


capitali 


55 




1 


nienze 






! 






Dare 


Avere 


Dare 


Avere 


Dare 


Avere: 

1 


1 


Patrimonio d'origine 


» 


» 


» 


5,500 


» 


» 


» 


Attivo — Consolidato Italiano 5 o/q . L. r>,r)t)0 


2 


Un terreno » U^^ 


» 


» 


» 


1,800 


» 


» 


1 


3 


Mobilio » 3ry>) 


* i 


» 


» 


350 


» 


» 


* ! 


4 


Biancheria » '^^^ 


» 1 


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» 


200 


» 


» 


» 


1 ^ 
1 i> 


Danaro presso ramministr. » 500 


» 


» 


» 


» 


» 


500 


» i 


1 


L. 8,350 


8,350 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


6 


PnBsivo — Censo fruttifero al i o/q. . » 1,000 


» 


» 


» 


» 


1,000 


» 


» 

i 


( 

7 


Patrimonio netto. . . L. 7,350 


» 


» 


7,350 


» 


» 


» 


» 


8 


Esercizio 


1,000 


» 


1,000 


» 


» 


1,000 


» 


Ricevuto un legato in danaro da capitalizzarsi L. 


9 


Parte degli avanzi di rendita che r ammini- 


















strazione ha deliberato di passare al pa- 


400 


» 


400 ' 


» 


» 


400 


» 


IO 
11 


VAniinfn il f^rré^no ner * 


1,700 


» 


» 


» 


1,700 


» 


» 


di cui riscosse in conto . . . . L. 500 » 


» 


» 


» 


» 


» 


500 


* 


il2 


e dovute dal compr. dopo 4 anni » 1,200 » 


» 


» 


» 


1,200 


» 


» 


1 


13 


perdita sul prezzo d" inventario .... » 


100 j 


100 


» 


» 


100 


Vf 


* 


!l4 


Affrancato il censo pagando » 


800 1 


» 


» 


800 


» 


» 


800 

1 


15 


con l'utile sul valore capitale nell'inven- 














1 




tario di L. 1,000 » 


200 


» 


200 


200 


» 


» 


* 


lA 


Acquisto di altra rendita del Consolidato Ita- 














1,300 




liano pel prezzo pagato di » 


1,300 


» 


» 


1,300 


» 


» 


17 


Aumento sul mobilio da lire 35) a 400 in 
spsruitoa nuovi acquisti fatti nell'anno e 


















pagali (perchè cosi ha voluto l' ammini- 
strazione) tra le spese effettive .... » 


50 


» 


50 


50 


» 


» 


» 


18 


Consumo di biancheria, essendo da lire 200 












30 






riiinttii a lire 170 ,..,..,.». i* 


30 


» 


» 


» 


30 


i 


Somme . . . L. 


13,930 


100 


9,000 


! 11,400 


2,830 


2,430 


2,100 


19 


Patrimonio finale 


» 


» 


» 


* 


6,800 


» 


1 


Attivo — Consolidato Italiano 5 o/q . L. 6,800 


» 


SO 


Credito verso il compratore 


















del terreno » 1,200 


» 


* 


» 


» 


1,200 


» 


» 


il 


Mobilio » 400 


» 


! » 

1 


» 


» 


400 


» 


» 


22 


Biancheria » 170 


» 


» 


» 


1 * 


170 


> 


» 


23 


Danaro presso l' araministr. » 330 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


330 




Patrimonio net o . . L. 8,900 
Pareggi . . . L. 


8,900 


8,900 


» 


11,40( 


» 


» 


» 


22,830 


9,000 


9,000 


) 11,40C 


) [2,430 


2,430 


















10 






l 



) 







1^ 



146 

1 1 3. — Giornale della contabilità amministrativa. 
Veniamo ora al giornale per la parte amministrativa. 

T conti principali di questa parte di contabilità sono quattro, come già sap- 
piamo, contrassegnati coi n. IV al VII, cioè: 

IV. Opera pia per le spese e rendite. 

V. Debitori per l'entrala. 

VI. Creditori per l'uscita. 

VII. Cassa. 

Ripetiamo che la contabilità amministrativa comprende le rendite e le spese 
Il ritiro di capitali scaduti con i relativi rinvestimenti, e le anticipazioni e rim- 
borsi di carattere precario; in altri termini, comprende tutti i fatti che sono 
contemplati nel bilancio prcvenlivo e che per loro natura hanno o devono avere im- 
mediato o prossimo adempimento mediante la cassa. Tale contabilità sappiamo 
che ha doppio scopo, di appurare il risultato economico rispetto alle rendite ed 
alle spese, e di condurre facilmente a redigere un rendiconto finanziario nella 
stessa forma e con le medesime classificazioni del bilancio preventivo. 

Ora, se tutte le partite venissero riscosse e pagate interamente nell'atto 
della loro liquidazione o scadenza, basterebbero i soli due conti, dell'Opera pia 
(IV), e della cassa (VII), od anche quest'ultimo solamente, e con un semplice 
svolgimento di esso, secondo le voci del bilancio, si farebbe il rendiconto. Ma 
poiché le riscossioni ed anche i pagamenti, ma specialmente le prime, non so- 
gliono effettuarsi all'atto della creazione o scadenza del credito o debito così è 
necessario che le scritture conlabili siano impiantate in maniera da corrispon- 
dere completamente ad ogni evenienza, dimostrando quali siano le somme do- 
vute, quali riscosse e pagate, e quali quindi <la riscuotersi e da pagarsi. 

A tal fine dobbiamo considerare come regola generale: che ogni riscossione 
estingue un debito, e ogni pagamento estingue un credito. 

Quando il tesoriere riscuote una somma da Tizio, è segno che Tizio era de- 
bitore. Quando paga una somma a Caio, vuol dire che Caio ne era creditore. 
Ed è indubitato che generalmente le riscossioni ed i pagamenti si fanno per la- 
citare debili e crediti, sia che questi derivino da legge, da contratto scritto, o 
verbale, od anche, benché raramente, dolla stessa volontà del debitore. Spesse 
volte accade che le riscossioni ed i pagamenti si fanno quasi contemporanea- 
mente alla creazione del debito e del credito, come avviene nelle contrattazioni 
a contanti; ma ciò non toglie che il debito e credito abbiano, sia pure per 
pochi istanti, esistito. 

Noi quindi disponiamo da una parte tutta la serie dei debitori (conto n. V) 
a riscontro dell'entrata o riscossione di cassa, e dall'altra tutta la serie dei ere- 
ditori (conto n. VI) a riscontro dei pagamenti. 

I debitori poi si distinguono in : 
V. a) debitori per rendite; 

» b) debitori per capitali passati in riscossione; 
» e) debitori per rimborso di anticipazioni precarie. 



147 

I creditori ali* incontro in: 
VI. a) creditori per spese effettive; 
» b) creditori per acquisti di capitali (e per essi il patrimonio); 
» e) creditori per somme da anticiparsi. 

11^. — Teoria delle competenze e degli adempimenti. 
Affinchè i suddetti conti funzionino regolarmente è necessario che i fatti 
amministrativi siano sempre considerati sotto i due aspetti della competenza e 
deW adempimento, essendo, com'è noto, costituita l'una dal diritto di riscuotere 
(entrata) o dall' obbligo di pagare (uscita), e l'altro dall'effettiva riscossione o 
pagamento. 

Dalla costante osservanza di considerare in ogni fatto amministrativo la com- 
petenza o accertamento, indipendentemente dallo adempimento, ne deriva, che, 
come i fatti amministrativi, così le competenze si distinguono in modificative e 
permutatice, e le prime in attive e passive. 
Sono competenze modificative attive: 
l.o le rendite; 

2.0 qualche capitale attivo, che raramente si deliberasse di distrarre a 
vantaggio della gestione amministrativa, il quale per l'amministrazione è del- 
l' istessa natura di una nuova rendila. 

E queste si registrano in dare del n. V a e 6, e in avere del n. IV. Nel 
secondo caso però, se il capitale da distrarsi non è specificato e da riscuotersi, 
ma si intendesse genericamente di diminuire Tobbligo di rinvestimento di capi- 
tali già ritirati, bisogna allora, anziché nel dare del n. V ò, registrarlo in via 
di sottrazione nell'avere del VI b, essendo una semplice rettificazione delle re- 
gistrazioni precedentemente fatte in quest'ultimo conto. 
Sono competenze modificative passive: 
l.o le spese effettive ; 

2.° quelle parti degli avanzi di rendita, che si deliberasse di capitalizzare 
ad incremento del patrimonio permanente; 
e si registrano in dare del n. IV e in avere del n. VI a e 6. 

Come si vede, le competenze modificative, rispetto ai conti dei terzi, sono 
semplici, perchè o riflettono solamente il dare dei debitori per l'entrata, se sono 
attive, o solamente V avere dei creditori per l'uscita, se passive; mentre le com- 
petenze permutativCy rispetto ai terzi, sono doppie, riflettendo, nello stesso tempo, 
il dare dei debitori per l'entrata e V avere dei creditori per l'uscita, ossia si 
accerta con esse contemporaneamente un credito ed un debito. 
Tali competenze permutative sono: 

pel movimento patrimoniale : 
l.^i capitali attivi passati in riscossione, con obbligo di rinvestimento, che, 
nel conto V 6 in dare, ci indicano il debito di quelle persone che devono pa- 
garci il capitale, e nel conto VI b in avere, il credito del patrimonio pel rinve- 
stimento da farne ; 



i 








148 

per le oltre operazioni precarie (partite di giro); 

2.0 i depositi da riscuotersi in danaro, che nel conto V e in dare,i,x indi- 
cano la persona che deve farci il deposilo, e nel conto VI e in avere, la persona 
al cui ordine dobbiamo erogarlo; 

3.* le anticipazioni, che nel conto VI e \n avere, ci indicano la persona 
CUI dobbiamo pagare T anticipazione, e nel conto V e in dare, quella da cui de- 
v'esserci restituita. 

In quanto ai capitali in ricossione, di cui al numero i, si avverte doversi 
comprendere tra i medesimi anche la creazione di passività, quando, come or- 
dinariamente deve accadere, non sia deliberalo di erogare in spese le somme 
provenienti da tali passività. 

\: acquisto di capitali, o movimento patrimoniale in uscita, non si considera 
come una competenza, ma bensì come un adempimento dell'obbligo già accer- 
tato dei rinveslimenti da fare. Nel solo raro caso che gli acquisti o rinvesti- 
menti superassero alla .fine dell'esercizio le alienazioni o capitali ritirati, si 
avrebbe una competenza da registrare per lo sbilancio o eccedenza tra gli 'uni 
e gli altri (semprechò non fosse deliberato di sopportare tale eccedenza col fondo 
delle rendite); ed in quel caso essa troverebbe luogo in dare del n. V 6 e in 
avere del VI b. - Data tale ipotesi, i primi capitali che successivamente venis- 
sero in riscossione, costituirebbero per l'entrante quantità, non più una com- 
petenza, ma un adempimento. 

Per i depositi e le anticipazioni, di cui ai numeri 2 e 3, si osserva che am- 
bedue producono lo stesso effetto del contemporaneo accertamento di un debito 
e di un credito, e differiscono solo, circa l'adempimento, in questo, che per i 
depositi avviene prima la riscossione, e per le anticipazioni avviene prima il 
pagamento. 

Per queste partite di giro parrebbe che dovesse essere superflua, ed anche 
recare oscurità la registrazione delle competenze, sia perchè d'ordinario acca- 
dono queste contemporaneamente allo adempimento, sia perchè talvolta la slessa 
persona apparisce pel medesimo fatto debitrice in entrata e creditrice in uscita. 
In quanto all'essere le competenze spesso contemporanee all'adempimento, ci 
basta di osservare, che ciò accade egualmente nelle spese effettive, e che pur 
tuttavia per esse si usa in generale da molti di farne separata registrazione. 
E nel resto con alcuni esempì dimostreremo come di rado la stessa persona si 
riscontri nell'entrata e nell'uscita, e come sia utile quel duplice sviluppo delle 
scritture. Supponiamo infatti i casi seguenti: 

1.° L'amministrazione provinciale ci avverte di aver tratto un mandalo 
di pagamento di lire 200, sul proprio tesoriere, a favore della congregazione di 
carità, perchè questa voglia distribuire a parti eguali tale somma in sussidio ai 
dementi tranquilli X e Y. Avremo: 



149 



Debitori per 


l'Entrata 


• 


DARE 

Competenze 


AVERE 

Adempimenti 


Tesoriere provinciale. . 


200 


1 

i 



Creditori per l'Uscita 




DARE 

Adempimenti 


AVERE 

, Competenze 


Demente X 

» Y 


» 
» 


100 
100 



2.'» Si accerta che l'imposta di ricchezza mobile da pagarsi dall'Opera pia 
per conto dei suoi impiegati è di lire 900 e dei coloni di lire 100: 



Creditori per l' Uscita 



Debitori 


PER 


l'Entrata 




• 
• 


DARE 

Competenze 


AVERE j 

Adempìment 


Impiegati 

Coloni 


900 
100 


» 





Esattore delle imposte . 



DARE 



Adempimenti 



AVERE 

Competenze 



1,000 



3.0 Si acquistano da Tizio ettolitri 50 di vino a lire 30, pel magazzino che 
fornisce il vino a più istituti dipendenti dalla stessa congregazione: 



Debitori per l'Entrata 



Creditori per l^ Uscita 



igazziniere 
Ettol. 



QUANTITÀ DARE AVERE 

Carico Scarico . Competenze , Adempimenti 



50 



L. 1,500 





DARE 

Adempimenti 


AVERE 

Competenze j 


Tizio 


» 


1,500 


• 



4.0 In un podere affittato a Caio avviene per parte del comune la espro- 
priazione di un terreno, sul cui prezzo insoluto il comune stesso deve corri- 
spondere all'Opera pia proprietaria l'interesse di annue lire 100, che l'Opera pia 
stessa, durante l'affitto, conviene di passare all' affittuario: 

Debitori per l'Entrata Creditori per l'Uscita 





DARE 

Competenze 


AVERE 

Adempimenti 


Comune 


100 


1 



Affittuario Caio. 



DARE 



Adempimenti 



AVERE I 

Competenze ! 



100 



I 




L 



150 

5.0 Si accertano gli stipendi del segretario in lire 1,500, del ragioniere 
lire 1,400, del tesoriere lire 1,100, in tutto lire 4,000, da ripartirsi per metà a 
carico dell'Opera pia A, per V, dell'Opera pia B, e per y, dell'Opera pia C- 



Debitori per l'Entrata 



Creditori per l' Uscita 



Opera pia A 



B 




Segretario 
;ionìere 
Tesoriere. 



DARE 


AVERE 


Adempimenti 


Conpetnize 


1,500 1 


» 


1,400 1 


» 


i,100 


4,000 



E così si potrebbe proseguire a lungo con simili esempi, per dimostrare 
come quasi sempre, analizzando bene il fatto amministrativo, la persona del 
debitore sia diversa da quella del creditore, e quindi di quanta chiarezza e di 
quanta opportunità riesca, anche per questi fatti permutativi, la registrazione delle 
competenze. Che se qualche rara volta può verificarsi la eccezione di dover ripetere 
m entrata ed in uscita la stessa persona, ciò non produce alcun errore od incon- 
veniente, e non può dar motivo a turbare l'armonia dell'impianto delle scritture, e 
lo scopo a cui esse sono in tal modo coordinate. Dappoiché vediamo che per regola 
generale le competenze di entrata, di qualunque natura esse siano, si registrano 
tutte in dare dei conti debitori (n. V), e le competen::e di uscita in avere dei conti 
creditori (n. VI); mentre gli adempimenti sì portano - le riscossioni - in avere 
dei primi, e - i pagamenti - in dare dei secondi; e ciò non può e non deve 
mai subire eccezione veruna. Avendosi in tal guisa, ordinatamente disposte, 
tutte le riscossioni da un lato, e tutti i pagamenti da un altro, con a fianco le 
rispettive competenze, si ha facile modo di compilare il rendiconto finanziario 
nella stessa forma e con le stesse classificazioni del bilancio preventivo. 

La completa separata registrazione delle competenze dagli adempimenti è 
più propria realmente del sistema camerale (»), ma può anche usarsi colla scrit- 
tura doppia. Lasciando a parte infatti i conti delle rendite e delle spese effettive 
(V e VI, lett.a), per i quali sappiamo essere generalmente praticata, noi troviamo 
essere prevista e consentita anche per le operazioni permutative, ossia per 
quelle riflettenti i conti distinti colle lettere 6 e e. . Sta a chi registra l'apprez- 

s.rJ^ 'T"'"" '' '''''™' '""''''' '' chiarissimo coram. Gerboni, in occasione della commemorazione 
Sacchi el>be recentemente a dire: « 1/ Austria, dopo che ebbe ottenuto il dominio lon,l,ardo, fu .olle- 
« cita di instaurarvi mi^fliori pratiche amministrative, e di buona contabilità, trasportandovi il «uo 

^'^^ TnT''?; '"'' '' "'" ' '"^ '''•'■^^^' ' ^''^ '"^^ ^' '"«"^'-^ l'attenzione degli studiosi »' 
( Vedi Bollettino del CoUeyio di Milano, n. is. anno III, pag. 30). *» « "»* 



151 

e zare Futilità di tenere o non il conto del corrispondente e quindi determinare 
« la via da preferirsi ». Cosi Gitti e Massa nel Trattato di ragioneria, voi. II, 
pag. 120— in un esempio di vendila di riso a pronta cassa, dopo aver detto 
che « il primo modo (ossia la registrazione separata della competenza dall' a- 
« dempimento) ha il vantaggio di rendere facile la verifica delle competenze 
« soddisfatte e di quelle rimaste da soddisfare, ed è perciò in generale da pre- 
« ferirsi sebbene sia più lungo ». 

E noi nemmeno riscontriamo per questo un lavoro più lungo, imperocché 
la registrazione delle competenze la rimandiamo interamente alla fine dell'eser- 
cizio, come più innanzi diremo, e nel corso dell'anno limitiamo le registrazioni 
nei mastri quasi esclusivamente agli adempimenti. 

Del giornale per la parte amministrativa diamo qui appresso un esempio, 
che è collegato, in quanto al movimento dei capitali, con l'altro precedentemente 
esposto per la parte patrimoniale. E perchè tale collegamento apparisca più 
chiaro, separiamo nei conti V e VI le operazioni che riguardano il patrimonio: 







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152 



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2 



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4 



5 

6 
7 
8 
9 
10 

11 



12 
13 
14 
15 
16 



17 
18 



19 

20 ! 






GIORNALE -MASTRO 



DESCRIZIONE 



Rimanenze amministrative iniziali. 

Attive — Fondo di cassa L. 650 

Residui attivi » 200 

L. 850 

Passife — Debito verso il patrimonio per rinvesti mento da fare » 500 



Rimanenza attiva netta 



. L. 350 



Capitali da riscuotersi che ( ll^^*? ^^ capitalizzarsi . . 
A^,rr.^r. i — ^ii^i 1 Tata Drezzo terreno von 



devono investirsi 



onduto 



Accertamento delle competenze dell'esercizio. 

Entrate effettive L. 

Spese effettive > 

' diminuzione biancherie per consumo. » 
Passaggio al patrimonio di una parte dell'avanzo di rendita, 

deliberato il » 

Partile diverse di giro » 

Operazioni di adempimento. 

Riscossioni \ P^^ ^"^^f\^. ^?^^^''y « titoli diversi L. 

( per capitali ritirati > 

[ per spese effettive » 

Pagamenti ^ per rinvestimenti, acquisto consolidato 5 Ve • • » 

' » affrancazione censo passivo . . » 

Riscossioni e pagamenti figurativi o compensazioni tra l'entrata e 

r uscita ; 

Ricchezza mobile ritenuta sulla rendita del consolidato . » 

Consumo di biancheria » 



Somme 
Rimanenze amministrative finali. 



. L. 



Attive — Resto di cassa L. 430 

Residui attivi > 80 



L. 510 
21 j Passive — Debito verso il patrimonio » 330 

Rimanenza attiva netta . 



Pareggi 



. L. 180 



. L. 



SOMME 
generali 



850 



450 

220 

1,000 

500 

30 

400 
175 



1,358 
1,500 

328 
1,300 

800 



37 
30 



8,978 



510 



9,488 



per la parte amministrativa. 

IV. V. 



153 



VI. 



VII. 



OPEE 


ik PIA 
»er 


DEBITORI PfilR L'ENTRATA 


► CREDITORI PER L'USCITA 


CASSA 


I 




■' 


■ 




per le 


le spese 


per entrate 


per capitali 


per sjjese 


Patrimonio 


riscossioni 






effetti v.^ 


passati 


effettive 




e 




e 


e 


in 


e 


pei 


per 


reo 


dite 


titoli diversi 


riscossione 


titoli diversi 


rinvestimenti 

1 


1 pagamenti 


Dare 


Avere 


Dare 


Avere 


Dare 


Avere 


Dare 


Avere 


Dare 


[Avere 


Dare 


Avere 


» 


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850 


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500 


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350 


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450 


450 


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220 


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» 


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» 


220 


» 


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» 


» 


» 


» 


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1,000 


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» 


» 


» 


1,000 


» 


» 


» 


» 


» 


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500 


» 


» 


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» 


500 


» 


» 


» 


» 


» 


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30 


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400 


» 


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400 


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» 


» 


175 


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1,358 


» 


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1,358 


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1 

» 1 


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1,500 


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1,500 


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328 


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1,300 


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» 


800 


» 


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37 


» 


» 


37 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


1,475 


> 


1,530 


30 


30 
395 


395 


» 


» 


2,858 


2,428 


020 


800 


1,395 


1,530 


2,100 


2,430 


» 


» 


» 


» 


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» 


» 


» 


» 


» 


» 


430 


» 


» 


» 


80 

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» 


» 


» 


)► 1 

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» 


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330 


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180 


» 


» 




» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


800 


800 


1,475 


1,475 ^ 


1,530 


1,530 


395 


395 


2,430 


2,430 


2,858 


2,858 



-*f:- 




154 

^ ^^- — Compensasionl di adempimento. 

Relativamente agli adempimenti, abbiamo giù osservato che in questa con- 
tabilità essi significano le riscossioni ed i pagamenti, ossia le operazioni di 
cassa. Oi-a si osserva che, come le competenze, rispello airOpera pia - conto 
n. IV - si dividono in modificative e permutative, così gli adempimenti rispetto 
alla cassa — n. VH — si dividono parimenti in modificativi e permutativi. Sono 
adempimenti modificatici per la cassa, le riscossioni ed i pagamenti effettivi; 
sono adempimenti permutativi le riscossioni ed i pagamenti figurativi, in cui 
apparisce che il cassiere riscuote e paga contemporaneamente la stessa somma. 
Queste operazioni di cassa apparenti o permutative noi le chiamiamo compensa- 
zioni. E sono talvolta vere compensazioni nel senso legale, inquantochè servono 
ad estinguere due debiti che hanno egualmente per oggetto una somma di da- 
naro. Tuttavia noi diamo ad esse un significato più lato estendendole cioè, non 
abusandone, anche a quei casi in cui, senza la vera esistenza dei due debiti, 
occorre per chiarezza qualche giro di scrittura tra l'entrata e tra l'uscita. Ci- 
tiamone alcuni esempì. 

1.» Nell'anno precedente l'affittuario di una casa ci aveva pagato antici- 
patamente un semestre di corrisposta in conto dell'anno in corso. Nel rendi- 
conto tale anticipazione aveva figurato come un incasso tra le partite di giro 
dell'entrata, e come un residuo passivo tra le partite di giro dell'uscita. Nel- 
l'anno nuovo si dovrebbe fare un mandato di pagamento per estinguere il re- 
siduo passivo, ed una quietanza di cassa per portare tra le entrate effettive il 
semestre della corrisposta di affitto. 

2.0 Le rendite del debito pubblico, ed anche altre, non si riscuotono com- 
pletamente, soggette come sono alla ritenuta dell' imposta di ricchezza mobile. 
Tuttavia essendo necessario, od almeno molto opportuno di far figurare tra le 
entrate effettive l'intera rendita, e tra le spese - nel capitolo delle imposte - 
la tassa di ricchezza mobile, occorrerebbe una quietanza di cassa pel saldo 
della rendita, ed un mandato per detta lassa di ricchezza mobile. L'opportunità 
di questo giro risulta più evidente, se si rifletta che, senza di esso, un'Opera 
pia, la quale avesse tutto o quasi tutto il suo patrimonio consistente in rendita 
pubblica, apparirebbe esente dalle imposte. 

3.0 Parimenti per avere completa da un lato la rendita patrimoniale, e dal- 
l'altro la spesa di beneficenza o di amministrazione, si suole calcolare il fitto 
dei fabbricati che servono ad uso della istituzione, o che sono concessi a titolo 
di alloggio; ed ecco altro caso in cui si richiederebbero quietanze e mandali di 
somme identiche. 

4.0 Abbiamo un conto di deposito di generi nei magazzini di città. L'Opera 
pia ne consuma una parte per proprio uso; e questo fatto andrebbe considerato 
come una vendita con l' incasso relativo, e come una spesa effettiva col corri- 
spondente pagamento. 

5.0 Quando si conducono beni rustici in economia, i fattori nel corso del- 
l' anno somministrano generi in natura, o direttamente pel consumo dell'Opera 



\\" 



"1 






PIANTA DELLA CONTABILITÀ AMMINISTRATIVA 

che indica la regola generale di registrazione delle competenze e degli adempimenti 



IV. 
OPERA PIA 



Dare 


Avere 







V. 



DEBITORI PER L' ENTRATA 



VI. 
CREDITORI PER L' USCITA 



Dare 



Avere 



Dare 



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Avere 




VII. 
CASSA 



Dare 


Avere 




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Se^ni 



delle eoiiipetenze 



modificative \ 
per r Opera pia . 



1. enlrate effe! Uve 



2. spese effettive . 



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permutative i 8. moTimenlo di capitali 
per r Opera pia ( e partite di giro 




«le^li adempinKMiti 



modificativi \ 
per la Cassa i 



i. incassi effettifi 



2. pagamenti effetti?! . 



D 



permutativi i 3. compensazioni incassi 
per la Cassa ì e pagamenti . . . 




155 
pia, o per la fornitura dei magazzini di città. Si trova inoltre alla chiusura dei 
conti che essi fattori hanno aumentato o diminuito il capitale del bestiame e 
degli attrezzi, i debiti e crediti dei coloni ; che hanno fatto spese di conduzione, ecc. 
Tutti questi fatti vorrebbero sempre la emissione di quietanze di cassa in conto 
dei prodotti de' beni, ed eguali mandati per movimento di scorte, per spese, ecc. 
6.0 Un conduttore di poderi, in conto della corrisposta di affitto paga le im- 
poste, fa spese di manutenzioni, ed anche somministra generi in natura a prezzi 
da convenirsi, casi questi che sarebbe meglio non accadessero^ ma che pure 
sono possibili. Ebbene, liquidato con lui il conto relativo si dovrebbe staccare 
una quietanza per la corrisposta e fare mandati per le partite a suo credito. 

Ma in questi ed in altri simili casi noi non facciamo né quietanze, né man- 
dati, i quali, oltreché sarebbero di inutile complicazione, altererebbero la verità 
dei fatti. E senza adunque alcun giro fittizio di cassa, senza menomamente im- 
mischiarvi il conto effettivo del tesoriere, prendiamo nota nel giornale dei sud- 
detti adempimenti permutativi e li giriamo direttamente in avere dei debitori 
deir entrata (n. V) ed in dare dei creditori dell'uscita (n. VI). 

Ciò si vede essere anche richiesto dall'armonico accordo delle scritture, 
che sembraci apparisca evidente dal separato diagramma della contabilità am- 
ministrativa, che qui contro uniamo. 

Sembra infatti che, in esso diagramma meriti di essere osservata l'ar- 
monia che passa tra il conto dell' Opem pia n. IV e quello della cassa nu- 
mero VII, che sono i due conti principali, e che, come abbiamo detto, sarebbero i 
soli necessari, se tutti i fatti amministrativi avessero effetto immediato con i 
corrispondenti introiti e pagamenti. Ma posti in mezzo a loro, col doppio scopo 
della classificazione e dell'accertamento dei debiti e dei crediti, i due conti nu- 
mero V^ (debitori per Ventrata) e n. VI (creditori per Vuscita), ne viene per conse- 
guenza che il conto dell' Opera pia non è mai in relazione diretta con la cassa, 
ed osserviamo invece che come il conto della stessa Opera pia, n. IV, com- 
prende le sole competenze modificative (entrate e spese effettive, ossia rendite e 
spese) mentre le perma^a^/re vanno direttamente in dare del n. V e in avere del 
n. VI, così il conto della cassa n. VII deve analogamente portare i soli adem- 
pimenti o fatti modificativi per la cassa (incassi e pagamenti effettivi), mentre 
gli adempimenti permutativi (compensazioni) vanno registrati direttamente in 
avere del n. V ed in dare del n. VI. 

E tali compensazioni del resto, non sono né una novità, né una licenza. Il 
regolamento 18 agosto 1800 per la esecuzione della legge sulle Opere pie del 
20 novembre 1859, all'articolo 115, disponeva: « Il prodotto figurativo di alloggi, 
« giardini e simili, concessi in usufrutto senza pagamento, sarà riportato nel 
« conto in caricamento ed in scaricamento colle somme nelle quali é stanziato 
< in bilancio, senza che sia duopo di quietanze e di mandati ». 

Il nuovo regolamento poi di contabilità 5 febbraio 1891, all' articolo 58, dice: 
« Le partite di entrata che si compensano con eguali partite di uscita, come 
« ad esempio il fitto figurativo dei fabbricati ad uso dell' istituto, possono re- 



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156 

« gistrarsl, invece che con giro di cassa fittizio, mediante scritturazione aWat^ 
• tivo ed al passivo dei conti rispettivi; ed in tal caso a cura deiramministra- 
tt zione ne viene data comunicazione al tesoriere per le corrispondenti annota- 
« zioni nei ruoli e prontuari delle entrale e delle spese, senza che su tali somme 
« gli spetti alcun aggio di riscossione ». 

Rileviamo che la iscrizione diretta di queste partite nei conti di entrata e 
di uscita non ò obbligatoria, ma facoltativa, avendo il regolamento detto: « le 
partite.. . . possono .... •, diguisachè le amministrazioni di beneficenza sono 
libere di seguire anche il concetto del prof. Riva che dice: . GV incassi e pa- 
« gamenti figurativi sono inerenti alla natura del metodo finanziario, il quale, 
« essendo principalmente fondato sul giro di cassa, ha assolutamente necessità 
« di far figurare come incasso e come pagamento delle partite e dei fatti, che, 
« considerati in sé stessi, sono altra cosa • (*). 

Noi però crediamo che sia più regolare e più conforme al vero di non met- 

.tere per incassato ciò che non è stato incassato, e v^v pagato ciò che non è stato 

pagato, e sembraci ad ogni modo che si tratti di una quistione di semplice forma. 

Adottando il sistema di non girare per cassa siffatte operazioni compensative, 
è mestieri di fare alcune avvertenze: 

1." Che si procuri di evitare, per quanto è possibile, la istituzione di molti 
conti di deposito e di conti pendenti, sui quali convenga di operare numerosi 
riparti e trasporti di partite da uno ad altro conto, per non denaturare sover- 
chiamente il concetto finanziario della contabilità ; avvertenza questa che dovrebbe 
farsi anche se tali riparti e trasporti si facessero col giro di cassa; ma allora 
questa stessa complicazione consiglierebbe di farne meno. 

2.» Che prima di dar luogo alla compensazione si osservi bene se es^a 
possa effettuarsi liberamente d'ufficio, o se occorra l'approvazione della rap- 
presentanza dell'Opera pia ed anche di terze persone interessale. In quest'ul- 
timo caso 11 documento della spesa dovrà essere vidimalo dai rappresentanti del- 
l'Opera pia, come se dovesse servire alla emissione di un mandato, con più la 
firma del creditore, presso a poco con la formola seguente: 

« Visto si approva per lire da compensarsi in entrata nel conto .... 

« Li 



« // membro 
« soprintendente al servizio 



« // presidente 
« // creditore ». 



// ragioniere 



a.» Che I documenti relativi a tali compensazioni siano, per quanto si può 
distinti secondo i capitoli del bilancio, e quindi diligentemente conservati, come 
quelli dei mandali, per presentarli con ordine ed al loro posto insieme al ren- 
diconto. 



(i) M. Riva — Opere pie, ecc. — 1887, pag. 063. 



157 

4."' Che delle compensazioni medesime sia data comunicazione, come pre- 
scrive il regolamento, al tesoriere per la parte che lo riguarda, perchè esse, 
tenendo luogo di un incasso e di un pagamento, siano annotate nel ruolo di 
riscossione e nel prontuario dell'uscita; e ciò bene inteso quando evidentemente 
lo richieda la organizzazione del servizio di tesoreria. 

5." Che infine, essendo necessario di non confondere le compensazioni con 
le operazioni effettive di cassa, venga per esse aggiunta un'apposita colonna anche 
nel giornale, il quale pertanto verrà ad assumere questa figura: 




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158 

Ilo. — Come funzioni il giornale. 

Giunti a questo punto, e dopo aver piuttosto Inngamente parlato del gior- 
nale, dobbiamo confessare che nel giornale stesso poche registrazioni di det- 
taglio facciamo. 

Infatti Io apriamo al principio dell'esercizio con le rimanenze riassuntive 
dell'esercizio precedente, e successivamente non vi registriamo se non le ope- 
razioni che riflettono la contabilità patrimoniale e le compensazioni, che sono, 
le une e le altre, sempre di poco numero. Le operazioni effettive di cassa, che 
sono numerosissime, le desumiamo dalle matrici delle quietanze e dei mandati 
che formano allegati a questo giornale generale, come abbiamo detto parlando 
del giornale del tesoriere, e le riportiamo qui complessivamente alla fine del- 
l'esercizio; come complessivamente vi riportiamo le competenze di entrata e di 
uscita. Ma le competenze, del resto, sono ben pochi quelli che usano di regi- 
strarle dettagliatamente. Schrott ci avverte che Rebmann nel 1790 condannava 
la registrazione delle competenze nel giornale con queste parole : e il tenitore 
« di registri deve perdere tempo a registrare tutte le somme due volte .. Ed 
Exeli nel 1835 disse: « la registrazione a giornale delle competenze di rado è 
« opportuna, aumenta il lavoro ed impedisce, piuttostochè agevolare, la deter- 
« minazione dei rapporti coi terzi » (*). 

Ed in lai modo il giornale, che chiudiamo con le rimanenze finali, come 
SI vede più innanzi nell' esempio per le Opere pie maggiori, poche registra- 
zioni elementari comprende ed è più che altro una guida teorica per l'impianto 
delle scritture. Ma tutti sanno che il giornale non è strettamente necessario. 
Ad esempio, la cospicua amministrazione degli istituti ospitalieri di Milano non 
lo tiene Q. Anche secondo il Bordoni il giornale per le pubbliche aziende non 
è necessario teoricamente ed è inutile praticamente (»). 

xNoi pure vediamo che, con la scorta delle matrici di cassa, con una nota 
delle compensazioni, e con gli altri pochi atti eventuali, che si dovrebbero ordi- 
natamente custodire, potremmo fare direttamente le registrazioni nei mastri 
senza bisogno di alcun giornale. Attesa però la forma succinta con cui è pro- 
posto, non potremmo che suggerire di adottarlo, servendo comunque di sintesi 
di tutta la conlabilità. 

§3.o 
Libri mastri. 



117. Conti patrimoniali. 

118. Conti amministrativi 
119. 



- pianta di contabilità. 

- forma dei conti. 



(1) Schrott. - Traduzione Sperotti - Novara, Tip. della Rivinta di contabtWà, 1883, pa- 73 

{2) Massa. - La raoioneria all'Esposizione di Torino — Novara, 1884, pag. 195 

(3) Vedi n Rauioniere - diretto dal prof. Massa - Milano, 1887, serie H, vói. Ili, pag 30i 



159 



120. Conti amministrativi 

121. 

122. 



- registrazioni nei conti delV entrata. 

id. id. dell' uscita. 

- verificazione e chiusura dei conti. 



* 1 "y- — Conti patrimoniali. 

Dopo del giornale, che coi suoi sette conti principali ci dà il compendio delle 
scritture, dobbiamo parlare dei libri mastri. Per noi, prendono il nome di libri 
mastri, forse non troppo propriamente, uno o più registri, a seconda dell'im- 
portanza dell'Opera pia, i quali altro non sono che svolgimenti dei tre conti del 
giornale: 

per la parte patrimoniale - n. II. consegnatari e corrispondenti 

per la parte amministrativa \ "' "^ ' ^^^'^'''' P"'' ^'^"^«^«^^ 

f n. VI. creditori per l'uscita. 

Gli altri conti I, IH, IV e VII non occorre che siano riprodotti nei libri 
mastri, perchè sono individuali, non hanno bisogno di svolgimento, e verrebbero 
a formare un inutile duplicato. Però se il giornale non si tenesse affatto, ov- 
vero si avesse nella forma comune della scrittura doppia, allora sarebbe neces- 
sario di aggiungere nel mastro anche questi conti. E ciò, ben inteso, per le 
Opere pie più grandi, inqiiantochè le Opere pie minori, quando abbiano un 
particolareggiato inventario dei capitali ed i prontuari dell'entrata e dell'uscita, 
possono fare a meno di qualsiasi libro mastro. Ma per quelle a cui sono neces- 
sari, ò da procurare che essi libri mastri abbiano una lunga durala, essendo il 
loro impianto un lavoro di non poca entilà. Noi teniamo per ciascuna Opera 
pia un mastro, che ordinariamente dura dieci anni, e per le Opere pie mao-criori 
lo dividiamo in più libri. Ma tale mastro, anche se riunito in un solo libro, 
svolge sempre separatamente in tre parti distinte i suddetti conti II, V e VI 
del giornale. 

Poco abbiamo a dire dello svolgimento del conto patrimoniale n. II, poiché la 
pianta dei conti che contiene ci è data dal regolamento generale come appresso: 
Attivo - 1. Fondi rustici. 

2. Scorte rurali vive e morte. 

3. Fabbricati. 

4. Censi, livelli, canoni e legali perpetui. 

5. Titoli di debito pubblico dello Stato. 

6. Altri valori pubblici ed industriali. 

7. Credili ipotecari e chirografari. 

8. Oggetti d'arte ed oggetti preziosi. 

9. Altri oggetti mobili. 

10. Attività diverse patrimoniali. 
Passivo - 1. Debiti ipotecari e chirografari. 

2. Censi, livelli, canoni e legati passivi. 

3. Pensioni vitalizie. 

4. Passività diverse patrimoniali. 



ii^ 




160 

Vi aggiungiamo inoltre i valori dei terzi, depositati a custodia o garanzia. 

La forma di tali conti è descrittiva e non presenta alcuna particolarità che 
possa meritare di essere ricordata. 

L'impianto si fa in base all'inventario patrimoniale con indicazioni som- 
marie. Quasi tutti i conti suddetti non hanno bisogno di svolgimento ; e quelli 
relativi ai credili, debiti, ecc. potrebbero, occorrendo, essere svolti individual- 
mente nelle rispettive partite degl' interessi, che sono aperte, nella contabilità am- 
ministrativa, in apposito e separalo spazio o colonna. 

I movimenti di capitali avvenuti nel corso dell'anno sono tutti descritti nel 
giornale; diguisachè con la guida del giornale medesimo si dà luogo a tutte le 
successive registrazioni che si devono fare nei singoli conti speciali di questo 
svolgimento. 

Trattandosi di fatti molto interessanti, quali sono le mutazioni negli elementi 
patrimoniali, è d' uopo che le registrazioni siano fatte con maggiore e più ac- 
curato sviluppo di quello che può essere consentito per le altre parti del libro 
mastro, e così conviene descrivere alquanto dettagliatamente il capitale che è 
in movimento, i nomi dei contraenti, gì' istromenti, le deliberazioni e le auto- 
rizzazioni relative. 

II saldo di questi conti, deve effettuarsi col riscontro dell' inventario, tanto più 
quando questo sia tenuto, come abbiamo suggerito, in forma perenne, ossia con 
più colonne annuali per riportarvi e tenervi in corrente annualmente le nuove ri- 
manenze. 

118. — Conti amministrativi. — Pianta dei conti. 

I conti della parte amministrativa sono naturalmente molto numerosi, come 
quelli che abbracciano le rendite e le spese, e che compendiano quasi intera- 
mente il movimento dell'esercizio. 

Non ha quindi bisogno di essere dimostrata la utilità di avere e di tenere 
in corrente una pianta o indice delle partite che sono accese durante l'eser- 
cizio medesimo. Gli indici alfabetici sono utili per facilitare la ricerca di un 
conto, specialmente se i libri devono essere consultali da chi non tiene i conti, 
ma non bastano. E Vindice o pianta, à\ cui parliamo, intendiamo che sia, oltre 
l'indice alfabetico del libro mastro, una completa ed esatta descrizione di tutti 
i conti aperti nell'anno, ordinata e classificata secondo la disposizione e l'ordine 
del bilancio preventivo, in residui dell' anno precedente, entrate e spese effettive 
(ordinarie e straordinarie), movimento di capitali e partite di giro; e ciò separa- 
tamente per l'entrata e per l'uscita e con dettagliata classificazione dei capitoli 
e degli articoli. 

Lo stesso bilancio preventivo potrebbe servire da tale pianta; ma esso non 
porta i veri resìdui dell'anno precedente, ed essendo un atto chiuso ed autentico 
non permette di registrarvi le modificazioni e le aggiunte che occorrono durante 
l'esercizio. 

E poiché sappiamo che il rendiconto amministrativo, o conto finanziario del 



161 

tesoriere deve essere compilato, seguendo la stessa classificazione e lo stesso 
ordine del bilancio di previsione (articolo 65 del regolamento), noi troviamo in 
pratica utilissimo che la suddetta pianta annuale sia addirittura estesa sopra i 
modelli di detto rendiconto fin dal principio, anzi prima che abbia principio 
l'esercizio. Apparisce un vero eccesso di sollecitudine questo, di dar mano ai 
modelli del rendiconto annuale prima che l'anno sia incominciato; ma chi non 
ha l'abitudine di far ciò, vedrà coli' esperienza, specialmente se tiene i conti 
d' importanti o molte Opere pie, quanti vantaggi, sotto molti aspetti, se ne ri- 
traggono. 

Tale pianta, che nelle grandi amministrazioni può essere divisa in più se- 
zioni, si forma ricopiando nei modelli del rendiconto finanziario, a tutta la colonna 
6' (meno la !• - numero d'ordine) (*), il bilancio preventivo, avvertendo di la- 
sciare tanto in principio dell'entrata, quanto in principio dell'uscita, un suffi- 
ciente spazio per trascrivervi, dopo il febbraio, i residui attivi e passivi dell'e- 
sercizio precedente. Anche tra l'uno e l'altro capitolo si lascia qualche spazio 
in bianco per le aggiunte eventuali nel corso dell' anno. Di fianco a ciascuno 
articolo della pianta vi si richiama e il numero d'ordine dei prontuari di en- 
trata o di uscita, e la pagina corrispondente del libro mastro, in cui trovasi lo 
sviluppo e adempimento di quel dato articolo; lo che giova non solamente ad 
agevolare le successive registrazioni e le ricerche, ma eziandio a ricordare che 
ogni articolo della pianta ebbe già il suo posto nel mastro e nei prontuari sud- 
detti. Il richiamo al prontuario di entrata, che è il ruolo in mani del tesoriere, 
ha l'importante scopo di significare che di quella data partita è stata già ordi- 
nala la riscossione. Eguale metodo si segue, in appositi allegali, per gli articoli 
di entrata, che hanno molti dettagli, come le rette dei ricoverati nei manicomi^ 
le spedalità degl'infermi e simili. Per queste si tengono in corrente speciali 
elenchi nominativi, che sono allegati della pianta generale, in cui di mano in 
mano che si liquidano le rette respeltive, vi si richiama per ogni individuo l'ar- 
ticolo del ruolo generale o speciale della riscossione ordinata al tesoriere. 

La utilità della suddetta pianta nei modelli del rendiconto apparisce mani- 
festa, quando si consideri che essa, completata nelle altre colonne^ alla chiusura 
dell' esercizio, colle cifre di adempimento e dei residui, che si ricavano dai 
prontuari e dal mastro, costituisce il rendiconto finanziario, il quale in tal modo 
viene ad essere redatto colla massima facilità e sollecitudine. Ma perchè questo 
intento venga effettivamente raggiunto, fa mestieri che la pianta stessa nel 
corso dell' esercizio sia tenuta perfettamente in corrente. La quale cosa facil- 
mente si ottiene, quando la pianta stia presso il capo d'ufficio, o presso que- 
gl' impiegati che sono addetti a prender nota dei contratti e degli atti che portano 
modificazioni alle entrate, ed a rivedere e liquidare i conti delle spese. Per ogni 
partita, che essi mandano ad esigere, e per ogni spesa che ammettono a pa- 



ci) II numero d' ordine é utilissimo, ma bisogna porvelo a rendiconto finito. 



Il 




^1 

•I 




I 




J62 

gamenlo, debbono domandarsi e verificare se e^sa abbia già posto negli articoli 
della piunla dei conti, ed in caso negativo devono tosto aggiungere nella piunta 
medesima, ed al capitolo cui spelta, un nuovo articolo, prima di ordinare la 
riscossione od il pagamento, provvedendo poi che l'articolo stesso sia impian- 
tato nel corrispondente prontuario e nel mastro. Anche quando sopraggiunga la 
modificazione di un articolo preesistente, come potrebbe per esempio accadere 
col cambiamento di un affittuario, è opportuno di fare la relativa rettificazione 
nella pianta. 

Si comprende di leggieri che avendo una pianta cosi ordinata, e tenuta al 
corrente, del rendiconto, si ha un mezzo sicuro e spedito per compilare il ren- 
diconto medesimo, e merco i richiami in essa contenuti, si rende superfluo che 
1 prontuari ed i registri seguano pedantescamente l'ordine e la classificazione 
del bilancio e del rendiconto. La quale cosa non ò sempre possibile, special- 
mente nei libri mastri che durano molti anni, non potendosi prevedere quanti 
spazi debbano lasciarsi tra l'uno e l'altro capitolo; non è possibile nemmeno 
nel ruolo di esigenza, dove gli articoli vanno aggiunti di seguito. 

t l&, — Forma dei conti. 

Anche i conti che servono di svolgimento ai n. V e VI del giornale hanno la 
forma descrittiva e sono individuali. Le colonne interne destmate alle cifre sono 
intestate: 

pel n. V - Debitori per r entrata: 
in dare: residui - competenze - totale 
in arere; versamenti in cassa - compensazioni - totale 
e viceversa : 

pel n. VI - Creditori per l* uscita: 
in dare: mandati di pagamento - compensazioni - totale 
in ar^re; residui - competenze - totale. 

Come si vede, i residui sono separati solamente dal lato delle competenze, 
e non da quello degli adempimenti. Ma non per questo l'adempimento dei 
residui viene confuso con quello delle competenze annuali, dappoiché, essendo 
ordinariamente pochi i residui, è facile di vedere quali partite di adempimento 
VI abbiano relazione. Se si volessero separare, bisognerebbe raddoppiare le co- 
lonne nei mastri. 

L'intestazione dei singoli conti, piuttostochò esternamente, si fa nella prima 
colonna verticale interna. In tal modo, senza togliere alcuno spazio alla regi- 
strazione dei fatti amministrativi, si possono lungamente descrivere tutte le no- 
tizie contrattuali che riguardano i conti rispettivi, e si può facilmente dar luogo 
a più conti nella stessa pagina, ed a proseguirvi le nuove intestazioni, lo che 
riesce maggiormente comodo ed utile nei frequenti casi di cambiamento dei con- 
duttori dei fondi stabili. 

I conduttori, i debitori per mutui, censi, ecc. hanno ciascuno la propria 
partita, le dozzine dei ricoverati risultano spesso in dettaglio da registri ausiliari 



163 

e sono riportate nel mastro collettivamente. In uscita, tranne che per i censi 
ed altre annualità patrimoniali passive, pochi sono i conti individuali, gli altri sono 
intestati collettivamente, per ogni articolo del bilancio, agli appaltatori e creditori 
in genere per somministrazioni, lavori ed assegni di beneficenza. Anche gli 
stipendi, per i quali fino a pochi anni addietro, avevamo le partite individuali, 
sono ora riuniti nei mastri in partite collettive, non mai però riguardanti più 
capitoli del bilancio, avendosi larghe notizie sullo stato di servizio di ciascuno 
stipendiato nelle schede della cassa pensioni, ed avendosi nei ruoli le cifre degli 
stipendi a ciascuno rispettivamente dovute e pagate. Vi è inoltre qualche conto 
corrente e di deposito. 

Fra tutti questi conti ve ne sono alcuni esclusivamente modificatici^ come 
sarebbero quslli che riguardano sole rendite e sole spese, altri esclusivamente 
permutatici^ quali spesso sono i conti correnti infruttiferi e di deposito, ed altri 
infine misti, che comprendono cioè competenze modificative e permutative, come 
sono i conti correnti fruttiferi, e quelli per le aziende agricole ed industriali 
annesse. Non teniamo però nel mastro una perfetta distinzione di questa varia 
natura dei conti, tantoché un conto che in origine era semplicemente modifica- 
tivo può anche diventar misto col sopraggiungere di una nuova operazione per- 
mutativa, che, per essere relativa alla persona intestata in detto conto, vi trova 
posto opportuno. 

E come superiormente abbiamo detto, noi piuttostoché nell'ordine delle par- 
lite dei mastri, poniamo la massima cura ed attenzione nella esatta e dettagliata 
compilazione della pianta annuale dei conti, che ai prontuari dell'entrata e del- 
l'uscita ed a quelle partite dei mastri ci richiama. 

Così se avessimo a pag. 50 il conto dell'affittuario Tizio, il quale ci fosse 

debitore: per saldo di corrisposta dell'anno- precedente L. 500 

per corrisposta dell'anno in corso » 2,000 

per rimborso di competenze pagate per suo conto all'ingegnere . . » 200 
noi già troveressimo che Tizio nella pianta dei conti figura tre volte, e sempre 
con richiamo della pagina 50 del mastro e cioè: 

Nei residui attici dell'anno precedente. 

Nel titolo I, entrate effettice. 

Nel titolo III, partite di giro. 

Rispetto al ritiro dei capitali, per quanto in egual modq potrebbero le ope- 
razioni relative seguire nel mastro i conti dei singoli debitori, ed essere riunite 
insieme nel rendiconto, tuttavia crediamo preferibile di registrarle tutte in un 
conto unico di entrata che chiamiamo capitali passati in riscossione, allo scopo 
di mettere questo conto in parallelo a quello parimenti unico dei rincestimenti 
in uscita, e l'uno e l'altro al conto n. HI della parte patrimoniale, siccome già 
abbiamo dimostrato al § 3 dell'articolo III, capitolo primo. 

Nelle partite di svolgimento del conto n. V — debitori per Ventrata — abbiamo 

IQO. — Registrazioni nei conti delV entrata. 



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*»< 








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164 

in dare i residui attivi dell'anno precedente, e le competenze modificative e per- 
mutative dell anno corrente. 

I remhi attici, che troviamo deltaglialamenle descritti e riuniti in apposita 
nota allegala al giornale, si registrano nei singoli conti relativi del libro ma- 
stro, appena chiuso il vecchio esercizio. L'avanzo di cassa si considera come 
un res.duo attivo, e si trasporta, come gli altri residui, in un conto del mastro- 
e la ragione s, trova nella regola generale di dover considerare ogni fatto sotto 
.1 duphce aspetto deiraccertan.enlo (o competenza) e dell'adempimento; onde si 
comprende che se l'avanzo di cassa si portasse direttamente tra le riscossioni 
s, avrebbe soltanto l'adempimento e non l'accertamento. Per vedere chiaramente 
la regolante d, tale registrazione bisogna pensare al caso, pur probabile, di un 
cambiamento di cassiere, e che quello debitore del precedente avanzo di cassa 
non sia il cassiere del nuovo esercizio. 

Higuardo ai residui attivi dobbiamo avvertire, che occorrendo qualche mo- 
d.ficaz,one su, medesimi ne facciamo correzione entro l'anno nel prontuario del- 
1 entrata e ne prendiamo memoria nella tabella di variazioni al bilancio e nella 
pianta de. conti, salvo poi a registrarle nel libro all'atto della chiusura- se 
la modificazione è in aumento, mediante un'addizione, e se è in diminu- 
zione, mediante una sottrazione; e ciò per evitare inutili giri delle differenze 
m meno su, residui, e per ottenere che lo spoglio e riassunto delle partite 
de. mastri siano, come tra poco diremo, perfettamente concordi al rendiconto 
finanziano. 

Le compeien.e di entrata deiranno corrente, siano modificative o permu- 
lat.ve, SI segnano tutte indistintamente nel mastro al tempo della chiusura- e 
n.un mconveniente ne deriva, inquantochè le competenze stesse, per quanto non 
siano materialmente registrate a debito dei conti, si desumono con facilità e 
•dalle intestazioni dei conti medesimi, e dal prontuario dell'entrata, ed anche 
m talune eccezionali evenienze, da memorie prese nella pianta dei conti 

Neil avere poi delle partite di entrata si registrano, giorno per giorno, gli 
ademprmenu o.... tutto ci6 che in conto o in saldo del loro dare hanno Ld- 
disfatto I debitori. - Lo che può verificarsi in due maniere; o con versamenti 
fatti in tesoreria (quietanze di cassaj o con partite che si compensano in cifra 
eguale nel uscita (compensazioni). Nel giornale si trovano solamente in dettaglio 
oltreché il versamento fatto dal tesoriere del resto di cassa dell'anno precedente' 
le compensazioni coll'uscita ; mentre lo quietanze sono staccate e si riportano com- 
plessivamente nel giornale alla fine dell'anno. Dunque per fare la registrazione nel 
mastro è d uopo di prendere la posizione delle quietanze di quella Opera pia a cui 
.1 mastro è relativo, e di avere contemporaneamente sott'occhio il giornale per 
desumervi le compensazioni, le quali fanno l'ufficio di altrettante quietanze e 
vanno riportate insieme a queste nei mastri, secondo l'ordine di data. 

IGl. — Registrazioni nei conti dell'uscita. 

Per i conti di uscita n. VI si seguono in senso inverso le medesime norme 



165 

che per quelli dell'entrata. Cosi in avere, appena chiuso il precedente eserci- 
zio, si devono registrare alle rispettive partite i residui passivi lasciati dallo 
stesso precedente esercizio, nonché la deficienza di cassa, se ci fosse. In quanto 
alle competenze di qualsiasi natura si aspetta la chiusura dell'esercizio. 

Nel dare si registrano giornalmente i pagamenti fatti in conto, anzi per 
lo più in saldo del loro avere, ai creditori per 1' uscita. I pagamenti effettivi ri- 
sultano dai mandati ed i pagamenti figurativi dalle compensazioni coll'entrata. 

E pertanto necessario di prendere le matrici di essi mandati, e di avere 
sott'occhio il giornale per desumervi le dette compensazioni, che vanno anche 
qui registrate contemporaneamente secondo l'ordine di data. 

1 G52. — Verificazione e chiusura dei conti. ' 

Per accertarsi della esattezza delle registrazioni nel mastro, si procede alla 
verificazione o riepilogo delle somme dei singoli conti; e tale verificazione, che 
naturalmente si può, volendo, ripetere più volte entro l'anno, noi la facciamo 
una volta sola al termine dell'esercizio, anche per la facilità dei riscontri che 
abbiamo, sia nei prontuari dell'entrata e dell'uscita, sia nella divisione e dispo- 
sizione dei conti del mastro, sui quali troviamo, in quelli del n. V tutte le 
quietanze in avere, e in quelli del n. VI tutti i mandati in dare. 

E prendendo separatamente a fare lo spoglio dei conti della serie n. V. — 
debitori per l'entrata— si comincia dall' «cere ossia dai versamenti in cassa e 
dalle compensazioni, e le somme degli uni e delle altre si riportano nelle ap- 
posite colonne della pianta di conlabilità. Il più delle volte le cifre di un conto 
riguardano un solo titolo nella detta pianta, ma accade pure, come abbiamo detto, 
che uno stesso conto possa riflettere più titoli, come: residui dell'anno precedente, 
entrate effettive e partite di giro. In tale caso le cifre stesse, facendo questo 
spoglio, si devono distribuire nella pianta nei diversi titoli a cui sono relative. 

Mentre si vengono riprendendo dai conti del mastro le somme riscosse o 
compensate, si osserva, anche col sussidio del prontuario di riscossione, se e 
quali somme restano ancora a riscuotersi, e queste somme si segnano parimenti 
neir altra apposita colonna della pianta suddetta. È evidente che questa pianta, 
riepilogando articolo per articolo gli adempimenti (somme riscosse e compensate) 
e le rimanenze (somme da riscuotersi), viene con la somma di queste cifre ad 
indicare tutte le competenze, e comincia a formarsi il rendiconto. 

Ciò che si è detto per lo spoglio dei conti dell' entrata, vale egualmente per 
quelli dell'uscita, che riuscirà facilissimo col sussidio del relativo prontuario. 

E dopo che siasi acquistata certezza che il riepilogo dei conti coincide con le 
somme delle riscossioni, dei pagamenti e delle compensazioni, le quali ultime devo- 
no sempre pareggiarsi tra l'entrata e l'uscita, e che le somme rimaste a riscuotere 
ed a pagare sono conformi alle indicazioni che si hanno, da una parte dal ruolo 
di riscossione, e dall'altra dal prontuario dell'uscita, si stabiliscono definitiva- 
mente le competenze dell* esercizio nella pianta dei conti, e si registrano poi 



il 







1G6 

per renlr«.a in dare di ciascun conio della serie numero V del mastro, e per 
I uscita in avere del numero VI. ' e ' 

La chiusura dei quali conti nel mastro, riesce facile e sicura, quando siansi 
osservate e norme e l'ordine sopra esposti, dappoiché aggiungendo .XX'a.ere 
dei cont, dell'entrata i residui attivi, e al dare dei conti dell'uscita i residui 
passivi, ogni conto si deve pareggiare. 

Se in tutti i lavori di contabilità si richiede buona forma ed esattezza, nei 
l.br. mastri ci6 è assolutamente indispensabile, perchè essi hanno la maggiore 
.mportanza da Iato storico della amministrazione, tantoché si ricorre anche dopo 
secoh a consultarli, per vedere l'origine e la fine di capitali, il costo di lavori 
di fabbriche e qualsiasi altro affare. 

Dunque è necessario che ogni registrazione sia ben collocata a suo posto 
che la calligrafia sia bella, chiara, e scritta con inchiostro nero, e non si fac- 
ciano abrasioni nella scrittura. Per ciò che riguarda la brevità e le indicazioni 
da segnarsi nelle singole registrazioni, abbiamo già detto che per i movimenti 
patrimoniali occorrono più dettagliale; mentre per l'entrata e per l'uscita rara- 
mente necessita di occupare più di una linea. Tuttavia bisogna badare che la 
troppa concisione non vada a scapito della chiarezza, e sopratutto è da racco- 
mandare che nell'atto della registrazione si rileggano le notizie dei contratti 
ecc., descritte nelle intestazioni dei singoli conti, tanto per controllare le scadenza 
e le cifre risultanti dalle quietanze e dai mandati che si hanno da registrare 
quanto per non ripetere superflue notizie. ' 



167 



CAPITOLO QUINTO 
DEL RENDIMENTO DEI CONTI 



Articolo I. 



NORME GENERALI 



123. Necessità, scopo ed importanza del resoconto - varie specie di esso - 
voti analoghi di congressi, ecc. 

124. Requisiti essenziali pel rendiconto delle Opere pie. 

IQ3. — Giunti al termine dell'annuale esercizio l'amministrazione dell'O- 
pera pia deve compiere l'atto finale più serio ed importante, l'ultima e più ne- 
cessario delle sue funzioni ; deve prepararsi al redde rationem della sua gestione 
per l'anno decorso. Se essa, seguendo fedelmente le traccie ed i limiti delle 
facoltà ed autorizzazioni concessele nelle previsioni del bilancio e nelle sue va- 
riazioni, avrà preso ordinatamente nota di tutti i fatti ed alti amministrativi che 
accertarono ed adempierono tali previsioni, nel modo che abbiamo in prece- 
denza accennalo, si troverà facilmente in grado di soddisfare all'obbligo del 
rendiconto; il quale, secondo la definizione del Villa, è « la compendiosa e 
chiara esposizione e dimostrazione di tutti i movimenti, cui, in un dato periodo 
di tempo, andò soggetto un patrimonio. Esso deve dunque indicare l'esistenza 
e la consistenza di un patrimonio al principio del periodo di amministrazione; 
deve far conoscere le competenze attive e passive dipendenti dall'amministra- 
zione di quel patrimonio nell' indicato periodo, non che gli adempimenti parziali 
o totali di queste competenze medesime ». 

Tale definizione del Villa non abbraccia però, così ci sembra, lutto il campo 
che può comprendere, sotto le sue varie specie, un resoconto d'amministrazione. 
Anche nel Trattato di ragioneria Gitti e Massa, a pag. 927, cap. XXVII, si 
legge un'opinione alla nostra conforme: « forse la definizione del Villa è alquanto 
restrittiva, poiché se noi consideriamo lo scopo a cui il rendiconto deve servire, 
^e poniamo mente ai mezzi per ottenerlo, più che la semplice dimostrazione dei 
movimenti dell'azienda, il rendiconto è la sintesi di tutto il lavoro amministra- 
tivo avvenuto durante l'esercizio, il riassunto di tutta la gestione ». 



4 



■il 




168 

Vasto infatti, e non abbastanza ancora determinato, è il campo che può 
abbraccare un resoconto, il qnale dalla formola più simetica, pu6 estender" 

g aui"d:n' r-^- f"'"'""^^' ^'"^ '"' ^^""^'°- "«' regist'rìLtaTm ed! 
P rttlr'LiT'" '"T'.''""' "' """" ' '•«PP'-«««"'«"' - continuo e 

do e e Ti. ''" n«'-almente a seconda della diversa in- 

dole e del e pecuhar, esigenze dellamministrozione che deve rendere il conto 

ben Lo ':"^7^"'«'« '-^ ^-'-- resoconto pa>ri„.oniale. dev'essere, co.^é 
P Lwo':::;-' " '^^ "'""" -«'-«"— „te dimostrare come, il 
Iw Zl"?'"r-'''^.'' " "^"^ '" di/feren.a fra le rendite e le spese, 
aev essere eguale al patrimonio netto finale. Ma la semplice e classica forma 
del resoconto patrimoniale del Villa ^h^ .; u ■ ■ '-'""sica lorma 

sndrfBi.» r.. ■ '*'® ''^' ^ '"«' che si basa e s. estrinseca sulla formula 

suddetta, non può essere sufficiente alla generalità dei casi e delle aziende 

quale, come sopra dicemmo, devono essenzialmente rendere conto Esse pub- 
bhche aziende, oltre a tale resoconto economico-patrimoniale, col quale pur de 

oT^LtoTZllo TT: L'' '''''' '-'' '''''-- '- ■■' P-i-io' ne to- 
raWone di tuuo 1 ' " """''■° ''"'"' " conio A.a„«a.,o, ossia dar 
ma con e .^V """T •": '"'""'° all'esercizio, non solo di rendita e spesa, 
scarico deTb la rV ""' '"'^ ''" ^'"S"" '^''P'"'"' "> -'--« ' ^i- 
au" zzazionT r ''"'"°" "''''^"° ' ''^"^ ^"^^««-"" deliberazioni ed 

render conto de. soli fatte modificatici del proprio patrimonio (rendite e spe«e) 
ma ebbono anche dar discarico dei/„..>e..„.a.,-.;(trasformoz Ine "api a i^ 

fatmula3 "r," ' «"'°'--°'« suo avviso nel senso . di non accettare 
la formula ordinaria del resoconto, in cui si rende il solo conto differenziale 
del patrimonio e non si tiene conto delle permutazioni e trasformai elio f 
ammtZrrarXrcZ':^'-- ed.irrazion^it.di un rendilto 

■7- e a.ieato presso J^'z;:!:::::r;^:r::-zrrz: 

cL „:;;■: :t:/''''\''^ r'^ -•--'-« « -verda impUtrz : 

contabilità di „n T '"'■"'" """"''''' ' P^S^™-"' consista tutta I 
cas 1 Le' dol- """""•^"•''"°"«' '—andò tutti gli altri fatti estranei alla 
a TohM H . ''^'°^«"'«"'« «'■■"« PC cassa ; e credono poi di soddisfare 

:;irdTca'ssT'^^ ^°"'° "^^^^"'^-^^ -- '"-^■•«•^ ^^^ '■"--'-'^ente col":';! 

~se^er parziali oggetti, come i Ldiconti^di l^i^Z:: iZ 

(U Vedi Logisniografo, voi. X, pag. 23 e seg. 



169 

.<?/ria speciale, di wW azienda subalterna, ecc., che servir possono di corredo ad 
un resoconto generale dell'amministrazione; e sì gli uni che gli altri possono 
essere sintetici, od analitici. 

In tanta varietà di specie, di opinioni e di metodi, che si riscontra su que- 
st'oggetto del resoconto, anche il nostro collegio dei ragionieri, penetrato della 
utilità e necessità di determinare meglio lo scopo e la formola generale del ren- 
diconto, nei vari tipi di aziende, promosse nel suo seno e propose poi al con- 
gresso nazionale di Milano, una discussione larga e profonda sopra un tal tema, 
e ci sembra opportuno di riferire le considerazioni che espose in argomento il 
relatore del collegio (*). 

« Passando a discutere il 2° tema — In che debba consistere il rendiconto 
di una amministrazione — il relatore Giuseppe Donati ha esordito col dimostrare 
l'importanza del rendiconto che costituisce la mèta della contabilità, essendo 
l'atto ultimo che la legge prescrive e che qualunque proprietario, qualunque 
mandante, esige dal suo amministratore, dal suo mandatario. 

« Vero è che in un'amministrazione bene ordinata, che abbia una regolare 
contabilità, potrebbe ritenersi consistere il rendiconto nel complesso dei registri 
ne' quali sono notate e controllate tutte le operazioni amministrative, e che colla 
esibizione di quei registri fosse completamente nel miglior modo esaurito l'ob- 
bligo del rendimento dei conti. - Ma o sia per la consuetudine, o sia perchè 
le operazioni amministrative si vogliono a colpo d'occhio veder riepilogate quasi 
m un sol quadro, o sia anche perchè pochi son quelli tra i proprietari od altri 
cui interessa di sindacare l'andamento delle amministrazioni, che conoscano il 
meccanismo dei registri di contabilità, certo egli è che il rendiconto è stato ed 
è sempre considerato un atto separato che il ragioniere deve compilare con 
quella maggior possibile brevità e chiarezza che deriva dal renderlo scevro dei 
minuziosi dettagli e delle formole dell'arte adottate nei registri, e tale insomma 
che sia facilmente comprensibile anche dai profani della ragioneria. Ora deter- 
minare gli estremi che debbono concorrere a formare un rendiconto ed anche 
stabilirne dei tipi uniformi per le diverse aziende pubbliche, patrimoniali, banca- 
rie, agricole, industriali, ecc., sembra sia cosa, non solo utile, ma altresì neces- 
saria. Allora, fìssati razionalmente i quesiti a cui in fin di gestione si dee ri- 
spondere, il ragioniere non si troverebbe più imbarazzato nello escogitare la 
scella dei tanto svariati modi di render conto, né sarebbe più esposto al capriccio 
di proprietari, i quali alle volte, senza nemmeno saperne la ragione, richieggono 
dai rendiconti notizie vaghe ed incomplete. Si può anche ritenere che stabilito 
CIÒ che debba dire il rendiconto, sia in buona parie risoluta la questione della 
scelta di uno, piuttostochè di un altro metodo di scrittura, inquantochè quello 
sarà a preferirsi che più facilmente conduca alla mèla prefissa. Nell'arduo poi, 



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(») Vedi Bollettino del collegio dei raulonieH delV Umbria, anno 1, n 3 del 1882, pag. 22. 



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170 

quanto comune compito della revisione dei conti, e ragionieri e non ragionieri 
acquisterebbero tale abitudine e facilità da risparmiare non poco tempo e fatica 
.Ma la difficoltà sta in ciò, che riscontrandosi oggi grande incertezza e 
varala nella forma dei rendiconti non si può con evidenza e con unanime ac- 
cordo definire in che debba consistere un rendiconto, ed è quindi a ritenersi che 
un ampia discussione aperta su questo importante argomento possa condurre 
. cultori della ragioneria a mettersi d'intesa e stabilire in proposito fondamen- 
tali principi. 

. Senza occuparci di quei rendiconti, che talvolta si vedono redatti con 
tanu quadri disparati fuori d'ordine e di nesso, i quali dovrebbero far piuttosto 
I ufficio di allegati ed essere parte accessoria anziché sostanziale del rendiconto 
CI fermeremo su quegli altri che anche distinti ragionieri sogliono compilare sul 
concello delle definizioni date da egregi autori. - Con tali rendiconti si pone 
m evidenza il capitale che esisteva al principio dell'esercizio, si aggiungono ad 
esso le rendile e si sottraggono le spese per dimostrare quale debba essere il 
capitale finale, o in altri termini si espongono i soli fatti che hanno portalo 
aumento o diminuzione alla sostanza, ossia / solifatii modificaUci. 

. Ma quei falli che senza aver modificalo il valore della sostanza ne ab- 
biano trasformato la qualità, in una parola i fatti permutatici, possono essere 
omessi nel rendiconto? _ Il movimento del danaro dovrà o no farsi conoscere 
nel rendiconto? 

. Prendendo in esame il primo quesito, il relatore Donati, considerando che 
.fa ti permutativi possono essere della più grande importanza, come quelli che il più 
delle volte si riferiscono alla trasformazione dei capitali fruttiferi, da cui dipende 
essenzialmente la vita e la prosperità di un' azienda, non ha esitato di esprimere 
.1 proprio avviso nel senso, che, sebbene opportunamente distinti dai fatti mo- 
dificativi, debbano però far parte integrale del rendiconto. 

« In quanto al movimento del danaro, essendo una semplice classificazione 
della sostanza, com'è un altro conto qualunque di merci, non crede sia sempre 
necessario che debba entrare a far parte del rendiconto, salvo per quelle am- 
ministrazioni nelle quali la cassa abbia una straordinaria importanza, e per le 
quali (come per le pubbliche) sia tassativamente prescritto di render conto del 
danaro in forma diversa dal giornale cronologico del cassiere, ossia a seconda 
della classificazione dei diversi cespiti di entrala e di uscita. 

« Epperò il relatore riepilogando i concetti sovraccennali sarebbe venuto a 
concludere che il rendiconto, secondo lui, dovrebbe consistere « in una esposi- 
. ^lone sommaria di tutti i fatti amministratici aevenuti in un dato esercizio 
. disposta in maniera da far conoscere separatamente i fatti permutatici da 
. quelli modificatici, per dimostrare che il risultato di questi ultimi è uguale 
. alla differenza tra il capitale originario e quello finale ; aggiungendo che 
« nell esporre i fatti amministratici puo essere talcolia opportuno che il rendi- 
. conto faccia anche conoscere, se essi ebbero luogo con movimento di danaro 
« od altrimenti ». 



171 

Portalo il suddetto tema alla discussione del congresso nazionale di Milano 
del 1885, il relatore prof. C. Bellini, riferiva in merito allo stesso con queste 
parole : 

« Se vi ha argomento che abbia bisogno di essere svisceralo e ben studiato 
nelle sue parli, e snebbialo in alcuni punti tuttora alquanto oscuri o controversi, 
è appunto codesto del rendiconto, che non è stato peranco approfondilo, nò 
quanto al concetto, né rispetto alla forma atta a meglio estricarlo; tanl'è vero 
che un egregio cultore dei nostri studi, ebbe non ha guari, a dichiarare, che 
la materia del rendiconto era ritenuta finora estranea alla critica scientifica, 
seria ed illuminata, onde va data lode al collegio dei ragionieri di Perugia che 
ha ben compreso l' importanza di siffatto argomento, proponendolo come tema 
di discussione in seno all'odierno congresso ». 

Ed il congresso infine deliberava sul proposito il seguente ordine del giorno: 

Scopo e forma generale dei rendiconti. 

« 11 congresso, consideralo che in molla parie l'argomento dei rendiconti 
è stato discusso nel secondo congresso di Firenze, e che l'argomento stesso è 
in parte compreso in altri temi allo studio di questo congresso, si limila alle 
seguenti raccomandazioni : 

« l.o che venga usata chiarezza e proprietà di linguaggio nella redazione 
dei rendiconti; che i medesimi vengano desunti da scritture bilancianli, premet- 
tendo alle cifre le opportune illustrazioni; 

« 2.0 che siano dimostrati i risultati del movimento di rendita e di spesa, 
e quelli del movimento dei singoli enti patrimoniali con quelle subalterne espo- 
sizioni che, a seconda dei casi, possono essere opportune in relazione all'entità 
e natura speciale di ogni azienda; 

« 3.0 che anche i rendiconti giudiziari siano compilali con le norme de- 
liberale per i casi 1 e 2 ». 

Ed il surrichiamalo secondo congresso dei ragionieri italiani, tenuto in Fi- 
renze nel settembre 1881, in ordine ai rendiconti faceva voti per l'uniformità 
loro in tutte le aziende pubbliche con le seguenti parole : 

« Inoltre fa voti che i bilanci e i conti consuntivi comunali, provinciali e delle 
Opere pie siano resi più conformi a quelli dello Stalo, cosicché, secondo avviene 
nelle altre nazioni, tutta la contabilità pubblica sia retta dai medesimi principi, 
ed abbia nei conti e nei bilanci, che appaiono al pubblico, forme simili (*). 

Uguali intendimenti sulla forma del resoconto delle Opere pie, animarono 
il collegio dei ragionieri di Como ad emettere, nel novembre 1889, il seguente 
voto : 

« ritenuto che il consuntivo di un'azienda vincolala al bilancio preventivo 
deve, per esser completo, presentare la situazione finanziaria, ossia i con- 
fronti fra previsioni ed accerlamenli, e lo stalo dei residui, oltre alla situazione 



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(1) Aili del auikletto conyresso — Firenze, 1S84, Tip. Cenniniana, pag. 223. 





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172 

patrimoniale, la quale dimostra le variazioni avvenute nel patrimonio comples- 
S.VO sm per effetto dei fatti economici e giuridici di qualsiasi specie, sia per 
effetto di rettificazioni patrimoniali; 

. ritenuta la necessità assoluta di tener distinte nel resoconto le rendite e 
le Bpy effeitwe, dalle entrale ed uscite per movimento di capitali e dalle par- 
tite di giro ; ^ 

« ammessa V opportunità di unificare il più possibile la contabilità delle 
Opere p.e per facilitare il controllo e per giovare nel miglior modo agli studi 
economici e statistici; 

• visti i deliberali dei congressi dei ragionieri italiani; 

. il collegio dei ragionieri della provincia di Como, fa'voti che nell'appro- 
vazione della legge e del regolamento per gli istituti di beneficenza, sia stabi- 
lita una forma razionale e completa di rendiconti, e raccomanda pure che ^ia 
prescritto alle delle amministrazioni la tenuta di scritture con metodo completo 
m modo che il rendiconto abbia perfetta concordanza coi conti di gestione .. ' 

1S4. - Tornando ora a considerare il rendiconto in riguardo alla parti- 
colare natura delle Opere pie, vediamone adunque i requisiti essenziali che 
devono specialmente corredarlo. 

Escluso a priori il semplice conto di cassa che non approda a verun con- 
cludente risultato economico, abbiamo anche detto che un resoconto semplice- 
mente economico- patrimoniale, che dia cioè soltanto ragione con la esposizione 
particolareggiata delle sole rendite e spese, della differenza risultante fra il 
patrimonio nello originario e quello finale, non può corrispondere e soddisfare 
al completo discarico che deve dare T amministratore di un'Opera pia, essondo 
questa vincolata nella propria gestione al mandalo ed alle autorizzazioni del 
preventivo, dell'esecuzione del quale deve perciò pur rispondere l'amministra- 
tore stesso. 

E come abbiamo visto al capitolo terzo che il preventivo non può limitarsi a 
contemplare le sole rendite e spese, ma deve pur anche comprendere il movi- 
mento di capitali e le partite di giro, così in analogia ad esso, il rendiconto 
dovrà contenere con uniforme ed evidente dimostrazione entrambi questi elementi 
della gestione compiuta. E tanto più in queste ultime partite di movimento dei 
capitali ed altre partile permutative essendo il controllo neces-sario, per la loro 
natura straordinaria, delicata e pericolosa, come tutto ciò che attiene al patri- 
monio, r esposizione debb' esserne perciò chiara, limpida e completa, affinchè 
l'autorità tutoria possa facilmente sindacare se l'amministrazione ha in tutto o- 
perato secondo giustizia e nell'interesse dell'Opera pia e nei limiti delle debite 
autorizzazioni. 

Né si può obiettare, da chi vorrebbe che soltanto delle rendite e spese si 
rendesse particolareggiato conto, che il movimento che hanno subito nell'anno 
i capitali, si possa egualmente vedere nello stato dei capitali del resoconto 
stesso, mediante il confronto fra le somme delle singole categorie al principio 



173 

ed alla fine dell'anno stesso, poiché questo riscontro indiretto, generico e com- 
plessivo, non rende alcuna ragione e non giustifica affatto le cause di tali va- 
riazioni. (Vedi n. 35). 

Dunque per esser completo e razionale il rendiconto di un' amministrazione 
di beneficenza, deve contenere analiticamente il conto finanziario, in relazione 
cioè al preventivo ed alle successive variazioni, unitamente al conto patrimo- 
niale, che ne dimostra l'effettivo risultato economico, in aumento o diminuzione 
del netto patrimonio originario, e questi due conti debbono essere armonicamente 
collegati e dipendenti fra di loro, per fornire chiari, sicuri e persuadenti risultati. 
Ma non abbiamo ancor detto di un altro requisito essenzialissimo, cui deve 
normalmente rispondere il rendiconto di un' Opera pia, in rapporto al principio 
fondamentale della rigorosa conservazione deh patrimonio permanente di essa ; 
principio largamente dimostrato nel capitolo primo, che ha qui nel resoconto la 
sua più evidente ed efficace estrinsecazione. 

È nel rendiconto finanziario infatti che viene a porsi in piena evidenza, come 
abbiamo premesso, quasi interamente il movimento dei capitali debitamente au- 
torizzato, in entrata per quelli ritirati, in uscita per quelli impiegati ; onde ri- 
leveremo dal confronto, se le alienazioni superarono o furono inferiori agli 
acquisti, e di quanto. E questa differenza dovremo portarla, in obbedienza al 
surriferito principio, nel primo caso in uscita^ a pareggio delle maggiori alie- 
nazioni fatte, in guisa di un fondo passivo da rinvestirsi a saldo de' capitali 
ritirati; nel secondo caso, in entrata, quale un residuo attivo pei maggiori 
acquisti effettuati, di fronte alle alienazioni dell'anno, e da reintegrarsi coi ca- 
pitali ritirabili nel venturo esercizio. 

In colai modo, pareggiato il movimento dei capitali e garantita perciò la 
conservazione del patrimonio, avremo anche la necessaria ed utilissima conse- 
guenza che il risultato del conto finanziario (per molti rappresentante un' inco- 
gnita) avrà un significato netto, reale e preciso, perchè tale avanzo o disavanzo 
finanziario, a seguito del normale pareggio fra l'entrata e l'uscita nel movi- 
mento dei capitaliy nonché del naturale bilancio delle partite di giro, rimarrà 
costituito della sola differenza tra le entrate e le uscite effettive, ossia tra le 
rendite e le spese dell'anno, e se vi fosse, dell'analoga rimanenza degli anni 
precedenti ; e significherà adunque 1' avanzo netto di rendite cumulato a tutto 
l'anno di cui si rende conto. (Vedi n. 89). 

Nella parte finanziaria del rendiconto, la quale dimostra parti tamente le 
varie specie di entrate ed uscite finanziarie, dovrà poi esattamente seguirsi la 
classificazione razionale corrispondente al preventivo, che nella opportuna sede 
abbiamo già dimostrata, e cioè distinguersi tal parte, principalmente, nelle quattro 
sezioni seguenti : 

1.» residui amministrativi attivi e passivi del precedente esercizio; 

2." rendite e spese dell'anno; 

3.» movimento patrimoniale; 

4." partite di giro. 



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174 

E, subordinalamenle, la seconda sezione dovrà suddividersi in rendile e I 
spese ordinar, e straordinarie, e le une e le allre ripartirsi in rendite ses 

dell Opera pm nello speciale scopo della sua beneficenza 

Va PO. da sé che tutti i dati risultanti dal resoconto finanziario e patrimo- 

e sie i^r; :r;"°'"' "^"""^ a..i„istrazione, scaturire naturalmente od 
essere in perfetta relazione co, conti e colle scritturo di cui abbiamo parlato nel 

gestione ed un nesso logico e continuato, una dimostrazione persuadente fra le 
cause e gli effetti finali della gestione in esso resoconto rappresentati 

Riassumendo il sin qui detto potremo stabilire che il ren.liconto delle Opere 
pie deve contenere e dimostrare : '^ 

1.0 Nel conto finanziario tutte le operazioni accertate nell'anno, sia per 
le entrate e spese effettive, sia per le partite permulalive, in confroat: alle pre 
mswm del bilancio ed alle successive variazioni di esso ^ 

2.0 Le somme riscosse e pagate per ciascuna delle suddette operazioni e 
le somme r,ma.te a nscuotersi od a pagarsi in saldo d'esse operazioni 

à.o Lae/fettwa erogazione delle rendite nello scopo speciale dell' istitu 
z.one, posta in evidenza dalla opportuna e chiara classiLzione delle r„ 
spese patrimoniali (si ordinarie che straordinarie) distinUmente da quelle i e 
renti alla beneficenza. ^ 

4,0 // pareggio o lo sbilancio passivo od attico, a conto nuovo, sul mo- 
r^mento de. capUaU. per stabilire, cioè, se sono rimasti fondi di capita i r irati 
da^nnvestirsi, ovvero se ne sono rinvestiti in maggior misura delle alienazioni 

5.0 U avanzo o disavanzo di cassa alla fine dell'esercizio 
6.0 La rimanenza o deficienza amministrativa, risultante dal conto finan- 
■ario e rappresentante il cumulo netto degli avanzi di rendite disponibili per 
beneficenza a tutto detto esercizio. ^ 

7.0 Nel conto economico poi, comprendente oltre le rendite e spese dei- 
anno, anche le sopravvenienze e rettificazioni d^'nventario, verrà a risultare 
1 effettivo nsultato, .n aumento o diminuzione del compendio patrimoniale che 
sarà confern.ato dalla situazione finale ,el patrimonio' posta a con r o 

la risultanza dello stato dei capitali dell'anno precedente 

Pnma di passare all'esame delle disposizioni di legge e delle forme obbli- 
gator.e del resoconto delle Opere pie, sarà perà opportuno che trattiamo in 
.odo spec.a e d. due argomenti che hanno stretta attinenza colle norme di com 
P 1 z.one del resoconto stesso; vogliamo dire della proroga deW esercino per 
la hqu.daz.one e chiusura dei conti, e della determinazione dei residui attici e 
passici che debbono formar parte del resoconto medesimo 



175 



Articolo IL 
PROROGA DELL' ESERCIZIO 



PER LA CHIUSURA DEI CONTI 



125. Utilità e necessità di tale proroga - disposizioni analoghe dei regolamenti. 

Il>f5. — L* articolo 21 della legge stabilisce il termine di un mese ai te- 
sorieri per la presentazione del loro conto annuale; in caso diverso provvede 
la giunta provinciale amministrativa a loro spese. Le amministrazioni dovranno 
deliberare su tali conti entro due mesi dal giorno in cui saranno stali presentati; 
se la deliberazione non ha luogo in detto termine l'esame dei conti è deferito 
direttamente alla giunta suddetta, che deve pronunciare sui conti stessi entro tre 
mesi dal giorno che le pervennero. 

Nel primo progetto approvato dalla camera dei deputati mancava il termine in 
cui doveva essere presentato il resoconto, intendendosi rimetterlo alla disposi- 
zione del regolamento, ma opportunamente dall' ufficio centrale del senato si 
credette fissarlo per legge col suddetto articolo 21 nel breve termine di un mese 
e di abbreviare eziandio i termini successivi proposti per 1' esame ed approva- 
zione finale, affinchè dei risultati del conto potesse tenersi calcolo nella compi- 
lazione del susseguente bilancio preventivo. 

Non si conosceva però, ciò che sarebbe stato opportuno determinarlo per 
legge, da qual' epoca decorresse il suddetto termine di un mese per la presen- 
tazione del resoconto, inqual giorno cioè j dovesse chiudersi l'esercizio annuo am- 
ministrativOy da cui poteva decorrere detto termine di un mese; cosa, ben lo si 
capisce, di non lieve importanza e conseguenza pratica per le amministrazioni, 
come ora verremo osservando. 

Colla legge precedente l' esercizio, chiuso il 31 decembre, era prorogato a 
lutto marzo dell'anno susseguente. Scopo di questa proroga, consigliata da im- 
pellenti necessità amministrative, convalidate da lunghissima esperienza^ è es- 
senzialmente di dare agio alle amministrazioni di liquidare le svariate e nume- 
rose partite, che non prima del 31 decembre si possono appurare, e di elimi- 
nare il maggior numero possibile di residui attivi e passivi dal resoconto, la- 
sciando la minore eredità di pendenze al nuovo esercizio. 

Lasciata dalla nuova legge al regolamento la facoltà di fissare l'epoca di 
chiusura dell'esercizio finanziario, sarebbe stato, a nostro avviso, un errore 
gravissimo dal lato della convenienza pratica e della opportunità, il volere sta- 
bilire nel regolamento slesso una disposizione uguale a quella testé sanzionata 
per la contabilità dei comuni e delle provincie col regio decreto 6 luglio 1890, per 
la quale, chiuso l'anno finanziario il 31 decembre, si ritiene chiuso del pari definitiva- 
mente con tale giorno V esercizio di cassa e non può essere protratto (art. 19). 

Se teoricamente ed astrattamente la chiusura effettiva dei conti alla fino 



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176 

deiranno può sembrare a prima vista giusta ed ispirala a principi di rego- 
antà, non crediamo possano disconoscersi al contrario le imperiose ed inelut- 
lab. h eo„d,z,on, d, fatto e le difficoltà pratiche infinite, che rendono inattuabile 
per la maggior parte di Opere pio importanti, come in genere per tutte le aziende 
patrunon,al. d, qualche entità, siffatta prescrizione, né troviamo le serie ed e^- 
hcaci ragion, che possono predominare su tali difficoltà e sugl'intralci inevita- 
bili che ne recherebbe V applicazione. 

Infatti, se ragione ad una consimile disposizione fosse stato il desiderio di 
sollecitare la pre.enlazione del consuntivo annuale, quesf intento non si sarebbe 
raggiunto, occorrendo sempre per le amministrazioni rilevanti qualche mese, 
dopo lo spirare dell anno, per liquidare tutte le numerose pendenze dell'eserci- 
ZIO trascorso. 

Non concedendo la necessaria proroga di qualche mese per liquidare colla 
dovuta calma e ponderatezza tali pendenze, che sono ben note a chi ha pra- 
l.ca di uffic, consimili, sarebbe stata inevitabile la conseguenza di avere un con- 
suntivo abborracciato, imperfetto, incompleto e non veritiero in tutte le sue parti 
ed eccone tradito essenzialmente il suo vero scopo. 

Se poi la ragione di chiudere rigorosamente Tesercizio al 31 decembre fo««e 
stala nei riguardi della cassa, per conoscere cioè l'effettiva situazione del teso- 
riere a quel dato momento, potendo sembrare che vi facesse ostacolo il tenere 
aperti per le liquidazioni, contemporaneamente e per tre mesi consecutivi, i due 
esercizi vecchio e nuovo, questo supposto movente non sembra di tale impor- 
tanza da consigliare di sconvolgere ed intralciare la naturale sistemazione dei 
conti e di rinunciare alla regolare soluzione di tutte le suaccennate pendenze- 
.mperocchò questo stalo di cassa, anche chiuso definitivamente il 31 decembro' 
non sarebbe presentato, secondo la legge, che un mese dopo e nel frattempo 
avrebbe subito le variazioni dipendenti dalle operazioni avvenute in detto mese 
Oltre che è da notarsi che, nonostante ogni divieto di ordini procviaori. non si 
potrà ma, in pratica evitare che siavi qualche operazione di cassa in pendenza 

non regolata presso il tesoriere medesimo, come si è detto al capitolo quarto, 
n. lOJ e 104. ' 

Ed in quanto a ,-egolare chiaramente ed efficacemente rimportantissi.no 

ZrTìi' ?''"' *""" " ^''"■'"''' ""''°' '^'' ""'■ «'''''«'"° '^-i P"l«'o dai numeri 
105 al 109, il quale serve a distruggere anche questa, sull'intralcio nel servizio 

d, cassa, che è la più forte e ripetuta obiezione dei contrari alla proroga del- 

1 esercizio. ° 

Ora qui noi vogliamo addurre ancora qualche altra ragione e considerazione 
sulla ut.hlà d. siffatta proroga, poiché la sentiamo ancora combattuta da chi non 
vive addentro alle nostre amministrazioni. 

Noi sappiamo, ad esempio, che talune provincie e non pochi comuni, trovando 
inattuabile la disposizione del già citato articolo 19 del loro nuovo regolamento 
se ne lamentano grandemente e promossero all'uopo speciale quesito nel recente 
congresso delle provincie italiane in Roma dell'aprile 1891. Se già adunque le 



177 
Provincie ed i comuni, di cui le entrate e le spese sono di natura molto analoga a 
quelle dello Stato, trovano di difficile attuazione la immediata chiusura dell'e- 
sercizio, per le Opere pie sarebbe assai maggiormente inattuabile, o comunque 
produrrebbe sicure confusioni ed irregolarità. Infatti le entrate delle Opere pie, 
a differenza di quelle dei comuni e dello Stato, consistono quasi esclusivamente 
in rendile patrimoniali, che non possono liquidarsi prima del 31 decembre; e le 
spese, come quelle di vitto ed altre, non possono accertarsi pel consumo dell'anno, 
se non dopo trascorso l'ultimo giorno di esso. 

Altra considerazione, che .serve a stabilire la differenza notevole delle am- 
ministrazioni di beneficenza su quelle comunali, sta nella collettività o riunione 
di più istituti sotto la medesima amministrazione, il che richiede non pochi ri- 
parti e liquidazioni, fra gli istituti medesimi, delle varie spese comuni, come 
spese generali d'amministrazione, consumi di magazzino, ecc , che non possono 
effettuarsi se non dopo il 31 decembre. 

Anche il caso non infrequente per le Opere pie, di avere contabilità speciali 
e subalterne per aziende rurali, per manifatture, farmacie, ecc. richiede neces- 
sariamente un conveniente lasso di tempo, dopo chiuso l'esercizio al 31 decembre, 
per le opportune liquidazioni e registrazioni nella contabilità centrale. La pro- 
roga in discorso è anche utilissima, a mo' d'esempio, per aver tempo d'incor- 
porare nella contabilità generale i risultati al 31 decembre dei conti speciali di 
un'eredità pervenuta all'Opera pia, per la quale occorrono, come si sa, oppor- 
tune approvazioni, formalità, ecc. e di cui si ritarderebbe altrimenti, forse di un 
altr'anno, la fusione, con pregiudizio della erogazione della beneficenza. 

Da tutto ciò si comprende bene come non sia possibile di effettuare, né pel 
31 decembre, né entro un termine molto breve, l'accertamento di tante partite, 
la liquidazione di tante pendenze, e non avrebbe potuto nemmeno all'uopo gio- 
vare il mese consentito dalla legge col surriferito articolo 21 per la presenta- 
zione del resoconto, dappoiché e per l'importanza di molte Opere pie, e pel nu- 
mero talvolta considerevole di esse, riunite sotto la stessa amministrazione, il 
detto termine di un mese può ritenersi appena bastevole alla materiale redazione 
del conto. In conseguenza, riassumendoci, s'incorrerebbe inevitabilmente in taluno 
di questi seri inconvenienti : 

o le amministrazioni sarebbero costrette di arrestare l'esercizio dell'effettive 
loro operazioni prima delta scadenza dell'anno, per avere il tempo necessario 
alle liquidazioni, contro lo spirito e le prescrizioni della legge e delle buone re- 
gole di amministrazione; 

o le amministrazioni protrarrebbero di fatto lo operazioni coll'antidata del 
31 decembre, tanto per liquidare le pendenze quanto per lasciare il minor nu- 
mero di residui, ed in tal caso, oltre che offendere la verità, non si riuscirebbe 
nemmeno a presentare il rendiconto nel termine stabilito; 

ovvero, per più comodo e pronto espediente, le amministrazioni lascerebbero 
tanti residui illiquidi^ desumendoli, non dalla realtà dei fatti avvenuti, dall'ac- 
certamento razionale ed accurato cioè dei residui stessi, ma dalle differenze quat- 
ti 







178 

siensi tra le somme previste e quelle riscosse o pagate ; e questo sarebbe incon- 
veniente peggiore degli altri, inquantochè condurrebbe ad amalgamare nel ren- 
diconto cifre ipotetiche, a quelle reali ed effettive, dì cui soltanto deve costi- 
tuirsi. 

Un'ultima considerazione, che, in difetto di apposita disposizione nella nuova 
legge, consigliava fosse dettata nel regolamento di contabilità per le Opere pie 
cosiffatta proroga dell'esercizio, stava in questo: che, mentre i tesorieri dei co- 
muni devono rendere il conto nel termine di tre mesi (articolo 257 legge co- 
munale 10 febbraio 1889), ai tesorieri delle Opere pie invece è concesso sol- 
tanto un mese, dopo chiuso l'esercizio, dall'articolo 21 più volte citato della 
legge sulle Opere pie stesse. 

E siffatta circostanza, che è salientissima, ci pareva che dimostrasse nel 
modo più convincente la necessità di tale proroga, perocché se per i comuni 
può ritenersi sufficiente il termine di tre mesi per l'appuramento e liquidazione 
dei conti del precedente esercizio, nonché per la materiale compilazione del re- 
lativo resoconto; era troppo evidente che il termine di un solo mese concesso 
alle Opere pie, di cui l'amministrazione è generalmente tanto più complessa e 
svariata, non potesse affatto bastare a tutto ciò, ed occorresse di concedere col 
regolamento una proroga di due mesi alla chiusura dell'esercizio, per raggiun- 
gere, coir altro suddetto mese concesso dalla legge per la compilazione del conto, 
un termine almeno uguale a quello accordato ai comuni e provincie. 

A tale ragionevole concetto vediamo infatti informarsi la disposizione del- 
l'articolo 13 del regolamento di contabilità, in cui si legge: 

« L'esercizio annuale comincia dal 1° gennaio e termina col 31 decembre 
dell'anno stesso. Però alV effetto di liquidare, esigere o pagare l'importo di 
operazioni relatice al detto periodo, V esercizio si protrae sino alla fine di feb- 
braio dell'anno successivo, nel qual giorno l'esercizio stesso è definitivamente 
chiuso ». 

E l'articolo 39 del regolamento amministrativo, in omogeneità a tale dispo- 
sto, prescrive che non più tardi della fine di marzo {un mese, cioè, dopo chiuso 
l'esercizio, come sopra, a senso di legge) il tesoriere presenta alle respettive 
amministrazioni il conto finanziario della propria gestione, riferibile all'esercizio 
scaduto, nelle forme indicate dal regolamento di contabilità. 



179 



Articolo III. 



RESIDUI ATTIVI E PASSIVI 



i26. Xecessità di determinare i veri residui e di eliminare dal resoconto quelli 
impropri - ragioni d' indole legale, morale e contabile. 

127. Disposizioni legislative sul proposito : 

a) per lo Stato e comuni; 

b) per le Opere pie. 

128. Logica interpet razione delle spese legalmente vincolate, di cui agli arti- 
coli 68 e 69 regolamento contabilità. 

129. Modo di poter tramandare al nuovo esercizio anche talune spese straor- 
dinarie costituenti residui impropri. 

130. Altre disposizioni varie sui residui. 

IQO. _ Nella formazione del conto finanziario delle Opere pie, come 
d'ogni altra azienda pubblica dipendente e vincolata da un preventivo, il con- 
fronto cui si dà luogo fra le previsioni del bilancio approvato e gli accertamenti 
fatti nell'esercizio stesso, fa nascere in esso rendiconto quasi sempre delle dif- 
ferenze in più od in meno. Molte di queste differenze, riferendosi ad articoli 
del bilancio stabilita in cifra incerta ed approssimativa, ma che hanno avuto com- 
pleto esaurimento, si eliminano naturalmente, come rettificazioni di accertamenti, 
e non hanno più seguito. Altre invece, riguardando una operazione, un fatto in- 
compiuto, nell'esercizio di cui si rende conto, danno luogo ai cosidetti residui 
finanziari, che fanno parte delle risultanze economiche del resoconto, e si por- 
tano avanti negli esercizi successivi come rimanenze attive e passive della ge- 
stione passata. 

Ora taluni di questi residui finanziari, specialmente dell'uscita, non possono 
considerarsi come tali, né possono far parte di un consuntivo, sebbene gene- 
ralmente vi si sogliano comprendere, perché tale usanza é erronea e contraria 
alla realtà dei consuntivi ed ai sani principi amministrativi, non è in armonia 
collo spirito più moderno delle leggi del bilancio, né con quelle della contabilità 
di Stato, la più razionale e perfezionata che ci sia nei nostri pubblici ordina- 
menti. 

L'egregio e carissimo collega prof. V. Armuzzi fece su questo argomento 
una dotta e brillante conferenza al nostro collegio dei ragionieri (*) e noi, do- 
vendo ora trattare dei residui finanziari, ci gioveremo in gran parte per la 
dimostrazione degli ottimi elementi di detta conferenza. 



I 



(i) Vedi BoUettino ilei collegio dei ragionieri dell' Umbria, voi. II, pag. 17, lo geimaio 1885. 







180 

Anzilullo noi dividiamo qiiesli residui in propri ed impropri. 

I residui finanziari da noi chiamati propri sono quelli che scaturiscono dalla 
differenza fra gli accertamenti giuridici e gli adempimenti nell'esercizio, ossia 
dalla differenza, di diritto rimasta ad esigersi od a pagarsi alla fine d'eser- 
cizio, sopra ogni articolo del bilancio, fra la somma totale liquidata e quella 
parzialmente riscossa o pagala. Questi sono veri e propri elementi del consun- 
tivo, costituendo vere entrale od uscite, fatte o da farsi, e veri debiti o crediti 
rimasti alla fine deli' esercizio. 

Se invece in taluni articoli del bilancio manca l'accertamento liquido, per- 
chè l'oggetto della previsione non è stato effettuato od esaurito, né impegnato; 
ovvero per la sua natura o condizione speciale non poteva liquidarsi nell'eser- 
cizio di cui si rende conto, allora queste previsioni, mancanti di accertamento 
liquido o d' impegno giuridico, danno luogo a quelli che indichiamo col nome di 
residui impropri. Tali sarebbero, per esempio, i residui derivanti da taglio di bo- 
schi, previsto nell'anno e rimandato al successivo; da fondi assegnati a lavori 
o spese determinate, parzialmente od interamente non eseguiti, né impegnati a 
favore di terzi nel corso dell'esercizio; residui per stanziamenti annuali di fondi 
preparatori ad opere o spese deliberate in massima, da eseguirsi dopo cumulato 
il fondo necessario in vari anni, ed altri consimili. 

Siffatti residui impropri vanno eliminati dai resoconti delle Opere pie, ed in 
genere delle aziende pubbliche, per le ragioni di varia natura che ora accenneremo : 

Principalmente, perchè, secondo i più moderni dettami della scienza di fi- 
nanza, confermati dall'autorità dei Say, Schrott, Cambray-Digny, Besta, ecc. (»), 
Je facoltà ed autorizzazioni accordate dall' autorità deliberante, dal mandante, al 
mandatario, col preventivo che annualmente si rinnuova, non possono avere mag- 



0) « Dare il diritto di eseguire un bilancio annuale é dare il potere di amministrare la fortuna 
pubblica per un anno ». Leon Say. 

« Le autorizzazioni di un anno, riguardano i fatti di un anno; quella parte di esse di cui non 
s'è fatto uso alla line, perde efiìcacia e rimau:^ annullata ». prof. Fabio Beòta. 

« Votando delle spese per iscopi speciali può avvenire die il credito accordato non venga esaurito 
neir anno del preventivo, solo perchè in quesf anno lo scopo ste.sso non è stato perfettamente rag- 
giunto, come per esempio, nel caso che un certo lavoro preveduto non sia stato completamente ter- 
minato. In casi simili il procedimento più semplice è di trasportare le restanze del credito neir anno 
prossimo, vale a dire di togliere tali restanze, come non esistenti, dal preventivo in cui fu posto il cre- 
dito originarin mente e di computarle in pari t^-mpo in quello del prossimo anno, nello stesso modo 
degli eventuali crediti suppletivi votati con leggi particolari ». 2>t'or. Schrott. 

* Dev'essere ben inteso ciò che siano i re^iUlui attici e passivi ritenendo inamissibile la consue- 
tudine di considerare come residui le differenze fra le somme previste e quelle effettivamente ri.scosse 
o pagate. Infatti coilesta pratica condurrebbe a tener vive al di là del termine di un esercizio le auto- 
rizzazioni di spesa accordate col bilancio di previsione, così accumulan.lo per un medesimo capitolo 
quelle non impegnate ed allargando le fac >ltà dell'amministratore, oltre ai limiti definiti dal bilancio 
stesso. La legge del bilancio essendo annuale ed essendo necessarie leggi speciali per oltrepassare i 
limiti da quellp n.ssati, è evidente che una siffatta interpetrazione è incostituzionale. Si è creduto dunque 
bene chiarire questo punto e prescrivere che le previsioni di spesa, non impegnate nell'anno, deb- 
bono essere radiate e passate in economia, ecc ». Caui'jrai/- Uiunu. {Helai. alla Corte dei Conti 

sul regola»!. cont;>h. stato). 



181 

gior durala dell'anno per cui sono state concesse, e quindi ogni facoltà inadem- 
pita al termine dell'esercizio e non impegnata, deve intendersi, costituzionalmente 
parlando, cessata ed estinta, colla fine dell' anno stesso, e vuol essere ripresen- 
tata al potere deliberante per ottenere una nuova autorizzazione. Non si può 
vincolare l'azione di un corpo deliberante, che é chiamato annualmente a prov- 
vedere ed a misurare i mezzi ai bisogni di una pubblica azienda, con atti disposti 
e non eseguiti da una precedente amministrazione, e dev'essere in facoltà della 
nuova amministrazione di confermare, se crede, o di revocare a seconda dei 
casi, quelle autorizzazioni di opere o spese anteriormente votate e non compiute 
dalla cessata gestione; né deve quindi trovarsi impegnato il nuovo esercizio am- 
ministrativo coll'eredità obbligatoria di residui passivi di tal natura non impe- 
gnativa. 

Un tale principio, nel senso più assoluto, é specialmente seguito in Inghil- 
terra, dove, alla chiusura dell'anno finanziario (31 marzo) tutti i crediti non 
impiegati sono annullati : « i crediti non possono servire che ai pagamenti fatti 
nel corso stesso dell'anno finanziario ». Un nuovo voto dato per l'anno seguente 
fa quindi rivivere i crediti per gì' impegni non soddisfatti, se ciò è necessario 
{Wagner Adolfo). — Lo stesso autore trova però degna di speciale lode e più 
abilmente congegnata l' organizzazione finanziaria del regno d' Italia, secondo il 
suo regolamento generale di contabilità, sebbene accenni anche a taluni difetti ed 
abusi, lasciativi introdurre dalla pratica (*). 

Se questo principio adunque, sanzionato dai più eminenti scienziati, è vero 
e giusto per 1' azienda massima dello Stato, e più recentemente fu esteso anche 
alla contabilità delle provincie e dei comuni, non può esser men vero, né meno 
applicabile alle istituzioni pubbliche di beneficenza, le quali dipendono ugual- 
mente da un'autorità superiore che approva le previsioni ed autorizza l'esercizio 
del rispettivo bilancio al corpo amministrativo che l'esegue. 

Dal lato morale poi, il combattuto sistema seguito dalla maggior parte di 
aziende pubbliche, di lasciare cioè eternamente nei residui passivi tutti i fondi 
residuali di spese o lavori deliberati in anni anteriori, che non furono ancora 
eseguiti né impegnati e che potrebbero fors' anche non venire altrimenti com- 
piuti, se può far comodo a chi deve dar corso a siffatti ordini e deliberazioni 
rimettendone l'esecuzione stessa al proprio beneplacito, e molto più per avere 
facile ricorso agli storni per coprire altre maggiori spese, ingenerando così fa- 
cilmente la imprevidenza e l'inerzia negli uffici esecutivi, non può e non deve 
accogliersi dove vuoisi conservare la vigorosa attività dei servizi amministrativi, 
la pronta e fedele esecuzione dei deliberati e, soprattutto, dove vuoisi mantenere 
la chiarezza e la verità nei conti, come vedremo ora. 

Sotto l'aspetto contabile é da osservarsi, che siffatte restanze di fondi ge- 
nerici o speciali, per indicale opere o lavori da eseguirsi e non impegnali, non 



(1) Vedi Manuaìe di economia iJoUtica — diretto da Schònl erg — pag. 407. 



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182 

costituiscono elementi economici reali e determinati, onde soltanto deve formarsi 
un rendiconto economico, perchè non essendo passati allo stato d'impegno giu- 
ridico non si risolvono in veri ed effettivi debiti verso chicchessia. Cotali resi- 
dui, frammisti alle vere e reali spese, e formati di cifre presuntive, indeterminate, 
stornabih forse in avvenire, sono materia eterogenea in un consuntivo che com- 
prender deve soltanto, lo ripetiamo, i fatti economici liquidi, certi e compiuti, e 
servono a falsarne le risultanze finali e complesse e ad alterare il significato 
dei dati statistici che se ne desumono. 

Pongasi, per esempio, che nel consuntivo di un pio stabilimento siasi 
portata in una categoria dei lavori straordinari ai fabbricati, fra le somme 
rimaste a pagarsi, la spesa di lire 5,()00 deliberata nel preventivo di quel- 
l'anno per migliorare ed ampliare in qualche parte il locale, ma che durante 
l'anno non siasi eseguita, disposta, né impegnata per nulla tale spesa. Nello 
risultanze complesse del rendiconto, nei quadri statistici, alla categoria sud- 
detta dei latori ai fabbricati, figurerà che V amministrazione ha spese in 
quell'anno le lire 5,000, che invece non ha effettivamente spese né impegnate 
con alcuno; come apparirà nello stato dei capitali, fra i debiti, la somma stessa 
di lire 5,000 che in effetto non è dovuta ad alcuno. Ma v'è di più; nell'anno 
successivo l'amministrazione, che può essere anche composta di nuovi elementi, 
cambia idea, non crede più opportuno o conveniente fare il suddetto lavoro, ov- 
vero circostanze sopraggiunte non lo rendono altrimenti necessario. Che fJ al- 
lora? Delibera depennare dai residui passivi il relativo fondo di lire 5,000 che 
vi è stato tramandato dal precedente esercizio, e negli effetti economici di questo 
depennamento, oltre al risultare una economia, in realtà insussistente, si rende 
falsa la situazione delfanno precedente nel titolo dove aveva già figurato detta 
spesa. Oppure la nuova amministrazione ritiene per ora più urgente e conve- 
niente di provvedere un numero maggiore di letti od altre suppellettili per lo sta- 
bilimento e delibera devolvere detto fondo di lire 5,000, già esistente nei residui 
passivi, per una tale provvista; ed ecco che la spesa che ha già figurato nella 
categoria dei lavori ai fabbricati, serve invece effettivamente ad una spesa di 
tutt'altra natura, e ne viene perciò ugualmente falsato ne' suoi dettagli il rendi- 
conto di quel primo anno. 

Sotto qualunque aspetto si osservi adunque la questione, dal Iato legale, o 
morale, o contabile, non è da ammettere nel resoconto la iscrizione di siffatti 
residui impropri. 

isr a). — II regolamento della contabilità di Stato consacrò per primo 
il razionale principio generale, pel quale le differenze tra le previsioni e gli ac- 
certamenti (compresi in questi gl'impegni legali o giuridici insoddisfatti, s'in- 
tende), qualunque sia la causa da cui provengono, debbano tutte annullarsi e non 
far parte del consuntivo, se non come risultanze del confronto fra ciò che si 
doveva fare e quello che in realtà si è fatto, e determinò la vera natura dei 



183 

residui attivi e passivi colle esplicite disposizioni di cui agli articoli 171 
e 173 C). 

Un* identica prescrizione è contenuta nelle recentissime norme regolamentari 
per l'amministrazione e contabilità dei comumi e delle provincie, in consonanza 
a quelle di Stato, approvate con regio decreto, n. 7036 (serie 38), del 6 luglio 
1890, all'articolo 30 che ha conforme disposto dell'articolo 171 avanti citato del 
regolamento di Stato. 

IQ-y 6). — Per le Opere pie una esplicita disposizione legislativa, ante- 
riormente al recente regolamento, non esisteva; ma potrebbe dirsi che fino dal 
1875 s'intendesse di fissare il carattere esclusivamente giuridico che debbono 
avere i residui, colla circolare ministeriale del 12 decembre, la quale, parlando 
dei consuntivi delle Opere pie, disponeva all'atricolo 20 « che pei residui attivi 
si deve presentare l' elenco dei debitori e per i passivi quello dei creditori » ; 
escludendo così implicitamente i resti derivanti da facoltà inadempiute del bi- 
lancio, per le quali non possono esistere né debitori né creditori. 

II nuovo regolamento di contabilità però, facendo luogo a questo principio 
de* più moderni e razionali della scienza amministrativa, determinava anche per 
le Opere pie con le disposizioni seguenti la vera natura dei residui finanziari: 

Articolo 68. « Chiuso l'esercizio finanziario, le differenze verificatesi fra le 
somme previste e quelle legalmente vincolate allo scopo pel quale erano desti- 
nate, s' intendono annullate ». 

Articolo 69. « Le entrate accertate ma non riscosse, le spese liquidate e le- 
galmente vincolate, ma non pagale alla chiusura dell'esercizio, costituiscono 
rispettivamente i residui attivi e passivi ». 

E, qual corollario, detto articolo ha il seguente capoverso: 

« In nessun caso, si può iscrivere fra i residui degli anni decorsi alcuna 
somma in entrata od in uscita, che non sia stata compresa nella competenza 
d'un precedente esercizio ». 

1^®- — Sorpassando sui residui attivi, che non danno luogo ad alcun 
dubbio, chiaramente determinati come sono dalla differenza fra le somme ac- 
certate in entrata e quelle riscosse, esaminiamo alquanto i residui passivi come 
sono qualificati nelle sovra citate disposizioni per le Opere pie, sembrandoci me- 
ritevoli di speciale considerazione. Osserviamo anzitutto che il legislatore nella 
determinazione di tali residui ha usato un'espressione diversa da quella adot- 
tata nella disposizione analoga del regolamento di contabilità dello Stato e dei 



(l) Articolo 171. «Le entrate accertate e non riscosse e le spese lef^almente impeonate,lìqmdRie, 
ordinate e non pacate costituiscono i residui attivi e passivi di un esercizio ». 

Articolo 173. « Le entrate iireviste nel bilancio, che non sono state accertate col consuntivo e le spese 
previste che non sono state ordinate o impegnate, non si considerano come residui e debbono essere 
annullate ». 



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184 

comuni. Quivi infalti esso parla di spese legalmente impegnate, liquidale, ordi- 
nate e non pagote, che costituiscono i residui passivi; mentre nel presente re- 
golamento delle Opere pie essi si definiscono all'articolo C9 come conseguenza 
d. spese Ugiudate e legalmente incoiate, ma non pagate, e l'articolo precedente 
spiega ancor meglio la parola cineolate aggiungendovi allo scopo pel nuale 
erano destinate. r r t '^ 

Se non è mai caduto e non può cadere alcun dubbio adunque sul carat- 
tere essenz,alr„ente giuridico dei residui passivi designati dal regolamento di 
contab. htà dello Stato, colle parole spese legalmente impegnate, liquidate ed 
ordinate, le quah richiedono imprescindibilmente l'esistenza di un legittimo cre- 
ditore, potrebbe invece sollevarsi qualche dubbio sulla vera natura giuridica dei 
residui passivi delle Opere pie, poichò può esistere legalmente un vincolo di 
pagare una somma per un determinato oggetto senza che sia ancora liqui- 
data in cfra esatta od a favore di determinata persona. Come sarebbe, per 
esempio, I obbligo legalmente contratto con un affittuario di fare un determinato 
lavoro un bonifico nel fondo; la erogazione in un determinato scopo, non an- 
cora adempiuta, di un legato testamentario riscosso; un contributo non soddi- 
sfatto, ancorché non liquidato, ad un consorzio idraulico o stradale, legalmente 
costituito; una spesa qualunque infine obbligatoria in forza di legge, ed altri 
casi consimili. ^° ' 

Sono queste le spese che possono intendersi legalmente vincolate allo scopo 
per CUI erano destinate, e le quali, ancorché non liquidate alla chiusura deJ- 
I esercizio, costituirebbero dei residui passivi ove si dovesse guardare soltanto 
a quest espressione dell'articolo 69. E non d'altra natura potrebbero essere, 
perche comunque il vincolo deve sussistere sempre rispetto a ter.e per..on, 
od a favore di enti materialmente o moralmente separali dall'amministrazione, 
inquantochè riguardo a sé stessa l'amministrazione, come abbiam visto non ha 
atro vincolo, altr' obbligo, che quello di adempiere al mandato del bil n lo pTim 
che spiri 1 esercizio. F*<"iu 

Tuttavia non può disconoscersi che tali vincoli non servono ad accertar 
sempre, in modo sicuro e definitivo, oltreché talvolta la persona creditrice, nem- 
meno la precisa entità della spesa, tantoché questa all'atto della liquidale 
può andar soggetta a notevolissime differenze, e può anche accadere che al 
spese, con tutto il vincolo precedente, si possano in taluni casi anche annular 

quida I, non potranno mai considerarsi, secondo noi, tra i veri debiti dell' am- 
mnistrazione; non avendo quel carattere liquido e giuridico avanti spiegato, che 
dovrebb essere comune a tutti i residui passivi propri 

E lo stesso articolo 09 del regolamento suddetto lascia dubitare in propo- 
sito che non basti il solo vincolo legale, inquantochè alla espressione llalmente 
incoiate, congiunge anche il concetto della li,uid„ùone, anzi lo premei H 
cendo: spese liquidate e legalmente cineolate pre.nelle, d. 

Quindi parrebbe che, per potere far parte dei residui passivi, tali «pese do- 
vessero avere l'uno e l'altro requisito; e siccome non si 'può co'nce^rridta 



Ì85 
della liquidazione di una spesa da pagarsi, senza che siavi già la persona del 
creditore di essa, così si verrebbero allora a riportare, con tale soluzione, que- 
sti residui al vero e proprio carattere generale di debiti giuridici, come sopra 
indicato. 

*-»• — Mentre adunque opiniamo che anche siffatta specie di spese ri- 
maste a pagarsi, benché vincolate legalmente ad un determinato scopo, se non 
sono pure liquidate a favore di determinati enti o persone, debbano essere 
escluse dal resoconto, considerandole quali residui impropri; pure dobbiamo 
domandarci : 

Non si dovrà per ciò tenere alcun calcolo di qyiesV impegni legali, derivanti 
da contratti, da deliberazioni speciali approvate, ecc., i quali non poterono avere 
adempimento nell'esercizio, né furono potuti liquidare per cause talvolta indi- 
pendenti dall' amministrazione? 

Vi sono spesso dei residui che noi qualifichiamo impropri, per difetto in 
loro del carattere liquido e giuridico, i quali però non possono effettivamente 
adempiersi nell'esercizio che volge, per la propria natura, o pel determinato 
scopo, o per espressa deliberazione dell'amministrazione; e non si dovranno in 
qualche modo considerare, per l' impegno o vincolo che tuttavia ad essa resta 
dopo spirato l'esercizio? 

Ciò non sarebbe giusto, né conveniente, né opportuno, nell'interesse delle 
Opere pie; in taluni casi s'impedirebbe loro anzi di potere effettuare opere ri- 
levanti e vantaggiose o se ne intralcerebbe di molto l'esecuzione. 

Si consideri, infatti, oltre i casi superiormente accennati d'impegni legal- 
mente contralti ma non liquidati, il caso non infrequente della costituzione di 
un fondo preparatorio ad un' opera grande, ad un lavoro importante, per utile 
o decoro dell'istituzione, deliberato dall'amministrazione colle debite approva- 
zioni, mediante l'annuale stanziamento di una parte della spesa nei bilanci di 
più esercizi e da non eseguirsi sinché non siasi raggiunta la somma comples- 
siva occorrente. 

Nei resoconti finanziari rispettivi questi fondi annuali non possono aver 
luogo, essendo residui passivi impropri, e si perderebbero, se non si trovasse 
un modo di conservarli. 

Ugualmente dicasi di un lavoro straordinario urgente, specialmente delibe- 
rato ed approvato sullo scorcio dell'anno, che non potò effettuarsi nell'anno 
stesso, per cause indipendenti dall'amministrazione, ma cui però sia indispen- 
sabile porre mano al principio dell'anno nuovo. Non potendo tramandarsi que- 
sto fondo, come residuo passivo, al nuovo esercizio, occorrerebbe necessariamente 
riproporlo con altra deliberazione dell'amministrazione, la quale non può più 
stanziarlo nel preventivo dell'anno entrante, perchè già compilato ed approvato, 
e sarebbe quindi costretta di ritardare, per quanto necessaria ed urgente l'ese- 
cuzione del lavoro stesso, con danno dell'istituto, per attendere alle indispensa- 
bili formalità della nuova deliberazione, in modificazione del bilancio successivo 
e della relativa approvazione. ' 



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186 

E per ciò che la eliminazione dal consuntivo della suindicata specie di resi- 
dui impropri, rendendo legalmente necessario di ricorrere all'amministrazione 
ed all'autorità tutoria per una ulteriore deliberazione ed approvazione, ha solle- 
vato sovente non poche obbiezioni da parte di coloro che sostengono il valore 
delle facoltà concesse col bilancio, anche dopo scaduto l'anno cui si riferisce, e 
che credono non debbasi tornar sopra a ratificare colali spese, già approvate in 
origine, o per lo meno ne discutono la convenienza e l'opportunità, temendo 
sempre delle conseguenze pericolose derivanti dalla instabilità del volere e del- 
l'umore delle maggioranze nei corpi deliberanti; e lamentando gì' inconvenienti 
che possono spesso nascere dal ritardo sovra accennato ad eseguire lavori od 
opere talvolta urgenti, per attendere le nuove approvazioni. 

Onde è necessario di escogitare una soluzione pratica, conciliativa, che, ri- 
spettando i principi razionali della scienza amministrativa e contabile, non 
escluda però assolutamente, o non ritardi soverchiamente con pregiudizio del- 
l'amministrazione, l'esecuzione o la prosecuzione d'impegni incorsoselo perchè 
non possono attualmente tradursi in cifre concrete nei residui finanziari. 

Una soluzione in questo senso fu dalla nostra congregazione di carità adottala 
con un provvedimento di massima, pel quale ordinò al suo ufficio di ragioneria 
di annullare nella parte passiva dei rendiconti le differenze tra le previsioni 
e gli accertamenti, fatta eccezione dei fondi' preparatori' e di quelli moral- 
mente impegnati per speciali lavori straordinarii, i quali senza ulteriore 
speciale deliberazione si faranno figurare nel rendiconto in sede separata, 
stornandoli dai residui^ per trasportarli d* ufficio nel bilancio successivo. Con 
questa disposizione di massima, l'ufficio di ragioneria della congregazione, nel 
togliere dal resoconto finanziario tutti i residui improprii, prende nota separata- 
mente di quei fondi residuali, i quali per loro natura o per espressa delibe- 
razione dell'amministrazione debbono essere conservati per dar loro esaurimento 
in avvenire, ed è autorizzato a riportarli in addizione al bilancio dell'anno 
in corso. Per tal modo l'opera, il lavoro, già deliberato, che urga eseguirsi, 
non soffre ritardo od interruzione pregiudicevole per l'amministrazione stessa 
e sono risparmiate nuove ed inutili formalità e perditempi. 

Il trasportare, con tale espediente, questi fondi residuali dell'esercizio che 
si chiude, al nuovo, sotto forma diversa dal residuo passivo, non altera punto 
sostanzialmente il risultato finanziario dell'Opera pia, inquanlochè ben si scorge 
che, se da un canto l'esercizio scaduto si alleggerisce di quegl' impegni (che gli 
spetterebbe sostenere, se si fossero resi liquidi) passandoli invece al successivo 
esercizio, d'altra parte gli fornisce pure un corrispondente maggiore /onrfo di 
avanzo, col quale il nuovo esercizio .potrà far fronte agli oneri vecchi soprag- 
giuntigli. 

Un cosifatto provvedimento di massima, per gli eccezionali casi surriferiti, non 
lede il principio generale della necessità di richiedere nuore autorizzazioni per 
le spese od opere già approvate nel bilancio di un anno, ma non eseguite né 
impegnate giuridicamente nell'anno stesso, e che nonostante voglionsi o si deb- 



187 

bono eseguire nel successivo; poiché la nuova autorizzazione \ìene data preven- 
tivamente con detto provvedimento di massima, il quale debb' essere circondato 
però di tutte le garanzie, condizioni e limiti necessari ed opportuni. E col nuovo 
regolamento dovrà pure una consimile deliberazione essere sanzionata dalla 
giunta provinciale amministrativa. 

Perciò noi crediamo che tale soluzione, utilissima e spedita in pratica, possa 
avere effetto facilmente anche col nuovo regolamento, quando le giunte provin- 
ciali non esigano, irragionevolmente ci parrebbe, di approvare nuovamente ogni 
anno siffatti fondi, in addizione al bilancio corrente, che provengono dai bilanci 
precedenti già approvati. Faranno però opera saggia e previdente nell'approvare 
mvece la deliberazione di massima dell' amministrazione di beneficenza, per tale 
trasporto di fondi residuali dal precedente al bilancio in corso, di assoggettare 
nell'interesse dell'Opera pia e pel rispetto alla legge l'amministrazione stessa 
alla condizione essenziale che tale autorizzazione s'intenda subordinata alla esi- 
stenza dei fondi corrispondenti alle spese che si trasportano, che cioè la situa- 
zione finale del conto finanziario chiuso, o il bilancio in corso, consentano tali 
spese: in caso diverso che sia obbligo imprescindibile di essa amministrazione 
di proporre nuova e speciale deliberazione, da sottoporsi alla giunta per l'ap- 
provazione indicante i mezzi per farvi fronte, a termini dell'articolo 30 del re- 
golamento di contabilità. 

E, soggiungiamo, che siffatto trasporto nel bilancio successivo debba essere 
unicamente consentito per i fondi iscritti nella sezione delle spese effettive straor- 
dinarie, mentre le differenze attive sui fondi delle spese ordinarie vanno tutte 
irrevocabilmente considerate quali definitive economie. 

130. — Le altre disposizioni a riguardo dei residui finanziari, che si 
leggono nel regolamento di contabilità per le Opere pie, sono queste : 

Articolo 53. « Il conto dei residui è sempre tenuto separato da quello della 
competenza ; nessuna spesa relativa a quelli può essere imputata a questa o 
viceversa: con un mandato stesso non si possono ordinare pagamenti imputabili 
cumulativamente ai residui ed alla competenza dell'esercizio ». 

Articolo 70. « 1 residui passivi non pagati entro un quinquennio, pei quali 
nello stesso periodo non sia intervenuta domanda in via giudiziale od ammini- 
strativa s' intendono perenti agli effetti amministrativi : possono però essere 
riproposti in uno speciale articolo del rispettivo capitolo dei successivi bilanci ». 

Articolo 71. « Alla eliminazione totale o parziale di crediti che vengono 
riconosciuti insussistenti per la già avvenuta legale estinzione, o perchè inde- 
bitamente od erroneamente liquidati, o perché riconosciuti assolutamente inesi- 
gibili, si provvede con deliberazione speciale dell' amministrazione, da emettere 
nell'atto che si approva il conto consuntivo ». 

1 tre articoli suddetti, che completano la parte dispositiva in ordine ai re- 
sidui, non sembra meritino particolare attenzione. 

Del primo di essi, circa il modo pratico di tenere separato il conto dei re- 



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188 

sidui da quello della competenza deiranno, per quanto riguarda specialmente il 
resoconto, ragioneremo a suo luogo sull'articolo IV al n. 134. 

Sulla perenzione dei residui passivi, non soddisfatti entro cinque anni, de- 
cretata col secondo articolo suddetto, in conformità a quanto era già disposto 
nei regolamenti di contabilità .lello Stato e dei comuni, deve riconoscersi che 
essa è opporlunissima per togliere dai resoconti, dopo un certo tempo, l'inutile 
ingombro di residui passivi che si trascinavano eternamente da un anno alFal- 
tro senza ragione ; sebbene questi casi saranno sempre meno frequenti coll'ap- 
plicazione dell'esatto criterio giuridico, di cui abbiamo diffusamente discorso, 
nella determinazione di tali residui 

Uguali ragioni rendono utile ed opportuna la prescrizione data coli' ultimo 
dei suddetti articoli alle amministrazioni di depennare i crediti o residui attivi, 
riconosciuti insussistenti od inesigibili, nell'atto che approvano il resoconto; il 
che si deve intendere, per maggior speditezza e semplicità, che tali depenna- 
menti, previamente acconsentiti dall'amministrazione, debbano essere attuati 
nella compilazione del rendiconto stesso e sanzionati da essa nell'atto dell'ap- 
provazione finale del conto 



Articolo IV. 



FORMAZIONE DEL RESOCONTO 



131. Disposizioni generali della legge -retta interpetrazione deW articolo 20. 

13 1. — L'articolo 20 della legge attuale sulle Opere pie così dispone: 
« Le amministrazioni delle istituzioni pubbliche di beneficenza devono for- 
mare ogni anno, nei termini e nei modi che saranno fissati con regolamento, il 
bilancio preventivo ed il conto consuntivo corredato dal conto del tesoriere e da 
una relazione sul risultato morale della propria gestione •. 

Dalla prescrizione di questo duplice conto consuntivo e del tesoriere, appa- 
riva poter nascere qualche dubbiezza, poiché molti ritengono per consuntivo il 
generale resoconto patrimoniale di un'amministrazione; molti altri, e forse non 
meno ragionevolmente, con tal nome di consuntivo intendono invece la conse- 
guenza, il fine del preventivo, e cioè quel rendiconto speciale che si occupa dei 
fatti compiuti, accertati in un esercizio, ponendoli però in relazione ed a riscontro 
colle previsioni del bilancio dell'esercizio stosso. Per questi ultimi specialmente 
l'ambiguità di tal disposto di legge era maggiore, perchè evidentemente il conio 
del tesoriere, voluto dalla legge, formava una inutile ripetizione, un mero dupli- 
cato col loro consuntivo finanziario che soleva dimostrar già, razionalmente 
classificato, il conto di cassa stesso. 



189 
E notisi che lo parole « corredato del conto del tesoriere », ragione unica 
di tali incertezze, che si leggono in detto articolo, non esistevano affatto nel 
primitivo progetto, né nelle successive riforme del progetto stesso, ma sbuccia- 
rono fuori improvvise nell'ultimo testo ripresentato dal presidente del consiglio 
al senato del regno, nella tornata 7 luglio 1890, senza che ci sia stato possibile 
rinvenirne traccia, nò ragione, nelle discussioni seguite tanto alla camera che al 
senato. 

Oltre a quest'ambiguità, era pure, secondo noi, a rilevarsi l'erroneo concetto 
ripetuto in questa legge, di richiedere al tesoriere un cotal conto annuale, at- 
tribuendogli una competenza che generalmente esso non ha. Questo errore risale 
però alle precedenti disposizioni del regolamento 1862, il quale, dando eccessiva, 
anzi esclusiva importanza alla gestione di cassa, ed alterando il saggio e ragio- 
nevole concetto dell' articoto 10 della legge or cessata, obbligava a rendere il 
conto dell'esercizio il tesoriere, il quale di fatto non dovendo essere che un sem- 
plice esattore e depositario del danaro, né più né meno di un magazziniere qual- 
siasi, quasi mai vuole o sa occuparsi di dimostrazioni o classificazioni prescritte, 
né seguire le savie norme di una regolare contabilità. 

Non è il tesoriere quindi, che deve e può rendere il conto completo e razio- 
nale di un'amministrazione di Opera pia; tutto al più egli potrebbe giustificare 
la sua materiale gestione con l'esibizione o coH'estratto del suo giornale di 
cassa, appoggiato per l'entrata dal ruolo o dagli ordini di esigenza della ragio- 
neria, e per l'uscita dai mandati di pagamento regolarmente emessi e quietan- 
zali. Ma non è questo, non é il nudo conto dell'incassato e del pagato che 
vuoisi, né di cui si può appagare un'avveduta ed ordinata amministrazione, 
perché è naturale che non corrisponde guari allo scopo completo di un ren- 
dimento generale di conti, a cui può soltanto provvedere e soddisfare, mercé un 
razionale ordinamento di contabilità, il ragioniere dell'Opera pia, che, control- 
lando l'operato del tesoriere, presenta per questa parte ed in contradittorio di 
lui, il conto di cassa desunto dalle proprie scritture e di cui il risultalo dovrà 
essere riconosciuto regolare e confermato dal tesoriere stesso. 

Indagando però bene lo spirito delle varie disposizioni in siffatta materia 
e la mente del legislatore, é invece da ritenersi che col nome, sebbene parziale 
e difettoso, di conto del tesoriere, siasi sempre inteso dalle leggi passate e pre- 
senti (compresa quella recentissima comunale, articolo 257) il conto finanziario 
vero e proprio, qiiello cioè che comprende, oltre le somme incassate e pagate, 
anche quelle rimaste ad esigersi e pagarsi^ in confronto al bilancio di previsione, 
siccome anche la pratica generalmente ne ammaestra, e nulla autorizza a dare 
ora alla nuova legge sulle Opere pie una diversa significazione. 

E conseguentemente devesi ritenere che per conto consuntivo aggiunto al 
presente dalla stessa legge, non siasi voluto altro intendere che il conto econo- 
mico-patrimoniale, il quale riassumendo i risultati economici del predetto conto 
finanziario, li completa e li coordina colle altre operazioni di natura non finan- 
ziaria avvenute nell'esercizio medesimo, formando del lutto insieme il generale 



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190 

resoconto, il quale fornirà così tutti i requisiti occorrenti al completo discarico 
della gestione dì beneficenza, da noi richiamati nel primo articolo di questo ca-* 
pitolo. 

In questo senso infatti i regolamenti d'amministrazione e di contabilità^ in 
esecuzione della legge 1890, hanno interpetrato, come vedremo in appresso, il 
suddetto articolo 20, togliendo di mezzo ogni incertezza ed ambiguità, col con- 
siderare, lo ripetiamo, il conto del tesoriere non come un semplice ed im- 
perfetto conto di cassa, ma quale un vero e completo conto finanziario, e col 
determinare nettamente il significato del conto consuntivo, quale il resoconto 
economico e patrimoniale che completa e compendia il resoconto generale del- 
l'Opera pia. 

Quindi esso resoconto, a forma di detto articolo 20, si comporrà di tre parti 
ben distinte e determinate, che sono : 

1.0 II conto del tesoriere, ossia resoconto finanziario; 
2.0 II consuntivo, o conto economico e patrimoniale; 
3.0 II conto morale, ossia una relazione sul risultato morale della gestione. 
Questi tre atti esamineremo ora partitamente nei successivi paragrafi. 
Altre generali prescrizioni della legge, in ordine al resoconto sono: il dispo- 
sto dell'articolo 36 lettera 6, che sottopone g\V approvazione della giunta pro- 
vinciale il conto consuntivo degli amministratori ed i conti dei tesorieri ed esat- 
tori; nonché l'articolo GÌ, che prescrive la separazione dei bilanci e dei conti 
delle singole istituzioni concentrate o raggruppate. 



§ 1-° 



Kesoconto del tesoriere o conto finanziario. 

132. Precetti per la formazione, presentazione, approvazione, ecc. del conto. 

133. Esame critico dei modelli obbligatori C e CK 

134. Modo di registrare nel resoconto i residui dei precedenti esercizi. 

135. Oscurità ed irrazionalità del modello di riassunto del conto finanziario. 

m^. — L'articolo 39 del regolamento amministrativo, al comma 1" pre- 
scrive che « non più lardi della fine di marzo d'ogni anno, il tesoriere, pre- 
senta alle rispettive amministrazioni il conto finanziario della propria gestione 
riferibile all'esercizio scaduto, nelle forme indicate dal regolamento generale di 
contabilità ». 

Ed all'articolo 40 che « quando vi siano riscuotitori speciali^ il conto pre- 
detto comprende anche i risultati delle loro operazioni ». 

11 regolamento di contabilità poi, ripetuta all'articolo 64 la disposizione che 
entro il mese di marzo i tesorieri presentino alla rispettiva amministrazione il 



191 

* 

suddetto conto finanziario, separatamente per ciascuna istituzione, scende nei 
successivi articoli e nei modelli obbligatori annessi, a dettare le norme e le 
modalità perla formazione del conto stesso, nei termini seguenti: 

Articolo 65. « Il conto finanziario deve compilarsi seguendo la stessa clas- 
sificazione e lo stesso ordine del bilancio di previsione, e deve dimostrare arti- 
colo per articolo : 

a) il fondo di cassa risultante alla chiusura dell'esercizio precedente, 
giusta il relativo conto approvato ; 

6) le riscossioni avvenute sui residui attivi ed i pagamenti effettuati sui re- 
sidui passivi antecedenti ; 

e) le somme rispettivamente incassate e pagate sulle previsioni di com- 
petenza dell' anno : per le entrate e le spese effettive, per il movimento dei ca- 
pitali, per le partite di giro; 

d) i residui attivi e passivi della gestione per la quale si rende il conto, 
e che si trasportano all' esercizio successivo ; 

e) le differenze in più o in meno fra le somme previste o successivamente 
modificate per effetto di regolari deliberazioni e le risultanze della gestione» . 

Articolo 66. « L'entrata ed uscita per movimento di capitali di cui alla 
lettera e dell' articolo precedente, deve, di regola, pareggiarsi ; iscrivendo, ove 
occorra, un corrispondente residuo attivo o passivo nell'atto della redazione del 
conto, o, in difetto, nell'atto dell'approvazione da parte della giunta provinciale ». 

« Si può derogare a questa disposizione soltanto in seguito a speciale deli- 
berazione dell'amministrazione, indicante la cifra dello sbilancio che si propone 
di lasciare fra siffatta entrata ed uscita. La quale deliberazione dev'essere ap- 
provata dalla autorità, tutoria, quando produce una diminuzione di capitali, a 
termini dell'articolo 36 lettera e della legge. 

Articolo 67. « A giustificazione e corredo del conto finanziario presentato, 
il tesoriere unisce il preventivo ed i mandati coi relativi documenti dell' eserci- 
zio, nonché tutte le altre giustificazioni che gli fossero richieste ». 

Sul conto del tesoriere presentato alla fine di marzo, deliberano le ammi- 
nistrazioni interessate entro il mese di maggio, secondo l'articolo 41 del rego- 
lamento amministrativo e 72 del regolamento di contabilità, in relazione al 
capoverso dell'articolo 21 della legge, che prescrive che le amministrazioni 
stesse debbono deliberare sopra i conti entro due mesi dal giorno in cui saran- 
no stati presentati. Se questa deliberazione non ha luogo entro tale termine, 
Pesame dei conti è deferito direttamente alla giunta provinciale, che deve pro- 
nunciare sui conti stessi entro tre mesi dal giorno che le saranno pervenuti. 

Qualora i tesorieri non presentassero il loro conto entro il mese di marzo, 
o lo presentassero inesatto od incompleto e si rifiutassero di emendarlo, in forza 
dell'articolo 21-lo della legge e dell'articolo 39-2^ del regolamento amministra- 
tivo, la giunta provinciale, in seguito a denunzia dell'amministrazione interes- 
sata, od anche d'ufficio, lo fa compilare a spese loro o di chi di ragione. 

L' articolo 45 del detto regolamento amministrativo, in relazione all' articolo 



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i 



192 

42 della legge, stabilisce in fine la procedura per i ricorsi dei tesorieri contro 
le decisioni delle giunte come appresso: 

Articolo 45. . Le decisioni della giunta provinciale amministrativa in ma- 
teria di conti devono èssere notificate ai contabili, e dal giorno di questa noti- 
ficazione decorre il termine utile per ricorrere in grado d'appello, a norma e 
per gli effetti di legge, alla corte dei conti. 

« Se il tesoriere ricorre in appello alla corte dei conti, latto di appello coi 
motivi, dev'essere notificalo alla congregazione di carità od alla istituzione' in- 
teressata. 

« Per quanto concerne il giudizio sui conti e l'appello alla corte dei conti 
sono applicabili le disposizioni della legge e dei regolamenti relativi ai conti 
comunali ». 

133. -^ L'articolo 75 del regolamento di contabilità rende obbligatori, 
per la compilazione del resoconto finanziario del tesoriere, i modelli G e C« an- 
nessi al regolamento stesso; vediamo perciò di esaminarli. 

Questo doppio modello, il C per Ventrata, ed il C per X mcita\ non ci sera- 
brava per nulla necessario, ed anzi lo crediamo contrario alla chiarezza e sera- 
phcità, ed imbarazzante per le Opere pie piccole, che possono riunire in un 
sol foglio tutto il loro conto finanziario. 

Non era infatti necessaria la diversità delle intestazioni e del numero delle 
colonne verlicali à^AX entrata e ^^\X uscita, poiché potevasi adottare un modello 
unico, uniforme, con espressioni generiche, come le seguenti ad esempio, il 
quale avrebbe così servito tanto per Ventrata che per V uscita, susseguendo 
l'una all'altra senza interruzione: 

Colonna 1- Numero d ordine (continuativo, per facilità di richiami, tanto per 

V entrata che per X uscita). 
Titolo \ 

Capitolo ^ Classificazione del bilancio 
Articolo ) 

Descrizione degli articoli 

^ / nel bilancio primitivo 

Somme precuteV^^'''''^ neiresepci/.,o 

i stornate, o dedotte nell'esercizio 
\ definitive 
Cassa (riseoftae o pagate) 
Somme acceriate\ Co'npensazioni (fra Ventraia e l'uscita) 
net f esercizio i ^''^"^'" ^ ""« d'esercizio 

' Totali ^ P*"" "'•"•=°'° 
( per capitolo 



^^* ) Differenze col preventivo ( in diminuzione 
16» ) {tra la colonna > e 13») { in eccedenza 
# 17a Motivi delle differenze e note. 



193 

Nel modello del regolamento, oltre tale separazione e difformità non neces- 
saria fra X entrata e X uscita, non si comprende perchè i\e\X entrata tra le co- 
lonne delle somme ammesse, ossia previste, non siansi contemplate anche le 
possibili deduzioni dalle somme iscritte nel primitivo bilancio, come sono con- 
template in uscita. Eppure, come abbiamo detto nel paragrafo delle variazioni 
al bilancio n. 83 6, non si spiega perchè non se ne debba tener conto e regi-, 
strare questi fatti e queste variazioni al preventivo^ che sono importanti quanto 
le maggiori spese previste in uscita. 

Ma noi, mentre non oseremmo di togliere alcunché richiesto dal re- 
golamento, crediamo all'incontro che non sia impedito di aggiungervi altre 
indicazioni, le quali potranno tutt' al più essere reputate superflue e non mai 
nocive. Onde riteniamo che alla colonna 1» dell'entrata si possa aggiungere 
altra colonna subalterna, per tenervi conto delle minori entrate, che si accer- 
tano nel corso dell'esercizio, specialmente se sono d'importanza, o se hanno 
formato oggetto di discussione e di deliberazione nel seno dell'amministrazione; 
e ciò senza alterare il numero d'ordine delle colonne del modello governativo, 
il quale, oltreché obbligatorio, deve ritenersi anche opportuno di conservare per 
ragioni generali di uniformità. Noi abbiamo fatto quest'aggiunta, ad esempio, 
soltanto nel consuntivo dell'Opera pia Ospedale. 

Inoltre, rapporto a questa colonna 7* del modello C — nuove entrate soprav- 
venute —, è da osservare che a torto sembraci da taluno si ritenga che essa deb- 
ba contenere tutte le differenze in più di fronte aWe entrate previste in bilancio, 
poiché allora si renderebbe affatto inutile e superflua la colonna 13'» che ha lo 
scopo appunto di raccogliere le differenze in più tra le previsioni e gli accer- 
tamenti d'entrata. In detta colonna 7» ci sembra chiaro che dovranno portarsi 
invece le nuove maggiori entrate (ed è ragionevole, come sopra dicemmo, di por- 
tarvi separatamente anche le minori), che per la loro natura od entità o per 
qualsiasi altra causa dettero luogo a deliberazioni, o comunque a denunzia 
all'autorità tutoria, a termini dell' articolo 35 del regolamento di contabilità; 
mentre nella colonna 13% e quindi nella 14% si annoteranno le altre semplici dif- 
ferenze in meno od in più sul preventivo che eventualmente si verificassero oltre 
le nuove maggiori, o minori entrate suddette; nella stessa guisa che si pratica 
per l'uscita. 

Avendo data facoltà il regolamento di contabilità coli' artìcolo 58 di potere 
escludere i giri fittizii di cassa mediante le partite di compensazione in entrata 
ed in uscita, da noi dimostrate al capitolo quarto n. 115, non si comprende 
neppure come nel modello di resoconto che esaminiamo non vi sia inclusa l'a- 
naloga colonna ; a seguito ed a complemento di quella che rappresenta Xadem- 
pimento per cassa. Forse perché 1' uso di tale colonna sarebbe rimasto facolta- 
tivo, come dispone l'articolo 58 stesso, non fu nel modello segnata ; ma sarà 
perciò necessario d' introdurvela, nel modo che abbiamo fatto nel solo esempio 
de\X Ospedale, per quelle Opere pie che intendessero valersi di quest' opportu- 
nissimo mezzo che mantiene la semplicità e la verità nei conti ; perché se tali 

13 



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i 




194 

partite compensative si volessero amalgamare con «l'incassi e pagamenti reali 
altererebbero la verità dei dettagli e delle somme del conto effettivo di cassa. ' 

1 34. - In questo modello del conto finanziario è chiaro, dalla classifica- 
zione già data del preventivo, che deve qui esattamente seguirsi, nonché dalla 
disposjzione delle colonne verticali e del riassunto generale, che i residui dei 
precedenti esercizi debbono iscriversi e descriversi tutti di seguilo gli attivi in 
prmcp.o dell- entrata ed i passici a capo dell'uscita, per dar luogo successiva- 
mente alla competenza attiva e passiva dell'anno. Anche in altra forma però si usa 
d. trasportare nel rendiconto questi residui finanziar, anteriori, iscrivendoli cioè 
.n colonne verticali, di fronte a cinscuna partita della competenza, come si vede 
ne. resoconti finanziari dello Stato e nei nuovi modelli proposti alle amministra- 
zioni comunali ('). Noi troviamo adattissimo per le Opere pie di aver preferito 
Il primo metodo della iscrizione contestuale dei residui lutti in principio del re- 
soconto, perchè in tal modo si risparmia nel relativo modello la pesantezza e la 
comphcazione di altre e non poche colonne verticali, destinate a tener conto 
dell accertamento e dell'adempimento di essi residui colle relative differenze 
separatamente dalle competenze dell'anno, ciò che è indispensabile per desumere 
razionalmente dal conto finanziario gli elementi di eventuali variazioni sui resi- 
dui pel conio economico patrimoniale. Tanto maggiore sarebbe poi stata la su- 
perfluità d, tale disposizione per le Opere pie una volta che per la proroga del- 
1 esercizio e per la eliminazione dei resti passivi impropri, a ben pochi cotali 
residui devono ridursi. Taluni credono preferibile il secondo sistema anche per 
la ragione d. non dovere impiantare il conto dei residui separatamente nel ma- 
stro, ma questo non è affatto necessario nemmeno col suddetto metodo, perchè 
nel mastro possono e devono siffatti residui rimanere egualmente alle respettive 
partite, e basta soltanto che la pianta di contabilità, o l'indice, richiami le pa- 
gine respettive dove si trovano, come abbiamo già indicato al n. 118, cap. IV. 

13e5. - Il sovra esaminato rendiconto finanziario si chiude e si riepiloga 
in fine con un risultato de/imtivo del conto stesso tracciato con un modello 
cosi pesante, prolisso e discordante dagli altri modelli, cui ha relazione, e dallo 
stesso testo del regolamento, che non è lecito passare sotto silenzio. 

contabilità delio s^^! n?»1„ T '='».»"«'=«"»"' «'«"o '«leali anch' essi secondo i concetti della 

Sra'i ^el lo e Cie'» c^ d? rcoTaWlTtà'"""' " T '"'"""""• """" ' "^""^ """' "<"- 
^ i-uiinuebso, e con CIO la contabilità — ci sembra — riesce più semnlice e dìù sopHitn 



195 

Esso riassunto infatti, aggiunto ai modelli C e C*, è formulato con inutili 
ripetizioni e con una terminologia antiquata ed impropria, non corrispondente 
poi ai richiami fatti dei relativi modelli; come caricamento in danaro, in luogo 
di riscossioni od esazioni; scaricamento in carte contabili & vece dì pagamenti, 
ecc. ; oltre alla sostituzione, che può ingenerare dubbiezze, del titolo di contabile 
a quello di tesoriere, sempre ed unicamente usalo dal regolamento di contabilità. 
Vi troviamo inoltre difettoso, sorpassando alla forma, il concetto del modello 
stesso di sommare il fondo (o deficit) di cassa coi residui attici, per stabilire 
un debito o credito del contabile^ che non ci pare abbia alcuna ragione di essere ; 
inutile la ripetizione di un secondo specchio per fare la differenza fra le riscos- 
sioni ed i pagamenti. In luogo di tale lungo ed inconcludente riassunto, non 
sarebbe stato ben più semplice e perspicuo uno specchietto che riassumesse 
nelle poche linee seguenti, od altre consimili, il conto finanziario stesso? 

DRisvLltsito dLel conto fìTia33.ziario- 



Somma deW entrata come alla parte 
1' del resoconto finanziario . . . L. 

Somma àé\V uscita come alla parte 2' 
del resoconto finanziario .... » 

• 

^ J in avanzo (o disavanzo) di cassa a 

5.2V ' 

* 3 ; in avanzo (o disavanzo) di residui » 

2.® ^ 

^% rimanenza amministrativa netta 
5^\ (attiva passiva) » 


CASSA 


RESIDUI 


TOTALE 


















I 















Si ripete il fondo di cassa L a debito del sottoscritto tesoriere. 

Il Tesoriere 
y.* Il Presidente V.* Il Ragioniere 

Noi ci permettiamo anche negli esercizi pratici di portare tale variante al 
suddetto riassunto del conto finanziario per dargli maggior semplicità e chia- 
rezza, aggiungendovi inoltre, nel secondo esempio più complesso per V Ospedale, 
anche le somme previste; e crediamo che questa ed altre modificazioni di sem- 
plice forma non possano incontrare serie difficoltà da parte del Governo o del- 
l'autorità tutoria, perchè mirano essenzialmente alla maggiore evidenza e chia- 
rezza nelle dimostrazioni contabili. 

Consuntivo, o conto economico e patrimoniale. 

136. Conto economico - separazione delle competenze amministrative da quelle 
patrimoniali. 



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190 

137. Stato dei capitali. 

138. Precetti per la presentazione ed approvazione del conto - illogica dispo- 
sizione della copia al tesoriere di tal conto approvato - schema di rias^ 
sunto del rendiconto pel verbale d' approvazione. 

130. — Il regolamento amministrativo coli' articolo 42 ha stabilito che il 
conto consuntivo deve dimostrare il risultato economico della gestione desunto 
dalle rendite e spese effettive, e lo stato generale del patrimonio colle soprav^ 
venute variazioni, nella forma prescritta dal regolamento di contabilità. 

E r articolo 73 del regolamento di contabilità dispone : « Teiìe conto consun- 
tivo, da redigere secondo il modello lettera Z), deve dimostrare: 

« a) il risultato economico dell' esercizio, in confronto a quello del prece- 
dente conto finanziario; 

« b) lo stato generale del patrimonio colle sopravvenute variazioni, tanto 
derivate dallo esercizio del bilancio, quanto da qualunque altra causa eventuale. 

« Detto stato finale del patrimonio deve essere compilato in correlazione 
al disposto nell'articolo 2 del presente regolamento ». 

Inoltre l'avvertenza stampata nel modello D del conto economico, la quale 
chiarisce anche opportunamente la dizione del comma a) surriferito, dice . la materia 
di questo prospetto si desume in cifre complesse dai titoli del conto finanziario del 
tesoriere relativi alle entrate e spese effettive, alle quali si aggiungono le sopravve- 
nienze attive e passive per dimostrare esattamente la differenza finale che ha subito 
il seguente stato dei capitali, in confronto di quello dell'anno antecedente .. 

Di due prospetti adunque consta il consuntivo delle Opere pie, com' è voluto 
dalle nuove disposizioni (modello D); del conto economico, cioè, e dello stato 
dei capitali. 

Il conto economico, che deve indicare le cause dell'aumento o della dimi- 
nuzione nel patrimonio netto, è formato di due parti, delle rendite e spese, e delle 
sopravvenienze attive e passive. Le prime, come abbiamo testé accennato, si de- 
sumono facilmente dal resoconto finanziario il quale ha, nelle somme del titolo I, 
entrate e spese effettive, i precisi importi delle vere rendite e spese; e sarà 
opportuno di riassumerle in questo prospetto colla dimostrazione separata di 
quelle ordinarie dalle straordinarie, di quelle patrimoniali od attinenti alla be- 
neficenza, affine di poterne ricavare distintamente l'avanzo netto di rendite or- 
dinarie, r avanzo o disavanzo sulla parte straordinaria, e l' avanzo netto finale, 
nonché per sapere in qual misura concorse a quest' avanzo la rendita netta pa- 
trimoniale. 

Le seconde, cioè le sopravvenienze attive e passive, che formano il necessa- 
rio complemento del detto conto economico, saranno date quasi interamente dalle 
scritture patrimoniali, ma potrebbero anche derivare eccezionalmente dallo stesso 
conto finanziario, in quanto dipendono dalle differenze in più od in meno veri- 
ficatesi sui residui dei precedenti esercizi ; ond' è logico, almeno per le Opere 
pie più importanti, suddividere queste sopravvenienze in due serie, secondo la 



• 197 

respettiva loro derivazione, ossia di competenza amministrativa e patrimoniale, 
E questa distinzione è corollario del nostro fondamentale concetto di separare tutto 
quanto è di pertinenza dell'amministrazione, è devoluto cioè alla beneficenza, da 
tutto ciò che è di competenza del patrimonio permanente, della dotazione intan- 
gibile dell'Opera pia. 

A questo patrimonio propriamente detto sappiamo già che non si debbono 
portare le rendite e le spese, e in via ordinaria nemmeno gli avanzi o disavanzi 
relativi, che sono tutti di competenza dell' amministrazione. 

E di competenza amministrativa saranno perciò oltre gli avanzi o disavanzi 
di rendita dell' esercizio, eziandio le sopravvenienze o rettificazioni attive e pas- 
sive sui residui derivanti dalle rendite e spese e dalle partite di giro dei prece- 
denti esercizi, le rendite capitalizzate ossia passate al patrimonio, o viceversa i 
capitali distratti in spese colle debite approvazioni ; mentre che si riferiranno al 
conto del patrimonio propriamente detto, tutte le altre sopravvenienze in au- 
mento o rettificazione del valore degli elementi patrimoniali. 

Senonchè tali sopravvenienze patrimoniali, sebbene portino tutte l' effetto di 
modificare il patrimonio stesso, non pertanto avendo spesso un' origine diversa, 
non potrebbero logicamente lasciarsi tutte riunite e confuse senz' alcuna classi- 
ficazione. 

Starà al giudizio degli esperti ragionieri ed a seconda della entità e del 
movimento degli affari di vedere se, e sino a quanto, convenga di distinguere 
e separare tali sopravvenienze, secondo la loro varia natura o provenienza, come 
abbiamo di già dimostralo all' articolo 3, 2°, capitolo primo. — Nelle ammi- 
nistrazioni più importanti potrebbero ad esempio distinguersi principalmente le 
sopravvenienze attive : 



e le passive 



in 



in 



\ 



1. rettificazioni di stime 



2. eredità e legati 
[ 3. capitalizzazione di rendite; 
C 1. rettificazioni di stime 
( 2. distrazioni di capitali in spese. 



isy. — Lo stato dei capitali è il secondo ed ultimo prospetto tracciato 
nel modello D del conto consuntivo, il quale^ in relazione al predetto conto eco- 
nomico, deve dimostrare, come sappiamo, gli effetti subiti dai vari elementi 
patrimoniali in conseguenza delle operazioni amministrative e delle sopravvenienze 
dell'esercizio descritte in lutto il resoconto e comprovarne quindi il finale risul- 
tato in un corrispondente aumento o diminuzione del «e^^ patrimonio. Nel mo- 
dello citato i capitali sono nettamente divisi in due parli — situazione patrimo- 
niale e situazione amministrativa — , secondo il concetto generale tante volte da 
noi dimostrato; la prima parte si suddivide poi in due titoli, uno pel patrimonio 
effettivo che si deve ritenere pel patrimonio proprio permanente o di dotazione, 
l'altro per le cose dei terzi affidate air Opera pia per cauzione o custodia, di cui 
abbiamo parlato al capìtolo primo n. 12 e 13, 






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198 • 

La classificazione delle singole categorie attive e passive delle due parli sud- 
dette non segue però interamente, come dovrebbe (anche per T esplicito richia 
n.0 dell arfcolo 73 regd. cont. ultimo capoverso)/!' enumerazione ibe'e: 
gnata coirarfcolo 2 del regolamento stesso, ci. che abbiamo già osservato al 

In 'k' '"■""°- ^'«""■'^° ' '"''' '"ff°"""^ •^«''bi^'no qui soltanto ag- 

giungere che, per maggior chiarezza, alla categoria IL del suddetto stato fn 
a t,vo - Capttah esistenti in cassa o in deposito per effetto di trasformazione 
di patrimonio, _ conviene sostituire la più esplicita dizione • 

Categorm 11.- . Credito verso l'amministrazione per capitali passati in ri- 
scossione e non ancora rinvestiti .. ^ f /'«'«a" m ri- 

E per l'inverso caso, occorre aggiungere in passivo una nuova • 
Categona 5- . Debito verso l' amministrazione per eventuale eccedenza di 
rinvestimenti, di fronte ai capitali ritirati .. 

Analogamente al disposto dell'articolo 23 del regolamento di conlabilità che 
sab>l,sce .n relaz,one al bilancio, che l'enumerazione dei capitoli di esso Z 
esclude che altri se ne possano aggiungere, crediamo si possano pur fare questi 
ed altre occorrenU aggiunte o variazioni al modello dello stato dei capi al gu 
st.ficate dalla reale necessità o dalla chiarezza, riportandone perà sempre 'ap- 
m2Z7. P'-ovinciale, secondo l'ultimo capoverso dell'aiolo 23 

138-11 confo consuntivo, di cui abbiamo sinora trattato, dev'essere 
rasmesso, .ns.eme al conto del tesoriere ed al co„/o morale, del ^ual par e 
remo ,n appresso, entro il mese di maggio al prefetto per l'approvazione deUa 

nLrtivTI'S:'^' 1^ rV''' "'"="" '' "^"^ '^««^' '' -«o'-eXmmi! 
nislrativo e 72 regolamento di conlabililà. 

sf ulUmo"arr "^ "''"'" ^'^ '"" "''"''"^ " '" «"'«<='^denza, qui ' riferiamo que- 
SI ullimo articolo per norma : 

Articolo 72. « Le amministrazioni interessale deliberano entro il mese di mac- 
g.o sul detto conto finanziario e lo spediscono al prefetto per la giun a prov n- 
cale amm.mstrativa, insieme al conto consuntivo ed alla relazione su Irisul to 
morale della gestione, a sensi dell'articolo 20 della legge e articolo 41 del re- 
golamento amministrativo .. «i"coio 4i aei re- 

nistratlTah r'' "Ì '. '"'' "'^''"''"'' ''''''''' '' ''' regolamento ammi- 
e I JJ "p . ^"^"^•"•^^--•-' "« rimettono, contro ricevuta, una 

copta al tesoriere. Prescrive poi che V originale del conto sia depositato nel- 

archivio deiramm.nistrazione, coi documenti relativi, coi ruoli dell'esercizio 

hlT ti"" T^""^- T""'"' '-' ''-'''' ^' ^PP^^^-'-^ ^^»' autorit^Tutr 

elt di d l'r ""'"' ™'''^"'^ P^^^^^^^ ^^^^«'^' ^« ---e nel 

tao. ''^•'^^^"^"•' menzionato nell'articolo 21 lettera e di detto rego- 

^ualT" '^''''"' '.^^ ''''' '""^ ^'^^"'^ ^'''' ^' quest'articolo, che ri- 
guarda la conservazione in archivio dell'originale del rendiconto approdato, ma 



199 

sulla prima parte di esso dobbiamo osservare che la copia prescritta pel teso- 
riere non ci sembra logicamente giustificala né necessaria, e non è certo tale 
disposizione un mezzo adatto alla speditezza ed all'economia nelle spese d'am- 
ministrazione, tanto raccomandata dal governo per le Opere pie. Premettiamo 
che il regolamento amministrativo avendo nettamente distinto e separato il conto 
del tesoriere chiamandolo conto finanziario (art. 39), dal conto economico e 
patrimoniale, che ha voluto appellare col nome di conto consuntivo (articoli 41 
e 42), non dovrebbe cader punto dubbio, dalla chiara dizione letterale del 1° 
comma dell' articolo 44, che la copia da rilasciarsi al tesoriere debba esser quella 
del conto consuntioo, e non l'altra del conto finanziario, che non è affatto no- 
minato e che potrebbe ritenersi inopportuna, anche secondo la mente del legi- 
slatore, che richiede sempre al tesoriere stesso la presentazione di tal conto, e 
quindi può aver ritenuto non necessario rilasciargli copia di quanto egli mede- 
simo ha compilato ed esibito. Ma a che può servire, d'altra parte, al tesoriere 
la copia del conto consuntivo, quale scopo e vantaggio può avere per lui il 
conoscere lo stato patrimoniale e le cause riassuntive dell'aumento o diminu- 
zione di esso? Nessuno. 

Dunque tale disposizione non ci sembra esatta, perchè logicamente dovrebbe 
ritenersi invece che è una copia del conto finanziario quella che può occorrere 
e servire al tesoriere, tanto più sapendosi, che, nella realtà delle cose, quasi 
mai il conto viene effettivamente da lui redatto, ma bensì dal ragioniere o da 
altri capace di conti, addetto all'amministrazione, e che il tesoriere non fa che 
verificare gli estremi ed il risultalo finale del suo conto di cassa e firmarlo. 

Ma anche se a questo conto finanziario dovesse invece riferirsi la copia 
pel tesoriere voluta dal regolamento, nondimeno crederemmo inutile e superflua 
la copia in esteso del conto stesso, poiché non ci sembra necessario di aggra- 
vare le amministrazioni di tale nuova spesa, (che non sarebbe al certo indifferente 
atteso il maggior sviluppo dei dettagli di esso conto ed il numero talvolta grande 
di Opere pie raccolte sotto la stessa amministrazione), e potrebbe all'uopo ba- 
stare, per discarico del tesoriere, una copia soltanto del decreto d' approvazione 

del resoconto annuale. 

Esaurito l'esame delle varie parti e prospetti conlabili, di cui si compone il 
generale resoconto di un' Opera pia, non ci sembra inopportuno di chiudere 
questo paragrafo con una schema di riassunto generale del resoconto stesso, 
che nel mentre serve a noi per sintetizzare e chiarire meglio ai lettori lo scopo 
ed il nesso dei vari prospetti o conti esaminali, potrebbe anche servire per sé 
stesso di modulo per riassumere razionalmente con chiarezza ed uniformità nella 
deliberazione, e fors' anche, se si credesse, nel decreto d'approvazione della 
giunta provinciale, le risultanze speciali e generali più interessanti del resoconto 
stesso. 



:?? 



200 








«odello m riassiiiito generale del resoconto pel remale di ajproyazlooe. 

L'amministrazione dell' Onpr» nio ^ i • . 
nulo ecc., osservalo ecc ' ' ' ' '" ^"'^^^ P^^""^'«'^' ^^^^ -^•> -^e- 

Approva il resoconto dell'Opera pia 
con gli estremi seguenti: ^^"^ ^ esercizio 189. . . 

PaUHmonio dell' Opet^a pia. - Attivo . 

L. 



Passivo 



Attivo netto patrimoniale 

L. 



Depositi dei terzi. - Valori in attivo e passivo . 
Conto flnamiario. - Riscossioni 

Pagamenti .... 

Avanzo (o disavanzo) di cassa __ 



» 



Residui attivi . 
* passivi 



L. 

» 



Eccedenza ~ sui residui 

passiva resiaui 




^ Avanzo (o disavanzo) amministrativo 

Attività netta complessiva alla fine dell'esercizio . 



resoconto di qualsiasi Opera dI« .h» . f ^"" P'" '"'«'"essanti del 

e co; non sempre -0.^ :nr:: n^Z Wa^Z T^^^^^^^^^^^^^^^ 

d. tal. resoconti, come ci è occorso più volte di osservare «PP'"°'«"'»e 

§ 3.0 
Resoconto morale. 

giunernlTutl^teslInT'' T-'^''^ """'^^"'^ ^«' ^««2, é stato ag- 
alle an,ministrazir„.1 renderHl'..! 'T ""' ""'•'^'° "'•"^'"'' ^0, l'onefe 

non grave, come sag^laZt^r It .roTeralel': "^'T- ^^'^ 
può sostanzialmente tradursi ner le On^n» ^ '^"'*'°' 8""=chè 

^V/....«..a de. conto consu 'tiv'o „o 7 d'^ 17' '"""'''"'l' '" ""^ ""'« 
precetto ciò che, specialmente per le oLt ""°"'' '"'"''' ""'"^"•^^ '» 



201 

principali oggetti che T amministrazione deve trattare in detto conto morale o 
relazione, e cioè : 

« 1.0 far constare del modo onde sono avvenute le riscossioni e le spese ; 
« 2.0 esporre la condizione finanziaria e morale delle istituzioni od enti 
dalla medesima amministrati, le difficoltà superate, i criteri seguiti, i migliora- 
menti creduti opportuni. Al quale effetto saranno passati in esame la qualità 
delle rendite, i mezzi ed i modi di aumentarne la produttività e di semplificarne 
l'amministrazione, nonché la possibilità e la convenienza di mantenere, ridurre 
o sopprimere alcune spese ». 

La natura speciale e la importanza delle amministrazioni di beneficenza de- 
signeranno lo speciale sviluppo e le maggiori particolarità che possano ritenersi 
utili, convenienti ed opportune in siffatta relazione del risultato morale della ge- 
stione, come ne vediamo infatti anche presentemente degli utili e notevoli saggi 
resi di pubblica ragione dalle istituzioni di beneficenza più importanti e meglio 
ordinate. 



Articolo V. 



DOCUMENTAZIONE DEL RESOCONTO 



140. Pel resoconto finanziario. 

141. Pel resoconto economico -patrimoniale. 

140. — Il regolamento di conlabilità coli' articolo 67 prescrive che « a 
« giustificazione e corredo del conto finanziario presentato, il tesoriere unisce il 
« preventivo ed i mandali coi relativi documenti dell'esercizio, nonché tutte le 
« altre giustificazioni che gli fossero richieste ». 

A giustificare però con evidenza il resoconto, ed a facilitarne la revisione alle 
amministrazioni ed alle giunte provinciali, è mestieri di stabilire norme chiare 
e determinate, possibilmente uniformi, per procedere con molto ordine ed ac- 
curatezza alla documentazione delle singole parlile di esso resoconto, in modo 
semplice ma completo, si da fare entrare la persuasione, in chi Io esamina, della 
verità ed esattezza delle cifre e delle risultanze tutte in esso riferite. 

Del resoconto finanziario, che ha la principale importanza ed il maggior bi- 
sogno-di tali giustificazioni, serviranno indispensabilmente, di corredo ^e/iera/e: 
l.o il decreto di approvazione dell'autorità tutoria del precedente rendi- 
conto ; 

2.0 il bilancio di previsione dell'anno in corso; 

3.0 la tabella delle variazioni al bilancio stesso, si in entrata che in uscita. 

Di questi, il solo preventivo sarebbe richiesto nel surrichiamato articolo 67, 

ma sembra pure opportuno, per rendere pronta e facile la revisione, di unirvi 

anche una tale tabella delle variazioni al bilancio, storni, ecc. deliberati nell'anno, 




IH! ! 



'■Ili 



I , 




202 

conforme abbiamo indicato al capitolo terzo, „. 81 a 85; nonché il decreto di 
approvaz,o„e del precedente resoconto che ne riporta gli estremi, e serve pe 
tal modo d, caposaldo, di punto di partenza al nuovo resoconto. La copia au 

2tZ : ' '■"''"" "•='"^^"' ''^"■^^"-"' '' <•«' regolamento ammi- 

n,s rat, o (capoverso), msieme agli altri documenti a corredo dell'originale di 
conto stesso, da conservarsi nell'archivio dell'amministrazione 

even tuah, che non hanno esalto riscontro colla corrispondente partita del pix,- 
venfvo gioveranno respettivamente all'occorrenza, secondo i vari casi ■ 

iy le note nominative o di dettaglio delle rette di ricoverati, spedalità, ecc. ; 

2" le ordmanze dell'amministrazione per esazioni, i ruoli d'esigenza le 
liquidazioni, avvisi e simili. , vn a esigenza, Je 

A corredo dell'uscita infine occorrono: 
1.» i mandati di pagamento regolarmente quietati, coi relativi documenti; 
2.0 > documenti delle partite compensate in entrata, di cui si è parlalo a 
capitolo quarto al n. 115; panato ai 

3 " le perizie preventive, gli estratti di deliberazioni di spese, gli stali di 
consumi, i prospetti dimostrativi di confronto dei vari servizi in'erni, eoe 

I documenti relativi ai mandati e alle partite compensate, è da suggerire 

d oThIiI'T i' r '"«""»-'« '" «PP-''^ -P-carle, con richiamo defm ! 
dato o dell articolo del giornale a cui si riferiscono 

é qulsUdellTsca '^ r^ "'! """"''"'^ '" "^^""'^'^ '^''^ documenlazione 
questa dell uscita, che perciò tratteremo un po' più diffusamente. 

Non avendo avuto occasione finora di dirlo, accenneremo qui, come a scopo 

d. brevità e chiarezza, è consigliabile e raccomandabile la maggior Icisone 

nel compilare il resoconto, evitando tutte quelle minute particoE dTd scri- 

Zt! al' ;""°^'7^'°r "^'^ ^"""° '-'' '"°«° P'^ opportunamente l apposi ti 
allegati al resoconto stesso. Particolarmente per la parte passiva del conto fi- 
nanziano é assolutamente da escludersi il sistema che abbiamo vi lo pur se- 
guito a molte amministrazioni, specialmente comunali, di descrivere nel rel 
conto le spese tutte minutamente a mandato per mandato; condotte forse a dà 
da seguire pedantescamente una mal' intesa indicazione nel modello comunar 

clunale t^' V"' . """T™"'" """'"^'^ '' "«^^""« '«««« " regolamento 
comunale. La pesantezza ed oscurità che arreca tale inutile dettaglio di mandati 

nel resoconto, vanno dunque tolte, portando quivi l' importo com^essivodogn 

erati'l''"uffirrr'"T ^' '"^"^'°' ^ "'^'='^"^° opponunamen'e ad app:f." 
allegati 1 ufficio di dimostrare, colle maggiori ed adatte particolarità del caso 

le cifre componenti ciascun articolo del resoconto stesso A questa norma gel 

a af «r 1 r' ""' '■'''' ""^'°"^' ^ '•'«""^''° "«' -"--'" dei capuani 

conto tm do " T'^^r '■'"P"'"'"""' ' ''^"^ ^«"«-° -«-"-ali nd re - 
diconto in modo speciale ed analitico, richiamando per ogni singola operazione 
la speciale deliberazione ed approvazione relativa. 



/. ;' ' I 



203 

La documentazione dunque dell' uscita finanziaria si farà mediante tanti 
allegati, ordinati e numerati io relazione al bilancio, in ciascuno dei quali si 
riporterà successivamente il numero, il nome del percettore, od altro cenno som- 
mario, e l'importo di ogni mandato, per dimostrare l'ammontare dell'articolo o 
capitolo del bilancio, riferito complessivamente nel resoconto. Questi allegati 
serviranno in tal modo da indice e sopracarta dei mandati slessi, e dei rela- 
tivi documenti di ogni articolo o capitolo suddetto, e potranno avere general- 
mente la semplicissima seguente foggia : 

OPERA PIA 

Allegato N. all'uscita del conto finanziario dell' esercizio 18 

Tìtolo — Capitolo — Articolo 



•o o 

E9 

oc 



NOME 

del 

percettore 



SOMME 


Numero del 
man' lato 


parziali 

• 


5 
o 


• 







NOME 

del 

percettore 



SOMME 



M 

a 

a. 



« 
o 



Qualsiasi speciale dimostrazione, prospetto o quadro potesse occorrere in 
talun articolo o capitolo di spesa, si unirà al relativo allegato, o si potrà diret- 
tamente tracciare in una od in ambedue le pagine interne di esso allegato, che 
generalmente potrà essere sufficiente di stampare nella sola prima pagina, a 
due o tre colonne di riporto, bastanti quasi sempre a contenere il dettaglio dei 
mandati (uno per linea) anche del più complesso articolo di bilancio. 

Per facilitare tale disposizione naturale e logica dei mandati coir ordine del 
bilancio e del resoconto, bisogna curare nel corso dell'anno di non emettere, 
per quanto si può, e come abbiamo detto già nel capitolo precedente al n. 99, man- 
dati complessi o colletiÌDÌ che siano relativi a più articoli del bilancio, se la classifi- 
cazione degli allegali si fa per articoli, od a più capitoli, se essa si vuole riassumere 
per capitoli. Ciò si può durante l'esercizio facilmenle ottenere, ordinando che i 
conti, le fatture di spesa, le ordinanze, ecc., su cui deve emettersi il mandato, 
sieno divise e speciali per ogni articolo o capitolo (secondo l'importanza del- 
l'Opera pia); ma ove anche in qualche eccezionale caso non si potesse avere il 
documento cosi distinto, o potranno emettersi su di esso documento più mandati 
distinti, secondo le varie imputazioni del bilancio, unendo al principale di essi 
mandati il documento, e richiamandolo semplicemente negli altri ; ovvero, si po- 



• i 



1 

li 





204 

zioni opportune. Dicia.no nei pochi casi^ perr'al J 1''"' ''"''"■"''" 
conto le partite chp nnn Ho„;.,- a ■ P"*^*"® ^°"° "» <J"eslo 

giustificatre e p ;t: „t re^se edT°"'° """^'""'' «'' co.p.eta.ente 
od insussistenza iscritTa in H 'i,n ! '''"' P"" ''"'"'''^ sopravvenienza 

apposita giustii ai? \aj ri°drrr r-""" ° ^--oppo-'-a 

tare difficoltà e ritardneJi uffici H^H '"'y^^' '•«^--'° «'«s^. Per evi- 
deve approvare i. colntt """'' ''"^'"'^""^ amministrativa, che 

me„t?d\n: Llrtir" "'i'" "" ■•"«^•'"'^ -"---'«^ .-ndipendente. 
uno spog io de ol- 2 ■ r^^°PP°'•'"- <*' «"««are al conto consuntivo 

ailegat" n'"l al' coi" ''"■ '^P'"'"' P-^'-^'-oniale noi appunto presentiamo come 

piaC^«. .CarsZrrn"^^^^^ '''^''-"" p- ''«P- 

pei conti del mas o Sibili alb/ ' — «">ente, come ben sappiamo, 
trovasi di aik !r •. M '""■'" '"»'»"«»''-<«'^«, poiché tale spoglio 

cor;„tnr.o7rr„::ru';;rm"rr'-^' t «--'-'«--^e i't: 

strazione dei risuUati at t ativTipo"^ ir n7 "'"^'^ ^ "■"'"^"' '"■'"°- 



205 



ESEMPIO DI REGISTRAZIONE 



PER LE 



ISTITUZIONI MINORI DI BENEFICENZA 



OPERA PIA GIUSTI 



EL-EMOSINIERA E DI CULTO 



INIDIOB3 



1. Inventario alla fine degli anni 1889 e 1890. 

2. Bilancio preventivo 1890. 

3. Tabella delle variazioni al medesimo. 

4. Prontuario dell* entrata o ruolo di riscossione. 

5. Prontuario dell* uscita. 

6. Giornale del tesoriere. 

- ^ ,. , ^^^. S I- Conto finanziario 

7. Rendiconto 1890 ^ ,, ^ ' ,. , . . , 

( 11. Conto consuntivo patrimoniale. 



M 



'' 'I 



1 

III 



'vi 



i 



207 



INVENTARIO 



DEI 



BENI COSTITUENTI IL PATRIMONIO 

DELL' OPERA PIA GIUSTI 



L 1 
i 




.1 



208 



o 

<V 

a 



1. 



2." 



0. P. GIUSTI 



C 
O 



S 

s 



Inventario dei beni 



DESCRIZIONE 



Parte prima -^ BENI PATRIMONIALI 



ATTIVO 
Fondi rustici: 

Predio vocabolo S. Caterina a Brufa, comune di Torgiano, 
con fabbricato ad uso agricolo, proveniente da lascito fatto da 
Girolamo Nini con testamento nei rogiti del notaio Anselmi 15 no- 
vembre 1792, di qualità seminativo, olivato, di superfìcie et- 
tare 18.40, distinto nella mappa catastale di Brufa coi numeri 295, 

296, 300, 304 e 305, attualmente locato per annue L. 

del valore presunto ^ 

Predio vocabolo Cagina situato nel comune di Perugia, acqui- 
stato da quest' Opera pia con istromento rogito Leoni del 17 mag- 
gio 1842, di qualità seminativo, vitato, di superficie ettare 27.15 
distinto al catasto nella mappa di Montebello coi numeri 17, 20, 
21, 32, 33, 47, 50 e 52. È locato al presente per annue . . . > 
e fu stimato dall'ingegnere A. Brizi con perizia del 13 settem- 
bre 1889, del valore di j^ 

L. 
Scorte rurali vive e morte. 

Valore del bestiame di scorta esistente: 

nel predio vocabolo S. Caterina L. 

id. vocabolo Cagina » 

Valore del grano seme padronale: 

nel predio vocabolo S. Caterina El. 10 a lire 17 . . . > 

nel predio vocabolo Cagina EI. 15 a > 

Valore degli strami e concimi di parte padronale: 

( paglia Cg. 1,000 a lire 4.50 %. » 

nel predio voc.° S. Caterina I fieno » 500 » 7. . . » 

f concime me. 10 a lire 5 il metro » 

( paglia Cg. 2,000 a lire 4.50. . » 
nel predio vocabolo Cagina < fieno > 1,000 » 7. . . » 

(concime me. 20 » 5. . . » 

Tutto in consegna degli affittuari, come risulta dai rispettivi 
contratti di locazione. 



L. 



Rendita 
annua 



2,300 



2,800 









costituenti il patrimonio 



209 



la 




U 



38,972 



45,247 



84,219 



4,200 

170 
255 

45 
35 
50 

90 

70 

100 



7,515 



VALORI ALLA FINE DEI SEGUENTI ESERCIZI 



1889 






9 



3 

i 



1890 



2 






38,972 



45,247 



84,219 



f 6,700 



^ 



ì 



425 



130 



260 



7,515 



44,972 



45,247 



90,219 



2,500 
4,200 

170 
255 

45 
35 
50 

90 

70 

100 



7,515 



I 






3 



< 

H 
O 

H 



1891 



». 



3 
u 

^4 






s 



< 

H 
O 






s 






a 



(a)» 



44,972 



45,247 



90,219 









6,700 



425 



130 



260 



7,515 



■< 

H 
O 



NOTE 

che indicano 
specialmente 

le cause 
delle 

variazioni 



(a) Aggiunti 
due terreni ac- 
quistati da Ri- 
ooni con istro- 
mento del 20 
decembre 1890, 
numeri 302 e 
303, mappa di 
Brufa. 



M 



210 



O. P. GIUSTI 




Inventario dei beni 1 costituenti il patrimonio 



211 




3.' 



4. 



a I 



5.' 



6.' 



7/ 



1 



Fabbricati : 

Locale di residenza dell'Istituzione in Perugia in piazza Ma- 
riotti, di antica provenienza, distinto al catasto col numero 1847, 
con chiesa ed altri 2 vani annessi, e con piano sovrastante diviso 
in 5 vani. 

Rendita presunta l 

Valore approssimativo ^ 

Nella chiesa, valutata insieme ai vani contigui pel materiale 

da costruzione ^ 

esiste un affresco di scuola perugina stimato , ^ 

Casa di affitto in Perugia nel corso Garibaldi al civico nu- 
mero 15, marcata al catasto urbano col n. 2464, contenente 21 
vani divisi in due piani, oltre i fondi al piano terreno, prove- 
niente da lascito di Antonio Dini risultante da testamento in atti 
del notaio Luci del 12 agosto 1847. È affittata per T annua cor- 
risposta di ^ 

e stimata con perizia 15 ottobre 1886 .'!!!» 

Censi, livelli, canoni e legati perpetui: 

Censo verso Fabiani Luigi derivante da istromento rogito Leo- 
nori 17 febbraio 1835 in sorte lire 1,060 fruttifero al 5 7 alla 

scadenza annuale del 31 decembre in ** . . » 

gravante un predio vocabolo Sassi in territorio di Cordano, còme 
dall'ultima iscrizione ipotecaria impressa nell'ufficio di Perugia 
il 15 settembre 1880, al voi. 14, n. 237. 

Titoli di debito pubblico emessi o garantiti dallo Stato: 

Certificato nominativo del consolidato italiano 5 7^, n. 926103 
in data 18 marzo 1888, senza vincoli, proveniente da censi affran- 
cati, di annua rendita ^ 

Valori pubblici ed industriali diversi: 

Crediti ipotecari e chirografar! : 

Credito ipotecario di lire 25,000 iscritto alP ufficio di Perugia 
al voi. 40, n. 69, contro Simeoni Fahio di Umbertide, per prezzo 
di un predio vocabolo Borchie vendutogli da quest' Opera pia con 
istromento rogito Tocci 14 luglio 1889, fruttifero al 6 7^ a seme- 



200 



» 



870 



53 



2,405 





VALORI ALLA FINE DEI SEGUENTI ESERCIZI 




NOTE 
che indicano 
specialmente 




1889 


1890 


1891 






•E 






.^ 






'r* 










u 

'a 


42 
2 


2 

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u 


«2 

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1^ 
< 


1 


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'S 

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3 

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•«4 
u 

«2 




4! 


le cause 
delle 


9 
u 


a 
1-^ 


1 


s 
Ed 


t— 1 




a 


a 




3 


a 

h- 1 




variazioni 


2,500 


i 


. 7,100 
1 


2,500 


• 

3,000; 
1,600 
















■ 




3,000| 
1,600 




> 7,100 
















» 


» 


» 


» 


* 
> 


» 
















12,157 
14,657 


» 


12,157 


12,157 


> 


12,157 
















4,600 


19,257 


14,657 


4,600 


19,257 


1,060 


)► 


1,060 


1,060 » 


1,060 


» 


» 


» 


» 


» 


» 
















48,100 


» 


48,100 


48,100 


» 


48,100 
















» 


» 


» 


» 


» 


» 






























1 




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212 O. P. GIUSTI 



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Inventario dei beni I costituenti il patrimonio 



213 



DESCRIZIONE 



stri posticipati, che scadono il 30 giugno e 31 deceiiibre, ed esi- 
gibile a rate annuali eguali in anni dieci l 

Credito infruttifero di lire 8,000, verso l' eredità dì gÌuIìo Mmì- 
fredi per legato risultante da testamento olografo depositato neo-li 
atti del notaio Bini il 20 novembre 1889, esigibile doix) la morte 

della moglie di detto testatore , . ^ 

garantito con ipoteca sopra un palazzo in via* del Corso, iscritta 
il 15 gennaio 1890, al voi. 43, n. 249. 



Oggetti d'arte e preziosi: 

Paramenti sacri con pregevoli ricami in oro, ed oggetti vari 
di argento in servizio della chiesa, come da speciale inventario 
di dettaglio, in consegna del custode, valutati » 



Oggetti mobili diversi: 

xMobili diversi, in consegna del custode suddetto, e come risulta 
dai relativi inventari speciali, 

esistenti ^ nell'ufficio dell' Opera pia 



nel locale della chiesa 



Attività diverse patrimoniali: 



Credito verso l'Amministrazione ^er capitali passati in riscos- 
sione e non ancora rinvestiti 
come risulta dalla dimostrazione nella situazione amministrativa 



di cui appresso 



PASSIVO 
Debiti ipotecari e chirografarl : 



Censi, livelli canoni e legati passivi: 

Censo di Luigi Hossi in sorte lire 1600, fruttifero il 4 V 
come ali istromento rogito Bracci del 15 agosto 1837, e gravante 



Rendita 
annua 



1,500 






VALORI ALLA FINE DEI SEGUENTI ESERCIZI 



1889 






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1890 






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1891 









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NOTE 
che indicano 



25,000 



25,000 



25,000 



8,000 8,000 



8,000: 33,000 



5,475 






5,475 



22,500 



8,000 



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22,500 



8,000 



8,000 30,500 



5.475 



5,475 



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1,550 1,550 






1,625) ^'^'^ 



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214 0. P. GIUSTI 





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1 



Inventario dei beni Icostituenti il patrimonio 



215 



DESCRIZIONE 



il predio vocabolo S. Caterina secondo l'ultima iscrizione ipote- 
caria del 7 novembre 1880 . L. 

Valor capitale dei legati per funzioni religiose dell' annua 
spesa di lire 200, derivanti dal testamento di Girolamo Nini . . » 

Pensioni vitalizie: 

Valor capitale della pensione vitalizia di lire 180 al cessato 
segretario speciale di quest'Opera pia, dott. Pietro Melchiorri, 
nato il 2 aprile 1825 (vedi deliberazione 4 maggio 1888 supe- 
riormente approvata) elevata a capitale in ragione di 5 annua- 
lità, giusta l'articolo 7 del regolamento di contabilità . . . . » 

Passività diverse patrimoniali: 

Debito verso l'Amministrazione per eventuale eccedenza di 

rìnvestimenti fatti, di fronte ai capitali ritirati 
come alla dimostrazione nella situazione amministrativa di cui 
appresso ^ 



Appendice alla parte prima 



VALORI DEI TERZI 



Cauzione del tesoriere. — II servizio di cassa di (jucst' Opera 
pia è disimpegnato dal tesoriere della Congregazione di Carità, 
il (juale ha dato cauzione mediante ipoteca su fondi stabili con 
atto rogito Oddi 14 ottobre 1889 

Cartella al portatore n. 1V)85, del Consolidato italiano 5* 7* 
dell'annua rendita di lire 1(K), depositata alla Banca di Perugia 
da Rossi Gino, con vincolo a favore di quest' Opera pia per cau- 
zione dell' atiitto del predio vocabolo S. Caterina 



Rendita 



annua 



64 
200 



VALORI A LLA FINE DEI SEGUENTI ESERCIZI 



180 



1889 









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1,600 
4,000 



5,000 



900 



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1890 






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1891 






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1,600. 
4,000 



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NOTE 

che indicano 
specialmente 
le cause 

delle 
variazioni 



5,600 



900 



1,600 
4,000 



5,600 » 



1,600 
4,000 

5,600 



950 



9501 



2,000 2,000 



Defonto nel no- 
vembre 1890. 



2,000 



2,000 




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216 



O. P. GIUSTI 




1.* 



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1.* 



1 
9 



Inventario dei beni I costituenti il patrimonio 



DESCRIZIONE 



Parte seconda — SITUAZIONE AMMINISTRATIVA 



ATTIVO 
Rimanenza in cassa alla fine dell* esercizio L. 

Residui attivi risultanti in dettaglio dal conto finanziario: 

per depositi in conto corrente alla Cassa di risparmio [X)stale » 

per capitali da ritirarsi ^ 

per titoli diversi . » 

L. 
PASSIVO 

Deficienza di cassa alla fine dell' esercizio L. 

Residui passivi come sopra : 

per capitali da investirsi > 

per titoli diversi ^ 

L. 

Risultato amministrativo ' ^Y^^^^ I^. 

( Disavanzo > 



Rendita 
annua 



VALOR^^ LA FINE DEI SEGUENTI ESERCIZI 



1889 



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9 
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9 



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63 



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1,150 



1,800 

» 



1,800 



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» 



1,150 



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1,550 



1,550 1,550 












1,400 






1890 






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1891 



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950 
028 



1,578 



592 



1,578 



136 



728 



728 






850 



217 



NOTE 

che indicano 
specialmente 
le cause 
•^ delle 

o I variazioni 






fSegue il riassunto dell' inventario). 



15 



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II' . 

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218 



^ 



1.' 

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4." 
5.* 
6.* 

7.' 

8.» 

9.* 

10.* 

11.* 



1.* 
2.' 

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4.* 
5.» 



1.» 



O. P. GIUSTI 



Inventario dei beni 





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costituenti il patrimonio 



219 



Biassunto dell'inventario. 
Parte prima. — SITUAZIONE PATRIMONIALE 



ATTIVO. 



Fondi ì^f stiri 

Scorte rurali cioè e morte ! ! ! ! * 

Fabbricati ! ! * ' ' * 

Censi, lic-lli, canoni e legati peìyctui ..!.*!! i 
Titoli di debito pubblico emessi o garantiti dallo Stato \ 

^ alari pubblici ed industriali dioersi * ] 

Crediti ij)ofccari e chirofp^afari ....!!.*] 

Oggetti d' arte e preziosi ! ! ! * * 

Oggetti mobili diversi * \ , , \ . 

Atticità diccrse patrimoniali .* ! ! ! 

Credito raso l'Amministrazione per capitali ims'sat'i in ri- 
scossione e non ancora rinvestiti , . . 



L. 
» 

» 
» 

» 
» 

» 



PASSIVO. 

» 



L. 

Debiti ipotecari e cìdrografari , 

Censiy livelli, canoni e legati passivi ...'!.*.'» 

Pensioni vitalizie ! ! ! ! » 

Passività diverse patrimoniali ...!!!!.*.*» 
Debito verso l'Amministrazione per eventuale eccedènza d'i 
rinvestimenti fatti, di fronte ai capitali ritirati. . . » 



Appendice alla parte prima 



L. 



ATTIVO. — Depositi a cauzione o custodia ricevuti . . i 

PASSIVO. — Detti da restituirsi , 



Attivo netto patrimoniale L. 
Parte seconda. — SITUAZIONE AMMINISTRATIVA. 

ATTIVO. — Rimanenza in cassa j 

» — Residui attivi ' ' ' * \ 



PASSIVO. — Deficienza di cassa ^ 

» — Residui jmssivi * * * * ^ 



Risultato amministrativo ' ^.^'*'^"zo . 

' Disavanzo 



I Attività netta complessiva alla fine dell'esercizio L. 








VALORI ALLA FINE DEI SEGUENTI ESERCIZI 






1889 


1890 


1891 




= NOTE 

che indicano 
" specialmente 


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le cause 

delle 
variazioni 


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84,219 


» 


84,219 


90,219 


» 


90,219 
















7,515 


» 


7,515 


7,515 


» 


7-.Pìirì 
















14,657 


4,600 


' 19,257 


14,657 


4,000 19.'257 
















1,000 


» 


1,060 


1,060 


» 


1,060 
















48,100 


» 


48,100 


48,100 


» 


48,100 
















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» 


» 


» 


» 


» 
















25,000 


8,000 


33,000 


22,500 


8,000 


30,500 
















» 


5,475 


5,475 


» 


5,475 


5,475 
















» 


2,974 


2,974 


» 


2,974 


2,974 
















» 


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» 


» 


» 


» 
















» 


1,550 
22,599 


1,550 


> 


» 


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180,551 


203,150 


184,051 


21,049 205,100 


» 


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» 


» 


» 


5,600 


» 


5,600 


5,600 


» 


5,600 
















900 


» 


900 


» 


» 


» 
















» 


» 


» 


» 


» 


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» 


» 


» 


» 


950 
950 


950 
















6,500 


» 


6,500 


5,600 


6,550 


» 


2,000 


2,000 


» 


2,000 


2,000 




» 


-2,000 


-2,000 


» 


-2,000 


-2,000 














■ 


174,051 


22,599 


196,650 


178,451 


20,099 


198,550 




1,800 


1,150' 


2,950 
1,550 




1,578> 


1,578 




1 














1,550^ 




592 > 
136) 


728 


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1,400 


» 


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850 


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198,050 


199,400 








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221 



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BILANCIO PREVENTIVO 

DELLA ENTRATA E DELLA USCITA 

DEL L' OPERA PIA GIUSTI 



per l'esercizio 1890. 



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222 



O. P. GIUSTI 



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Bilancio preventivo 











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DESCRIZIONE 



•omiK 

stanziate 

nel 

bilancio 

precedente 



Parte prima — ENTRATA 



Fondo presunto di avanzo per la line deir esercizio 1889 . . . L. 

Titolo I. 
ENTRATE EFFETTIVE. 

Sezione !.• — Entrate ordinarie. 

Fitti di foììdi rustici. 

Rossi Gino per affitto del predio vocabolo S. Caterina, loca- 
togli con atto privato 18 novembre 1885, registrato il 20 detto 
mese al volume 4, numero 17, per anni 9 a tutto decembre 1895, 
deve per annua corrisposta del 1890 a rate trimestrali anticipate L. 

Corrisposta di affitto nel precedente bilancio del predio voca- 
bolo Borchie » 

Bianchi Francesco con sicurtà di Fulgidi Ezio per affitto del 
predio vocabolo Cagina locatogli con istromento rogito Oddi 16 
giugno 1884, per anni 0, a tutto il 30 giugno 1890, deve per corri- 
sposta del 1« semestre 1890, a rate trimestrali anticipate, in ra- 
gione di annue lire 2,800 

N. N. per corrisposta presunta del 2** semestre 1890 . . . 






Prodotti in natura di foìidi rustici. 



Appendizie coloniche, prodotto di vivai di legna da fuoco, ri- 
servati negli affitti dei predi » 

Fitti di fabbricati. 

Fitto attribuito al locale ad uso della Istituzione nel fabbricato 
in Piazza Mariotti ;> 

Simonetti Ildebrando per pigione 1890 dovuta a semestri re- 
golari anticipati del quartiere al 1" piano della casa nel Corso Ga- 
ribaldi, locatogli con apoca 4 decem])re 1889, registrato il 15 detto 
al volume 7, numero 29, che scade alla line del 1892 . . . ^ » 

Morelli Alfredo per pigione 181X) a semestri anticipati del ([uar- 
tiere al 2" piano locatogli con apoca 5 decembre 1889, registrata 
il 15 detto al volume 7, numero 30, p 



bre 1891 



per anni 2, a tutto decem- 



» 



S'yue L. 



2,300 
1,650 



per r esercizio 1890 



223 



2,800 



80 



200 



450 



300 



7,780 



SOM MB l'ROlHJSTR 

nel presente bilancio 


SOMMK AIM'ROVATK 

dall'autorità tutoria 


per 
articoli 


l>er 
capitoli 


in 
totale 


parziali 


totali 



OSSERVAZIONI 



dell' amministrazione 
proponente 



200 



2,300 



1,400 
1,400 



100 



200 



520 



350 



200 



200 



della giunta provinciale 
amministrativa 



200 



5,100 



100 



2,300 



1,400 
1,400 



100 



200 



1,070 



520 



350 



6,270 



200 



Venduto a Simeoni 
nel 1889, vedi cap. 5 
articolo 2. 



200] 6,2701 200 



Aumento per nuovo 
contratto. 



Come sopra. 



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I 




3; I 



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! ! 



224 



0. P. GIUSTI 



Bilancio preventivo 



o 






o 
'■3 



DESCRIZIONE 



6 

7 
8 



1 
2 
3 



Rendite dei fondi pubblici. 



Riporto L. 



1 

9 







jU 
12 
13 
14 



Debito pubblico del Regno, per rendita lorda 1890, del con- 
solidato 5 Vo» certificato nominativo numero 926103 » 

Interessi di crediti, emioni ed altre annualità attive perpetue. 

Fabiani Luigi, per interessi 1890, al 57. del censo di li- 
re 1,0(30 ^ 

Simeoni Fabio, per interessi al 6 7^ sul credito iiwlecàrio dì 
lire 25,000, prezzo del vendutogli predio vocabolo Borchie . . » 
Cassa di risparmio postale — interessi sul deposito. . . ! » 

Concorsi a titolo correspettivo (nulla). 

Rette di ricoverati (nulla). 

Sussidi ed oblazioni periodiche. 

Comune di Perugia — oblazione annuale» 

Banca Nazionale — idem . . 






15 



Prodotto di manifatture interne (nulla). 

Entrate diverse ordinarie (nulla). 

Sezione 2." — Entrate straordinarie. 

Taglio straordinario di boschi (nulla). 

Lasciti e doni destinati ad immediata erogazione (nulla). 

Sussidi j oblazioni eventuali (nulla). 

Entrate straordinarie diverse (nulla). 

Titolo II. 

MOVIMENTO DI CAPITALI. 

Alienazione o permuta di attività preesistenti, 

Simeoni Fabio, per 1» rata del suo debito ipotecario che scade ' 
il 14 luglio 1890 i^. 

Segue L. 



SOMMR 

Stanziate 

nel 

bilancio 

precedente 



7,780 



2,405 



53 






500 
200 



10,938 



per r esercizio 1890 



225 



SOMMK PROPOSTE 

nel presente bilancio 


SOMME APPROVATK 

dall'autorità tutoria 


per 
articoli 


per 
capitoli 


in 
totale 


parziali 


totali 



OSSERVAZIONI 



dell' amministrazione 
proponente 



della giunta provinciale 
amministrativa 



2,405 



53 

1,500 
63 



500 
200 



ivjOUU 



6,270 



2,405 



200 



1,616 



700 



10,991 



<w,OUU 



2,500 11,191 



6,270 200 



2,405 



53 

1,500 
63 



500 
200 



Vedi capitolo I. 



10,991 



<*',OUU 



2,500; 11,191 

i 



16 



226 



O. P. GIUSTI 







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.11 DESCRIZIONE 

^ et t. 
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1 


SOMME 

Stanziate 

nel 

bilancio 

precedente 


SOMMK PROPOSTE 

nel presente bilancio 


SOMME APPROVATE 

dall'autorità tutoria 


1 

OSSERVAZIONI 1 


per 
articoli 


per 
capitoli 


in 
totale 


parziali 


totali 


dell' amministrazione 
proponente 


della giunta provinciale 
amministrativa 


2 

^^ fasciti doni ricevuti da capitalizzare (nulla). ^^^ ^ 


10,938 


» 


2,500 


11,191 


2,500 


11,191 




^^ Creazione di jìcissioità (nulla). 


















Titolo HI. 
^ PARTITE DI GIRO. 








2,500 




2,500 






















18 1 Rimborso dal nuovo affittuario delle spese di consegna del 
predio vocabolo Cagina .... ^ 


» 


80 




80 


80 


80 






* > 

Somma generale àaìV Entrata L. 

Parte seconda — USCITA 








10,938 


13,771 


13,771 








1 

Titolo I. 

1 ! 


i SPESE EFFETTIVE. 

1 


















1 

Sezione 1.» — Spese ordinarie. 


















1 Imposte e sovrimposte. 














■ 




\ Imposte e sovrimposte sui terreni .... T i lan 

1 1^ W. id. sui fabbricati ...::'; ^^i^ 

i Id. sui redditi di ricchezza mobile ... * » ^20 

j f Tassa di mano morta .... ' ' ^ vi 


















> 44 


1,950 


2,000 


2,000 




2,000 








2 Manutenzione di fondi stabili e di mobili inerenti ai medesimi. 




\ 1 Per i fondi rustici - manutenzione dei fabbricati di campagna . L 

' o T^ A. . "" ^^^'^^'^ ^"^'^^* ordinari L 

: 3 Per 1 fabbricati d'affitto in città — manutenzione ....!» 


120 

100 

70 


100 
75 
90 






100 
75 
90 








3 Interessi passivi, canoni, legati ed a Itre annualità passive perpetue. 






265 














1 Rossi Luigi frutti 1890 al 4 7, sul censo di lire 1,600 . . L. 

rrl^f^f ^* funzioni religiose da adempirsi nella chiesa del- 
1 Istituto 


64 

200 


64 

200 


< 




64 








• » 

• 

Segue L. 


264 




200 










2,504 


2,529 




1 
2,529' 








¥ 



!t 



i 



228 



O. P. GIUSTI 



Bilancio preventivo 



Riporto L. 



1 



Pensioni vitalizie. 



Melchiorri dott. Pietro, già segretario speciale di ciuosta Op 
pia, pensione vitalizia ^ 



era 



8 



1 
2 



1 

9 



Assegni al personale di amministrazione esterna. 

Quota di concorso alla Congregazione di carità per gli stipendi 
degi impiegati amministrativi, che prestano servizio anche a 
questa Opera pia 

Sp\sc diverse ordinarie di amministrazione. 

Spese di stampe, bollo, ed altre diverse 

Fitto e manutenzione dei locali ad uso dell'Istituzione. 
MarTotU ^^*'''^"'*^ ^^ ^^^^^^ '" residenza dell'Istituzione in Piazza 



Manutenzione del medesimo 






9 
10 



11 



Assegni al personale interno per l'amministrazione 
e l'esercizio di beneficenza. 

Sorvoli Osvaldo, segretario speciale per il servizio dei sussidi 
Pandolfi Guido, custode e bidello . . . 



» 



12 
13 
14 



I 



Spese di vitto e combustibile (nulla). 
Vestiario e manutenzione del mobilio e della biancheria. 

Manutenzione dei mobili e arredi della chiesa > 

Medicinali e presidi chirurgici. 
Distribuzione di medicinali ai poveri a domicilio ...,..» 

Mantenimento degli esposti (nulla). 

Sussidi per l'istruzione e posti di studio (nulla). 

Sussidi dotali (nulla). 

Segue L. 



I 



180 



350 



250 



.^00 
50 



300 
180 



60 



2,400 



0,471 




per r esercizio 1890 



SOMME PROPOSTE 

nel presente bilancio 



per 
capitoli 



180 



350 



250 



200 
50 



300 
. 180 



40 



2,400 



2,529 



180 



350 



250 



250 



480 



40 



2,400 



0,479 



m 
totale 



229 



SOMME APPROVATE 

dall'autorità tutoria 



parziali 



2,529 



180 



350 



150 



200 
50 



300 
180 



40 



2,400 



0,379 



i 



totali 



OSSERVAZIONI 



dell' amministrazione 
proponente 



della giunta provinciale 
amministrativa 



Ridotte in relazione 
a quanto suole spen- 
dersi da altre consi- 
mili Opere pie. 



Ti 



il 






? 









230 



0. P. aiXTSTI 



Bilancio preventivo 



5 






DESCRIZIONE 



•OMMR 

Btansiate 

nel 

bilancio 

precedente 



15 



16 



1 

9 



17 



18 
19 
20 
21 



22 



I 



1 



23; ' 
24 



25 



Riporto L. 
Sussidi e soccorsi diversi. 

Sussidi in danaro agl'inabili al lavoro » 

Sussidio all'asilo infantile ^ 

Spese diverse ordinarie di beneficenza (nulla). 

Sezione 2.» — Spese straordinarie. 

Lavori straordinarii pei fondi stabili. 

Restauro straordinario alla stalla delle vaccine nel predio vo- 
cabolo Casina y^ 

Idem alla casa nel Corso Garibaldi — nel precedente bilancio » 

Spese straordinarie diverse relative al patrimonio (nulla). 

Spese straordinarie diverse relative alV amministrazione (nulla). 

Lavori e provviste straordinarie per la beneficenza (nulla). 

Spese straordinarie diverse relative alla beneficenza (nulla). 

Titolo II. 

MOVIMENTO DI CAPITALI. 

Acquisto di fondi pubblici. 

Da rinvestire la 1» rata del credito Simeoni, di cui al titolo II 
dell'entrata l. 

Acquisto e permuta di altre attività (nulla). 

Estinzione di passività (nulla). 

Titolo III. 

PARTITE DI GIRO. 

Anticipazione delle spese occorrenti per gli atti di consegna 
del predio vocabolo Cagina al nuovo affittuario, che dovrà rim- 
borsarle ^ 

Segue L. 



6,474 



2,400 
300 



1,000 



per r esercizio 1890 



231 



10,174 



SOMME PIU)»H)STK 

nel presente bilancio 


SOMMK APPROVATK 

dall'autorità tutoria 


per 
articoli 


per 
capitoli 


in 

totale 


parziali 


totali 






OSSERVAZIONI 



dell' amministrazione 
proponente 



della giunta provinciale 
amministrativa 



6,479 



3,000 
400 



3,400 



500 



500 



2,500 



80 



««',OUlJ 



80 





6,379 






3,000 
400 




9,879 




9,779 




500 




500 




500 




2,500 




2,500 


80 


2,500 


80 




80 


12,959 




12,850 



i 








i 

ì : 


IP*' 




•t 

1 

1 




t 

1 

1 



232 



0. P. GIUSTI 






o 
'S 

< 



Bilancio preventivo Iper V esercizio 1890 



233 



DESCRIZIONE 



SOMMR 

Stanziate 

nel 

bilancio 

precedente 



26 



1 



FONDO DI RISERVA. 



Riporto L. 



Somma iscritta per sopperire air eventuali deficienze degli 
altri capitoli dell' uscita \ ^ 



Somma generale dell' Uscita L. 



RIASSUNTO DEL BILANCIO 



ENTRATA. — 






Fondo presunto di avanzo per la fine del 1889 L. 

,p - _ . ( ordinarie . . » 

1 ITOLO I. — Entrate effettive 

[ straordinarie . » 
» II. — Movimento di capitali . . . . » 
» III. — Partite di giro » 



L. 



USCITA. . - Titolo I. - Spese elettive . j °'"'^^"^''^^*^ ' ' » 

( straordinarie . » 



10,174 



150 



10,324 



» 



> n. — Movimento di capitali . . . . » 
» III. — Partite di giro » 

» 

L. 



Fondo di riserva. 



10,938 

» 
10,938 



Avanzo o fondo di previdenza L. 



9,174 

» 

» 
150 



10,324 



614 



Il presente bilancio é stato discusso e come sopra proposto dall'Amministrazione 
l'adunanza del 



IL PRESIDENTE 



Il Segretario o Ragioniere 



80MMK PROPOSTE 

nel presente bilancio 



per 
articoli 



per 
capitoli 



in 
totale 



SOMME APPROVATE 

dall'autorità tutoria 



parziali 



totali 



150 



150 



12,959 



200 
10,991 

80 



150 



12,859 



150 



13,109 



150 



13,009 



9,879 
500 

2,500 

80 

150 



13,771 



200 

10,991 

» 

2,500 

80 



13,109 



662 



9,779 
500 

<w,DUU 

80 
150 



13,771 



13,009 



762 



OSSERVAZIONI 



dell' amministrazione 
proponente 



della giunta provinciale 
amministrativa 



nc| Visto per l'approvazione tutoria, li 189 

IL PREFETTO 

presidente della Giunta provinciale amministrativa 



» 



17 



■ S 



I 1 

I I 

i 

I 



1,1 



I 



O. P. GIUSTI 235 

TABELLA DELLE VARIAMI ai bilaDcio preventivo riconosciule e deliberate Del corso dell'esercizio 1890. 



^ 

9 

B 

9 

z 



Riferimento al bilancio 



Entrata 



a 






o 



Uacita 



.2 



Oi 



o 
u 

u 

< 



6 



1 



II 



8 



15 



II 



I 



23 



I 



17 
26 



11 



1 



Data e descrizione delle modificazioni 



Modificazioni 



alla 
Entrata 



alla 
Uscita 



Somme del bilancio preventivo 
in origine . L. 

1890 marzo 20. 

Deduzione dell'avanzo presunto 
del 1889 » 

Residuo Entrata . . L. 
sostituendovi 
l'avanzo effettivo risultato alla 
chiusura dell'eserc. 1889, cioè; 
Fondo di cassa . . . . L. 
Residui attivi e passivi a 
tutto il 1889 .... » 

Somme . . L. 

1890 giugno 20. 

Affitto nuovo del predio voc. Ca- 
gina con Antimi Severo dal l" 
luglio 1890 - da L. 2,800 ele- 
vato ad annue L. 3,050 - au- 
mento del 2" semestre 1890 . L. 

1890 settembre 15. 

Con deliberazione 16 agosto 1*890 
{alleg. A seg,) approvata il 12 
settembre, furono aggiunte al 
movimento patrimoniale in u- 
scita per l'acquisto di due ter- 
reni a Brufa » 

destinandovi L. 1,000 dell'a- 
vanzo di rendita, ed il resto di » 
da reintegrarsi coi capitali attivi 
che saranno in seguito ritirati. 

1890 novembre 15. 

Stornate con deliberazione d'oggi 
dal fondo dì riserva per mag- 
giore spesa del restauro straor- 
dinario alla stalla del predio 
voc. Cagina » 

Aumento al fondo dei medicinali 
pei poveri deliberato il 20 ott. 
pp., ed approvato il 19 corr., da 
prelevarsi dal fondo di avanzo » 

Somine del Picvcativo rcUiiìcale Dell'esercizio i8i)0 L. 



13,771 



200 



13,571 



1,150 
1,800 



16,521 



125 



950 



» 



17,596 



13,009 



» 



1,550 



14,559 



1,950 



300 



16,809 



Storni 

nella 

Uscita 



» 









150 



150 



M 



f'' 



I 






1 

i'Ii 



Allegato A. 
Verbale di deliberazione della Congregazione di carità amministratrice del- 
l' Opera pia Giusti, allegato alla Tabella delle variazioni al bilancio preventivo 1890. 



Oggetto 

Acquisto di terreni 



L' anno 1890 il giorno di sabato 16 del mese di agosto alle ore 2 pom. nella solita sala delle adunanze 
previo invito, si è riunita la Congregazione di carità, essendovi intervenuti i signori 

con assistenza del sottoscritto Segretario. 

Riconosciuto legale il numero dei signori coadunati, ò stata aperta la seduU 



Il signor Presidente riferisce, in seguito a jarere avuto dall'ingegnere incaricato, essere conveniente sotto 
ogni riguardo che 1' Opera pia Giusti proceda all' acquisto dei due terreni in mappa di Brufa n 302 e 303 che 
giacciono in mezzo al predio voc. S. Caterina, offerti in vendita dal proprietario signor Silvio Riboni pel prezzo 
di perizia di L. 5^0. *^ ^ 

Tale acquisto sarebbe per chiunque un utile impiego, prevedendosi un fruttato netto superiore al 5 OL su] 
capitale. L' Opera pia poi, formando un solo corpo di terra, togliendo la servitù di passaggio, i pericoli ed i litigi 
che ne derivano, verrà ad aumentare maggiormente la produttività ed il valore del suo predio, tantoché con 
1 attuale affittuario signor Gino Rossi si sarebbe già convenuto, per i suddetti due terreni, di aggiunRere alla 
corrisposta altre L. 450 all'anno. 

In quanto alla soddisfazione del prezzo, che dovrebbe farsi interamente nell' atto di compra insieme alle 
relative spese del contratto in L. 350 _ in tutto L. 6000. - il prefato signor Presidente ha esposto che l'Opera 
pia SI trova ad avere disponibili a rinvestimento i seguenti fondi : 

Residuo di capitali ritirati a tutto il 1889 come risulta dal rendiconto di detto anno . . I i 550 

Capitali da ritirarsi nell' anno 1890 - 1- rata del credito ipotecario contro Simeoni ...» g.'soo 



Mancherebbero adunque L. 1960. - E qui il signor Presidente ricorda cha 1' Opera pia ha anche 
disponibile un avanzo di rendita oggi ascendente a circa L. 1300, il quale propone che per la rata di . 1 000 
sia destinato a concorrere nell' acquisto suddetto, ed in quanto alle rimanenti , '950 

formerebbero un' anticipazione precaria, da reintegrarsi coi capitali che verranno ritirati nel futuro anno 
1891, fra cui è da rammentare la 2a rata del credito Simeoni 

* • • • 

• 

in , •. Somma . L. 6,000 

La Congregazione, d. fronte a siffatta proposta di evidente utilità, ha riconosciuto trattarsi di un vero mi- 
ghoramento del patrimonio esistente, e dopo avere esaminati e riconosciuti regolari gli atti comprovanti la sicu- 
rezza dell acquisto, ed il valore degli stabili a senso dell' articolo 71 del regolamento amministrativo, ha delibe- 
'""'1^ ^'•^;' ""^'^i""' i° conformità alla medesima proposta, di acquistare dal signor Silvio Riboni i due terreni 
n. 302 e :ì03 mappa di Brufa per il prezzo di perizia di L. 5^, e di provvedere al pagamento di detto prezzo 
e delle spese del contratto relativo nel modo sopra indicato, salva l'approvazione de'Sf giunta provlnlrr 
mmistrativa, e la Sovrana autorizzazione, a termini di legge. 

LA CONGREGAZIONE DI CARITÀ 

Il Segretario 

N. 50. 

Visio per V approvazione tutoria, 

li 12 settembre 1890. 

Il Prefetto 
Presidente della giunta provinciale amministrativa 



'"''" 'LiT^JZZ'' '"""' " """^"*^'' ''" '''^"' '^"^ '^'^ ' «'"*^"^ ^^' ^- -*^« «^--^^ 



237 



PRONTUARIO DELL' ENTRATA 



RUOLO DI RISCOSSIONE 



DELL'OPERA PIA GIUSTI 



per 1' esercizio ISSO 



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il 



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238 



I 



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o 

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3 



3 



6 



O. P. GIUSTI. 



Prontuario delPEntrata 



Opera 

PIA 



RIFERIMENTO 
AL BILANCIO 






o 

•8 



•I 

u 



DEBITORI E OGGETTO DEL DEBITO 



Giusti 



detta 



detta 



detta 



detta 



detta 



detta 



8 detta 



9 detta 



1 



1 



Partite liquide date in riscossione 
al principio dell'esercizio. 



Rossi Gino, affitto 1890 del predio voc. S. Ca- 
terina, a trimestri anticipati. 



Bianchi Francesco (Fulgidi Ezio sicurtà), affitto 
del predio voc. Cagina, di mesi 6, a tutto il 30 
giugno 1890, termine del contratto, a trimestri 
anticipati. 



1 



Opera pia medesima, fitto 1890 del locale ad uso 
della Istituzione. 



Simoneiti Ildebrando, fitto 1890 del quartiere al 
1" piano della casa nel corso Garibaldi a seme- 
stri anticipati. 



4 1 



1 



Morelli Alfredo, fitto 1890 del quartiere al 2° 
piano della casa nel corso Garibaldi a semestri 
anticipati. 



Debito pubblico del Regno, rendita 1890 del cer- 
tificato nominativo del Consolidato 5 7,^. 



Fabiani Luigi, interessi 1890 al 5 V, sul censo 
di lire 1,060 ad anno posticipato. 



5 *> 



8 \ 1 



Simeoni Fabio, interessi 1890 al 6 7, sul credito 
ipotecario di lire 25,000 a semestri posticipati. 



Comune di Perugia, oblazione annuale pel 1890. 



Segue L, 






SOBfMA 

prevista 

in 
bilancio 



Ruolo di riscossione dell'esercizio 1890. 



2,300 



1,400 



200 



520 



350 



2,405 



SOMME DOVUTE 



alle seguenti 
scadenze 



parziali 



totali 



SOMME RISCOSSE 



Data 






1890 gen. 1 
aprile 1 
luglio 1 
ottobre 1 



1890 gen. 1 
aprile 1 



1890 dee. 31 



575 
575 
575 
575 



700 
700 



200 



2,300 



1890 gen. 1 
luglio 1 



53 



1,500 



500 



1890 gen. 1 
luglio 1 



1,400 



200 



260 
260 



175 
175 



1890 luglio 1 

1891 gen. 1 


1890 dee. 


31 


1890 giù. 
dee. 


30 
31 


1890 dee. 


31 


_ 





1,202.5 
1,202.5 



53 



750 
750 



1890 gen. 4 
mag. 16 
luglio 7 



1890 feb. 10 
mag. 25 



1891 gen. 20 



520 



350 



2,405 



53 



500 



1,500 
500 



9,228 



1890 gen. 28 
agos. 10 



1890 sett. 20 



1891 gen. 10 



1890 luglio 30 

modificato 
il 2° semestre 



1891 febb. 20 



1 

4 
8 



3 
5 



16 



2 

10 



11 



15 



9 



19 



Importo 



575 
575 
575 



700 
700 



200 



260 
260 



350 



2,405 



750 



500 



Residui 
alla fine 

dell' 
esercizio 



575 



53 



239 



NOTE 



fi 



Vedi art. 16 e 17. 



I 



lu 



r 



i: 







^: 



240 



a 
o 



o 



9 

S5 



10 



12 



O. P. GIUSTI 



Opera 

PIA 



Giusti 



11 detta 



Giusti 



13 



detta 



14 



detta 



Prontuario dell'Entrata o fEuolo di riscossione dell'esercizio 1890. 



241 



RIFERIMENTO 


AL BILANCIO 




o 


o 








O 


s 


8 


,s 


^ 


■s 


• -N 


•s 


t» 


H 


o 


< 



DEBITORI E OGGETTO DEL DEBITO 



SOMMA 

prevista 

in 
bilancio 



1 



8 



15 



1 



Riporto L. 
Banca Nazionale j oblazione annuale pel 1890. 



Simeoni Fabio, per V rata della sorte del suo 
debito ipotecario per prezzo del vendutogli predio 
voc. Borchie. 



200 



2,500 



SOMME IX)VUTE 



jiUe seguenti 
scadenze 



parziali 



totali 



SOMME RISCOSSE 



Data 






Importo 



Residui 
alla fine 

dell' 
esercizio 



1890 dee. 31 



1890 luglio 14 



200 



2,500 



9.228 



200 



NOTE 



modificato 



Somme delle partite date in riscossione 
Visto, si rimette al Tesoriere — 

li 31 decembre 1889. 



al r gennaio 1890 L. 



IL PRESIDENTE 






Il Segretario (o Ragioniere) 



» 



Residui attivi del precedente esercizio 1889 
aggiunti in questo ruolo nel marzo 1890 

» Tesoriere, per il resto di cassa alla fine deireser- » 

cizio 1889. 



1 



Cassa di risparmio postale^ per la sorte del de- 
posito ivi esistente. 



Altre partite aggiunte o modificate 
nel corso dell'esercizio 



2,500 



11,928 



1890 nov. 24 



13 



2,500 



Vedi art. 19 e 20. 



Antimi Severo, nuovo affitto del predio voc. Ca- 
gina, in ragione di annue lire 3,050, per mesi 6, 
dal P luglio a tutto decembre 1890, a trime- 
stri anticipati. 



Segue L. 



1,400 



1,150 



1890 luglio 1 
ottobre 1 




1,150 



1,800 



Somma come dicontro. ...... L. 

Restano pendenti le seguenti cifre del bi- 
lancio di Entrata: 
Avanzo presunto per la fine del 1889 » 
Fitto del predio voc. Cagina pel 2" se- 
mestre 1890 » 

Appendizie coloniche ecc » 

Interessi sul deposito alla Cassa di 

risparmio postale » 

Rimborso della spesa di consegna del 
predio Cagina ........ ^ 



Somma del bilancio 



1890 marzo 1 



1890 dee. 4 



» 



14 



1,150 



1,800 



1890 luglio 2 
ottob. 5 



1,525 



— 16,403 



7 
12 



» 



763 
762 






11,928 



200 

1,400 
100 

63 

80 



L. 13,771 






18 



li 



lì ' 



.1, 



242 



<0 

u 
'O 

o 
u 

V 



m 



17 



19 



21 



22 



O. P. GIUSTI. 



Prontuario dell'Entrata 



Opera 

PIA 



15 Giusti 



detta 



18 detta 



20 detta 



detta 



RIFKRIMKNTO 
AL BILANCIO 






o 

a 

'a, 
a 



o 
^« 

-ta» 
U 

< 



detta 



3 



18 



» 



5 2 



2 1 



» 



8 2 



o 



5 



15 



DEBITORI E OGGETTO DEL DEBITO 



Riporto L. 

Antimi Severo, rimborso delle spese di consegrna del 
predio Cajj^ina, pagate al perito con mandato 
n. 12, del 29 luglio 1890. 



N. B. — Si annulla il precedente articolo S, 
in parte, per yV interessi Simeoni del 2" semestre 
hSOO di . . . sostituendola il seguente art. i7. 



Simeoni Fabio, interessi 6 % pel 2<* semestre 
1890 sul credito i[)otecario: 
dal V lug. al 24 nov. su L. 25,000 L. 600 
dal 25 nov. al 31 decem. » 22,500 » 135 



L. 735 



Agente rurale, per importo delle appendizie colo- 
niche e per prezzo di legna da fuoco venduta 
nel 1890. 



N. B. — Si annulla il precedente articolo 10, 
oblazione annuale della Banca Nazionale, sosti- 
tuendovi il seguente articolo 20, 



Banca Nazionale, oblazione annuale pel 18iK) 
elevala a L. 250 come da sua lettera n. . . . 



Cassa di risparmio postale, per interessi del- 
l'anno 1890, liquidati sul deposilo estinto. 



Somma da recuperarsi sui capitali c/te saranno 
riscossi nel 1801 a senso della deliberazione 
Kì agosto 1800 (allegato .4). 



SOMMA 

prevista 

in 
bilancio 



80 



100 



63 



Somma accertata 



Ruolo di riscossione dell'esercizio 1890. 








• 

243 


SOMME IX)VUTE 


SOMME RISCOSSE 


Residui 
alla fine 

dell' 
esercizio 


NOTE 


alle seguenti 
scadenze 


parziali 


totali 


Data 


Numero 

della 

quietanza 


Importo 


■ 

1890 luglio 29 


72 


16,403 
72 


1891 feb. 28 


20 

18 

17 

» 

6 
14 


72 


» 




» 


» 


» 


» 


» 


• 


16,475 
-750 


15,725 

735 

87 


1890 dee. 31 


735 


1891 feb. 10 


735 


» 




1890 dee. 31 


87 


1891 gen. 30 


87 


» 




» 


» 


» 


250 


» 




16,547 
-200 


16,347 

250 

58 

950 


1890 dee. 31 


250 


1890 gin. 10 


» 




1890 dee. 4 


58 


1890 dee. 4 


58 


» 




1891 


950 


» 


-^ 


950 


Si è aggiunto questo 
articolo per solo con- 
fronto del a somma com- 
plessiva dell' Entrata. 














deir Entrata . L. 


17,605 


1 





' ti i^' 



n 



.*; 



.: Kii 



MI 



245 



PRONTUARIO DELL' USCITA 



O K L L ' o r> iì: R A P* I A. O I LJ S I^ I 



per 1' esercizio ISSO 



-«-s- 



•J ! 



Ì 



246 O.P.aiITSTl Prontuario deU'Uscita 

N^J_^- Tit. 1, Cap, U Art. 1. - Imposte e sovrimposte. 




DATA 



CREDITORI E OGGETTO 



e 



PAGAMENTI 



parziali 



totali 



1890 luglio 20 Tesoriere, rimborso imposte paL^ate del l» 

semestre 1890 

Tesoriere, rimborso imposte patiate del *>» 
semestre 1890 . . 



1891 ffenn. .30 



11 
37 



891 
1156 



N. ^. - r/V. 1, Cap. o, ^r^ /. -, Manutenzione dei fabbricati di 



2047 



campagna. 



Somma stanziata in bilancio . . . . 



DATA 



CREDITORI E OGGETTO 



1890 aprile 17 
» agosto 15 






Muratore Olivieri, restauri alla casa colonica 
del predio voc. S. Caterina . . . . 

l^aiegname, riparazioni agl'infissi della casa 
del predio voc. Cagina . . . 



N. 3. - 7>V. 7, Cap. 2, Art. 2. - 
Somma stanziata in bilancio 





Lavori rurali ordinar!. 



75 



^L. 



criEDITOKI E OGGETTO 



1891 genn. 30 



e 

ss 



PAGAMENTI 



parziali totali 



Agente di campagna, rimborso di spese per 
lavori rurali ordinari nel 1890 



38 



09 



69 



ì 



O. P. GIUSTI Prontuario deU' Uscita 247 

^' ^- •" ^^'^- ^y ^^P -• Are. S. — Manutenzione dei fabbricati d'affitto in città. 



Somma stanziata in bilancio l, 



Data 



90 



CREDITORI E OGGETTO 



1890 ottob. 10 



ci 

a 
<A 



PAGAMENTI 



parziali 



totali 



Muratore Gualdi, restauri alla casa nel corso 
Garibaldi 



19 



85 



85 



^- ^- ~~ ^''^- ^> ^^i- '^- Art. 1. — Rossi Luigi — per interessi di censo. 



Somma stanziata in bilancio L. 



Data 



64 



CREDITORI E OGGETTO 



1890 luglio 10 

1891 genn. 10 



a 

eS 



PAGAMENTI 



parziali totali 



Rossi Luigi, frutti del censo pel 1" seme- 
stre 1890 

Rossi Luigi, frutti del censo pel 2*» seme- 
stre 1890 



9 



32 
32 



N. e. — rU. 7, Cap. ,9, Art. 2. — Legati religiosi 



64 



Somma stanziata in bilancio L. 



Data 



200 



CREDITORI E OGGETTO 



1890 agosto 10 
> genn. 20 



e3 

e 
cS 



PAGAMENTI 



parziali 



totali 



Cappellano della chiesa, per legati adempiti 
nel V semestre 

Cappellano della chiesa, per legati adempiti 
nel 2" semestre 



14 
35 



104 
88 



192 






; 






If 



■:! 



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^ . 



il !t 



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N 



r.V 



2i8 O. P. GIUSTI 



Prontuario dell'Uscita 



^' '^'^^^ll: ^""^ 4, Arti - Melchiorri D/ Pietro - /)e/is/o^e. 



Somma stanziata in bilancio l 



Data 



180 



CREDITORI E OGGETTO 



1890 aprile 20 
» lug:lio30 
» ottob. 15 
» dee. 20 



e 



PAGAMENTI 



parziali 



totali 



Meleliiorri D/Pietro pensione del inrim. 1890 
Detto > 2° » 

Detto » 3" » 

Melchiorri eredi, pensione di ottobre e no- 
vembre, essendo defonto il I)/ Pietro 
Melchiorri nel mese di novembre 1890. 



N. 8. — TU. y, Cap. 5, Ari. 1, — Concorso a 



4 

13 
20 



28 



45 
45 
45 



30 



90 
135 



165 




Ile spese della Cong. di Carità. 



Somma stanziata in bilancio . . t 

• • • • • j-i. 



Data 



350 ì 



CREDITORI E OGGETTO 



ed 

S 

CI 



PAGAMENTI 



parziali 



totali 



1891 febb. 10 



Congregazione di Carità, quota di concoi-so 
per l'anno 1890, alla spesa degli stipendi 
degl'impiegati amministrativi, ecc. . . 






39 



350 ! 350 



N. f». - TU /, Cap. G, Art. 1. - Spese di stampati, bolli, ecc. 



Somma stanziata in bilancio l 



Data 



150 



CREDITORI E OGGETTO 



1890 sett. 10 
» dee. 30 



_J 



et 

e 
*^ 



PAGAMENTI 



parziali totali 



Tipografo, per stampe speciali provviste 
l)el servizio di questa Opera pia . . 

Segretario, rimborso di tasse di bollo ed al- 
tre spese diverse di amministrazione . 



16 
30 



117 
46 



163 



0. P. GIUSTI Prontuario deU' Uscita 249 

N. IO.— TU. 1, Cap. 7, Art. 1. — Fitto del locale di residenza dell'Istituzione 




DATA 



CREDITORI E OGGETTO 



1^ 



PAGAMENTI 



parziali 



totali 



1891 genn. 20 



Opera pia medesima, fitto 1890, del locale 
proprio ad uso della istituzione . . . 



34 



200 



200 



N. 11. — TU. 1, Cap. 7, Art. 2. — Manutenzione del locale di residenza. 



Somma stanziata in bilancio L. 



50 



DATA 



CREDITORI E OGGETTO 



1890 nov. 20 
)► dee. 10 



Muratore, restauri al locale della chiesa 
Vetraro, cristalli rimessi alle finestre . 



C 
ci 


PAGAMENTI 1 


parziali 


totali 


25 

27 


18 
14 


i 

32 



N. 1 g. — TU. /, Cap. 8j Art. 1 e 2. —Segretario e custode -^ asseg 



ni. 



Somma stanziata in bilancio L. 


480 


DAfA 


CREDITORI E OGGETTO 


Mandati 


PAGAMENTI jj 


parziali 


totali 


1890 aprile 10 
» luglio 1 
» ottobre 2 

1891 genn. 3 


Segretario e custode, assegni del P trini. 1890 
Detti id. 2» » 
Detti id. 3" » 
Detti id. 4« » 


2 

7 
18 
31 


120 
120 
120 
120 


240 
360 
480 



10 



t» ,.t 



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•li 

^1 



l il 



i ti 

ili 



i 



250 O.P. GIUSTI Prontuario deU' Uscita 

N. 13. - TU.!, Cap. 10, Art. 1. - Manutenzione dei mobili della chiem. 



Somma stanziata in bilancio ....*.. L 



DATA 



40 



CREDITORI E OGGETTO 



•3 

m 

rs 

a 



PAGAMENTI 



parziali 



totali 



1890 ottob. 20 
» nov. 10 



Verniciaro, per verniciatura di sedie . 
Fulvia Risi, per riparazioni agli arredi. 



21 
24 



N^14^- TU. U Cap. lU Art. 1, - 



12 
17 



29 



Medicinali ai poveri. 



Somma stanziata in bilancio 



Aggiunte, come al n. 8 - tabella delle variazioni al bilancio' 




CREDITORI E OGGETTO 





2,400 

300 



PAGAMENTI 



parziali toteli 



1891 febb. 25 



Farmacia dell'ospedale per importo dei medi- 
cinali somministrati nell'anno 1890 ai 
poveri per conto di questa Opera pia 



N. I i5. - Tit. 1, Cap. 15, Art. 1. - 



40 



2,674 



2,674 



Sussidi agV inabili al lavoro. 



Somma stanziata in bilancio 




CREDITORI E OGGETTO 




I 1890 marzo 7 
» magg. 5 
» luglio 10 
» sett. 15 
» no veni. 8 
1891 genn. 12 



Tesoriere, rimborso sussidi pagati nel P bim. 
l^^tto idem » 2** » 

Detto idem » 3*» » 

Detto idem 



Detto 
Detto 



idem 
idem 



» 4** 
» 5** 
» 6« 









1 


564 




5 


527 


1,091 


8 


480 


1,571 , 


17 


392 


1,963 


23 


402 


2,365 


33 


578 


2,943 



0. P. GIUSTI Prontuario dell' Uscita 251 

N. IO. — Tit. 1, Cap. 15, Art. 2. — Sussidio all' Asilo infantile. 



Somma stanziata in bilancio L. 


400 


DATA 


CREDITORI E OGGETTO 


1 

ca 


PAGAMENTI j 


parziali 


totali 


1890 mag. 16 
» ottob. 24 


Asilo d'infanzia, sussidio del 1° sem. 1890. 
Detto id. 2r » 


6 
22 


200 
200 


400 



N. l'y. — Tit. 1, Cap. 17, Art. 1. — Restauro straordinario. 

alla stalla del predio Cagina. 



Somma stanziata in bilancio L. 

Aggiunte, come al n. 7 - tabella delle variazioni al bilancio » 



500 
150 



DATA 



CREDITORI E OGGETTO 



et 

a 
a 



PAGAMENTI 



parziali 



totali 



1890 luglio 17 



» nov. 25 



Muratore Silenzi, 1" rata dei lavori appal- 
tatigli per la stalla suddetta .... 10 
Detto, 2» rata 26 



N. B. — Il collaudo è asceso a L. 680; e restano a pa- 
garsi 2/10 in L 136. 

N. 18. — Tit. 2, Cap. , Art. . — Acquisto di capitali. 



342 

202 



544 



Somma stanziata in bilancio . : L. 

Aggiunte, come al n. 5 - tabella delle variazioni al bilancio » 



2,500 
1,950 



DATA 



CREDITORI E OGGETTO 



-a 
a 



PAGAMENTI 



parziali 



totali 



1890 luglio 17 

1891 genn. 27 



Riboni Silvio, prezzo di terreni a Brufa venduti 
a questa Opera pia con istromento d'oggi 

Notaro, per tassa di registro ed altre spese 
relative al detto istromento .... 

Totale . . . 

N. B. — Si portano al n. 21, - residui passivi - in saldo 
dei rinvestinienti che si dovevano fare a tutto il 1889. 

Restano nel titolo 2° del 1890. . . 



29 


5,650 


36 


350 


L. 



6,000 
1,550 



4,Ì50 



r ^ 



w 



1-^ 



I 



II 



252 



/ 



O. P. GIUSTI _ \ . 

Prontuario deU' Uscita 

JV. IO. _ T,t. 3, Cap. SS, Art. 1. _ Partite di airo 
Blesa a. consegna ,el .redio Casina rimborsa,,. ...'T"..- 



Somma stanziata in bilancio r 

L, 



80 



DATA 



CREDITORI E OGGETTO 



1890 luglio 29 



np5Tr^ M^^^^ ver competenze 
^pe^e della consegna fatta del prediu 
voc. Cagma al nuovo affittuario Antimi 





a 


PAOAltfENTI 




a 


1 




« 


. .. 1 




P. 


parziali totali 'l 


e 






1 


IO 






1 


ni. 


1*> 
1^» 


72 


72 1 



N. ao. - Cap. S6, Art. - Fondo di riserva. 

Somma stanziata in bilancio , 

Stornato, come al „. 7 - tabella delle variazioni al bilancio ', 

Restano ... > 




• ^»- TU. ^ Cap. , Art. . - Residui passivi 1889 

acquisto di capitali. 



Somma derivante dal consuntivo 1889 





CREDITORI E OGGETTO 



PAGAMENTI 



'^'''T-r 5"?' "•• '^' ^' """ rata degli ac- 
quMi di capitali fatti nel 18SX), a saldo 




253 



GIORNALE DEL TESORIERE 

dal r gennaio 1890 al 28 febbraio 1891 



254 



M' 



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o 


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0. 


DATA 


8 


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a. 




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» 








QnJSTI e O. P. amministrate dalia \Congregazione di Carità - Giornale del Tesoriere 



255 



DESCRIZIONE DELLE OPERAZIONI 



1 





a 

3 



4* 

n 





1890 
srenn. 1 



3 
4 



1890 
1889 
1890 



5 » 



8 

9 
10 

11 
12 



13 
14 



1889 

1890! 
18891 

1890 



1889 



1890 






4 

5 

15 



27 



28 



Situazione di cassa «^ 3i decemhrc 1889, come dal 
giornale precedente: 

Riscossioni dell' esercizio 1889 . . . . L 11590 

Pagamenti id. L. 7,713 ' ' 
Idem pendenti per imposte 2^ 

semestre 1889 l. 947 g ^j^q 



» 31 

febb. 3 



» 



10 

» 

15 

)^ 

28 



i^om/o di cassa oggi L. 2,930 

Da Rossi Gino pel l» trimestre 1890, dello affitto del 
predio vocabolo S. Caterina 

Al segretario e custode per il loro assegnò del V tri- 
mestre 1889 ^ ^ ^ 

Sussidi oggi pagati agli inabili al* lavorò, come dà ròolò 
e quietanze ivi 

Da Simonetti Ildebrando per pigione 1° semestre 189o! 
del quartiere nel corso Garibaldi 

* ^foSi"^®^"^ ^^^^° P®^ interessi di mutuo del' 2"* seme- 
sire loo9 

Sussidi agr inabili al lavorò \ \ \ \ \ ' '. *. \ 
A me medesimo con mandato ...!!!.*.** 

in rimborso delle imposte del 2« semestre 1889 \ 
All'esattore per 1» rata imposte 1890. 
Da Bianchi Francesco per affitto del predio* vocabolo 

Cagina del 1» trimestre 1890 ....... 

Sussidi agl'inabili al lavoro ',.[[.[' 
Alla farmacia dell'ospedale per importo dei medicinali 

somministrati nel 1889 ai poveri per conto di questa Opera 

Sussidi agl'inabili al lavorò ! .' ! \ . \ \ \ ,\ 
Liquidazione j3^r la chiusura dell'esercìzio' 1 889' 
Somme 

Deduzioni 

Resti: avanzo esercizio 1889, che si porta 

nel 1890 . L. 1 150 

Riscossioni - esercizio 1890 .!!..» 1,'535 



Pagamenti - esercizio 1890 . . L. » 
Betti pendenti 3^* 340 



2,685 



842 



Fondo di cassa oggi L. 1,843 



Segue 



L. 











CLASSIFICAZIONE DELLE 


OPERAZIONI DI 


CASSA 




CASSA 








d e f i n 


i t i T e 




pendenti 


Esercizio 1889 


Opera p 


Esercizio 1890 


ia 


Riscos- 
sioni 


Paga- 
menti 


Opera pia Giusti 


Opera pia 


ia Giusti 


Opera p 


Riscos- 
sioni 


Paga- 
menti 


Riscos- 
sioni 


Paga- 
menti 


Riscos- 
sioni 


Paga- 
menti 


Riscos- 
sioni 


Paga- 
menti 


Riscos- 
sioni 


Paga^ 
nienti 


11,590 




11,590 


7,713 


















» 


8,660 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


947 


575 


» 


» 


» 


» 


» 


575 












» 


120 


» 


120 


















» 


148 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


148 


260 


» 


» 


}^ 


» 


» 


260 












750 


> 


750 








• 














137 
947 


» 


947 


> 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


137 


947 


278 






> 




: 








947 


278 


700 


» 


» 


» 


» 


» 


700 














140 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


140 




2,410 
139 


> 


2,410 

» 


» 


» 


1,535 
1,150 


» 


)^ 


)► 


» 


139 


14,822 
12,137 


12,979 
12,137 


12,340 
11,190 


11,190 










947 


1,789 
947 




1,150 


» 




2,685 




» 


» 


» 


» 


1 












2,685 




842 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


> 


» 


842 


2,685 


842 


» 


» 


» 


» 


2,685 


» 


» 


■ » 


» 


842 



1 






256 



, 



II 



o 
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09 



ci 

u 
« 
a. 

O 



DATA 



DESCRIZIONE DELLE OPERAZIONI 



15 



16 
17 
18 

19 
20 
21 

22 

23 
24 



25 

26 

27 

28 



29 
30 
31 
32 
33 
34 
35 



36 
37 



1890 















> 



38 y> 
39' » 
40' » 



•H 

ó 



1890 
mar. 7 



» 15 

» 31 

apr. 10 

» 12 
» 15 

» 17 

> 20 

» 30 
mag. 5 



I 

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3 






15 
16 






» 25 



31 



giuj? 


.10 


» 


15 


> 


17 


» 


30 


luf?l. 


1 


> 


2 


» 


7 


» 


10 


» 


» 


» 


15 


» 


» 



Riporto 

A me medesimo con mandato 

per rimborso dei sussidi pagati agli inabili al lavoro nei 
1° bimestre 1890 

Sussidi pagati agl'inabili al lavoro .!!.*!! 
Idem * ' 

Al segretario speciale e al custode, per assegno dei P 
trimestre 1890 

Air esattore per 2' rata imposte 1890 ,.,.,. 

Sussidi agl'inabili al lavoro 

Al muratore Olivieri per alcuni restauri alla càsa'co^ 
Ionica del predio vocabolo S. Caterina 

Al dott. Pietro Melchiorri, già segretario, pensione dei 
P trimestre 1890 

Sussidi agl'inabili al lavoro ! ! ! 

A me medesimo con mandato * 

per rimborso dei sussidi pagati agl'inaaili al lavoro neì 2* 
bimestre 1890 

Sussidi agKinabilii al lavoro ! ! ! .* 

All'asilo d'infanzia, sussidio del P semestre 1890 ! ! 

Da Rossi Gino pel 2" trimestre 1890 dell'affitto del 
predio vocabolo S. Caterina 

Da Bianchi Francesco per affitto del predio vocabolo 
Cagina del 2» trimestre a tutto giugno 1890, (termine del 
contratto) 

Sussidi agl'inabili al lavoro 

Dalla Banca Nazionale, oblazione annuale consueta. ! 

Sussidi agl'inabili al lavoro 

All'esattore per 3* rata imposte 1890 ] 

Sussidi agl'inabili al lavoro ] ] 

Al segretario e custode per assegno del 2" trimestre ! 

Da Antimi Severo per nuovo affitto del predio vocabolo 
Cagina pel trimestre dal P luglio corrente a tutto settem- 
bre p. V 

Da Rossi Gino per il 3'> trimestre 189o', dell' affitto dei 
predio vocabolo S. Caterina 

A me medesimo con mandato , [ 

per rimborso dei sussidi pagati agli inabili al lavoro nel 3^ 
bimestre 

A Rossi Luigi per frutti del censo pel P semestre 1890 ! 

Sussidi agl'inabili al lavom 

Al Ricevitore del Registro por tassa di manomorta 
del P semestre 1890 



Segue 



5 
6 



7 
8 



L. 
1 



6 



8 



9 



L. 



^ongrrgazione 


fìi Carli 


là - Gì 


ornale 


del T 


esorie] 


re 




• 




257 








CLASSIFICAZIONE DELLE 


OPERAZIONI DI 


CASSA 




CASSA 






d e f i n 


i t i V e 










Esercixio 1890 


Esercizio 1891 


pendenti 


Riscos- 
sioni 


Paga- 
menti 


Opera pia Giusti | 


Opera pia 


Opera pia Giusti 1 


Opera p 

Riscos- 
sioni 


ia 

Paga- 
menti 


1 
„. 1 „ 


Riscos- 
sioni 


Paga- 
menti 


Riscos- 
sioni 


Paga- 
menti 


Riscos- 
sioni 


Paga- 
menti 


Riscos- 
sioni 


vaga- 
menti 


2,685 


842 
564 


2,685 


564 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


842 


564 


> 


» 


» 


> 


» 


» 


» 


» 


> 


564 






138 


» 


» 


» 


» 


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» 


» 


» 


» 


138 




129 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


129 




120 


» 


120 




















285 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


285 




132 


». 


» 


» 


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» 


» 


» 


» 


132 




83 


» 


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45 


» 


45 




















128 
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527 


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1 

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128 


527 


» 


» 


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» 


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527 






127 

200 




200 


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» 


» 


127 


575 




575 












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700 




700 




















250 


119 


250 


» 


» 


• 


» 


» 


» 


» 


» 


119 






» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


122 




306 


» 


» 


> 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


306 




112 
120 




120 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


112 


763 




763 










• 










575 


480 


575 


480 


















480 


32 




32 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


480 






103 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


> 


» 


103 




22 


» 


> 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


22 


7,119 


4,736 


5,548 


2,171 


» 


» 


i 


» 


» 


» 


1,571 


2,565 



io 



258 



O. P. GIUSTI e O. P. 



1 ' 



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li! 






I 

1,' 



O 

u 

< 



u 



amministrate dalUMcongregazionc di Carità - Giornale del Tesoriere 



259 



ci 
u 
« 
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O 



DATA 



DESCRIZIONE DELLE OPERAZIONI 



41 1890 

42 

43 

44 

451 » 

46i » 
47 » 



48 

49 
50 

51 

52ì » 
53j » 

54; » 






55 
56 

57 
58 
59 






I 






I 1890 

:;; lui^i. 17 

» 20 



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» 29 

» 30 
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» 31 

ajj'os. 10 

» » 

» 11 
» 15 
» » 

» 31 

sett. 10 

» 15 



RiìXirto 

AI ninratore Silenzi, 1* rata dell'importo dei lavori 
apiKtltat.^H, per la «talla ,M predio vocaMo Casina 

A me iiKHlesinio con mandato . . o • . 

in rimborso delle imiK)ste pagate del* 1» seme'strè 1890 \ 




» 


» 


» 


20 


» 


30 


ott. 




» 


4 



jgQQ ' r— • '""^j «CI ^ trimestre 

l)a Simeoni Fabio per interessi del mutuo' ipotecario dì 

un semestre a tutto giugno 1890. . ^anuui 

Sussidi agl'inabili al lavoro . ! 

2« s^L^irTsii)^!'^'!''""''' ^!' ^'^''"' ^'* ^"arti^re'pei 

senititi^'!"^'"!^''"" '^'"'' "^''"'^ '^''' ' legati'ad;mpiti*neì P 

All'esattore per 4* rata imposte 1890 !!.'*'* 
Sussidi agl'inabili al lavoro . . • • . 

Al falegname per riparazioni agl'infissi* dJlla* casa * dei 

predio vocabolo Cagina .... ^* 

Sussidi agl'inabili al lavoro .* 

di ^JÌlXl "pi: ^^^''^Po/P--" P-vviste' pel s-erv'izb 

A me medesimo con mandato . 

Cestre^l^/"' '"'f * ^""^^^^ agl'inabili 'al 'la^ro'neì 4 

Sussidi agl'inabili al* lavoro ! ! ! ! 

Da Morelli Alfredo per pigione dell'anno 'l890, 'dei 
quartiere nel corso Garibaldi .... ^ uv, uli 

Sussidi agl'inabili al lavoro '.'.*.'. 

Al segi'etario e custode, assegno del' 30' trimestre .' 
Liquidazione 7>^r la verifica di cassa, come da verbale'' 
^"^omme 

Deduzione sui conti pendenti 

Mesti: Riscossioni, esercizio 1890 . T. fi Qft« 

Pagamenti idem l * 4 **>8Ì 

Detti pendenti ^ ^4^3 

4,744 



Fondo di cassa oggi L. 2,164 



Segue 




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60 

61 

62 

63 
64 
65 

66 
67 
68 



1890 






» 



69 
70 
71 
72 

73! 

74 
75 

76 

77 

78 
70: 
80 

81 

82 

83 

84 
85|1891 
86 1890 






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+» 


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DATA 



1890 
ott. 






10 
15 



» 


» 


» 


» 


» 


20 


» 


24 


» 


31 


nov. 


8 


» 


10 


» 


15 


» 


20 


» 


24 



» 


24 


» 


25 


dee. 


30 
4 




10 



» 15 

€ 20 



» 30 

» 31 
1891 
genn. 3 
» 5 
» 8 



O. P. GIUSTI e 0. P. amministrate dallMcongregazione di Carità - Giornale del Tesoriere 



261 



DESCRIZIONE DELLE OPERAZIONI 



« 

N 

§ 

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2: 



Da Antimi Severo per affitto del predio vocaìiolo Ca- 
sina, pel trimestre a tutto decemhre 1890. 

Al muratore Gualdi per restauri alla casa 'nel còrso 
(jranbaldi 

Al dott. Pietro Melchiorri già segi-eterio, pensione* dei 
3*» trimestre 1890 . . . . , 

All'esattore per 5* rata imposte 1890 . \ . . , 
Sussidi agl'inabili al lavoro ! ! ! 

Al verniciaro Santi, per vernice ad alcune sèdie* della 
chiesa 

All'asilo d'infanzia, sussidio 2** semestre 1890 ! ! * 

Sussidi agi" inabili al lavoro * 

A me medesimo con mandato ..*.'.*.*.!*' 
in rimborso dei sussidi pagati agl'inabili al làvo'ro 'nel' 5^ 
bimestre 1890 

A Fulvia Risi [)er riparazione agli arredi ..*!!! 

Sussidi agl'inabili al lavoro .* ! .* 

Al muratore per restauri al locale della chiesa .' ! 

Da Simeoni Fabio per il V decimo di estinzione della 
sorte del mutuo di lire 25 mila 

Al muratore Silenzi per 2* rata dell*' importo 'dei lavori 
per la stalla nel vocabolo Cagina 

Sussidi agl'inabili al lavoro ..!!!!.*.'! 

Dalla Cassa di Risparmio postale per restituzióne dei 
deposito 

e per interessi del 1"» gennaio 1890 ad oggi .*!!!! 

Al vetraro per cristalli rimessi nelle finestre del locale 
di residenza 



L. 



1^ 



19 
20 



21 



23 



24 






13 



'20 



All'esattore per 6» rata imposte 1890 
Sussidi agl'inabili al lavoro 



14 



Agli eredi del dott. Pietro Melchiorri dcfonto per saldo 
pensione dei mesi di ottobre e novembre 

A Silvio Riboni per prezzo di terreni a Bruta venduti 
a questa Opera pia con istromento d'oggi 

Al segretario per rimborso di tasse di bóllo' ed altre 
spese diverse di amministrazione 

Sussidi agl'inabili al lavoro ....*!]]]' 

Al segretario e custode per assegno 4« trimestre 1890. 
Al tiix)gral'o per stampati provvisti pel 1891 .... 
Al Ricevitore del Registro per tassa di manomorta dei 
2** semestre 1890 .... 



Segue 



27 



28 
21> 
30 

31 



L. 



CASSA 






CLASSIFICAZIONE DELLE OPERAZiONI DI CASSA 








1 


1 ef in 


i t i V e 


pendenti 


Esercizio 1890 


Esercizio 1891 


Riscos- 
sioni 


Paga- 
menti 


Opera pia Giusti | 


Opera pia 


Opera pia Giusti | 


Opera pia j 


Riscos- 
sioni 


Paga- 
menti 


Riscos- 
sioni 


Paga- 
menti 


Riscos- 
sioni 


Paga- 
menti 


Riscos- 
sioni 


Paga- 
menti 


Riscos- 
sioni 


Paga- 
menti 


6,908 


4,744 


6,908 


4,281 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


463 


762 


> 


762 




















• 


85 


» 


85 




















45 
270 
101 




45 


> 


> 












270 
101 




12 

200 
108 
402 




12 

200 

» 
402 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


108 


402 


» 

17 
121 

18 




17 
18 




> 


> 








402 


121 


.*/,OuU 


» 


2,500 






1 
















202 
139 




202 


» 


> 


> 


» 


» 


» 


» 


139 


1,800 
58 




1,800 
58 






















14 

276 
148 




14 












» 

» 




276 
148 


» 


30 


» 


30 


















» 


5,650 


» 


5,650 




















46 
170 




46 


» 


» 


1 

1 ^ 

1 


4 


» 


» 


» 


170 




120 
42 


» 


120 


» 


» 


» 


42 


» 


» 


» 


» 


» 


22 


» 


» 


)► 


» 


» 


» 








22 


12.430 


12,982 


12,028 


11,122 


}^ 


» 


1 


42 


» 


» 


402 


1,818 






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262 





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1891 



88 1890 

89 » 



90 
91 



9211891 
93 



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941890 

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97; » 

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98 1891 

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99 1890 
lOO' 
101 



O. P. GruSTI e O. P. amministrate dallf^'ongregazione di Carità - Giornale del Tesoriere 



263 



DATA 



DESCRIZIONE DELLE OPERAZIONI 



5 

.£ 

'3 

« 

B 

S 



1891 
genn. 8 






10 
» 






1*> 



15 
18 






Riporto 

Da Antimi Severo, affitto del P trimestre 1891, del 
predio vocabolo Cagina 

A Rossi Luigi per frutti di censo 2^ semestre 1890* ! 

Dal debito pubblico del regno, per rendita del P e *^'** 
semestre 1890, del consolidato italiano .... 
meno la ritenuta di ricchezza mobile, che si segna nei 
conto pendente, tra i dazi 

A me medesimo con mandato. ...'.'*'* 
in rimboi^o dei sussidi pagati agl'inabili aì lavJro *nei 6» 
bimestre 1890 

Sussidi pagati oggi agi' inabili* al* lavorò ! .' ! .* 
liiquidazione per la verifica di cassa, come da verbale: 
òomme 

Deduzione sui conti pendenti ....'.'.*!. 



^5 



L. 



15 



32 



Resti: Riscossioni, esercizio 1800. 
Idem 1801. 



. L. 14,433 
. » 713 



Pagamenti, esercizio 1800 . L. 11,732 

Idem 1801 . » 301 

Detti f pendenti, » 1 156 



20 



L. 15,146 



13,189 



33 






» 



'>7 



28 
30 



Fondo di cassa oggi L. 1,957 

Da questa stessa Opera pia per fitto 1890, del locale 

ad uso della istituzione 

come da corrispondente mandato .!.'.'.'*'* 

Al cappellano per legati adempiti nella chiesa dell' Opera 
pia nel 2" semestre 1890 ^ 

Al notaro per tassa di registro ed altre* spese" del con- 
tratto di acquisto dei terreni Riboni 

Da Simonetti Ildebrando, pigione 1« semestre 1891.* dei 

rtiere nel corso Garibaldi . . 



16 



quai 






Dall agen e di campagna per le ai>pimdizie coloniche 
e por prezzo di legna da fuoco venduta nel 1890 

A me medesimo con mandato 

in rimborso delle imposte del 2*» semestre 1890 .* ' * * 

iQrJ^^''^^'?^^ ^^ campagna in rimboi-so di spese fatte* nei 
l»y(), por lavori rurali ordinari . . 



Segue 



ai 

35 
3<> 



17 



37 



38 



L. 











CLASSIFICAZIONE DELLE OPERAZIONI DI 


CASSA 




CASSA 








d e f i n 


l ti ve 








Esercizio 1889 


Esercizio 1890 


ia 


pendenti 


Riscos- Paga- 

< 
sioni j menti 


Opera p 

Riscos- 
sioni 


ia Giusti 


Opera pia 


Opera pia Giusti 


Opera p 


Riscos- 
sioni 


Paga- 
menti 


Paga- 
menti 


Riscos- 
sioni 


Paga- 
menti 


Riscos- 
sioni 


Paga- 
menti 


Riscos- 
sioni 


Paga- 
menti 


12,430 


12,982 


12,028 


11,122 


» 


» 


» 


42 


» 


» 


402 1,818 


713 


» 


» 


» 


» 


1 * 


713 












» 


32 


» 


32 


















2,405 


» 


2,405 




















» 


318 


» 


» 


» 


1 


» 


« 


» 


» 


» 


318 


> 


578 


» 


578 


















578 


» 


» 


» 


» 


» 


> 


» 


» 


» 


578 




» 


259 


» 


» 


» 


» 


» 


259 










16,126 


14,169 


14,433 


11,732 


» 


» 


713 


301 


» 


» 


980 2, 136 1 


980 


980 


14,433 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


980 


» 














> 


» 


» 


» 


» 


» 


713 












15,146 
























» 


» 


» 


11,732 


















» 


» 


» 


» 


» 


» 1 


» 


301 












1^ 
13,189 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


1,156 


200 


> 


200 




















» 


200 


» 


200 


















» 


88 


> 


88 






• 












> 


350 


» 


350 


















260 


» 


» 


» 


» 


» 


260 












87 


» 


87 




















» 


1,156 


» 


1,156 


















1,156 


» 


» 


> 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


1,156 




» 


69 


» 


69 


















16,849 


15,052 


14,720 


13,595 


1 

i 


)> 


973 


301 


» 


» 


1,156 

1 


1,156 



264 



1 1 



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DATA 



DESCRIZIONE DELLE OPERAZIONI 



102 



103 



1890 

» 

104 1891 

105 » 
10 J! 1890 

107 

108i » 



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109 



110 1891 



1891 
febb. 10 



» 



15 
17 
20 



25 



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» 28 



marzo 1 



Kiporto 

Alla Congrep:azione di Carità per quota di concorso per 
l'anno 1890, alla spesa degli stipendi degl'impiegati am- 
ministrativi 

Da Simeoni Fabio per interessi del mutuo pel 2" seme- 
stre 1890 

Sussidi agl'inabili al lavoro, oggi pagati 

All'esattore 1» rata imi)oste 1891 

Dal comune di Perugia per oblazione relativa all' anno 
1890 

Alla farmacia dell'ospedale per importo dei medicinali 
somministrati nell'anno 1890, ai poveri per conto di que- 
sta Opera pia 

Da Antimi Severo per rimborso delle spese di consegna 
del predio vocabolo Cagina 

Liquidazione per la chiusura dell'esercizio i890: 

Somme 

Deduzioni 

Resti : Disavan zo 1890, che si porta nel 1801 L . 592 

Pagamenti, esei-cizio 1891 » 540 

Detti pendenti (art, 105) » 285 

L. 1,423 
Riscossioni, reercizio 1891 :» 973 

Deficit di cassa oggi L. 450 



Segue 



IL. 



39 



18 



19 



20 



40 



L. 



Congregazione di Carità - Giornale del -Tesoriere 








265 


CASSA 


CLASSIFICAZIONE DELLE OPERAZIONI DI 


CASSA 




definitive 












pendenti 




Esercizio 1890 


Esercizio 1891 










Opera pia Giusti | 


Opera pia 


Opera pia Giusti 


Opera p 


ia 






Riscos- 


Paga- 
















Riscos- 


Paga- 


sioni 


menti 


Riscos- 


Paga- 


Riscos- 


Paga- 


Riscos- I Paga- 


Riscos- 


Paga- 


sioni 


menti 






sioni 


menti 


sioni 


menti 


sioni menti 


sioni 


menti 






16,849 


15,052 


14,720 


13,595 


» 


» 


973 


301 


» 


» 


1,156 


1,156 


> 


350 


» 


350 


















735 


» 


735 




















» 


245 


» 


» 


» 


» 


» 


245 










» 


285 


» 


» 


» 


)► 


» 


» 


» 


» 


» 


285 


500 


» 


500 












#> 








» 


2,674 


» 


2,674 


















72 


» 


72 




















18,156 


18,606 


16,027 


16,619 


» 


» 


1 

973 


546 


» 


» 


1,156 


1,441 


17,183 


17,183 


» 


16,027 




> 




592 


» 


» 


» 


1,156 


» 


» 


» 


592 












V— i-v^,^ 


















» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


285 


> 


1,423 






















973 

















































21 



Il' 



ì 



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•li 



2C7 



RENDICONTO 



3DE3LXj' O^ 



O-ITTSTI 



PER L' ESERCIZIO 1890 



I » ^ »■ 



I. Conto finanziario reso dal Tesoriere. 
II. Conto consuntivo patrimoniale deir Amministrazione. 



-^^^m 



l'i 

1 



T 



I 



269 



I. 



CONTO FINANZIARIO 



DELL' ESERCIZIO 1890 



reso dal Tesoriere 



BR L'OFER-A. FI-A. O-IXJSTI 



I 



I i 



;l 






270 



O. P. GIUSTI 



0) 

e 
o 



3 



Classificaz. 

del 

bilancio 



Conto finanziario pefi esercizio 1890 — Entrata 



271 



o 

s 

2 



-2 ' S 



ci 
O 



o 

il 



DESCRIZIONE DEGLI ARTICOLI 



O 



3 
4 



6 



7 
8 

9 



10 



11 
12 
13 



Parte prima — ENTRATA 



1 



Fondo di cassa e residui attivi dell'esercizio i889. 

Fondo di cassa in mani del tesoriere alla fine dell'esercizio 1889 
Cassa di risparmio postale per deposito ivi esistente. . . . 



Titolo I. 
ENTRATE EFFETTIVE. 

Sezione 1.* — Entrate ordinarie. 

Fitti di fondi rustici. 

Rossi Gino i)er affitto 1890, del predio vocabolo S. Caterina . . 
iJianchi Francesco, affitto del predio vocabolo Casina dal P gen- 
2^ naio al 30 giugno 1890 ^ . ^ 

"/ oa4."^"^^^ Severo, idem dal P luglio* al 31 decembre 'l890, 'a ìiré 
\ 3,0o0 annue 



1 



3 



1 
*> 

3 



5 



1 
*> 

3 



Prodotti in natura di fondi rustici. 

Appendizie coloniche e prodotto di legna da fuoco 

Fitti di fabbricati. 

Fitto attribuito al locale ad uso della Istituzione 

Simonetti Ildebrando, pigione 1890 del quartiere al V piano della 
casa nel corso Garibaldi \ 

Morelli Alfredo, pigione 1890 del quartiere *al 2° piano della casa 
nel corso Garibaldi 

Rendite dei fondi pubblici. 

Debito pubblico del regno, rendita 1890 del consolidato 5 7^. . 

Interessi di crediti, canoni ed altre annualità attioe perpetue. 

Fabiani Luigi, interessi 1890, al 5 Vo sul censo di lire 1,060 . 
bimeoni Fabio, interessi 6 V, sul credito i[)otecario di lire 25,000. 
Cassa di risparmio postale, idem sul deposito 



Segue 



8'= 



5» 



12 
13 



1 

2 

14 



18 



3 
4 
5 



6 



7 
V 

/IT 

21 



L. 



SOMME AMMESSE 


SOMME ACCERTATE NELL'eSERC. 


Ditferenze tra le 
somme ammesse 
















(col. 8) 
e le accertate 
(col. 11) 


Motivi 

delle differenze 

e note 


nel 
bilancio 


per 
nuove 
entrate 
soprav- 
venute 


Totale 

delle 

colonne 

6 e 7 


riscosse 


da 
riscuo- 
tere 


totali 


per 
articolo 


per 
capitolo 


in 
più 


in 
meno 


1 


7 


8 


9 


10 


11 


li 


13 


14 


« 


1,150 


» 


1,150 


1,150 


» 


1,150 




)► 


» 




1,800 


» 


1,800 


1,800 


» 


1,800 










1 


» 


2,950 




» 




2,950 


» 










2,950 


2,950 


2,950 


» 


2,300 


» 


2,300 


1,725 


575 


2,300 




)► 


» 




1,400 


» 


1,400 


1,400 


» 


1,400 




» 


» 




1,400 


125 


1,525 


1,525 


» 


1,525 




» 


» 




100 


» 


100 


87 


» 




5,225 


» 


13 




87 














87 








200 


» 


200 


200 


» 


200 




» 


» 




520 


» 


520 


520 


1 


520 




» 


» 




350 


» 


350 


350 


1 


350 


1,070 


» 


» 




2,405 


» 


2,405 


2,405 


i 


2,405 




» 


» 














i 2,405 








53 


» 


53 


» 


53: 


53 


» 


» 




1,500 


» 


1,500 


1,485 


» 


1,485 


» 


15 


Pagò L. 2,50 Osorte il 2inov. 


63 


» 


63 


58 


628 

i 


58 


1,596 


» 


5 


Ritirato il deposito il 1 dee. 


1 
1 
1 


10,291 


125 


10,416 


9,755 


10,383 


» 


33 



l. 



\( 



ìil 



J 



■ I 



I 



fi 



272 



O. P. GIUSTI 



Conto finanziario 



r esercizio 1890 — Entrata 



fi 

u 

o 



a 
3 



Classificaz. 

del 

bilancio 



o 

s 



14 
15 



16 
17 



18 









o 
u 

•a 



273 



DESCRIZIONE DEGLI ARTICOLI 



8 



1 
o 



15 



18 



1 
2 



5 

CI .j , , Riporto 

busstdi ed oblazioni periodiche. 

Oblazione annuale, del comune di Perugia 

Idem della Banca nazionale ! ! ! ! ! 

Sezione 2,* — Entrate straordinarie. 

Nulla. 

Titolo IL 

MOVIMENTO DI CAPITALI. 
Riscossione di attività preesistenti, 

Simeoni Fabio, per 1» rata del suo debito ipotecario di lire 25,000. 

Somma da recuperarsi sui capitali che saranno in seguito ritirati 

(deliberazione 16 agosto 1890) 

Titolo III. 

PARTITE DI GIRO. 

Rimboraif ecc. 

Antimi Severo, rimborso della spesa di consegna del predio vo- 
cabolo Cagina 

RIASSUNTO D'E.LV ENTRATA 

Fondo di cassa e residui attivi a tutto il 1880 

Titolo I. - Entrate effettive ! ^''''^' ^" ' «^^^^'''^ • • • 

f » 2° - straordinarie, , 

» II. — Movimento di capitali 

» III. — Partite di giro 



s « 



5» 



SOMME AMMESSE 1 SOMME ACCERTATE NELL'eSERC. 



per 
nel I ""ove 
.entrai e 



Somma generale dell' ^n^r^to 



L. 



9 

10/ 

/so 



bilancio 
6 



soprav- 
venuta 



Totale 

delle 
colonne | riscosse 

6e 7 

8 



I 



da 

riscuo- 

tere 

IO 



totali 



per I per 
articolo capitolo 



11 



12 



'^ 



11 

22 



15 



L. 



10,291 



500 
200 



10,991 



125 10,416 9,755 628 



» 



500 
200 



125 11,116 



500, 
250; 






DilTerenze tra le 
somme ammesse 

(col 8) 

e le accertate 

(col. (11) 



in in 

più meno 



13 



14 



Motivi 

delle differenze 

e note 



10,505 628 



10,383 



500, » 
250 » 

750 



33 






950 



2,500 
950 






2,500 950 3,450 



2,500 



80 



10,991 
80 



80 



2,500 



950 



950 



72 



16,521 



» 2,950 
125.' 11,116 
» » 

950; 3,450 
» 80 



1,075 17,596 



2,950 
10,505 

» 
2,500 
72 



» 

628 
» 
950 

» 



16,027 1,578 



11,133 



50' » 



50 



— 



2,500 
950 



3,450 



3,450 






72 



72 » 



2,950 
11,133 

» 
3,450 
72 



50 






17,605 



50 
- 41 



9 



33 



Aumentato il sussidio. 






» 



8 



33 






8 



41 



SI 



M 

MI 



«I 



\;ì 



274 O. P. GIUSTI 



Conto finanziario per (/ l' esercizio 1890 ~ Uscita. 




19 



20 



21 



23 



24 
25 



26 



I 



27 



28 



1 



1 



Parte seconda — USCITA 



9 

3 



1 



1 



61 



1 



Resìdui passivi dell' esercizio 1889. 

Rinvestimento a saldo dei capitali ritirati a tutto V esercizio 1889, 
(rata del i»rezzo dei terreni acquistati nel 1890, come al seguente 
titolo II, al n. 38) 

Titolo I. 
SPESE EFFETTIVE. 

Sezione 1.' — Spese ordinarie. 
Imposte e sovrimposte. 
Imposte e sovrimposte di ogni specie 

Manutenzione di fondi stabili e di mobili inerenti ai medesimi. 

Per i fondi rustici — numutenzione dei fabbricati di campagna . 

Id. — lavori rurali ordinari 

Per i fabbricati d'affitto in città — manutenzione 

Interessi passivi, canoni, legati ed altre annualità passive perpetue. 

Rossi Luigi, interessi 1890 al 4 7^ sul censo di lire 1,600 . . 
Legati religiosi adempiti nella chiesa dell'Istituzione . . . . 

Pensioni vitalizie, 

Melchiorri dott. Pietro, già segretario speciale di quest'Opera pia 
per sua pensione • 

Assegni al personale di amministrazione esterna. 

Quota di concorso alla Congregazione di carità per gli stipendi 
degl'impiegati amministrativi, che prestano servizio anche a que- 
st'Opera pia 

Spese diverse ordinarie di amministrazione. 
Spese di stampati, bolli ed altre diverse di amministrazione . . 



Segue 



21 



o 

3 
4 



5 
6 



8 



9 



L. 



275 



SOMME STANZIATE 



nel 
bilancio 

6 



aggiunte 



1,550 



2,000 



100 
75 
90 



» 



64 
200 






180 



350 



150 



3,209 



diminuite 



8 









SO^ ACCERTATE NELL'eSERC | Differenze 1 



definitive 



9 



pagate 
io I 



da 
pagare 

11 



totali 



1,550 



1,550 



2,000 2,047 



100 
75, 
90 



64 
200 



110 
69 
85 



64 
192 



180 165 » 



350 



350 



150 



163 



3,209 



3,245 



» 



per 
articolo 



12 



per 
capitolo 



col preventivo 



in 
pi ù 



13 



I n 



1,550 



1,550 



» 



2,047 47 

2,047 



110 
69 
85 



10 



64 
192 



264 






256 



165 



350 



165 






163 



350 



163 



13 



3,245 



70 



in 
meno 



Motivi 

delle 

differenze 

e note 



15 



16 



6 
5 



8 



15 



Defonto nel mese 
di novembre. 



34 




VE 



)■' 



iil 



l'1 



ili 

Vi 

;■'••• 

I 



276 



O. P. GIUSTI 



Conto finanziario per ^ T esercizio 1890 — Uscita 





Classifìcaz. 


© 


del 


a 

-3 


bilancio 


o 






-b 




■s -2 


• 


o 


2 


8 


3 


5 


§^ 




^ 


H 


o 


< 


1 


2 


3 


4 



29 
30 



31 
32 



33 



34 



35 
36 



37 



38 



DESCRIZIONE DEGLI ARTICOLI 



8 



10 



11 



15 



17 



1 
o 



1 



1 



1 



23 



i i 



5 

Riporto 

Fitto e manutenzione del locale ad uso dell' htit azione. 

Fitto attribuito al locale di residenza dell' Istituzione .... 
Manutenzione del medesimo 

Assegni al personale interno, 

Servoli Osvaldo, segretario speciale pel servizio dei sussidi . . 
Pandolfi Guido, custode e bidello 

Manutenzione dei mobili ad uso dell' Istituzione, 

Manutenzione dei mobili e arredi della chiesa 

Medicinali e presidi chirurgici. 

Distribuzione di medicinali ai poveri 

Sussidi in danaro. 

Sussidi agr inabili al lavoro 

Sussidio air asilo infantile 

Sezione 2." — Spese straordinarie. 

Lavori straordinari pei fondi stabili. 

Restauro straordinario alla stalla nel predio vocabolo Cagina 
lire 080, restando a pagarsi 7io all'appaltatore A. Silenzi . . . 

Titolo II. 

MOVIMENTO DI CAPITALI. 

Acquisto di stabili. 

Acquisto da Silvio Riboni di due terreni a Brufa, come da deli- 
berazione IG agosto 1890, approvata ecc L. 5,650 

Tassa di registro e spese dell'atto di compra 20 de- 
cembre 1890 » 350 



Segue L. 6,000 



u 

"35^3 

o 
S5 



5" 



L. 



10 
11 



12 



13 



14 



15 
16 



17 



277 



SOMME STANZIATE 



SOMME ACCERTATE NELL'esERC. 



nel 
bilancio 

6 



aggiunte 






diminuite 



definitive 



9 



pagate 



10 



3,209 



200 
50 



da 
pagare 



totali 



Differenze 
col preventivo 



11 



per 
articolo 



12 



per 
capitolo 

13 



300 
180 












40 » 






2,400 



3,000 
400 



300 



3,209 



200 
50| 



300 
180 



3,245 



200 
32 



in 
più 

14 



in 
meno 

15 






40 



300 
180 



29 



» 



9,779 






2,700 



2,674 



300 



10,079 



500 



150 



650 



200 
32 



3,245 






300 
180 



232 



70 



29 



480 



3,000 2,943 » 
400 400 » 



2,674 



29 



2,943 
400 



2,674 



10,003 » 



544; 136 



3,343 



10,003 



680 



680 












34 



18 






11 



2Ò 



57 



70 146 






30 » 



Motivi 

delle 

differenze 

e note 



16 



i1 



r 



•♦ • 



iiì 



278 



0. P. GIUSTI 



Conto finanziario per \) l'esercizio 1890 - Uscita. 





Classiflcaz. 


e 


del 


_c 


bilancio 


u 








o 








^ 




o 


o 




o 


2 


o 


s 


s 


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2 


H 


Q 


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1 


2 


3 


4 



39 



40 



25 



26 



1 



DESCRIZIONE DEGLI ARTICOLI 

7 

Jiiporlo L. 6,000 
Di cui, portate al n. 19, (residui passivi 1889) ...» 1,550 

Restano in questo titolo L. 4,450 

Titolo III. 

PARTITE DI GIRO. 

Anticipazioni eoe. 

Competenze al perito agronomo per la consegna del predio Cugina 
al nuovo affittuario Antimi (rimboi'saMli) 

FONDO DI RISERVA 

Somma stanziata nel bilancio di previsione 

RIASSUNTO DELL' USCITA 

Residui p^issioi a tutto il 1889 

[ Sezione 7" - oivlinarie, . . . 
Titolo I. — Spese effettive 

f » 2^ ' straordinarie . . 

» n. — Movimento di capitali 

» III. — Partite di giro 

Fondo di riseì^va 



Somma generale dell' Uscita 




280 



281 



i^i'; 



1 



A 



4 



\ì 



Ris-ultcìto ciel c30iito flxiemziaxio. 



CASSA RESIDUI 



Somme dell' Entrata, come alla parte prima del 
conto finanziario L. 

Somme dell' Uscita, come alla parte seconda id. » 



16,027 1,578 



16,619 



/ Disavanzo di cassa . . L. 



Risultato alla fine 
deir esercizio 1890 



\ 



Avanzo nei residui . . » 
Rimanenza amministrativa > 



— 592 



+ 1,442 



TOTALE 



17,605 



136 16,755 



+ 850 



Disavanzo di cassa in Lire Cinquecentonomntadue a credito del sottoscritto 
Tesoriere. 



addi 



IL TESORIERE 



Visto — IL PRESIDENTE 



IL RAGIONIERE (o Segretario) 



n. 



CONTO CONSUNTIVO PATRIMONIALE 



DELL' AMMINISTRAZIONE 



DEL Li» O JRER A r> I ^ OI 



PER L'ESERCIZIO I890 



USTI 



23 






l'I 

1 


1 

il 


1 

■-I 





282 



Oonto eoonoixiioo 
delle rendite e delle spese e delle sopravvenienze attive e passive 

delVesercaio 1890 



Rendite o Entrate effettive 






Ordinarie patrimoniali - come ai capitoli di Entrata 1 al 5 

del conto finanziario . . . . L. 
» non patrimoniali - come ai capitoli di Entrata 6 al 10 

del conto finanziario . . . . » 
Straordinarie patrimoniali - come al capitolo di Entrata 11 

del conto finanziario .... » 
» non patrimoniali - come ai capitoli di Entrata 12 

al 14 del conto finanziario . . » 



Spese effettive 



Ordinarie patrimonia li 
» di beneficenza 

Straordinarie patrimonia li 
» di beneficenza 



- come ai capitoli di Uscita 1 al 
del conto finanziario . . . . L. 

- come ai capitoli di Uscita 7 al 16 
del conto finanziario .... » 

- come ai capitoli di Uscita 17 al 19 
del conto finanziario .... » 

- come ai capitoli di Uscita 20 e 21 
del conto finanziario .... » 



Somma delle rendite e delle spese dell'anno 1890 L. 



Sopravvenienze 



Sui residui attivi del 1880 (N. 1 e 2 del conto finanz.) \ *1!>mento. L. 

^ J dimmuz. > 

Sui residui passivi del 1889 (N. 19 del conto suddetto) I aj^^^^nto. » 

'' ( dnnmuz. » 
Diverse: Annullamento nell' inventario del valor capitale pas- 
sivo della pensione vitalizia del già segretario Melchiorri 



defonto 



Somme . . . L. 



Risultato economico in aumento del seguente stato dei capitali L. 



Rendite 

e 
sopravve- 
nienze 
attive 



10,383 

750 










11,133 














900 



12,033 
-10,683 



1,350 



Spese 

e 

sopravve* 

nienze 
passive 






3,245 

6,758 

680 





10,683 








10,683 



Stato dei capitali. 



Parte prima ~ SITUAZIONE PATRIMONIALE 



Titolo I. — PATRIMONIO EFFETTIVO. 

Attivo 1 Fondi rustici L. 

2 Scorte rurali vive e morte .... » 

3 Fabbricati » 

4 Censi, livelli, canoni e legati perpetui » 

5 Titoli di debito pubblico dello Stato. » 

6 Altri valori pubblici ed industriali . » 

7 Crediti ipotecari e chirografarì . . » 

8 Oggetti d'arte ed oggetti preziosi . » 

9 Altri oggetti mobili » 

10 Attività diverse patrimoniali ...» 

11 Credito verso l'amministrazione per 
capitali passati in riscossione e non 
ancora rinvestiti » 



Passivo 1 Debiti ipotecari e chirografarì ...» 

2 Censi, livelli, canoni e legati passivi » 

3 Pensioni vitalizie ........ 

4 Passività diverse patrimoniali ...» 

5 Debito verso 1' amministrazione per 
eventuale eccedenza di rinvestimenti 
fatti, di fronte ai capitali ritirati. . » 

Titolo II. — DEPOSITI DEI TERZI. 

Attivo Depositi ricevuti a cauzione e custodia L. 
Passivo Detti da restituirsi » 



Attivo netto patrimoniale . . 

Parte seconda - SITUAZIONE AMMINISTRATIVA 



Attivo 1 Rimanenza di cassa L. 

I 2 Residui attivi » 

Passivo 1 Deficienza di cassa » 

2 Residui passivi » 



Avanzo amministrativo 



al principio dell'esercizio 



Somme Somme 
parziali totali 



84,219 
7,515 

19,257 
1,060 

48,100 
» 

33,000 
5,475 
2,974 
» 



1,550 



L. 



» 
5,600 
900 
» 



203,150 



2,000 
2,000 



L. 



1,150 
1,800 



» 
1,550 



. L. 



Attività netta complessiva al principio del 1890 L. 
Aumento come al dicontro prospetto .... » 

Attività netta complessiva alla fine del 1890 . L. 
Li iSOl 

Il Presidente 



6,500 



196,650 



2,950 



1,550 



1,400 



198,050 
1,350 



199,400 



283 



alla fine dell' esercizio 



Somme 
parziali 



90,219 
7,515 

19,257 
1,060 

48,100 
» 

30,500 
5,475 
2,974 
» 



» 



» 
5,600 
» 

» 



950 



2,000 
2,000 



L. 



» 
1,578 



592 
136 



L. 



Somme 
totali 



205,100 



6,550 



198,550 



1,578 



728 



850 



1199,400 



L. 



199,400 



Jl Ragioniere (o Segrclaiio) 



^ 



':. 



<i 



285 



ESEMPIO DI REGISTRAZIONE 



PER LE 



ISTITUZIONI MAGGIORI DI BENEFICENZA 



OPERA PIA - OSPEDALE 



ANNO 1890 



I IT D I O HI 



1. Incentario alla fine dell'anno 1889. 

2. Bilancio preventivo 1890, e variazioni al medesirnLO. 

3. Giornale-mastro, con allegato V elenco delle quietanze e dei mandati di pa- 

gamento. 

( dei conti patrimoniali 

4. Libro-mastro, o di svolgimento | » dei debitori dell'entrata 

\ » dei creditori dell'uscita. 

5. Conto consuntivo, con due allegati: 

I. Spoglio dei conti patrimoniali. 

II. Conto finanziario (spoglio dei conti dell* entrata e dell' uscita). 



AVVERTENZA. — Omettiamo in questo esempio, oltreché i dettagli dell' inventario e del bilancio 
preventivo, il ruolo di riscossione ed il prontuario dell' uscita, per non fare inutili rii>etizioni, es- 
sendo già stati dimostrati, nel precedente esempio delle Opere pie minori. Nondimeno crediamo oppor- 
tuno, riguardo al prontuario d^ll" uscita, di ripetere p?r le Opere pie più importanti, per quelle cioè 
che hanno il lil)ro-mastro ad altri registri di svolgimento, che esso prontuario dovrebbe sempre assu- 
mere la l'orma più concisa e seraplice da noi indicata nel capitolo quarto al n. Uj. 



286 



»! 




OSPEDALE Inventario alla flnl«^' esercizio 1889 

Parte prima — SITUAZIONE PATRIMONIALE I Parte seconda — SITUAZIONE AMMINISTRATIVA 



28: 



a o 



1 

2 
3 
4 
5 
6 
7 
8 
9 
10 



11 



12 
13 
14 
15 



16 



17 



Titolo 1. — Patrimonio effettivo 



ATTIVO 

Fondi rustici 

Scorte rurali vive e morte 

Fabbricati 

Censi, livelli, canoni e legati perpetui . . 
Titoli di debito pubblico dello Stato. . . 
Altri valori pubblici ed industriali . . . 
Crediti ipotecari e chirografarì . . . . 
Oggetti d*arte ed oggetti preziosi . . . 

Altri oggetti mobili 

Attività diverse patrimoniali 

Credito verso l'amministrazione per capitali 
passati in riscossione e non ancora rin- 
vestiti 



PASSIVO 

Debiti ipotecari e chirografarì. . . 
Censi, livelli, canoni e legati passivi 

Pensioni vitalizie 

Passività diverse patrimoniali . . . 



Puff. 

del 
Mast, 



1 

2 

3 
4 
5 
6 

7 

8 

9 

10 



11 
12 
13 
14 



Debito verso V amministrazione per eventuale 
eccedenza di rinvestimenti fatti, di fronte 
ai capitali ritirati. 



Attico netto patrimoniale . . . 



Titolo II. — Deposito dei terzi 



ATTIVO 

Depositi ricevuti a cauzione e custodia . 



PASSIVO 



18 



Depositi ricevuti da restituirsi 



• • • 



16 



15 



1,320,664 

154,418 

439,115 

21,280 

126,000 

» 

67,000 

8,860 

46,760 

1,500 



2,194,597 






» 

30,920 
25,960 



2,194,597 



56,880 



2,875 



59,755 



2,134,842 



25,050 



-25,050 



Attico netto patrimoniale corno sopra • . . L. 



2,134,842 



-•t3 

S (« 
3 O 



19 



20 
21 

23 

25 i 

I 

26 I* 
27 



28 
29 



30 
31 



32 



33 



ATTIVO 

Fondo di cassa 1889 presso il tesoriere. . 

Residui attivi a tutto il 1889. 

Per entrate elettive. 

Adanti Virgilio, pigione del 4" trimestre 1889 
Pirinelli Achille, interessi di mutuo del 2** 

semestre 1889 

Rette di malati del 1889 

Pel movimento patrimoniale. 
Patrimonio per maggiori rinvestimenti fatti 

a tutto il 1889, come al precedente n. 16 
Per partite di giro. 
Agenzia rurale della tenuta di Boneggio per 

generi 

Magazzino del vino in città per El. 187.50 

a lire 40 

Coloni debitori 

Eredità Bruni, per maggiori pagamenti fatti 

per suo conto a tutto il 1889, come 

da speciale contabilità 

Dispensa dell'Ospedale, per olio, legumi e 

grassi suini rimasti 

Spesa da ammortizzare, 3»» ed ultima rata 

del prezzo di 100 letti nuovi provvisti e 

pagati nel 1888 



Somma dell'attivo . . . . 

PASSIVO 
Residui passivi a tutto il 1889. 

Per spese elettive. 

Compagnia di S. Rocco, frutti di censo del 1889 
Doti n. 7 di L. 100 a zitelle della frazione 

degli Angeli 

Pel movimento patrimoniale. 
Patrimonio per rinvestimento a saldo di ca- 
pitali ritirati a tutto il 1889, come al 

precedente n. 11 

Per partite di giro. 
Coloni creditori 

Somma del passivo .... 



Avanzo amministrativo 





Riporto . 


« . Li. 


2,134,842 










46 




2,649 




21 


1,500 






29 
33 


150 
325 






36 


2,875 


1, 




38 


6,326 






39 
41 


7,500 
1,889 






44 


66 






46 


569 






46 


1,000 


22,200 






24,849 


50 


266 






52 


700 




1 


67 


» 




1 


73 


530 










1,496 


23,353 


tivo 


• • . . 
esercizio i. 


ì dell' 


890 . L. 


2,158,195 



v/ 



289 



' 

I 



H 



M> 



ri 



M 



". 



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[^ 



BILANCIO PREVENTIVO 

DELL' ENTRATA E DELL' USCITA 

DELL' OPERA PIA — OSPEDALE 

per l'esercizio 1890 (') 



-^•- 



Rifibss-unto ciel -toilanoio 



ENTRATA 



Fondo presunto di avanzo dell' esercizio 



1889 . . . . L. 



ordinarie 



» 



Titolo I. Entrate e spese effettive 



) 



DOD patrÌDioDÌali » 



f straordinarie] 

\ f non patrimoniali » 



Titolo II. Movimento di capitali 



• • • 



9,436 

125,113 
10,300 
1,500 
» 

13,427 



USCITA 



* I 

Titolo III. Partite di giro * ~^'^^ 



Fondo di riserv 



Somme L- 

Avanzo, o fondo di previdenza. » 



Pareggio 



44,758 

78,925 

9,500 

6,000 

13,427 

20,350 

2,000 



180,126 174,960 
5,166 



180,126 I 180,126 



(1) Si omettono per brevità i dettagli del bilancio, i quali sono ripetuti nella colonna sesta del 
conto nnanziano. Segue però detUgliatamente la tabella delle variazioni al bUanc.o medesnno, del.be- 
rate nel corso dell" esercizio. 



i 



II 



1; 



Mi) 



I.' 



290 



OSPEDALE 



TabeUa deUe variazioni al bilancio 



ti vo 1890, deliberate nel corso dell' esercizio. 



291 



u 
o 

'a 

o 

s 
a 



prevt 



RIFERIMENTO AL BILANCIO 1 



entrata! uscita 






•3 1-2 J2 o 

2 ! o a o "3 

S* ■•? 2 Q. -5 

u -« f- o i 



DESCRIZIONE DELLE VARIAZIONI 



I 



Residui 1881) » 



3 



Somme del preventivo in origine 

25 marzo 1890. 
Si apiunp:ono d'ufficio il fondo di cassa ed i veri residui 

Li» 24,849 



previa deduzione della somma presuntivamente 
iscritta in bilancio . . 



9,436 



Residui i8$J 



» » 



1 17 3 



6 



1 



171 4 



2 15 6 



2 



15 



Restano L. 15,413 
Idem i residui passivi risultati come sopra alla fine del 18891: 

«) il fondo preparatorio stanziato nel bilancio 1889 dop 
contributo a consorzio, che deve costituirsi, Tr la Lte 
mazione degli argini del Tevere nel territorirdi Col e t 
J) Il fondo residuale per la sistemazione incompiuta del 
fabbricati dell'azienda rurale di Boneggio, prCnnalé 
furono assegnati con deliberazione 17 dee! 1888 Ll^»^ 
e furono spese a tutto l' esercizio 1880 . . . » 7,'^^ 

Restano L. 4,718 







5 



! 

i 






Arhmnnza della Congregazione, 10 maggio 1890. 

Accettata l'offerta del debitore Luigi Gregori per affrancare 
Il censo in sorte L. 5,320 col pagam'ento'^ di L 5 IW 
eui .. applicano in estinzione del" residuo att vo ' 
►9 (numero 9:< AiA r.r.^««^««*^ : ^ • """*" _ 



di cui 



1Q«0 / ^.. , . "-.«i.v. ut-i rufiuuu ani 

1889 (numero 23 del precedente inventario) . » 2,875 

e come nuova entrata del 1890 L.^^ 

da rinvestirsi, come sarà in seguito deliberato . ."Tl" 

Accettati) il legato in danaro di Ovidio Bartoli, di cui 

al testamento 4 aprile p. p ' ^"* 

da rinvestirsi come sopra. ..,',, * 



Segìie L. 



2,225 



5,000 






22,638 






195,539 



195,539 



2,225 



5,000 



» 202,764 



USCITA 



aumenti 



1,496 



3,000 



4,718 



2,225 



5,000 



1 



16,439 



diminu- 
zioni 









totale 



RIVOLTATO PRESUNTO 
|diIereDzatralecoi.3e6] 



avanzo 



disavanzo 



NOTE 



174,960 



1,496 



5,166 



176,456 



19,083 



3,000 



4,718 



184,174 



11,365 



2,225 



5,000 



191,399 11,365 



Approvazione della Giunta 
provinciale 31 maggio 1890. 



Idem. 



••I 



11 
i ■ 

I 

f 

4 ' 

l 



I » 



'l 



292 



a 
o 



o 
ti. 



3 

SS 



8 



9 



10 

» 

11 
12 



13 



14 



OSPEDALE 



TabeUa deUe variazioni al bilancio preve Mtivo 1890, deUberate nel corso dell' esercizio. 



293 



RIFERIMENTO AL BILANCIO 



ENTRATA 



o 
3 



i 1 8 

a, ! s 

et (a 

O I < 



USCITA 



o 



O o 

'a, 



l4 



DESCRIZIONE DELLE VARIAZIONI 



» » 



1 17 



» » 



3 



I 
18 8 



Residui ISSO 



1 



8 



3 ! 25! 8 



» 



7 1 



» 



15 

16 



1 



18 
12 



» » 



» i » 



1 



3 ! 25 



3 



1 20 



17 






» 
























1 
1 



10 
10 



1 



1 2 
li6 

» 26 



1 



9 



3 



2 

2 

1 



I 



Riporto L. 

Approvata la perizia di L. 3,300, o la esecuzione in appalto, 
della ricostruzione della casa nel podere voc. Rocca, per 
la quale erano stanziate in bilancio sole L. 2,500- mU- 
giore spesa da prelevarsi dal fondo di avanzo. . ' . L. 

Nominato un nuovo sanitario per l'ospedale, con l'assegno 
annuo di lire 1,000 dal IMuglio prossimo . . T 

Adunanza 4 agosto USUO, 
Autorizzato il pagamento della tassa di successione, del le- 
gato e di altre spese della eredità Bruni fino alla somma di L 

st73'' n '"^^'^"T^^ ^^"^ ' '^ ^^^'^'^ P-'- conto den; 
stessa eredita, come da speciale preventivo di dettaglio L. 

^ R!!llf.H-^ r"!r "'"^'^^ (^^'^ ' ''''^^' attivi) verso il colono 
Kiglietti di Passignano, per constatata inesigibilità . L. 

Preso atto della diminuzione di circa lire 2,000, che si pre- 
Uno- ^^'' u'^^'^'V'' ,'^^''°' ^^ ^^'^"^^ «"^ previsione del bi- 

Sn'""' ''^^' 5^"' "^^^^*^'' ^ ^^g»it^ ^^^^^ «"ove con- 
venziom coi comuni , . t 

* •■• i-i. 

^nrtpl''rit'* '"^'""'''f ,•".?'""" ^'"° P"' maga^i-'o di città, 
otoe 1 ass,.gnaz.one del bilancio, atteso il basso prezzo in 

da servire per scorta del consumò del futuro "esèrciiio! ^' 
Accettato il dono in danaro offerto dal cav. Luigi Cecchi in L 
'"derofSdalé" !"°" ." .""«"•"■^ sistematone dl^VatHÒ 

Ordinanza del Presidente, io novembre 1890, 
Autorizzata la maggiore spesa per il bucato di . L 

stornandola dal fondo dello stesso capitolo per la biancheria » 

Adunanza P decembre 1800. 

Autonzzata la maggiore spesa per manutenzione dei fondi 
stabili in campagna in ... . j^ 

'^ roredlte'^''^ ^''"'^^ P^^ manutenzione al fabbric'ato* dei- 
Destinato l'intero fondo di riserva di 
in aumento al capitolo delle spese di vitto .* * .* .' L. 

Somme L. 



IJ- 


















• 


f 


ENTRATA 


U 


SCITA 


RISULTATO PRESUNTO 

(differenza tra le co. 3 e 0} 


NOTE 


i 


. aumenti 


diminu- 


totale 


aumenti 


diminu- 


totale 


avanzo 


disavanzo 


f 




zioni 






zioni 










! 


1 


2 


3 


4 


5 


6 


7 


8 






22,638 


» 


202,764 


16,439 


» 


191,399 


11,365 










* 














Approvazione della Giunta 
provinciale 15 giugno 1890. 




» 


» 


» 


800 


» 


800 








l 


» 


» 


» 


500 


» 


500 






Idem 31 maggio 1890. 




» 


» 


)► 


25,000 


» 


25,000 






Idem 25 agosto 1890, 




25,000 


1,045 


25,000 




> 
> 


» 


10,065 
9,020 




Idem. 




227,764 
- 1,045 


217,699 




226,719 


217,699 




» 


2,000 


-2,000 


» 


» 


» 


7,020 








224,719 


217,699 




4,000 




4,000 


4,000 
» 




4,000 






Idem. 




2,000 


» 


2,000 


» 


» 


» 






Comunicazione alla Giunta 
5 agosto 1890. 








» 


2,000 
400 


400 


2,000 


7,020 




Li 15 settembre 1890 
Questo fondo presunto di 
L. 7,020 è stato iscritto nel 
bilancio preventivo del 1891. 




230,719 


223,699 




» 


» 


> 


700 


» 


» 






Approvazione delia Giunta 
del 17 decembre 1890. 




» 


» 


» 


» 


700 


» 
















2,000 


2,000 




7,020 




Comunicazione alla Giunta 
del 4 decembre 1890. 




53,638 


3,045 


230,719 


51,839 


3,100 


223,699 



n 



'fi 



lili 



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REDUCTION 

RATIO 



15:1 



> 






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3 



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23456 


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OPQR 
uvwxy 


OPQ 
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.7891 


TUVW 
12345 


STUVW 
Z12345 


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O-iorziale - Iv^adtro p^r l'esercizio ±330. 



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2 
3 
4 



6 

7 
8 



9 



10 

11 
12 

13 



14 
15 



16 
17 
18 



Data 



DESCRIZIONE DEI FATTI AMMINISTRATIVI 



1890 



1890febbr. 28 
» marzo 15 



» maggio 1 
» » 5 
> giugno 15 



20 



» luglio 1 

» » 10 

» agosto 10 

» » 14 



» ottobre 1 
» novem. 1 



» decemb. 15 
» » » 
» » 28 



3 

attive . . . . L. 2,194,597 
passive .... » 59,755 

patrimoniali . . ' ^. «,«/rri 

^ ] netta » 2,134,842 

Rimanenze alla fine 1889 come da inventario v' \ depositi di terzi 

attive L. 24,849 

amministrative. . ; Pa^i^e .... » 1,496 

\ \ netta » 23,353 

Operazioni dell' esercizio 1890. 

Trasporto nel conto di cassa della rimanenza in contanti alla fine 1889 

Vino El. 42 a L. 22 spedito al magazzino di città dall'agenzia rurale di Boneggio 

Importo dei generi di dispensa dell' Ospedale rimasti al 31 decembre 1889 che si applicano al consumo 
del 1890 

Ultima rata di ammortamento della spesa di 100 letti provvisti e pagati nel 1888, che si applica tra le 
spese straordinarie del 1890 

Olio El. 12.2 spedito dall'agenzia di Boneggio alla dispensa dell'Ospedale 

Restituito agli eredi di Pietro Sebastiani il deposito in monete d'oro di 

Con istromento d'oggi rog. Ricci, in seguito a deliberazione 5 agosto 1889 approvata il 7 settembre, 
è stato venduto a Barbini Bernardino il predio voc. Casella della tenuta di Colle pel prezzo di 

L. 35,000, di cui riscossi 7„ L. 7,000 

ed esigibili gli altri 7,„ in otto anni, con l'interesse 6 "/„ » 28,000 

Utile sul prezzo che figurava nell' inventario per L. 33,500 

Acquisto di L. 360, rendita del consolidato italiano 5 % a L. 96 con godimento dal 1" luglio 1890, 

deliberazione 5 gennaio 1890 

Utile, per raggiungere il valor nominale 

Gregori Luigi ha pagato oggi per affrancazione del censo di L. 5,320 

Perdita sulla sorte 

Imposta di ricchezza mobile, ritenuta sulla rendita del debito pubblico 5 7o oggi riscossa del 1" semestre 1890. 

Gli eredi di Ovidio Bartoli hanno pagato il legato da capitalizzarsi, lasciato a questo Ospedale con testa- 
mento 4 aprile 1890 

L'affittuario Vivanti, in conto della corrisposta d'affitto del 4." trimestre 1890, ha pagato imposte per 

conto di quest'Ospedale 

e ha dato vino al magazzino di città El. 95 a L. 22 

Pirinelli Achille ha oggi restituita la sorte scaduta del mutuo 

Affrancato il censo passivo di L. 5,320 a favore della Compagnia di S. Rocco, in seguito a delibera- 
zione 8 ottobre 1890, pagando 

Utile su tale affrancazione 

Fitto figurativo dell'anno 1890 del fabbricato ad uso dell'Ospedale 

Idem idem del locale della farmacia interaa 

n Conservatorio pio ha pagato pel 1890 la rata annuale di ammortamento della sorte del mutuo, in 
origine, di L. 50,000 

ì 

1 Segue 



Pagina 

del 
Mastro 






Ci 

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a 



Somme 
generali 

del 
Giornale 



CONTABILITÀ PATRIMONIALE 



I. 

OPERA PIA 

pel patrimonio ueito 

e per le 

sopravvenienze 



Dar* 

7 



Avere 



II. 

C0I6EG!(ATAIU 

o. 

CORRiSPOKMliTl DIVERSI 



Dare 



Avere 

IO 



III. 

L' AMMINISTRAZIONE 

pel movimento 

dei capitali 

mediante la cassa 



Dare 

11 



Avere 

12 



CONTABILITÀ AMMINISTRATIVA 



IV. 
OPERA PIA 

per le 

Spese e Rendite 

e per l'avanzo relativo 



Dare 

13 



Avere 

14 



V. 
Debitori per 1' Entrata 



Dare 

(competenze) 

15 



Avere 

(adempimenti) 



Quietanze 
di cassa 

16 



compensaz. 
in Uscita 

17 



VI. 

Creditori per 1' Uscita 



Dare 

(adempimenti) 

Mandati i ^ 

jj Compensaz. 

pagamento , '° entrata 

18 19 



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70 

61 

63 
61 
15 



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7 
1 

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5 

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47 



47 
70 

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12 

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55 
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» 
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46 
38 

46 

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4 

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18 
18 

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20 
20 



L. 



2,194,597 

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25,050 

24,849 

» 



2,649 
924 

569 

1,000 

1,220 

200 



35,000 
1,500 

0,912 
288 

5,100 
220 
416 

5,000 

1,545 

2,090 
6,000 

5,050 
270 

3,500 
500 

427 



2,324,876 



» 

» 
» 

» 









» 



» 
» 

2,134,842 

» 



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2,141,900 



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25,050 






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200 



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28,000 

1,500 

6,912 
288 

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5,050 
270 

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2,261,867 



56,880 



25,050 

» 
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200 



35,000 



5,100 
220 

» 



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6,000 



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427 



128,877 



» 



» 



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7,000 



» 
5,100 

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5,000 

» 
» 
6,000 



427 



23,527 



2,875 



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6,912 



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5,050 



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14,837 









» 
» 



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» 
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23,353 



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23,353 



24,849 



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24,849 



2,649 









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2,649 



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569 

1,000 
1,220 



416 



1,545 
2,090 



3,500 
500 



11,764 



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Avere 

(competenze) 

20 



924 

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1,000 
1,220 



416 



1,545 
2,090 



3,500 
500 



11,764 



VII. 

CASSA 
per le riscossioni 
e per i pagamenti 



Dare 

21 



Avere 
22 



1,496 



1,496 



2,649; 



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11 
12 

13 



14 
15 



16 
17 
18 



Data 



DESCRIZIONE DEI FATTI AMMINISTRATIVI 



Pagina 

del 
Mastro 



o 



OS I J^ 



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Somme 
generali 

del 
Giornale 



CONTABILITÀ PATRIMONIALE 



I. 

OPERA HA 

pel patrimonio netto 

e per le 

sopravvenienze 



1890 



1890febbr. 28 
» marzo 15 



> maggio 1 

> » 5 
» giugno 15 



» 



20 



» luglio 1 

» » 10 

» agosto 10 

» > 14 



> ottobre 1 
» novem. 1 



> decemb. 15 
» » » 

> » 28 



attive 
passive 



L. 2,194,597 
» 59,755 



patrimoniali 



Rimanenze alla fine 1889 come da inventario 



netta » 2,134,842 

depositi di terzi 



amministrative. 



attive L. 

passive .... » 



netta 



24,849 
1,496 

23,353 



Operazioni dell' esercizio 1890. 



Trasporto iiel conto di cassa della rimanenza in contanti alla fine 1889 

Vino El. 42 a L. 22 spedito al magazzino di città dall'agenzia rurale di Boneggio 

Importo dei generi di dispensa dell' Ospedale rimasti al 31 decembre 1889 che si applicano al consumo 
del 1890 . 

Ultima rata di ammortamento della spesa di 100 letti provvisti e pagati nel 1888, che si applica tra le * 
spese straordinarie del 1890 

Olio El. 12.2 spedito dall'agenzia di Boneggio alla dispensa dell'Ospedale 

Restituito agli eredi di Pietro Sebastiani il deposito in monete d'oro di 

Con istromento d'oggi rog. Ricci, in seguito a deliberazione 5 agosto 1889 approvata il 7 settembre, 
è stato venduto a Barbini Bernardino il predio voc. Casella della tenuta di Colle pel prezzo di 

L. 35,000, di cui riscossi 7,, L. 7,000 

ed esigibili gli altri 7io ^^ ^^^^ anni, con l'interesse 6 7o * 28,000 

Utile sul prezzo che figurava nell' inventario per L. 33,500 

Acquisto di L. 360, rendita del consolidato italiano 5 7o a L. 96 con godimento dal P luglio 1890, 

deliberazione 5 gennaio 1890 

Utile, per raggiungere il valor nominale 

Gregori Luigi ha pagato oggi per affrancazione del censo di L. 5,320 

Perdita sulla sorte 

Imposta di ricchezza mobile, ritenuta sulla rendita del debito pubblico 5 7o oggi riscossa del 1" semestre 1890. 

Gli eredi di Ovidio Bartoli hanno pagato il legato da capitalizzarsi, lasciato a questo Ospedale con testa- 
mento 4 aprile 1890 

L'affittuario Vivanti, in conto della corrisposta d'affatto del 4.° trimestre 1890, ha pagato imposte per 

conto di quest'Ospedale 

e ha dato vino al magazzino di città El. 95 a L. 22 

Pirinelli Achille ha oggi restituita la sorte scaduta del mutuo 

Aflfrancato il censo passivo di L. 5,320 a favore della Compagnia di S. Rocco, in seguito a delibera- 
zione 8 ottobre 1890, pagando 

Utile su tale affrancazione 

Fitto figurativo dell'anno 1890 del fabbricato ad uso dell'Ospedale 

Idem idem del locale della farmacia interna 

Il Conservatorio pio ha pagato pel 1890 la rata annuale di ammortamento della sorte del mutuo, in 
origine, di L. 50,000 

Segue 






» 
70 

61 

63 
61 
15 



7 
1 

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47 



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68 






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16 



2,194,597 

25,050 
24,849 



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II. 

CONSEGNATARI 

e 

CORRISPONDENTI DIVERSI 



Dare 



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10 



III. 

L' AMMINISTRAZIONE 

pel movimento 

dei capitali 

mediante la cassa 



Dare 

11 



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12 



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IV. 
OPERA PIA 

per le 
Spese e Rendite 

e per l'avanzo relativo 



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TI AMMINISTRATIVI 



Pagina 




del 
Mastro 


Somme 




generali 

del 
Giornale 


dare 


l'avere 


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a 



CONTABILITÀ PATRIMONIALE 



I. 

OPERA PIA 

pel patrimonio «etto 

e per le 

sopravvenienze 



Dare 



Avere 



II. 

CONSEGNATARI 

e 

GORRISPOHDENTI DIVERSI 



Dare 



Avere 

10 



III. 

L' AMMINISTRAZIONE 

pel movimento 

dei capitali 

mediante la cassa 



Dare 

11 



Avere 

12 



CONTABILITÀ AMMINISTRATIVA 



IV. 
OPERA PIA 

r^ep le 
Spese e Rendite 

e per l'avanzo relativo 



Dare 

13 



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isercizio 1890. 



Inti alla fine 1889 

ill'agenzia rurale di Boneggio 

il 31 decembre 1889 che si applicano al consumo 

provvisti e pagati nel 1888, che si applica tra le 

[spensa dell'Ospedale 

monete d'oro di 

izione 5 agosto 1889 approvata il 7 settembre, 
voc. Casella della tenuta di Colle pel prezzo di 

L. 7,000 

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7, a L. 96 con godimento dal l'' luglio 1890, 



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>ito pubblico 5 7o oggi riscossa del 1" semestre 1890. 
capitalizzarsi, lasciato a questo Ospedale con testa- 
dei 4." trimestre 1890, ha pagato imposte per 

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Compagnia di S. Rocco, in seguito a delibera- 



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2,134,842 



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2,141,900 



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25,050 












200 



6,912 
288 



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5,050 
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2,261.867 



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25,050 









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28,000( ^'^^ 
1,500 



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6,000 






427 



128,877 



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7,000 



5,100 
5,000 
6,000 






427 



23,527 



2,875 









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6,912 






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14,837 









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Avere 

14 



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Debitori per 1' EIntrata 



Dare 

(competenze) 



15 



Avere 

(adempimenti) 



Quietanze 
di cassa 

16 



compensaz. 
in Uscita 

17 



VI. 

Creditori per 1' Uscita 



Dare 

(adempimenti) 

Mandati j „ 

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pagamento ''' ^^^t^^ta 

18 19 






23,353 















23,353 



24,849 









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2,649 






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2,649 



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11,764 









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Avere 

(competenze) 

20 



924 

569 

1,000 
1,220 



416 



1,545 
2,090 



3,500 
500 



11,764 



VII. 
CASSA 

per le riscossioni 
e per i pagamenti 



Dare 

21 



Avere 
22 



1,496 



1,496 



2,649 



2,649, 



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6 

7 
8 



9 



Data 



DESCRIZIONE DEI FATTI AMMINISTRATIVI 



Pagina 

del 
Mastro 






4 






^ 



Somme 
generali 

del 
Giornale 



CONTABILITA PATRIMONIALE 



I. 

OPERA PIA 

pel i^trimonio netto 

e per le 

Hupravvenieii/e 



Dar» 

7 



AT*re 



II. 

CONSEGNATARI 
CORRISPOHDENTl DIVERSI 



Dar* 



Avara 

10 



III. 

L' AUMUilSTKAZIONK 

pel movimento 

dei capitali 

mediante la cassa 



Darà 

11 



Avara 

12 



CONTABILITÀ AMMINISTRATIVA 



IV. 
OPERA PIA 

per le 
Spese e Rendite 

e per l'avanzo relativo 



Darà 

13 



Avere 

14 



V. 

Debitori per 1' EIntrata 



Dare 

(coiu[ietenze) 

15 



Avere 

(adempimenti) 



Quietanze 
di cassa 

16 



compensaz. 
in Uscita 

17 



VI. 

Creditori per 1' Uscita 



Dare 

(adempimenti) 

Mandati ^ 

jjj Compensaz. 

pagamento '" ^''^"'^'>- 
18 ! 19 



1890 



1890febbr. 28 
» marzo 15 



» maggio 1 
» » 5 
> giugno 15 



20 



10 


» 


luglio 1 


11 


» 


» 10 


12 


» 


agosto 10 


13 


» 


» 14 


14 


> 


ottobre 1 


15 


» 


novera. 1 


16 


> 


decemb. 15 


17 


» 


» » 


18 


» 


» 28 



attive 
passive 



patrimoniali 



Rimanenze alla fine 1889 come da inventario 



amministrative. 



netta . 

depositi d 

attive . 
passive 



L. 2,194,597 
» 59,755 

» 2,134,842 



terzi 



L. 



netta 



24,849 
1,496 

23.353 



Operazioni dell' esercizio 1890. 



Trasporto nel conto di cassa della rimanenza in contanti alla fine 1889 

Vino El. 42 a L. 22 spedito al magazzino di città dall'agenzia rurale di Boneggio 

Importo dei generi di dispensa dell' Ospedale rimasti al 31 decembre 1889 che si applicano al consumo 
del 1890 

Ultima rata di ammortamento della spesa di 100 letti provvisti e pagati nel 1888, che si applica tra le 
spese straordinarie del 1890 

Olio El. 12.2 spedito dall'agenzia di Boneggio alla dispensa dell'Ospedale 

Restituito agli eredi di Pietro Sebastiani il deposito in monete d'oro di 

Con istromento d'oggi rog. Ricci, in seguito a deliberazione 5 agosto 1889 approvata il 7 settembre, 
è stato venduto a Barbini Bernardino il predio voc. Casella della tenuta di Colle pel prezzo di 

L. 35,000, di cui riscossi 7,„ L. 7,000 

ed esigibili gli altri 7io •" otto anni, con l'interesse 6 % * 28,000 

Utile sul prezzo che figurava nell' inventario per L. 33,500 

Acquisto di L. 360, rendita del consolidato italiano 5 % a L. 96 con godimento dal 1" luglio 1890, 

deliberazione 5 gennaio 1890 

Utile, per raggiungere il valor nominale 

Gregori Luigi ha pagato oggi per afl'raneazione del censo di L. 5,320 

Perdita sulla sorte 

Imposta di ricchezza mobile, ritenuta sulla rendita del debito pubblico 5 "/o oggi riscossa del 1° semestre 1890. 

Gli eredi di Ovidio Bartoli hanno pagato il legato da capitalizzarsi, lasciato a questo Ospedale con testa- 
mento 4 aprile 1890 

L'atììttuario Vivanti, in conto della corrisposta d'affitto del 4.° trimestre 1890, ha pagato imposte per 

conto di quest'Ospedale 

e ha dato vino al magazzino di città El. 95 a L. 22 

Pirinelli Achille ha oggi restituita la sorte scaduta del mutuo 

Afl'iancato il censo passivo di L. 5,320 a favore della Compagnia di S. Rocco, in seguito a delibera- 
zione 8 ottobre 1890, pagando 

Utile su tale affrancazione 

Fitto figurativo dell'anno 1890 del fabbricato ad uso dell'Ospedale 

Idem idem del locale della farmacia intenia 

Il Conservatorio pio ha pagato pel 1890 la rata annuale di ammortamento della sorte del mutuo, in 
origine, di L. 50,000 



Segue 



» 


» 


2,194,597 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


25,050 


» 


» 


24,849 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


46 


2,649 


70 


38 


924 


61 


46 


560 


63 


46 


1,000 


61 


38 


1,220 


15 


16 


200 


» 
7 


1 


• 35,000 


1 


» 


1,500 


5 


» 


6,912 


5 


» 


288 


» 


4 


5,100 


» 


4 


220 


47 


25 


416 


» 


» 


5,000 


47 


18 


1,545 


70 


18 


2,090 


» 


7 


6,000 


12 


» 


5,050 


12 


» 


270 


55 


20 


3,500 


68 


20 


500 


» 


7 
L. 


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2,324,876 



» 
» 



» 

» 

2,134,842 

» 

» 
» 



» 

» 



» 



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» 
» 
» 

» 



220 



» 
» 



» 
» 



» 
» 

1,500 



288 



» 
» 



5,000 



» 



270 



» 



2,141.900 



2,194,597 

» 



25,050 

» 



» 
» 



» 



200 



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28,000 
1,500 

6,912 
288 

» 
» 



» 
» 
» 

5,050 
270 

» 



2,261,8671 



50,880 



25,050 

» 

» 






» 



200 



35,000 



5,100 
220 

» 



» 
» 
6,000 



» 
» 

427 



128,877 



» 
» 



» 
» 



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7,000 

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5,000, 

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23,527 



2,875 






» 



» 



» 



6,912 






5,050 



» 
» 



14,837 






» 
» 



» 









» 
» 



23,353 






» 



» 
» 



» 



23,353 



24,849 

» 









» 
» 



» 



24,849 



2,649 






» 
» 






2,649 



924 

569 

1,000 
1,220 



416 



1,545 
2,090 



3,500 
500 



11,764 















Avere 

(competenze) 

20 



924 

569 

1,000 
1,220 



416 



1,545 
2,090 



3,500 
500! 



11,764 



VII. 

CASSA 

per le riscossioni 

e per i pagamenti 



Dare 

81 



Avere 

•22 



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7 
8 



9 



10 

11 
12 

13 



14 
15 



16 
17 
18 



Data 



DESCRIZIONE DEI FATTI AMMINISTRATIVI 



1890 



1890febbr. 28 
» marzo 15 

» » » 

» maggio 1 
» » 5 
» giugno 15 



20 



» luglio 1 

» » 10 

» agosto 10 

» » 14 



» ottobre 1 
» novem. 1 



> decemb. 15 
» > » 
» » 28 



attive 
passive 



L. 2,194,597 
» 59,755 



patrimoniali 



Rimanenze alla fine 1889 come da inventario 



netta » 2,134,842 

:■ 

depositi di terzi 



amministrative. 



attive L. 

passive .... » 



netta 



24,849 
1,496 

23,353 



Operazioni dell' esercizio 1890. 



Trasporto nel conto di cassa della rimanenza in contanti alla fine 1889 

Vino El. 42 a L. 22 spedito al magazzino di città dall'agenzia rurale di Boneggio 

Importo dei generi di dispensa dell' Ospedale rimasti al 31 decembre 1889 che si applicano al consumo 
del 1890 

Ultima rata di ammortamento della spesa di 100 letti provvisti e pagati nel 1888, che si applica tra le 
spese straordinarie del 1890 

Olio El. 12.2 spedito dall'agenzia di Boneggio alla dispensa dell'Ospedale 

Restituito agli eredi di Pietro Sebastiani il deposito in monete d'oro di 

Con istromento d'oggi rog. Ricci, in seguito a deliberazione 5 agosto 1889 approvata il 7 settembre, 
è stato venduto a Barbini Bernardino il predio voc. Casella della tenuta di Colle pel prezzo di 

L. 35,000, di cui riscossi 7^, L- "7,000 

ed esigibili gli altri 7io ^^ ^^^^ ^"^^ ^^^ l'interesse 6 7o * 28,000 

Utile sul prezzo che figurava nell' inventario per L. 33,500 

Acquisto di L. 360, rendita del consolidato italiano 5 7^ a L. 96 con godimento dal 1" luglio 1890, 

deliberazione 5 gennaio 1890 

Utile, per raggiungere il valor nominale 

Gregori Luigi ha pagato oggi per aff'rancazione del censo di L. 5,320 

Perdita sulla sorte 

Imposta di ricchezza mobile, ritenuta sulla rendita del debito pubblico 5 7^, oggi riscossa del V semestre 1890. 

Gli eredi di Ovidio Bartoli hanno pagato il legato da capitalizzarsi, lasciato a questo Ospedale con testa- 
mento 4 aprile 1890 

L'affittuario Vivanti, in conto della corrisposta d'affitto del 4.« trimestre 1890, ha pagato imposte per 

conto di quest'Ospedale 

e ha dato vino al magazzino di città El. 95 a L. 22 

Pirinelli Achille ha oggi restituita la sorte scaduta del mutuo 

Affrancato il censo passivo di L. 5,320 a favore della Compagnia di S. Rocco, in seguito a delibera- 
zione 8 ottobre 1890, pagando 

Utile su tale affrancazione 

Fitto figurativo dell'anno 1890 del fabbricato ad uso dell'Ospedale 

Idem idem del locale della farmacia intema • 

Il Conservatorio pio ha pagato pel 1890 la rata annuale di ammortamento della sorte del mutuo, in 
origine, di L. 50,000 

Segue 



Pagina 

del 
Mastro 






4 



> 

C5 



5 



Somme 
generali 

del 
Giornale 

6 



CONTABILITÀ PATRIMONIALE 



I. 

OPERA HA 

pel patrimonio netto 

e per le 

sopravvenienze 






» 

70 

01 

63 
61 
15 



7 
1 

5 
5 

47 



47 
70 

12 
12 
55 
68 






46 
38 

46 

46 
38 
16 



2,194,597 

25,050 
24,849 



» 
4 
4 

25 



18 
18 

7 

» 

20 
20 



L. 



2,649 
924 

569 

1,000 

1,220 

200 



1 I 35,000 
1,500 



6,912 
288 

5,100 
220 
416 

5,000 

1,545 
2,090 
6,000 

5,050 
270 

3,500 
500 

427 



2,324,876 



Dare 

7 



Avere 

8 



II. 

CONSEGNATÀRI 

e 

CORRISPONDENTI DIVERSI 



Dare 

9 



Avere 

It) 









2,134,842 









220 



» 



2,194,597 






1,500 



» 



288 






220 






5,000 






270 






2,141,900 



25,050 









200 



28,000 
1,500 

6,912 

288 

» 



> 

5,050 
270 



2,261,867 



III. 
L' AMMINISTRAZIONE 

pel movimento 

dei capitali 

mediante la cassa 



Dare 

11 



Avere 
12 



CONTAB 



IV. 

OPERA PIA 

per le 
Spese e Rendite 

e per l'avanzo relativo 



Dare 

13 



56,880 



25,050 









200 



35,000 



5,100 

220 

» 

6,000 






427 



128,877 












7,000 



5,100 

» 

5,000, 

» 
6,000 

427 



23,527 



2,875 






» 






6,912 






5,050 






14,837 












Avere 

li 



Debitori p^ 



Dare 

(cotii|)eteuze) 






23,353 















23,353 



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24,849 












24,849 



O-ioxiaale - l^a.@tro p^r l'esercizio 1.330. 



TI AMMINISTRATIVI 



Pagina 

del 
Mastro 



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«8 I J^ 






Somme 
generali 

del 
Giornale 



6 



attive . . . . L. 2.194,597 
passive .... » 59,755 

imoniali 

netta » 2,134,842 

depositi di terzi 

attive L. 24,849 

linistrative. . ; Passive .... » 1,496 

. netta » 23,353 

esercizio 1890. 

tanti alla line 1889 

[all'agenzia rurale di Boneggio 

al 31 decembre 1889 che si applicano al consumo 

li provvisti e pagati nel 1888, che si applica tra le 

lispensa dell'Ospedale 

in monete d'oro di 

orazione 5 agosto 1889 approvata il 7 settembre, 
voc. Casella della tenuta di Colle pel prezzo di 

L. 7,000 

Fesse 7„ » 28,000 

L. 33,500 

5 7, a L. 96 con godimento dal P luglio 1890, 

ìenso di L. 5,320 

|ebito pubblico 5 7o oggi riscossa del 1** semestre 1890. 
capitalizzarsi, lasciato a questo Ospedale con testa- 

Itto del 4.** trimestre 1890, ha pagato imposte per 

lei mutuo 

(a Compagnia di S. Rocco, in seguito a delibera- 

deir Ospedale 

[acia intema 

male di ammortamento della sorte del mutuo, in 

Segue 






70 

61 

63 
61 
15 



7 
1 

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5 

47 



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12 
12 

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46 
38 

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46 
38 
16 



1 



4 

4 

25 



2,194,597 

25,050 

24,849 

» 



18 
18 

7 

» 

20 
20 



L. 



2,649 
924 

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1,000 

1,220 

200 



; 35,000 



1,500 

6,912 
288 

5,100 
220 
416 

5,000 

1,545 
2,090 
6,000 

5,050 
270 

3,500 
500 

427 



2,324,876 



CONTABILITÀ PATRIMONIALE 



I. 

OPERA PIA 

pel patrimonio netto 

e per le 

sopravvenienze 






Dare 



Avere 



li. 

COHSEGNATAR! 

e 

CORRISPORDENTi DIVERSI 



Dare 



Avere 

10 



III. 

L' AMNINISTRAZiOSI 

pel movimento 

dei capitali 

mediante la cassa 



Dare 

11 



Avere 

12 



CONTABILITÀ AMMINISTRATIVA 



IV. 
OPERA PIA 

per le 
Spese e Rendite 

e per l'avanzo relativo 



Dare 

13 



Avere 

14 



Debitori per 1' Entrata 



Dare 

(ooiii{)etenze) 

ir> 



Avere 

(adempimenti) 



Quietanze 
di cassa 

16 



compensaz. 
in Uscita 



» 















2,134,842 









2,194,597 



220 



> 



220 






1,500 



288 






5,000 






270 






25,050 












200 






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1,500 

6,912 
288 



5,050 
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56,880 



25,050 

» 






» 



200 



35,000 



5,100 
220 



6,000 






427 



2,141.900 2,261,8671 128,877 



» 









7,000 



5,100 

» 

5,000, 

6,000 






427 



23,527 



2,875 









» 






6,912 






5,050 






14,837 















» 






23,353 



24,849 












» 



23,353 















24,849 



17 



VI. 

Creditori per 1' Uscita 



Dare 

(adempimenti) 



Mandati 

di 

pagamento 

18 



Compensaz. 
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19 



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VII. 

CASSA 

per le riscossioni 
e per i pagamenti 



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21 



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22 



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DESCRIZIONE DEI FATTI AMMINISTRATIVI 



Pagina 

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Mastro 



-3 



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Somme 
generali 

del 
Giornale 



CONTABILITÀ PATRIMONIALE 



I. 

OPERA PIA 

pel patrimonio netto 

e per le 

sopravvenieu/e 



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CONSEGNATARI 

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L' AMMINISTRAZIONE 

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dei capitali 

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12 



CONTABILITÀ AMMINISTRATIVA 



IV. 
OPERA PIA 

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Spese e Rendite 

e per l'avanzo relativo 



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16 



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17 



VI. 



Creditori per 1' Uscita 



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19 



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20 



VII. 

CASSA 

per le riscossioni 

e per i pagamenti 



Dare 

21 



Avere 

2i 



29 

30 
31 



32 



33 



34 



35 



36 



1891 febbr. 10 









28 



liijMtrto 

La suddetta somma in passivo di L. 4,428 si trasporta, dal conto di entrata — Eredità Bt'uni — al 

conto dei — Rmvestimenti — in uscita 

Quietanze di cassa emesse nell'anno dal tesoriere, come dalle matrici allegate 

Mandati definitivi pagati nell'anno dal medesimo idem 

Accertamento dell' entrata e dell' uscita 

di competenza dell' esercizio, confbrmemente al resoconto finanziario. 



diminuzione {a) 



Modificazioni ai residui 1889 



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* { » passivi. 

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» 100 



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Entrate e spese effettive del 1890 * entrate 

( spese 



Movimento di capitali 
Partite di giro . . 



( per la somma conforme in entrata ed in uscita . . . 

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Somme del giornale . . . 

attive . . . . L. 2,389,300 
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» 



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2,463,221 129,787 



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» 

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2,539,631 2,539,631 



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» 



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» 
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24,849 



2,649 



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186,578 



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224,148 



224,148 



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189,227 



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189,227 



(a) Le diminuzioDi sui residui attivi e passivi degli esercizi antecedenti ù registrano in via di tottrasione, alle colonne li e a*, per evitare altri articoli di giro cbe occorrerebbero, e i)er ottenere che le somme delle colonne stesse corrispondano perfettamente a quelle del resoconto. 



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8 



DESCRIZIONE DEI FATTI AMMINISTRATIVI 



Pagina 

del 
Mastro 



o 

i 



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P4 



Somme 
generali 

del 
Giornale 



CONTABILITÀ PATRIMONIALE 



I. 

OPERA PIA 

pel patrimonio netto 

e per le 

sopravvenienze 



Dare 

7 



Avere 

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II. 

CONSEGNATARI 

e 

CORRISPONDENTI DIVERSI 



Dare 

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Avere 

10 



III. 

L' AMMINISTRAZIONE 

pel movimento 

dei capitali 

mediante la cassa 



Dare 

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Avere 

12 



CONTABILIT 



IV. 

OPERA PIA 

per le 
Spese e Rendite 

e per l'avanzo relativo 



Dare 

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V. 
Debitori per 1' EntrJ 



Dare 

(competenze) 

15 



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di cassa 

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34 



35 



36 



29 1891febbr. 10 









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» 



28 



» 



Riporto 

La suddetta somma in passivo di L. 4,428 si trasporta, dal conto di entrata — Eredità Bruni — al 

conto dei — Rinvestimenti — in uscita 

Quietanze di cassa emesse nell'anno dal tesoriere, come dalle matrici allegate 

Mandati definitivi pagati nell'anno dal medesimo idem 

Accertamento dell' entrata e dell' uscita 

di competeèìza dell' esercizio, conformemente al resoconto finanziario. 



diminuzione {a) 



S sui residui attivi . 
* { » passivi. 



L. 1,045 
» 100 



Modificazioni ai residui 1889 



aumento 



i sui 
• • • • • \ 



residui attivi 
» passivi 



Entrate e spese effettive del 1890 



Movimento di capitali 



K entrate 
( spese 



f per la somma conforme in entrata ed in uscita . 

per la eccedenza \ ^" ^"^^a*^ (capitali distratti) . 
" * * f in uscita (rendite capitalizzate) 



Partite di giro 



Rimanenze alla fine 1890 (conie al CoDSUDtiTo) . 



Somme del giornale . . . 

/ attive . . . . L. 2,389,300 
i passive .... » 51,560 



patrimoniali 



amministrative 



netta . 

depositi dei terzi 

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L. 2,337,740 



L. 27,658 
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L. 


2,543,543 


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(a) Le diminuzioni sui residui attivi e passivi degli esercizi antecedenti si registrano in via di sottì'aztoney alle colonne 13 e 80, per evitare altri articoli di giro che occorrerebbero, e per oti enere che le somme delle colonne stesse corrispondano perfettamente a quelle del resoconto. 

1 



O-iornale-lv^astro per l'esercizio ±e;3 0. 



I AMMINISTRATIVI 



Pagina 

del 
Mastro 



-3 . '-' 



O 

> 
Ci 



4> O 



Somme 
generali 

del 
Giornale 



CONTABILITÀ PATRIMONIALE 



I. 

OPERA PIA 

pel patrimonio netto 

e per le 

sopravvenienze 



Dare 

7 



Avere 

8 



II. 



CORRISPONDENTI DIVERSI 



Dare 

9 



Avere 
10 



III. 



L* 



pel movimento 

dei capitali 

mediante la cassa 



Dare 

U 



Avere 
12 



CONTABILITÀ AMMINISTRATIVA 



IV. 

OPERA PIA 

per le 

Spese e Rendite 

e per l'avanzo relativo 



Riporto 
L, dal conto di entrata — Eredità Bruni — al 



le dalle matrici allegate 
idem 



•aia e dell' uscita 

leinente al resoconto finanziario. 



Izione {a) 



to 



S sui residui attivi . 
* ( » passivi. 

i sui residui attivi 
' ) » passivi 



L. 1,045 
> 100 



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■spese 



somma conforme in entrata ed in uscita . 

, ) in entrata (capitali distratti) . 

eccedenza . j .^^ ^^^^^^ (rendite capitalizzate) 



Somme del giornale . . . 

attive . . . . L. 2,389,300 
passive .... » 51,560 



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netta . 

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L. 2,337,740 



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Pareggio 





L. 


67 


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L. 



2,543,543 



4,428 
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182,989 









140,169 
143,483 

21,562 





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» 



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2,337,960 






2,463,221 









L. 



57,707 


» 


3,280,459 


220 


2,389,300 


» 


» 


» 


» 


2,337,740 


24,850 


» 


27,658 


» 


» 


» 


» 


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5,722,267 


2,337,960 



2,337,960 






129,787 









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2,337,960 






» 



24,437 



» 



2,463,221 
51,560 



24,850 



129,787 
2,384,994 






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20,131 






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24,437 



24,850 






2,539,63112,539,631 






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24,437 



24,437 



Dare 

1.) 



Avere 
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V. 

Debitori per V Entrata 



Dare 

(competenze) 

15 



Avere 

(adempimenti) 



Quietanze 
di cassa 

16 



compensaz. 
in Uscita 

17 



VI. 

Creditori per 1' Uscita 



Dare 

(adempimenti) 



Mandati 

di 

pagamento 

Ib 



Compensaz. 
in Entrata 



19 



Avere 

(competenze) 

20 






23,353 



1,045 






24,849 



100 







143,483 










140,169 






1,045 







144,528 163,622 






23,804 


140,169 

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21,562 




57,707 



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189,227 









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182,989 






32,595 



163,622 i 163,622 



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» 



243,242 



215,584 



8,564 



243,242 



224,148 



VII. 

CASSA 
per le riscossioni 
e per i pagamenti 



Dare 

21 



Avere 

22 



1,496 






— 100 



2,649 



186,578 



182,989 






1,396 


143,483 

21,562 



57,707 



224,148 



189,227 



182,989 



224,148 



6,238 



189,227 



189,227 



via di sottrasione, alle colonne 13 e 20, per evitare altri articoli di giro che occorrerebbero, e per ottenere che le somme delle colonne stesse corrispondano perfettamente a queUe del resoconto. 



311 



— ^4;»» 



ELENCO 

DELLE QUIETANZE E DEI MANDATI DI PAGAMENTO 

DELL' ESERCIZIO 1890 

allegato agU articoU 30 e 31 del giomale-mastro 



< 



312 



313 



Ir ' 
• 




1 

2 
3 
4 
5 

6 

7 

8 

9 

10 

U 

12 

13 

14 

15 

16 
17 

18 
19 
20 
21 

23 
24 

25 
26 

27 
28 
29 
30 
31 
32 
33 
34 
35 
36 
37 

38 
39 



DATA 



QUIETANZE 



1890 gen. 4 

l 

10 
14 
25 

febb. 5 

10 

15 

» 

27 

mar. 12 
15 



25 



apr. 10 
15 



16 

20 

22 

mag. 4 



14 
31 

» 
giug.l5 



I 



lui 



27 
1 
» 
7 
» 
10 
» 

14 
17 
18 
19 

30 
agos. 2 



Da Luciani Vittorio, affitto 1** trimestre 1890 . . . 
Da Sandri Luigi, in conto pigione botteghe .... 
Da Belli Silvestro, pigione P semestre per V eredità Bruni 

Da Vivanti Antonio, affitto P trimestre 

Dalla Banca di Perugia, interessi sulle azioni della ere- 
dità Bruni 

Da Barcelli Giuseppe, affitto molino P trimestre . . 
Da Leoni Virgilio, pigione casa della cappella Moschini 

Da Sorti Antonio per retta 1890 

Da Longetti Pericle, pigione P trimestre 

Dall'economo per mobilio venduto dell'eredità Bruni . 
Dal comune di Rivo, contributo P semestre .... 

Da Sandri Luigi, in conto pigione 

Da Adanti Virgilio, pigione 4** trimestre 1889 . . . 

» » !•* e 2" trimestre 1890. . 

Da Liberti Francesco, affitto P e 2** trimestre per l'e- 

■ redità Bruni 

Da Luciani Vittorio, affitto 2° trimestre 

Dall'agente Fedeli in conto prodotti della tenuta di 



Boneggio 



Da Luvini Giuseppe, per retta 1889 

Da Vivanti Antonio, affitto 2** trimestre 

Da Barcelli Giuseppe, affitto molino 2*' trimestre . . 
Da Leoni Virgilio, pigione casa della cappella Moschini 
Da Pirinelli Achille, interessi 2^ semestre 1889, e P 

del 1890 

Da Veri Luigi, per retta 1890 

Da Benedetti Luigi, estinzione suo debito verso l'eredità 

Bruni 

Dal medesimo, per interessi dal P luglio 1889 ad oggi 
Da Barbini Bernardino, per 7io ^^^ prezzo del predio 

vendutogli 

Da Longetti Pericle, pigione del 2" trimestre . . . 
Da Gregori Luigi, per prezzo di afl*rancazione del censo 
Dal medesimo per saldo interessi a tutt'oggi . . . . 
Dalla Banca, dividendo utili sulle azioni Bruni . . . 
Da Riccieri Adolfo, prezzo del taglio di macchia cedua. 
Da Mari Giulio, nuova pigione della cappella Moschini 
Dal Debito pubblico, rendita netta 1" semestre . . . 
Da Luciani Vittorio, affitto 3° trimestre 1890 . . . 
Da Barcelli Giuseppe, affitto molino 3° trimestre . . 

Da Poggi Giulio, per retta 1890 

Da Belli Silvestro, pigione 2* semestre per l'eredità 

Bruni 

Da Vivanti Antonio, affitto 3** trimestre 

Da Adanti Virgilio, pigione 3° e 4^* trimestre . . . 



00 

c3 



17 
23 
44 
18 

44 
24 
43 
33 

90 

44 
32 
23 
21 
21 

44 
17 

38 
33 
18 
24 
43 

29 
33 

44 
44 

36 

36 
26 
44 
19 
43 
25 
17 
24 
33 

44 
18 
21 



Segite . . . L. 



SOMM/ 




10,000 

1,500 

350 

8,750 



f? 



6,000 
10,000 

1,000 

75 

8,750 

1,625 

60 

3001' 

3,000 
165' 



7,00( 

1,25( 

5,100 

133 

280 

1,742 

75 

2,734 

9,600 

1,625 

330 

350 
8'750 
3'000 



20 



DATA 



MANDATI 



o 

c3 



SOMMA 



1890 gen. 1 

febb. 6 
10 
17 

mar. 10 
16 
25 
31 

apr. 4 
5 
7 
10 
12 
15 
17 
18 
20 
24 

mag. 2 



10 
27 

giug. 5 

7 

14 

15 

20 



26 

30 

lug. 1 

> 

> 

7 

» 

29 

31 



agos. 2 

1891 agos. 4 

8 



107,227 



A Belliti, per alcool per la farmacia interna .... 
Al negozio Torri, per terraglie e oggetti di vetro p. l'Osped. 
Al muratore, per restauri ordinari al palazzo del Sopram. 
Al vetraio, per cristalli nel fabbricato dell'Ospedale . 
A Fini Rosa, per dote 1890, dei legati degli Angeli . 
Alla ditta Hartmann, per medicature antisettiche . . 

A Bonavia, per medicinali alla fiirmacia 

All'economo, per i salari del P trimestre ai serventi . 
Al direttore e sanitari, stipendi del P trimestre . . 
Al beccaio, per carne Cg. 1942, a L. 1,20 nel P trini. 
Al legale, per spese irrepetibili di atti giudiziali . . 

Al verniciaro, por manutenzione di mobili 

Al fabbro, per riparazioni agl'infissi dell'Ospedale . . 
Alla Compagnia di S. Rocco, frutti di censo pel 1889 . 

Alla ditta Fortina, per tele da biancherie 

A Meli Angela, per dote del 1886 

Al tesoriere, rimborso imposte del l*" e 2" bimestre 1890. 

Al droghiere, per zucchero e caff'è 

A Ferri Francesco, P rata lavori ai tetti del palazzo 

al Sopramuro 

Alla ditta Calzoni, per una nuova cucina economica per 

r Ospedale 

Al fabbro, per riparazioni agl'infissi del palazzo al Sopram. 
A Rossi, 1» rata lavori di sistemazione dell'atrio dell'Osped. 

A Rampi Luigi, per segatui'a e scope 

A Ferri, 2« ed ultima rata lavori ai tetti al Sopramuro 

A Scacchi Luisa, per dote del 1888 

Al formacista, per conto del colono Rossi di Colle . . 
Alla Tesoreria prov. per acquisto di lire 360 rendita 

italiana 5 7, a L. 96 

Al colono Placidi di Colle, in conto suo credito . . . 
Alla ditta Fidi, per calce ecc. pel fobbricato dell'Ospedale 
All'economo, per i salari del 2'' trimestre ai serventi. 
Al parroco di Collepino, per assegno del P semestre . 
Alla cassa di sovvenzione mutua tra Opere pie, per deposito 
Al direttore e sanitari, stipendi del 2* trimestre. . . 

Ai farmacisti, stipendi del P semestre 

Al beccaio, per carne Cg. 2146, nel 2" trimestre . . 
A Belli Teresa, per bucato nel P semestre .... 
All'impresa dei telefoni, per abbonamento 1890. . . 
A Fossi, per nolo della trebbiatrice del grano padronale 

di Boneggio 

A Verdini Giuditta, per dote del 1890 

Alla ditta Spinelli, per presidi chirurgici 

All'agente di campagna, per spese di manutenzione nel 

Segue . . . 



68 
63 
48 
56 
52 
65 
68 
58 
57 
60 
54 
63 
56 
50 
64 
52 
47 
61 

48 

63 

48 
56 

m 

48 
52 

72 

67 
73 
56 
58 
51 
76 
57 
68 
60 
64 
66 

69 
52 
65 

49 



475 

247 

207 

195 

100 

940 

400 

3,000 

1,964 

2,330 

94 

159 

160 

260 

1,142 

100 

7,894 

1,454 

800 

1,847 
148 

1,645 

215 

940 

100 

57 

6,912 

75 

304 

3,050 

390 

6,000 

1 ,964 

2,400; 

2,575 

978 

48 

45 

100 

1,035 

2,148 



L. i 55,309 






27 



I ; 

< I 



I 




40 
41 

42 

43 

44 

45 

40 

47 

48 

49 

50 
51 
52 
53 
54 
55 






56 

57 

58 

59 

00 

01 

02 

63 
04 

05 

00 

07 
08 
09 



70 
71 
72 
73 



1890 a-os. 2 



31 

1891genn.4 

5 

» 

10 

» 



» 






na San n L»ig, ,n conto pigione botteghe . 

<U lavon (I, .-istemazione dell' atrio dell' oCda?^ 
Da Fiicei, (wp granturco vendutoirli PI òs j- ij • ' 

"•' --"• ■!' H~>, per mi. m,Sni,"lS» .' ' 

Da Liberti Francesco, affitto 3- e 4' trimestre^r V ^ 
redità Bruni wiiiiesire per 1 e- 

I>a l'irinelli Achilie, in 'resUtùzione "sorte di m„iuo: ' 

na Tn,.„: r • • ''*'■ *'*'''" interessi . . 

Da Troni Luigi, nuovo affitto del molino pel 4' irim^' 

; ^rn]'i'?'°- "•' ^°"^' '" ^W" del s°,o^debitÌ ''• 

nf V'^a'rA"'/™'""^'? ricchezza mobile colónic'a " " 
a \ IV anti Antonio, saldo affitto 4° trime<!tre " " 

Dal Conservatorio pio, per interessi dell'agno* 189o' ' 
sorte del mutuo . ^' '^^^ ^^ ammortamento della 

I)al Governo per canone* nètto deìrknno 1890 * ' * 
I>a debito pubblico, rendita netta 2<' semestre ' * ' 

Ef lT5"ri/"^5^^"^ datogli dal m^^L di città 
Dair Orfanotrofio per ;ino datogli dal' magazzino di città 

Dall' economo per le appendizie coloniche ricevuta nd 1890 



2,000! 

2,00(j 
1,078 
5,000 

30d 
2,000 

50Q 




23 



6,000 
6,000 
75 
2,000 
196 
1,000 



2,618 
251 

9,600 
298 

5,115 

1,250 
00 

100 
2,000 

200 
2,824 

427 

693 

2,890 



4,025 

2,135 

1,478 

120 
1,035 



Segite 



I^. 1173,772 



42 

43 
44 
45 
46 
47 
48 
49 
50 
51 

52 
53 

54 
55 
56 
57 
58 

59 
60 
61 



62 
63 
64 
65 
66 
67 
68 

69 



70 
71 

72 
73 
74 
75 



1891agos.8 

18 
19 
25 
29 

» 

sett. 4 

5 

10 



20 

25 

30 

ott. 1 

6 

10 

)► 

15 
17 

» 
18 

> 

25 

nov. 1 

» 

2 



10 
dee. 15 

» 

» 

17 



Riporto . . . L. 



All'agente, per ulteriori lavori di sistemazione dei fab- 
bricati di Bonei'ijio 



&b' 



ram. 



Al falegn., per restauri alle porte delle botteghe aì SÒp 

Al tipografo, per stampati speciali . . 

A tesoriere, rimborso imposte del 3" e 4- bimèstre 1*890 

Al muratore, per lavori di manutenzione nell'Ospedale 

A pizzicagnolo, per grassi suini, salumi, ecc. . 

Al pittore, i>er vernici alle finestre del palazzo al Sopraiiiurè 

A Kayser, per medicinali alla farmacia 

A ricev. del regist. , per tassa di successione dell' ered* Bruni 

Al medesimo per tassa di concessione del R Decreto 



relativo a detta eredità 



Al legalee perito, perspese rimborsab.dalèol.*Rattidi Colle 
l'eredUà^Brunr^ ^'' '"^""^^"^'^"^ ^«^^^ stabili del- 
A don Antonio Barelli, èappel! Meschini*, in conto rend. 1*890 
Ali economo, per i salari del 30 trimestre ai serventi 



49 

48 

54 

47 

56 

61| 

48 

68 

75 




al magazzino di città . . 
Al beccaio, per carne Cg. 2215 nel *3o 'trimestre! ! * 

A lZ' Rn.!n- ^^'h^T- ^^^" "all'atrio dell'Ospedale 
.nr.;n A ; '" ^^^^^s^^^'one del legato lasciatogli da 
suo zio Antonio Bruni ... b '^ 

Al falegname, per manutenzioèe di mobili 

Al esatt., per tassa bestiame 1890, peri poderi di" Bo*neji-iè 
Al med. per impostadi ricc. mob. acaricodei col. di Bonegg o 
A negozio Lilli, per tele da biancherie . ^^ 

A a Compagnia di S. Rocco, per afi*rancazione dei cènsè 
Alla medesima, per saldo interessi . 

deH' bspedX^^ '"''"''"'' ^^"^ ''^'*^"" '^^ fab'brièatè 

^ S' ^"^^TÌ P^^ 7,0* dell'imporro *dei* la;orÌ di 
ricostruzione della casa colonica del predio vocabolo 
Rocca della tenuta di Colle .... 

A Santi Lucrezia, per dote del 1887 

Al negozio Artini, per materiali occorsi* pe'r restàuri ai 
palazzo del Sopramuro .... ''^^lauri ai 

Al fornitore Lupidi, per legna da fuoc*oQ*. 173o'a L. 1* 70 
Al medesimo, per carbone Q. 61 a L 6 

A Carlo Erba, per medicinali alla farmaci*a .* ' * ' 

Al ricevitore del registro, per tassa sul contratto * col 

nuovo inrpiilino Bellini ..... ]'''""'''''" ^^^ 

Segue . . . 



IO 

12 

75 
74 

58 

57 



70 
60 
50 

75 
03 
09 
09 
04 
07 
50 

50 



49 
52_ 

48 
02 
02 
08 

77 



L. 



55,309 



895' 
219 
308 

8,249 
198 

1,027 

174 

882 

11,500 

205 
92 

209 

120 

3,072 

4,000 

1,904 



2,520 

2.058 
3,831 

10,000 

030 

219 

84 

1,894 

5,050 

420 



3,114 

100 

128 
2,941 

300 
1,049 

142 



125,057j| 



V. 



316 



o 

<v 

B 

s 



DATA 



74 

75 

76 

77 

78 

79 

80 
81 
82 
83 
84 
85 
86 



1891ffenn.l0 



15 



15 



18 
20 
25 

feb. 10 
14 
25 



QUIETANZE 



Riporto 



L. 



Dalla Cassa di sovvenzione, interessi a tutto decembre 
sul deposito 

Dal direttore della farmacia per vendita di vetri e casse 
nel 1890 

Dal Manicomio per medicinali fornitigli* dalla farmacia 
nel 1890 

Dall'Orfanotrofio per medicinali fornitiL'li dalla farmacia 
nel 1890 

Dall' agente rurale per prodotti 1890, di vivai] legna da 
fuoco, ecc 

Dall'economo per ritratte dalla vendita del* vestiario 
dt'i morti 

Dal comune di Piano, por rette malati 1890 . . \ \ 

Dal Governo, retta 1890 delle sifilitiche 

Da Sandii Lujgi, saldo pigione 1890, delle botteghe .' 

Da Terzili Ottavio, saldo interessi 1890 

Dalla società delle ferrovie, per rette malati 1890 ! ! 
Da Barbini Bernardino, interessi 2"* semestre 1890 .' .* 
Dall'Opera pia Giusti, per medicinali della farmacia 
nel 1890 



o 

Cd 



45 
37 



37 

37 

19 

35] 

33! 

33 

23 

30 

33 

31 

37 



Somma delle quietanze 



L. 



SOMMA 



173,772 



153 
122 



2,808 

485 

968 

112 
729 
1,247 
1.700 
325 
043 
840 

2,674 



317 



/ 



186,578 



^ 



o 
u 

s 

s 



76 

77 
78 

79 

80 

81 

82 
83 
84 
85 
86 
87 
88 
89 
90 
91 
92 
93 

94 

95 

96 

97 

98 

99 

100 

101 

102 

103 
104 
105 
106 
107 
108 

109 



DATA 



MANDATI 



1891 dee. 17 
18 
18 



24 

27 
30 
31 

» 

» 

1891genn.3 

4 

» 
5 

» 



7 
8 

10 
» 
» 

15 
» 

15 

» 

17 

20 

24 

feb. 17 



Riporto . . . L. 

Al tesoriere, rimborso dell'imposte 1890, perla ered. Bruni 

Al fabbro, per manutenzione di mobili 

Al tesoriere, rimborso tassa fabbricati 1890, per la cap- 
pella Moschini 

Al medesimo, per imposta richezza mobile 1890, a ca- 
rico stipendiati dell'Ospedale 

Al medesimo, per imposta a carico dei coloni di Colle, 

Passignano e Angeli 

Allo scultore, per una lapide in memoria del benefat- 
tore Bruni 

Alla cassa pensioni a favore degl' impiegati, contributo 1890 
Al negozio Barbi, per petrolio litri 1120, a L. 0.80 . 
Al barbiere, per servizio prestato nel 1890 . . . . 
Al direttore e sanitari, stipendi del 4» trimestre. . . 
All'economo, per i salari del 4*» trimestre ai serventi . 
Al parroco di Collepino, per assegno del 2** semestre . 

Ai farmacisti, stipendi del 2" semestre 

Al fornaio, per pane fornito nell'anno Cg. 15921 . . 

Al falegname, per casse da morto 

Al cantiniere, assegno del 1890 

Al negozio Paresi, per paste da minestre, riso e uova 
Al tesoriere, rimborso opere pagate per manutenzione 

fabbricati d'affitto 

Al medesimo, rimborso opere pagate per manutenzione 

del fabbricato dell' Ospedale 

All'economo, per latte, erbaggi, polli, ecc. nel 1890 ! 
Al beccaio, per carne Cg. 1925 nel 4*^ trimestre . . 
A Belli Teresa, per bucato nel 2°" semestre . . . . 
Al tesoriere, rimborso imposte a saldo del 1890. . . 
Al dirett. della farmacia, rimborso spese diverse nell'anno 

A Pini Elisa, per dote del 1890 

Agli agenti rurali di Boneggio, per loro assegni anno 1890 
All'economo, per rimborso spese manutenzione di mobili 

nel 1890 

Al med. per rimborso spese pel guardaroba .... 
Al med. idem diverse delle infermerie . . . 
Alla società della conduttura dell'acqua, per abbon. 1890 
Alla Congreg. di carità, per concorso alle spese di amminis. 
Al negozio Vecchi, per presidi chirurgici nel 1890 . . 
All'agente di campagna, per spese di manutenzione nel 

2** semestre 

Al med. per ulteriori lavori di sistemazione dei fabbri- 
cati di Boneggio 



o 
u 



SOMMA 



75 
03 

74 

71 

71 

75 
53 
62 
66 
57 
58 
51 
68 
59 
66 
70 
61 

48 

56 
61 
60 
64 
47 
68 
52 
69 



63 
64 
66 
06 
54 
65 

49 

49 



Somma dei mandati pagati . . . L. 



125,057 

2,965 
469 

62 

612 

549 

210 

4,337 

896 

120 

1,966 

3,063 

390 

2,400 

5,746 

516 

360 

2,542 

206 



180 

1,449 

2,310 

956 

8,596 

372 

100 

500 

560 
212| 

292j' 

650 

7,769 

1,540 

3,501 

1,510 



182,989 



319 



• » g » » 



LIBRO - MASTRO 

DI SVOLGIMENTO DEI TRE CONTI DEL GIORNALE 



1. Consegnatari e corrispondenti patrimoniaU (N. II. Giornale-mastro) 

2. Debitori per l' entrata ( » V id 

3. Creditori per l' uscita ( » VI jd 



Il 



t . 



> t 



i 



321 



INDICE DEL MASTRO 



IL 



1 

2 

3 
4 
5 
6 

7 

8 

9 

10 



U 
12 
13 
14 



15 
16 



Consegnatari e corrispondenti patrimoniali 



Attività. 

Fondi rustici 
Scorte rurali 

Cen8i?*ifvilli, canoni e legati perpetui 
Titoli di debito pubblico dello Stato , 
valori puì)blici ed industriali diversi 
Crediti ipotecari e chirqgrafari 
Oggetti d'arte e preziosi 
Oggetti mobili diversi . 
Attività diverse patrimoniali. 

Passività. 

Debiti ipotecari e chirografarì . . 
Censi, livelli, canoni e legati passivi 
Pensioni vitalizie . 

Passività diverse patrimoniali. 

Depositi dei terzi. 

Depositanti pel valore del depositi fatti a 

cauzione e custodia 
Consegnatari dei depositi suddetti. 



V. 



17 

18 

19 

20 

21 

22 

23 

24 

25 

26 

27 

28 

29 

30 

31 

32 

33 

34 



36 
37 



Detiitori per l' Entrata (* 



Conti di pure entrate effettive. 

Luciani Vittorio - affittuario 

Viventi Antonio - id. 

Prodotti diversi rurali riservati negli affitti 

Fitto deir Ospedale e farmacia 



pigionante 
id. 
id. 
id. 

- rendita 5 o/q 

- frutti di censo 

- canone 

- frutti 

- id. 

- id. 

- id. 

- contributo 



38 

39 
40 

41 
42 
43 
44 
45 

46 



Adanti Virgilio 

Longetti Pericle 

Sandri Luigi 

Barcelli Giuseppe 

Debito publ»lico 

Crregori Luigi 

R. Governo 

Conservatorio pio 

Pirinel.i Achille 

Terzili Ottavio 

Barbini Hernardino 

Comune di Rivo 

Bette di malati . ,. • „„ 

Legati ed oblazioni di immediata erogazione 

Entrate diverse. 

Conti permutativi. 

Capitali in riscossione! V. conto in uscitan. 67) 
Farmacia interna - misto - . . (ta. » o», 



"noneggio-mtóto -( V. conto in uscitan. 69) 

Magazzino del vino in citta . . (»«• » 7u; 
Ricchezza mobile per gì' im- 

piegati e coloni 1^- » ii 

Coloni debitori !J- * 4.5 

Coloni creditori ^- * '•' 

Cappella Moschini <«;• * '^ 

Eredità Bruni .......•• i'^- * '^f 

Cassa di sovvenzione mutua 

tra O. P. - mùito -..,....(*«• * "J/ 
Debitori e consegnatari diversi per opera- 
zioni permutative precarie. 



VI. 



Creditori per i' Uscita (*) 



47 

48 I 

49 I 
50 
51 
52 
53 
54 

55 

56 
57 
58 
59 
60 
61 
62 
63 

64 
65 
66 



67 

68 
69 

70 
71 

' 72 
73 
74 
75 
76 

77 



Conti di pure spese effettive. 

Imposte e sovrimposte 

Lavori nei fondi stabili m citta, meno 1 O- 

spedale ... ^ „ 

Lavori nei fondi stabili in campagna 
Compagnia di S. Rocco - censo 
Parrocchia di CoUepino - assegno 
Legato di doti agli Ange i . . 
Contributo alla Cassa pensioni . 

Spese di amministrazione - impiegati, 

stampe, ecc. 
Fitto dell'Ospedale 
Lavori nel fal)bricato dell Ospedale 
Stipendi al direttore e sanitari 
Salari al personale di servizio 
Pane e vino 

Generi diversi di vitto - misto - 
Combustibili . ,. .... ^„, 

Matmtenzione e provviste di mobilio del- 
l' Ospedale . , . , ^ ,^ 
Rinnovazione della biancheria e bucato 
Medicinali e presidi chirurgici 
Spese diverse interne. 

Conti permutativi. 

Farmacia interna ..... • • yr,' * %{ 

Agenzia rurale di Bqneggip . . {id. » 3» 

Magazzino del vino in città . . (td. » ^y) 
Ricchezza mobile per gì* im- 

piegati e coloni f*<'- * ;"{ 

Coloni debitori. JJ- * ^.J 

Coloni creditori vf- * ^- 

Cappella Moschini (g" ! Iti 

Eredità Bruni l*^- ^ **> 

Cassa di sovvenzione mutua 

l^pjj Q P [td. » 4d; 

Creditori diversi per operazioni permuta- 
tive precarie. 



qui indicato con la i)arola — misto — 

28 



322 



OSPEDALE 



INTESTAZIONE 
DEL CONTO 



Svolgimento del conto n. II del Giornale -mastro ■ Consegnatari e corrispondenti patrimoniali. 



Dala 



DARE 



1. 

Fondi rustici. 






OOgen.l 



giù. 15 
91 feb. 10 



Valore dei seguenti fondi, come da invent 

Tenuta di Colle, predi n. 40 

» di Passignano n. 20 

» degli Angeli n. 16 

» di Boneggio n. 4 

Utile sul prezzo del predio venduto vo- 
cabolo Casella, che figurava nell' inven- 
tario per L. 33,500 

Numero 4 predi pervenuti dall'eredità 
Bruni 



I 



2. 

Scorte rurali. 



90 ^m. 1 



91gen.l6 



feb. 10 



Valore delle seguenti scorte come da in- 
ventario : 
Bestiame in consegna degli affittuari: . 

Nella tenuta di Colle 

» » di Passignano . . . 

» » degli Angeli. . . . 

in consegna dell'agenzia rurale. 

Nella tenuta di Boneggio. . . . 

Grano - seme e strami di scorta morta 

presso i coloni 

Aumento portato nel capitale del bestiame 
della tenuta di Boneggio da L. 13,935 
a L. 14,801 

Scorte pervenute dall'eredità Bruni: 
Bestiame nei 4 predi L. 11,425 . \ 
Strami ecc. ...» 1,742 . \ 



fi 

< 5 



3. 

Fabbricati. 



90gen. 1 



91 feb. 10 



Valore dei seguenti fabbricati come da 

inventario : 
In città: Fabbricato ad uso dell'ospedale. 
Palazzo con botteghe di affitto in piazza 

Sopramuro 

Casa della cappella Moschini, di cui 
gode la rendita il cappellano Ba- 
relli , . . . . 

In campagna: Molino a grano a Ponte 

S. Giovanni 

Casa d'affitto nella tenuta di Colle ! 

Un quartiere in via del Commercio, per- 
venuto dalla eredità Bruni .... 






60 



SOMME 



1 

8 
28 



639,243 
307,944 
257,215 
125,262 



L. 



1,329.664 

1,500 
167,390 



1,498.554 



26 
28 



68,190 
32,300 
27,250 

13,935 

12,743 



L. 



154,418 

866 
13,167 



168,451 



1 

28 



100,350 
240,000 

5,000 

90,245 
3,520 



439,115 
11,742 



L. 450,857 



Dala 



AVERE 



V 0) 

• e 



SOMME 



90giu. 15 



91 feb. 28 



Venduto a Barbini Bernardino il predio vo- 
cabolo Casella della tenuta di Colle 
con istromento rogito Ricci di oggi per 
L. 35,000, di cui riscossi 7io • • • 

e da riscuotere in otto anni .... 



Valore dei fondi rustici rimasti al 31 
decembre 1890 



8 
8 



91 feb. 28 



Valore delle scorte rurali rimaste al 31 
decembre 1890 



91 feb. 28 



Valore dei fabbricati rimasti al 31 de- 
cembre 1890 



7,000 
28,000 



L. 



35,000 

1,463,554 



1,498,554 



168,451 



L. 



168,451 



450,857 



L. 450,857: 



323 



NOTE 



(l) Oltre la data, che 
aboracciando un perio- 
do di 14 mesi non indica 
con evidenza il mille- 
simo dell' esercizio, è 
opportuno di aggiun- 
gere in tutti i conti, 
tanto in dare, quanto 
in avere, una speciale 
colonna per segnarvi 
r esercizio medesimo; 
e ciò particolarmente 
quando lo stesso libro 
abbia a durare per più 
esercizi. Abbiamo o- 
messa tale colonna per 
ragione di spazio. 



I 






324 



OSPEDALE 



INTESTAZIONE 
DEL CONTO 



Data 



4. 

Censi, livelli, 
canoni e legati 
perpetui. 



OOgen. ] 



5. 

Titoli di de- 
bito pubblico 
dello Stato. 



OOgen.l 



giù. 20 



Svolgimento del conto n. II del Giornale- mastro 



DARE 



^ 




4) 


e 


TS 






eS 


U 


a 


•J 


o 


lU 




<J 


tt) 



Valore capitale dei seguenti censi, canoni, 
ecc. come ai respettivi conti dell'an- 
nualità in questo stesso libro: 

Gregori Luigi -censo di annue L. 266, 

pag. 26 

R. Governo -canone L. 798, pag. 27. 



Valore del Consolidato italiano 5 Vo" 
Certificato nominativo n. 142520 di 
annue L. 6,300 di rendita .... 

Acquistata rendita 5 7o - certificato nu- 
mero 159840 di lire 300 -a L. 96, con 



godimento dal 1" luglio 



Utile su detto certificato per raggiungere 
il valore nominale 



SOMME 



5,320 
15,960 



21,280 



21,280 




133,200 



Consegnatari e corrispondenti patrimoniali. 



Data 



AVERE 






u- 



bo 



901ug.l 



91 feb. 28 



Riscosse da luigi Gregori per affranca- 
zione del censo 

Perdita della differenza sulla sorte di 
detto censo 

Valore capitale del canone governativo 
rimasto 



I 



91 feb. 28 



Valore dei titoli rimasti 



SOMME 



L. 



133,200 



133,200 



10 


5,100 






10 


220 


5,320 






L. 


15,960 




21,280 



325 



NOTE 



! 



ij 



I 



6. 

Valori pub- 
blici ed indu- 
striali diversi. 



7. 

Crediti ipote- 
cari e chiro- 
grafari. 



91 feb. 10 



Valore di 40 azioni della Banca di Pe- 
rugia, pervenute dalla eredità Bruni, 
a L. 175 runa 



28 




90gen. 1 



giù. 15 



Sorte dei seguenti crediti, come ai respet- 
tivi conti degl'interessi in questo stesso 
libro : 

Conservatorio pio - mutuo ipotecario, 

come a pagina 28 

Pirinelli Achille - mutuo ipotecario, 

pagina 29 

Terzili Ottavio - residuo prezzo di 
terreno, pagina 30 

Barbini Bernardino per 7io ^®' prezzo 
del predio vocabolo Casella, vendutogli, 
come a pagina 31 





48,500 






6,000 




1 

8 


12,500 


67,000 
28,000 


L. 


95,000 



91 feb. 28 



Valore delle dicontro azioni rimaste. . 



90 ott. 1 
dee. 28 



r 



)1 feb. 28 



Riscossa la sorte del mutuo Pirinelli 
Riscossa la rata di ammortamento 1890 
del mutuo del conservatorio pio . . 



Valore dei crediti rimasti al 31 decem- 
bre 1890 




14 
18 



6,000 
427 



L. 



6,427 



88,573 
95,000 



326 



OSPEDALE 



INTESTAZIONE 
DEL CONTO 



8. 

Oggetti d' arte 
e preziosi. 



Data 



QOffen.l 



Svolgrimento del conto n. II del Giornale -mastro I Consegnatari e corrispondenti patrimoniali. 



DARE 



Valore presuntivo attribuito ad alcuni 
quadri di pitture pregevoli in deposito 
nella pinacoteca comunale .... 

Idem alle argenterie dell'ospedale, come 
da inventario presso Tufficio di econo- 
mato 









SOMME 



7,060 



1,800 



L. 



8,860 



8,860 



Data 



AVERE 



4) O 

-«•3 

■^ 2 

< ** 



91 feb. 28 



Valore degli oggetti rimasti come di- 
contro 



327 



SOMME 



NOTE 



L. 



8,860 



8,860 



9. 

Oggetti mobili 
diversi. 



90gen.l 



91gen.l5 



Valore dei mobili secondo gli speciali in- 
ventari esistenti: 
Presso l'ufficio di economato, per; 

Mobilio nell'ospedale 

Biancherie, ivi 

Presso la direzione della farmacia 

interna, medicinali 

Presso gli affittuari dei fondi rustici 
macchine, attrezzi e mobili . . 

Aumento sul mobilio, in seguito a nuovi 
acquisti 

Aumento sulla biancheria in seguito a 
nuovi acquisti 



1 
25 



25,250 
6,700 

8,550 

6,260 



L. 



46,760 

1,052 

137 



47,949 



91 gen. 14 



feb. 28 















Diminuito, per consumo, il capitale dei 
medicinali da lire 8,550 a lire 7,640 


23 


910 








• 






910 
47,039 




* 


Valore dei mobili rimasti al 31 decem- 
bre 1890 


L. 






47,949 



.ri 
^1 






10. 

Attività di- 
verse patrimo- 
niali. 



90 gen. 1 



I 



11. 

Debiti ipote- 
cari e chiro- 
grafart. 



Legato disposto a favore dell'ospedale 
dal defunto Luigi Franci, con testa- 
mento 15 luglio 1887, esigibile dopo 
la morte del suo erede Antonio Franci. 



Nulla. 



1 



1,500 



L. 



1,500 



1,500 



91 feb. 28 



Ammontare del dicontro legato rimasto 



Nulla. 



L. 



1,500 



1,500 



J 



r 



/ 



328 



OSPEDALE 



Svolgimento del conto n. // del ^^'o''^^^-^^^^^! T Consegnatari e corrispondenti patrimoniaU. 



329 



INTESTAZIONE 
DEL CONTO 



t 



DaU 



DARE 



•0-3 



te 



12. 

Censi, livelli, 
canoni e legati 
passivi. 



90 nov. 1 



91 feb. 28 



Affrancato il censo della Compagnia di 

S. Rocco con 

Utile su detta affrancazione 



Valore dei canoni e legati rimasti . 



13. 

Pensioni vita- 
lizie. 



91 feb. 28 



Valore capitale rimasto, come dicontro 



14. 

Passività di- 
verse patrimo- 
niali. 



Nnlla. 



15. 

Depositanti 

pel valore di de- 
positi fatti a cau- 
zione o custodia. 



90 macr. 5 



• * 



Restituito il deposito agli eredi Sebastian 



91 feb. 28 



Creditori a saldo 



SOMME 



25,960 



L. 



25,960 



a caus. 



DEPOSITI 

a custodia 



15 
15 

« 


5,050 
270 


5,320 
25,600 




l 


1 L. 


30,920 



=t< 



200 



L. 



24,850 



totale 



200 



ì 



I 

1' 



200 



24,850 



200 
24,850 



200 25,050 



Data 



AVERE 



*3 O 



(fi 



SOMME 



NOTE 



90gen.l 



Valor capitale dei seguenti censi, legati 
ecc. come ai rispettivi conti delle an- 
nualità : 
Compagnia di S. Rocco - censo di 
annue L. 266, pagina 50 . . . 
Parrocchia di Collepino - assegno di 
annue L. 780, pagina 51 . . . 
Doti annuali nella frazione degli 
Angeli in L. 500, pagina 52 . . 





5,320 








15,600 






1 


10,000 


30,920 




L. 


30,920 



90gen. 1 



Valore capitale del contributo annuo che 
paga quest'ospedale alla cassa pensioni 
a favore degli impiegati e salariati 
istituita dalla congregazione di carità, 
come a pagina 53 

Valore capitale dell'assegno di don An- 
tonio Barelli, rettore della cappella 
Moschini, che vita sua durante ha di- 
ritto alla rendita della casa di detta 
cappella, come a pagina 74. . . . 





24,960 






1 


1,000 


25,960 




L. 


25,960 



90gen. 1 



Tesoriere - supplemento di garanzia, oltre 
quella fornita con ipoteca , rogito Oddi 
14 ottobre 1889, in un libretto di de- 
posito vincolato della Banca di Perugia 

Luciani Vittorio, affittuario della tenuta 
di Colle per n. 30 cartelle fondiarie 
4 7t della Banca Nazionale .... 

Sebastiani eredi di Pietro, per alcune 
monete d' oro trovate al medesimo de- 
fonto in questo ospedale 





DEPOSITI 1 


a cauz. 


a custodia 


totale 




• 

10,000 


» 


10,000 




14,850 


» 


14,850 




» 


200 


200 


I 

L. 








24,850 


200 


25,050 



li 



1 




Nulla. 













89 



I • 



330 



OSPEDALE 



Svolgimento del c^to n. II del Oiornale-mastroì Consegnatari e corrispondenti patrimoniali. 



331 



INTESTAZIONE 
DEL CONTO 



Data 



DARE 



■2-2 



SOMME 



16. 

Consegnatari 
dei depositi 

a cauzione e cu- 
stodia. 



90gen.l 



Tesoreria (cassaforte) pei valori dei terzi 
oggi esistenti come al conto 15 . . 



1 



L. 



Monete 



200 



Titoli 
diversi 



200 



24,850 



ToUU 



24,850 



25,050 



Data 



AVERE 



0) V 

• a 

u u 

b MI 



SOMME 



r 



90mag.5 
91 feb. 28 



Restituito il deposito Sebastiani 



Valori rimasti in deposito 



25,050 



L. 




200 



24,850 



24,850 



200 
^4,850 






25,050 



OSPEDALE 



Svolgimento del conto n. V del Giornale - mastro 



INTESTAZIONE 
DEL CONTO 



17. 

Luciani Vit- 
torio ha in af- 
fitto la tenuta di 
Colle per anni 9 

dal.... al , e 

per r annua cor- 
risposta di lire 
40,000 pagabili 
arate trimestrali 
anticipate , con 
fideiussione di 
Luigi Forti, co- 
me da contratto 
del.... registrato 

il al voi 

n Ha in con- 
segna le seguenti 
scorte: bestiame 
ecc. 






18. 

Vivanti An- 
tonio aifìttuario 
della tenuta di 
Passignano,deve 
r annua corrispo- 
sta di lire 35,000 
ecc. 



Data 



DARE 



« . 



Residui ten°e ^1 

di esercizi j. esercizio 
scaduti 



1800 



Entrate effettive - Corrisposta dal 1" gen- 
naio al 30 giugno 
Detta dal P luglio al 
31 decemb., diminuita 
per la vendita del po- 
dere Casella . . . 



1890 



Entrate effettive - Corrisposta 1800 



Totale 



Debitori per V Entrata. 




Data 



AVERE 



.Si d 



O O 



Versa- 
menti in 
tesoreria 



Compen- 
sazioni in 
uscita 



90gen. 4 

» ap. 10 
» lug. 14 
» nov. 2 



Da cassa, per corrisposta V trimestre 

1890 

Idem per corrisposta 2" trimestre 1890. 
Id. 3*» id. 

Id. 4* id. 



(a) I numeri in conwo indicano l'articolo del gior^ 
naie mastro. 



(«) I 



1 

16 
34 
57 



10,000 

10,000 

9,600 

9,600 



j L. I 39,200 



90gen. 


14 


» ap. 

» lug. 
»ag. 


20 
30 
14 


» 





» nov. 2 



Da cassa, per corrisposta 1** trimestre 

1890 • • 

Idem per corrisposta 2'* trimestre 1890. 

Id. 3« id. 
Da imposte, pagate per conto dell'ospe- 
dale •. ; • • 

Da magazzino vino, per ettolitri 95 a 

lire 22 

Da cassa, per saldo 4" trimestre . . . 



4 
19 
38 

13 

13 
59 



8,750 
8,750 
8,750 

5,115 



L. 31,365 



Totale 



NOTE 






10,000 

10,000 

9,600 

9,600 



In seguito alla ven- 
dita del predio voca- 
bolo Casella, la corri- 
sposta dal lo luglio 1890 
è ridotta ad annue li- 
re 38,400, come da con- 
venzione del 



39,2001 




[^SM 



...^ SL. 



332 



OSPEDALE 



Svolg^imento del conto n, V del Giornale -mastro 



INTESTAZIONE 
DEL CONTO 



Data 



DARE 



« . 

e u 

o « 

• u 

. <s> 



Residui 

di esercizi 

scaduti 



Compe- 
tenze del- 
l' esercizio 

corrente 



ToUle 



19. 

Prodotti di- 
versi rurali ri- 
servati negli af- 
fitti (appendizie 
coloniche, taglio 
di boschi, ecc.). 



1890 



/ ord. Appendizie, prò- 

Entrate effettive ) , ^f^ T«; «««• 
" I straord. Taglio straor- 

[ dinario di bosco. 



15 
34 



L. 






2,603 
1,742 



4,345 



2,603 
1,742 



4,345 



Debitori per V Entrata. 



333 



20. 

Fitto del fab- 
bricato ad uso 
deir Ospedale 
in lire 3,500 e 
della Farmacia 
intema in lire 
500, determinato 
dalla Congrega- 
zione in adunan- 
za del 



1890 



Entrate eff'ettive - Fiìio dell'anno 1890 . 



16 



L. 



4,000 



4,000 



4,000 



4,000 



Data 



AVERE 



il 



Versa- 
menti in 
tesoreria 



Compen- 
sazioni in 
uscita 



Totale 



NOTE 



90 lug. 7 



91 gen 10 



» 15 



Da cassa, Riccieri Adolfo per prezzo del 
taglio della macchia cedua vocabolo 
Proma, vendutagli all'asta . . . . 

Idem, economo per importo delle appen- 
dizie coloniche ricevute nell' anno 1890, 
come da conto speciale 

Idem, agente rurale per prodotto 1890 
di vivai, legna da fuoco ed altri riser- 
vati negli affitti, come da nota. . . 



31 


1,742 


> 


1,742 


73 


1,635 


» 


1,635 


78 
L. 


968 


» 


968 


4,345 


> 


4,345 



^ 



21. 

Adanti Virgi- 
lio per pigione 
del 1° piano del 
palazzo al Sopra- 
muro deve annue 
lire 6,000, ecc. 



1890 



Residui J889 - Pigione 4» trim. 1889 . 
Entrate elettive- Pigione dell'anno 1890 



2 
17 



L. 



1,500 



6,000 



1,500 6,000 



1,500 
6,000 



7,500 



22. 

Longetti Pe- 
ricle per pigione 
del 2° piano del 
palazzo al Sopra- 
muro deve annue 
lire 5,000. ecc. 



1890 



Entrate eff'ettive - Pigione dell'anno 1890 



18 



L. 



5,000 



5,000 



5,000 



5,000 



90 dee. 15 



Da spese, per fitto 1890, del fabbricato 
ad uso dell'ospedale 

Da farmacia, per fitto 1890 del locale 
ad uso della medesima 



16 
17 



L. 






3,500 
500 



4,000 



3,500 
500 



4,000 



90mar.22 
» agos.2 



Da cassa per pigione del 4** trimestre 1889 
Idem del 1° e 2" trimestre 1890 . . . 
Idem del 3° e 4'» trimestre 1890 . . . 



13 


1,500 


» 


1,500 


14 


3,000 


» 


3,000 


39 
L. 


3,000 


» 


3,000 


7,500 


» 


7,500 



90 feb. 15 

» giù. 27 
» nov. 10 



Da cassa per pigione del P trimestre 

1890 

Idem per pigione del 2** trimestre 1890. 
Idem del 3*» trimestre 1890 

Residuo alla fine 1890 - Debitore pel 4" 
trimestre . 



9 


1,250 


» 


1,250 


27 


1,250 


» 


1,250 


60 


1,250 


» 


1,250 


3,750 


)^ 


3,750 


L. 






1,250 


5,000 



\ 



I . 



I 



/; 



334 



OSPEDALE 



Svolgimento del conto n. V del Giornale- mastro 1 Debitori per V Entrata 



INTESTAZIONE 
DEL CONTO 



23. 

Sandri- Luigi 

per pigione delle 
botteghe nel pa- 
lazzo del Sopra- 
muro deve annue 
lire 7,000, ecc. 



24. 

Barcelli Giu- 
seppe condutto- 
re del molino a 
grano a tutto set- 
tembre 1890 per 
l'annua corrispo- 
sta di lire 6,500, 

poi 
Troni Luigi con 
apoca 15 agosto 
1890, registrata 

prese in 

affitto il detto 
molino per anni 
6 dal l" ottobre 
1890 a tutto set- 
tembre 1896, e 
per annue lire 
8,000 pagabili a 
trimestri antici- 
pati. 



25. 

Debito pub- 
blico del regno 

i per rendita del 
consolidato ita- 
liano 5 7o' 



Data 



DARE 



« . 

a u 

o « 
. . u 



Residui 



Compe- 
tenze dei- 



di esercizi j. esercizio 
•c*^"^ corrente 



1890 



Entrate effettive - Pigione dell'anno 1890 



19 



L. 



1890 



Entrate effettive : Corrisposta di mesi 9 

a lire 6,500 . . . 

Corrisposta di mesi 3 

a lire 8,000 . . . 



20 
21 



L. 



1890 



Entrate effettive: Rendita 1890 del cer- 
tificato N. 142.520 . 
Rendita 1890 2« se- 
mestre del nuovo cer- 
tificato N. 159.840 di 
lire 360 



22 



22 



L. 






Totale 




7,000 



7,000 



7,000 7,000| 



4,875 
2,000 



4,875 

2,000 



t 



6,875 1 6,875| 



6,300 



180 



6,480 



6,300 



180 



6,480 



Data 



A V ERE 



CA o 

So 



Versa- 
menti in 
tesoreria 



Compen- 
sazioni in 
uscita 



90gen. 7 
mar. 15 
ag. 2 
ott. 7 

91gen.25 



Da cassa, in conto pigione 1890 

Id. id. 

Id. id. 

Id. id. 
Id. in saldo .... 



90feb. 5 
» ap. 22 
» lug. 17 

» ott. 3 



Da cassa, Barcelli pel V trimestre 1890 

Idem 2° trimestre 1890 

Idem 3*» trimestre 1890 (termine del con- 
tratto) 

Idem Troni nuovo conduttore, a lire 8,000, 
pel 4° trimestre 



6 
20 

35 

52 



1,625 
1,625 

1,625 

2,000 



L. 



90 lug. 10 

91 gen. 4 



Da cassa, per rendita netta V semestre 
1890 

Da imposte, per ritenuta ricchezza mo- 
bile, detto sem 

Da cassa, per rendita netta 2" semc^stre 
1890 

Da imposte, per ritenuta ricchezza mo- 
bile, detto sem 



33 


2,734 


li 


» 


68 


2,890 


21 


» 



L. 5,624 






6,875 » 



Totale 















2 


1,500 


» 


1,500 




12 


800 


» 


800 




40 


2,000 


» 


2,000 




54 


1,000 


» 


1,000 




82 
L. 


1,700 


» 


1,700 




7,000 


> 


7,000 



416 



» 



440 



6,875 



3,150 



3,330 



8561 6,480 



335 



NOTE 



' ' 



l'v 



336 



OSPEDALE 



INTESTAZIONE 
DEL CONTO 



Data 



Svolgimento del conto n. V del Giornale -mastro a«j)ebitorl per T Entrata. 



337 



DAR E 



26. 

Gregori Luigi 

per frutti 5 7^ 
\ del censo in sorte 
lire 5,320, deri- 
vante da atto...., 
dovuti a semestri 
posticipati il 30 
giugno e 31 de- 
cembre. 



1890 



"ST ■ 
g w 

. « 



Residui ,^S Pf", 
di esercizi ff"" ^«.»- 
scaduti } esercizio 
' corrente 



Entrate effettive - Interessi del V 

stre 1890 . 



seme- 



23 



L. 



27. 

R. Governo 

per canone di an- 
nue lire 798, do- 
vuto in forza di 
istromento del . . . 
ecc. 



1890 



Entrate effettive - Canone dell'anno 1890 



24 



L. 



28. 

Conservatorio 
Pio per interessi 
5.80 V, del mu- 
tuo ipotecario 
creato in origine 
per lire 50,000, 
con istromento 
del 1884, 

ammortizzabile 
in 50 anni a rate 
annue eguali, che 
scadono il 31 de- 
cembre, come ap- 
presso : 

(Segue la tabella). 



1890 



Entrate effettive - Interessi dell'anno 1890 



25 



L. 



29. 

Pirinelli AchU- 

le sul mutuo ipo- 
tecario di lire 
6,000 creato con 
istromento del . . . 
per anni .... deve 
^V interessi al 
saggio del 5 7o 
a semestri rego- 
lari posticipati. 



1890 



Residui i889 - Interessi 2** semestre . 

Entrate effettive - Interessi dal V gen- 
naio al 30 settembre 
1890, avendo estinta 
la sorte il P ottobre. 



Totale 



133 



133 



133 



133 



798 



798 



798 



798 



3 


150 


» 


150 


2G 


» 


225 


225 


L. 


150 


225 


375 





Data 



AVERE 



Versa- ] Comi>en; 
menti in i sazioni m 
tesoreria uscita 



Totale 



NOTE 



90 lug. 1 



Da cassa, per frutti P semestre 1890 
del censo oggi affrancato come al conto 
numero 36 



r " 



Pagò la sorte il lo 
luglio 1890. 



L. I 133 > 



133 



90 dee. 31 



Da cassa, per canone netto dell' anno 1890 67 
Da imposte, per ritenuta ricchezza mo- 
bile 



693 



105 



I 693! 



105 



7981 



90 dee. 28 



Da cassa, per interessi pagati del 1890. 



65 




Pagamenti in conto 

sorte: 

a tutto 1889 L. 1,500 

id. 1890 » 427 

id. 1891 » ... 

id. 1892 » ... 

id. ... * . . • 

id. ... * . • . 



L. I 2,824 



2,824 



90mag.4 



Da cassa, per interessi del 2« semestre 

1889 

Idem 1** semestre 1890 

Idem per saldo interessi 




Restituì la sorte del 
mutuo il lo ottobre 1890. 



L. 3751 » 



: 



(i 




V 



H 



338 



OSPEDALE 



Svolgimento del conto n. V del Giornale- mastì'(m)Q\)iiori per V Entrata. 



339 



INTESTAZIONE 
DEL CONTO 


Data 


DARE 


N. d' ordine! 
del rendic. 1 


Residui 

di esercizi 

scadati 


Compe- 
tenze del- 
l'esercizio 
corrente 


Totale 


30. 

Terzili Otta- 
vio sul residuo 
prezzo lire 12,500 
di terreni vendu- 
tigli, che scade 

il , come da 

istromentodel... 
deve gl'interessi 
5 7o a semestri 
regolari postici- 
pati. 


1890 


Entrate effcttioe - Interessi del 1890 . 


27 
L. 




625 


025 


625 


625 



Dala 



31. 

Barbini Ber- 
nardino sul re- 
siduo prezzo li- 
re 28,000 del pre- 
dio Casella, pa- 
gabile in otto ra- 
te annuali a par- 
tire dal P luglio 
1890, come da 
istromento rogito 
Ricci 15 giugno 
1890, deve gl'in- 
teressi 6 7o ^ 
semestri postici- 
pati. 



1890 



Entrate effettive - Interessi 2'*sem. 1890 



32. 

Comune di Ri- 
vo contributo di 
annue lire 1,000 
pel mantenimen- 
to di due letti 
nell'Ospedale a 
sua disposizione, 
come da conven- 
zione del 



1890 



Entrate effettive - Contributo dell'anno 

1890 



AVERE 



eJ O 

V u 



Versa- 
menti in 
tesoreria 



Compen- 
sazioni in 
uscita 



Totale 



90ag.l4 
l91 gen. 25 



Da cassa, in conto interessi 1890. 
Id. in saldo id. 



44 
83 

L. 


300 
325 


625 




)1 feb. 14 



Da cassa, per interessi del 2" semestre 
1890 



85 



L. 



90mar.l2 
» seti. 2 



Da cassa, per contributo del V semestre 

1890 

Idem per contributo del 2" semestre 1890 






NOTE 



300 
325 



625 




11 


500 


» 


500 


46 


500 


» 


500 


L. 


1,000 


» 


1,000 



k 



w 



;i 



340 



OSPEDALE 



Svolg^imento del conto n. V del Oiornale- mastro 



INTESTAZIONE 
DEL CONTO 



Data 



DARE 



33. 

Rette dei ma- 
lati ricoverati a 
pagamento. 

(Seguono le norme 
derivanti dal regola- 
mento e dalle conven- 
zioni coi Comuni ecc.). 



1890 



Residui 1889 - Comune di Rocca per 

rette 1889 .... 
Luvini Giuseppe per ret- 
te 1889 

Entrate effettive - Prodotto delle rette 

1890, come da regi- 
stro nominativo. . 



o . 
o « 

u a 
o « 
. u 

. « 
55 "^ 



Residui 

di esercizi 

scaduti 



4 
4 

31 



L. 



Compe- 
tenze del- 
l' esercizio 

corrente 



250 



75 



325 



3,847 



3,847 



Totale 



250 
75 



3,847 



4,172 



Debitori per V Entrata. 



341 



Data 



AVERE 



Compen- 
sazioni in 
uscita 




Totale 



90feb. 15 
apr. 16 
mag.l4 
lug. 18 
set. 14 

91 gen. 18 
» 20 

feb. 10 



L. 



» 



Da cassa, Sorti Antonio 

per rette 1890 . . 

Idem, Luvini Giuseppe 

per rette 1889 . . 
Idem, Veri Luigi per 

rette 1890 . . . 
Idem, Poggi Giulio per 

rette 1890 . . . 
Idem, Comune di Rocca 

per rette 1889 e 

1890 . . . . . 
Idem, Comune di Piano 

per rette 1890 . . 
Idem, R. Governo per 

le sifilitiche per rette 

1890 

Idem, SocieU Ferro- 
vie per rette 1890. 



Residuo alla fine 1890 - 
Comune di Valle . L. 



NOTE 




Pei conti individuali 
delle rette dovute dai 
comuni, altri enti e pri- 
vati, si tiene speciale 
registro. 



34. 

Legati ed o- 
blazioni di im- 
mediata eroga- 
zione. 



1890 



Entrate effettive straord. 
1890, come in avere . 



- Competenza 



35. 

Entrate di- 
verse. 



1890 



Entrate effettive - Competenza 1890 



35 



L. 



2,000 



2,000 



2,000 



2,000 



90agos. 4 



Da cassa, Cecchi cav. Luigi, elargizione 
per concorrere alla maggiore spesa di si- 
stemazione dell'atrio dell'ospedale . 



I 





90nov.l7 
91 gen 15 



Da cassa. Sani Antonio, per cenere ven- 
dutagli .• .* 

Da cassa. Economo, per vendita vestiario 

dei morti 





342 



OSPEDALE 



Svolgimento dei conto n. V del Giornale -mastro 1 Debitori per T Entrata. 



343 



INTESTAZIONE 
DEL CONTO 



Data 



DARE 



^5 r 

|1 

o « 



,.'^ì''°.'.!..S?f^l. 

scaduti ' ®!tl'i 
corrente 



Totale 



36. 

Debitori per 
capitali in ri- 
scossione. 



1890 



Rpsidui 1889 - Capitali da ritirarsi per 
pareggiare i magrgiori rinvestimenti 
fatti a tutto il 1889 

Movimento di capitali i890 - Al jiatri- 
monio (conto n. 67) per rinvestimento 
da curare degli altri capitali ritirati 
come dicontro 



5 


2,875 


» 


s«/ 

/4f 


» 


21,562 


l; 


2,875 


21,562 



2,875 



21,562 



24,437 



Data 



AVERE 



5o 



Versa- 
menti in 
tesoreria 



Compen- 
sazioni in 
uscita 



Totale 



NOTE 



90 giù. 15 

» lug. 1 
» ag. 10 

» ott. 1 

» dee. 28 

191 gen. 14 



Da cassa. Barbini per 7io ^®^ prezzo del 

predio vendutogli 

Idem Gregori per affrancazione del censo 
Idem Bartoli eredi di Ovidio per legato 

da capitalizzare ? • • 

Idem Pirinelli Achille per restituzione 

sorte del mutuo 

Idem Conservatorio pio per rata 1890 di 

ammortamento della sorte del mutuo. 
Da farmacia per diminuzione capitale dei 

medicinali 



26 
28 


7,000 
5,100 




7,000 
5,100 


43 


5,000 


» 


5,000 


50 


6,000 


» 


6,000 


66 


427 


)► 


427 


23 
L. 


23,527 


910 


910 


910 


24,437 



Vedi conto correla- 
tivo in uscita n. 67. 



87. 

Farmacia in- 
terna dell' O- 
spedale. - Con- 
to corrente per 
il prodotto e rim- 
borso delle spese 
e provviste. 



1890 



Partite di giro - Rimborso provviste e 
spese di cui al conto n. 68 . . . . 

Entrate effettive - Prodotto netto della 
farmacia 

N. B. Le suddette soimne figurano nel rendiconto: 

riscosse conipen. totale 



Entrate effettive . . . L. 
Partite di giro. ...» 



3,845 
2,844 



6,069 

É_ 



7,750 



7,750 



3,845 
9,9»! 



13,839 



43 


» 


9,994 


9,994 


' 


91 gen. 10 
» 15 


32 


» 


3,845 


3,845 


••'. 


» feb. 25 


L. 


» 


13,839 


13,839 


i 





Da cassa, direttore per vendita di vetri ec. 

Idem Manicomio per i medicinali forniti- 
gli nel 1890 

Idem Orfanotrofio per i medicinali forniti- 
gli nel 1890 

Da spese medicinali, pel consumo dell' 0- 
spedale 

Da cassa. Opera pia Giusti per medicinali 



75 
76 

77 

24 

86 



L. 



122 

2,808 
485 



2,674 



6,089 



7,750 



7,750 



122 



2,808 

485 

7,750 
2,674 



13,839 



Vedi conto di uscita 
n. 68. 



36. 
















Agenzia ru- 


1890 


Residui 1889 - Generi rimasti del 1889 


6 


6,326 


» 


6,326 




rale della Te- 




Entrate elettive - Prodotto netto della 












j nuta di Bo- 




tenuta, come da rendiconto .... 


14 


» 


9,807 


9,807 




neggio. — Conto 




Partite di giro - Rimborso spese e an- 










i 


corrente per il 




ticipazioni come al conto n. 69 . . 


44 


» 


1,078 


1,078 




prodotto, e rim- 
borso delle spese 
e anticipazioni. 




N. B. Le iuddelte 


somme fi 
riscosse 


jurano n 
compen. 


et rendici 
da rise. 


ynto: 
totale 










1 












Residui 1889 . L. 


3,476 


2,850 


» 


6.326 
















Entr. effettive » 


3,740 


» 


6,067 


9,807 
















1 
Partite di giro » 


1,078 


» 


» 


1.078 


L. 










8,2fM 


2.850 


6,067 


17,211 














6,326 


10,885 


17,211 





90 feb. 28 
» apr. 15 
» mag. 1 
» ag. 10 

» 15 
» ott. 17 

91 gen. 10 
» » 
» 16 



Da mag. vino in città per El. 42 a L. 22 
Da cassa per versate dall'agente Fedeli 
Da mag. olio in città, per El. 12. 2. . 
Da cassa, per prezzo riscosso di granturco 
Idem per versate dall'agente Simoncini 
Idem per prezzo riscosso di grano venduto 
Idem per versate dall'agente Simoncini 
Idem per versate dall'agente Fedeli. . 
Da diversi, come al giornale generale . 



Residuo alla fine 1890 - Generi . . 



3 


» 


924 


924 


17 


1,000 


» 


1,000 


G 


» 


1,220 


1,220 


42 


1,078 


» 


1,078 


45 


2,000 


» 


2,000 


55 


2,618 


> 


2,618 


71 


1,478 


» 


1,478 


72 


120 


» 


120 


27 
L. 


» 


706 
2,850 


706 


8,294 


11,144 
6,067 






17,211 



Vedi conto di uscita 
n. 69. 



Xl 





344 



OSPEDALE 



INTESTAZIONE 
DEL CONTO 



39. 

Magazzino del 
vino in città. 

(conto di deposito). 



40. 

Imposta di ric- 
chezza mobile 
a carico degl' im- 
piegati e coloni 
- e rimborso dai 
medesimi. - 



41. 

Coloni debi- 
tori. 



Data 



1890 



1890 



1890 



Svolgimento del conto n. V del Giornale -mastro |>ebitori per l' Entrata. 



345 



DARE 



. o 



Residni 

di esercizi 

scaduti 



Compe- 
tenze del- 
l' esercizio 
corrente 



Totale 



Residui 1889 - Vino rimasto a 
L. 40 < Lit. 

Partite di ^iro- Detto acqui- 
stato nel 1890, come al 
conto n. 70 » 



N. B. Le suddette somme figurano nel 
rendiconto : 



Residui 1889 L. 
Part. di giro » 



nsc. 



2,040 
4.120 



6,160 



comp. daris. totale 



5 460 



5,460 



4,294 



4,294 



7,500 
8,414 



15,914 



Lit. 



quantità 



18,750 



31,700 



45 



7,500 



50,450 



8,414 



7,500 



8,414 



7,500| 8,414 15,914 



Partite di giro - 



Per rimborso imposta 
pagata come al conto 
n. 71 



46 



L. 




Residui 1880 - Venti, colono di Colle. 

Righetti, colono di Pas- 

signano (a) . . . . 

Coloni della tenuta di 

Boneggio 

Partite di giro - Rimboi*so delle anticipa- 
zioni fatte nel 1890 ai 
coloni Rossi e Ratti 
come al conto n. 72 . 

(a) Annullato per inesigibilità il credito verso Ri- 
ghetti con delib 18 nov. 1890 approvata il 30 detto . 



Data 



AVERE 



ci O 
Oo 



Versa- 
menti in 
tesoreria 



Compen- 
sazioni in 
uscita 



Totale 



NOTE 



191 gen. 5 



Da cassa, per vino venduto al 
Manicomio a lire 35 . . Lit. 

Idem per vino venduto all'Or- 
fanotrofio a lire 35 . . » 

Da spese vitto, vino consu- 
mato dall'Ospedale . . » 



Calo di quantità . . . . > 
Residuo alla fine 1890, vino 
a lire 27 » 



Lit. 




Vedi conto di uscita 
n. 70. 



190 ott. 17 
» nov. 2 
» dee. 31 



Da cassa, Vivanti affittuario, rimborso 
per i coloni di Colle 

Idem Luciani affittuario, rimborso per 
i coloni di Passignano e Angeli . . 

Da stipendi, per ricchezza mobile, diret- 
tore, sanitari, ecc 



8 


196 


» 


196 


8 


1,045 


» 


1,045 


8 


648 


» 


648 


47 

8 
L. 


» 


149 


149 


1,889 
- 1,045 


149 


2,038 
. 1,045 


844 


149 


993 



190 ott. 4 
91 gen. 16 



Da cassa, Venti in saldo suo debito . . 

Da diversi, per diminuzione debiti dei 

coloni di Boneggio 



53 

27 
L. 



Residui alla fine 1890, Coloni di Boneggio 

Col. Rossi e Ratti. 



I 



56 


251 


» 


251 


58 


298 


» 


298 


19 
L. 


» 


642 


642 


549 


642 


1,191 



Vedi conto di uscita 
n. 71. 



I 



196 



196 



199 



199 



196 
199 



Vedi conto di uscita 
n. 72. 



3951 



449 
149 



993 






31 



346 



OSPEDALE 



Svolgimento del conto n. V del Giornale- masir oW)ebitori per T Entrata. 



347 



INTESTAZIONE 
DEL CONTO 


Data 


DARE 


a u 


Residui 

di esercizi 

scaduti 


Compe- 
tenze del- 
l' esercizio 
corrente 


ToUle 


42. 

Coloni credi- 
tori. Versamenti 
fatti dai mede- 
simi in aumento 
del loro credito. 


1890 


Partite di giro - Versamenti come di con- 
tro, accreditati ai co- 
loni nel conto n. 73 . 


48 
L. 


» 


291 


291 


» 


291 


291 


43. 

Cappella Mo- 
schini. - Debi- 
tori per la pi- 
gione della casa 
spettante a detta 
cappella, di gius 
patronato del- 
r Ospedale, do- 
vuta, vita duran- 
te, al cappellano 
Barelli. 


1890 


Partite di giro - Pigione della casa P 

semestre 1800 . . . 

Pigione della casa 2" 

semestre 1890 . . . 


49 
50 

L. 




120 
150 


120 
150 


» 


270 


270 



44. 

Eredità Bruni 

a favore dell'O- 
spedale. -Riscos- 
sioni in conto cor- 
rente durante il 
periodo di accer- 
tamento. 



1890 



Residui 1889 - Maggiori pagamenti a 

tutto 1889 .... 

Partite di giro - Rimborso dei pagamenti 

del 1890, come al conto 
n. 75 

N. B. Le suddette somme figurano nel rendiconto: 

riscosse compen. totale 



Residui 1889 . . . . L. 
Partite di giro ...» 



66 
20,721 



20,787 



» 
4,428 



4,428 



66 
25,149 



25,215 



9 



51 



L. 



66 



66 



25,149 



66 



25,149 



25,149 25,215 



Data 



AVERE 



OS o 

So 

3 * 



Versa- i Compen- | 
menti in i sazioni in 



Totale 



tesoreria 



inov.17 
)lgen.l6 



Da cassa, affittuario Luciani per versa- 
teci per conto del colono Placidi . . 

Da diversi, per rilasci dei coloni di Bo- 
neggio in aumento del loro credito . 



62 

27 

L. 



90feb.l0 



mag. 4 
lug. 4 



Da cassa, Leoni Virgilio, pigione primo 
trimestre 1890 della casa della cap- 
pella Moschini 

Idem detto, pel secondo trimestre . . 

Idem Mari Giulio, nuovo inquilino, pel 
terzo trimestre 



Residuo alla fine 1890 - Mari Giulio pel 
quarto trimestre. .,....• 



|90gea.l0| 

» 24 

feb. 27 
mar.25 

mag. 31 
» » 

lug. 7 
» 19 

sett. 20 
91 feb. 10 



Da cassa. Belli Silvestro per pigione 1* 
semestre • 

Id. Banca Perugia, interessi 1889, azioni 

Id. Economo per mobilio venduto. . . 

Id. Liberti Francesco per affitto predi 1" 
semestre • • 

Id. Benedetti Luigi, sorte suo debito . 

Id. detto, saldo interessi 

Id. Banca Perugia, dividendo 1889 . . 

Id. Belli, pigione 2° semestre. . . . 

Id. Liberti, affitto 2° semestre . . . 

Da patrimonio, per applicazione della dif- 
ferenza di questo conto a titolo di rin- 
vestimento ....'..•• 



45. 

Cassa di sov- 
venzione mu- 
tua tra le Ope- 
re pie - per resti- 
tuzione dei depo- 
siti e interessi. 



1890 



Partite di giro - Per depositi fattivi in 

quest' anno come al 
conto n. 76 . 

Entrate effettive - Per interessi 4 7o 



52 

29 



L. 






10,000 
153 



10,153 



10,000 
153 



90 dee. 1 
91gen.l0 



7 
21 

32 

L. 



3 

5 
10 

15 
24 
25 
30 
37 
49 



uscita 



NOTE 



100 



191 



100 



100 
191 



191 



Vedi conto di uscita 
n. 73. 



291 



60 
60 

75 






195 



350 

80 

4,562 

6,000 

3,000 

165 

280 

350 

6,000 



29 

L. 20,787 



> 



4,428 



4,428 



10,153 



Da cassa, per ritiro in conto depositi . 
Idem per interessi 4 7o ^ *"^^ ^®^- 
1890 



Residuo alla fine 1890 - Deposito rimastovi 



63 

74 



2,000 
153 






2,153 



L. 



60 
60 

75 



Vedi conto d'uscita 
n. 74. 



195 



75 



270 



350 

80 

4,562 

6,000 

3,000 

165 

2801 

350 

6,000 



Vedi conto di uscita 
n. 75. 






4,428 



25,215 



2,000 
153 



» 2,153 
8,000 



Vedi conto d'uscita 
n. 76. 



10,153 



I 






^' 



348 



OSPEDALE 



Svolgrimento del conto n. V del Giornale 'mastroWDébitori per l'Entrata. 



INTESTAZIONE 
DEL CONTO 



Data 



DARE 



e V 

fi 

o « 



Residui 

di esercizi 

scaduti 



Compe- 
tenze del- 
l' esercizio 

corrente 



Totale 



46. 

Debitori e con- 
segnatari di- 
versi - per ope- 
razioni permuta- 
tive precarie. 



1890 



Residui i889: 

1. Tesoriere per resto di cassa del 1889 . 

2. Dispensa dell 'Ospedale per olio, legumi 
e grassi suini, rimasti al 31 decembre 

1889 

3. Spesa da ammortizzare. 3' ed ultima 
rata del prezzo di 100 letti provvisti 
e pagati nel 1888 

Partite di giro 1890 - Generi diversi 
di vitto, rimasti nella dispensa del- 
l'Ospedale al 31 decembre 1890, come 

al conto n. 61 

Deposito del nuovo inquilino Belli 
per le spese d'asta, che si trasporta 
al conto n. 77 



1 



10 



11 



53 



54 



L. 



2,649 

569 

1,000 



4,218 



971 



200 



1,171 



Dala 



AVERE 



So 

• ■-• t& 
3 " 

a© 



Versa- 
menti in 
tesoreria 



Compen- 
sazioni in 
uscita 



Totale 



2,640| 

561 

1,000| 



90 mar. 1 



15 



Da cassa per versato in conto nuovo il 
resto di cassa 1889 

Da spese vitto 1890, per i generi in ri- 
manenza al 31 dee. 1889 .... 

Da spese mobilio per ultima rata am- 
mortamento sj)esa 100 letti del 1888 
dec.lOJ Da cassa, deposito per le spese d'asta e 
di contratto, fatto dal nuovo inquilino 
Belli 



971 



200 



5,389 



2 
4 
5 

64 



Residuo alla fine i^90- Generi di dispensa 
rimasti al 31 dee. 1890 



2,649 



569 



1,000 



200 



L. 



2,849 



2,649 

569 

1,000 

200 



1,569 



L. 



4,418 



971 



5,389 



Svolgimento del conto n, VI del Giornale- mastròi Creditori per l'Uscita. 



INTESTAZIONE 
DEL CONTO 



Data 



DARE 



2^ 



Mandati I Compen- 
di sazioni in 
pagaroen. entrata 



Totale 



47, 

Imposte e so- 
vrimposte. 



90 apr.20 



lug. 10 



ago. 14 
» 25 

dee. 31 

91gen. 4 

» 10 



A cassa, tesoriere per rimborso tasse 1® 
e 2° bimestre 1890 

A Debito pubblico, ricchezza mobile rite- 
nuta sulla rendita 1" semestre . . . 

A Vivanti affittuario, imposte da lui pa- 
gate per conto Ospedale 

A cassa, tesoriere pel 3" e 4** bime- 
stre 

A R. Governo, ricchezza mobile sul ca- 
none 1890 

A Debito pubblico, ricchezza mobile sulla 
rendita 2° semestre 

A cassa, tesoriere, pel 5" e 6® bime- 
stre 



17 


7,894 


» 


n 


» 


416 


i3 


» 


1,545 


45 


8,249 


» 


20 


» 


105 


21 


» 


440 


98 
L. 


8,596 


» 


24,739 


2,506 



7,894 
416 

1,545 

8,2491 
105 
440 

8,596 



Data 



AVERE 



O V 



Residui 

di esercizi 

scaduti 



Compe- 
tenze del- 
l' esercizio 

corrente 



Totale 



1890 



27,245 



Spese effettive ' kmmGXìidiVQ delle imposte 
1890 



59 



L. 



27,245 27,245 



349 



NOTE 



27,245: 27,245 



NOTE 



I> 






: it 



350 



OSPEDALE 



Svolgimento del conto n. VI del Oiornale - mastro 



INTESTAZIONE 
DEL CONTO 



Data 



DARE 



48. 

Lavori nei fab- 
bricati di città 

(meno il fabbri- 
cato deir Ospe- 
dale). 



90 feb. 10 
mag. 2 

» 10 
giù. 7 
ago. 18 

set. 4 
dee. 15 
91 gen. 5 



A cassa, muratore per 
restauri ordinari . L. 

A cassa, Ferri F. 1» 
rata lavori straordi- 
nari ai tetti ...» 

A cassa, fabbro per 
riparazione infissi . » 

A cassa, Ferri F. 2» 
rata come sopra . » 

A cassa , falegname 
per restauri agl'in- 
fissi > 

A cassa, pittore per 
verniciature ...» 

A cassa, Neg. Artini 
per materiali diversi » 

A cassa, tesoriere per 
rimborso mercedi a- 
gli operai. ...» 

L. 



49. 

Lavori nei 
fondi stabili in 
campagna. 



90 ago. 8 



nov. 5 



91 feb. 17 



A cassa, agente rurale 
per lavori di manu- 
tenzione nel P sem. L. 

A cassa, detto per ul- 
teriori lavori straor- 
dinari ai fabbricati 
di Boneggio nel 2" 
semestre .... » 

A cassa, Floridi Anto- 
nio per 7,^ dell'im- 
porto dei lavori di 
ricostruzione di una 
casa a Colle. . . » 

A cassa, agente rurale, 
lavori manutenzione 
2° semestre ...» 

A cassa, detto, ulte- 
riori lavori straord. 
ai fabbr. di Boneggio » 



Residuo alla fine 1890- 
Floridi 7,0 appalto . 



» 
L. 




2,822 



Creditori per V Uscita. 



351 



Data 



AVERE 



« . 

co 

u a 

O 4) 
. U 



Residui 

di esercizi 

scaduti 



1890 



ord. Lavori di manuten- 
zione 



Spese eff-ettm ^ ^^^^^,.^ Rinnovazione 

di parte del tetto. 



60 
86 



L. 




^ .^ \ 



ord. Lavori di manuten- 
zione 

Ricostr. della 
casa nel voc. 
Rocca a Colle. 
Ulter. lavori 
straor. ai fab- 
br. Boneggio. 



straord. 



61 



87 



89 



L. 



» 

» 



Compe- 
tenze del- 
l' esercizio 

corrente 



Totale 



NOTE 



1,082 
1,740 



1,082 
1,740 



Si comprendono in 
questi conti tutte le spe- 
se di manutenzione or- 
dinaria ed anche quelle 
di non molta importan- 
za che figurano nel bi- 
lancio tra le straordi- 
narie, allo scopo di non 
aprire tanti conti spe- 
ciali per ogni lavoro. 
A separare tali spese 
nel resoconto, oltreché 
le due colonne per le 
ordinarie e straordina- 
rie qui intestate, soc- 
corre opportunamente 
il prontuario dell' usci- 
ta, di cui al n. 95, ca- 
pitolo quarto di questa 
guida. Per i grandi 
lavori che portano molti 
dettagli, si apre ogni 
volta un conto speciale 
nel mastro. 



2,822 2,822 



5,649 



3,460 



2,405 



5,649 



3,460 



2,405 



11,514 



11,514 



Come sopra. 






352 



OSPEDALE 



Svolg^imento del conto n. VI del Oiornale'inastrcMQreàitori per l' Entrata. 



INTESTAZIONE 
DEL CONTO 



Data 



DARE 



60. 

Compagnia di 
S. Rocco. - Per 

frutti al 5 7„ 
del censo passivo 
in sorte lire 5,320 
derivante da i- 
stromentodel..., 
pagabili tali frut- 
ti ad anno posti- 
i cipato il 31 de- 
ll cembro. 



90apr.l5 
nov. 1 



A cassa, per frutti dell'anno 1889 . . 
» per saldo frutti a tutt'oggi, es- 
sendo stato affrancato il censo . . . 



2^ 



Mandati Compen- 
di s&zione in 



pagamen. 



mitrate 



14 


266 


» 


67 


222 


» 


L. 


488 


» 



Totale 



266 
222 



.488 



Data 



1890 



AVERE 



Residui 1889 - Frutti dell'anno 1889 
Spese effettive - idem 1890 a tutto ottobre 



.S.H 

'S'S 

o ® 



55 
62 



L. 



Residui 

di esercizi 

scaduti 



Compe- 
tenze del- 
l' esercizio 

corrente 



266 



266 



222 



222 



353 



Totale 



NOTE 



266 
222 



488 



Affrancato questo 
censo il lo dicem. 1890. 



51. 

Parrocchia di 
Collepino. - As- 
segno al parroco 
di annue lire 780 
pagabile a seme- 
stri regolari po- 
sticipati, dipen- 
dente da atto del 



OOlug. 1 



dee. 31 



A cassa, parroco di Collepino, assegno 

Y semestre 

A cassa, detto, assegno 2° semestre . . 



31 
87 



L. 



390 
390 



780 






390 
390 



780 



1890 



Spese effettive - Assegno dell'anno 1890 



63 



L. 



780 



780 



780 



780 



52. 

Legato di doti 

per matrimonio 
nella frazione de- 
gli Angeli. 



Il benefattore Liizi 
con suo testamento del 
.... dispose che que- 
st' Ospedale, suo erede, 
debba conferire ogni 
anno cinque di dette 
doti, di lire 100 cia- 
scuna. 



90mar.l0 
apr. 18 



giù. 14 



ago. 2 
nov. 10 
91 gen.l5 



A cassa. Rosa Fini maritata a , 

dote del 1890 

A cassa. Angela Meli maritata a , 

dote del 1886 

A cassa, Luisa Scacchi maritata a , 

dote del 1888 

A cassa, Giuditta Verdini maritata a , 

dote del 1890 

A cassa, Lucrezia Santi maritata a , 

dote del 1887 

A cassa. Elisa Pini maritata a , 

dote del 1890 

Residuo alla fine 1890 - Doti che re- 
stano a pagarsi 



5 
16 
25 
39 
70 
100 



100 
100 
100 
100 
100 
100 



600 






L. 



100 
100 
100 

:oo 

100 
100 



eoo 

500 
1,100 



V 



1890 



Residui 1889 - Doti n. 7, conferite e 
non pagate a tutto 1889 (a) . . . 

Spese effettive - Doti n. 5, conferite nel 
1890 a; Luigia Remoli, Elisa Pini, 
Giuditta Verdini, Amalia Serri e Rosa 
Fini 



(a) Si annulla una dote del 1885 per morte della 
zitella Eva Radi 



56 



64 



56 



700 



» 



700 
100 



600 



700 



500 



500 



500 



1,200 
- 100 



500 



1,100 



32 



V 

354 OSPEDALE 


• 

Svolgi mento del conto n. 


VJ del Giornale -mastro 


CreditoH 


L per r Uscita. 










355 


INTESTAZIONE 
DEL CONTO 


Data 


DARE 


_ o 

a" 


Mandati 

di 
pagamen. 


1 

■ 

Compen- 
sazione in 
entrata 


Totale 


Data 


AVERE 


' 0) . 

•5'S 

O 0) 


Residui 

di esercizi 

scaduti 


Compe- 
tenze del- 
l' esercizio 
corrente 


Totale 


NOTE 


53. 

Gassa pensio- 






















è 






90dec.27 


A cassa, pel contributo dell'anno 1890: 










1890 


Spese effettive - Contributo dell* anno 1890 


65 


» 


4,337 


4,337 




ni - a favore de- 




Per le pensioni in corso . . . • ( oo 
Per affrancaz. delle pensioni future. J ^^ 


3,483 


* \ A.9ai\\ 
















gl* impiegati e sa- 




854 » ) ■'""Il 
















lariati della Con- 




























gregazione di ca- 




























rità - deve avere 




























r annuo contri- 




























buto di lire 4,337 




























per anni 12 a tutto 




























il 1899, e di li- 




























re 2,776 per al- 














1 














tri anni 18, a 














1 














tutto il 1917, a 














il 














senso dello Sta- 














1 


• 












tuto 17 ottobre 














1 














1887. 






L. 


4,337 


» 


4,337 


1 




L. 


> 


4,337 


4,337 





54. 

Spese di am- 
ministrazione - 

impiegati, stam- 
pe, ecc. 



La congregazione di 
carità con delibera- 
zione del .... appro- 
vata il ... . stabilì 
che le spese di ammi- 
nistrazione di carattere 
generale siano per la 
metà attribuite tra le 
spese di beneficenza. 



90apr. 7 



ago. 19 
91gen.l0 



A cassa, procuratore 
legale per spese ir- 
repetibili . . . . L. 

A cassa, tipografo per 
stampati speciali . » 

A cassa, Congr. di ca- 
rità per stipendi im- 
piegati segret.* ecc. » 

Idem, ufficio tecnico e 
rurale » 

Idem, per spese diverse 
di amministrazione. » 




1] 



44 



106 



L. 



55. 

Fitto dei fab- 
bricati ad uso 
dell'Ospedale 

stabilito in annue 
lire 3,500, con 
deliberazione del 



90 dee. 15 



A pigioni, per fitto 1890 del fabbricato 
ad uso dell'Ospedale 



i6 



L. 



94 
308 

4,000 

3,500 

265 



8,167 



» 



3,500 



3,500 



94 
308 



7,765 



8,167 



1890 


• 

Spese effettive: 














rata patri-S ^' colonna dicontro L. 3,675, 

mordale ( '"^^^J^"" ^" ^ ^J 
^ re 4,492 . . » 2,246 


•6/ 
/69 


» 


5,921 


5,921 






rata perla beneficenza (P altra metà) . 


72 


» 


2,246 


2,246 








L. 


» 


8,167 


8,167 





1890 



3,500 



3,500 



Spese effettive - Pigione dell'anno 1890 



70 
L. 


» 


3,500 


3,500 
3,500 


» 


3,500 



356 



OSPEDALE 



Svolsrimento del conto n. VI del Oiornale-mastromCreàitori per V Uscita. 



357 



INTESTAZIONE 
DEL CONTO 



Baia 



DARE 



o 
58o 



Mandati 

di 
pagaroen. 



66. 

Lavori al fab- 
bricato dell'O- 
spedale. 



90 feb. 17 
apr. 12 
inag.27 
giù. 26 
ago. 29 
otto. 15 
nov. 2 

91 gen.5 



A cassa, vetraio per 
cristalli . . . . L. 

A cassa, fabbro per ri- 
parazioni .... » 

A cassa, Rossi 1' rata 
appalto sistem. atrio » 

A cassa, ditta Fidi 
per calce, ecc. . . » 

A cassa, muratore per 
manutenzioni . . » 

A cassa, Rossi, saldo 
lavori dell'atrio . » 

A cassa, Socci per ma- 
teriali vari . . . . 

A cassa, tesoriere, per 
mercedi agli operai. » 



ordin. 



195 
160 

» 

304 
198 

» 

426 
180 



atraord. 



1,463 



1,645 

3,831 

» 



5,476 



I 



57. 

Stipendi al di- 
rettore e sani- 
tari. 



90apr . 4 
lug. 2 
ott. 6 
dee. 31 



58. 

Salari al per- 
sonale di ser- 
vizio. 



90mar.31 



giù. 30 
sett. 30 
dee. 31 



59. 

Spese di vitto. 

Pane e Vino. 



91 gen. 4 
» 5 



A cassa, per stipendi pagati del 1" trim. 

» » » 2« » . 

» » » 3« » . 

» » » 4* » . 

A imposta ricchezza mobile per saldo 

stipendi 1890 

A cassa, economo, per pagare salari 1" 

trimestre, come da ruolo 

Idem 2° trimestre 

Idem S'» » 

Idem 4° » 

A cassa, fornaio per pane Cg. 15921, 
dato nel 1890 

A magazzino vino, per litri 15,600 a 
L. 0.35 consumato nel 1890 . . . 



4 

13 
22 

29 
46 
60 
68 
94 
L. 



8 
30 
55 
86 

L. 



89 
22 



Compen- 
sazioni in 
entrata 



Totale 



195 

160 

1,645 






304 


» 


198 


» 


3,831 


> 


426 


» 


180 


» 


1 6,939 


» 



195 
160 

1,645 
304 
198 

3,831 
426 
180 



6,939 



3,000 
3,050 
3,072 
3,063 



12,185 






3,000 
3,050 
3,072 
3,06a 



12,185| 



5,746 



5,460 



L. 5,7461 5,460 



5,746 
5,460 



11,200 



Dala 



AVERE 



. u 



di esercizi !.„„„>„• :„ 
scaduti ^ esercizio 
corrente 



Totale 



NOTE 



1890 



f ord. Lavori di manuten- 

Spese effettioe) , zione. • . . . 

^ " I straord, sistemazione 

( dell'atrio . . . 



71 

90 



L. 






9 


1,964 


» 


1,9641 


1890 


33 


1,964 


» 


l,964l 




57 


1,964 


» 


1,964| 


• 


85 


1,966 


» 


1,96C| 




i9 
L. 


» 


642 


6421 




7,858 


642 


8,5oJ 



Spese effettive - Stipendi dell' anno 1890 



73 



L. 



1890 



Spese effettive - Salari agli inservienti - 

uomini 

id. id. id. donne 



74 
75 



L. 



» 



1,463 1,463 



5,476 



5,476 



6,939 



6,939 



Vedi nota ai conti 
n. 48 e 49. 



8,500 



8,500 



8,500 



8,500 



I nomi e lo stipendio 
dei singoli impiegati ri- 
sultano da appositi ruo- 
li, che si rilegano an- 
nualmente insieme al 
giornale e alla matrici 
dei mandati di ogni O- 
pera pia. E le notizie 
sullo stato di servizio di 
ciascuno stipendiato ap- 
pariscono dalle schede- 
individuali della cassa- 
pensioni, come si è già 
detto al n. 119, capitolo 
quarto di questo libro. 



> 



9,685 
2,500 



12,185 



9,685 
2,500 



12,185 



Come sopra. 



1890 



Spese effettive - Consumo di pane e vino 
come dicontro 



77 



L. 



11,206 



11,206 



11,206 11,206 



358 



OSPEDALE 






INTESTAZIONE 
DEL CONTO 



60. 

Spese di vitto. 



Carne. 



Data 



90 apr. 5 



I 



lugl. 7 
ott. 10 
91 gen.8 



Svolgimento del conto n. VI del Oiom/i/e-m/w^ro|creditori per V Uscita. 



359 



DARE 



A cassa, beccaio, per carne nel 

1" trimestre a lire 1.20 . Cg. 
Idem nel 2" trimestre ...» 
Idem nel a*» » ...» 
Idem nel 4° » ...» 

Cg. 



cs u 
•^ o 



Mnndati 

di 
pagamen. 



Compen- 
sazioni in 
entrata 



Totale 



1,942 


10 


2,330 


» 


2,330 


2,146 


35 


2,575 


» 


2,575 


2,215 


59 


2,658 


» 


2,658 


1,925 
8,228 


96 
L. 


2,310 


» 


2,310 


9,873 


» 


9,873| 



Data 



1890 



AVERE 



o « 

. « 
2^ 



di esercizi i. • • 

1 esercizio 



scaduti 



corrente 



Totale 



Spese effettive - Consumo di carne come 
dicontro 



78 



L. 




N OTE 



61. 

Spese di vitto. 



Generi diversi. 



90mar.l5 

apr. 24 
mag. 1 
ago. 29 

91 gen.5 

» 



A debitori diversi per i generi rimasti 

del 1889 

A cassa, droghiere, per zucchero e caffè 
All'agenzia di Boneggio, per olio litri 1220 
A cassa, pizzicagnolo per grassi suini, 

cacio, ecc • • 

A cassa, neg. Paresi per pasta da mine- 
stre, riso e uova • 

A cassa, economo, per latte, erbaggi, 
polli, ecc 



4 

18 
ti 

Al 

92 

95 



L. 



» 
1,454 

» 

1,627 
2,542 
1,449 



7,072 



569 

» 

1,220 

» 

» 

» 



569 
1,454 
1,220 

1,627 

2,542 

1,449 



1,789; 8,86] 



1890 



Spese effettive - Valore dei generi con- 
sumati 

Partite di giro - Valore di quelli rimasti 
al 31 dicembre 1890 - Vedi conto in 
entrata N. 46 

N. B. Le suddette somme figurano nel rendiconto : 

pagate compen. totali 



Spese effettive 
Partite di giro 



6101 
971 



7072 



1789 



1789 



7890 
971 



8861 



79 



106 



7,890 
971 



8,86.1 



7,890 
971 



8,861 



Questi generi, a dif- 
ferenza del vino che 
serve anche per altri 
istituti, e pel quale è 
aperto speciale conto 
di deposito al n. 39, si 
provvedono tutti pel 
consumo annuale del 
solo Ospedale ; e quindi 
il presente conto ha il 
principale aspetto di un 
conto di spesa effettiva. 
Accade tuttavia che 
alla fine dell' anno una 
qualche parte di essi 
generi non sia stata 
consumata, ed allora 
il corrispondente va- 
lore, come qui facciamo 
per L. 971, si porta 
nel rendiconto tra le 
partite di giro 



62. 

Spesa di 
Combustibili. 



90 dee. 15 
» 
» 30 



A cassa, fornitore per legna consumata 
quintali 1730 a lire 1.70 

A cassa fornitore per carbone consumato 
quintali 61 a lire 6 . . . • . • .• 

A cassa, negozio Barbi per petrolio li- 
tri 1120 a lire 0.80 




L. I 4,203 



Spese elettive - Consumo 1890 come di- 
contro 







• 




80 


» 


4,203 


4,203 


L. 


» 


4,203 


4,203 



é 



360 



OSPEDALE 



Svolgimento del conto n, VI del Giornale -mastro Creditori per V Uscita. 



361 



INTESTAZIONE 
DEL CONTO 



63. 

Manutenzione e 
provvista dei 
MobUi deli' 0- 
spedale. 



Data 



90 feb. 6 
mar. 15 



apr. 10 
mag. 7 

ott. 17 
dee. 18 
91gen.l5 



DARE 



A cassa, negozio Torri 
per terraglie e vetri L. 

A debitori diversi, 3* 
ed ultima rata di 
ammortamento della 
spesa dei 100 letti 
provvisti e pagati 
nel 1888 .... » 

A cassa, verniciaio per 
manutenzione mobili » 

A cassa, ditta Calzoni 
per una nuova cu- 
cina economica . . » 

A cassa, falegname per 
manutenz. mobili . » 

A cassa, fabbro per ma- 
nutenzione mobili . » 

A cassa, economo, rim- 
borso spese per ma- 
nutenzione mobili . > 



si 

«8 O 

So 



Mandati 

di 
pagamen. 



Compen- 
sazioni in 
entrata 



ordin. 


straord. 


2 


247 


» 


» 


1,000 


5 


159 


» 


12 


» 


1,847 


20 


630 


» 


62 


469 


» 


77 


560 


» 


102 


i 2,065 


2,847 


L. 



247 



159 

1,847 
630 
469 

560 



1,000 






Totale 



247 



1,000 
159 

1,847 
630 
469 



560 



3,912 1,000 4,912 



Dita 


AVERE 


N. d' ordine 
del rendic. 


Residui 

di esercizi 

scaduti 


Compe- 
tenze del- 
l' esercizio 

corrente 


Totale 


NOTE 


1890 


f ordinar. Manutenzione . 

Spese eff-ettive ,^^^^^^ ( Nuovi letti e 

{ l cucina . . 


81 
91 

L. 


> 


2,065 
2,847 


2,065 
2,847 

4,912 


- 




» 


4,912 



64. 

Rinnovazione 
della bianche- 
ria e bucato. 



90 apr. 17 



lug. 



7 
ott. 25 
91gen.l0 
» 15 



A cassa, ditta Fortina per tele da bian- 
cherie 

A cassa, Belli Teresa, bucato nel 1** sem. 

» negozio Lilli per tele. . . . 

» Belli Teresa, bucato nel 2** sem. 

» economo, rimborso spese i>el 

guardaroba 



15 
36 
65 
97 

103 

L. 



1,542] 
9781 

1,894| 
956' 

212 






5,5821 



65. 

Medicinali e 
presidi chirur- 
gici. 



90 mar. 16 

ago. 4 

91gen.l5 

» 24 



A cassa, ditta Hartmann per medicature 

antisettiche 

. A cassa, ditta Spinelli per presidi chi- 
rurgici 

Alla farmacia interna per medicinali dati 
air Ospedale nel 1890 al prezzo di ta- 
riffa col ribasso 20 % ..... 

A cassa, negozio Vecchi per presidi chi- 
rurgici 



6 
40 

24 
107 
L. 



940 
1,035 



1,540 
3,515 



7,750 



7,750 



1,542 
978 

1,894 
956 

212 



5,582 



940 
1,035 



7,750 

1,540 

11,2651 



1890 



Spese effettive - Rinnovazione della bian- 
cheria 

Idem. - Spese pel bucato. . . 



82 


» 


3,648 


3,648 


83 


» 


1.934 


1,934 


L. 


» 


5,582 


5,582 



1890 



Spese effettive 
contro . . 



- Consumo 1890 come di- 



84 



L. 




362 



OSPEDALE 



Svolgimento del conto n, VI del Giornale -mastro 



INTESTAZIONE 
DEL CONTO 



Data 



DARE 



66. 

Spese diverse 
interne. 



90 giù. 5 
lugl.29 
dee. 31 

91 gen. 4 
» 15 

» 17 



A cassa, Rampi Luigi per segatura e scope 
» impresa telefoni, abbonam. 1890 
» barbiere per servizio prestato 

nel 1890 

A cassa, falegname per casse da morto . 
» economo, per spese diverse delle 

infermerie 

A cassa, società della conduttura per 
consumo acqua 1890 



li 



67. 

Patrimonio 
dell'Ospedale 

pel rin vestimento 
di capitali. 



90 giu.20 



nov. 1 



91 gen. 16 
feb. 10 



I 



Acquisto di capitali, 

A cassa, per acquisto di lire 360 rendita 
italiana 5 7o ^ ^^^^ ^» ^^^ godimento 
dal 1*» luglio 

A cassa, per aifrancazione del censo pas- 
sivo a favore della compagnia di S. Rocco 

A diversi per aumento di bestiame nella 
tenuta di Boneggio. ...... 

A eredità Bruni per eccedenza di paga- 
menti fatti dalla cassa deirOspedale, 
impiegata nei beni dell* eredità mede- 
sima 

Residuo alla fine 1890 - Somma che 
resta ad investirsi 




21,562 



il ! 



364 



OSPEDALE 



INTESTAZIONE 
DEL CONTO 



Data 



Svolgimento del conto w. Videi Giornale - mastro 



DARE 



68. 

Farmacia in- 
tema dell'O- 
spedale. 

Fornitori di me- 
dicinali ed altri 
creditori per le 
spese della far- 
macia. 



90gen.31 
mar.25 
lug. 2 



sett. 5 
dee. 15 

» 17 
91 gen.3 
» 10 
> 14 



I 



A cassa, Belliti per al- 
cool L. 

Idem, Bonavia per me- 
dicinali . . . . » 

Idem, stipendi ai far- 
macisti ecc. - P se- 
mestre ^ 

Idem, Kayser per me- 
dicinali .... » 

A pigioni, per fitto 
J890, locale farma- 
cia > 

A cassa. Erba per me- 
dicinali .... » 

Idem, stipendi - 2" se- 
mestre .... » 

Idem, direttore, rim- 
borso spese diverse » 

A capitali, diminuzio- 
ne inventario me- 
dicinali da lire 8,550 
a 7,640 .... » 



provvista 
medic.ii 



475 
406 



altre 
spese 



882 
1,649 



2,400 



910 



500 
» 
2,400 
372 



34 
49 

i7 
74 
88 
99 



4,322 5 



23 
>,672 I L. 



2^ I n 

«81 Mandati Compen- 
g b I <]i sazìooi in 

S* Ipagamen. entrata 
o I 



475 
406 

2,400 
882 

1,649 

2,400 

372 



8,584 



500 

» 
» 



910 



Totale 



475 
400 

2,400 
882 

500 
1,649 
2,400 

372 



910 



1,410 9,994 



Creditori per V Uscita. 






Data 



AVERE 



u a 



Residui 



Compe- 
. lenze dei- 



di esercizi, j,gggrj,Ì2Ìo 
scaduti corrente 



1890 



f provvista di medicinali. \ 

. ,. . \ stipendi e salari. . . ' 97 
Partite di giro' ^^^ ^^j ^^^^^^ ^ gpese i 

( diverse 

addebitate alla farmacia al conto n. 37 






4,322 

4,800 

872 



365 



Totale 



9,994 



NOTE 



4,322 

4,800 

872 



Vedi conto dì entrata 
n. 37. 



9,994 



69. 

Agenzia ru- 
rale della Te- 
nuta di Boneg- 
gio. 

Creditori per le 
spese di condu- 
zione e anticipa- 
zioni per detta 
agenzia. 



901ug.31 
ott. 18 



91gen.l5 



16 



I 



A cassa, per nolo della 
trebbiatrice . . . L. 

Idem, per tassa be- 
stiame 1890. . . » 

Idem, per tassa ric- 
chezza mobile co- 
lonica ...... 

Idem, per gli assegni 
agli agenti ...» 

A diversi, per spese 
conduzione pagate 
dall'agenzia. . . » 



I 




848; 230, 1,078 



1890 



r^ ... j. • S Spese di conduzione. . 
Partite di giro \ anticipazioni varie . . ) 

addebitate all' agenzia di Boneggio nel 

conto n. 38. 




Vedi conto di entrata 
n. 38. 



iÉCtaiMta 



366 OSPEDALE 



Svolgimento del conto n. VI del Giornale- mastro^ 



INTESTAZIONE 
DEL CONTO 



Data 



DAR E 



70. 

Magazzino del 
vino in città. 

Fornitori del 
vino ed altri cre- 
ditori per le spe- 
se del magazzino. 



5-2 
So 



Mandati I Compen- 
di sazioni in 
pagamen. : entrata 



90 feb.28 
ago. 14 
ott. 10 

91 sren.S 



Totale 






All'agenzia di Boneggio per 
vino a lire 22 ... . Lit. 

A Vivanti affittuario per vino 
a lire 22 > 

A cassa, per pagate a Fal- 
chi, metà importo di vino 
a lire 28, (l'altra metà a 
6 mesi) ^ 

A cassa, assegno 1890, al 
cantiniere ;^ 



Residuo alla fine 1890 - Fal- 
chi, metà vino ecc. . . » 






Lit. 



71. 

Imposta di ric- 
chezza mobile 

acarico degli im- 
piegati e coloni. 
- Pagamenti al- 
l' esattore. 



90 dec.18 



A cassa, esattore per imposta ricchezza 
mobile 1890 a carico: 

degl'impiegati dell' Ospedale. . . 

dei coloni di Colle 

idem di Passignano e Angeli. . . 



72. 

Coloni debi- 

tori.-Pagamenti 
per conto dei me- 
desimi in aumen- 
to del loro debito. 



90 giù. 15 
sett. 10 



A cassa, colono Rossi di Colle per pagate 
al farmacista per suo conto .... 

Idem, colono Ratti di Colle per spese giu- 
diziali e di perizia pagate per suo conto. 



26 



52 



L. 



73. 

Coloni credi- 
tori. 



90 giù. 20 



A cassa, per pagate al colono Placidi in 
conto suo credito 



I 



Residui alfa fine ISfìoi "^^1^"^ di Boneggio 

( colono Placidi. . 



57 
92 



149 








57 
92 



149 



Creditori per V Uscita. 



367 



Data 



1890 



1890 



1890 











1 


28 
L. 


75 


» 


75 




75 


» 


75 

611 
135 










L. 


821 


1 



1890 



AVERE 



e o 

^^ 

(4 a 

o V 

. 0) 



Residui 

di esercizi 

scaduti 



Compe- 
tenze del- 
l' esercizio 

corrente 



Totale 



NOTE 



r. .-. j- • i Assegno al cantiniere . 
Partite dt a irò r^ • x j- 

ty ( Provvista di vino . . 

addebitate al magazzino nel conto n. 39 



99 
99 



L. 






360 



360 



8,054 8,054 



8,414 



8,414 



Vedi conto di entrata 
n. 39. 



Partite di giro - Imposta dovuta come 

dicontro pel 1890 

addebitata agi' impiegati e coloni nel 
conto n. 40 



100 



L. 



1,191 



1,191 



1,191 



1,191 



Vedi conto di entrata 
n. 40. 



Partite di giro - Anticipate come dicon- 
tro 

addebitate ai coloni nel conto n. 41. 



101 
L. 


» 


149 


149 


» 


149 


149 



Vedi conto di entrata 
n. 41. 



Residui i889 - Coloni creditori della 

Tenuta di Boneggio 

Colono Placidi della Tenuta di Colle. . 
Partite di giro - Versamenti fatti nel 
1890, come al conto n. 42: 

dai coloni di Boneggio. 
dal colono Placidi . . 




420 
110 



191 
100 

821 



Vedi conto di entrata 
n. 42. 



368 



OSPEDALE 



Svolgimento del conto n. VI del Giomale-mastrom Creditori per l' Uscita. 



369 



INTESTAZIONE 
DEL CONTO 


Data 


DARK 


Mandato 
articolo 


Mandati 

di 
pagamen. 


Compen- 
sazioni in 
entrata 


Totale 


74. 

Cappella Mo- 
schini. - Credi- 
tori per eroga- 
zione delle ren- 
dite della mede- 
sima. 


90sett.25 
dee. 18 


A cassa, Barelli don Antonio cappellano, 

in conto rendita 1890 della casa . . 

Idem, esattore per imposta fabbricati 1890 

Residuo alla fine 1890 - Cappellano Ba- 
relli a saldo 


54 
78 

L. 


120 
62 




120 

62 


182 


» 


182 

88 




L. 


270 



75. 

Eredità Bruni 

a favore dell' 0- 
spedale. 
Pagamenti in 
conto corrente 
durante il perio- 
do di accerta- 
mento. 



90sett.l0 

» 20 

ott. 17 

dee. 17 
» 24 



A cassa, ricevitore del registro per tassa 
di successione 

Idem, per tassa sul regio decreto autoriz- 
zati vo r accettazione della eredità. . 

Idem, Liberti affittuario per spese manu- 
tenzione 

Idem, Bruni Luigi in saldo legato a suo 
favore 

Idem, esattore, imposte 1890 .... 

Idem, Guidi scultore, per una lapide ri- 
cordativa 




Data 


AVKRE 


N. d'ordine 
del rendic. 


Residui 

di esercizi 

scaduti 


Compe- 
tenze del- 
l' esercizio 

corrente 


Totale 


NOTE 


1890 


Partite di giro - Rendita della casa 1890, 
come al conto n. 43 


103 
L. 


» 


270 


270 


Vedi conto di entrata 
n. 43. 


» 


270 


270 


1890 

> 


Partite di giro - Anticipazioni per la 
eredità Bruni nel 1890, rimborsabili 
come al conto in entrata n. 44 . . 


104 
L. 


» 


25,149 


25,149 


Vedi conto di entrata 
n. 44. 




» 


25,149 


25,149 



76. 

Cassa di sov- 
venzione mu- 
tua tra le Ope- 
re pie. -Depositi. 


901ugl. 1 
ott. 1 


A cassa, per deposito a conto corrente . 
Id. id. 


32 
56 

L. 


6,000 
4,000 




6,000 
4,000 


10,000 


» 


10,000 


77. 

Creditori di- 
versi per opera- 
zioni permutative 
precarie. 


90 dee. 17 


A cassa, per tassa registro pagata sul 
contratto Belli 

Residuo alla fine 1890 a saldo . . . 


75 
L. 


142 


» 


• 

142 


142 


» 


58 




L. 


200 



1890 



Partite di giro - Ammontare dei dicon- 
tro depositi 

addebitati alla Cassa di sovvenzione al 
conto n. 45. 




Vedi conto di entrata 
n. 45. 



I 



1890 


Partite di giro - Deposito per le spese 
di asta e di contratto fatto dal nuovo 
inquilino Belli, come al conto n. 46 . 


107 
L. 


» 


200 


200 


1 


» 


200 


200 



u 



371 



CONTO CONSUNTIVO 



DELL' OSPEDALE 



SINCIZIO ie©o 



CON DUE ALLEGATI 



-•-•^ 



Allegato L Spoglio dei conti patrimoniali 
» IL Conto finanziario. 



372 



1 

2 

3 
4 



5 
6 



8 

9 

10 



11 
12 
13 



14 
15 



16 
17 



18 



19 



373 



Oonto eooxioxxiioo 
delle rendite e delle spese e delle sopravvenienze attive e passive 

deW esercizio 1890 



Stato del oapltsill. 



DI COMPETENZA PATRIMONIALE 
come risulta dallo spoglio dei conti relativi — Allegato n. I 



Attive 



rettificazioni di stime 

eredità e ledati ) ^^^^^^ ^^""1 

eredità e legati j j^^^^ g^^^jj 

provenienti dal ram- / per cause diverse. . . . 
ministrazione delle J per eccedenza sul movimento 
rendite . . . . ( dei capitali in eB^rfttaA^(À(#' 



2,058 

194,871 

5,000 

1,189 



/ rettificazioni di stime 

Passive ì capitali distratti in spese - eccedenza sul movi- 
f mento dei capitali in entrata 



220 



Aumento del patrimonio effettivo . . 

DI COMPETENZA AMMINISTRATIVA 
come risulta dal conto finanziario — Allegato n, II 



L. 



203,118 



220 



Attive 



f aumento sui residui attivi 1889 . . 
I diminuzione id. passivi » . . 
( capitali distratti come sopra al n. 6 . 



100 



aumento sui residui passivi 1889 . . . 

Passive l diminuzione id. attivi » . . . 

rendite capitalizzate come sopra al n. 4. 



» 
1,045, 



100 



1,045 



® patrimoniali. 






j ordinarie . 
( straordinarie 



c 
o 



non patrimoniali o di bene- \ ordinarie 
ficenza ! straordinarie 



Rendite Spase 



127,563 
1,742 



129,305 

8,864 
2,000 



45,736 
7,605 



53,341 

81,819 

8,323 



140,169 143,483 



Perdita nella situazione amministrativa 



. L. 



- 945 



202,898 



- 3,314 



Risultato economico complessivo in aumento del seguente stato dei capitali . 



. L. 



- 4,259 



198,639 



Parte prima — SITUAZIONE PATRIMONIALE 



Titolo I. — PATRIMONIO EFFETTIVO. 

Attivo 1 Fondi rustici L. 

2 Scorte rurali vive e morte .... » 

3 Fabbricati » 

4 Censi, livelli, canoni e legati perpetui » 

5 Titoli di debito pubblico dello Stato. » 

6 Altri valori pubblici ed industriali . » 

7 Crediti ipotecari e chirografari . . » 

8 Oggetti d'arte ed oggetti preziosi . » 

9 Altri oggetti mobili > 

10 Attività diverse patrimoniali . . . » 

11 Credito verso l'amministrazione per 
capitali passati in riscossione e non 
ancora rinvestiti » 



Passivo 1 Debiti ipotecari e chirografari ...» 

2 Censi, livelli, canoni e legati passivi » 

3 Pensioni vitalizie » 

4 Passività diverse patrimoniali ...» 

5 Debito verso V amministrazione per 
eventuale eccedenza di rinvestimenti 
fatti, di fi'onte ai capitali ritirati. . » 

Titolo II. — DEPOSITI DEI TERZI. 

Attivo Depositi ricevuti a cauzione e custodia L. 
Passivo Detti da restituirsi » 



Attivo netto patrimoniale . . 

Parte seconda - SITUAZIONI; ANIINISTBATIVA 



Attivo 1 Rimanenza di cassa L. 

2 Residui attivi » 

Passivo I Deficienza di cassa » 

2 Residui passivi » 



al princìpio dell'esercizio 



Somme 
parziali 



1,329,664 

154,418 

439,115 

21,280 

126,000 

» 

67,000 

8,860 

46,760 

1,500 



Somme 
totali 



2,194,597 

» 



» 

30,920 
25,960 

» 



56,880 
2,875 



2,194,597 



alla fine dell' esercizio I 



Somme 
parziali 



1,463,554 

168,451 

450,857 

15,960 

133,200 

7,000 

88 573 

8,860^- 
47,039 
l,500u 



2,384,994 
4,306 



Somme 
totali 



» 

25,600 
25,960 

» 



25,050 
25,050 



L. 



2,649 
22,200 



59,755 



2,134,842 



» 
1,496 



Avanzo amministrativo . . L. 

Attività netta complessiva al principio del 1890 L. 
Aumento come al dicontro prospetto .... » 

Attività netta complessiva alla fine del 1890 . L. 

Li i89i 



51,560 

» 



24,850 
24,850 



2,389,300 



51,560 



L. 



24,849 



1,496 



23,353 



2,158,195 
198,639 



2,356,834 



6,238 
21,420 



» 
8,564 



L. 



2,337,740 



27,658 



8,564 



19,094 



L. 



2,356,834 



Il Presidente 



Il Ragioniere (o Segretario) 



N--* 



375 



.AJIeQ-ato I. 



AL CONTO CONSUNTIVO 1890 



DEL L' OSPEDALE 



•»-?&-?• — 



Spoglio dei conti patrimoniali 



Xf. B. — Questo allegato, che non é prescritto, può anche riuscire il più delle volte superfluo, perché 
i movimenti dei conti patrimoniali vengono tutti ordinariamente ad apparire dal conto finanziario, 
allegato II. E se taluno non vi fosse, si potrebbe supplirvi, o con opportune annotazioni nello stesso 
conto finanziario, o facendone parola nella relazione di accompagno del consuntivo. Tuttavia si 
presenta questo allegato per dimostrare come in ogni caso esso possa valere di opportuno comple- 
mento al consuDtivo medesimo. 



376 OSPEDALE 



o 

cS 



Allegato I al conto consuntivo i^dol- Spoglio dei conti patrimoniali. 



377 



DESCRIZIONE 



t 

ATTIVITÀ 

Fondi rustici. 

Rimanenza al P gennaio 1890 L. 1,329,664 

Utile sul predio voc. Casella venduto .... » 1,500 
Num. 4 predi pervenuti daireredità Bruni . . » 167,390 

1,498,554 
Venduto il predio Casella per L. 35,000 

di cui riscossi 7io L« 7,000 

e da riscuotersi in otto anni ...» 28,000 

- » 35,000 

Rimanenza al 31 decembre 1890 . . L. 1,463,554 

Scorte rurali. 

Rimanenza al 1* gennaio 1890 L. 154,418 

Pagate per aumento del bestiame di Boneggio . » 866 

Scorte pervenute dall'eredità Bruni .... » 13,167 

Rimanenza al 31 decembre 1890 . . L. 168,451 

Fabbricati. 

Rimanenza al P gennaio 1890 L. 439,115 

Un quartiere pervenuto dall'eredità Bruni . . » 11,742 

Rimanenza al 31 decembre 1890 . . L. 450,857 

Censi, livelli, canoni ecc. 

Rimanenza al 1*» gennaio 1890 L. <21,280 

Riscosse per affrancazione del censo 

Gregori L. 5,100 

Perdita su detta affrancazione. . . » 220 

» 5,320 

Rimanenza al 31 decembre 1890 . . L. 15,960 

Titoli di debito pubblico dello Stato. 

Rimanenza al 1" gennaio 1890 L. 126,000 

Pagate per acquisto di L. 360, rendita 5 7o * 

L. 96 » 6,912 

Utile su detto acquisto in confronto al valor nominale » 288 

Rimanenza al 31 decembre 1890 . . L. 133,200 

Segue . . . L. 
« 



RIMANENZE 

al principio 
dell'anno 



Dare 
3 





















Ayero 
4 



1,329,664 






154,418 



439,115 



21,280 






126,000 






2,070,477 



SOPRAVVENIENZE 



per rettificazioni 
di stime 



Dare 
5 



Avere 
6 



per erediti 
e legati 



Dare 
7 



Avere 
8 



provenieDti dalla 

amministrazione 

delle rendite e spese 



Dare 













1,500 












220 



» 















» 









167,390 






» 
13,167 









288 



220 1,788 









11,742 












> 



192,299, 









Avere 
10 















» 
» 



» 






TRASFORMAZIONI 



risultanti dal 
conto finanziario 



Dare 



11 



Avere 



12 






7,000 









5,100 






12,100 



estranee al 
conto finanziario 



Dare 



13 



Avere 



14 



RIMANENZE 

al fine 
dell' anno 



Dare 



15 






866 






28,000 









6,912 












7,778 






28,000 









» 


















1,463,554 






168,451 






450,857 






15,960 






133,200 



jW,'«^>»',UiW<W 



Avere 



16 



35 





















378 



OSPEDALE 



li 



u 
o 



8 



9 



10 



11 
21 



Allegato I al conto consuntivo Ì89(m~ Spoglio del conti patrimoniali. 



379 



DESCRIZIONE 



Riporto , 
Valori pubblici ed industriali diversi. 

N. 40 Azioni della Banca di Perugia pervenute 
dall'eredità Bruni, e rimaste L. 



Crediti ipotecari. 

Rimanenza al P gennaio 181)0 L. 

Barbini, per 7i« del prezzo del predio voc. Casella » 



Riscossa la sorte del mutuo Pirinelli L. 6,000 
Idem la rata 1890 di quello del 
Conservatorio pio » 427 



Rimanenza al 31 decembre 1890 



. L. 



Oggetti d'arte e preziosi. 

Rimanenza al 1" gennaio e 31 decembre 1890 . L. 

Oggetti mobili diversi. 

Rimanenza al P gennaio 1890 . , . . '. . L. 
Aumento sul mobilio e biancheria per effetto di 
nuovi acquisti » 



Riscosse per diminuzione capitale dei medicinali 
della farmacia » 



Attività diverse patrimoniali. 

Rimanenza al 1' gennaio e 31 decembre 1890 . L. 

PASSIVITÀ 

Debiti ipotecari o chirografarl. (Nulla). 

Censi, canoni e legati passivi. 

Rimanenza al P gennaio 1890 L. 

Pagate per affrancazione del censo 

alla compagnia S. Rocco . . . L. 5,050 
Utile su detta affrancazione ...» 270 



Segtie 



RIMANENZE 

al principio 
dell' anno 



Dare 



• . Li, 



7,000 



67,000 
28,000 

95,000 



6,427 
88,573 

8,860 

46,760 

1,189 

47,949 

910 



Rimanenza al 31 decembre 1890 . . L. 47,039 



1,500 



30,920 



5,320 



Rimanenza al 31 decembre 1890 . . L. 25,600 






» 
» 



» 
» 



Avere 



30,920 



» 



■4- 



. L. I 30,920 



2,070,477 



67,000| 






8,860 

46,760 ! 

» 



» 



1,500 



» 
» 



2,194,597 





S P R A V V 


ENIENZE 


TRASFORMAZIONI 


RIMANENZE 

alfine 
dell' anno 


per rettiflnazioni 
di stime 


per eredità 
e legati 


provenienti dalla 

amministrazione 

delle rendite e spese 


risultanti dal 
conto fìnanciario 


estranee al 
conto finanziario 


Dare 


Avere 


Dare 


Avere 


Dare 


Avere 


Dare 


Avere 


Dare 


Avere 


Dare 


Avere 


5 


7 


7 


7 


9 


10 


11 


12 


13 


14 


15 


16 


220 


1,788 


» 


192,299 


» 


» 


12,100 


7,778 


28,000 


» 


2,232,022 


» 


» 


» 


» 


7,000 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


7,000 


» 


» 
» 


» 








» 
» 


» 




» 


28,000 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


6,000 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


427 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


> 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


88,573 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


8,860 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


% 
» 


» 


» 


» 


» 


• 

» 


» 


» 


» 


» 


» 


1,189 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


910 


> 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


47,039 


» 


» 


» 


» 


» » 


» 


» 


» 


» 


» 


1,500 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


1 


» 


» 


» 


» 


» 
» 


270 




» 






> 


5,050 




> 


> 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» i 

12,828 

i 


» 


» 


» 


25,600 


220 


2,058 

i 


» 


199,299 

1 


» 


1,189 


19,437 


28,000 


28,000 


2,384,994 


25,600 



380 OSPEDALE 



Eh 
O 

S 

a 



13 



14 



Allegato I al conto consuntivo ÌS90m — Spoglio dei conti patrimoniali. 



381 



DESCRIZIONE 



RIMANENZE 

al principio 
dell'anno 



Dare 



Avere 



Riporto . . . L. 
Pensioni vitalizie. 

Rimanenze al 1° gennaio e 31 decembre 1890. L. 25,900 



Passività diverse patrìmoniali. (Nulla). 

L'AMMINISTRAZIONE 

per trasformazione dei capitali mediante la cassa, 

com£ dal conto finanziario. 

Dare: somme già iscritte come sopra, colonna 11' L. 
legato Bartoli riscosso » 



19,437 
5,000 



Avere: somme già iscritte come sopra L; 

colonna 12» L. 12,828 

maggiori pagamenti fatti per 

l'eredità Bruni .... » 4,428 
rimanenza al P gennaio 1890. » 2,875 



24,437 



20,131 



Rimanenza a debito dell'amministraz. al 31 dee. 1890 L. 4,306 



Patrimonio netto al principio dell'esercizio . , 
^ S « ( rettificazioni di stime . . L. 2,058 
Sfl ] eredità e legati .... » 199,871 
% " ' provenienti dalle rendite . » 1,189 



> 

d 

2 £-a 
o,"~ - 

o 
CO 



L. 2,134,842 



203,118 



Sopravvenienze passive - rettificazione di stima 
Patrimonio netto alla fine dell'esercizio. . , 

DEPOSITI DEI TERZI 



2,337,960 
» 220 

L. 2,337,740 



30,920 2,194,597 

» 
25,960 



2,875 



59,755 

2,134.842 

» 



L. 



Rimanenza al V gennaio 1890 L. 25,050 

Restituito il deposito Sebastiani » 200 



Rimanenza al 31 decembre 1890 



. L. 24,850 



L. 






2.194,597 



25,050 






2,194,597 









2,194,597 



25,050 



25,050 



25,050 



SOPRAVVENIENZE | 


TRASFORMAZIONI 


RIMANENZE 


per rettificazioni 


per eredità 


provenienti dalla 


risultanti dal 


estranee al 


al fine 


di stime 


e legati 


amministrazione 
delle rendite e spese 


conto finanziario 


conto finanziario 


dell' anno 


Dare 


Avere 


Dare 


A^ere 


Dare 


Avere 


Dare 


Avere 


Dare 


Avere 


Dare 


Avere 


5 


6 


7 


8 


9 


10 


11 


12 


13 


14 


15 


16 


220 


2,058 


> 


199,299 


» 


1,189 


19,437 


12,828 


28,000 


28,000 


2,384,994 


25,600 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


25,960 














19,437 


» 












» 




5,000 






5,000 
» 


» 


» 


> 


» 


» 


12,828 


» 


» 


4,428 


» 


» 


» 


» 


4,428 


» 


> 


» 


» 


» 


» 


» 


)► 


» 


» 


» 


2,875 


» 


» 


» 


» 


220 


> 


» 


> 


» 


1,189 


» 


4,306 


» 


» 


4,306 
2,389,300 


» 


2,058 


4,428 


204,299 


» 


24,437 


24,437 


28,000 


28,000 


51,560 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


2,058 


» 


> 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


199,871 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


> 


» 


» 


1,189 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


220 


> 


» 


> 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


28,000 


» 


2,337,740 


2,278 


2,278 


204,299 


204,299 


1,189 


1,189 


24,437 


24,437 


28,000 


2,389,300 


2,389,300 


» 


» 


» 


» 


» 


> 


» 


» 


» 


> 


» 


» 


> 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


200 


200 


» 


» 


» 




> 


> 


» 


> 




» 


» 


> 


24,850 


1 24,850 


» 


» 


» 


» 


> 


> 


200 


200 


1 
24,850 24,850 



383 



.AJIeQ'a.to II. 



AL CONTO CONSUNTIVO 1890 



DEL L' OSPEDALE 



•S— 3é— i- 



Conto finanziario 



i i 



384 



OSPEDALE 



Allegato II al conto consuntivo 1890 I— Conto finanziario — Entrata. 



385 



■ *!■ 



« 

a 
•3 

u 

o 



S 

9 

2 



Classificaz. 

del 

bilancio 



I — 



o 

1 



2 

3 



5 



6 

7 

8 
9 

10 
11 



12 



DESCRIZIONE DEGLI ARTICOLI 



2 • 



« 






5a 



a 



5b 



SOBfME 



nel 
bilancio 

6 



aggiunte 



Parte prima — ENTRATA 

FONDO DI CASSA E BESIDII ATTILI A TCHO IL 1889 



Fondo di cassa 1889 presso il tesoriere L. 

Residui per entrate effettive. 

Adanti Virgilio, pigione 4** trimestre 
1889 » 

Pirinelli Achille, interessi di mutuo 
2° semestre > 

Rette di malati del 1«89 / . . . » 

Residuo pel movimento patrimoniale. 

Patrimonio per maggiori rinvestimenti 
fatti a tutto il 1889 » 

Residui per partite di giro. 

Agenzia rurale della tenuta di Bo- 
neggio, per generi » 

Magazzino del vino in città, per et- 
tolitri 187.50 a L. 40 ... . 

Coloni debitori 

Eredita Bruni, per maggiori paga- 
menti fatti per suo conto a tutto 
il 1889 

Diversi: Dispensa dell'Ospedale per 
olio, legumi e grassi suini . . . 
Spesa da ammortizzare, 3* 
ed ultima rata del prezzo di 100 
letti nuovi provvisti e pagati nel 
1888 






2,649 



1,500 

150 
325 



L. 



2,875 



6,326 

7,500 
1,889 



66 
569 



1,000 
24,849 



Titolo I. 
ENTRATE EFFETTIVE 



Sezione 1* — Entrate ordinarie. 

§ 1.° — Rendite patrimoniali. 

Fitti di fondi rustici. 

Luciani Vittorio, affitto della tenuta di Colle e 
fabbricati annessi 

Segue 



(1) 









46 



21 

29 
33 



36 



) 9,436 



38 

39) 
411 



44 
46 



46 



17 



L. 



15,413 



24,849 




40,000 



STANZIATE | 


SOMME ACCERTATE NELL'ESERCIZIO | 


Differenze 
















col bilancio 


Motivi 
delle 








compen- 
sate 


da 


totali 


preventivo 








riscuotere 










differenze 


diroinoite 


definitive 


riscosse 


in uscita 


residui 
attivi 


per 
articolo 


per 
capitolo 


in 
più 


in 
meno 


e note 


7« 


8 


9 


9a 


10 


11 


12 


13 


14 


15 






• 














(1) Avendo in que- 




















sto secoudo esempio 




















omesso per brevità 




















il ruolo di riscos- 




















sione per Ventrata, 




















ed il prontuario del- 




















l' tiscita, come si è 


» 


2,649 


2,649 


» 


» 


2,649 




» 


» 


detto nell'avverten- 
za a pag. 285, resta 
senza richiami la 
colonna 5.» 


» 


1,500 


1,500 


» 


» 


1,500 




» 


» 




» 


150 


150 


» 


» 


150 




» 


» 




» 


325 


325 


» 


» 


325 




» 


» 




» 


2,875 


2,875 


» 


» 


2,875 




> 


» 


Vedasi il Titolo II. 
al seguente num. 42. 


» 


6,326 


3,476 


2,850 


» 


6,326 




» 


» 




» 


7,500 


2,040 


5,460 


» 


7,500 




» 


» 




[a 1,045 


8i4 


196 


199 


449 


844 




)► 


> 


(a) Annullato per 
inesigibilitàil credi- 
to verso il colono Ri- 
ghetti con delibera- 
zione 18 novembre 


» 


66 


66 


» 


» 


66 




» 


» 


1890 approvata il 30 
detto. 


» 


569 


> 


569 


» 


569 




» 


» 




» 


1000 


» 


1000 
10,078 


> 


1,000 


23,804 


> 


» 




1,045 


23,804 


13,277 


449 


1 


» 


40,000 


39,200 


> 


» 


39,200 


» 


> 


800 


Diminuzione per 
vendita del predio 








1 












vocabolo Casella. 


> 


40,000 


39,200 


» 


> 


39,200 


» 


» 


800 


36 



386 



OSPEDALE 



Allegato II al conto consuntivo tSOOm— Conto finanziario — Entrata. 



387 



G 
U 

o 



9 



Classifìcaz. 


del 


bilancio 




o 


o 








o 


s 


o 
u 


o 


Qt 


-fr^ 




a 


b 


H 


o 


«< 


2 


3 


4 



DESCRIZIONE DEGLI ARTICOLI 



"^ o 

1- 

tiri 



5a 



o 
u 

s 

s 

f 

5b 



nel 
bilancio 

6 



13 



14 
15 



16 
17 
18 
19 
20 
21 



90 



23 
24 

25 
26 

27 
28 

29 



1 



o 



1 
o 



o 



Riporto 
Vivanti Antonio, affitto delle tenute di Passionano 



e degli Angeli 



Prodotti in natura di fondi rustici. 

Prodotto netto della tenuta di Boneggio condotta 
in economia . . ' 

Appendizie e prodotti vari rurali riservati negli 
affìtti 

Fitti d;'i fabbricati. 

Fitto del fabbricato ad uso dell'Ospedale e farma- 
cia interna 

Adanti Virgilio, fitto del 1" piano del palazzo al 

Soppamui*o 

Longetti Pericle, fitto del 2" piano del palazzo al 

Sopramuro 

Sandri Luigi, fitto delle botteghe del palazzo al 

Sopramuro 

/ Barcelli Giuseppe, fitto del molino a grano, mesi 

,-^ 9, a tutto settembre a L. 6,500 

^/ Troni Luigi, idem mesi 3 a tutto decembre a li- 
re 8,000 

Rendite dei fon'li pubblici. 
Debito pubblico, rendita 5 7o» certificati nomina- 



1 



1 

9 



3 
4 

5 
6 



tivi N. 142520 e 159840 



5 

a 



Interessi di crediti^ canoni, ecc. 
Censi e canoni. 

Gregori Luigi, frutti di censo 

R. Governo, canone 

Crediti. 

Tonservatorio pio, interessi 5.80 "/o sul mutuo ecc. 

Pirinelli Achille, idem 5 ^\q sul mutuo di li- 
re 6,000 

Terzili Ottavio, idem 5 7^ su L. 12,500 . . . 

Barbini Bernardino, idem 6 7^ di L. 28,000, dal 
V luglio 

Cassa di sovvenzione tra Opere pie, interessi sul 
deposito 



Entrate diverse patrimoniali. 
Nulla. 



Segue 



L. 



18 



» ; 38 
» 19 



» 20 
» 21 



» 22 






23 
24' 



» 


\ 

24 


» 


25 




26 
27 


» 


28 




29 
30 


» 


31 


» 


45 




L. 



40,000 
35,000^ 

8,000 
2,500 

4,000 
6,000 
5,000 
7,000 

6,500 



6,300 



266 
798 

2,824 

300 
625 















125,113 » 



STANZIATE 


SOMME ACCERTATE NELL'ESERCIZIO 


Differenze 

col bilancio 

preventivo 


Motivi 

delle 

differenze 

e note 


diminuite 


definitive 


riscosse 


coinpen- 

sate 
in uscita 


da 

riscuotere 

residui 

attivi 


totali 


per 
articolo 


per 
capitolo 


in 
più 


in 
meno 


7a 


8 


9" 


9a 


10 


lì 


12 


13 


14 


15 


> 


40,000 


39,200 


» 


» 


39,200 


» 


» 


800 




» 


35,000 


31,365 


3,635 


» 


35,000 


» 


» 


» 




» 


8,000 


3,740 


» 


6,067 




74,200 


1,807 


» 


Vedasi il rendi- 
conto speciale nel- 


9,807 


» 


2,500 


2,603 


» 


» 


2,603 




103 


» 


l'esempio della con- 
tabilita agraria. 


» 


4,000 


» 


4,000 


» 




12,410 


» 


» 




4,000 


» 


6,000 


6,000 


» 


» 


6,000 




» 


» 




» 


5,000 


3,750 


» 


1,250 


5,000 




» 


» 




» 


7,000 


7,000 


» 


> 


7,000 




» 


» 




» 


6,500 ^'^'^^ 


» 


» 1 

1 


1 

[ 6,875 




375 


» 




» 


6,300 


2,000 
5,624 


856 


> 


1 


28,875 


180 


» 


Acquistato un 
nuovo certificato. 


6,480 


» 


266 


133 


» 


» 




6,480 


» 


133 


Affrancato. 


133 


> 


798 


693 


105 


» 


798 




» 


» 




» 


2,824 


2,824 


» 


» 


2,824 




» 


» 






300 
625 


225 
625 






225 

625 






75 


Pagò la sorte il 
lo ottobre. 




> 


840 
153 




> 


840 
153 




840 
153 




Nuovo credito di- 
pendente della ven- 
dita del predio. 


» 


125,113 










5,598 




1,008 






111,650 


8,596 


7,317 


lr^7,563 


3,458 








1 


1 









388 OSPEDALE 



I 



Allegato II al conio consuntivo 189(M^ Conto finanziario — Entrata. 



389 





Classiflcaz. 


o 


del 


a 


bilancio 


u 




1 


o 








* 




o 


o 


"c 








9 


a 


5 

et 


o 
ti 


2 


H 


O 


-< 


^^ 


— 


mm^ 


— 


1 


2 


3 


4 



DESCRIZIONE DEGLI ARTICOLI 





1 




9 V 


8 




o 


s 




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"O o 


0) 




^8 

8'= 


ej 

a 


nel 


c^ 


3» 


bilancio 


«< 


flu 




5a 


5b 


6 



aggiunte 



30 



31 



32 



33 



I. 



6 



8 



9 



10 



1 



I. 



34 



'ir. 



11 
11 

a 



12 



13 



14 



§ 2.** — Rendite ordinarie non patrimoniali. 

Concorsi a titolo correspettivo. 

Comune di Rivo, contributo fisso pel mantenimento 
di due letti nell'Ospedale a sua disposizione . 

Rette di ricoverati. 
Rette dei malati ricoverati a pagamento . . . 

Sussidi ed oblazioni 'periodiche. 
Nulla. 

Prodotto di industrie interne. 
Prodotto netto della farmacia intema .... 

' Entrate diverse non patrimoniali. 
Diverse : Vendita di cenere, del vestiario dei morti ec. 

Sezione 2.' — Entrate straordinarie. 
§ 1.° — Patrimoniali. 

Taglio straordinario di boschi. 

Riccieri Adolfo, per prezzo del taglio della mac- 
chia cedua vocabolo Proma vendutagli all' asta . 

Entrate straordinarie diverse patrimoniali. 

Nulla. 

§ 2.** — Non patrimoniali. 

Lasciti o doni di immediata erogazione. 

Cecchi cav. Luigi, per elargizione in concorso 
alla maggiore spesa di sistemazione dell'atrio 
dell' Ospedale 

Sussidi, ed oblazioni eventuali. 
Nulla. 

Entrate straordinarie diverse non patrimoniali. 

Nulla. 

Segue 



32 



33 



1,000 



6,000 



37 



35 



19 



3,000 



300 



10,300 



1,500 



1,500 



34 



L. 



2,000 



2,000 



stanziate I 


SOMME ACCERTATE NELL'ESERCIZIO 


L>ifferenze 




1 




col bilancio 
preventivo 


Motivi 
delle 








coinpen- 


da 


totali 








riscuotere 










diiierenze 


diminuite 


definitive 


riscosse 


in uscita 


residui 


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più 


meno 











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8 


9 


9a 


10 


11 


12 


13 


14 


15 


» 


1,000 


1,000 


» 


» 


1,000 




» 


» 


• 


2,000 


4,000 


3,682 


» 


165 




1,000 


» 


153 




3.847 














3,847 








» 


3,000 


3,845 


» 


» 


3,845 




845 


» 




» 


300 


172 


» 


» 




3,845 


» 


128 




172 






• 








172 










2,000 


8,300 


8,699 


» 


165 


8,864 


845 


281 


» 


1,500 


1,742 


» 


» 


1,742 


1,742 


242 


» 






» 


1,500 


1,742 


» 


» 


1,742 


242 


» 


» 


2,000 


2,000 


» 


» 


2,000 


2,000 


> 


» 




» 


2,000 


2,000 


> 


» 




2,000 


» 


» 








1 




















, 








1 






390 



OSPEDALE 



Allegato II al conto comuntivo 189om^ Conto finanziario — Entrata. 



391 



« 

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S 

2 



Classillcaz. 


del 


bilancio 




e 


o 








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2 

a. 


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b. 


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2 


3 


4 



DESCRIZIONE DEGLI ARTICOLI 



II 

o « 

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5a 



3 

a 
*• 

«« 

a 
■| 

5b 



SOMME 



nel 
bilancio 

6 



a^iunte 



36 



37 
38 

39 



40 



41 



42 



43 

44 
45 

4G 

47 



li. 



Ili. 



15 
al 
17 



18 



6 



2 
3 



5 



Titolo IL 
MOVIMENTO DI CAPITALI. 

Barbini Bernardino, per '/io ^^^ prezzo del po- 
dere vocabolo Casella facente parte della te- 
nuta di Colle, vendutogli per lire 35,000 con 
istromento rog. Ricci 15 giugno 1890, in se- 
guito a deliberazione 5 agosto 1889 approvata 
dalla Giunta provinciale amministrativa il 7 
settembre detto anno 

Pirinelli Achille per restituzione della sorte sca- 
duta del mutuo ipotecario contro il medesimo . 

Conservatorio pio, per la rata 1890 di ammor- 
tamento della sorte del mutuo, in origine 
L. 50 mila, estinguibile in anni 50 ... . 

Farmacia interna dell* Os{)edale, per diminuzione 
del capitale dei medicinali, che da L. 8,550 è 
ridotto a L. 7,640, come da inventario 31 de- 
cembre 1890 

Bartoli eredi di Ovidio, per legato da capitaliz- 
zarsi lasciato a quest'Ospedale con testamento 
nei rogiti Alvini in data 4 aprile 1890 . . . 

Gregori Luigi, per affrancazione del censo di 
L. 5,320 

^V. ^. Si portano nei residui attivi al n. 5 per 
pareggiare i maggiori rinvestimenti fatti 
a tutto il 1889 

Restano in questo titolo IL 

Titolo HI. 
PARTITE DI GIRO. 

Farmacia interna dell' Ospedale, rimborso delle 
anticipazioni fatte per la medesima .... 

Agenzia rurale di Boneggio, come sopra . . . 

Magazzino del vino, come sopra 

Imposta di ricchezza mobile per gl'impiegati e 
coloni — rimborso 

Coloni debitori 

Segue 












36 
36 

36 



36 

36 
36 



37 
38 
39 

40 
41 



7,000 
6,000 

427 






13,427 



13,427 



11,800 
1,750 

4,360 

1,200 



19,110 






5,000 
5,100 



10,100 
—2,875 



7,225 



4,000 

» 



4,000 



STANZIATE 


SOMME ACCERTATE NELL'ESERCIZIO 


Differenze 










1 


col bilancio 


Motivi 
delle 










da 


totali 


preventivo 


diminuite 


definitive 


riscosse 


compen- 
sate 
in uscita 


riscuotere 
residui 

Attivi 






differenze 
e note 


per 


per 


in 


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articolo 


capitolo 


p i ù 


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8 


9 


9a 


10 


11 


12 


13 


14 


15 


» 


7,000 


7,000 


» 


> 


7,000 


• 


» 


» 




» 


6,000 


6,000 


» 


> 


6,000 




» 


» 




» 


427 


427 


)► 


» 


427 




» 


» 




» 


» 


» 


910 


» 


910 




910 


» 




» 


5,000 


5,000 


» 


» 


5,000 




» 


» 




* 


5,100 


5,100 


» 


» 


5,100 




> 


» 




» 


23,527 


23,527 


910 


> 


24,437 


» 


—2,875 


-2,875 
20,652 


» 


» 


—2,875 


21,562 








» 


20,652 


910 


» 


910 


> 


» 


11,800 


2,244 


7,750 


i 


9,994 




» 


1,806 




» 


1,750 


1,078 


» 


» 


1,078 




» 


672 




» 


8,360 


4,120 


» 


4,294 


8,414 




54 


» 




» 


1,200 


549 


642 


» 


1,191 




» 


9 




» 


» 


» 


» 


149 


149 




149 


» 




» 


23,110 


7,991 


8,392 


4,443 


20,826 


• » 


203 


2,487 























392 



OSPEDALE 



Allegato II al conto consuntivo 189oW^ Conto finanziario — Entrata. 



393 





Classifìcaz. 


o 


del 


a 


bilancio 


U 






o 








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5 


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1 


2 


3 


4 



DESCRIZIONE DEGLI ARTICOLI 



48 
49 

50 
51 

52 

53 

54 



6 

8 

9 

10 

11 



5 

Riporto 

Coloni creditori 

Cappella Mosehini — Leoni Virgilio, pigione 1890 

della casa spettante a questa cappella (l" sem.) 

Idem — Mari Giulio, come sopra (2° sem.) . . 

Eredità Bruni, in stadio di liquidazione, riscossioni 

per conto della medesima 

Cassa di sovvenzione mutua tra le Opere pie, 

rimborso dei depositi 

Diverse: Generi di dispensa rimasti al 31 di- 
cembre 1890 

Deposito per le spese d'asta fatto dal 
nuovo inquilino Belli 



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5« 



nel 
bilancio 

6 



aggiunte 






L. 

42 

43' 
43) 

44 

45 

46 

46 

L. 



19,110 



4,000 



240 » 



1.000 



25,000 



RIASSUNTO \)1SU: ENTRATA 



Fondo di cassa e residui attivi delVesercizio 1889. L. 

\ Sez. 1.» '§^-° palriiDoniali » 



Titolo I. Entrate effet. 



i ordinarie ) oo .«. ».é.:-«. ^ 



/ Sez. 2.» (S^-" 

[ straordinarie^^ 2. ^^p^j^j^ 






» II. — Movimento di capitali » 

» ITI. — Partite di giro » 

Totale generale AaìV Entrata L. 



20,350 29,000 



9,436 15,413 



125,113 

10,300 

1,500 

» 

13,427 

20,350 






180,126 



2,000 

7,225 

29,000 



53,638 



STANZIATE 


SOMME ACCERTATE NELL'ESERCIZIO 


Differenze 


Motivi 

delle 

differenze 


diminuite 


definitive 


riscosse 


compen- 
sate 


da 

riscuotere 
residui 


totali 


preventivo 
















in uscita 


attivi 


per 
articolo 


per 
capitolo 


in 
più 


in 
meno 


e note 


— 


— 


— 


— 


— 


_ 


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^^^ 







7* 


8 


9 


9a 


10 


11 


12 


13 


14 


15 


» 


23,110 


7,991 


8,392 


4,443 


20,826 


» 


203 


2,487 




» 


> 


100 


191 


» 


291 




291 


> 




» 


240; 120 


» 


» 


270 




30 


» 








^ 75 


» 


75 


( 










» 


25,000 


20,721 


4,428 


» 


25,149 




149 


» 




» 


» 


2,000 


» 


8,000 


10,000 




10,000 


» 




» 


1,000 


» 


» 


971 


971 




» 


29 




» 


» 


200 


» 


» 


200 


57,707 


200 


» 




» 


49,350 


31,207 


13,011 


13,489 


10,873 


2,516 


1,045 


23,804 


13,277 


10,078 


449 


t 


23,804 


» 


» 


, 


» 


125,113 


111,650 


8,596 


7,317 


127,563 

1 


3,458 


1,008 




2,000 


8,300 


8,699 


» 


165 


8,864/ 

140,169 


845 


281 




» 


1,500 


1,742 


» 


» 


1,742 


242 


» 




» 


2,000 


2,000 


» 


» 


2,000/ 




» 


» 






20,652 
49,350 


20,652 
31,207 


910 
13,011 


13,489 




21,562 
57,707 


910 
10,873 


> 
2,516 






3,045 


230,719 


189,227 


32,595 


21,42a 


243,242 


16,328 


3,805 








1 










• 


• 




1 


















37 



394 



OSPEDALE 



Allegato li al conio consuntioo 189oM q^^^ finanziario — Uscita. 



395 



a 

'•9 

o 



3 



Classificaz. 

del 

bilancio 



o 

s 



o 
3 



o 
o 

'■3 



DESCRIZIONE DEGLI ARTICOLI 



s 

2 a 

■« o 

cu 



5* 



o 

« 
«8 

s 

« 



5b 



SOMME 



nel 
bilancio 

6 



aggiunte 



55 
56 



57 



58 



59| 

60 
61 



62 
63 
64 



65 



Parte seconda — USCITA 



RESIDUI PASSIVI A TUTTO IL 1889. 

Residui per spese effettive. 

Compagnia di S. Rocco, frutti di censo del 1889 

Doti n. 7 di L. 100 a zitelle della frazione degli 

Angeli 

Residuo pel movimento patrimoniale. 

Patrimonio per rinvestimento a saldo di capitali 
ritirati a tutto il 1889. — (Nulla) . . . . 

Residui per partite di giro. 

Coloni creditori 

Titolo I. 
SPESE EFFETTIVE. 



1 



o 



1 
2 



Sezione 1.* — Spese ordinarie. 

§ l.*" — Spese patrimoniali. 

Imposte e sovrimposte. 

Imposte e sovrimposte di ogni specie .... 

Manutenzione dei fondi stabili, ecc. 

Manutenzione dei fondi stabili in città (meno il 

fabbricato dell' Ospedale) 

Idem in campagna 

Interèssi passivi, canoni, ecc. 

Compagnia di S. Rocco, frutti di censo. . . . 

Parrocchia di Collepino, assegno annuo .... 

Legato di 5 doti annuali di L. 100 nella frazione 

degli Angeli 

Pensioni vitalizie. 

Contributo alla Cassa pensioni a favore degF im- 
piegati e salariati: 

per concorrere al pagamento delle 
pensioni correnti 

per affrancazione del peso delle pen- 
sioni future 

Segue 



50 
52i 



1,496 



73 






» 



47 



48 
49 



50 
51 

52 



53 
53 

L. 



27,000 



1,000 
5,000 



266 
780 

500 



3,483 
854 



38,883 



1,496 









STANZIATE 


SOMME ACCERTATE NELL'ESERCIZIO 


Differenze 


Motivi 

delle 

differenze 

e note 


diminuite 


definitive 


pagate 


compen- 
sate 
in entrata 


da 

pagare 

residui 

passivi 


totali 


preventivo 


per 
articolo 


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capitolo 


in 
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8 


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10 


11 


12 


13 


14 


15 


» 


266 


266 


» 


» 


266 


» 


» 


» 




> 


700 


300 


» 


300 


600 


» 


» 


100 


Defonta una zitella. 


» 


» 


» 


» 


» 


> 


» 


» 


» 




» 


530 


75 


» 


455 


530 


1,396 


» 


» 




> 


1,496 


641 


» 


755 


» 


100 


» 


27,000 


24,739 


2,506 


» 


27,245 




245 


» 




» 


1,000 


1,082 


» 


» 




27,245 


82 


» 




1,082 


» 


5,700 


5,649 


> 


» 


5,649 




> 


51 




» 


266 


222 


» 


» 




6,731 


» 


44 


Affrancato:; 


222 


» 


780 


780 


» 


» 


780 




» 


» 




» 


500 


300 


» 


200 


500 


1,502 


» 


» 




» 


3,483 


3,483 


» 


» 


3,483 




» 


» 




» 


854 


854 


» 


> 


854 


4,337 


» 


> 






» 


39,583 


37,109 


2,506 


200 

■ 1 


> 


39,815 


327 


95 



396 



OSPEDALE 



Allegato II al conto consuntivo 7596Ì— Conto flni^nziario — Uscita. 



397 



a 
'•3 

u 

o 



s 

s 
Z 



Classifìcaz. 


del 


bilancio 




o 


o 








o 


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8 


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7 


3 


4 



DESCRIZIONE DEGLI ARTICOLI 



66 



67 



68 



69 



70 
71 



7*> 

1 <w 



73 

74 

75 



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11 

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5» 



o 

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e 

a 



5b 



nel 
bilancio 

6 



aggiunte 



6 



1 



1 



8 



1 



1 
2 



Riporto 
Spese di amministrazione patrimoniale. 



Quota di concorso per gli 
stipendi degl' impiegati di 
segreteria, contabilità e 
cassa della Congregazione 
di carità . . . . L. 

Idem degl' impiegati del- 
l' ufficio tecnico e agen- 
zia rurale .... » 

Spese diverse di stampa, car- 
toleria, giudiziali ecc. » 



N, B. Si trasporta al ca- 
pitolo 7° la metà delle 
spese di carattere gene- 
rale, giusta la deliberazio- 
ne di massima del » 

Restano L. 



|escltt8. 
patrim. 



3,500 
175 



3,675 



di carat. 
gener. 



4,000 



492 



3,675 



4,492 



-2,246 



TOTALK 



4,000 

3,500 
667 



L. 



8,167 



2,246 



-2,246 



5,921 



§ 2.° — Spese ordinarie di beneficenza. 

Locale dell' Istituzione. 

Fitto attribuito al fabbricato dell'Ospedale 
Manutenzione del medesimo 



Spese di amministrazione per la beneficenza. 

Rata delle spese di amministrazione, di cui al 
capitolo 5** 

Assegni al personale interno. 

Stipendi al medico-direttore, e sanitari. . . . 
Salari agli addetti all'assistenza e servizio. — 

Uomini 

Come sopra. — Donne (oltre il vitto) . . . . 



Segue 









38,883 



54 



55 
56 



5,875 



44,758 



3,500 
2,200 



54 



57 

58 
58 



L. 



2,225 



8,000 

9,500 
2,500 



27,925 



700 









STANZIATE 


SOMME ACCERTATE NELL'ESERCIZIO 


l>ifferenze 


Motivi 

delle 

differenze 

e note 

15 


diminuite 
7* 


definitive 
8 


pagate 
9 


compen- 
sate 
in entrata 

9a 


da 

pagare 

residui 

passivi 

10 


totali 


preventivo 


per 
articolo 

11 


per 
capitolo 

12 


in 
più 

13 


in 
meno 

14 




39,583 
5,875 


37,109 

5,921 


2,506 


200 


5,921 


39,815 
5,921 


327 
46 


95 


Aumento per ser- 
vizi straordinari. 


3,500 
1,463 


45,458 


43,030 


2,506 


200 


45,736 


373 


95 
37 

• 


» 

700 


3,500 
1,500 

2,225 

8,500 

9,500 
2,500 


1,463 

2,246 

7,858 

9,685 
2,500 


3,500 

» 
642 




4,963 
2,246 

20,685 


21 
185 


2,246 


8,500 

9,685 
2,500 


700 


27,725 


23,752 


4,142 




27,894 


206 


37 



M 5= 



ad8 OSPEDALE 



Allegato II al conto consuntivo 7890^- Conto finanziario — Uscita. 



399 



« 

a 

u 
o 



a 

3 

2 






Classificaz. 

del 

bilancio 



s 



o 

2 
'S. 

«8 
O 



< 



DESCRIZIONE DEGLI ARTICOLI 



76 



77 
78 
79 
80 



81 
82 
83 



84 



85 



86 



87 



88 



9 



10 



11 



12 

al 
15 
16 



17 



1 
2 
3 
4 



1 
2 



1 



5 

Riporto 
Spese di vitto e combustibile, 

i N. 32 malati a 1» dieta a L. 214.60 L. 6,8«7.20 

Mantenimento di < » 82 id. 2« id. » 276.02 . 22,625.72 

f » 12 donne di servizio a » 306.59 » 3,679,08 

cioè : ^- 33,172.— 

Pane Cg. 15,921. — Vino litri 15,600. . . . 
Carne bovina Cg. 8,228 a L. 1,20 ..... 
Diverse di vitto : minestre, coloniali, olio, ecc. . 
Combustibili — legna, carbone e petrolio . . . 

Manutenzione del mobilio ^ biancheria, ecc. 

Manutenzione dei mobili dell' Ospedale .... 

Rinnovazione della biancheria 

Spesa del bucato 

Medicinali e presidi chirurgici. 

Medicinali forniti dalla farmacia interna, e pre- 
sidi chirurgici 

Nulla 

Spese diverse interne. 

Diverse: acqua, casse da morto, barbiere, scope, 
segatura, ecc 

Sezione 2.* — Spese straordinarie. 

§ 1.** — Patrimoniali. 

Lavori straordinari pei fondi stabili. 

Ferri Francesco, per appalto dei lavori di rinno- 
vazione di una parte del tetto del palazzo in 
piazza del Sopramuro 

Floridi Antonio, per appalto dei lavori di ricostru- 
zione della casa colonica del predio vocabolo 
Rocca della tenuta di Colle, come da collaudo 
1** novembre 1890 (restando a pagarglisi Vio 
in L. 346) 

Fondo preparatorio per contributo al Consorzio, 
che va a costituirsi, per la sistemazione degli 
argini del Tevere nel territorio di Colle, stan- 
ziate nel 1890 . . • 

Stanziate precedentemente 

Segue 






o 

ii 

m 
et 

a 

CU 



5* 



a 
5b 



SOMME ISTANZIATE 



nel 
bilancio 



aggiunte 



diminuite 












L. 



59 
60 
61 
62 



63 
64 
64 



27,925 



65 



66 



31,200 

2,100 
4,000 
1,500 



10,500 



48 



49 



1,700 



78,925 



2,000 



L. 



2,500 



5,000 



9,500 



500 



2,000 






40(1 



80( 



3,OO0| 



3,800 



definitive 



SOMME ACCERTATE NELL'ESERCIZIO 



pagate 



9 



compen- 
sate 
in entrata 



9a 



da 

pagare 

o residui 

passivi 



10 



totali 



700 27,72^ 



400 



33,200 

2,100 
3,600 
1,900 



10,500 



1,700 



23,752 



2,90(« l»l^, 80,725 



2,000 



3,300 



* ì 8,000 



13,300 



5,746 
9,873 
6,101 
4,203 



2,065 
3,648 
1,934 



4,142 



1,841 



1,740 » 



3,114 



4,854 



5,460 
1,789 






3,515 7,750 



62,678 19,141 









346 



346 



per 
articolo 



11 



11,206 

9,873 
7,890 
4,203 



2,065 
3,648 
1,934 



11,265 



1,841 



1,740 



3,460 



5,200 



per 
capitolo 

12 



Differenze 

col bilancio 

preventivo 



in 
più 

13 



in 
meno 

14 



Motivi 

delle 

differenze 

e note 

15 



27,894 



33,172 



7,647 



11,265 



1,841 



81,819 



206 



765 



141 



160 



160 



37 



» 


28 


» 


35 


48 


» 


34 


» 



» 



1,194 100 



260 



» 



8,000 



8,260 



Questo fondo di li- 
re 8,000 si trasporta 
d'ufficio in addizione 
al bilancio 1891, a 
senso della delibera- 
zione di massima 16 
agosto 18&1, 



400 OSPEDALE 



Allegato II al conto consuntivo 189oW^ Conto finanziario — Uscita. 



401 



a 

•3 

u 

o 



5 



Classificaz. 


del 


bilancio 




o 


o 


e 


2 


o 


5 

•p4 






H 


u 


< 


2 


¥ 


4 



DESCRIZIONE DEGLI ARTICOLI 



9 

SS 
i.1 



5* 



o 

Li 

s 

•o 
«s 

a 



CU 
5 



nel 
bilancio 

6 



aggiunte 



89 



90 
91 



18 
19 



20 



92 

93 
94 

95 



96 



21 



II. 22 
lai 
24 



1 
2 



Riporto 

Sistemazione dei fabbricati dell'azienda agricola 
della tenuta di Boneggio, prevista con delibe- 
razione 17 decembre 1888 in . . L. 12,560 
già erogate a tutto il 1889 L. 7,842 ^ ^ ia 047 

pagate in quest'eserc. 1890 » 2,405 ( — ! 

Restano disponibili L. 2,313 

Spese straordinarie diverse patrimoniali 
e di amministrazione, 

(Nulla). 

§ 2." — Di beneficenza. 

Lavori e provviste straordinarie pei" l'Ospedale. 

Lavori di sistemazione e di abbellimento dell' atrio 
dell' Ospedale 

Provvista di letti di nuovo modello, e nuova cu- 
cina economica 

Spese diverse straordhiarie interne. 
Nulla). 

Titolo II. 

» 

MOVIMENTO DI CAPITALI. 



Acquisto di Consolidato italiano 5 7o dell'annua 
rendita di L. 360, con godimento dal P luglio 
1890. Certificato nominativo N. 159840 . . . 

Affrancazione del censo passivo a favore della 
Compagnia di S. Rocco 

Aumento di capitale a bestiame nella tenuta di 
Boneggio, che da L. 13,935 è salito al 31 de- 
cembre 1890 a L. 14,801 

Somma impiegata nell'eredità Bruni, i cui beni, 
incorporati in questo esercizio nel patrimonio 
dell'Ospedale, ascendono a . . . L. 199,299 
mentre l'attivo netto di essa risultò » 194,871 

Differenza in più » - 

Rinvestimento a saldo per pareggiare i capitali 
ritirati nell'esercizio (titolo II. Entrata). . . 



» 






L. 



49 



56 
63 



67 
67 

67 



67 
67 

L. 



9,500 






9,500 



3,000 
3,000 



6,000 






13,427 



3,800 



4,718 

» 



8,518 



2,000 



2,000 






7,225 



TANZIATE 


SOMME ACCERTATE NELL'ESERCIZIO 


liifferenze 
col bilancio 


Motivi 

delle 

differenze 

e note 


diminuite 


definitive 


pagate 


compen- 
sate 
in entrata 


da 

pagare 

residui 

passivi 


totali 


preventivo 


per 
articolo 


per 
capitolo 


in 
più 


in 
meno 


7» 


8 


9 


9a 


10 


11 


li 


13 


14 


15 


» 


13,300 


4,854 


» 


346 


5,200 


» 


160 


8,260 




» 


4,718 


2,405 


» 


» 


2,405 


» 


» 


» 




» 


» 


» 


» 


» 


» 


7,605 


» 


2,313 


Questo residuo di 
L. 2,313 si traspor- 
ta d' ufficio in siddi- 
zione al bilancio 91. 




» 


18,018 


7,259 


» 


346 




7,605 


160 


10,573 




» 


5,000 


5,476 


» 


» 


5,476 




476 






» 


3,000 


1,847 


1,000 


» 


2,847 


8,323 


» 


153 
153 






» 


8,000 


7,323 


1,000 


» 


8,323 


476 


» 


» 


6,912 


» 


» 


6,912 








Delib. 5 ag. 1889 
approv. il 7 settem. 
detto anno. 


» 


» 


5,050 


» 


» 


5,050 








Delib. 15 lug. 1890 
approv. il 31 detto. 


» 


» 


» 


866 


» 


866 








Delib. 27 ott. 1885 
approv. il 16 nov. 
in cui fu autorizzato 
di elevare la scorta 
del bestiame a Bo- 
nesio fino a lire 
15 mila. 






» 


4,428 


4,306 


4,428 








Delib. 5 gen. 1891 
approv. il 2 febb. 
con cui fu sanziona- 
to e reso esecutorio 
il rendiconto dell'e- 
redità Bruni. 


17,256 
4,306 




20,652 










21,562 


910 


» 


Art 66 regola- 
mento generale di 
contabilità. 


» 


11,962 


5,294 


4,306 




• 


1 




i 


i 






1 





fi 



402 OSPEDALE 



a 



o 



S 

2: 



Classifìcaz. 

del 

bilancio 



o 
5 



97 



98 



99 



100 

101 
102 
103 



104 
105 
106 
107 



108 

fi 



o 

3 
'S. 

o 



Allegato II al conto consuntivo t89(R- Conto finanziario - Uscita. 



o 
o 

< 



DESCRIZIONE DEGLI ARTICOLI 



25 



Titolo III. 
PARTITE DI GIRO. 



5 

6 



8 

9 

10 

11 



Farmacia interna: Provvista di prodotti chimici, 

medicinali, ecc 

Stipendi e salari 

Fitto del locale e spese diverse 
Agenzia rurale della tenuta di Boneggio ; 

Spese di conduzione: Assegno agli agenti . . 

Spese di concimi, vaglia- 
ture e diverse , . . 
Somministrazioni in conto corrente . . . . 

Magazzino del vino: Assegno al cantiniere . . 

Provvista di vino. , . . 

Imposta di ricchezza mobile per gP impiegati e 
coloni 

Coloni debitori ...',[', 

Coloni creditori 

Cappella Moschini : Imposta sui fabbricati .* ! ! 

Barelli don Antonio cappel- 
lano, a saldo rendita 1890 
Eredità Bruni in stadio di liquidazione. Pagamenti 

per conto della medesima 

Cassa di sovvenzione mutua tra Opere pie. De^ 

positi liberi in conto corrente 

Diveree: Acquisto eccedente il consumo 1890, di 

alcuni generi di dispensa .... 

Erogazione del deposito per le spese 

d'asta del nuovo inquilino Belli . . 



26 



Fondo di riserva. 



Stanziato in bilancio 






r 



5a 



o 
u 

s 



0) 

ca 

a 



5b 






P 






68 



69 

70 

71 
72 
73 

74 

74 
75 
76 
61 

77 



L. 



SOMME IsTANZIATE 



nel 
bilancio 

6 



aggiunte 



6,000 
4,800 
1,000 

500 

250 
1,000 

360 
4,000 



1,200 
60 






» 



4,( 






180 


» 


» 


25,000 


» 


» 


,000 


» 


» 


» 



20,350 



2,000 



29,( 



diminuite 



7« 






» 



» 

» 
» 



SOMME ACCERTATE NELL'ESERCIZIO 



definitive 



8 



pagate 



9 



compen- 
sate 
in entrata 



9a 



6,000 
4,800 

1,000 



1,750 

360 
8,000 

1,200 

60 

180 

25,000 

» 

1,000 



49,350 



3,412 

4,800 

372 

500 

45 
303 

360 
2,520 



1,191 
149 

» 
62 

120 

25,149 

10,000 

971 

142 



2,000 



50,096 



910 
500 



230 



3,014 









4,654 



da 

pagare 

o residui 

passivi 

IO 






2,520 



» 

> 



291 



88 






58 



2,957 



totali 



per 
articolo 



11 



per 
capitolo 

12 



Differenze 

col bilancio 

preventivo 



4,322j 

4,800 

872) 



9,994 



500. 

275; 
303) 



1.078 



» 



360i ^ 
8,054Ì ^'^^^ 



62i 
208 






1,191 
149 
291 

270 

25,149 

10,000 

971 

200 



57,707 



54 

» 

149 

291 

2 

28 

149 

10,000 

» 

200 



10,873 



1,678 
128 



672 






9 






29 



2,516 



» 



403 




Motivi 

delle 

differenze 

e note 

15 






404 OSPEDALE 



Allegato II al conto consuntivo ISoM — Conto finanziario ~ Uscita. 



405 





Classifìcaz. 


o 


del 


a 

'3 


bilancio 


u 






O 








TS 




o 


o 


à 

9 


o 

s 


S 


8 


'^, 


H 


o 


•< 


1 


1 


3 


4 



DESCRIZIONE DEGLI ARTICOLI 



nel 
bilancio 



alante 



RIASSUNTO DELL'USCITA 



Residui passivi (leir esercizio i889 L. 



Titolo I. Spese effet. 



Sez. 1.' (Sl-'P'l'"»»!»'! » 

ordinarie (^ 2.- di benelìceoa > 

Sez. 2.« (§l->'n»»»'i » 

straordinarie j^ 2 .jjl^^j^jj, » 



» II. — Movimento di capitali » 

» ITI. — Partite di giro » 

Fondo di riserva (in bilancio) » 

Totale generale dell' Uscita L. 



44,758 

78,925 

9,500 



1,4961 
700| 
2,900 
8,518 



6,000 2, 



13,427 

20,350 

2,000 



174,960 



29,( 



51,839 



SOMMn STANZIATE 



diminuite 



7« 



definitive 



8 



SOMME ACCERTATE NELL ESERCIZIO 



pagate 



9 



compen* 

sate 
in entrata 



9a 



da 

pagare 

o residui 

passivi 



10 



totali 



per 
articolo 



11 



per 
capitolo 



12 



Differenze 

col bilancio 

preventivo 



in 
più 

13 



in 
meno 

14 



Motivi 

delle 

differenze 

e note 

15 



1,100 



2,000 



1,496 
45,458 
80,725 
18,018 

8,000 

20,652 
49,350 



3,100 223,699 



641 

43,030 

62,678 

7,259 

7,323 

11,962 
50,096 



182,989 



2,506 
19,141 

» 
1,000 

5,294 
4,654 



32,595 



755 

200 



1,396 



45,736^ 
81,819Ì 



346 7,605 



143,483 



4,306 
2,957 



8,564 



8,323i 



21,562 

57,707 



224,148 



» 


100 


373 


95 


1,194 


100 


160 


10,573 


476 


153 


910 


» 


10,873 


2,516 


» 


» 


13,986 


13,537 







I 



I; 






406 



OSPEDALE 



Allegato II al conto comuntivo 1890 I — Conto finanziario. 



407 



RIEPILOGO 

dLel cozito iiziaziziaxlo 



Somme generali c?e//' Entrata L. 

Somme genetmli dell' Uscita > 



Avanzo 



nel bilancio primitivo L. 

I / per aggiunte . » 

previsto I j^^ifl^^^^ ^^1 ^^^ dell'esercizio ] ^' diminuzioni p 



accertato 



\ 



Somma L. 
differenza tra le maggiori entrate e maggiori uscite » 



idem 



mmori id. minori id. » 

Avanzo netto L. 



5,166 
+ 1,799 
+ 55 



7,020 

+2,342 
+9,732 



19,094 



Confronto ' Rimanenza di cassa (a) L. 

( eccedenza di residm attivi » 



Avanzo come sopra L. 



6,238 
12,856 



19,094 



SOMME PREVISTE 



in 
bilancio 



aggiunte 



diminuite 



totale 



SOMME ACCERTATE 



cassa 



compensa- 
zioni 



180,126 
174,960 



5,166 



53,638 
51,839 



residui 



3,045 
3,100 



1,799 



55 



230,719 
223,699 



totale 



7,020 



189,227 
182,989 



Differenze 
col preventivo 



in 



più 



m 
meno 



32,595 



21,420 



32,595, 8,564 224,148 



243,242 



16,328 
13,986 



6,238 



3,805 
13,537 



2,342 



12,856 



19,094 



9,732 



(«) Si ripete la rimanenza di cassa in Lire seimiladueccntotrentotto (L. 6,238) I a debito del sottoscritto tesoriere. 



Li 



189 



Il Tesoriere 



Visto — IL PRESIDENTE 



Visto — Il Ragioniere 



409 



CONTABILITÀ SUBALTERNA 

DI UNA EREDITÀ 

(EREDITÀ BRUNI A FAVORE DELL' OSPEDALE) 



DURANTE IL PERIODO DI ACCERTAMENTO 



■ < » » « 



GIORNALE - MASTRO (') 



< • » ■ 



(>) Si presenta il solo giornale, che, nella forma di mastro, é spesso da sé solo sufficiente a te- 
nere in evidenza gl'interessi di una eredità. - Ove questi fossero molto complicati, si dovrà svol-ere 
il giornale stesso in apposito libro. ° 



39 



tì^ 



1 ': 



i — 




■•--» ****wA^* M. /tA,vuif; atrct uspeouie. 












G i r n a 1 e - m a s t 


;ro 








41 








SOMME 


OSPEDALE 










o 

u 
S 


DATA 


DESCRIZIONE DEI FATTI AMMINISTRATIVI 


M 




CONSEGNATARI 


DEBITORI 


CREDITORI 


CASSA 


per l'attivo netto 
ereditario, oneri te- 


per tassa di succes- 
sione ed altre spese 


< 






Oiomale 


stamentari, soprav- 
venienze relative 


e rendite durante il 
periodo di accertam. 








dell' Ospedale 


Dare 


Avere 


Dare 


Avere 


1 Dare 


Avere 


Dare 


Avere 


i Dare 


Avere 


Dare 


Avere 






PS3R. :M:BrN^OR.lA. 


eto SO agosto 
-e 1889, no- 
li lire 10.000 














1 




1 






lec^ * °*° ®"»»*» defunto il la ottobre 1889, con testamento 8egr( 
1887 aperto e pubblicato per gli atti del notaro Rossi il 16 ottobi 
rnmo erede universale questo Ospedale, con 1' onere di un legato d 
pagabile al suo nepote Luigi Bruni dopo un anno. 
















1 ii't* ^^^^^ •'" **^^^ff5i5*' <^°^ »>eneficio dell'inventario, con deliberazione 
dell Arainmistiaiione dell' Ospedale del 18 ottobre 1889, approvata dalla (Jinnta 
provinciale amministrativa lì 6 novembre successivo; e ne fu emesaa Sa- 
































razione nella Cancelleria della la Pretara il 20 ottobre detto 








' 
























L inventario ereditario venne redatto per i rogiti del nominato notaro 
Rossi nei giorni 25 e 26 ottobre dello stesso anno uominaio noiaro 




























1 


1889 ottob. 


Con reale decreto del 18 agosto 1890 fu definitivamente autoriz 
dale ad accettare la suddetta eredità. 


zato rOspe- 

Bruni 




























Attività e passività lasciate dal fu Antonio 




1 




risultanti dal suddetto inventario notarile 25 e 26 ottobre 1880. 
































ATTIVO 
































Quattro poderi in territorio di Deruta vocaboli Salvo, 




















• 














Fonte, Loreto e Viscio affittati per annue 1. 12,000 


































a Francesco Liberti, che avea pagata la corri- 








^ 


























sposta a tutto settembre 1889, del valore di L. 


167,390 


^ 






























Scorte rurali in consegna dell'affittuario: bestiame 




w 


» 


» 


» 


167,390 




















lire 11,425, strami ecc. lire 1,742 


13,167 » 1 


» 




























Un quartiere al primo piano del palazzo in via dei 


1 


» 


» 


» 


13,167 




















Commercio n. 7 abitato dal testatore. . . . 


11,742 


]k 






























Credito chirografario contro Benedetti Luigi, frut- 




9 


» 


» 


» 


11,742 




















tifero al 6 V„ (già pagati i frutti a tutto giugno 

1889) consegnato il titolo al tesoriere . . . 

N. 40 azioni della Banca di Perugia del valore 


































3,000 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


3.000 
















nominale di lire 100, liberate di 7^, , al prezzo 


































corrente di lire 175 consegnate al tesoriere. . 


7,000 


> 


» 




























Mobilio nel quartiere di abitazione, consegnato al- 






w 


» 


» 


7,000 




















l'economo dell'Ospedale per la vendita . . . 


4,269 


% 


» 




























Danaro, consegnato al tesoriere (quietanza N. 125 






9 


» 


» 


4,269 




















del 16 ottobre 1889) 


879 


» 


» 


% 


» 












1 


















)► 


» 


» 


» 


> 


» >k 1 Q'JCì 








PASSIVO 


207,447 


207,447 




















w 


C7 1 C7 








Creditori diversi per spese di vitto, vestiario ecc. 




























j 






ed altri titoli di debiti lasciati dal defunto . . 


2,143 


» 


» 


1 




















H 














> 


)^ 


» 


» 


» » 1 


» 2.1431 




n 






Attivo netto risultante dall'inventario L. 


205,304 





» i 


»5,304 
























Se^ 


fue L. 


207,447| 


» 2 


505,304 

i 


» 


» 203,568 


» 3,000 


'1 


> 2,143 


879 


• 



412 EREDITA BRUNI a favore delV Ospedale. 



o 

mwm 

u 

< 



4 
5 

6 



8 

9 
10 

11 

12 



DATA 



DESCRIZIONE DEI FATTI AMMINISTRATIVI 



89 ottob. 25 
» 31 



novem. 16 

decem. 12 

» 27 

» 30 



90 genn. 10 

» 25 
febbr. 27 

marzo 25 

magg. 31 



13 


luglio 7 


14 


» 19 


15 


sett. 10 


16 


» » 



Riporto L. 

Fatti e operazioni 
avvenute nel periodo di accertamento. 

18 8 9 

Air economo per rimborso delle spese dì ultima malat- 
tia e funere del testatore L. 

Da Francesco Liberti pel trimestre anticipato di affitto dei 
predi a tutto decembre 1889, rata dal 1° al 15 ottobre, 
data di apertura della successione . . . . L. 500 
Rata dal 16 ottobre al 31 decembre 1889 . » 2,500 

A diversi in estinzione delle passività lasciate dal defunto » 

Air esattore per 6" rata imposte 1889 » 

A vari artisti per restauri al quartiere in via del Com- 
mercio > 

Al notaro per la spesa dell' inventario » 

Somma. L. 
Dedotti gr incassi . » 

1 8 QO 

Residuo a conto nuovo L. 

Da Belli Silvestro, nuova pigione del quartiere suddetto, 
locatogli per annue lire 700, pel semestre dal 1* gen- 
naio a tutto giugno 1890 » 

Dalla Banca di Perugia per interessi 1889 sulle 40 azioni » 

Dair economo per ricavate dalla vendita del mobilio . » 
con un utile di fronte al prezzo d' inventario di . . » 

Da Francesco Liberti per il P e 2** trimestre di affitto 
dei poderi a tutto giugno 1890 » 

Da Benedetti Luigi in estinzione del suo debito chirogra- 

fario » 

e per interessi 6 "/^ dal 1° luglio 1889 ad oggi cioè: 

dal 1" luglio al 15 ottobre L. 53 

dal 16 ottobre 1889 ad oggi » 112 

Dalla Banca di Perugia per dividendo utili 1889 sulle 
azioni > 

Da Belli Silvestro, pigione del quartiere pel semestre a 
tutto decembre 1890 » 

Al ricevitore del registro per tassa di successione, come 
da quietanza n. 201 di oggi » 

Al medesimo per tassa di concessione del R. decreto au- 
torizzativo la accettazione della eredità, quietanza 
n. 202 » 

Segue L. 



SOMME 

del 
Giornale 



207,447 



790 



» 

3,000 

2,143 

495 

317 

200 



214,392 
- 3,879 



210,513 

350 

80 

4,562 

293 

6,000 

3,000 

» 

165 

280 

350 

11,500 

205 



237,298 



Giornale-mastro 



S P E D A L 



per l'attivo netto 
ereditario, oneri te- 
stamentari, soprav- 
venienze relative 



Dare 



ATere 



I>er tassa di succes- 
sione ed altre spese 
e rendite durante il 
periodo di accertam. 



Dare 



Avere 



CONSEGNATARI 



diversi 



Dare 



Avere 



DEBITORI 



Dare 



Avere 



CREDITORI 



Dare 



Avere 



205,304 



790 



» 



790 



500 



» 



» 
> 



205,804 



» 



293 



53 






790 206,150 

I 






495 

317 
200 



1,012 



» 






11,500 



205! 



2,500 

> 

2^500 



203,568 






203,568 



350 
80 



> 



6,000 



112 



280 
350 






293 






3,000 






4,562 



» 









3,000 






2,143 






2,143 2,143 






12,717| 9,072 203,861 



4,562 









» 3,000 



» 









» 



» 






> 



» 



3,000 3,000 



2,143 






413 



2,143 



CASSA 
dell' Ospedale 



Dare 



Avere 



2,143 


879 


» 


» 




3,000 



» 



790 






3,879 



» 



350 

80 

4,562 



6,000 
3,000 



2,143 
495 

i 
317 

_ 200 

3,945 
-3,879, 



i 



66 



165 
280 
350 



14,787 



11,500 



205 



11,771 



/1 



'IWIil 



II 



414 EREDITÀ BRUNI a favore dell* Ospedale, 






o 
u 

u 

< 



DATA 



17 
18 
19 



20 
21 

22 



sett. 20 

ottob. 17 

dee. 17 
» 24 

» 31 



DESCRIZIONE DEI FATTI AMMINISTRATIVI 



Riporto L. 

Da Franeesco Liberti pel 3" e 4" trimestre di affìtto dei 
predi a tutto decembre 1890 » 

All'affittuario suddetto per rimborso di alcune spese di 
manutenzione degli stabili » 

A Luigi Bruni nepote del testatore in soddisfazione del 
legato lasciatogli come da quietanza di oggi regi- 
strata il .... al voi n 

All'esattore per le imposte dell'intero anno 1890 . . 

Allo scultore Guidi per una lapide collocata nell* atrio 
dell ' Ospedale in memoria del benefattore A ntonio Bruni » 

Eccedenza di spese nel periodo di accertamento, che si 
trasporta nel primo conto dell' Ospedale » 






Chiusura. 



Totali generali L. 



Compendio ereditario rimasto al 31 dicembre 1890, che, 
dopo avute le debite approvazioni, si andrà ad incorpo- 
rare nella contabilità generale dell' Ospedale, cioè : 



Attivo — Quattro predi a Deruta, valutati . . 

Scorte rurali 

Quartiere in via del Commercio . . 
N. 40 azioni della Banca di Perugia. 



. L. 



Passivo — Maggiori pagamenti fatti dalla cassa del- 
l' Ospedale durante il periodo di ac- 
certamento » 

Attivo netto della Eredità L. 
( Vedi art. 28 del giornale dell' Ospedale), 



SOMME 
del 

Oiomale 



237,298 

6,000 
269 



10,000 
2,965 

210 

489 



257,-231 



167,390 
13,167 
11,742 

7,000 



199,299 



- 4,428 



194,871 



Pareggio L. 



Giornale-mastro 



415 



OSPEDALE 



per l'attivo netto 
ereditario, oneri te- 
stamentari, soprav- 
venienze relative 



Dare 



Avere 



per tassa di succes- 
sione ed altre spese 
e rendite durante il 
periodo di accertam. 



Dare 



Avere 



CONSEGNATARI 



diversi 



Dare 



Avere 



DEBITORI 



Dare 



Avere 



CREDITORI 



Dare i Avere 



CASSA 
dell' Ospedale 



Dare 



Avere 



790206,150 12,7171 9,672 



» 
10,000 



489 



» 






269 



» 
2,965 

210 



6,000 






489 



11,279 206,150; 16,161 16,161 



1194,871 



206,150,206,1501 16,1611 16,161 



203,861 









203,861 



203,861 



4,562 









4,562 



199,299 



3,000 






> 



3,000 

» 
I 



» 
> 



3,000 3,000 



203,861 



2,143 









2,143 









2,143 2,143 



3,000^3,000 2,143 2,143 



14,787 
6,000 






11,771 



20,787 



4,428 



25,215 



269 



10,000 
-2,965 

210 



25,215 



25,215 



417 



CONTABILITÀ SUBALTERNA 

DELL'OSPEDALE 

PER UNA 

AZIENDA RURALE 

CONDOTTA IN AMMINISTRAZIONE 

(Tenuta di Boneggio) 



INDICE 



1. Avoerienza. 

2. Giornale-mastro dell* Azienda. 

3. Svolgimento del conto dell* Ospedale proprietario 

4. > dei conti a bestiame. 

5. » dei conti correnti colonici. 

6. » dei conti dei magazzini. 

7. Rendiconto speciale. 

8. Collegamento colle scritture generali. 



40 



418 



AVVERTENZA 



■ ■ A» • 



« li buon impianto di un agenzia rurale, dice il Villa (*), dipende neces- 
sariamente dai buoni principi, che si adottano dall'amministrazione centrale, e 
dalle cognizioni in agricoltura ed in economia rurale, che possiede la persona 
incaricata della direzione di quanto riguarda i fondi rustici ed il modo di usu- 

fruttarli ». 

La contabilità è perciò chiamata a prestare, come in tutte le altre ammini- 
strazioni, così all'azienda rurale, il suo indispensabile sussidio per tradurre 
graficamente e dimostrare con evidenza gli effetti dell'applicazione di questi 
buoni principi, concretandone i buoni o cattivi risultati con semplici e adatti 
mezzi in sicure ed eloquenti cifre; e per rappresentare inoltre con chiarezza le 
ragioni singole dei vari interessati in ess' azienda. 

L' Abenij a proposito della necessità di una buona contabilità per gli agri- 
coltori, dice: 

« L' utilità dei conti regolari in agricoltura può essere principalmente con- 
siderata sotto due punti di vista: 1.° come mezzo d'ordine e di buon'ammini- 
strazione; 2.0 come mezzo di direzione nei miglioramenti da introdursi nei pro- 
cessi agrari » (*). 

Il tenere però una contabilità agraria secondo i rigorosi principi della 
scienza, e secondo le esigenze dell'agricoltura, non è la cosa più facile e sem- 
plice, ma si presenta anzi irta di spesse difficoltà pratiche e di complicazioni 
frequenti, onde ebbe ragione il Berli Pichat di dire che « la contabilità rurale 
è più difficile di qualunque altra ». 

D'altra parte poi, per la natura propria dell'azienda rurale ed anche ge- 
neralmente per la qualità delle persone, che vi hanno azione ed interesse (fat- 
tori e coloni), è necessario nella maggior parte dei casi di studiare e adottare 
un sistema di conti il più semplice e piano, che, oltre ad essere chiaro e per- 
suasivo pel proprietario, anche di mediocre cultura, sia alla portata comune 
degli agenti di campagna o fattori, i quali debbono principalmente comprenderne 
il meccanismo, almeno per quanto li riguarda, e fornire gli elementi sostanziali 
di questa contabilità, coadiuvando efficacemente pur essi al buon andamento 
della medesima. 



419 

Noi quindi non intendiamo di dare un modello di contabilità generale per 
le aziende agrarie, né corrispondente alle esigenze di un rigoroso razionalismo ; 
ma semplicemente presentiamo un modesto saggio di quanto si fa in proposito 
da noi, secondo il sistema di mezzadria che vige nel nostro territorio e le con- 
suetudini locali. Ci preme anzi esplicitamente dichiarare che, se in fatto di sem- 
plicità e di chiarezza ci sembri tale saggio corrisponda al comune desiderio dei 
possidenti de' nostri luoghi, che vogliono vedere siffatti conti nelle forme più 
facili ed evidenti ed a chiunque intelligibili, non potrebbe certamente soddisfare 
ai puri teorici ed ai razionalisti, i quali dalla contabilità agraria vogliono, e 
giustamente, pur sapere, oltre quanto noi vi desumiamo, molti altri dati anali- 
tici riguardanti il prodotto speciale netto delle varie colture o dei singoli ap- 
pezzamenti di terra, e di ogni particolare minuta industria esercitata sul fondo. 

Per essi (vedi il Chiesa, il Bonalumi ed altri moderni scrittori) i prodotti 
agrari e le spese di produzione non sono considerati immediatamente, come si 
usa in generale nella partita doppia, quali aumenti e diminuzioni del capitale 
netto del proprietario, ossia quali rendite e spese dirette; ma bensì come per- 
mutazioni, che danno luogo nel conto economico del proprietario ad una scrit- 
turazione compensativa fra i sottoconti — frutti pendenti — e — derrate in 
monte — , e nel conto giuridico fra i sottoconti — direttore tecnico delle colti- 
vazioni — e — consegnatarii dei generi, concimi, ecc. — (*) ; e ciò allo scopo 
di avere il conto analitico delle varie colture e tener distinti i risultali dell' in- 
dustria agraria, propriamente detta, dalle altre operazioni commerciali inerenti. 

Tutte cose codeste razionali e giustissime, che si potranno sempre intro- 
durre un po' alla volta, anche nel metodo da noi seguito, da chiunque amasse 
perfezionarlo, ma che richiedono una speciale attitudine^ passione e pazienza 
non comuni nel personale addetto all'azienda stessa, e che recano un lavoro 
contabile minuzioso e complicato, come già dicemmo, da porre in dubbio se 
nella generalità de' casi il risultato, senza dubbio soddisfacente, franchi però la 
spesa, gl'intralci e le brighe inerenti, che costa. 



(i) Vedi Ragioniere diretto dal prof. G. Massa — Milano, voi. Ili, pag. 922. 



V^T— »• 



(i) Villa — Elementi d' amministrazione e di contabilità — Pavia, 5» edizione, pag. 488. 
(2) Aljeni G.C. — La contabilità 4elle aziende agrarie — Brescia, 1880. 



420 



AZIENDA BUBALE 



Giornale -mastr(l(/e//a tenuta di Boneggio. 



421 



« 

a 

< ò 



2 


6 


3 


17 


4 


4 


5 


7 


6 


28 


7 


» 


8 


4 


9 


9 


10 


» 


11 


14 


12 


15 


13 


> 


14 


25 



DESCRIZIONE DEI FATTI AMMINISTRATIVI 



Gennaio 1890. 

Rimanenze alla fine dell'anno i889. 

Attive : Bestiame nel podere vocabolo Castello, co- 
lono Ciatti L. 3,085 

Idem Chiarella, colono Tomassini ...» 3,775 
Idem Piaggia, » Mezzasoma ...» 3,925 
Idem Mattonata » Santoni .... » 3,150 

Coloni debitori: Tomassini L. 287 

Santoni » 361 

Generi: Grano ettolitri 103 a lire 17 . . . L. 1,751 

Granturco ettolitri 246 a lire 10 . . » 2,460 

Vino ettolitri 44 a lire 20 .... » 880 

Olio d'oliva ettolitri 13 a lire 95 . » 1,235 

Somma dell'Attivo L. 

Passive: Coloni creditori: Ciatti L. 185 

Mezzasoma » 235 

Ciatti - vende 6 porchetti L. 

Opere per crivellare il granturco » 

Febbraio. 

Mezzasoma - vende 1 scrofa L. 

Santoni - compra 2 buoi » 

Vino ettolitri 42 a lire 22, spedito all'ospedale » 

Opere per caricare il vino > 

Marzo. 

Ciatti - nati 18 porchetti L. 

Mezzasoma - vende 5 maiali » 

Santoni - compra 6 porchetti » 

Detto - vende 12 maiali » 

Ciatti - ghianda ettolitri 20 a lire 5 per i maiali » 

Santoni - detta 19 a lire 5 idem » 

Fagioli seminati nel terreno riservato e opere » 



Segue L. 



SOMMK 

del 
giornale 



13,935 



648 



6,326 



20,909 



420 
108 

20 



110 
1,120 
9241 
8 




185 
210 
710 
100 
95 
10 



24,929 



OSPEDALE 
PROPRIETARIO 



Dare 
5 



Avere 
6 



AGENTI, CORRISPONDENTI E CONSEGNATARI 



8IM0NCINI 

agente 
pel msstiame 



Dare 



Avere 



8 



FKDBU 

altro agente 



Dare 



9 



Avere 



10 



BKSTUMI 



Dare 



11 



Avere 



12 



COLONI 



Dare 



13 



Avere 



14 



MAGAZZINI 



Dare 



15 



Avere 



16 






420 

» 
20 



924 
8 






20,909 



» 






108 

» 



10 



» 



110 



1,382 20.909 



185 
710 









1,120 






210 
10 



1,113 1,340 









20 



13,935 



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95 



1,120 



223 





210 

100 
95 



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» 

710 



15,400 1,113 



648 






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420 



6,326 



924 



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AZIENDA EUR ALE 



Oiomale- mastro Le//a tenuta di Boneggio. 



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15 


34 


» 


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16 


36 


25 


37 


» 



DESCRIZIONE DEI FATTI AMMINISTRATIVI 



Riporto L. 

Aprile. 

Tomassini - semola quintali 5 a lire 13 L. 

Grano veccliio venduto ettolitri 98 a lire 18 incassato da Fedeli » 

Fedeli versa nella cassa dell'ospedale » 

Santoni - nati 3 vitelli » 

Tomassini - vende 1 vacca » 

Maggio. 

Olio ettolitri 12.2 spedito all'ospedale - a lire 100. . . . . . L. 

Mezzasoma - compra 1 vacca » 

Santoni - vende 2 vitelli . . » 

Tomassini - vende 2 scrofe » 

Santoni - compra 4 maiali da Mezzasoma » 

Ciatti - granturco a vitto ettolitri 38 a lire 11 . . . L. 418 

Tomassini » » 27 » 297 

Mezzasoma » » 49 » 539 

Santoni » » 26 > 286 

ettolitri 140 L. 1,540 

Giugno. 

Tomassini - ghianda ettolitri 25 a lire 5 per i maiali . . . . L. 

Detto - vende 2 buoi » 

Mezzasoma - vende 2 vacche » 

Luglio. 

Tomassini - compra 2 vitelli L. 

Mezzasoma - nati 2 vitelli » 

Detto - cicerchie per le vacche ettolitri 3 a lire 11 .... » 

Ciatti - vende 2 vitelli » 

Tomassini - compra 2 buoi » 

Mezzasoma - compra 2 buoi » 

Fava raccolta di parte padronale ettolitri 9 a lire 12, come da 

nota » 

Grano raccolto di parte ettolitri 152 a lire 16 come da nota. . » 
Grano dato in conto ) Tomassini ettolitri 5 a lire 16 . . . L. 80 
debito da ( Santoni » 3 . . » 48 

ettolitri 8 L. 128 



Segue L. 



SOMME 

del 
giornale 



24,929 



65 

1,764 

1,000 



365 



1,220 
460 
260 
150 
250 

» 
1,540 



125 
785 
795 



265 

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655 
705 
906 

108 
2,432 

» 

128 



38,940 





1 




AGENTI, CORRISPONDENTI E 


CONSEGNATARI | 


OSPEDALE 




1 




1 




1 




H 




8IM0NCINI 


FEDELI 1 








1 


PROPRIETARIO 


adente 
pel bestiame 


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10 


11 


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13 


14 


15 


16 


1,382 


20,909 


1,113 


1,340 


» 


223 


15,460 


1,113 


648 


420 


6,326 


924 


» 


» 


» 


» 


» 


65 


65 












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1,764 


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365 


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365 










1,220 


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1,220 


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460 












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260 


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260 










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150 


» 


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» 


150 










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250 


250 










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» 


» 


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418 








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297 








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539 








» 


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286 








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1,540 


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125 


125 












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795 










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33 


33 












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906 


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906 












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108 


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108 




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2,432 


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2,432 




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80 






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48 






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3,602 

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23,449 


4,123 


3,676 


1,764 


1,446 

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18,269 


4,373 


2,188 


548 


8,994 


5,448 



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424 



AZIENDA RURALE 



Giornale - mastro Ké/Za tenuta di Boneggio. 



425 




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38 
39 
40 



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DESCRIZIONE DEI FATTI AMMINISTRATIVI 



29 
31 



41 


3 


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9 


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15 


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24 


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29 


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31 


62 


4 


63 


15 


64 


20 


65 


30 


66 


» 



Segvte Luglio. Riporto L. 

Tomassini - vende 1 vitello 

Detto - vende 2 buoi » 

Nolo della macchina per trebbiare il grano di parte padronale, 

pagato dal tesoriere dell'ospedale » 

Agosto. 

Mezzasoma - compra 2 buoi L. 

Detto - vende due vitelli » 

Detto - nati 31 porchetti » 

Santoni - compra l bue » 

Fagioli - ettolitri 2 raccolti nel terreno riservato, e ritenuti dal- 
l' agente Simoncini a L. 20 » 

Mezzasoma - vende 2 buoi » 

Granturco venduto ettolitri 98 a L. 11 incassato dal tesoriere . » 

Ciliege vendute del vocabolo Castello L. 15, Piaggia L. 10 . . » 

Tomassini - vende 2 vitelli » 

Detto - vende 2 buoi » 

Santoni - vende 1 vitello » 

Ciatti - vende 1 giovenca » 

Detto - vende 2 buoi » 

Detto - compra 2 buoi » 

L'agente Simoncini versa al tesoriere » 

Santoni - vende 2 vacche » 

Ciatti - nati 13 porchetti » 

Tomassini - compra 4 buoi » 

Santoni - vende 1 bue » 

Ciatti - semola quintali 7 a L. 13 » 

Detto - compra 2 vitelli > 

Settembre. 

Tomassini - morto 1 vitello L. 

Granturco raccolto di parte ettolitri 144 a L. 11 come da nota . » 

Mezzasoma - semola quintali 10 a L. 13 » 

Mosto raccolto di parte ettolitri 181 a L. 15 come da nota . . » 
Mosto dato in conto ( Ciatti -ettolitri 11.6 a L. 15 L. 174 
debito da j Mezzasoma- » 10.- » » 150 



21.6 



» 324 » 



SOMME 

del 
giornale 



Segue L. 



38,940 

340 
770 

45 



825 

315 



425 

40 

925 

1,078 

25 

435 

810 

170 

490 

750 

800 

2,000 

670 



1,405 

450 

91 

450 





1,584 

130 

2,715 

» 

324 



57,002 









AGENTI, CORRISPONDENTI E 


CONSEGNATARI | 


OSPEDALE 




















SIMONCINI 


PEDRLI 










PROPRIETARIO 


peìhe 


iote 
stiaine 


altro 


agente 


BESTIAMI 


COLONI 


MAGAZZINI 


Dare 


Avere 


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3,602 


23,449 


4,123 


3,676 


1,764 


1,446 


18,269 


4,373 


2,188 


548 


8,994 


5,448 


» 


» 


340 


» 


» 


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340 










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45 


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315 


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» 


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» 


425 


» 


» 


425 












» 


40 


40 




















» 


» 


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» 


» 


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» 


925 










1,078 


» 


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1,078 


» 


25 


» 


» 


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» 


» 


435 


» 


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» 


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» 


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» 


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» 


1,405 


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» 


1,584 


» 


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1,584 




» 


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130 


130 












» 


2,715 


» 


» 


» 


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» 


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» 


2,715 




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» 


» 


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» 


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150 






» 


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> 


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» 


324 

• 




6,725 


27,858 


10,288 


9,581 


1,789 


1,667 




10,498 


1 

2,188 

1 


872 


13,617 


6,526 



41 



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426 



AZIENDA RURALE 



Giornale -mastro iella tenuta di Roneggio, 





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DESCRIZIONE DEI FATTI AMMINISTRATIVI 



67 


4 


68 


10 


69 


» 


70 


17 


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> 


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» 


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> 


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» 


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18 


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> 


91 


21 


92 


31 



SOMMK 

del 
giornale 



Riporto L. 

Ottobre. 

Mezzasoma - morto 1 porchetto » 

Opere per vagliare il grano » 

Tomassini - vende paglia a Mezzasoma (|uintali 10 » 

Grano nuovo venduto ettolitri 154 a L. 17 incassato dal tesoriere » 
Tassa bestiame 1890 pagata dal tesoriere per Ciatti L. 46, To- 
massini L. 55, Mezzasoma L. 64, Santoni L. 54, in tutto . » 
Tassa di ricchezza mobile 1890 pagata dal tesoriere per Ciatti 
L. 18, Tomassini L. 23, Mezzasoma 24, Santoni L. 20, in tutto » 

Tomassini - nati 2 vitelli » 

Detto - seme di lupinella ettolitri 8 a L. 5 » 

Novembre. 

L'agente Simoncini dà all'agente Fedeli L. 

Santoni - vende 1 vitello » 

Detto - compra 14 maiali » 

Ciatti - vende 2 maiali e 1 porchetto » 

^ . , [ Ciatti - L. 40 a metà 

Concmie comprato e r^^^^^^^, - > 70 » 

pagato da Simon- ^^zzasoma - > 60 » 
^^"' P^^ ( Santoni - » 50 » 

»220 » 

Fave vendute ettolitri 5a L. 11 » 

Santoni - vende 8 maiali » 

Tomassini - vende 4 maiali » 

Dicembre 

Ciatti - morti 3 porchetti L. 

Detto - vende 4 detti » 

Tomassini - nati 32 detti » 

Detto - vende 6 detti » 

Santoni - olio datogli litri 80 a L. 120 » 

Detto - medicinali per le bestie pagati da Simoncini . . . . » 

Ciatti - contanti datigli per comprare il maiale » 

Tomassini - idem idem » 

Mezzasoma - venduti 11 porchetti » 

Olio raccolto di parte ettolitri 14 a L. 100, come da nota . . » 



Segue L. 



57,002 





62 

34 

2,618 

219 

84 



40 



300 
215 
482 
188 
» 

» 

220 

55 
670 
190 



421 





80 


\m 

96 
30 
75 
90 
270 
1,400 



OSPEDALE 
PROPRIETARIO 



Dare 
5 



Avere 
6 



AGENTI, CORRISPONDENTI E CONSEGNATARI 



SIMONCINI 

agente 
pel astiarne 



Dare 



Avere 



PEDBU 

altro agente 



Dare 



9 



Avere 



10 



BBSTIAIU 



Dare 



11 



Avere 



12 



COLONI 



Dare 



13 



Avere 



14 



MAGAZZINI 



Dare 



15 



Avere 



16 



6,725127,858 



62 
» 
2,618 






110 



> 



» 

219 

84 






10,288 9,581 












64,610 ■ 9,515 29,561 



1,400 



215 
188 









670 
190 



80 
190 

270 



300 

» 

482 

220 



1,789 






» 
)► 

» 



300 

» 






30 






12,091 



55 



> 






1,667 



62 









40 



22,395 10,498 



> 



> 






75 
90 






10,613 2,144! 1,934 



34 



219 




40 



482 













30 



23,200 




34 



2,188 



215 
188 



670 
190 





80 

190 

> 

» 
270 



12,335 



872 



84 



20 
35 
30 
25 



» 



96 

75 
90 



2,643 



13,617 



6,526 



2,618 



872 



1,400 



15,017 



55 



96 



9,295 



428 



AZIENDA RUBALE 



Giornale - mastro 



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94 

95 

96 



97 
98 
99 






100 



31 






DESCRIZIONE DEI FATTI AMMINISTRATIVI 



8 

Segue Dicembre. ^ Importo L. 

Spesa padronale per macinazione dell'oliva » 

Spese diverse pel bestiame, come da nota : per Ciatti L. 22, To- 

massini 27, Mezzasoma 9, Santoni 12, in tutto » 

Utile del bestiame, a metà coi coloni (vedi allegato 2** al rendi. 

conto) , ^ 

Utile sui magazzini (vedi allegato 4*» al rendiconto) L. 354 . . » 

meno la perdita - ivi -, » 9 

utile netto > 345 

L* agente Simoncini versa al tesoriere a saldo il 10 gennaio 1891 » 
L* agente Fedeli idem idem » 

Assegni pel 1890 ai detti agenti, pagati dal tesoriere il 15 detto » 

Totali . . L. 

f Attive: Bestiame (vedi alleg.n.2) L. 14,801 

Rhnanenze i Coloni debitori ( » 3) » 449 

« saldo f Generi ( » 4) » 6,067 

come al rendic. / == 

\ Passive : Coloni creditori ( » 3) » . . » 



Pareggio . . L. 



sommi: 

del 
giornale 



64,610 

20 

70 

3,866 
354 



della tenuta di Boneggio. 



429 



1,478 
120 
500 



71,018 



> 



21,317 
611 



92,946 



OSPEDALE 
PROPRIETARIO 



Dar.! 
5 



Avere 
6 



AGENTI, CORRISPONDENTI E CONSEGNATARI 



SIMONCINI 

adente 
pel Eestiame 



Dare 



Avere 



8 



PEDEU 

altro agente 



Dare 



Avere 



10 



BESTIAMI 



Dare 



11 



Avere 



12 



COLONI 



Dare 



13 



Avere 



14 



MAGAZZINI 



Dare 



15 



Avere 



16 



9,515 29,561 



20 






1,478 
120 
500 



11,633 

» 

» 

» 

21,317 



1,933 
345 



500 



32,339 



12,091 10,613 












1,478 






611 



32,950 32,950 



12,091 12,091 









12,091 12,091 



2,144 1,934 



20 






2,144 



» 



2,144 



70 






120 



2,144 



> 



2,144 



23,200 



70 
3,866 



27,136 



12,335 






2,6431 872 






27,136 



12,335 
14,801 



27,136 






1,933 



15,017 



354 



9,295 



2,643 2,805 



611 



449 



3,254' 3,254 



15,371 



9,304 



6,067 



15,371 15,371 



430 AZIENDA RURALB 



Svolgimento del Conto dell' Ospedale Iroprietario (colonne 5 e 6 del giornale). 



431 



Data 



DARE 



1890 
genn. 1" 

> 17 
febb. 28 

» » 
marz. 25 

apr. 15 

mag. 1° 

lugl.*31 
agos. 10 

» 15 

ottob. 10 
» 17 

nov. 8 

dece. 31 



Rimanenza passiva: Coloni creditori. 

Opere per crivellare il granturco . 

Vino ettolitri 42 a lire 22 spedito 
all'ospedale 

Opere per caricare detto vino . . 

Fagioli seminati nel terreno riser- 
vato 

Contanti al tesoriere dair agente Fe- 
deli 

Olio ettolitri 12.2 spedito all'ospe- 
dale 

Nolo della trebbiatrice . . . . 

Granturco ettolitri 98 venduto e in- 
cassato dal tesoriere 

Contanti al tesoriere dall'agente Si- 
moncini 

Opere per vagliare il grano . . . 

Grano ettolitri 154 venduto e in- 
cassato dal tesoriere 

Concime comprato lire 220 a metà 
coi coloni 

Spesa di macinazione dell'oliva. . 

Contanti al tesoriere dall'agente Si- 
moncini il 10 gennaio 1891 . . 

Contanti al tesoriere dall' agente Fe- 
deli il 10 gennaio 1891 . . . 

Assegni 1890, ai detti agenti il 15 
gennaio 1891 



Totali . 



Rimanenze attive a saldo . 



« 

"3 

e 

o 
O 

« 
•a 



o 
o 

< 



1 

3 

6 

7 

14 

17 

20 
40 

47 

55 

68 

70 

79 
93 

97 

98 

99 



L. 



R i in a- 

nenze 

passive 

ori- 
ginarie 



Spese di conduzione ; Sommi- 



pagate 



dall'o- 
spedale 



dall'a- 
genzia 
rurale 



Distra 

lioni 

del- 
l'agenzia 

all'o- 
spedale 



TOTALK 



420 









» 






420 






45 



20 



8 
10 












500 



545 



62 



924 



110 
20 



230 



775 



1,000 

1,220 

» 

1,078 

2,000 

» 

2,618 

» 



420 
20 

924 

8 

10 

1,000 

1,220 
45 

1,078 

2,000 
62 

2,618 

110 
20 



1,478 1,478 



120 120 



10,438 



( Bestiame . . L. 14,801 
Coloni debitori » 449 

> 6,067 



500 



) 



( Generi . . . 



11,633 



21,317 



Pareggio 



L. 



32,950 



Data 



1890 
genn. T 



lugl. 16 

» 25 
» 31 

agost. 9 

» 10 

sett. 15 

» 30 
ottob. 18 
» » 

dece. 31 



AVERE 



03 

a 

a 
u 
o 






o 

< 



Rima- 
nenze 
attive 
ori- 
ginarie 



Prodotti 
dell' anno 



(Vedi 
svolgi- 
mento 
alle^. lo al 
rendicon.) 



Som- 
ministra- 
zioni 
dell'o- 
spedale 

al- 
l' agenzia 



Rimanenze attive: Bestiame . . . . 

Coloni debitori . . 

' Generi 

Fave raccolte ettolitri 9 a lire 12 di 
parte padronale 

Grano raccolto ettolitri 152 a lire 16 . 

Pagato dal tesoriere il nolo della treb- 
biatrice 

Fagioli raccolti ettolitri 2 nel terreno 
riservato 

Ciliege di parte, vendute 

Granturco raccolto ettolitri 144 a lire 
Il 

Mosto raccolto ettolitri 181 a lire 15 . 

Pagata dal tesoriere la tassa bestiame . 

Idem la tassa di ricchezza mobile colo- 
nica 

Olio raccolto ettolitri 14 a lire 100 . . 

Utile sul bestiame, di parte .... 

Utile sui magazzini 

Pagati dal tesoriere gli assegni agli 
agenti . 



Totali . 



1 


13,935 


» 


» 


648 


» 


> 


6,326 


» 


35 


» 


108 

1 


36 


» 


2,432 


40 


» ! 


» 


45 


» 


40 


48 


» 


25 


63 


» 


1,584 


65 


» 


2,715 


71 


» 


» 


72 


» 


» 


92 


» 


1,400 


95 


» 


1,933 


96 


» 


345 


99 


> 


» 


L. 


20,909 


10,582 



Rimanenza passiva a saldo - Coloni creditori. 



Totale 



Pareggio 



» I 20,909 






45 



» 



219 



84 






500 



848 



108 
2,432. 

45 

40 
25 

1,584 

2,715 

219 

84 

1,400 

1,933 

345 

500 



32,339 



611 



32,950 



H 



432 AZIENDA BXJRALE 



Svolgimento del Conto del bestiame^ colonne 11 e 12 del giornale). 
Stalla del podere voc. Castello ftolono datti. 



433 



Data 



Capi (a) 



> 






DARE 



a 



o 
E 

d 

3 

09 



ì 



u 



« 



9(» gen. 1 

» 

marzo 4 
» 15 

agosto 14 
» 18 
» 29 
» 31 

ottob. 18 

dee. 31 



4 
*> 

2 



14 
18 

» 
13 

» 



12 45 



Bestiame esistente: 2 buoi 

» 2 giovenche 

» 2 vitelli 

» 3 scrofe e 11 porchetti . 

Nati 18 porchetti 

Ghianda ettolitri 20 a lire 5 

Comprati 2 buoi da 

Nati 13 porchetti 

Semola quintali 7 a lire 13 

Comprati 2 vitelli da 

Tassa Bestiame 1890 

Spese diverse di stalla 

Somme 
Utile a saldo 

(metà colonica lire 436) 



1 

» 

8 
12 
54 
57 
60 
61 
71 
94 



95 



Lare 

1,550 
625' 
475' 
435 

> 

800 
450 



4,335 



Lire 

100 

91 

> I 
46 
22 



259 



Lire 



3,085 



» 
100 
800 
» 

91 
450 

46 



4,594 
872 



5,466 



Data 



Capi (a) 



u 



a 



AVERE 



13^ 

• S 

u o 



s 

OS 

♦3 

09 
V 



•;3 oo 



"eS 

o 



90 gen. 6 
luglio 8 

agosto 14 
» » 
nov. 2 

decem. 7 



dee. 31 



Stalla del podere voc. Oliiazella 



90 gen. 1 


4 


» 


> 


3 


» 


» 


4 


» 


> 


» 


12 


aprile 7 
giugno 5 
luglio 2 
. » 15 


> 
2 


> 


agosto 20 
ottob. 18 


4 




» 27 




» 


» 31 


» 


» 


dee. 13 


» 


32 


» 31 


» 


» 




21 


44 



Bestiame esistente: 4 buoi 

» 3 vacche 



4 vitelli 

» 5 scrofe e 7 porchetti 

Semola quintali 5 a lire 13 

Ghianda ettolitri 25 a lire 5 . . . . 

Comprati 2 vitelli 

Comprati 2 buoi da 

Comprati 4 buoi da 

Tassa bestiame 1890 

Nati 2 vitelli 

Seme di lupinella ettolitri 8 a lire 5. . 

Nati 32 porchetti 

Spese diverse di stalla 



Somme 



Utile a saldo 

(metà colonica lire 621) 



1 

» 

» 

15 
26 
29 
33 
58 
71 
73 
74 
85 
94 



95 



Lire 

1,650 

1,250 

525 

350 

» I 

> 1 

265 

705 

1,405 



6,150 



Lire 

65' 
125' 

» 

55 

40 

» 
27 



312 



Lire 



3,775 

65 

125 

265 

705 

1,405 

55 
» 

40 

07 



6,462 
1,242 



2 
1 
2 



5 
4 
1 
2 



12 



6 

» 
3 
3 
4 



16 
29 



45 



Venduti 6 porchetti a 

» 2 vitelli a . 

» 1 giovenca a 

> 2 buoi a 

» 2 maiali e 1 porchetto 

Morti 3 porchetti 

Venduti 4 detti 



!•••••< 



• ••••••••••••• 



Somme 

Bestiame rimasto : 4 buoi 

» 1 giovenca 

» 2 vitelli 

w 5 scrofe e 24 porci . * 



2 

32 
52 
53 

78 
83 
84 



100 



Lire 

108 
655 
490 
750 
188 
» 
80 



Lire 



2,271 

1,650, 

300 

450, 

795 



5,466 






Lire 

108 
655 
490 
750 
188 
> 
80 



/ 



2,271 



3,195 



5,466 



colono Tomassini. 



7,704 



(a) La classilicazione dei capi di bestiame suole farsi, ove occorra, anche per le altre specie esistenti nella 
unch3 i)er brevità in queste colonne colle sole iniziali V. P, E. L. C. 



90apr.24 
magg. 16 
giugno 8 
luglio 29 

» » 
agosto 13 

» » 

settem. 4 

ottx)b. 10 

nov. 25 

dece. 14 



dee. 31 
» 



1 


» 


» 


2 


2 


» 


1 


» 


2 


» 


<> 


» 


2 


» 


1 


» 


» 


» 


)► 


4 


» 


6 


11 


12 


4 


» 


2 


» 


4 


» 


» 


32 


21 


44 

1 



•••••••• 



••••••••• 



Venduta 1 vacca a 

» 2 scrofe a 

» 2 buoi a 

» 1 vitello a 

> 2 buoi a 

» 2 vitelli a 

» 2 buoi a 

Morto 1 vitello . . . 
Paglia venduta quintali 
Venduti 4 maiali a 

» 6 porchetti a . 



10 



Bestiame rimasto: 



Somme 
4 buoi 

2 vacche 

4 vitelli 

3 scrofe e 29 porci . . 



19 
23 
27 
38 
39 
49 
50 
62 
69 
82 
86 



100 



Lire 

365 

150 

785 

340 

770 

435 

810 

» 

» 

190 

190 



4,035 

1,345 

1,000 

400 

890 



7,670 



Lire 

> 
» 



34 






34 



Lire 

365 
150 
785 
340 
770' 
435 
810 
)^ 
34 
190 
190 






4,069 



3,635 



34 



7,704 



stalla, e cioè per V equina (cavalli, muli e somari), lanuta o pecorina, e caprina; le quali tutte s" indicano 

41 






'Il» 



'Mi:' 



434 A ATTENDA BXniALE 



Dala 



Capi 



al 
> 



u 



90 gen. 1 

» 

» 

maggio 7 

luglio 4 

» 6 

» 15 
agosto 3 

» 8 
sett. 20 
ottob. 10 

» 18 
dece. 31 






6 
1 

)► 

1 
o 

»! 



16 



15 

» 

» 
31 

» 



46 






90 gen. 1 

» 

febb. 7 

marzo 9 

» 15 

aprile 22 

magg. 17 

agosto 9 

bttob. 18 

novem. 2 

dee. 15 

» 31 



6 

o 

«VI 

» ! 



» 
» 



» 
1*> 

» 
6 

4 
» 
» 
14 

» 



14 36 



DARE 



Segue lo svolgimento d.1 Conto delL^j^e (colonne 11 e 12 del giornale). 
Stalla del podere vocaboloj -g^^^^^ ,^,^„^ Me.,asoma. 






o 

s 

3 

•ZI 

S 

n 






o 

o 



Bestiame esistente: 2 buoi . 
» 6 vacche. 

» 1 vitello. 

» 5 scrofe e 10 porchetti 



>•••••< 



Comprata 1 vacca da 

Nati 2 vitelli. 

Cicerchie per le vacche ettolitri 

Comprati 2 buoi (hi 

» 2 buoi da 

Nati 31 porchetti .... 
Semola quintali 10 a lire 13 
Paglia da Tomasvsini (quintali 10 
Tassa bestiame 1890 . 
Spese diverse di stalla 



a lire 1 



Somme , 



Utile a saldo 

(metà Colonica lire ìi5ò) 



Bestiame esistente: 6 vacche. . 

» 2 vitelli . . 

» 12 maiali . . 

Comprati 2 buoi da 

» 6 porchetti da 

Ghianda ettolitri 19 a lire 5 . 

Nati 3 vitelli 

Comprati 4 inaiali da Mezzasoma 
Comprato un bue da 
Tassa bestiame 1890 . 
Comprati 14 maiali 
Medicinali pel bestiame 
Spese diverse di stalla 



•••••••••I 



Utile a saldo. 

(metà colonica lire 321) 



1 

» 
» 

» 

21 
30 
31 
34 
41 
43 
64 
69 
71 
94 



95 



Lire 

900 
2,375 
150 
500 
460 
» 
» 
906 
825 
> 



Lire 



; ì 



» 

» I 

33 

130 
9 



6,116 



270 



Lire 



3,925 

460 

» 
33 

906 

825 

» 

130 

34 

64 





6,386 
1,110 



7,496 



Stalla del podere vocabolo 



1 

» 
5 
10 
13 
18 
24 
44 
71 
77 
88 
94 



95 



Lire 

2,375 
375' 
400 

1,120 
210 
» 
» 
250 

425 

I 

» I 

482 

» 



Uet 

» 

» 

» 



Lire 



I 3,150 



05 






54 
► 

30 
12 



5,637 i 191 



1,120 
210 

95 
» 
250 
425 

54 
482 

30 

12 



5,828 
642 



6,470 



Dati 



Capi 



*fl 
'S 

ti 
> 






AVERE 



90 febb. 4 

marzo 9 

magg. 7 

giugno 25 

agosto 7 

» 10 

ottobre 4 

dee. 31 



dee. 31 



» 
2 
2 
2 

» 



6 
4 
4 
2 



1 
5 
4 
» 

1 
li 



22 
24 



Venduta 1 scrofa a 
» 5 maiali a 
» 4 maiali a Santoni 
» ,2 vacche a 
» 2 vitelli a 
» 2 buoi a 



•••••••■•• 



•••••••• 



Morto 1 porchette 
Venduti 11 porchetti a 



»••••••••• 



16 



46 



Bestiame rimasto: 



Somme 
4 buoi . . . , 
4 vacche. . . . 
1 vacca e 1 vitello 
4 scrofe e 20 porchetti 



^^attonatei colono Santoni. 



90mar.l4 
maggio 7 
agosto 13 
> 17 
» 24 
novera. 2 
» 9 



dee. 31 



2 
1 
2 
1 
1 



7 
*> 



12 

8 



20 

» 

16 



14 



36 

1"^ 



Venduti 12 maiali a . 

» 2 vitelli a ... 

» 1 vitello a .. 

» 2 vacche a .. 

» 1 bue a 

» 1 vitello a .. 

» 8 maiali a .. 



Somme 
Bestiame rimasto: 2 buoi .... 

» 4 vacche e 1 vitello 

» 16 maiali . . . 



/ 



435 



• al- 
ia eS 

U O 



43 

B 
« 






4 
9 
24 
28 
42 
46 
67 
97 



100 



Lire 

110 
185 
250, 
795 
315; 
925 

270 



2,850 

1,725 

1,550| 

596 

775 



Lire 



"7,496, 






11 
22 
51 

56 
59 
76 
81 



100 



Lire 

710 
260 
170 
670 
450 
215 
670 



3,145 

1,120 

1,525! 

680 



Lire 



o 



Lire 

110 

185 

250; 

795 

315 

929 

» 

270 



2,850j 
4,646 



7,496 



Lire 

710 
260 
170 
670 
450, 
215 
670 



3,145 



6,470 



» 1 3,325 



6,470 






nl.i 



f 



436 AZIENDA RURALE 



Svolgimento del Conto dei coloni «colonne 13 e 14 del giornale). 
Ci&tti A.T\toaaJ.o colono Idei podere voc. Castello. 



437 



Data 



DARE 



•od 

. a 

U O 



SOMME 



90mag31 

ottob. 18 

novera. 8 

dee. 18 

dee. 31 



Granturco a vitto ettolitri 38 a lire 11. . . . 

Tassa di ricchezza mobile 1890 

Metà di lire 40 - concime comprato .... 
Contanti per comprare il maiale 

Creditore a saldo 



25 
72 
79 
89 

100 



Lire 

418 
18 
20 
75 



Lire 



531 

264 
795 



colono 



90 gen. 1 
magg. 31 
ottob. 18 
novera. 8 
dee. 18 



Debitore nel conto precedente . . . . 
Granturco a vitto ettolitri 27 a lire 11. 
Tassa di ricchezza raobile 1890 . . . 
Metà di lire 70 - concirae coraprato 
Contanti per comprare il maiale . . , 




2w£ezzeuBo; 



DDozaaeziico colono 



■ 



90raag 31 
ottob. 18 
novera. 8 

dee. 31 



Granturco a vitto ettolitri 49 a lire 11. . . . 
Tassa di ricchezza mobile 1890 ..,,.. 
Metà di lire 60 - concime comprato 

Creditore a saldo 




Sazitosail jSbJleaBaocLdLxo colono 



90 gen. 1 
magg. 31 
ottob. 18 
novera. 8 
dee. 15 



Debitore nel conto precedente . . . 
Granturco a vitto ettolitri 26 a lire 11 
Tassa di ricchezza mobile 1890 . . 
Metà di lire 50 - concime comprato 
Olio a vitto litri 80 a lire 120 . . 




Data 


AVERE 


Art. del 
giornale 

1 


SOMME 


90 gen. 1 
sett.30 
dee. 31 


Creditore nel conto precedente. . . . 
Mosto dato a conto debito ettolitri 11.6 a 
Metà deir utile sul bestiarae .... 


lire 15 . . . 


1 

66 
95 


Lire 
174 

436 


Lire 

185 
610 


795 





del podere voc. Chiarella. 



901ug.25 
dee. 31 

dee. 31 



Grano dato a conto debito ettolitri 5 a lire 16 
Metà dell' utile sul bestiarae 



Debitore a saldo . 



37 
95 

100 



Lire 

80 
621 



Lire 



701 
30 



731 



del podere voc. Piaggia. 



90 gen. 1 
sett. 30 
dee. 31 



Creditore nel conto precedente 

Mosto dato a conto debito ettolitri 10 a lire 15. 
Metà deir utile sul bestiarae 



1 
66 
95 



Lire 

» 

150 
555 



Lire 

235 
705 



940 



del podere voc. Mattonata. 



901ug.25 
dee. 31 

dee. 31 



Grano dato a conto debito ettolitri 3 a lire 16 
Metà deir utile sul bestiarae 



Debitore a saldo . 



37 
95 

100 



Lire 

48 
321 



Lire 



369 
419 



788 



438 AS^TTSKDA EITEALfi 



Svolgimento del Conto dei 

Magazzino"^ x a aa. o - 



gazzini (col. 15 e 16 del giornale). 



Dita 



DARE 



90 gen. 1 
luglio 15 
id. 



dee. 31 



90 gen. 1 
sett. 15 



I 



dee. 31 



Esistente, come da inventario 
Raccolto di parte padronale 



Utile sul prezzo 



90 gen. 1 

sett. 30 

id. 



dee. 31 



90 gen. 1 
dee. 31 



id. 



Esistente, come da inventario 
Raccolto di parte padronale 



Utile sul prezzo 



901ug.l6 



Raccolta di parte padronale 



« — 
O 

U O 



e 
s 



o 

M 
N 

« 
u 

0^ 



2 

u 

s 



Esistente, come da inventario 

Raccolto di parte padronale 

Ricevuto dai coloni in conto debito . . . 

Utile sul prezzo 



1 
36 
37 

96 



Ettol. , Lire 

103.! 17 

152 16 

8 16 



263 



Lire 

1,751 

2,432 

128 



4,311 
71 



4,382 



Magazzino 




Lire 

10 

11 




Magazzino 



Esistente, come da inventario 

Raccolto di parte padronale 

Ricevuto dai coloni in conto debito . . . 

Utile sul prezzo 




Magazzino 



1 
92 

96 



Ettol. 

13 
14 



27 



Lire 

95 
100 



Lire 

1,235 
1,400 



2,635 
81 



2,710 



Magazzino 



35 



Ettol. 

9 



9 



Lire 

12 




Data 



AVERE 



a 



'^ 



ci 

s 



o 

N 

» 

U 



90apr.l2 
ottob. 17 



dee. 31 



Grano vecchio venduto 
Detto nuovo id. 



Calo di quantità 



16 
70 



Ettol. 

98 
154 



252 
11 



263 



Lire 

18 
17 



Q-rantTa-xco- 



90mag.31 
agosto 10 

dee. 31 
id. 



Dato ai coloni 

Venduto 

Calo di quantità 

Ritnanenza - Granturco nuovo . 



2s/£osto e T7Ìja.o. 



90 feb. 28 



dee. 31 
id. 



Vino spedito all'Ospedale proprietario . . . 



Calo di quantità, . . , 
Rimanenza - Vino nuovo. 



Olio a* oliera. 



90 mag. 1 
dee. 15 



id. 31 



Spedito all'Ospedale proprietario 
Dato al colono Santoni . . . 



Rimanenza - Olio nuovo . . . 



Fa-va. 



108 



90 nov. 8 

dee. 31 

id. 



Venduta . 



Perdita sul prezzo 
Rimanenza . . 




439 



o 

t 

o 

04 

S 



Lire 

1,764 
2,618 



4,382 



25 

47 

100 


Ettol. 

140 
98 


Lire 

11 
11 

11 


Lire 

1,540 
1,078 

2,618 

1,584 
4,202 


238 

8 

144 


390 



6 
100 


Ettol. ! 

42-! 


Lire 

22 
15 


Lire 

924 


42- 
2- 

202,6 


9241 
» 
3,039 


246,6 

1 


3,963 



20 

87 

100 


Ettol. 

12,2 
» 8 


Lire 1 

100 
120 

100 


Lire 1 

1,220' 
96 


13- 
14- 


1,316 
1,400 


27- 


2,716 




440 AZIENDA BUBAIìE 



BendicontO 1890 della tenuteci Boneggio di proprietà delV Ospedale. 



441 



1 



-A. T T I V O 



Valori attivi di scorta al principio dell' esercizio. 



Bestiame padronale {Vedi allegato n. 2) L. 

Coloni debitori . . ( id. . > 3) » 

Generi in magazzino ( di, » 4) » 

Prodotti deir anno di parte padronale. 

(Vedi allegato n. IJ 

Predio voc. Castello - colono Ciatti L. 

Chiarella - » Tomassini » 



13,935 

648 

6,326 



» Piaggia - » Mezzasoma 

> Mattonata- » Santoni . 

Prodotti vari : fagioli dal terreno riservato 



L. 



utile sui magazzini 



40 
345 



2,264 
2,815 
2,587 
2,531 



385 



Somministrazioni del proprietario all'agenzia. 

Pagamenti fatti dall'Ospedale proprietario per quest* agenzia 
rurale nel corso dell'anno L. 



848 



Somma L. 

(Saldo) Valori passivi rimasti alla fine dell' esercizio. 

Coloni creditori {Vedi allegato n. 3) L. 



20,909 



10,582 




Prodotti come al n. 2 ^eW attivo . 
Spese » » 2 del passivo 



rer memoria — La suddetta TenuU fino al 31 decerabre 1887 fu affittata a N. N. per l'aunua corrisposU 
li nel liiS8 di lire 7,985, nel 1889 di lire 8,349. 



P -A. S S I V O 



Valori passivi al principio dell' esercizio. 

Coloni creditori ( Vedi allegato n. 3) L. 



420 



Spese di conduzione della tenuta. 

Assegni agli agenti rurali L. 

Concime comprato — metà padronale > 

Spese per trebbiare e crivellare i generi » 

Spese diverse » 



500 

110 

127 

38 



Somministrazioni dell' agenzia al proprietario. 

Generi e contanti dati dall' agenzia all' Ospedale proprie- 
tario nel corso dell' anno L. 



10.438 



Somma L. 

(Saldo) Valori attivi rimasti alla fine dell' esercizio. 



Bestiame padronale {Vedi allegato n, 2) L. 

Coloni debitori ( Id. » 3) » 

Generi in magazzino ( Id, » 4) » 



14,801 

449 

6,067 



CENUTA nell'anno 1890. 




Prodotto netto . 



di lire 8,400. — Ed il prodotto netto negli anni dì amministrazione diretta è stato: 



420 



775 




L. 32,950 



43 



I 

I 



442 



AZIENDA RURALE 



Allegati al Rendiconto — Alleo. N. I.1p^(x/o«« di parte padronale dei singoli predi. 



443 



QUALITÀ DEI PRODOTTI 



« 

u 
o d 
ti ■»* 
N a 



o 



49 



Voc. Castbllo 
Colono Ciani 



Quantità \ Valuta 



Voc. Cbiarblla 
Col. Tomassini 



Quantità ; Valuta 



Grano 

Granturco .... 

Mosto 

Olio 

Fave 

Fagioli 

Frutti 

Utile sul bestiame . 
Utile sui magazzini. 



Lire 

16 
11 
15 

100 
12 
20 

» 



Ettolitri 

35 

22 

45 

3 

3 



Lire 

560 

675 
300 

36 
» 

15 
436 
» 



2,264 



Ettolitri 

5.9 

42 
5 

» 



Voc. Piaggia 
Col. Mezzasoma 



Quantità i Valuta 



Voc. Mattonata 
Col. Santoni 



Lire 

624 
440 
630 
500 

» 

621 

» 



Ettolitri 

42 
32 

50 

o 

/w 

4 

» 



2,815 



Lire 



672 



750 
200 

48 
» 

10 
555 



2,587 



Ettolitri 

36 

50 

44 

4 

2 

» 



Lire 

576 
550 
660 
400 
24 

» 
321 



2,531 



Voc. 
CoL 



Quantità , Valuta H Quantità 



Valuta 



Voc. 
Col. 



Quantità Valuta 



Voc. 
Col. 



Quantità Valuta 



Prodotti vaeii 



della Tenuta 



Quantità 



Valuta 



TOTALE 



Quantità 



Ettolitri 


Lire 


Ettolitri 


Lire 


Ettolitri 


Lire 


> 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


> 


)► 


» 


» 


» 


)► 


» 


» 


» 


» 


» 


> 


» 


» 


» 


» 


> 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 


» 




.-^ 




^^.-v^ 




-. . 















Ettolitri 

2 



Lire 

> 

40. 
345 



385 



Ettolitri 

i52 

144 

181 

14 

9 

2 

» 



Valuta 



Lire 

2,432 

1,584 

2,715 

1,400 

108 

40 

25 

1,933 

345 



10,582 



u 



Allegato N. «• - Movimendlipi lestiame. 



PREDI 



CARICO 



Bestiame esistente 



o 
a 
u 

> 



o 

a 
.■« 

u 

g. 



Valuta 



Bestiame comprato 



e 
a 
'S 

> 



o 
a 

*D 

g. 



Valuta 



Spese 

di 
stalla 



Bestiame 
nato 



o 
a 

'C 

> 



o 
a 

g. 



UTILB 



TOTALE 



Castello .... 
Chiarella . . . 
Piaggia . . . . 
Mattonata . . . 



8 


14 


3,085 


4 


» 


1,250 


259 


» 


31 


872 


11 


12 


3,775 


8 


» 


2,375 


312 


o 


32 


1,242 


9 


15 


3,925 


5 


» 


2,191 


270 


2 


31 


1,110 


8 
36 


12 
53 


3,150 


3 

20 


24 
24 


2,487 


191 


3 

7 


94 


642 


13,935 


8,303 


1,032 


3,866 



5,466 
7,704 
7,496 
6,470 



27,136 



SCARICO 



Bestiame venduto 



o 
a 

'S 

u 

>• 



6 

7 

28 



o 
e 



g. 



Valuta 



Introiti 

diversi 



Bestiame 
morto 



o 
a 



o 
a 
"5 

u 

g. 



SCAPITO 



TOTALE 



RIMANENZA 
alla fine dell'esercizio 



2 ® 

« '3 

et o 

> SU 



Valuta 



5 13 
10 12 



21 
20 



66 



2,271 


» 


> 


3 


4,035 


34 


1 


» 


2,850 


» 


» 


1 


3,145 


> 


1 


4 


12,301 


34 






2,271 
4,069 
2,850 
3,145 



12,335 



10 
10 



29 3,195 



32 



3,635 



24 4,646 



7 16 3,325 



34 



ioli 14,801 



NOTE 



444 AZIENDA RTJIIALE 



Allegati al Rendiconto — Alleo. N. ^mfovimentt dei conti colonici. 



445 



PREDI 


COLONI 




D A 


R E 




Debito 
precedente 


Sommi- 
nistr azioni 
nell'eser- 
cizio 


Metà 
scapito 

sul 
bestiame 


Totale 


Castello 


datti Antonio .... 


» 


531 


» 


531 


Chiarella 


Tomassini Luigi. . . . 


287 


444 


» 


731 


Piaggia 


Mezzasoma Domenico . . 


» 


593 


» 


593 


Mattonata 


Santoni Alessandro. . . 

L. 


361 


427 


» 


788 


648 


1,995 


» 


2,643 













AVERE 



Credito 
precedente 



Rilasci 
fatti 



Metà 

utile 

sui 

bestiame 



Totale 



RISULTATO 
alla fine dell'esercizio 



a debito 



a credito 






NOTE 



185 



235 



174 

80 

150 

48 



420 



452 



436 
621 
555 
321 



795 
701 
940 
369 



» 



30 



1,933 



2,805 



264 



419 



449 



347 



611 



GENERI 


«0 

s 

•o 

•«4 

'S 




C 


A R 


I C 


O 






Generi esistenti 


Generi | 
prodotti e comprati | 


Aumenti di 1 


TOTALE 


Quantità 


Valuta 


Quantità 


Valuta 


Quantità 

1 


Valuta 


Quantità 


Valuta 


Grano. . . . 


El. 


103 


1,751 


160 


2,560 


» 


71 


263 


4,382 


Granturco . . 


» 


246 


2,460 


144 


1,584 


» 


158 


390 


4,202 


Mosto e vino . 


> 


44 


880 


202,6 


3,039 


» 


44 


246,6 


3,963 


Olio d'oliva. . 


» 


13 


1,235 


14 


1,400 


» 


81 


27 


2,710 


Fava .... 


» 


» 
L. 


» 


9 


108 


» 


» 


9 


108 


6,326 


8,691 


354 


15,371 








--^v^ 




--^^/-w- 




- 9 




» 










• 


Util 


e netto 


345 







dei magazzini. 
















SCARICO 




RIMANENZA 








alla fine 
dell' esercizio 




NO TE 


Generi usciti 


Cali perdite di 1 


TOTALE 1 


Quantità i Valuta 


Quantità 


Valuta 


Quantità 


Valuta 


Quantità 


Valuta 


252 


4,382 


II 


» 


263 


4,382 


> 


» 




238 


2,618 


8 


» 


246 


2,618 


144 


1,584 




42 


924 


2 


» 


44 


924 


202,6 


3,039 




) 


















13 


1,316 


» 


» 


13 


1,316 


14 


1,400 




5 


55 


» 


9 


5 


64 


4 


44 


■ 


9,295 


» 


9,304 


6,067 




» 




9 




--^^- 




^^"^ 




! 



















li 



446 



AZIENDA BUKAIiE, 



Collegamento colle scritture generali 



>»■»■»■ 



TulJ fr TT' ''""""' ^' ^ P" •^«'•^ •=<>' -"d--'» medesimo Jezza 

u Ind tot:: ""! " "^""^'° ^'•°""'™''=° ''^"^ «-"-e. converrà d ; 
un mandalo di pagamento per quella parte di spese che furono pa«le dall'» 

di .^l'TJ^ '" °'"" ''"'''"■'• >■* «"S»- — »~»« .<i f". il gir. 

rendiconto generale, specialmente i dphitJ fnh. ' affinchè nel 

Dato infine lo svolgimento del conto dpll'Onono «• 



447 

che qualunque altro non preveduto caso che potesse affacciarsi, non sia difficile 
di risolverlo, analogamente alle altre soluzioni superiormente accennate. 

E per mostrare la forma semplicissima con cui si possono riassumere i 
risultali di consimili aziende subalterne per collegarli alla contabilità centrale, 
riprendiamo qui gli estremi desunti dall' esempio pratico dell' azienda rurale in- 
nanzi svolto : 



Giri figurativi di cassa 

necessari per collegare i risultati di quest'azienda rurale 
al conto finanziario generale. 



L' Ospedale 



1 
2 

3 
4 

5 
6 



Pel capitale ( aui^^J^tato da L. 13,935 a L. 14,801 . 

a bestiame ) ,. . ., 

f dimmuito 



Per i coloni ( aumento del loro debito 



debitori 



^ diminuzione del loro debito da L. 648 a L. 449. 



Per ico/onù aumento del loro credito da L. 420 a L. 611 



creditori 



^ diminuzione del loro credito 



Per la rata delle spese di conduzione piagate da questa agenzia 



Differenza in maggiori pagamenti 
che si accredita all' agenzia in conto prodotti 



riscuote 


paga 


dalla 


alla 


AGENZIA RURALE 


» 


866 





» 


1 





199 


» 


191 


> 


» 





1 


230 


390 


1,096 


706 


» 


1,096 


1,096 



(Registrato aW art. 27 del giornale generale, pag. 295-310) 



t 



449 



AP PENDICE 



-» ♦ * 



1. Cassa di sovvenzione mutua tra Opere pie — progetto di statuto. 

2. Cassa -pensioni a favore degl'impiegati e salariati della congrega- 

zione di carità di Perugia e degl'istituti dipendenti: 

a) rapporto del ragioniere sulV istituzione di detta Cassa-pensioni; 

b) statuto della Cassa-pensioni suddetta; 

e) modello di scheda individuale dei pensionabili. 



44 



451 



CASSA DI SOVVENZIONE MUTUA 



tra Opere pie amministrate da una stessa Congregazione di carità 



Le Congregazioni di caritè, chiamate dalla legge ad amministrare più Opere 
pie, hanno T obbligo di tenere per ciascuna di esse la contabilità separata, allo 
scopo di non confonderne gl'interessi. Nel servizio di cassa però di un'ammi- 
nistrazione collettiva, qual'è quella delle Congregazioni di carità, può facilmente 
accadere che in alcuni pagamenti il danaro di un' Opera pia sia adoperato per 
i bisogni di un'altra; é questo fatto, che a primo aspetto sembra di lieve mo- 
mento, reca spesso danno e confusione negl' interessi delle singole Opere pie, 
specialmente se l'anticipazione non è precaria. Difatti se il danaro adoperato 
proveniva da un capitale riscosso, od anche da un avanzo di rendita, di cui 
fosse slato deliberato il rinvestimento, l'Opera pia a cui spettava soffre danno 
nella perdita o nel ritardo dei relativi interessi. E se il danaro stesso è stato 
impiegato per soddisfare qualche spesa straordinaria ed imprevista, quell'Opera 
pia, che non aveva, e forse non avrebbe nemmeno in breve i mezzi per pagarla, 
gode indebitamente di tale anticipazione. 

Si può obbiettare che nella cassa non dovrebbero mai giacere infruttiferi i 
fondi che sono soggetti a rinvestimento, i quali in pendenza degli atti necessari 
pel definitivo collocamento, vorrebbero essere depositati nella Cassa dei depositi 
e prestili od in altra istituto di credito. Si può anche opporre che nessuna spesa 
straordinaria si dovrebbe presentare, senza che una corrispondente entrata per 
farvi fronte non fosse stata già prevista nel bilancio. Ma di fatto, quando la 
cassa è una sola e gli enti proprietari sono più, o l'incaglio della riscossione 
delle rendite o qualche urgente pagamento possono rendere talvolta necessario, 
per il decoro e per l'interesse dell'amministrazione, di adoperare qualunque da- 
naro si trovi materialmente nella cassa stessa, senza badar troppo a quale Opera 
pia appartenga. 

Suppongasi eziandio che per importanti costruzioni o per altre emergenze 
la Congregazione di carità deliberi regolarmente di prendere a prestito per una 



ti 



452 

data Opera pia una somma di qualche rilievo, e che questa somma, senza an- 
dare a cercarla altrove, si abbia nella stessa cassa della Congregazione, ma 
spettante a dieci altre Opere pie. Ottenuta l'approvazione di siffatto prestito, 
tanto per crearlo, quanto per il pagamento degl'interessi, come a suo tempo per 
estmguerlo, si darebbe luogo a tale complicazione di atti e di scritture, da non 
far certo nascere il desiderio di rinnovare spesso simili operazioni. 

Per assicurare adunque ad ogni Opera pia un interesse sui capitali riscossi 
dal momento del ritiro, nonché sugli avanzi esuberanti di rendita, e per rendere 
agevole m alcuni casi lo scambio di danaro tra le Opere pie senza detrimento 
di alcuna di esse, può essere opportuno di istituire regolarmente presso le Con- 
gregazioni di carità una Cassa di sovvenzione mutua tra Opere pie, in specie 
quando la scarsità del danaro faccia lamentare gli accennati inconvenienti. 

Nel seguente progetto di statuto si propongono alcune modalità principali* 
con CUI la cassa stessa potrebbe funzionare, salve tutte le variazioni ed aggiunte 
che circostanze di tempo e di luogo potessero consigliare: 



Progetto di statuto. 



Art. ì.o — E istituita presso la congregazione di carità di. . . . una Cassa 
di sovvenzione mutua tra le Opere pie da essa amministrale, la quale ha per 
iscopo di ben provvedere al servizio generale di cassa senza pregiudizio degli 
interessi dei singoli enti. 

Art. 2.0 — Alla Cassa di sovvenzione verranno depositati da ciascun' 0- 
pera pia : 

a) I capitali tutti ritirati senza il contemporaneo rinvestimento ; 
bj ì fondi delle doli arretrate e di altri speciali rilevanti residui passivi; 
e) I fondi esuberanti di cassa. 
Art. 3.0 _ Questi depositi s'intenderanno fatti in via provvisoria, e riti- 
rabih ad ogni bisogno delle Opere pie creditrici, in specie quando occorrano 
fondi per operare definitivi rinvestimenti, i quali saranno sempre stipulati nel 
nome e nell' interesse delle singole .Opere pie. 

Art. 4.0 — La Gassa di sovvenzione impiegherà i suoi fondi, compatibil- 
mente con le esigenze del servizio generale di cassa: 

a) depositandoli nella maggior parte possibile alla Cassa di risparmio di 
.... mediante un solo conto corrente fruttifero intestato al nome della Con- 
gregazione di carità; 

b) in somministrazioni ad altre Opere pie, che per straordinarie conlin- 
genze temporanee difettassero di mezzi propri. - Queste somministrazioni do- 
vranno ogni volta essere autorizzate con speciali deliberazioni della Congregazione, 
da sottoporsi all'approvazione dell'autorità tutoria. 

Art 5.0 — Il saggio dell'interesse da corrispondersi alle Opere pie creditrici 



463 

nei rispettivi depositi sarà del mezzo per cento inferiore al saggio ricevuto dalla 
Cassa di risparmio ('). 

Art. 6.0 — Le Opere pie poi che avranno avuto prestiti dalla Cassa di sov- 
venzione corrisponderanno alla medesima l'interesse in ragione del 5 7^ all'anno. 

Art. 7.0 — La liquidazione degl'interessi, sì attivi che passivi, avrà luogo 
al fine dell'anno, e l'eventuale utile o perdita che ne risultasse andrà in dimi- 
nuzione od aumento di quelle spese generali della Congregazione che sogliono 
essere ripartite fra tutte le Opere pie. 



(i) Questa proposta di dare alle Opere pie un interesse /isso e minore ha lo scopo da un lato di 
rendere più semplici le liquidazioni relative, e dall'altro di evitare che la contabilità della Cassa di 
sovvenzione si chiuda co.i una perdita, nel caso che tutti i fondi raccolti dalla Cassa stessa non si po- 
tessero rendere istantaneamente fruttiferi. Ad ogrni modo però r utile o la perdita risultante da tale 
conUbilità si attribuisce poi alle stesse Opere pie nel modo indicato all'articolo 7. - Senonché, con 
maggiore esattezza, e non badando alla più complicata liquidazione, si potrebbe inveca stabilire che 
alle Opere pie creditrici sia corrisposto l'interesse, anziché a saggio fisso, in quella precisa misura che 
sarà data dalla somma degl'interessi attivi maturati a favore della Cassa di sovvenzione; ed allora non 
avrebl)e più ragione (ii essere la seconda parte dell'articolo 7. — 

Un'altra avvertenza crediamo opportuno di fare intorno a questa Cassa di sovvenzione, vale a 
dire che ad essa, com'è per sua natura, si dia piuttosto il nome di riparto degl'interessi dei depositi 
collettivi alla Cassa di risparmio, ecc., al fine di evitare che sia erroneamente considerata quale un 
nuovo ente, da potersi sottoporre all' imposta di ricchezza mobile. 



454 






CASSA-PENSIONI 

A FAVORE DEGL'IMPIEGATI E SALARIATI 

«ella Coigregazioie di cariti di Perugia e degi' Istituti dlpeideitl 



RAPPORTO DEL RAGIONIERE 
sni progetto d'istituire la saddetta Cassa-pensioni 



§ 1.° — Opportunità della istituzione. 

Neir accingermi a studiare, dal lato economico, la istituzione di una Cassa- 
pensioni per gl'impiegati e salariati dipendenti da quest'amministrazione, mi si 
affaccia spontanea una domanda, ed è: come mai la Congregazione di carità di 
Perugia, tanto benemerita e propensa a migliorare lo stato materiale e morale delle 
importanti Opere di beneficenza ad essa affidate, non ha fin qui provveduto a 
garantire la sorte futura dei propri impiegati, che, dedicando la loro vita ai servizi 
esterni od interni di esse Opere pie, ne formano parte essenzialissima? Ma al pari 
della domanda viene facile la risposta, cioè: che la Congregazione ha sempre 
spontaneamente sovvenuto gl'impiegati o le loro famiglie, dopo che quelli, avendo 
prestato lunghi e fedeli servizi, si resero impotenti o morirono. Ed ecco, che 
mentre altrove si andavano moltiplicando le istituzioni di assistenza e di previ- 
denza, si è qui tardamente rivolto il pensiero al bisogno di disciplinare il ser- 
vizio delle pensioni. Ma oggi che al moltiplicarsi delle società di mutuo soccorso 
per gli operai, si succedono da per tutto, e casse di sussidi per la vecchiaia, e 
casse di pensioni per i maestri elementari, per gl'impiegati delle provincie, dei 
comuni e di altre Opere pie, non poteva altrimenti la Congregazione di carità 
di Perugia restarsene indifferente, e non sollevare il morale dei propri stipendiati 
portandoli al livello di quelli delle altre consimili amministrazioni. Con questo 
si conseguirà il doppio intento, l' uno umanitario, che assai si addice ad un 
ente di carità, di togliere cioè l'impiegato fedele dalle ansie dell'incerto avve- 
nire; l'altro, utilissimo per l'amministrazione, di ottenere un miglior servizio, 
imperocché la tranquilla aspettativa di un'epoca, in cui si possa godere di una 



455 

pensione di riposo, eccita gl'impiegati obbligandoli ad adempiere con premura ed 
affezione al loro dovere. 

Ed infatti la congregazione nella sua adunanza del 5 maggio 1887 ordinava 
che si facessero gli studi necessari per la istituzione della cassa-pensioni, ed il 
suo presidente comm. Tiberio Berardi formulava un progetto di statuto, del 
quale le disposizioni principali sono le seguenti: 

§ 2.* — Principali disposizioni del progetto di statuto. 

Il diritto ad essere collocato a riposo viene dopo 40 anni di non interrotto 
servizio, ovvero a 60 anni di età con 30 di servizio. In caso di infermità per- 
manente si accorda la pensione dopo 15 anni di servizio. 

L* indennità per una sola colta si concede all' impiegato che avendo oltre- 
passato 10 anni di servizio senza aver compiuto il 15» diventa inabile a conti- 
nuarlo. 

L* ammontare della pensione dell' impiegato è di un quarantesimo dello sti- 
pendio per ciascun anno di servizio, e la indennità per una sola volta corri- 
sponde a tanti dodicesimi dell'ultimo stipendio, quanti sono gli anni di servizio. 
Zm pensione alla vedova od ai figli, o la indennità è uguale ad un terzo 
di quella che spettava all' impiegalo, ed in mancanza dì vedova o di figli si pro- 
mette ai genitori nella misura di un quarto. 

/ rilasci correnti degli impiegati sullo stipendio sono stabiliti nella pro- 
porzione 

del 2 per 7o ^^^'^ prime . . L. 
» 3 » » sulla differenza da » 
» 4 » » » » 

» 5 » » » » 

» 6 • » » » 

/ rilasci arretrati, per gì' impiegati che già sono in servizio, si devono 
mettere in pari entro 10 anni, ridotti come appresso: 

a due decimi per chi ha compiuto 30 anni di servizio; 
a quattro decimi per chi ne ha compiuti 20 e non 30; 
a sei decimi per chi ne ha compiuti 10 e non 20. 
Per gli altri che hanno meno di 10 anni di servizio non c'è riduzione. 
Fanno parte dell* associazione delle pensioni obbligatoriamente, tutti gl'im- 
piegati e salariati che saranno nominati in avvenire, ad eccezione delle suore 
di carità, dei fate bene fratelli, dei sacerdoti addetti a servizi funebri e religiosi^ 
e di quelli che ricevono un assegno inferiore a lire 100. 

GÌ' impiegati attuali restano liberi di dichiarare che non intendono di acce- 
dere al diritto della pensione. 

Queste sono le principali disposizioni del progetto di statuto, nella massima 
parte conformi a quelle dell'Amministrazione provinciale dell' Umbria e del Co- 
mune di Perugia. 



600 

601 a 1,200 
1,201 » 1,800 
1,801 » 2,400 
2,401 in su . 



If 



1» 



456 

Sulla base di queste disposizioni, per obbedire alla surriferita deliberazione 
5 maggio p. p. della onorevole Congregazione, mi son dato a fare gli studi ne- 
cessari per compilare un conto preventivo economico della Cassa-pensioni che 
si vorrebbe istituire. 

§ 3.0 — Impiegati e salariati in servizio al SI agosto 1887, 

loro stipendi e rilasci. 

Le prime indagini che ho fatte sono state quelle di ricercare nei libri e negli 
atti di archivio le maggiori possibili notizie intorno ai servizi prestati ed ai salari 
percelti dal personale attuale, ossia da quello che dovrebbe entrare nell* associa- 
zione all'epoca dell'impianto. Ho procurato di sapere anche la età di ciascuno 
mediante ricerche all'ufficio di stato civile e per molti mediante domanda fattane 
direttamente ai salariati, non essendo facili nò possibili le ricerche allo stato 
civile per tanti, specialmente del personale femminile di servizio. Non pretendo 
di asserire che queste notizie siano completamente esatte, ma nella massima 
parte si, e comunque sempre sufficienti allo studio preventivo che ora debbo fare. 
In quanto alle notizie sul servizio, se taluna ne mancasse, l'impiegato avrà 
campo di reclamare e produrre le prove necessarie. Ed in quanto all'età, lo 
statuto prescrive che, in caso di pensione, debba essere presentata la regolare 
fede di nascita. Con tali elementi pertanto ho formato l'elenco degli impiegati 
e salariali attuali, i quali sono in numero di 179, vi ho aggiunto lo stipendio e 
l'importo rispettivo dei rilasci arretrati ed annuali. Del quale elenco, per facili- 
tare le ricerche, e per aver pronte le notizie sotto diversi aspetti, ne ho ricom- 
poste cinque copie come appresso : 

!.• per ordine alfabetico; 

2.» per ordine di Opera pia e di uffici; 

3.» per ordine di età; 

4. a per ordine di anzianità di servizio; 

5.a per ordine di stipendio, 
come si vede nell'allegato lettera A n. 1, 2, 3, 4, 5. (*) 

La somma degli stipendi dei 179 impiegati ascende a lire 120,712.70 ossia 
lire 674 37 in media per ciascuno. 1 rilasci arretrati a lire 16,632.20, e gli an- 
nuali a lire 3,028.73. Questi ultimi stanno in ragione del 2,51 % sulla somma 
degli stipendi. 

È importante di rimarcare che ben 32 impiegati sopra i 179 hanno superato 
e la maggior parte di molto, i 55 anni di età, di guisa che non pochi di essi, 
e vi sono anche dei meglio retribuiti, aspirano di essere fra breve tempo collo- 
cati a riposo, circostanza questa che va tenuta in molta considerazione nei cal- 



(1) Degli allegati si produce più avan(i quello soltanto marcato colla lettera E, n. 1, ossia il conto 
presuntivo economico per anni 30, tempo reputata occorrente a consoli-lare dettnitivamente la Cassa- 
penbioiii. 



457 

coli che si vanno a fare. I nomi di questi 32 impiegati, si leggono in principio 
dell'elenco A n. 3. 

§ 4.0 — Pensioni pagate dal 1868 al 1887. 

Dopo l'elenco degli impiegali e degli stipendi attuali ho formalo il ruolo 
nominativo delle pensioni pagate dalla Congregazione di carità negli ultimi venti 
anni dal 1868 al 1887. Questo ruolo (allegato lettera B) dà per risultalo una 
spesa media annuale nel primo decennio di ....... L. 10,217 01 

e nel secondo decennio di » 9,198 33 

■ 

L. 19,415 34 

« 

e la media annuale di tutti i venti anni suddetti è di . . . . L. 9,707 67 



§ 5.0 — Contributo della Congregazione per affrancarsi dopo il 1917 

del peso delle pensioni. 

Ma non è questa solamente la somma, che dovrà spendere in avvenire per 
un certo periodo di anni a titolo di pensioni la Congregazione di carità; perocché 
oltre la maggiore spesa che importeranno le pensioni dei 32 impiegati prossimi 
ad essere collocati a riposo, conviene dare un contributo alla nuova Cassa delle 
pensioni, affinchè questa possa formarsi un capitale per arrivare un giorno ad 
assumere da sé l'intero pagamento delle pensioni medesime. Il criterio per de- 
terminare tale contributo a me sembra chiarissimo. Si tratta per la Congrega- 
zione di affrancare una sua annualità passiva, che abbiamo visto essere stata 
negli ultimi venti anni di lire 9,700 all'anno. A ciò fare, all'interesse del 4 7^ 7^^ (»), 
occorrerebbe di avere subito un capitale di oltre lire 215,000; ma siccome que- 
sto non c'è disponibile, bisogna limitarsi a formarlo gradatamente con un con- 
tributo annuale, che non porti soverchio peso ai bilanci delle Opere pie. Intorno 
a ciò è opportuno di ricordare che l'Amministrazione provinciale dell'Umbria ed 
il Comune di Perugia, quando istituirono le rispettive Casse - pensioni, ebbero 
modo di dotarle fin da principio con un fondo straordinario, la prima di li- 
re 50,000, ed il secondo di lire 32,000, cosa questa che ha influito moltissimo 
alla buona riuscita di quelle istituzioni. Se la Congregazione di carità potesse e 
volesse fare altrettanto, darebbe sicura vita anche alla nostra, ma io non oso 
di proporlo, perocché ad eccezione degl'istituti dotali, dai quali non pare che 
si possa legittimamente prelevare a tale scopo qualche somma straordinaria, 
non vedo dove altrimenti si potrebbe ricorrere, senza pregiudicare il buon an- 



lì 



w 



(i) In tutti i calcoli di questo studio si adotta il saggio del i i/j o/q netto, sebl)ene le condizioni 
odierne del mercato munetariu condurrebbero anche a meno. 

45 



II 



458 

(lamento dell'esercizio della beneficenza. Ond\è che la proposta mia vien ristretta 
ad un modesto contributo annuale per il periodo di anni 30 dal 1888 al 1917, 
nella somma di lire 4,000 per i primi i2 anni, e di lire 3,000 per gli altri 18, 
i quali contributi, che per sé stessi ammontano a sole lire 102,000, varrebbero a 
formare, con gli interessi composti, alla fine del trentennio il capitale delle li- 
re 215,000 occorrente per l'affrancazione dell' attuale annualità passiva (L. 9,700) 
delle pensioni, le quali dopo i 30 anni resterebbero totalmente a carico della 
cassa. ♦ 

Per ragione di confronto si accenna, che i contributi annuali furono de- 
terminati dalla Provincia (che aveva G3 impiegati con lire 104,490 di stipendi) 
in lire 7,000 all'anno senza determinazione di tempo, e dal Comune di Perugia 
(che aveva 198 impiegati con lire 206,125 di stipendi) in lire 5,313, compresi 
i diritti di segreteria, per un tempo non minore di anni 20. Ove si consideri 
che, oltre questi contributi ordinari, la Provincia ed il Comune diedero i fondi 
straordinari surriferiti a titolo di dotazione per l'impianto, si troverà che il con- 
tributo come sopra proposto per In Congregazione non è affatto esagerato, an- 
che considerando che la cifra di lire 9^700, da me indicata per l'affrancazione, 
è inferiore al peso futuro che avrebbe la Congregazione slessa, non tanto a 
causa dei vecchi impiegati di cui si dirà in appresso, quanto per il recente 
aumento della pianta e degli stipendi del personale dell'agenzia di campagna, 
del manicomio e di altri istituti. 

§ G.** — Contributi della Congregazione per pagare le pensioni 

dal 1888 al 1917. 

Ma vediamo ora in che consista l' altro aggravio che rimane alle Opere pie 
per il pagamento delle pensioni in corso, durante il periodo, nel quale formar si 
deve il capitale della Cassa, ossia dal 1888 al 1917. 

Se, com' è stato già accennato, non ci trovassimo in mezzo alla sfavorevole 
circostanza, di avere 32 impiegati che hanno già superata l'età di anni 55 (*), 
sarebbe logico, in base alla media delle pensioni pagate negli ultimi 20 anni, 
di stabilire il contributo nella somma di annue L. 9,700. Ma poiché quei 32 im- 
piegati ci sono, e molti di essi, o per età assai avanzala, o per motivi di sa- 
lute, o per lunga anzianità di servizio, o per tutti e tre questi motivi, aspirano 
imminentemente alla pensione, né può supporsi che la Congregazione proprio 
oggi, che da un lato va a meglio garantire con la nuova cassa la sorte dei suoi 
impiegali, voglia dall'altro discostarsi, per i più vecchi, che ordinariamente 
sono i più meritevoli, dalle norme di equità costantemente mantenute, egli è 
perciò che, secondo il mio avviso, bisogna calcolare in questo modo : 

Nel decennio dal 1868 al 1877 le pensioni pagate (allegato B.) ammontarono a 
circa lire 10,000 all'anno, e nel decènnio successivo dal 1878 al 1887 a lire 9,000. 



(1) Il comune di Perugia quando istituì la cassa pensioni aveva soli \% impiegati di et& su|>eriore 



a?li anni 55. 



459 

Questa diminuzione nel secondo decennio, io dico, non può ritenersi normale, ma 
essere invece l'effetto di ritardale richieste di pensioni, mentre si scorge ad e- 
videnza che il risparmio di esso secondo decennio sarà speso indubbiamente e 
non basterà anzi negli anni successivi, tenuto conto del grande numero dei sud- 
detti vecchi impiegali. Laonde non pare infondato di proporre che alla media 
del primo decennio di lire 10,000 sia aggiunto ciò che è stato risparmiato nel se- 
condo ossia altre lire 1,000 e cosi calcolare la spesa a carico della Congregazione 
in lire 11,000 all'anno per fino a quando dureranno le pensioni attuali e quelle 
dei suddetti vecchi impiegati, ossia presuntivamente fino al 1900. Dopo quell'e- 
poca si potrà riprendere il contributo medio di lire 10,0(X) fino al 1917. In questa 
guisa io credo che si potrà addossare tranquillamente alla nuova cassa il carico 
delle pensioni attuali, prossime e future. Né il detto contributo di lire 11,000 per i 
primi 12 anni e di lire 10,000 per gli altri 18 apparisce soverchio in confronto 
a quello del Comune di Perugia, il quale per lo slesso titolo e quasi per lo stesso 
tempo è di annue lire 16,740. 

Che se invece la onorevole Congregazione di carità o trovasse troppo grave 
per sé questo contributo, o credesse di troppo pericolo per la nuova cassa, sot- 
toporla fin dal suo nascere al pagamento di molte pensioni, delle quali non si 
può mai con fondamento prevedere la durata, allora potrebbe escludere dall'as- 
sociazione della cassa stessa i 32 impiegali di età superiore ai 55 anni. In tal 
modo riserverebbe a sé, qualunque ne fosse il risultato, il pagamento delle pen- 
sioni attuali e di quelle degli impiegati suddetti per il periodo più difficile dei 
primi 12 anni, entro il quale tali pensioni si andrebbero presumibilmente pres- 
soché tutte ad estinguere. E decorso che fosse questo periodo, ossia nell' anno 
1900, quando già andrebbe a prendere sviluppo il passivo della nuova cassa, si 
dovrebbe passare alla medesima, e per 18 anni consecutivi, la somma di con- 
corso per il pagamento delle pensioni. 

Tale somma^ io credo, potrà essere determinata nella cifra media superior- 
mente rilevata del ventennio 1868-87 in lire 9,700, avuto riguardo in questo caso 
alla più sicura formazione di capitale, che avrà luogo entro i primi 12 anni. 

La conclusione pertanto di questo paragrafo si é, che accollando alla cassa 
le pensioni presenti, prossime e future, si debba dare alla medesima : 

dal 1888 al 1899 — L. 11,000 all'anno 
e dal 1900 al 1917 — L. 10,000 all' anno 
e lasciando invece a carico della cassa stessa le sole pensioni future, ossia quelle 
degli impiegali che oggi hanno un'età inferiore ai 55 anni, le si debbano assi- 
curare dal 1900 al 1917 — L. 9,700 all'anno. 

Di tutte queste cifre di vari contributi per il pagamento delle pensioni, come 
dell'altro contributo a titolo di affrancazione, di cui ho parlato nel paragrafo 
precedente, è stato formato un riparlo tra le diverse Opere pie in proporzione 
alla rendita delle medesime, ed agli stipendi degli impiegati rispettivi^ come può 
vedersi nell'allegato lettera C. 

Fino ad ora sono andato esaminando gli elementi aitivi della cassa, ed a 






460 

ricercare ciò che alla medesima sarebbe dovuto. Ma non sappiamo se questo 
sarà sufficiente, e perciò è necessario di fare qualche studio sul passivo, ossia 
sul numero e sulla durata probabile delle pensioni. 

§ 7*' — Liquidazione e durata probabile delle pensioni 

dal 1888 al 1917. 

Lo studio delle pensioni è principalmente basato sulla vita futura probabile 
dei pensionati ed impiegati attuali. Come si comprende, è questa una base poco so- 
lida, ma tuttavia ci vien data dalle tavole statistiche sulla mortalità, e dirò solo 
che di esse tavole ho prescelto quelle di Duvillard, che sebbene poco si disco- 
stino da tante altre, sono nondimeno tra le più accreditale. E cosi nella parte 
prima dell'allegalo lettera D, troviamo, in relazione all'età attuale, la durata 
probabile delle pensioni vitalizie già accordate. E nella seconda parte dello stesso 
allegato vediamo l'importo di quelle che potranno essere liquidate a favore dei 
32 impiegati più vecchi, avendo ragione individualmente del tempo di servizio 
e della vita probabile, e prevedendo non più di 6 anni di pensione per ciascuno, 
tempo questo che, se par breve per alcuni, sarà troppo lungo per altri, e si ri- 
tiene in media sufficiente, attesoché a tutti indistintamente gV impiegati sud- 
detti è slata calcolata una pensione. Trattandosi del resto di persone prossime 
ed essere pensionate, era necessario di fare questo calcolo individuale, perchè 
ognuna di esse ha la quasi certezza di godere di un assegno di riposo. Ma non 
così si può dire per gl'impiegati più giovani, i quali, avendo lungo tempo da 
percorrere, dovranno chi sa quanti morire e non arrivare alla pensione. E qui 
conviene indovinare un altro punto incerto, vale a dire l'epoca in cui gl'impiegati 
giovani potranno presumibilmente essere collocati a riposo. Intorno a questo, 
senza occuparmi per ora delle pensioni per malattia, di cui parlerò in seguito,' 
ho considerato che secondo il progetto di statuto non si può conseguire la pen- 
sione prima di 60 anni compiuti. Ma non tutti, anzi pochi di quelli di buona 
salute chiederanno di essere collocati a riposo, giunti che siano a 60 anni di 
età, sia per non lasciare le lunghe abitudini del servizio che formano la es- 
senza della loro vita, sia maggiormente, almeno per molti, per non diminuire 
lo stipendio, perocché moltissimi saranno quelli che a 60 anni non avranno 
compito il periodo massimo di tempo necessario per conseguire la intera pen- 
sione, e continueranno perciò nell'ufficio. 

A prognosticare pertanto a 65 anni in media la prospettiva o il desiderio di 
ogni impiegalo di andare in pensione, credo che ci accosteremo al vero, e con 
tale criterio vediamo nella parte terza dell'allegato D, non più individualmente, 
ma numericamente, quanti e di quale stipendio saranno gl'impiegati giovani at- 
tuali che giungeranno a godere del beneficio della pensione. Che se taluno an- 
che anticipasse, la maggior durala della pensione sarebbe compensata dalla mi- 
nore entità della medesima, atteso il minor tempo del servizio. 

A questi impiegali, che avranno la fortuna di arrivare a 65 anni, ho asse- 



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guato, stante la età avanzala, come si vede nella parte quarta dello stesso al- 
legato, la pensione intera, e per la durata di 9 anni, quanti a quella età ne at- 
tribuiscono le tavole statistiche. Ed in tal modo avendo esaurito lo studio delle 
pensioni, presento un riassunto delle medesime in fine dello stesso allegato D. 

§ 8.° — Indennità, restituzione di rilasci^ ecc. 

Resta ora a farsi qualche previsione per le indennità di una sola volta, per 
le restituzioni dei rilasci, per le pensioni alle vedove, figli e genitori, e per le 
pensioni eventuali agi' impiegati malati. Se fosse possibile di ideare in proposito 
qualche calcolo, lo farei, ma non venendomi in mente, espongo soltanto qualche 
considerazione. Le pensioni alla famiglia sono più un conforto morale per l'im- 
piegato, che un reale aggravio per la Cassa-pensioni, e comunque sempre lieve. 

Difetti, anche avendo famiglia, se l'impiegato muore giovane, poca é la 
pensione che gli avrebbe spettato, e quindi è minima la quota che va alla fa- 
miglia. Se muore vecchio, ordinariamente non lascia genitori, non lascia figli 
minori, e la moglie, o è morta, o é vecchia anch'essa. Le pensioni pure de- 
gl'impiegati, cui toccasse la disgrazia di cadere in malattia cronica prima dei 65 
anni, non possono troppo preoccuparci, imperocché la causa stessa che le de- 
termina ne fa prevedere la breve durata, e l'ammontare di esse per la brevità del 
servizio deve essere di poca importanza. Nondimeno per queste si troverà qual- 
che margine nel fondo delle pensioni ordinarie previste nel precedente paragrafo, 
le quali sono state calcolate per intero, e non in ragione di quarantesimi in 
rapporto agli anni di servizio. Ma non tanto per queste eventuali pensioni, 
quanto rispetto alle indennità ed alle restituzioni di rilasci, ho creduto prudente 
di portare nel passivo della cassa un fondo annuale di lire 1,500. 

• 

§ 9.0 — Conto preventivo economico della Cassa-pensioni 

dal 1888 al 1917 

Ed ultimate cosi le indagini sia per l'attivo che per il passivo della nuova 
istituzione, prego la onorevole Congregazione di esaminare nell'allegato E, n. 1 e 2, 
il conto economico preventivo della cassa per il trentennio dal 1888 al 1917, il 
quale conto è stato formato in due differenti maniere. La prima é adattabile al 
caso di comprendere nell'associazione i pensionati attuali e tutti gl'impiegati e 
salariati sia che abbiano o no compiuti gli anni 55. La seconda prevede l'altro 
caso di istituire la cassa per i soli impiegati che oggi hanno meno di 55 anni 
di età, lasciando che agli altri continui come nel passato a provvedere diretta- 
mente la Congregazione. Ivi sono riportali i vari elementi, di cui ho fallo cenno 
nel presente rapporto, i quali conducono ai seguenti risultati; 



•;Ii' 



■■ il 



*-f 



Rilasci degl'impiegati 



462 

Nel lo caso (per tutti gì' impiegati) (*) 

arretrati L. 

annuali » 

Entrata l co„^^ib„^„ delleOpere pie ! P'' ?««•"»«"'<> <J«"« Pe"sioni . 

/ per affran. del peso delle med. » 
Interessi sugli avanzi annuali » 



Somma dell' entrata L. 



__ , i Pensioni presunte L. 

) Indennità, restituzioni di rilasci ecc. . . • 

Somma dell'uscita L. 



377,278 

45,000 



Avanzo presunto per la fine del 1917 



Nel 2^ caso (per gr impiegati di età inferiore a 55 anni) 



16,632,20; 

90,861 90| 
312,000 » 
102,000 » 
132,207 501 




Rilasci degl'impiegati 



i arretrati ...... L. 

i V. . v^ j annuali » 

^*~** Contributo delle Operepìe ^ P*' P«««"nenlo delle pensioni . 
^ ( per affran.del peso delle med. » 
\ Interessi sugli avanzi annuali » 



Somma dell'entrata L. 



Uscita 



^Pensioni presunte L. 

flndennilà, restituzione di rilasci ecc. . . » 

Somma dell'uscita L. 



239,964 39 
45,000 



I 13,338 37j 
88,860'83| 
174,600J . , 
102,000 » i 
142,565 83 




Avanzo presunto per la fine del 1917 . L. 



Or dunque vediamo che alla fine del trentennio, nell'uno e nell'altro caso, 
la somma di capitale cumulato salirà alla cifra di circa lire 230,0(X). Calcolando 
su questa l' interesse^ sempre al saggio del 4 */, 7^, si ha che la Cassa-pensioni 

ne ricaverà allora annue L. 10,350